Riecco “Estate di San Martino in Osteria” con tre giorni in ventun locali friulani

In Friuli l’“Estate di San Martino in Osteria” torna nel segno della tradizione, protagonisti una ventina di locali di Udine, ma non solo, che proporranno altrettanti menù a prezzi calmierati per la gustosa occasione con la buona tavola. Infatti, dopo la pausa forzata del 2020, dovuta ovviamente all’emergenza sanitaria, riecco una nuova e spumeggiante edizione – l’11, 12 e 13 novembre – del progetto enogastronomico organizzato da Confesercenti Udine, Comitato Friulano Difesa Osterie e Pro Loco Città di Udine.
La tre giorni dedicata al gusto, che esordisce proprio il giorno che venera San Martino e che vedrà la partecipazione di ben 21 osterie, «si intitola “Non solo l’oca” e intende proporre piatti tipici con protagonista l’oca ma non solo, nei locali del territorio», ha ricordato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine, durante la presentazione dell’iniziativa avvenuta Al Pavone, in via Muratti, a Udine, ospiti di Paolo Schiffo. Assieme ad alcune osterie di Udine (Da Artico, Pieri Mortadele, Ai Vecchi Parrocchiani, Osteria Da Lucia, Ex Provinciali, Al Canarino, Al Fari Vecjo, Ai Barnabiti, Al Fagiano, Cjanton Di Vin, Al Pavone, Osteria E Staffa, Al Pignolo, Al Lepre – Gustâ, Al Vecchio Stallo, Osteria Alle Volte, Osteria Mulinis, Quinto Recinto) parteciperanno anche La Polsade delle Streghe di Caminetto di Buttrio, l’Osteria Da Afro di Spilimbergo e Al Tirassegno di San Daniele. Ognuna delle realtà coinvolte proporrà, durante i tre giorni, un menù pensato ad hoc e accompagnano da un’abbinata di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 3,50 ai 20 euro.
«Si tratta di un’iniziativa preziosa – ha detto Maurizio Franz, assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine – perché contribuisce a promuovere e valorizzare le eccellenze culinarie del territorio e conferisce un adeguato riconoscimento sociale alle osterie, che costituiscono un punto di riferimento storicamente molto rilevante all’interno della comunità friulana. Mi preme porre l’accento sull’aspetto identitario delle osterie: in una fase molto delicata sotto il profilo della frammentazione del tessuto sociale, questi punti di ritrovo mantengono e rafforzano il proprio ruolo. Proprio alla luce del momento storico, mi appello al senso di responsabilità di tutti nel fruire degli spazi nel pieno rispetto delle normative vigenti. Questo è un piacevole viaggio nella tradizione, ricordando i tempi in cui le osterie servivano un pasto caldo e sostanzioso – spesso simboleggiato dall’oca- e oggi offrono ristoro e protezione ai nostri cittadini».
Anche in quest’occasione, come già successo per “Friuli Doc in Osteria” e altri progetti, è stato realizzato un menù plurilingue: italiano, tedesco e friulano, grazie allo Sportel linguistic regjonâl pe lenghe furlane dell’Arlef. «Il mantenimento delle tradizioni enogastronomiche e conviviali tipiche del nostro Friuli – ha proseguito Zoratti – rappresenta da un lato la necessità di sentire vivo il legame con il passato e da un altro la proiezione culinaria, e dello stare insieme, del presente e del futuro. La collaborazione tra Confesercenti, Comitato friulano difesa osterie e Pro Loco Città di Udine, continua a dare buoni frutti e il coinvolgimento di così tanti portatori di interessi ci testimonia l’interesse per il mondo delle osterie che stanno conoscendo un momento di grande rilancio e di alto gradimento da parte di ogni fascia di età, dai più giovani ai più affezionati frequentatori. Ci ritroveremo prossimamente con il Carnevale in osteria per non perdere le buone abitudini: stare in compagnia, mangiare bene e bere meglio».
«L’osteria è storia di vita da raccontare. Eventi, persone, luoghi, musiche, allegria e vicende che arrivano da lontano per farci ricordare sempre chi eravamo e chi siamo: è nostro compito portare avanti tutto questo e farlo vivere – ha sottolineato infine Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. La tradizione ci racconta che, tra la fine del 1800 e la metà del 1900, nei primi giorni di novembre, si fermavano i lavori nei campi, si chiudevano i contratti di lavoro e quelli economici, come quelli di affitti e locazioni. Il fervore era molto, tanto che sono nati anche diversi modi di dire, come “Fâ Sant Martin” o “A Sant Martin ogni most al devente vin”. Perdipiù, l’11 novembre c’era l’usanza di mangiare, cucinata in mille modi, quella che era considerata la regina della tavola, l’oca: un pasto saporito da gustare prima del tempo di penitenza e digiuno che anticipava il Natale. Abbiamo quindi ritenuto importante, dopo un anno di pausa a causa dell’emergenza pandemica, ricominciare ripercorrendo la tradizione e dedicando le tre giornate di “Estate di San Martino in Osteria” a questa ricorrenza».

Zoratti, Mancini e Franz.

La rassegna enogastronomica è organizzata da Confesercenti Udine, Comitato Friulano Difesa Osterie e Pro Loco Città di Udine, con il patrocinio dei Comuni di Udine e San Daniele, Ente Friuli nel Mondo, Ducato dei vini friulani, Associazione Cuochi Udine, Unione regionale cuochi Fvg, Società Filologica Friulana, Accademia del Gusto Fvg; e in collaborazione con Arlef, Turismo Fvg, Radio Punto Zero, Radio Onde Furlane, La Legotecnica, AC – graphic&web designa.
La manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle normative vigenti, pertanto per partecipare sarà necessario il green pass.

 

 

Caso Prošek, Fedagripesca in prima linea per l’opposizione alla menzione croata

«Siamo in prima linea nel sostenere la procedura di opposizione alla richiesta di riconoscimento del Prošek, istanza che riteniamo lesiva per le filiere e per le comunità viticole del Prosecco Doc e Docg, un segmento di assoluto valore economico e territoriale nel quale la cooperazione esercita un ruolo di primo piano sia a livello produttivo che commerciale». Lo ha dichiarato Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagripesca, al termine della riunione del gruppo di opposizione alla domanda di riconoscimento della menzione Prošek avvenuta, come è noto, a Venezia alla presenza, tra l’altro, del sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, per mettere a punto le linee e la strategia del procedimento di contestazione che sarà notificato alla Commissione europea.
Fedagripesca ci tiene a evidenziare come il caso Prošek violi i principi stabiliti a livello europeo, perché potenzialmente in grado di ingenerare confusione e di indurre in errore i consumatori che, in taluni casi, ha ricordato Francescutti, «pur non conoscendo le caratteristiche dei prodotti Prošek e Prosecco, riconoscono, o credono di riconoscere, la notorietà del nome, corrispondente alla sua letterale traduzione. Il fatto che il Prošek sia un vino ottenuto da uve appassite e non un vino spumante o frizzante non esclude pertanto – ha proseguito Francescutti – che tale circostanza non possa ingenerare confusione nel consumatore, anche considerando le recenti pronunce della Corte di Giustizia europea che, in più occasioni, ha garantito un ampio raggio di tutela delle Dop e delle Igp, esteso a tutti gli usi, compresi tra l’altro i servizi e non solo i prodotti, come indicato nella sentenza “Champanillo”, che sfruttano la notorietà dei nomi protetti. Il caso Prošek – ha concluso Francescutti – potrebbe rappresentare un precedente pericoloso e un grimaldello per indebolire in futuro altre filiere territoriali Dop e Igp. Per questo abbiamo apprezzato l’azione unitaria e coordinata tra il Governo, il Ministero delle politiche agricole, che ha attivato uno specifico tavolo di lavoro, nonché le Regioni, i Consorzi di tutela e le altre associazioni e organizzazioni del settore vitivinicolo».

Venanzio Francescutti

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco spumante.

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Video sul Prosecco:

 

“Cantine Aperte a San Martino” in trenta aziende Fvg domani e domenica

Degustazioni guidate dai produttori, abbinamenti cibo-vino, laboratori artigianali, Pranzi e Cene con il Vignaiolo, piatti speciali saranno i protagonisti del grande evento “Cantine Aperte a San Martino”, organizzato per sabato 6 e domenica 7 novembre dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia. Si tratta dell’evento che permette di riassaporare le emozioni di “Cantine Aperte” in occasione della cosiddetta “ultima estate” dell’anno, rivivendo l’esperienza unica di conversare con appassionati produttori e conoscere direttamente da loro l’andamento della vendemmia appena conclusa, ammirando i caldi colori di questa stagione.

In questo weekend, dalle 10 alle 18, potete scegliere tra le 30 aziende aderenti quali visitare: l’occasione perfetta per entrare nello spirito autunnale delle cantine, deliziarvi con i sapori del territorio e cogliere l’occasione di degustare il vino nuovo ma anche, tra gli altri, vini più strutturati e impegnativi, da meditazione. Grande importanza verrà data agli abbinamenti enogastronomici con due proposte gourmet: A Cena con il vignaiolo, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron, e il Piatto Cantine Aperte a San Martino, interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le vostre degustazioni.

Inoltre, anche per l‘edizione autunnale di Cantine Aperte è stata rinnovata la partnership con WeFood, un festival dedicato alla scoperta e conoscenza delle “Fabbriche del Gusto” organizzato in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. La manifestazione celebra le eccellenze enogastronomiche dei territori oltre alle realtà che producono beni e servizi per il mondo della ristorazione. Nell’ambito della collaborazione, sabato 6 novembre verranno organizzate degli imperdibili showcooking in cantina di alta cucina in compagnia di alcuni prestigiosi chef regionali e del Veneto: Alessandro Pascolo (Dolegna del Collio) con il Ristorante Ai Tre Canai (Marano Lagunare), Barone Ritter de Záhony (Aquileia) con il Ristorante La Torre (Spilimbergo) e Borgo Conventi (Farra d’Isonzo) con il Ristorante Noïr (Ponzano Veneto).

Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzato dal Movimento Turismo del Vino Fvg con il supporto di PromoTurismo FVG e il sostegno di CiviBank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso e qbquantobasta.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina, vigneti friulani post-vendemmia nei caldi colori autunnali.

“Vinibuoni d’Italia” incorona il Fvg: i premi nel 2022, gli altri già a Merano

Quante corone, ben cinquanta, per il Vigneto Fvg! “Vinibuoni d’Italia”, guida unica nel panorama italiano e internazionale perché è la sola dedicata ai vini da vitigni autoctoni, incorona infatti il Friuli Venezia Giulia con 46 corone a cui si aggiungono 4 dedicate a Perlage Italia e altre 6 corone equamente divise tra Slovenia e Istria.  In attesa dell’edizione 2022 della Vinibuoni d’Italia, che sarà disponibile da questo mese, la prima presentazione ufficiale “post-Covid” si terrà, seppur in forma ancora contenuta nelle presenze, questo fine settimana al Merano Wine Festival. Nell’occasione, i coordinatori nazionali Mario Busso ed Alessandro Scorsone distribuiranno gli attestati dell’eccellenza alle cantine delle regioni Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto, mentre i vignaioli Fvg dovranno pazientare ancora un po’ poiché saranno premiati all’inizio del 2022 in un evento esclusivo in corso di definizione a Roma.

«Vinibuoni d’Italia si basa su un processo di selezione eccezionale per impegno e per trasparenza. Infatti, collaborano oltre 80 degustatori riuniti in 21 commissioni di lavoro che operano nella loro regione di competenza», spiega Mario Busso, ricordando che per l’assegnazione dei massimi riconoscimenti, ovvero la Corona e la Golden Star, «la degustazione viene fatta pubblicamente ed è aperta, caso unico in Italia, alla partecipazione dei media».
Il Friuli Venezia Giulia, curato a livello regionale da Cristina Burcheri e Luisa Alzetta, si distingue per diverse varietà autoctone d’eccellenza. «Quella del 2020 è stata una bella vendemmia per i Friulano (ex Tocai, ndr) che ottiene molte Corone», riassume Cristina Burcheri, proseguendo: «Ma si distinguono anche le Malvasie istriane, i vini passiti sia a base Picolit che Verduzzo, nonché l’uvaggio da uve autoctone del Collio Bianco premiato su ben quattro cantine. Per me e Luisa Alzetta degustare oltre 600 campioni è stato anche quest’anno un piacere e un onore, poiché abbiamo notato che storiche cantine e giovani vignaioli ci hanno proposto mediamente vini di ottima qualità e di sincero carattere territoriale.Terra di grandi vini bianchi, il Friuli custodisce preziose gemme ambrate, altre spumantizzate senza dimenticare i vini bacca rossa come Pignolo, Schioppettino e Refosco».

Per quanto riguarda, poi, Slovenia ed Istria croata, Stefano Cosma, curatore delle due aree oltreconfine ricorda: «Nell’Istria croata emerge la Malvasia, varietà che rappresenta da alcuni decenni la maggior parte della produzione, con vini sia freschi che longevi. Mentre nel vicino Brda sloveno è la poliedrica Ribolla gialla ad essere protagonista con alcune diverse interpretazioni: spumante, passita e fresca».

LE CORONE FVG

Aquila del Torre Friuli Colli Orientali Doc Refosco dal Peduncolo Rosso Riserva 2016, Borgo San Daniele Friuli Isonzo Doc Pignolo Arbis Ròs 2016,Bortolusso Cav. Emiro Trevenezie Igt Schioppettino 2018, Branko Collio Doc Friulano 2020, Buzzinelli Maurizio Collio Doc Friulano 2020, Cantina Produttori Cormòns Collio Doc Bianco Uve Autoctone 2019, Castelvecchio Carso Doc Malvasia Dileo 2020, Colle Duga Collio Doc Friulano 2020, Colutta Giorgio Friuli Colli Orientali Doc Friulano Abate 2020, Dri Giovanni Il Roncat Colli Orientali del Friuli Picolit Docg 2017, Ermacora Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2020 e bissa con Friuli Colli Orientali Doc Schioppettino 2019, Ferruccio Sgubin Collio Doc Friulano Petruss 2020, doppia corona anche per la Fondazione Villa Russiz con Collio Doc Friulano 2020 e Collio Doc Ribolla Gialla 2020, Fruske Venezia Giulia Igt Vitovska 2019, Gigante Adriano Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2019, Grillo Iole Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2020, Jacùss Friuli Colli Orientali Doc Friulano Forment 2019, Keber Edi Collio Doc Bianco Uve Autoctone 2019, La Viarte Friuli Colli Orientali Doc Refosco dal Peduncolo Rosso Riserva 2013, Lis Neris Friuli Isonzo Doc Bianco La Vila 2018, Livon Collio Doc Ribolla Gialla RoncAlto 2019,Russiz Superiore Collio Doc Friulano 2020, Murva – Renata Pizzulin Venezia Giulia Igt Refosco dal Peduncolo Rosso Murellis 2018, due corone anche per Muzic con Collio Doc Bianco Uve Autoctone Stare Brajde 2019 e Collio Doc Ribolla Gialla 2020, Nero Magis Friuli Colli Orientali Doc Rosso Riserva Nero Magis 2015, Paolo Caccese Collio Doc Friulano 2019, Paraschos Venezia Giulia Igt Bianco Kai 2018, Picech Roberto Collio Doc Malvasia 2019, Plessiva Isidoro Polencic Collio Doc Friulano 2020, Primosic Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla Think Yellow 2020, Rodaro Paolo Winery Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2019, Sara & Sara Colli Orientali del Friuli Picolit Docg 2017, doppia corona anche per Scubla Roberto Friuli Colli Orientali Doc Malvasia Lo Speziale 2020 e Friuli Colli Orientali Doc Verduzzo Friulano Cràtis 2018, e 2 premi per Specogna con Friuli Colli Orientali Doc Bianco Identità 2019 e Friuli Colli Orientali Doc Rosso Oltre 2018, Tarlao Friuli Aquileia Doc Malvasia Ninive 2020, Terre del Faet Collio Doc Bianco Uve Autoctone 2019, Toros Franco Collio Doc Friulano 2020, Valchiarò Friuli Colli Orientali Doc Friulano Nexus 2020, Venica & Venica Friuli Colli Orientali Doc Schioppettino 2015, Vosca Collio Doc Malvasia 2020 e Zidarich Venezia Giulia Igt Bianco Vitovska Collection 2015.

Le corone Perlage Italia vanno a: Vigneti Pittaro Ribolla Gialla Ronco Vieri Brut, Villa Parens Gran Noir Dosage Zero Millesimato 2013 e due a Rizzi Roman con Lo Sfacciato Dosaggio Zero 2016 e Piè di Mont Dosaggio Zero Blanc de Blancs 2017.

Infine, le Corone slovene vanno a: Erzetič Sentio Brut 2013, Marjan Simčič Leonardo 2015 e Vini Noue Marinic Érigone Ribolla Gialla Gaugnaz Cru Classificazione 2019. Mentre dei tre premiati dell’Istria due vini sono di Benvenuti che convince con Teran Anno Domini 2017 e Malvazija Istarska 2019, l’altra è di Meneghetti con la Malvazija Istarska Moni Emvasis 2017.

In copertina e all’interno alcune immagini delle degustazioni finali condotte da Mario Busso ed Alessandro Scorsone.

 

 

“Salvadigus” domani al via a Villafredda: la selvaggina è protagonista in tavola

(g.l.) Parte a Loneriacco la nuova edizione, la quindicesima, di “Salvadigus”, l’affermato circuito enogastronomico dedicato alla tradizione della selvaggina, che candida Tarcento a “Perla del Gusto”: il via è infatti fissato per domani nella storica Osteria di Villafredda, gestita da Luca Braidot. Seguiranno, negli altri venerdì di novembre, le serate al ristorante Costantini di Collalto, all’albergo Centrale-Il Ristorantino di Tarcento e all’Osteria Tinat di Borgo Cloz a Nimis.
La manifestazione della buona tavola si propone come una vera e propria esperienza itinerante nel gusto, definita “percorso di caccia”. Ogni locale presenterà piatti di selvaggina diversi ed esclusivi per soddisfare ed appagare i gusti degli appassionati: a base di cinghiale, cervo, camoscio, fagiano, pernice e germano reale. Il tour prevede una serata “di gala” appunto per ciascuno dei quattro venerdì di novembre. Ma finito il mese non chiuderà “Salvadigus 2021” perché, anche in dicembre, tutti i quattro locali manterranno nel menu alcuni piatti di quelli ideati per la rassegna.
Come è noto, il circuito enoastronomico beneficia del patrocinio del Comune di Tarcento ed ha come sponsor due eccellenze del territorio: il Ramandolo Docg, prodotto nell’area riconosciuta tra Nimis e Tarcento, e la Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli. Per la partecipazione alle serate è indispensabile la prenotazione.

L’Osteria di Villafredda.

I RISTORANTI DI SALVADIGUS

Ristorante Osteria VILLAFREDDA – via Liruti, 7 Loneriacco di Tarcento Tel. 0432.79215
Ristorante COSTANTINI – via Pontebbana – Collalto di Tarcento Tel. 0432.792372-792004
Albergo CENTRALE-IL RISTORANTINO – via Garibaldi, 1 Tarcento Tel. 0432.785150
Osteria TINAT- via Cloz, 40, Borgo Cloz, Nimis Tel. 0432.1848238

Zannier: tutti uniti in difesa del Prosecco. Le opposizioni entro il 21 novembre

(g.l.) C’è tempo fino al 21 novembre prossimo per presentare le opposizioni, motivate, al riconoscimento europeo della menzione Prošek richiesta dalla Croazia, che si ritiene fortemente lesiva per i produttori friulani e veneti. «Sulla tutela del Prosecco rispetto alle pretese del Prošek croato la visione delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e del Governo è unica e univoca e porterà a un’azione coordinata anche con altri Paesi europei che la pensano come noi, come Francia, Spagna e Portogallo», ha affermato infatti l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga, al termine della giornata di incontri politici e tecnici tenutisi a Venezia, nella sede della Regione Veneto in Fondamenta Santa Lucia, con il sottosegretario di Stato alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenuto con l’assessore all’Agricoltura Federico Caner. Erano presenti anche il presidente della Commissione agricoltura del Senato Gianpaolo Vallardi e il direttore generale del Ministero di via XX Settembre, Giuseppe Ambrosio.

Zannier parla all’incontro di Venezia.

«L’incontro odierno a Venezia – ha spiegato Zannier, come si rileva in una nota Arc – ha un valore determinante sia per la modalità di due Regioni e un Ministero che lavorano assieme sulla produzione di un’opposizione rispetto alla tematica legata al Prošek sia per il tema di fondo che è stato affermato con forza e che viene sottoposto nelle sedi europee. Se cioè la tutela delle denominazioni – principio basilare dell’Unione europea che risponde alla tutela dei consumatori secondo definizioni chiare e inequivocabili – possa essere messa in discussione attraverso menzioni tradizionali che di fatto richiamano nomi e denominazioni assonanti ingenerando una confusione inaccettabile».
Nel corso dell’incontro è stato fissato il ruolino di marcia dell’azione italiana, che, come ha spiegato Zannier, «è formale e sostanziale e proseguirà in tutte le sedi opportune». Come detto, entro il 21 novembre lo Stato e parallelamente le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ognuno per propria parte, depositeranno le opposizioni al riconoscimento della menzione tradizionale al Prošek; memorie parallele saranno presentate anche dai Consorzi di tutela e dalle Associazioni di settore. La Croazia avrà, a sua volta, 60 giorni di tempo per presentare eventuali controdeduzioni. Seguirà quindi la decisione della Commissione europea. «Purtroppo non c’è un vincolo temporale per il verdetto finale – ha rilevato Zannier -, ma il Governo italiano è in pressing per richiedere la procedura più rapida possibile in modo da giungere quanto prima alla soluzione di una vertenza i cui presupposti e i cui contorni appaiono evidenti».

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In copertina, spumanti friulani fra i quali primeggia il Prosecco Doc.

Il sistema irriguo e il clima che cambia: rischi per l’agricoltura in Fvg

«La salvaguardia dell’acqua è un investimento per la tutela dell’ambiente, ma è anche un investimento economico. Oggi registriamo una tensione internazionale con una richiesta importante di gas, una fonte di energia necessaria ma con costi elevatissimi. Se dovessi fare una previsione, in futuro, ci troveremo davanti allo stesso problema che abbiamo oggi con il gas, con l’acqua che è anche fonte di energia e va salvaguardata. La risorsa idrica sarà uno degli asset strategici per lo sviluppo di un territorio». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga in apertura della tavola rotonda “I cambiamenti climatici e i rischi per l’agricoltura”, organizzata dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana, nell’ambito della Settimana nazionale della bonifica, alla Fiera di Udine con la partecipazione dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e del ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli.
Fedriga, come informa Arc, ha ricordato che nel nostro Paese mancano materie prime, «ma ne ha una, l’acqua, che va tutelata e valorizzata» e ha sottolineato il ruolo dei consorzi di bonifica, «un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese, la Regione è a fianco di chi opera per la crescita del territorio».

La posa della prima pietra.


L’evento è stato preceduto dalla cerimonia a Martignacco dell’avvio dei lavori con la posa della prima pietra presso il canale principale alla presenza, fra gli altri, del ministro Patuanelli, del sindaco Gianluca Canali, di Rosanna Clocchiatti, presidente del Consorzio di bonifica Pianura Friulana, e dell’assessore alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Graziano Pizzimenti, e del presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin. Si tratta di un’opera che prevede la ricostruzione della struttura dalla strada comunale Martignacco-Faugnacco sino al ponte antistante i padiglioni dell’Ente Fiera, per uno sviluppo lineare pari a 4.650 metri con un intervento finanziato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, per un importo di 14 milioni di euro.

Stefano Zannier


Dal canto suo, Zannier ha espresso soddisfazione per l’avvio dei lavori «che si inserisce – ha detto – in un contesto di opere che verranno realizzate da adesso in avanti sia per mantenere in efficienza il sistema irriguo regionale sia per l’adeguamento alle nuove necessità dettate dal cambiamento climatico. Il risparmio della risorsa idrica è prioritario, l’utilizzo intelligente dell’acqua è indispensabile e per far riuscire a fare agricoltura oggi è necessario evitare gli sprechi, utilizzare l’acqua in modo intelligente». Zannier ha rimarcato come l’intervento nasca proprio per evitare le dispersioni rispetto ad una canalizzazione realizzata 140 anni fa tenendo conto non solo del risparmio ma anche dell’impatto paesaggistico.
L’assessore regionale ha evidenziato anche il sostegno della Regione Fvg nel contrasto degli effetti negativi del cambiamento climatico sulle produzioni in agricoltura: «Ammontano a 10 milioni di euro gli investimenti all’anno nel sistema della rete irrigua per ammodernarla, risorse che accanto agli strumenti della programmazione comunitaria di gestione regionale consentono alle aziende di usare l’acqua in modo puntuale e averla a disposizione anche quando scarseggia. La vera sfida sarà quella di utilizzare le nuove risorse per un cambio epocale nel trasporto e nella distribuzione dell’acqua».

La targa dei lavori idraulici.

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In copertina, il tratto di canale che scorre nei pressi della Fiera di Udine, in Comune di Martignacco.

 

“Sapori del Carso”, si va alla scoperta di monte Cocco e dolina del Principe

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 7 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle ore 9.30 alle 13, un’escursione a “Il monte Cocco e la dolina del Principe”, nell’area del Monte Hermada, a Duino Aurisina. Un’uscita naturalistica tra grotte, doline e resti di trincee della Grande Guerra. La zona fu infatti teatro di duri combattimenti tra le truppe italiane e quelle austroungariche, asserragliate sul monte. Dalla cima del monte Cocco si gode di un ampio e suggestivo panorama sulle cime delle Alpi Giulie. L’itinerario è su strade forestali e in parte su sentiero sassoso, di circa 8 chilometri, su un dislivello di 200 metri.
Un’escursione per tutti, di impegno moderato: sono consigliate scarpe da trekking o con suola antiscivolo. Ritrovo alle 9.10 al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco). Raggiungibile con i bus 44 da Trieste e G51 (linea aeroporto – Trieste). Segue la possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” presso i ristoratori convenzionati, con uno sconto del 10 per cento. Costi di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

L’iniziativa è in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

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In copertina il monte Cocco e qui sopra una dolina: scorci del Carso tra i colori autunnali.

Castagne super, 20 mila cartocci alla Ecofesta di Valle di Soffumbergo

Una delle edizioni migliori di sempre: la Festa delle castagne e del miele di castagno organizzata nei tre fine settimana dal 9 al 24 ottobre a Valle di Soffumbergo, caratteristico borgo in Comune di Faedis chiamato in lingua slovena locale “Podcirku”, ha registrato 20 mila porzioni di castagne servite grazie ai tanti visitatori che hanno raggiunto il “Balcone sul Friuli”. Un successo che ha permesso di celebrare con soddisfazione il quarantesimo anniversario della Pro Loco Valle di Soffumbergo, nota per essere la più piccola d’Italia.

Specia (a destra) e i collaboratori.

«Un’edizione da record – ha confermato il presidente della Pro Loco, Gian Franco Specia -, favorita dalle condizioni meteo ottimali che hanno accompagnato tutti e tre i fine settimana. Abbiamo registrato quasi 20 mila porzioni di castagne vendute. Siamo felici perché la gente ora ha voglia di ripartire, ma questo entusiasmo è accompagnato anche da tanta educazione e rispetto delle regole: tutti i visitatori che sono arrivati al nostro borgo hanno aspettato in fila il proprio turno, con grande senso di civiltà e rispetto delle norme».In copertina, ecco un cartoccio di caldarroste le regine della festa.
I festeggiamenti sono stati organizzati dalla Pro Loco di Valle di Soffumbergo con la collaborazione del Comune di Faedis, del Consorzio Pro Loco Torre Natisone, Unpli Fvg, Unpli nazionale e con il patrocinio di CrediFriuli. La festa è stata insignita anche dei marchi Sagra di qualità ed Ecofesta.
Tra i momenti più apprezzati, la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne, la buona musica e le escursioni guidate. Ma Festa di Valle di Soffumbergo è sinonimo anche di buon cibo: in tanti si sono fermati ai chioschi enogastronomici per degustare, come detto, non solo le caldarroste ma anche una fetta di torta oppure un’ottima grigliata accompagnata da vini di produzione locale.
«Un quarantesimo anniversario – ha concluso Specia – festeggiato alla grande. Il merito va ai tanti volontari che si impegnano con entusiasmo e dedizione alla buona riuscita della nostra tradizionale festa. In particolare, vogliamo ringraziare il sindaco di Faedis Claudio Zani perché anche lui è stato uno dei preziosissimi aiuti di questa manifestazione, mettendosi al lavoro al banco assieme agli altri volontari. E ora ci diamo appuntamento al prossimo anno con ancora maggiore entusiasmo».

Le castagne di Valle.

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In copertina, ecco un cartoccio di caldarroste le regine della festa.

Consorzio Agrario Fvg, il settore macchine da oggi alla vicentina Bassan

Importante novità da oggi nell’ambito del Consorzio Agrario Fvg. La cooperativa di Basiliano, la più grande realtà agricola del Friuli Venezia Giulia, ha infatti stretto un accordo con l’azienda vicentina Sergio Bassan – 9 filiali nel Nordest, 130 collaboratori, 65 anni di esperienza – che acquisirà il settore macchine agricole a partire proprio dal 1° novembre. «L’obiettivo – spiega in una nota il direttore generale Davide Bricchi – è quello di offrire agli imprenditori della regione un servizio ancor più capillare e un’assistenza tecnica di livello elevatissimo grazie alla competenza maturata sul campo da Sergio Bassan nei suoi ben 64 anni di storia».
Il personale di riferimento che all’interno del Consorzio Agrario si occupa delle macchine agricole passerà in capo all’azienda di Vicenza, ma continuerà a lavorare nelle sedi del Consorzio così da garantire un rapporto di continuità con i clienti. Bricchi sottolinea l’importanza dell’accordo stretto con una delle imprese leader nell’ambito delle macchine agricole, concessionaria John Deere da oltre 25 anni e che da novembre conterà quasi 150 dipendenti con una previsione di fatturato 2021 di 82 milioni di euro.
Quanto al Consorzio, il numero totale di dipendenti in tutto il Friuli Venezia Giulia si attesterà su 200 unità. «Una squadra compatta, focalizzata sugli obiettivi, che passano da una sempre maggiore concentrazione della nostra attività in campo agronomico e zootecnico e da una presenza sempre più capillare sul territorio, con tecnici qualificati, per affiancare alla parte commerciale anche una parte di consulenza di livello sempre più alto». Una politica, quella del Consorzio Agrario regionale, che sta già portando i suoi risultati. Numeri alla mano, il fatturato al 30 settembre 2021 ha superato dell’8% quello dell’anno scorso, attestandosi su 81 milioni, con un trend che va consolidandosi anche nelle proiezioni a fine anno, quando l’azienda stima di superare i 125 milioni di euro di fatturato.

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In copertina, trattori pronti per la vendita al Consorzio Agrario Fvg.