“Pancor”, il pane che viene dal cuore dopo la furia della tempesta

di Claudio Soranzo

Sedici ottobre 2020: una data molto importante, quella dell’anteprima nazionale del documentario “Pancor” al cinema Visionario di Udine, coincisa con un evento altrettanto importante, fortemente voluto dalla famiglia Marini, che da ben 115 anni, di generazione in generazione, guida il simbolo della storia e dell’ospitalità del Friuli Venezia Giulia. Una famiglia che rappresenta l’hotellerie e la ristorazione d’alta qualità del nostro territorio, grazie all’accoglienza genuina dell’Hotel Là di Moret e all’eccellenza della proposta gastronomica de “Il Fogolar”.
L’evento, organizzato in collaborazione con PromoTurismoFvg, racconta una storia fatta di circostanze positive, come anche di un avvenimento devastante, ma soprattutto celebra persone uniche che credono ancora che ciascuno di noi, con le proprie azioni, possa cambiare in meglio il mondo.

Tra licheni e cortecce.

Tutto ebbe inizio alla fine di ottobre di due anni fa, quando la furia della tempesta Vaia colpì inaspettatamente la Carnia e Sappada, distruggendo migliaia di ettari di bosco – oltre l’1% dell’intera superficie forestale regionale – con più di un milione di metri cubi di legname abbattuto. La tristezza per questa devastazione toccò anche Stefano Basello, noto chef de “Il Fogolar”, appunto il ristorante del Là di Moret. Il legame forte e struggente nei confronti del suo territorio lo fece attivare immediatamente, per conservare e, in un certo senso fare rivivere, la bellezza di questi luoghi e l’essenza degli alberi sterminati dalla furia della pioggia e del forte vento. Con l’aiuto della sua brigata di cucina si mise subito al lavoro e, recuperando la corteccia degli abeti bianchi e rossi, ne estrasse le parti commestibili per ricavare una sorta di farina, da utilizzare assieme ad altri ingredienti per ottenere del pane non solo buono e croccante, ma in grado di far tornare a vivere un territorio e la sua natura.

Il pane pronto da tagliare.

Questo gesto di sensibilità e rispetto colpì tempo dopo il secondo protagonista di questa storia, Swan Bergman, noto regista bolognese dalle origini svizzere – sua è la maggior parte delle regie live dei tour di Vasco Rossi – che si mise sulle tracce di Stefano e quando lo conobbe ne rimane incantato. Stefano, estremamente schivo – a tratti ricorda un folletto appena uscito dai boschi – cattura la curiosità di Swan a tal punto da decidere di farlo diventare il protagonista di un documentario da lui diretto, ambientato proprio nelle zone distrutte nel 2018 e le più incontaminate vallate carniche, dove lo chef friulano e i suoi aiutanti si recano da marzo a ottobre per recuperare erbe, bacche, licheni, gemme e piante selvatiche, che diventano vere e proprie materie prime alla base delle preparazioni de “Il Fogolar”. In “Pancor – Il pane che viene dal cuore”, la convinzione di Bergman che la comunicazione può migliorare il mondo, e la capacità di Basello di trasmettere con semplicità la magia dei suoi luoghi, diventano un tutt’uno, un fil rouge che coinvolge Edoardo Marini, il terzo protagonista di questo documentario, che ha sempre creduto nei progetti di Basello, incoraggiandolo affinché il territorio, la sua storia, le sue radici e i suoi protagonisti fossero sempre al centro dell’offerta enogastronomica del suo ristorante.

Gustose proposte a tavola.

Ecco perché la cucina de “Il Fogolar” privilegia la scelta di materie prime provenienti da piccoli artigiani, contadini e allevatori, che hanno permesso la riscoperta di ingredienti dimenticati, come pure di antiche ricette in grado di far scoprire e valorizzare un intero territorio.
Così si chiude il cerchio tra questi tre personaggi, moderni visionari fortemente convinti che ciascuno di noi, con le proprie azioni più o meno piccole, può davvero cambiare il mondo.

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In copertina e qui sopra lo chef Stefano Basello nei boschi devastati due anni fa dalla tempesta Vaia.

Confagricoltura alza la voce contro l’Ue: no alla “carne sintetica”

di Gi Elle

Confagricoltura alza la voce dicendo ancora una volta un no fermo alla cosiddetta “carne sintetica”. L’Europarlamento ha, infatti, bocciato gli emendamenti che avrebbero bloccato l’uso di denominazioni ingannevoli per alimenti di origine vegetale spacciati per hamburger, salsicce o bistecche, veramente di carne. La posizione va contro la trasparenza per la quale l’organizzazione nazionale degli imprenditori agricoli si batte da tempo, a favore dei consumatori e delle imprese zootecniche. Altrettanto ha fatto il Copa-Cogeca, con una campagna di comunicazione europea.

Massimiliano Giansanti


«I consumatori – afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che è anche vicepresidente del Copa – hanno il diritto di scegliere i prodotti che desiderano, basando la propria scelta su informazioni affidabili che riflettano correttamente le caratteristiche del prodotto. Spesso, invece, queste informazioni si rivelano ingannevoli». Invece, proprio in seguito alla decisione appena presa dall’Europarlamento, «rimane la possibilità – sottolineano gli agri-imprenditori anche del Friuli Venezia Giulia guidati da Philip Thurn Valsassina – di utilizzare termini impropri per prodotti appartenenti a categorie alimentari diverse».
«Confagricoltura – conclude Giansanti – continuerà la battaglia in tutte le sedi istituzionali per garantire la correttezza delle informazioni, la trasparenza verso il consumatore, nonché per tutelare gli interessi delle imprese del settore zootecnico, portabandiera del “Made in Italy” nel mondo».

Philip Thurn Valsassina

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In copertina, il burger tipica proposta dell’alimentazione veloce di oggi.

Casarsa, tredici disabili a tu per tu con i ritmi antichi della Val Resia

Spesso, per chi ha una disabilità, viaggiare non è facile; ma il viaggio rappresenta non solo un momento di svago e relax, ma anche un’importante occasione di crescita. Ecco perché la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, di Casarsa della Delizia, in collaborazione col team della Tana in Val Resia e della cooperativa Farfalle nella Testa di Bordano, ha organizzato, per il terzo anno consecutivo, il progetto di turismo inclusivo “Anche io Amo Viaggiare” destinato a persone in difficoltà o con disabilità. Un sogno che è diventato realtà quest’anno per 13 persone (suddivise in due gruppi distinti) che dall’1 all’11 settembre scorsi hanno soggiornato in Val Resia, grazie al sostegno di Fondazione Friuli, che ha finanziato il progetto.
«L’idea nuova di “Anche io Amo Viaggiare” – ha spiegato Giuliana Colussi, responsabile dell’Area Integrazione Sociale – è quella di portare gli ospiti a vivere il territorio non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale e sociale. Le attività non sono state pensate per la disabilità, ma al contrario, seguendo l’esempio del turismo lento ed esperienziale, sono attività per tutti che con dei piccoli accorgimenti sui tempi e sulle esigenze individuali, risultano idonee anche a persone con bisogni speciali».

Il programma in Val Resia ha previsto diverse tappe: la visita ai principali musei, l’esplorazione dei più interessanti siti naturalistici tra cui il Fontanone di Barman e la Sella Carnizza, la visita al Centro visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie che ha permesso al gruppo di entrare in contatto con il territorio e i suoi ritmi antichi, la visita del Museo dell’Arrotino e all’abitato di Stolvizza che ha consentito di prendere confidenza con la popolazione, con gli usi e i costumi tipici della Val Resia, la visita a Bordano alla Casa delle Farfalle, caratterizzata da un laboratorio didattico a tema naturalistico e dall’immersione nella foresta tropicale e l’esplorazione delle rive del Lago di Cavazzo. I due gruppi sono stati accompagnati da 6 educatori (il primo gruppo includeva persone con bisogni assistenziali elevati, quindi la necessità di garantire la presenza di 4 educatori), da 1 volontaria e da 2 guide naturalistiche. «Molto emozionante l’esperienza in Malga Confin – ha aggiunto Giuliana Colussi – dove i partecipanti si sono potuti cimentare nei lavori da malgaro tra cura degli animali e lavoro in latteria. E poi, durante le serate, sono state fatte camminate notturne per ascoltare le “voci della foresta” ed osservare il cielo. Non sono mancate neppure le musiche e le danze tipiche del territorio della Val Resia accompagnate da un ottimo barbecue preparato in collaborazione con i partecipanti».

Il progetto “Anche io Amo Viaggiare”, finanziato da Fondazione Friuli, costituisce per i partecipanti un’importante occasione di conoscenza del territorio, di inclusione sociale e di crescita personale, visto che per molti rappresenta l’unica occasione di vivere una vacanza in autonomia. «Si tratta di un momento di fraternità e amicizia – hanno fatto sapere gli educatori – in cui la cornice naturale costituisce lo sfondo perfetto per rapporti interpersonali rilevanti e duraturi». Infatti, grazie al progetto, è stata offerta la possibilità alle persone con disabilità e agli altri partecipanti di sperimentare momenti di socialità e svago al di fuori del contesto familiare. «L’opportunità è unica per vivere momenti di condivisione lontani da casa, ognuno con le proprie abitudini – hanno aggiunto gli educatori -. Ciascuno si è trovato ad affrontare una condivisione nuova di spazi e tempi all’insegna del clima da vacanza ed è stato un modo per conoscersi meglio. E se per alcuni è uno dei tanti viaggi, per altri è un’esperienza nuova in cui le emozioni e l’allontanamento dalla famiglia diventano un momento di crescita. Il viaggio in Val Resia ci ha permesso di scoprire la montagna vicino a noi, con i suoi tesori naturali e le imprese dell’uomo che sa relazionarsi con la natura. Cose semplici che ci avvicinano alla natura fino a toccarla».

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In copertina e  all’interno alcune immagini della bella esperienza a Malga Confin in Val Resia.

Un invito a Caporiacco a conoscere le piante mangerecce autunnali

Per domenica 25 ottobre, dalle 10 alle 13 (ritrovo in via San Daniele, 51, a Caporiacco di Colloredo di Monte Albano), l’Associazione Flor De Vida, di Udine, ha organizzato l’appuntamento “Conoscere le piante mangerecce autunnali tra seminativi, orti e prati”.

LE PIANTE AUTUNNALI – Ogni stagione porta i suoi frutti, ma di tutte le stagioni l’autunno è quella che offre di più all’uomo, e chiede di meno. Sebbene non si possa considerare la stagione migliore per la raccolta delle erbe selvatiche, infatti, anche l’autunno riserva le sue gustose e verdi sorprese. Farinut, Crepidi, Portulaca, Galinsoga, Borsa del Pastore, sono solo alcune delle erbe alimurgiche che l’autunno offre a chi ha il giusto occhio per cercare. L’Associazione Flor de Vida propone un evento dedicato alla conoscenza delle piante spontanee tardo estive e autunnali che vengono consumate nella cucina popolare del nostro territorio, con un occhio di riguardo al ruolo ecologico che queste specie hanno nel loro ambiente naturale. Tra campi a riposo, orti e prati sarà possibile imparare quali specie raccogliere, come riconoscerle, come chiamarle, come curarle e come cucinarle. L’evento prevede l’iscrizione all’Associazione (comprensiva di assicurazione giornaliera). Ai partecipanti saranno raccontate le metodologie di coltivazione, raccolta, pulitura, trattamento e cucina delle erbe, ma anche gli aspetti botanici e naturalistici delle specie e degli ambienti incontrati. Verrà inoltre distribuita una dispensa riassuntiva sulle piante “incontrate”, comprensiva di metodi di raccolta e pulitura.

GLI ACCOMPAGNATORI – Ad accompagnare i partecipanti saranno Cristina Barbiani e Gabriele Pingitore. Cristina Barbiani grande appassionata di erbe e di cucina tradizionale friulana, è cresciuta in una famiglia in cui, da generazioni, si tramandano le conoscenze sulle piante eduli del nostro territorio. Ci mostrerà come raccogliere, curare e cucinare le piante spontanee della nostra regione. Gabriele Pingitore, naturalista e conoscitore della flora regionale, ci introdurrà invece agli aspetti botanici ed ecologici delle specie che incontreremo.

INFO TECNICHE – Per la mattinata è consigliato indossare vestiti comodi, pantaloni lunghi e scarpe da trekking o da ginnastica, portare acqua e un quaderno per gli appunti, curiosità e voglia di imparare. L’evento si svolgerà all’esterno ma, nel rispetto della normativa per il contenimento del Covid-19 vigente, sarà comunque d’obbligo l’utilizzo della mascherina. In caso di meteo sfavorevole l’evento sarà annullato. Per maggiori informazioni e prenotazioni è sufficiente scrivere ad associazione.flor.de.vida@gmail.com o chiamare lo 3204180864 oppure il 3337992738.

https://www.facebook.com/flordevidaasdc

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In copertina, prati stabili nella zona collinare di Caporiacco.

 

Coronavirus ferma le castagne di Valle. E allora arrivederci al 2021

È un arrivederci al prossimo anno per festeggiare la 40ma edizione della Festa delle castagne e del miele di castagno quello lanciato dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo che, in seguito al nuovo Dpcm firmato dal presidente Conte per contrastare il Coronavirus, non potrà veder realizzato l’ultimo weekend della manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Ma i primi tre fine settimana si sono potuti svolgere e quindi ci sta anche un primo bilancio dell’evento che, grazie alla collaborazione dei visitatori e alla passione dei volontari della Pro Loco, ha regalato un momento di serenità in questi giorni difficili.

“Nel rispetto delle nuove norme a contrasto della diffusione del Coronavirus – ha spiegato il presidente della Pro Loco, Gian Franco Specia – non potremmo realizzare gli ultimi eventi di “Ottobre tra castagne e natura” di sabato 24 e domenica 25 ottobre. Quindi niente camminata a raccogliere le castagne, né chioschi aperti dove degustare castagne, Ribolla e altre prelibatezze locali. Però ringraziamo del tempo che abbiamo potuto trascorrere insieme e dei numerosi visitatori che in questi primi tre weekend d’ottobre ci hanno raggiunti a Valle, tutti così attenti a rispettare le norme anti Covid-19. Li vogliamo ringraziare idealmente uno a uno per aver scelto Valle, nonostante le regole da rispettare e gli ingressi contingentati. Siamo soddisfatti per la riuscita degli eventi: è stato un bel modo per festeggiare l’autunno e godere della bellezza che il nostro borgo, soprannominato “Il Balcone sul Friuli“ per la posizione panoramica, può regalare. Ai visitatori speriamo di aver donato con la nostra passione un momento di serenità. Ci rivediamo nel 2021 con tante idee e voglia di stare insieme – ha concluso Specia – anche perché la prossima tappa sarà il 40° anniversario della nostra Festa e noi abbiamo intenzione di festeggiarlo alla grande. Per questo a tutti i nostri sostenitori diciamo arrivederci al prossimo anno”.

Durante tutti i primi tre weekend del mese di ottobre la Pro Loco, in collaborazione con il Comune di Faedis e il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, aveva aperto le sue porte ai visitatori con un interessante calendario di proposte: ogni sabato la tradizionale passeggiata nel bosco con raccolta delle castagne e tutte le domeniche la camminata guidata con esperto botanico “Alla scoperta del Soffumbergo”. Immancabili e apprezzatissimi i chioschi enogastronomici con specialità alla griglia e menu degustazione a base di castagne e gli intrattenimenti musicali offerti al pubblico.

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In copertina, le castagne ancora nel riccio: Valle di Soffumbergo annulla l’ultimo week-end.

Disturbi alimentari: come nascono e come si curano

Disturbi alimentari: in Italia si contano oltre 8.500 nuovi casi ogni anno, e si stima ne soffra il 10 per cento degli adolescenti. In provincia di Pordenone si registrano circa 160 nuovi casi l’anno e dal 2008 al 2019 nel reparto di pediatria all’ospedale cittadino sono state ricoverate 60 persone, che rappresentano solo il 20 per cento dei pazienti seguiti. Rilevante anche l’età di coloro che soffrono di questi disturbi: si tratta di giovanissimi che in media hanno 15 anni. Proprio alla difficoltà di rapportarsi con equilibrio all’alimentazione, ed ai risvolti psicologici e psichiatrici che le relazioni col cibo nascondono o implicano è dedicato il convegno a più voci promosso dall’Istituto Regionale di Studi Europei per domani 22 ottobre, in programma dalle 15.30 nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone: “Quando il cibo è un problema: a partire dai più piccoli. Come nascono, e come si possono curare, i disturbi alimentari più comuni” titola il forum che punta i riflettori sull’impegno a livello territoriale di pediatri, psicologi, operatori sanitari sui disturbi in età precoce, con il coinvolgimento di famiglie e mondo della scuola. Interverranno Roberto Dall’Amico, direttore Dipartimento materno infantile Ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone e direttore ad interim Sc Pediatria San Vito-Spilimbergo; Gianluigi Luxardi, psicoterapeuta e psicologo, direttore del Centro disturbi alimentari di San Vito al Tagliamento; Liliana Giust, presidente di Adao Friuli onlus Associazione Disturbi Alimentarie Obesità. L’evento rientra nel cartellone 2020 della rassegna Irse “Affascinati dal cervello”, dedicata quest’anno a “Mens sana in cibo sano”. La partecipazione è gratuita sia “in presenza”, nel totale rispetto delle norme di sicurezza, che in diretta streaming sul sito Irse. I relatori saranno introdotti dal divulgatore scientifico Gianluca Liva, con formazione in neuroscienze, storia della scienza e comunicazione alla Sissa di Trieste.

Gianluigi Luxardi

Roberto Dall’Amico

I disordini alimentari sono gravi patologie con complicazioni fisiche e psichiche, possono colpire bambini, adolescenti e adulti, prevalentemente di sesso femminile anche se negli ultimi anni si riscontra un’incidenza del 10 per cento circa nella popolazione maschile. I fattori psicologici contribuiscono all’insorgenza di comportamenti alimentari anormali, che includono sia l’estremamente scarso, sia l’eccessiva assunzione di cibo. Curare un individuo, quindi, significa considerare tutti i possibili ambiti della sua vita, compresi quelli sociali: chi ne è affetto non riesce ad alimentarsi con sufficiente serenità ed ha una percezione alterata del proprio corpo.

«Non si ha esempio di malattia psichiatrica con una simile propagazione, una vera e propria epidemia sociale – commenta Liliana Giust -. Si parla di tre milioni di ragazzi, in Italia, che soffrono oggi di questi disturbi, non a caso seconda causa di morte in età adolescenziale, dopo gli incidenti stradali». Adao Friuli Odv è un’Associazione di genitori e familiari di pazienti affetti da Disturbi del Comportamento Alimentare attiva dal 2003, impegnata nella prevenzione e nella diagnosi precoce di questi gravi patologie: l’ultimo progetto sul territorio, “Sana Alimentazione”, si è svolto con otto classi di due scuole medie della provincia di Pordenone nel 2019 e attraverso corsi di formazione per insegnanti ed educatori (2018), ma anche per allenatori, tecnici, istruttori e insegnanti di scienze motorie (2020).
Osserva il direttore del Centro Disturbi Alimentari di San Vito al Tagliamento, Gianluigi Luxardi, che i disturbi alimentari colpiscono sempre più bambini e possono iniziare già intorno ai cinque anni. Nelle bambine delle Scuole primarie sono stati trovati i disturbi più comuni, dall’anoressia alla bulimia, assieme a disordini alimentari più difficili da interpretare, come la disfagia – la difficoltà a deglutire – il selective eating (alimentazione selettiva), il food avoidance emotional disorder (disturbo emotivo da avversione per il cibo) e l’ortoressia (ossessione di un’alimentazione sana). «La percentuale di guarigione – ha spiegato Luxardi- è pari al 70%. Solitamente nel giro di due anni i pazienti, soprattutto quelli più giovani, riescono a guarire».

Info IRSE Bit.ly/IRSE_AffascinatiCervello2020

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In copertina, salumi tipici della tradizione agroalimentare friulana.

 

“Sapori del Carso” e ricordi della Grande Guerra a Redipuglia e Monte Sei Busi

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 25 ottobre la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle ore 9.30 alle 13, un’escursione storico-naturalistica a Redipuglia e sul Monte Sei Busi. Sopra il Sacrario di Redipuglia, un itinerario pianeggiante tra la vegetazione della landa carsica, interrotta dai colori vivaci delle bacche e delle foglie in autunno. Si passerà tra trincee e doline, come quella “dei Bersaglieri”, con testimonianze dei combattimenti avvenuti nella Grande Guerra. Con letture a tema. Lunghezza del percorso: circa 7 chilometri.
Dopo l’uscita possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso”, abbinati ai vini di questa prestigiosa zona Doc (Malvasia, Vitovska, Terrano), nei locali dei ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10 per cento. E poi ci sono le famose “osmize”, le osterie private, che offrono ovviamente i vini di un territorio caratterizzato da rocce e terre rosse con cui accompagnare varie bontà tipiche della zona.
Ritrovo alle ore 9.10, davanti al Museo Storico Militare di Redipuglia. Quote di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.

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In copertina e all’interno una tradizionale “osmiza” del Carso, i colori autunnali del sommaco e una trincea della Grande Guerra.

Dalla Regione in arrivo un milione di euro a sostegno del Vigneto Fvg

Messo a disposizione un milione di euro per il Vigneto Fvg. E’ stato infatti approvato dalla Giunta regionale il bando per l’accesso alla misura “investimenti” prevista dal Piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo relativo alla campagna vendemmiale 2020/2021, dotato appunto della consistente somma di denaro.

Stefano Zannier

“Il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione – evidenzia l’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier, come informa una nota Arc – darà modo alle aziende interessate di fruire rapidamente della somma messa a loro disposizione. L’obiettivo è quello di di favorire l’innovazione nella vitivinicoltura e consentire al settore di riposizionarsi a pieno titolo sui mercati nazionali ed esteri, confermando il perseguimento di quella qualità che ha consentito al Vigneto Friuli Venezia Giulia di entrare tra le Regioni più vocate e apprezzate nel comparto vinicolo”.
“L’intento della Regione – prosegue l’esponente della Giunta Fedriga – è di fare in modo che i vitivinicoltori utilizzino in tempi rapidi queste risorse messe a loro disposizione, in modo tale da poter eventualmente “aggredire” altri fondi del bando nazionale non utilizzati da altre Regioni, mettendoli così a disposizione del Friuli Venezia Giulia. Il passo successivo sarà quello di individuare ulteriori misure di sostegno al settore, per essere sempre al fianco di uno dei comparti che, oltre a permettere redditività alle aziende, rappresenta uno dei simboli dell’immagine di una realtà dinamica e in grado di affrontare da sempre, e superare, le difficoltà del momento”.
Il Bando contempla le operazioni ammissibili ai finanziamenti, che dovranno essere di carattere biennale e concludersi entro il 2022. Queste prevedono il sostegno per l’acquisto di contenitori di legno per l’affinamento e l’invecchiamento dei vini, l’acquisto di attrezzature specifiche isobariche per l’elaborazione di vini spumanti e frizzanti fino alla fase di pre-imbottigliamento, che comprendono autoclavi, impianti di filtrazione, gruppi frigoriferi e altre attrezzature idonee e necessarie per la spumantizzazione.
Ammesso anche l’acquisto di macchine, attrezzature, impianti finalizzati alla eliminazione dei gas nei vini e al dosaggio di elementi quali per esempio SO2, O2 e altri; strumentazioni analitiche, contenitori e impianti connessi; attrezzature informatiche e relativi programmi finalizzati al controllo degli impianti tecnologici; investimenti per la lavorazione e la vinificazione delle uve, lo stoccaggio e l’affinamento dei prodotti vitivinicoli, con esclusione delle linee di imbottigliamento e confezionamento, e di gestione del magazzino.
“Per garantire maggiore efficacia all’esito di questa iniziativa – conclude l’assessore Zannier – il bando prevede che non sia ammesso al sostegno finanziario l’acquisto di materiali usati: l’obiettivo è infatti quello di poter garantire che gli investimenti siano finalizzati al miglioramento della produzione, all’adeguamento della domanda del mercato e a una maggiore competitività”.

Povoletto, salta il convegno di oggi

Niente riflessione post-vendemmia oggi a Povoletto, dove, alle 18, nell’auditorium comunale, si doveva tenere l’annunciato incontro per la presentazione di “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, era previsto un convegno avente per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo. Erano in programma anche gli interventi di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino (associazione nazionale nella quale Povoletto è appena entrato).  “Causa Dpcm di stanotte – ha informato infatti l’assessore Lisa Rossi – l’evento fisico è annullato. Stiamo organizzando uno studio per la registrazione  degli interventi di Fabbro, Rizzi e Venturini che pubblicheremo on line”.

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In copertina e qui sopra belle immagini di vigneti sulle colline del Comune di Povoletto.

Finita la vendemmia, a Povoletto una riflessione con i “Racconti di vino”

di Gi Elle

Concluse le operazioni vendemmiali, anche nel Comune di Povoletto è opportuno ritagliare un momento utile per una riflessione post-raccolta e per guardare al futuro del settore vitivinicolo soprattutto alla luce dei tanti problemi causati dall’emergenza sanitaria che ancora non si vuole arrendere. Giornata importante, quindi, quella di domani, 19 ottobre, quando alle 18, nell’auditorium del capoluogo, sarà presentato“2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, si terrà un convegno che ha per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” che sarà coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo.

Lisa Rossi


Quello del vino è il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis, concentrato per lo più sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche a Ravosa, Marsure e Bellazoia: la zona Doc è quella dei Colli orientali del Friuli che quest’anno compie mezzo secolo di vita. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.
Dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, sono state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate delle brevi videointerviste. Come ci spiega l’assessore Lisa Rossi, “le aree vitate sono una parte fondamentale del nostro paesaggio, così come le aree agricole, la loro tutela ha un ruolo importante per la nostra azione amministrativa. Per lo sviluppo locale creare una sinergia tra pubblico e privato in questo settore significa creare un ambiente con una buona qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro”.
Pertanto, con quest’iniziativa, l’amministrazione di Povoletto ha voluto creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. Questo progetto continuerà con un evento in cantina che si terrà l’8 novembre in occasione della Giornata mondiale dell’enoturismo. I video saranno raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFVG t.ly/mKqR e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto).
In occasione della presentazione ufficiale del progetto, che si terrà come detto domani, alle 18, nell’auditorium di Povoletto, interverrà con una sua relazione appunto il dottor Claudio Fabbro, il  quale metterà a confronto le vendemmie degli ultimi quattro anni con i dati di quello ancora in corso. Assieme a Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e a Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, farà il punto anche sugli orientamenti dei consumatori dopo l’epidemia sanitaria da Covid-19.
Al termine interverranno i vignaioli che hanno aderito alle videointerviste portando la loro testimonianza diretta. Hanno aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz.

Il progetto, nato da un’idea dell’assessore comunale Lisa Rossi, è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.

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In copertina e all’interno due immagini dello splendido ambiente collinare del Comune di Povoletto molto vocato alla vitivinicoltura.

 

Enogastronomia per il Giro, Vignalonga a Nimis, mele e castagne nelle Valli

di Gi Elle

Quante belle e invitanti proposte in questo fine settimana di metà ottobre! Con l’enogastronomia Fvg grande protagonista nei luoghi toccati dalle tappe del Giro d’Italia, la camminata fra i vigneti di Nimis, le antiche mele delle Valli del Natisone e le castagne del “Balcone del Friuli”. Ma ecco in dettaglio di che cosa si tratta.

Bontà Fvg in “rosa”

Manca ormai pochissimo all’arrivo della “carovana rosa” in Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFvg sale in piedi sui pedali per cogliere le occasioni di promozione turistica legate alle tappe regionali del Giro d’Italia. A Rivolto e Piancavallo (domani 18 ottobre), Udine (lunedì 19), Monte di Muris (martedì 20), infatti, il braccio turistico della Regione Fvg sarà presente per dare accoglienza e assistenza: sarà in particolare l’enogastronomia a farla da padrona, con l’allestimento di zone hospitality dove si potranno degustare le eccellenze food&wine del territorio. Saranno presenti i vini della nostra regione, grazie alla collaborazione con il Consorzio delle Doc e il Consorzio Collio, il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele, forniti dai rispettivi Consorzi di tutela, ma anche piccole chicche artigianali prodotte da alcune delle aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia: gli ospiti potranno quindi assaggiare anche il succo di mela, birre artigianali, gubana e strucchi, piccola pasticceria, miele, speck, sottoli e olio Tergeste. La tappa di San Daniele sarà gestita dal Consorzio del prosciutto, ma con la collaborazione di PromoTurismoFvg saranno presenti anche tutti gli altri prodotti. In conformità alla normativa anti-Covid, PromoTurismoFvg allestirà i punti di ristoro a cui avranno accesso solo un numero limitato di ospiti, composto da giornalisti e istituzioni, e dove la somministrazione del prodotto avverrà tramite monoporzioni, bicchieri personalizzati e mantenendo il distanziamento necessario alle esigenze sanitarie del momento. Ogni tappa, inoltre, sarà un’occasione per offrire materiale informativo sulla regione e raccontare il territorio.

Nelle vigne del Ramandolo

E, mentre in Friuli Venezia Giulia arriva il tanto atteso Giro d’Italia con la mitica tappa Aerobase di Rivolto-Piancavallo, a Nimis domani ci sarà la 5a Vignalonga nell’imminenza del passaggio dei ciclisti della tappa Udine-San Daniele che martedì sfrecceranno anche per il paese pedemontano, prima di raggiungere le alte valli del Cornappo e del Torre. La società Asd Atletica Dolce Nord Est ha organizzato infatti, sotto l’egida della Fiasp, un’attività motoria non competitiva aperta a tutti su un percorso circolare di 5 e 12 chilometri. Iscrizioni e partenza dal parco della Madonna delle Pianelle, quello dove si svolge l’annuale sagra settembrina che vanta oltre cinque secoli di storia. Gli orari di partenza sono fissati fra le 8.30 e le 11 e i partecipanti dovranno osservare tutte le norme anti-contagio. Quindi via al tour nei vigneti del Ramandolo Docg e del Refosco Doc Colli orientali del Friuli, tra Nimis e Tarcento, dove si è appena conclusa la vendemmia.

La Seuka protagonista

Dopo le gubane e le castagne, saranno le mele le grandi protagoniste di “Sapori nelle Valli”, la fiera-mercato agroalimentare delle valli del Natisone che si tiene nei fine settimana di ottobre nella zona industriale di San Pietro. Eccezionalmente, trattandosi della coincidenza con l’arrivo del Giro d’talia, la manifestazione di questo weekend si protrarrà fino a martedì prossimo, giorno in cui la “carovana rosa” giungerà anche nelle Valli. Oggi e doamani, fiera-mercato “Una mela al giorno… alla scoperta della mela Seuka”. Dell’antica varietà autoctona delle Valli del Natisone saranno proposti racconti, storia e sperimentazioni, nonché degustazioni. La manifestazione si concluderà il 25 ottobre con L’innovazione.

Sul “Balcone del Friuli”

A Valle di Soffumbergo, invece, l’appuntamento è ancora con la castagne. A prescindere dalle condizioni meteo, i chioschi con specialità a base del tipico frutto autunnale saranno sempre aperti sia oggi che domani. Oggi, inoltre, raccolta di castagne nel bosco (ultimi posti disponibili, per verifica contattare www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e domani passeggiata naturalistica alla Grotta Foran di Landri (anche qui ultimi posti). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che pure per domani è istituito il senso unico di marcia dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò. Anche questo ottobre è infatti all’insegna delle castagne e della natura a Valle di Soffumbergo, il “Balcone del Friuli”. Rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato per tutti i weekend del mese si svolgerà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg.

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In copertina, i vini Fvg grandi protagonisti per brindare al Giro d’Italia atteso domani e martedì.