A Natale arriva “Garbo”, l’aceto gentile e virtuoso di Slow Food Friuli

(g.l.) Ecco pronto per le tavole di Natale “Garbo”, il nuovo aceto firmato Slow Food Condotta del Friuli. “Garbo” perché si tratta di un aceto dai modi gentili e dagli scopi virtuosi o “Garbo” (peraltro, in lingua friulana “garb” vuol dire aspro, acido…) perché agro come solo la frutta sa essere? Lo deciderà chi vorrà provarlo, sull’insalata o per cucinare: è infatti il nuovissimo aceto naturale slow, firmato ovviamente da Slow Food Condotta del Friuli e derivato dai vini del territorio, dedicato a tutti coloro che in questo periodo difficile non hanno potuto avere accesso a un cibo “buono, pulito e giusto”.
Ogni anno, i collaboratori di Slow Wine Fvg degustano migliaia di vini, i migliori dei quali sono poi recensiti sulla guida Slow Wine. Da queste degustazioni avanza sempre qualche assaggio, che viene sapientemente riutilizzato, alla vecchia maniera. La fermentazione è “casuale”: se in quella spontanea del vino l’uomo svolge comunque un ruolo fondamentale, in quella riservata all’aceto slow il caso ha dettato le regole. Gli slow-winers friulani spiegano di essersi limitati a unire una “madre” che viene utilizzata da più di un secolo, nata e cresciuta nella Bassa Friulana (la stessa della precedente edizione) e i vini del Friuli Venezia Giulia e della Primorska, zona vitivinicola slovena da diversi anni recensita nella guida e selezionata dal gruppo di Slow Wine Fvg. E poi? «E poi abbiamo atteso che la natura facesse il corso – spiegano dalla Condotta –, con i suoi tempi e ritmi come tradizione vuole».
Questo aceto vuole dunque rimarcare la solidarietà nei confronti di chi durante questa crisi pandemica ha sofferto. «Ecco perché il nostro aceto – aggiungono – servirà a nutrire la società di cultura del cibo, dove essa non è ancora giunta, di cibo per chi non ne ha a sufficienza e di solidarietà per chi il cibo lo produce o lo trasforma. Sceglieremo uno specifico progetto o molteplici tra quelli che i nostri soci amici e sostenitori ci vorranno segnalare e ne daremo evidenza sul sito regionale www.slowfoodfvg.it».
Slow Food Condotta del Friuli ha realizzato circa 500 bottiglie da 500 ml ciascuna, per un valore di 10 euro a bottiglia, grazie agli spazi generosi dell’Osteria Altran di Ruda. L’aceto non è in vendita diretta, ma chi lo vorrà, devolvendo un’offerta può prenotarlo scrivendo a swfvgeventi@gmail.com o compilando direttamente il modulo di prenotazione a questo link: https://forms.gle/mx2SPNj1S8fe7KBE7

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In copertina, il nuovo aceto “Garbo” della condotta Friuli di Slow Food.

 

La pesca anche del Fvg chiede maggior attenzione in Italia e in Europa

Il settore della pesca sollecita maggior attenzione sia in Italia che in Europa. E Alleanza delle Cooperative Italiane ribadische che serve fermezza con l’Unione Europea sulla richiesta di riduzione della possibilità di pescare. Le cooperative della pesca e dell’acquacoltura hanno, infatti, dimostrato di rappresentare, soprattutto nel periodo di confinamento, un nodo cruciale per l’approvvigionamento alimentare del Paese e il sostentamento della popolazione, garantendo le forniture costanti di prodotto fresco per le tavole degli italiani. Le cooperative della filiera ittica rappresentano, inoltre, un importante presidio per le economie dei territori in cui operano.

Pescatori nel porto di Grado.


Perciò, tenendo conto anche delle lezioni apprese dal confinamento, sono quanto mai necessarie e improcrastinabili le misure che nel breve periodo mirino al sostegno e nel medio-lungo al riposizionamento della filiera. «Eppure la Commissione europea, imperterrita – afferma l’Alleanza delle Cooperative -, continua a pensare che l’unico problema sia l’eccesso di pesca, che vuole ridurre ulteriormente, fino al 30 per cento, la pesca a strascico nel Mediterraneo occidentale; inoltre, per voce dello stesso Commissario all’Ambiente e alla Pesca, Virginijus Sinkevičius, sembra intenzionata a portare avanti una analoga politica di riduzione (pesce azzurro compreso) anche in Adriatico, senza chiarire quali sarebbero gli eventuali ristori per gli operatori danneggiati. A fronte di tutto ciò, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, allo stato attuale, sembra ignorare l’esistenza dei comparti della pesca e dell’acquacoltura».
«Per tutti questi gravi motivi – dice FedAgriPesca Fvg, in rappresentanza dell’Alleanza delle Cooperative Italiane -, chiediamo al Governo e, in particolare al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, di sostenere il comparto nel prossimo Consiglio dei Ministri europei dell’Agricoltura e pesca dei prossimi 15 e 16 dicembre, bloccando qualsiasi iniziativa della Commissione europea che tenda a ridurre l’attività di pesca nel Mediterraneo occidentale e in Adriatico; di sostenere le proposte del Parlamento a favore di misure di rafforzamento della filiera ittica nazionale nella Legge di bilancio 2021 attualmente in fase di discussione; di prevedere un piano industriale per la filiera ittica da valorizzare con le risorse del Next Generation Ue. Questo, in Friuli Vg, significa aiutare le iniziative nelle nostre marinerie che, seppur piccole, hanno bisogno di riorganizzarsi per affrontare il futuro e attirare i giovani».

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In copertina e qui sopra due immagini di Marano Lagunare “capitale” della pesca in Friuli Venezia Giulia.

Vita da chef in Svezia oggi nel racconto di Paolo Bergamasco

Chef in Svezia, dove ha portato l’esperienza maturata fra i sapori del Made in Fvg. E’ Paolo Bergamasco protagonista dell’ultimo incontro nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi causa Coronavirus continua in questo modo a mantenere vivo il legame con i corregionali all’estero. Come è noto, non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. In questi spazi digitali si svolgono interviste in diretta (che possono poi essere riviste) sia con i giovani della recente emigrazione che con i corregionali da più tempo all’estero o i discendenti di emigranti friulani. Oggi, 14 dicembre, ultimo incontro del 2020, in attesa di ripartire a gennaio dopo le festività di fine e inizio anno: spazio alle professioni legate al cibo, vera eccellenza del Made in Italy (e ovviamente Made in Fvg).
La puntata odierna, alle 18, porterà dunque gli spettatori a Gothenburg, sulla costa occidentale della Svezia. Qui vive e lavora proprio Paolo Bergamasco, pordenonese, una laurea in Scienze e biologia forestali e una lunga esperienza come educatore sul territorio cittadino per poi approdare, dopo importanti esperienze nel settore gastronomico della Destra Tagliamento, nel Paese scandinavo. Qui la sua grande passione per la cucina si è trasformata in attività professionale a tempo pieno fino a diventare head chef in un rinomato ristorante. Paolo Bergamasco sarà intervistato da Michele Morassut, della segreteria Efasce, assieme al presidente dell’Ente, Gino Gregoris.

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In copertina e qui sopra lo chef pordenonese Paolo Bergamasco che vive e lavora a Gothenburg in Svezia.

Il riconoscente addio del Rojale a una delle sue ultime maestre cartocciaie

di Giuseppe Longo

L’artrosi che l’affliggeva da tempo l’aveva costretta a lavorare meno e, alla fine, anche quelle mani abilissime hanno dovuto arrendersi. Ma quanto hanno prodotto e insegnato proprio quelle piccole mani! Così tanto che fino a qualche anno fa hanno collaborato anche con la Pro Loco di Reana per animare i corsi di “scus”, le foglie – scientificamente brattee – che ricoprono le pannocchie di granoturco e che Diana Facile sapevano trasformare in sporte e tanti oggetti utili e simpatici, belli per decorare la casa. Era una delle ultime e più brave maestre cartocciaie del Rojale. Se n’è andata improvvisamente, a 84 anni, essendo nata nel 1936 quasi alla vigilia dell’ultima guerra che ha insanguinato anche il nostro Friuli. Viveva a Remugnano e i funerali saranno celebrati domani, alle tre del pomeriggio, nella Chiesa parrocchiale di Rizzolo cui anche questa frazione fa riferimento. Diana si è spenta a pochi giorni dal Natale, la festa dei presepi, quelli realizzati proprio con quegli “scus” che anche lei, artigiana di prim’ordine, sapeva intrecciare e modellare creando Natività piene di poesia e suggestione. Partendo da una materia prima umile, praticamente uno scarto produttivo della coltivazione del mais che oggi, con la raccolta meccanica della granella, viene triturata già sul campo.
«Per garantirsi un’entrata in più, anche la famiglia di Diana – racconta Renata Barborini, segretaria della Pro Rojale – si dedicava alla produzione di sporte e manufatti in “scus” e lei, fin da piccola, aveva imparato a preparare la “corda” che veniva utilizzata la sera dalle donne che si riunivano nelle stalle per la lavorazione. La passione per il cartoccio l’ha poi condotta a Rizzolo dove, una volta acquisito ed affinato le tecniche, seguendo gli insegnamenti di un maestro molto creativo, ha proseguito il lavoro dedicandosi all’intreccio ed alla produzione di opere decorative, come le famose bamboline».
Ma questo era soltanto il primo passo per Diana Facile, la quale è poi entrata a far parte della Cooperativa dei cartocciai friulani, unica esperienza nel suo genere, creata da quel don Mario Fabrizio che il Rojale ricorda con affetto e gratitudine per essersi battuto per la tutela delle donne lavoratrici. «Vi è rimasta – riprende Renata Barborini – fino alla sua chiusura, producendo tanti manufatti di pregio. Il carattere forte, la determinazione e l’intraprendenza l’hanno sempre contraddistinta e guidata nelle sue scelte di vita. Dopo il terremoto, si è dedicata anche all’insegnamento delle tecniche dell’intreccio alle donne sfollate a Lignano ed in seguito, con il sostegno di diversi Comuni della Pedemontana, ha partecipato a all’istituzione di diversi corsi di formazione professionali».
Ma anche per la Cooperativa cartocciai, purtroppo, era giunta l’ora del tramonto. E alla sua chiusura, avvenuta nell’ormai lontano 1987, Diana Facile, divenuta artigiana, ha intrapreso un’attività sempre inerente alla lavorazione del cartoccio, continuando ad affinarne le tecniche. «Di quel periodo – ricorda ancora la segretaria della Pro Loco – sono copie di quadri famosi ed immagini sacre realizzate proprio con le foglie del mais, che abbiamo avuto il piacere di ammirare anche alla mostra “Maraveis di scus”, che assieme alle colleghe cartocciaie ha presentato nel 2015 alla Vetrina del Rojale. Negli anni successivi ha insegnato l’arte del cartoccio agli alunni dell’Istituto per disabili di Fraelacco, collezionando soddisfazioni per i tanti apprezzamenti ricevuti».
Ma ecco la sua collaborazione con la Pro Loco, soprattutto per trasmettere il suo sapere alle nuove generazioni al fine di assicurare una pur minima continuità a questo importante artigianato, che oggi è anche artistico, partendo proprio da un sottoprodotto del mais. «Diana le ha assicurato un prezioso apporto – conclude Renata Barborini – sin dalla sua creazione divenendone socia attiva, esponendo i suoi manufatti nella Vetrina del Rojale e seguendo, con le altre maestre cartocciaie, i corsi di intreccio istituiti ogni anno dall’associazione stessa, fino a quando le condizioni di salute gliel’hanno permesso. Curava, inoltre, personalmente il suo splendido giardino che è stato ammirato, assieme alle sue opere, durante la tappa di un’edizione recente del RojalTour, che avevamo organizzato proprio alla sua dimora per renderle omaggio. E oggi che lei non c’è più un pensiero di cordoglio e partecipazione va anche alla sua famiglia da parte della nostra Pro loco, ma pure di tutto il Rojale. Mandi Diana!».

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In copertina, Diana Facile accanto al telaio di una sporta in lavorazione.

A Cormons, cuore del Collio le 30 vendemmie del Ronco dei Tassi

Sul Monte Quarin, nel cuore del Collio Goriziano, terra di grandi vini in Friuli Venezia Giulia, c’è un posto magico, dove vigneti, bosco, radure si intrecciano e si compenetrano. La natura fa da protagonista, le vigne sono coltivate con passione, amore, sapienza antica uniti a tecniche colturali moderne, ma estremamente rispettose dell’ambiente. Il ronzio delle api che lavorano nelle arnie disposte sul limitar del bosco è l’unico lieve rumore (quasi una musica) che interrompe il silenzio. È Ronco dei Tassi, l’azienda che Fabio e Daniela Coser hanno fondato 31 anni fa sopra Cormons, in località Montona, ed ora conducono con i figli Enrico e Matteo. Era il 1989 quando Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e la moglie decisero di acquistare un podere di circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto, ai limiti del Parco naturale di Plessiva, zona di tutela ambientale ricca di flora spontanea e di fauna selvatica. La passione e il continuo impegno riposto in azienda, li ha portati a raggiungere importanti risultati e grandi soddisfazioni. Sostenuti da tutto ciò, hanno acquistato nuovi vigneti con l’intento di aumentare lentamente la produzione aziendale mantenendo alto il livello qualitativo dei vini prodotti. Oggi Ronco dei Tassi – che ha tagliato felicemente il traguardo delle 30 vendemmie – si sviluppa su una superficie di 50 ettari di cui 23 a vigneto.

Enrico e Matteo Coser…

“Il nome della nostra azienda deriva proprio dalla sua collocazione – spiega Enrico Coser -. “Ronco” per via della disposizione dei vigneti in terrazze ben esposte, denominate appunto ronchi, “dei Tassi” perché qui vivono delle colonie di tassi che quando matura l’uva diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e ci avvisano che è il momento giusto per iniziare a coglierla”. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare realmente una viticoltura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. “La nostra filosofia di produzione – continua Enrico – si basa principalmente sulla rigorosa attenzione nella coltivazione e nei sistemi di allevamento del vigneto, con controlli qualitativi e quantitativi che ci permettono di arrivare alla trasformazione dell’uva in cantina nel modo più sano e naturale possibile. Tutto ciò ci consente di conservare nei nostri vini le caratteristiche e la qualità tipiche del frutto e del territorio da cui hanno origine”.

… e i loro “vini-gioiello”.

La passione di tutta la famiglia, e il continuo impegno riposto con maestria in cantina, ha fatto raggiungere loro importanti risultati, tant’è che Ronco dei Tassi è oggi conosciuta per l’assoluta eccellenza dei suoi vini, pluripremiati da guide e critici italiani e stranieri. Basti ricordare che l’azienda nel suo complesso, una volta con un vino, una volta con un altro, si aggiudica da 20 anni i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Di grande carattere e stile, è il Fosarin straordinario Collio Bianco a base di Friulano, Malvasia, Pinot bianco, portabandiera dell’azienda che non teme il tempo, molto apprezzato anche all’estero, che pure nella Guida del Gambero Rosso 2021 ha conquistato i Tre Bicchieri. Fra i suoi estimatori, il noto critico James Suckling. Altrettanto unica la pluripremiata Malvasia, fra i 10 migliori vini italiani nella Guida 100 migliori vini d’Italia del Corriere della Sera, che Forbes Speciale Vinitaly 2019 ha inserito fra i 100 migliori vini al mondo.
E’ una spiccata vocazione verso i vini bianchi quella di Ronco dei Tassi: oltre al Fosarin e alla Malvasia, si producono Friulano, Ribolla gialla, Pinot grigio, Sauvignon. Ad essi si affiancano l’interessante (e di grande futuro) Collio Rosso Cjarandon a base di Merlot e Cabernet, e il prezioso Picolit. Apprezzatissimi sul mercato estero, dove viene esportato circa il 60% della produzione, li si trova in Italia nelle migliori enoteche, ma possono essere acquistati anche direttamente in azienda, dove su prenotazione è possibile fare interessanti degustazioni guidate. Vale la pena di andarci, anche per conoscere Enrico Coser e la sua straordinaria famiglia. E capire quanta passione, impegno, maestria c’è dietro un bicchiere del loro vino.

Bella veduta dei vigneti sul Collio.

Foto Elia Falaschi ©

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In copertina, la splendida barricaia della cantina Ronco dei Tassi.

Ecco la nuova “piazza” digitale del sistema bosco-legno Fvg

Una piazza virtuale di contatto, una vetrina, un punto informativo sul comparto bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. Sono solo alcune delle novità contenute nel nuovo portale di Legno Servizi (www.legnoservizi.it), completamente rinnovato e, ora, online. Tanti i punti di interesse per gli operatori del settore e molte nuove funzionalità per creare utili contatti. Come nel caso de “La Piazza del Legno Fvg”, uno spazio coerente con i tempi della pandemia che, purtroppo, ha limitato i rapporti diretti, creando un punto di incontro virtuale tra domanda e offerta relativi al legno Fvg, aperto sia alle aziende che ai privati, al fine di favorire il dialogo tra operatori alla ricerca di materiale della nostra regione e il mercato che offre tali prodotti.

Carlo Piemonte


«Creare contatti tra le imprese delle diverse filiere del legno Fvg e il mercato – conferma il presidente della cooperativa, Carlo Piemonte –: è uno dei primari obiettivi che ci siamo posti assieme a quello di valorizzare i nostri territori e gli operatori del comparto bosco-legno regionale. Il nuovo portale, perciò, è pensato per essere uno strumento di facile utilizzo in grado di dare visibilità alle diverse realtà che vi fanno parte, nonché all’identità e qualità del bosco e del legno “Made in Fvg”». Di particolare interesse è la “vetrina dei soci”, un punto di contatto digitale a disposizione degli aderenti alla cooperativa (imprese o Comuni) raggruppati per tipologia, in grado di presentare ai diversi mercati un punto di riferimento unitario del sistema bosco-legno Fvg, permettendo così di scoprire nuove realtà ed entrare in rapporto diretto con i principali operatori del settore che compongono le diverse filiere. Una iniziativa particolarmente apprezzata in particolare dalle microimprese per le quali Legno Servizi sta sviluppando materiale informativo appositamente dedicato al fine di sopperire all’eventuale assenza di un sito internet aziendale.
Ampiamente apprezzata dagli operatori è la sezione “Le ultime dal Bosco”, uno spazio news interamente dedicato al mondo del bosco-legno Fvg che vuole diventare il punto di riferimento per scoprire eventi, novità e iniziative volte a valorizzare il nostro bosco-legno e coprire, almeno in parte, un “buco informativo” spesso lamentato dalle imprese del settore e dagli appassionati del comparto. «Il sito è in costante aggiornamento da parte dei nostri uffici e speriamo di completarlo entro Natale – conclude Piemonte -. Invitiamo, pertanto, tutte le imprese e realtà territoriali a scriverci per arricchire ulteriormente i contenuti e valorizzare così, al meglio, la ricchezza e il valore che il sistema bosco–legno Fvg rappresenta per la regione».

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In copertina e qui sopra due immagini del nuovo portale di Legno Servizi.

Dai Viticoltori La Delizia uno spumante speciale per un’annata tutta da ricordare

Uno spumante speciale per Natale a chiusura di un’annata durissima, “storica”, da ricordare a lungo, ma che vuole esprimere anche un messaggio di speranza per guardare al futuro con serenità. E che è soprattutto dedicato a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta: l’hanno prodotto i Viticoltori Friulani La Delizia al termine di questo 2020 complicato, ma che ha messo in essere risposte alle difficoltà che saranno alla base per la Cantina di Casarsa di domani.
Dal direttore commerciale Mirko Bellini arriva l’analisi di 12 mesi intensi e l’esigenza immediata di attivare al più presto dei sistemi di sostegno al credito e alla liquidità delle aziende (tramite la legge 80 già esistente e in attesa del Recovery Fund) per sostenere tutta la filiera vitivinicola dai produttori fino ai ristoratori. Inoltre, da segnalare la partenza superiore alle attese sul mercato della grande distribuzione per il nuovo Prosecco Rosè che si affianca al citato spumante in edizione speciale marchiato La Delizia dedicato, appunto, a tutti coloro che hanno sofferto a causa del Covid-19.

MERCATI – “Commercialmente abbiamo vissuto una doppia annata. Nella grande distribuzione organizzata (Gdo) sia in Italia che all’Estero abbiamo avuto una forte crescita, fino al 30% delle bottiglie vendute in più rispetto al 2019. Di contro però il settore degli hotel, ristoranti, caffetterie e bar (HORECA) a parte i mesi estivi è risultato completamente bloccato, con flessione del 50% delle vendite e una perdita secca della marginalità. In pratica, ci sono stati solo 5 mesi di attività a singhiozzo e 7 di chiusura, tra lockdown e restrizioni varie. È chiaro che il settore Horeca non potrà ripartire pienamente fino alla prossima primavera, con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19 e dell’aumento delle temperature meteorologiche”.

SOSTEGNO – “Le aziende del comparto vitivinicolo e dell’agroalimentare in generale hanno bisogno di interventi di sostegno da parte della politica vitali per affrontare il 2021. In primis riducendo il costo del lavoro, il costo di produzione e soprattutto la riduzione dei costi di energia, in modo da aumentare la competitività delle aziende. In questi mesi, la filiera commerciale è stata tenuta in piedi dai sistemi territoriali e non dai sistemi centrali: le singole aziende hanno fatto la loro parte, in particolare sostenendo in prima persona le vendite nell’HORECA, fornendo la merce ai clienti a fronte di difficoltà negli incassi. Ecco quindi che l’intervento auspicabile è il sostegno alla liquidità del credito, visto che soprattutto nell’Horeca l’esposizione all’incasso è in queste settimane l’elemento di maggior allarme. Azioni da realizzare tramite gli strumenti finanziari che ci sono già: per esempio la legge 80, con il sostegno al credito delle aziende da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, relativo alle fatture di vendita regolarmente emesse e non incassate, fino ad arrivare al Recovery Fund. Sarebbe una boccata d’ossigeno non indifferente di cui beneficerebbe l’intero comparto e ci permetterebbe di affrontare i mercati e sostenere l’intera filiera come fatto finora”.

EVOLUZIONE – “Il 2020 nelle stime iniziali pre-Coronavirus sarebbe stato un’annata di ripartenza dei mercati. Ma in ogni caso questi mesi, a partire dal lockdown di primavera, sono stati utili per organizzare il nuovo futuro che ci attende: li stiamo mettendo a frutto, cambiando la nostra struttura e modificando la “macchina” produttiva e organizzativa in funzione delle criticità che il Covid-19 ha evidenziato, in modo da essere pronti alla ripartenza, speriamo definitiva, del 2021. Ora siamo sempre più orientati verso l’industria 4.0, la sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, l’efficienza, nuovi sistemi di lavoro e di gestione. Ringrazio i nostri dipendenti, soci e la forza vendita che ci hanno seguito su questa strada in una grande lavoro di squadra”.

PROSECCO ROSÉ – “Il Prosecco Rosè era molto atteso dai mercati, dopo l’adozione del disciplinare da parte del Consorzio del Prosecco Doc. Non solo sui mercati esteri, ma anche su quello italiano della Grande distribuzione, essendo l’Horeca attualmente fermo, stiamo avendo una partenza superiore alle previsioni, con il 15% sul totale delle vendite di Prosecco. È un vino che nasce dalla sapiente unione tra uve Glera e Pinot nero, che risulta elegante, raffinato, fragrante e sicuramente non banale. Uno spumante che completa la gamma del brand Prosecco riempiendo quella “casella” di prodotto alla moda e che ci permette di compiere lo stesso percorso fatto da altri brand come lo Champagne”.

EDIZIONE SPECIALE – “Abbiamo creato uno spumante Pinot Chardonnay con un metodo Charmat lungo 4 mesi di autoclave, specificatamente per il Natale 2020. Un’edizione limitata che vuole essere un messaggio di speranza per guardare al futuro con cui auspichiamo maggiore serenità. Per questo, al centro della grafica, risalta un cuore, dedicato sia a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta”.

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In copertina, il direttore Mirko Bellini brinda con il nuovissimo Prosecco Rosè dei Viticoltori La Delizia.

Spirito di Vino compie 21 anni “sperimentando” la premiazione online

(g.l.) Cerimonia tutta particolare quest’anno per la premiazione del Concorso Internazionale Spirito di Vino, giunto alla 21ma edizione. A causa della ripresa pandemica e delle conseguenti prescrizioni anti-contagio, il tutto si svolgerà online sulla piattaforma Zoom, domani 10 dicembre, a partire dalle 18. Sarà possibile connettersi alla diretta Zoom cliccando il link sottoriportato.
Ventun anni, dunque, di sorrisi e di frizzante umorismo con “Spirito di Vino”, l’originale concorso internazionale ideato dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia e che in questi decenni ha registrato, di anno in anno, una crescita costante. Concorso che, nel tempo, è diventato un forte richiamo per aspiranti vignettisti e professionisti già affermati, acquisendo un respiro sempre più ampio e raccogliendo oltre 9 mila vignette provenienti da oltre 50 paesi del mondo.
“Spirito di vino – aveva detto l’annno scorso Elda Felluga, presidente del Movimento turismo del vino, in occasione della premiazione e della mostra a Cividale – in questi anni è cresciuto a livello internazionale diventando il punto di riferimento della satira sul mondo del vino, unendo persone di culture e nazionalità diverse. Un’occasione importante per far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo”.
Le origini di Spirito di Vino risalgono al 2000. Fin da subito vi hanno aderito con slancio i tre grandi della satira italiana, e cioè Giorgio Forattini, Emilio Giannelli e Alfio Krancic, ai quali si è poi aggiunto nel 2005 Valerio Marini. Proprio grazie al loro fondamentale apporto, Spirito di Vino è divenuto un punto di riferimento per aspiranti vignettisti.

Per connettersi alla diretta Zoom cliccare su questo link

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In copertina la vignetta prima classificata l’anno scorso e qui sopra Elda Felluga durante la premiazione a Cividale.

“Quaderni di Agricoltura” il libro-strenna di Filiputti per l’ente camerale Pn-Ud

Quaderni di Agricoltura: in arrivo il secondo volume della strenna natalizia della Camera di Commercio Pordenone-Udine. Da oggi, 8 dicembre, ogni martedì e giovedì fino alla vigilia di Natale, su Telefriuli alle 20.15 (e in replica il sabato alle 13) andrà in onda una nuova declinazione di Future Forum in tv: quella dedicata proprio a Quaderni di Agricoltura, il libro-strenna natalizia della Cciaa Pn-Ud, curato dal giornalista e scrittore Walter Filiputti per l’edizione di Vinibuoni Biblioteca. Il format televisivo inaugurato lo scorso ottobre per il Future Forum si è rivelato ideale, in questi tempi di distanziamento sociale, per portare la riflessione sul futuro nelle case di tutti i cittadini. L’ente camerale ha pensato dunque a una sorta di compendio tematico, concentrato sulla grande filiera agricoltura-territorio-prodotti d’eccellenza-turismo, per dare nuova voce alle tantissime storie e progetti per il futuro di imprenditori ed esperti contenute nel libro, che dal cartaceo “continua” felicemente in una versione web, quadernidiagricoltura.it, in cui i racconti prendono vita anche virtualmente e in modo accessibile a tutti.
«Dopo una prima collana di libri che ha raccontato le eccellenze del gusto del territorio raccolte per fasce geografiche e una seconda dedicata al variegato mondo dell’artigianato friulano, siamo passati dal 2019 ad analizzare il futuro, con i nostri volumi anche implementati sul web, di un altro comparto molto trasversale e assolutamente centrale nella nostra economia – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo -. Confidiamo che il racconto televisivo possa aggiungere ulteriori sfumature e significati all’interessante racconto cartaceo e online, consentendoci di comunicare con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione in questi anni e che ci consentono di sentirci vicini anche in quest’anno difficile di distanziamento personale e sociale».
«E’ un lavoro che guarda al futuro e che ci dà vera speranza – aggiunge l’autore Walter Filiputti – perché i giovani, tanti, sono i protagonisti e soprattutto esprimono passione, voglia di fare, impegno, ricerca e tensione continua verso l’innovazione e la sostenibilità. Un messaggio molto importante che esce dalle pagine, del libro e del sito, e dalle interviste televisive».
Il format tv prevede sei mini-puntate tematiche, con interviste a due protagonisti per ciascuna puntata. La replica del sabato raccoglierà entrambe le puntate della settimana. Si va in onda fino al 24 dicembre. Il libro “Quaderni di agricoltura”, arrivato al secondo numero, sarà poi presentato in un evento virtuale, in web conference, mercoledì 16 dicembre alle 18 e sarà possibile seguirlo sui canali social della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

 

 

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo con l’autore del volume Walter Filiputti.

 

Quasi 5 milioni di euro dalla Regione Fvg a sostegno delle produzioni agricole

Salgono a quasi 5 milioni di euro i fondi destinati dalla Regione Fvg a favore del settore primario, relativamente agli investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli. Su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, l’esecutivo regionale ha infatti deciso di incrementare – come riferisce una nota Arc – di oltre un milione e 732 mila euro la dotazione finanziaria del bando del Piano di sviluppo rurale (Psr). “Il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – risente dell’assenza delle strutture di trasformazione dei prodotti, che per la gran parte avviene in altre realtà, dove tali impianti sono presenti da tempo. Questa lacuna – aggiunge – ha finora trasferito gli introiti derivanti dall’ultima fase della filiera agricola in altre regioni, privando inoltre gli operatori agricoli dei relativi ulteriori ricavi”.
Accanto a ciò, insiste Zannier, “occorre considerare che nel paniere dei prodotti realizzati sulla nostra terra ve ne sono alcuni caratterizzati da un elevato potenziale di penetrazione nei mercati, su quello nazionale come in quelli esteri, ma che finora non sono stati valorizzati. Pertanto – conclude l’assessore -, la Regione intende favorire lo sviluppo dei prodotti agricoli secondo le aspettative dei consumatori e le possibilità di crescita, ma anche la loro commercializzazione”.
La somma reperita dalla Amministrazione regionale per poter finanziare il maggior numero di progetti presentati sul bando “Tipologia di interventi 4.2.1 – investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo di prodotti agricoli”, è stata ricavata da economie sui bandi attinenti altre tipologie di intervento del Psr rispetto alle quali era stato presentato un numero di domande inferiore rispetto alla dotazione finanziaria disponibile. Come detto, il bando con la nuova assegnazione di fondi è ora dotato complessivamente di quasi 5 milioni di euro.

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.