L’Ue è favorevole al Prosek croato. E l’Italia alza la voce: “Ci opporremo”

di Giuseppe Longo

Tanto tuonò che non piovve! Come dire che la levata di scudi che si era vista nei mesi scorsi contro l’eventualità del Prosecco croato non è servita a nulla, per cui la Commissione europea procederà alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale “Prosek” da parte delle autorità di Zagabria. E in Italia torna immediatamente la protesta, sia da parte politica che sindacale (Coldiretti, Confagricoltura e Cia), oltre che naturalmente da parte del mondo imprenditoriale, annunciando barricate pur di difendere la nostrana denominazione, tutelata dalla Doc interregionale tra Friuli Venezia Giulia e Veneto che fa leva sul nome geografico Prosecco, quello cioè di un piccolo paese del Carso Triestino.

Stefano Zannier


«L’Unione europea non pensi di poter stravolgere l’applicazione delle proprie stesse regole. L’assegnazione ad un vino bianco croato della denominazione Prosek è in palese conflitto con la Dop italiana Prosecco e con tutte le normative comunitarie», aveva tuonato nei mesi scorsi l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che aveva unito così la propria voce a quella dei tanti esponenti italiani di diversi schieramenti politici, europarlamentari, deputati e governatori in primis, che si stavano opponendo con fermezza alla richiesta avanzata alla Commissione europea, appunto da Zagabria, per l’avvio della procedura di riconoscimento della menzione tradizionale Prosek a un vino bianco prodotto in Croazia. «Ricordo che già alcuni anni fa la Croazia aveva chiesto il riconoscimento della denominazione, allora rifiutato da Bruxelles in quanto palese plagio del nostro Prosecco. Se l’Unione Europea intende mantenere un minimo di credibilità rispetto a regole ampiamente condivise si comporti con coerenza e blocchi immediatamente la richiesta», aveva concluso Zannier. Evidentemente Bruxelles non è stata dello stesso avviso, tanto che, noncurante delle numerose ed energiche prese di posizione in Italia, a cominciare appunto da Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha dato via libera al riconoscimento richiesto dai produttori croati.
Contro questa decisione europea è subito sceso in campo anche il Ministero delle Politiche agricole, guidato dal triestino Stefano Patuanelli. «La decisione della Commissione europea sul riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek è sbagliata. Il Ministero – dichiara al riguardo Viale XX Settembre – si è già opposto a questo riconoscimento e utilizzerà ogni argomentazione utile per respingere la domanda di registrazione promossa dalla Croazia, anche appellandosi ai principi di tutela espressi dalla Corte di Giustizia in casi analoghi».
«Solo pochi giorni fa la Corte di giustizia europea era stata molto chiara intervenendo sulla querelle fra Francia e Spagna sul caso Champanillo. Per i giudici, il regolamento Ue protegge le Dop da condotte relative sia a prodotti che a servizi e puo’ sussistere evocazione di una Igp o di una Dop qualora, trattandosi di prodotti di apparenza analoga, vi sia un’affinità fonetica e visiva tra l’Igp o la Dop e il segno contestato. Ci sembra sia proprio il caso del Prosecco e del Prosek. La nostra denominazione è inoltre strettamente legata a un territorio ben definito. Un valore riconosciuto anche dall’Unesco che ha iscritto le colline del Prosecco nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità», ha detto al riguardo il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, già titolare dello stesso dicastero. Aggiungendo: «Vanno tutelati gli operatori agricoli e gli sforzi fatti per ottenere prodotti di qualità e impedire che terzi si possano avvantaggiare abusivamente della notorietà che deriva dalla qualità di tali prodotti. Ci opporremo in ogni sede e con tutti gli strumenti a disposizione contro una scelta irrazionale e lesiva di una nostra eccellenza apprezzata in tutto il mondo». «Nei due mesi di tempo che abbiamo a disposizione per bloccare questa decisione assurda dobbiamo fare ora più che mai sistema, all’interno e con gli altri paesi, per dire un fermo no a quello che può trasformarsi in un precedente molto pericoloso per tutto il Made in Italy», ha concluso Centinaio.

Stefano Zanette

«La faccenda non è affatto conclusa: da quando l’istanza giunta dal Prosek verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea avremo 60 giorni per presentare le nostre osservazioni», sottolinea Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc in merito alla vicenda relativa alla richiesta di riconoscimento avanzata alla Ue da parte del Prosek croato. Per Zanette, «dalle dichiarazioni fatte dal Commissario era ben chiara la direzione che avrebbe preso” la questione. Il presidente annuncia infine che il Consorzio presenterà le sue osservazioni “insieme ad altre forze che si stanno unendo a noi, consapevoli della gravità che tale eventuale approvazione da parte della UE creerebbe. Si tratterebbe di un precedente pericoloso, le cui derive sono facilmente intuibili».

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In copertina, bei grappoli di Glera, il vitigno base del Prosecco.

Pioppicoltura, il Fvg è primo in Italia. Legno ottimo, ma manca un’industria

Dei 7.500 ettari di pioppeti italiani certificati secondo gli standard della Gestione Forestale delle Piantagioni (Gsp), 4.200 sono piantati e coltivati in Friuli Venezia Giulia (il 56 per cento). Un primato assoluto, erede del 2006 l’anno in cui, all’avanguardia in Italia, la regione ottenne la prima certificazione nella coltivazione del pioppo. Numeri e considerazioni approfondite in occasione delle celebrazioni del Pefc Italia (lo schema di certificazione forestale più diffuso al mondo) per il suo 20° compleanno che ha voluto festeggiare all’aperto con una serie di visite tecniche e conoscitive che, per il Fvg, hanno interessato proprio i pioppeti certificati. Alle visite ha preso parte pure Maria Cristina D’Orlando, vicepresidente di Pefc Italia, la quale ha sottolineato come la Regione Friuli Venezia Giulia sia stata tra i soci fondatori dell’Associazione Pefc Italia che, nel 2001, ha permesso l’introduzione nella Penisola del sistema internazionale di certificazione Pefc della Gsp.

Marco Cucchini


«La nostra Regione ha sempre creduto, come noi, nella certificazione di sostenibilità – ha detto Marco Cucchini, presidente della Federazione regionale dei pioppicoltori del Friuli Venezia Giulia (aderente a Confagricoltura Fvg), in rappresentanza dei circa 300 soci -. E la sostenibilità è diventata il punto cardine da applicare nell’impianto e coltivazione dei pioppeti anche utilizzando le sovvenzioni del Psr. Grazie anche alla rintracciabilità di filiera, la pioppicoltura regionale certificata è passata, in 15 anni, dai poco più dei 1.000 ettari investiti, agli attuali 4.200 ettari: l’intera produzione del Friuli Venezia Giulia».
«La gran parte dei pioppeti regionali sono certificati e verificati secondo lo schema di Pefc Italia – ha aggiunto D’Orlando -. Uno schema in continuo aggiornamento che tende un occhio alle esigenze dei portatori d’interesse e un altro alle nuove direttive europee contenute nel Green Deal. Dopo molti anni di sperimentazione, a esempio, si stanno testando e introducendo pian piano, i nuovi cloni (una ventina) resistenti al vento (grazie a un maggior sviluppo dell’apparato radicale e una superiore flessibilità del fusto), alle fitopatie (MSA) e, dunque, coltivabili senza l’ausilio del già limitato numero di prodotti chimici utilizzati attualmente».
«Nata come attività produttiva al servizio delle cartiere – conclude Cucchini – oggi la pioppicoltura viene rivalutata grazie all’enorme quantità di anidride carbonica assorbita (fino a 25 tonnellate per ettaro in un anno) e serve soprattutto l’industria della prima lavorazione del settore legno-arredo (compensato). Il pioppo friulano è molto richiesto (qualcuno dice che è il migliore al mondo) poiché il suo legno ha un bel colore bianco ed è leggerissimo. Purtroppo, però, segnaliamo che la filiera della trasformazione è sbilanciata a nostro sfavore, in quanto non ci sono industrie di prima trasformazione operative sul territorio regionale».

Tutti i numeri della pioppicoltura

La produzione di legno di pioppo ha particolare rilevanza nel sistema legno e nel comparto legno-arredo nazionale, il quale conta 2.500 imprese, con 400 mila addetti e un giro d’affari di 32 miliardi di euro. In Italia, praticano la pioppicoltura oltre 10 mila imprese agricole su più di 46.000 ettari. La certificazione della Gsp coinvolge circa il 15 per cento della pioppicoltura specializzata. Secondo le esigenze del comparto industriale, a fronte di una domanda annua di legno di pioppo di oltre due milioni di metri cubi, la disponibilità interna non raggiunge un milione di metri cubi. Questo deficit, che determina consistenti importazioni di legno tondo e semilavorato dagli altri Paesi europei, potrebbe essere colmato con un incremento delle superfici pioppicole fino a circa 115.000 ettari. L’importanza della pioppicoltura quale fonte primaria di approvvigionamento di legname Made in Italy per l’industria, a fronte di una superficie minima rispetto a quella occupata dalle foreste di origine naturale, è stata evidenziata nell’Intesa per lo sviluppo della filiera del Pioppo firmata il 29 gennaio 2014 a Venezia da: Regione Friuli Venezia Giulia, Area risorse agricole e forestali; Regione Lombardia; Regione Piemonte; Regione Veneto; Regione Emilia-Romagna; Confagricoltura; Coldiretti; Confederazione Italiana Agricoltori; Assocarta; Associazione Pioppicoltori Italiani; FederLegnoArredo; CREA-Centro di ricerca Foreste e Legno.

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In copertina e qui sopra un pioppeto allevato in Friuli Venezia Giulia.

“Friuli Doc”, finale tutto in crescendo. Grande protagonista la zona Collinare

(g.l.) Ultimo giorno, tutto all’insegna del bel tempo – anzi, un caldo quasi estivo! -, per Friuli Doc, edizione che, seppur contrassegnata da Green pass e inevitabili precauzioni anti-contagio, passerà agli archivi sicuramente come una fra le migliori. Anche perché il contenimento della folla, che negli anni pre-Covid aveva assunto livelli ormai inaccettabili, non può che favorire la qualità dell’offerta.
E uno dei settori che finora ha registrato maggiori consensi è quella della zona collinare, curata dalle Pro Loco, allestito come sempre sul piazzale del Castello di Udine, in un’area fra le più prestigiose della città. La ripartenza di un territorio è rappresentata anche dal ritorno di una manifestazione importante come Friuli Doc, all’interno della quale una presenza come quella delle Pro Loco è una garanzia per la promozione dell’enogastronomico anche in chiave turistica, aveva detto riguardo a questo importante padiglione l’assessore regionale alle Attività produttive, nel corso dell’inaugurazione dello spazio del Consorzio Pro Loco Collinare.
Il rappresentante della Giunta regionale Fvg, dopo aver manifestato soddisfazione per l’organizzazione in piena sicurezza del servizio ai tavoli, ha sottolineato la genuinità dell’offerta del Consorzio in quanto espressione di un territorio produttore di riconosciute eccellenze della tradizione della cucina regionale. L’esponente dell’Esecutivo regionale ha poi inteso estendere un ringraziamento a tutti i volontari che si sono impegnati per garantire la presenza del Consorzio alla kermesse udinese, rimarcando come l’associazionismo rappresenti il cuore pulsante del tessuto sociale della regione e come questo abbia avuto un ruolo rilevante anche nel coadiuvare le istituzioni nella gestione del contrasto alla pandemia.
Soddisfatto anche il presidente del Consorzio, il quale confidando nelle previsioni meteo favorevoli aveva previsto – come poi regolarmente avvenuto – un grande afflusso di persone nell’area allestita in piazza della Patria del Friuli. Un bel segnale di rilancio, come ha osservato lo stesso presidente, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia. Al suo fianco, al momento dell’inaugurazione, anche il presidente del Comitato esecutivo della Comunità Collinare del Friuli.
Tra le specialità che si possono trovare fino a questa sera nello spazio delle Pro Loco della Comunità Collinare ci sono il toro allo spiedo di Buja, il frico di Flaibano, il prosciutto di San Daniele e la trota di Forgaria; sul fronte dei vini, primeggiano la Ribolla gialla spumantizzata, il Verduzzo e il Cabernet sauvignon. Grande novità per il 2021, infine, la birra artigianale.

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In copertina e qui sopra due immagini (pagina Facebook di Friuli Doc) della festa sul piazzale del Castello.

“Friuli Doc”, non solo enogastronomia: oggi saranno protagoniste anche le Miss

Ci saranno anche le Miss a “Friuli Doc” quest’anno! E che Miss: nientemeno che la finale regionale di Miss Italia che proclamerà, in piazza Libertà, Miss Friuli Venezia Giulia, che accede di diritto alle pre-finale nazionali del più longevo e caratteristico dei concorsi di bellezza. L’appuntamento è per stasera, alle 21, sul palco allestito in una delle più belle piazze di Udine, dove si terrà lo spettacolo organizzato dall’agenzia “modashow.it”, esclusivista in regione del concorso di Miss Italia.

Ragazze finaliste due anni fa.

Jennifer Pavesi, Miss Fvg 2019.

Sarà così proprio il capoluogo friulano, in occasione della 27ma edizione di “Friuli Doc”, ad accogliere la finale regionale di Miss Friuli Venezia Giulia, valida per l’82ma edizione di Miss Italia. Lo spettacolo, presentato da Michele Cupitò con la regia di Paola Rizzotti, vedrà protagoniste tutte le ragazze che si sono aggiudicate le varie selezioni organizzate dal mese di giugno a fine agosto. Le concorrenti saranno protagoniste di una sfilata con addosso il body ufficiale del concorso e con una collezione di moda mare e abiti originali degli anni 50, 60 e 70, allietata da celebri musiche dell’epoca, per ricordare “costumi” e “suoni” di un passato non certo dimenticato.
Nel corso dello spettacolo, che andrà in onda in diretta su Telefriuli e sarà visibile anche in streaming sul sito www.telefriuli.it, si esibiranno anche il comico friulano “Sdrindule”, la cantante “Erika B” e la coppia di ballerini formata da Giorgia Rigato e Andrea Cercego , del “Club Diamante FVG”. La colonna sonora dello spettacolo sarà curata da “Roger d.j.”.
Madrine dell’evento saranno Jennifer Pavesi, Miss Friuli Venezia Giulia 2019 e Marta Morsanutto Miss Friuli Venezia Giulia 2020, quest’ultima eletta con una presentazione online, causa Covid. Nel corso della finale verrà eletta anche Miss Cinema Friuli Venezia Giulia, che accede alle prefinali nazionali di Miss Italia. L’ingresso sarà gratuito e consentito soltanto ai possessori di “Green Pass”, fino a esaurimento dei posti disponibili. (c.s.)

Sdrindule

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In copertina, Marta Morsanutto Miss Friuli Venezia Giulia 2020.

Vino e teatro insieme domani a Sequals. Musica da tutto esaurito oggi ad Aquileia

L’incontro tra arte e vino prolunga la stagione turistica regionale, tanto che il Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino presenta il progetto culturale “Un Calice a Teatro”, spettacoli nelle cantine per sorsi di cultura e divertimento. Così, dopo la serata d’esordio a Casarsa della Delizia, sarà il Comune di Sequals a ospitare la seconda tappa, domani 12 settembre, alle 20.30, nella Corte di Palazzo Fabiani con l’opera in friulano “Il Miedi par Fuarze” della Compagnia “El Tendon” di Corno di Rosazzo. Saranno degustati i vini delle aziende vitivinicole Tenuta Fernanda Cappello, Albino Armani e La Ghiaia. Ingresso libero con posti limitati: prenotazione obbligatoria e saranno rispettate le norme sanitarie vigenti. Prenotazioni chiamando 0427.789111 oppure 329.8477341.
Un Calice a Teatro è una rassegna itinerante che nasce da un’idea di Sonia Paolone e che è organizzata assieme al Gruppo teatrale El Tendon di Corno di Rosazzo e all’Associazione Teatrale Friulana con il coordinamento di Luigino Zucco. Il progetto è sostenuto da BancaTer, PromoturismoFvg e Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia. Al termine degli spettacoli ci sarà un brindisi con i vini delle aziende locali aderenti. Ingresso libero con posti limitati: prenotazione obbligatoria e saranno rispettate le norme sanitarie vigenti.
Quello è un esilarante meccanismo teatrale, in cui la comicità sgorga quasi spontaneamente dalle situazioni, dalle azioni e dalle battute dei personaggi. Due atti densi di umorismo e ironia che si susseguono a ritmo incalzante in cui la piacevolezza e il riso appagano lo spettatore. Ad aumentare il tasso comico contribuisce l’adattamento in lingua friulana del classico di Molière che ben si presta ad esaltare la vivacità dei dialoghi.
“A settembre – ha affermato il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio – proseguono le nostre proposte per regalare ai winelover e agli amanti del teatro delle serate emozionanti accompagnate dai vini delle cantine del territorio. Sarà un modo di prolungare un’estate già molto positiva grazie al successo di Calici di stelle, che ad agosto ha dimostrato come l’offerta vinicola di qualità, quale è quella del Friuli Venezia Giulia, unita a proposte d’intrattenimento, abbia sempre un grande richiamo sul pubblico”.

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Successo per il nuovo progetto culturale “Festival Vini Gusti in musica – musica classica nelle cantine con concerti di suoni e sapori” proposto dal Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino. Tutti esauriti i posti (gratuiti e su prenotazione) per la tappa odierna ad Aquileia, in programma alle 20.30 alle Cantine Ca’ Tullio (delle quali saranno degustati i vini alla fine) in cui andrà in scena Dancing on Bach (Federico Toffano, violoncello; Elena Ajani, coreografa e danzatrice; Mauro Masiero, storico della musica).
Per gli appassionati di musica classica e amanti del vino c’è però ancora l’appuntamento finale del Comune di Latisana: giovedì 16 settembre, alle 20.30, nell’azienda agricola Battista II (anche di questa saranno degustati i vini) il concerto del Vagues Saxophone Trio (Francesco Ronzio, Mattia Quirico, Andrea Mocci). Evento con la collaborazione della Pro Loco Latisana. Info e prenotazioni www.fvginmusica.com − fvginmusica@gmail.com − +39 3315214898.
Il Festival è ideato da Alfredo Blessano e Paola Camponovo, che ne sono anche i direttori artistici, ed è sostenuto da BancaTer, PromoturismoFvg e Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia. Ogni concerto è dedicato alla musica da camera e nelle cantine si concluderà con il brindisi dei vini da esse prodotti. Ingresso libero con posti limitati: prenotazione obbligatoria e saranno rispettate le norme sanitarie vigenti.

 

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In copertina, piazza Capitolo ad Aquileia durante Calici di stelle; all’interno, la compagnia teatrale El Tendon, Dancing on Bach e il Vagues Saxophone Trio.

Festival delle foreste in Cansiglio: il racconto in diretta degli studenti

Alla Fiera & Festival delle foreste, ospitata sull’altopiano del Cansiglio da ieri fino a domani 12 settembre, la novità è rappresentata dalla collaborazione tra il Sistema Bosco-Legno del Friuli Venezia Giulia e Longarone Fiere Dolomiti che dà modo di ospitare una dozzina di studenti di Ausf Italia – Confederazione delle Associazioni Universitarie degli Studenti Forestali. I futuri forestali racconterranno in diretta backstage e curiosità attraverso l’ausilio dei social network: un dettagliato reportage di tutte le innovazioni e le iniziative programmate nelle tre giornate veneto-friulane.
«La formazione e la cultura del bosco-legno verso i giovani è fondamentale per poter garantire la sostenibilità futura del nostro comparto – commenta Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi -. Collaborando con gli amici di Longarone abbiamo deciso di ospitare sul territorio gli studenti di Ausf Italia e organizzare una prima visita. Stiamo lavorando per organizzarne un’altra a ottobre, in Friuli Venezia Giulia, per far scoprire loro i cantieri boschivi locali e le innovazioni sviluppate nella nostra regione. Dobbiamo guardare al futuro attraverso gli occhi di chi, nei prossimi anni, sarà chiamato a sviluppare il comparto e gli studenti forestali sono indubbiamente un elemento imprescindibile con cui collaborare».
«L’Europa, con il suo Green Deal, è sempre più attenta alle questioni ambientali e, dunque, del legno e delle foreste – sottolinea Gian Angelo Bellati, presidente di Longarone Fiere Dolomiti -. Perciò, accogliamo assai volentieri gli studenti forestali che rappresentano le prospettive dei nostri boschi i quali, in questo momento, stanno scatenando nuovo interesse e nuove opportunità di lavoro. L’esperienza pratica in Cansiglio rappresenta anche il segno di una collaborazione operativa e positiva tra le istituzioni agro-forestali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia».
«Siamo particolarmente soddisfatti dell’invito rivoltoci a partecipare attivamente alla Fiera – aggiunge Elisabetta Candeago, presidente di Ausf Italia, con 10 sedi sparse nella Penisola -. È una bella occasione per me e per i mei colleghi di affrontare argomenti e tematiche di senso pratico nell’occasione della nostra XII Assemblea che ha per tema la biodiversità ambientale, le politiche europee e il cambiamento climatico. Siamo decisamente convinti che una buona formazione forestale sia figlia di un giusto mix tra attività didattica teorica e pratica».

 

Fiera & Festival delle foreste – È il progetto che Longarone Fiere Dolomiti, in collaborazione con Veneto Agricoltura, propone per la valorizzazione, secondo i principi della green economy, delle risorse boschive e del legno. L’evento è composto da due tipologie di iniziative in programma dal 10 al 12 settembre, interamente in Cansiglio:
Fiera & Festival delle foreste, mostra-convegno con un nutrito programma di eventi culturali indirizzati al mondo istituzionale, associativo, della formazione, della ricerca e agli aspetti più innovativi del settore;
Boster Nord Est, con il meglio della meccanizzazione forestale e dimostrazioni dinamiche in lotti veneti e friulani. Con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia e di Veneto Agricoltura.
La foresta del Cansiglio, territorio che coinvolge due regioni e tre province, si sta riprendendo dopo la dura esperienza della tempesta Vaia e fa da cornice a questo evento, tutto all’aperto, che mette assieme la migliore espressione della meccanizzazione agroforestale, le tecnologie per l’energia da biomassa legnosa, le soluzioni per l’edilizia sostenibile e l’artigianato.

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In copertina un operatore forestale al lavoro; all’interno, una macchina per la movimentazione dei tronchi.

 

“Friuli Doc” vetrina delle eccellenze Fvg all’insegna della sicurezza anti-Covid

(g.l.) Sipario alzato, da ieri sera, su “Friuli Doc”, 27ma edizione, a Udine, dove la vetrina delle eccellenze Fvg continuerà fino a domenica 12 settembre, quest’anno favorita da un tempo splendido, quasi estivo. Il tutto all’insegna della sicurezza anti-Covid.  E un ringraziamento ai cittadini della regione, ai lavoratori, agli imprenditori che davanti ad una pandemia hanno lasciato da parte la paura e hanno continuato a camminare è venuto dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale all’inaugurazione della rassegna che si è tenuta ieri pomeriggio in piazza Libertà a Udine, presenti anche il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore ai Grandi eventi Maurizio Franz. Il governatore ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia abbia dimostrato di essere una comunità forte con poche lacrime e poche lamentele, esempio in tutto il mondo. Anche l’Amministrazione regionale in questo momento di crisi ha scelto di investire, avere il coraggio di non fermarsi e costruire il futuro.

Fedriga, come gli altri amministratori presenti, ha poi richiamato – informa una nota Arc – i cittadini all’opportunità di vaccinarsi per tutelare se stessi, per la comunità, per salvaguardare gli ospedali. Con il dovere di raccontare la verità e di non alimentare la lotta tra posizioni antitetiche, il governatore ha ringraziato Udine per aver deciso di aprire la città e svolgere in sicurezza Friuli dimostrando che il Green pass è la garanzia per ridare libertà e non per limitarla. Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha elogiato l’evento richiamando il buon andamento delle affluenze turistiche, in crescita in particolare durante la stagione estiva. Il 2021 è stato definito un anno eccezionale per il Friuli Venezia Giulia che ha registrato afflussi turistici record rispetto agli ultimi dieci anni, tra cui il ritorno massiccio degli austriaci che proprio Udine ha accolto in gran numero. Nel comparto turistico la Regione Fvg, nel 2021, ha investito in infrastrutture, recupero immobili ed eventi risorse per oltre 100 milioni di euro. Quanto a Udine, la città viene vissuta come vetrina internazionale importante per la cultura, la produzione enogastronomica, le tipicità. Concetti ripresi anche dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che a margine della manifestazione ha espresso apprezzamento per la sua formula che unisce storia, tradizione, cultura, enogastronomia ed ogni genere di eccellenze. Friuli Doc è la conferma di come gli investimenti della Giunta anche con la manovra di assestamento abbiano contribuito al percorso di crescita della città. Tra queste i testimonial al taglio del nastro, i campioni olimpici Jonathan Milan e Mara Navarria, che il governatore ha voluto ringraziare non solo per i risultati sportivi, ma anche per l’umiltà con cui vivono le loro vittorie.

Come detto, Friuli Doc si terrà in un crescendo di proposte e iniziative fino a domenica prossima: un’edizione all’insegna della sicurezza garantita dall’accesso alle aree solo per chi possiede il Green Pass, secondo la norma nazionale e un piano di prevenzione stabilito in coordinamento con Prefettura e Questura. Forte il richiamo di tutte le istituzioni all’adesione alla campagna vaccinale che trova nell’evento un alleato: in collaborazione con la Direzione centrale salute della Regione è stato infatti allestito un punto vaccinale in Sala Ajace sotto la loggia del Lionello. La manifestazione amplia la propria geografia: tornano protagoniste via Vittorio Veneto, piazza Matteotti e la splendida Corte Morpurgo. Tornano anche gli stand della Stiria sempre molto attesi e le Pro Loco, nuovamente attive dopo un anno e mezzo difficile per la sospensione di gran parte delle sagre paesane.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale di Friuli Doc a Udine.

Friuli Doc, a Udine oggi si alza il sipario. E 18 osterie saranno protagoniste

Sipario alzato da oggi, a Udine, sulla 27ª edizione di Friuli Doc, che sarà inaugurata ufficialmente alle 17.30 in piazza Libertà. E, nell’ambito dell’annuale manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia,  sarà la qualità la regina indiscussa della proposta che faranno le diciotto realtà cittadine aderenti a “Friuli Doc in Osteria”.

La presentazione dell’iniziativa.

UN RUOLO CENTRALE – Per quattro giornate, dal 9 al 12 settembre, il capoluogo friulano rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci saranno proprio le osterie che «anno dopo anno, stanno recuperando centralità nella programmazione di Friuli Doc, un importante evento capace di unire al buon cibo anche la cultura», ha spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine che ha organizzato “Friuli Doc in Osteria” di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, con il patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, e in collaborazione con Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana.  «La kermesse – ha proseguito Zoratti durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa -, ormai quasi trent’anni fa, è nata proprio dall’iniziativa degli osti, è poi cresciuta e maturata, cambiando e diventando sempre più articolata, come la conosciamo oggi. Per un periodo le osterie sono state messe in secondo piano, ma con piacere negli ultimi anni stanno recuperando il ruolo che meritano. Così come assume sempre maggior significato e riscontra un crescente interesse anche tra i giovani la cucina evocativa». Da sempre, ieri come oggi, luogo di socialità, le osterie saranno presenti a Friuli Doc 27 con 18 menù diversi, capaci di soddisfare tutti i palati. Ciascuna proposta di cucina non mancherà d’essere poi accompagnata anche da un buon bicchiere di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 4 a 13 euro. «Il coinvolgimento di ben diciotto osterie è senz’altro un grande traguardo per questa iniziativa, che spero si consoliderà nei prossimi anni, perché il ruolo delle osterie all’interno del Friuli Doc e in Friuli è importantissimo. Ringrazio quindi gli organizzatori, Confesercenti e il Comitato Difesa Osterie Friulane, non solo per l’impegno profuso per realizzare l’iniziativa, ma anche per aver coinvolto così tanti partner. Prendiamoli a esempio, perché solo con il lavoro di squadra è possibile crescere, anno dopo anno», ha chiarito l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, presente assieme a Eros Cisilino, presidente di Arlef, Christian Canciani e Gabrio Piemonte di Ente Friuli nel Mondo, Giorgia Alfarè, direttrice di Confesercenti Udine, Francesca Musto della fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Eva Seminara di Confartigianato Udine. Per l’occasione è stato anche realizzato un menù plurilingue: italiano, tedesco e friulano, grazie allo Sportel linguistic regjonâl pe lenghe furlane dell’Arlef: « Questa edizione di Friuli Doc – ha chiarito Cisilino – si connota dall’ampio uso della lingua friulana e, più in generale, dal plurilinguismo: scelte, queste, ampiamente apprezzate dai turisti locali e da quelli esteri, che vedono la nostra lingua madre come una fattore di conoscenza imprescindibile e una caratteristica distintiva di un territorio stupendo, unico e inimitabile come i suoi prodotti e la sua gente. Fa piacere anche constatare la costante crescita di interesse per la “marilenghe” delle categorie economiche e associative che riconoscono al friulano un valore commerciale aggiuntivo alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti».

LE OSTERIE ADERENTI – Ecco allora che Da Artico (via Poscolle 58), Pieri Mortadele (via Bartolini 8), Al Cappello (via Paolo Sarpi 5), Osteria Da Lucia (via Di Mezzo 118), Ex Provinciali (via Della Prefettura 3), Al Canarino (via Cussignacco 37), Al Fari Vecjo (via Grazzano 78), La Torate (piazza Del Pozzo 20), Al Fagiano (via Zanon 7), Cjanton Di Vin (via F. Tomadini 6), Al Pavone (via Muratti 62), Osteria E Staffa (via Poscolle 47), Al Pignolo (via Manin 6), Al Lepre – Gustâ (via Poscolle 29), Al Vecchio Stallo (via Viola 7), Osteria Alle Volte (via Mercerie 6), Cin Cin Bar (viale G. Bassi 60), Alla Ghiacciaia (via Zanon 13/A) sarà possibile assaggiare i piatti golosi della tradizione friulana come gli gnocchi ripieni di susine, affettati e formaggi, frico, musetto, gulasch, solo per citarne alcuni! «Osteria è storia – ha spiegato Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Per questo, come associazione, assieme a tutti gli iscritti, investiamo ogni giorno sul turismo enogastronomico, per vivere, e far vivere a tutti i nostri ospiti, il cibo come cultura ed esperienza, per sviluppare, partendo proprio dalle nostre specialità, il patrimonio storico e artistico dei luoghi della nostra terra. Una particolare attenzione, poi è rivolta ai giovani. Come Comitato Difesa Osterie Friulane, stiamo lavorando sempre più per avvicinare le nuove generazioni e per far conoscere i principi fondamentali e le tradizioni di questo mestiere che per me è il più bello del mondo. I risultati ci sono, e con piacere vediamo sempre più ragazze e ragazzi non solo cominciare l’attività, ma anche sedersi ai nostri tavoli. Detto questo – ha concluso -, siamo entusiasti di essere sempre di più, e nuovamente, parte attiva di un evento come Friuli Doc che celebra il buon cibo del nostro amato Friuli».

Frico, piatto immancabile.

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In copertina, è l’ora dei brindisi a Friuli Doc che oggi comincia a Udine.

 

 

Dall’Abbazia di Rosazzo all’Africa col romanzo d’esordio di Maria Zamolo

E ora la “carta geografica” di Livio Felluga porta lontano, nell’Africa bruciata dal sole e dalla povertà. Anteprima nazionale, infatti, domani 9 settembre alle 18, all’Abbazia di Rosazzo, con “Il piccolo re di un uomo è il suo cuore”, edito da Rizzoli, della scrittrice friulana Maria Zamolo, per la rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga. Si tratta del secondo incontro di questo nuovo ciclo autunnale.
Un viaggio dal Burundi a Udine a distanza di oltre 20 anni di due bambini, Giona e Jean, in fuga dalla povertà e dalla violenza. Maria Zamolo costruisce una trama di fantasia nella quale inserisce caratteri e avvenimenti autobiografici in una cornice di informazioni sulla cultura e sulle tradizioni del paese che si trova a sud dell’Equatore nel Continente nero, fra i più poveri al mondo. In Burundi infatti l’autrice, nata a Gemona dove anche vive, ha vissuto dal 1976 al 1979 accanto al marito, medico chirurgo volontario in ospedali gestiti da diverse onlus fra le quali Medici Senza Frontiere.
Un romanzo omaggio al consorte scomparso nel 2017, ma anche un dare voce ai temi dell’accettazione dell’altro e della disponibilità verso gli ultimi, dell’amore e della possibile rinascita. Un romanzo d’esordio che con scrittura schietta, curata, dal forte impatto evocativo presenta al lettore lussureggianti paesaggi, abbacinanti colori e intensi profumi.
L’incontro, inserito nella rassegna realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, azienda vitivinicola Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano, si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid-19. Obbligatori green pass e la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it,fino a esaurimento dei posti disponibili.

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In copertina, la scrittrice gemonese Maria Zamolo attesa a Rosazzo.

Potatura della vite, a Capriva una “Vinnaeria” tutta per Simonit&Sirch

La Scuola internazionale di potatura della vite ha trovato “casa” sul Collio. La Vine Master Pruners Academy avrà infatti il suo quartier generale a Capriva del Friuli, dove Simonit&Sirch – la società che ha dato vita alla ormai famosa realtà didattica – ha acquisito da Silvio Jermann le quote di maggioranza della Vinnaeria, per farne la sede della propria Accademia. La joint venture con Jermann mira non solo a istituire un luogo fisico e un punto di riferimento per coloro che, da tutti i continenti, seguono il gruppo guidato da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, ma anche a dare ulteriori sviluppi al loro progetto, che si apre a nuove interessanti prospettive e si fa sempre più “glocal”.
«Cercavamo da tempo una struttura che ci rappresentasse – racconta Marco Simonit -. Non una semplice sede, ma un luogo d’incontro aperto sul mondo, legato sì al nostro territorio, ma nello stesso tempo attento a recepire le mille contaminazioni e gli innumerevoli stimoli che ci vengono dal nostro lavoro nei vari continenti. Glocal, come è la nostra realtà. Lo abbiamo trovato nella Vinnaeria, che si trova vicino al nostro Campus “Mario Schiopetto”, dove abbiamo strutturato il Metodo Simonit&Sirch nel corso degli anni e rappresenta ormai a tutti gli effetti una base per i corsisti e per tutti coloro che seguono i percorsi di formazione offerti dal nostro gruppo. E in Silvio Jermann abbiamo trovato un partner eccezionale con cui condividere questo stimolante ed entusiasmante percorso».
«Sono contento che la Vinnaeria, storicamente conosciuta come “La Baita”, a cui ho dedicato molto impegno e investimento emotivo per la sua ristrutturazione, prosegua l’attività con questa bella iniziativa che va a vantaggio di tutto il mondo vitivinicolo e contribuisce alla continua ricerca e innovazione con un respiro internazionale», commenta da parte sua Silvio Jermann.
La nuova sede dell’Accademia, nel cuore del Collio, avrà una duplice funzione: di hotellerie dove potranno alloggiare gli studenti della Vmp Academy e di sede delle attività didattiche. Sarà un luogo d’incontro aperto a tutti, in particolare alla gente di vigna che potrà vivere glocals experiences. Gli studenti potranno effettuare le prove pratiche nelle vigne del Campus “Mario Schiopetto”, dove il Metodo Simonit&Sirch ha preso embrionalmente forma più di 30 anni fa.
«Vogliamo offrire l’occasione a coloro che ci seguono da tutto il mondo di venire a conoscere le nostre radici nella terra in cui siamo nati, di vivere con noi», spiega Marco Simonit.
Dal Campus “Mario Schiopetto” alla Scuola Italiana di Potatura della Vite e alle Vine Pruning Schools all’estero, dal Dute Diplôme Universitaire de Taille et Épamprage (a Bordeaux, unico diploma universitario al mondo dedicato alla potatura e alla selezione dei germogli) alla Vine Master Pruners Academy (prima piattaforma online al mondo interamente dedicata alla formazione sulla potatura della vite e alla gente di vigna con un percorso formativo strutturato su più livelli, aperta nel gennaio 2021, che ha già avuto oltre 60.000 visite e circa 6.000 utenti registrati): il gruppo Simonit&Sirch, consulente di oltre 150 fra le più importanti maison vinicole internazionali, prosegue così il suo impegno nell’ambito della formazione, aprendo percorsi innovativi e stimolanti, nel segno del glocal e della contaminazione.

Informazioni – SIMONIT&SIRCH – www.simonitesirch.it – info@simonitesirch.it

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In copertina, Marco Simonit e Pierpaolo Sirch davanti alla Vinnaeria di Capriva; qui sopra, il Campus “Mario Schiopetto”.