La stalla dei Principi di Porcia e Brugnera ad Azzano Decimo (355 bovini) è la prima in regione certificata Sqnba e figura tra le 100 leader in Italia: eccellente traguardo

La società agricola Principi di Porcia e Brugnera, di Azzano Decimo, è la prima azienda zootecnica del Friuli Venezia Giulia (e una delle prime 100 in Italia) a ricevere la certificazione volontaria Sqnba (Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale), secondo i criteri definiti, nel 2022, dal Ministero dell’agricoltura (Masaf). Un traguardo di eccellenza raggiunto grazie al lavoro condiviso tra proprietà, dirigenti aziendali, tecnici dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia e dell’Organismo di controllo Ifcq di San Daniele che ha firmato la certificazione.


«Conosciamo da molti anni l’impegno della Principi di Porcia verso la sostenibilità e il costante miglioramento dedicato al benessere animale della loro mandria – spiegano il direttore dell’Associazione, Marco Bassi, e il tecnico, Claudio Pasquini -. Il raggiungimento della certificazione non è indubbiamente alla portata di tutte le aziende, ma alla stalla azzanese sono stati sufficienti alcuni interventi innovativi per mettersi in linea con tutti i 51 parametri richiesti dal protocollo “bovini da latte in stalla”, nonostante il raggiungimento dell’Sqnba non preveda alcun riconoscimento economico o, come in questo caso dove non siamo in presenza di pascolo a disposizione delle bovine, nemmeno di premi europei».
«La nostra azienda è organizzata, storicamente, per le produzioni diversificate, con la stalla al centro – aggiunge il direttore, Andrea Quellerba -. L’economia circolare che abbiamo implementato anno dopo anno, si riflette indubbiamente sulla sostenibilità ambientale, ma anche su quella economica perché se gli animali stanno bene, sono più sani, producono meglio e di più. Ora, la certificazione rede maggiormente trasparenti tali risultati».
L’azienda azzanese si sviluppa su quasi 900 ettari di superficie, con terreni dislocati in sette Comuni diversi. I seminativi (con foraggi, cereali e leguminose) occupano 550 ettari e producono circa il 70% della razione alimentare delle vacche (che, a loro volta, con le deiezioni, alimentano l’impianto a biogas dal quale si ricava anche la sostanza organica distribuita sui campi). Poi ci sono 60 ettari dedicati alla coltivazione di noci 30 ettari a pioppeto e 145 ettari di vigneto, gestiti a basso impatto ambientale secondo il protocollo ministeriale Viva. Con biogas, idroelettrico e solare, l’azienda è autosufficiente dal punto di vista energetico.
La stalla ospita 355 capi bovini, con 190 vacche in produzione dalle quali vengono munti 2.200.000 litri di latte l’anno. Con il lavoro sul miglioramento del benessere animale, passando semplicemente dalla gestione della lettiera permanente al sistema a cuccette, tra l’altro, si è ottenuto un 8% in più di vacche in lattazione, un incremento del 7% di produzione di latte a capo e un 97% in più dei parametri di qualità del latte. «Confidiamo che la Principi di Porcia si trasformi in uno stimolante esempio anche per altre aziende regionali alle quali non mancherà, nel caso, il sostegno e la collaborazione di tutto lo staff tecnico dell’Associazione», è la conclusione di Bassi.

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In copertina e all’interno, bovine nella grande stalla, il direttore Andrea Quellerba, il titolare Guecello di Porcia e Claudio Pasquini; infine, il centro zootecnico.

Grandi Verticali del vino superstar! Percorso enogastronomico già a metà: nuova serata a Palazzolo dello Stella

Grandi Verticali del vino davvero superstar! Dopo l’esordio di successo in gennaio a San Dorligo della Valle e a Nimis, e dopo la recente tappa con i vignaioli di Moraro a Capriva del Friuli, prosegue infatti il programma che propone questa nuova, bellissima serie di tappe – in totale sono otto, per cui siamo già a metà cammino! – sul territorio regionale alla scoperta dei vini autoctoni in abbinamento ai sapori locali con l’organizzazione dal Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Come è noto, lo slogan scelto in questo 2026 è “Abbinalo tu!”, proprio per raccontare come i partecipanti possano scoprire insoliti e speciali abbinamenti enogastronomici.
Prossimo appuntamento, assieme alla Città del Vino di Palazzolo dello Stella che ha scelto come location la Tenuta Aganis, giovedì 26 febbraio alle 19.30. Il curatore Matteo Bellotto, filosofo ed esperto di vino, ha dato come titolo alla serata “Una terra che guarda le montagne con alle spalle il mare e viceversa”. I vini delle cantine Ca Modeano, Mr Bio e Isola Augusta incontreranno le proposte dei produttori del Pesce della Valle del Lovo, le Fornaci del Zarnic con le sue orticole e i lievitati di Gorgo di Latisana. Un’iniziativa sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg e Banca 360 Fvg, in collaborazione con Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia, Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina e il gruppo no profit Degustare in compagnia. Ci sono ancora alcuni posti disponibili (costo 35 euro a persona) per cui gli interessati sono invitati a contattare quanto prima la Pro Loco Mitreo Duino Aurisina, prolocoaurisina@libero.it – telefono 348.5166126.
«Il progetto de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – sottolinea il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, che è anche vicepresidente nazionale dell’Associazione e vicesindaco di Buttrio – fa registrare sempre maggiore interesse da parte dei winelovers. Le prime tappe hanno dimostrato come questo sarà un viaggio ricco di gusto e di piacevoli scoperte. Con Palazzolo dello Stella andiamo alla scoperta di un’altra parte del nostro territorio regionale ricca di gusti».

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In copertina, un’immagine colta alla recente serata della Città del vino di Moraro a Capriva del Friuli.

Al Cefap Codroipo due corsi gratuiti per professionisti dell’innovazione agricola e della gestione agroalimentare

Nel prossimo mese di marzo il Cefap, a Codroipo, avvierà due nuovi percorsi IFTS rivolti a giovani e adulti che desiderano specializzarsi nel settore agro-alimentare, con un’attenzione concreta alle esigenze delle imprese e ai temi dell’innovazione e della sostenibilità. I corsi sono “Tecnico smart farming” e “Tecnico amministrativo e gestionale per l’impresa agroalimentare”: due qualifiche professionali post diploma pensate per rispondere ai fabbisogni di un settore in evoluzione, dove tecnologia, organizzazione e competenze trasversali fanno la differenza. I percorsi sono realizzati in collaborazione con: Fondazione Agrifood & Bioeconomy Fvg, Università degli Studi di Udine – DI4A, Associazioni di Categoria del settore agricolo e il Collegio Periti Agrari e Periti Agrari Laureati Fvg.
La partecipazione è gratuita grazie al Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Friuli Venezia Giulia. È prevista inoltre un’indennità di frequenza fino a 2.800 euro per le persone disoccupate. Le lezioni si svolgeranno presso la sede CeFAP di Codroipo (vicolo Resia 3) e sono rivolte a occupati o disoccupati, in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o diploma di istruzione e formazione professionale. Entrambi i percorsi hanno una durata complessiva di 800 ore, suddivise in 400 ore di formazione tra aula e laboratorio e 400 ore di stage in azienda, per favorire un collegamento diretto tra teoria e pratica e accompagnare i partecipanti in un’esperienza formativa fortemente orientata al mondo del lavoro.
Il percorso di Tecnico smart farming forma una figura specializzata nell’utilizzo di strumenti digitali applicati ai diversi settori di produzione agricola, in grado di utilizzare sistemi di monitoraggio, sensoristica e software di analisi dei dati per supportare le decisioni aziendali, contribuendo a migliorare l’organizzazione del lavoro, l’efficienza nell’uso delle risorse e la sostenibilità delle attività produttive. Il percorso integra anche competenze in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, con la possibilità di conseguire l’abilitazione per operare in qualità di ASPP/RSPP.
Il percorso di Tecnico amministrativo e gestionale per l’impresa agroalimentare, invece, prepara una figura capace di supportare le imprese nella gestione amministrativa, contabile e organizzativa, con particolare attenzione alle specificità del comparto agricolo e alimentare. La formazione comprende elementi di contabilità, gestione documentale, adempimenti fiscali e utilizzo di strumenti digitali, oltre ad attività legate al controllo dei costi, all’analisi dei dati economici e al supporto ai processi decisionali.

Le iscrizioni sono ancora aperte e possono essere effettuate sul sito www.cefap.fvg.it
Per informazioni: Tel. 0432 821111; e-mail: a info@cefap.fvg.it

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In copertina, la sede del Cefap di Codroipo dove sono previsti nuovi corsi.

Crisi del latte, per Confagricoltura Fvg sono sempre più necessari un’azione collettiva e un Piano straordinario in Ue

L’attuale scenario del mercato lattiero-caseario dell’Ue manifesta i segnali inequivocabili di una crisi profonda, caratterizzata da uno squilibrio strutturale tra un’offerta in costante crescita e una domanda che non riesce ad assorbire le eccedenze. Il settore sta affrontando una fase di forte volatilità che mette a rischio la tenuta sociale ed economica delle aree rurali. Una fase del tutto imprevista che ha interrotto quella positiva registrata dopo la soppressione delle quote latte e che ha portato, dal 2016, a positivi risultati economici per tutte le imprese, a testimonianza che evidentemente sinora hanno operato bene portando valore alla filiera tutta.
«Le misure proposte dalle istituzioni sono positive a partire dalla disponibilità di Ice sui mercati internazionali per favorire l’export poi l’azione del Ministero sul fronte della comunicazione e promozione dei consumi a partire dallo schema “latte nelle scuole” e delle proposte per i bandi indigenti e per il Piano straordinario a livello Ue». Così il presidente di Confagricoltura Fvg Nicolò Panciera che prosegue: «Su questo fronte è opportuno agire anche perché i problemi del comparto partono dalla maggiore produzione europea: si può iniziare utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio Ue. È tuttavia opportuno, che l’azione sia collettiva e che non sia solo l’Italia a ridurre il proprio potenziale produttivo, ma si deve intervenire in tutti i Paesi dove ci sono stati incrementi eccessivi di produzione». Confagricoltura Fvg, infine, richiama la necessità di agire come sistema di filiera che deve coinvolgere responsabilmente tutti e sempre. Una sottolineatura d’obbligo visto che, in questa fase, non tutti hanno rispettato gli impegni assunti a dicembre e ciò ha contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo allevatoriale associato che sta soffrendo particolarmente la congiuntura negativa di mercato».

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Allevatori a Codroipo

Con l’Associazione Allevatori Fvg al via le proposte formative per le aziende. L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per stamane, 19 febbraio, alle ore 10.30, nella sede di Codroipo, con un approfondimento sul tema: “Il valore dei dati in azienda. Dall’informazione alla decisione consapevole”. L’intervento principale sarà tenuto dal veterinario Alessio Valenza. Mercoledì 4 marzo, sempre a Codroipo, sarà invece la volta dell’intervento dell’agronomo Michele Campiotti che, a partire dalle 10.30, relazionerà sul tema: “Gestione del personale nell’azienda zootecnica. Strumenti e strategie per l’efficienza produttiva”. Infine, a Tolmezzo, presso la sede della Comunità di montagna, mercoledì 15 aprile, Carlo Sgoifo Rossi, dell’Università di Milano, a partire dalle ore 10.30, proporrà un approfondimento su: “Criticità e opportunità dell’allevamento vacca-vitello”, una delle forme più naturali e sostenibili dell’allevamento bovino, ma anche una delle più complesse da gestire. Info: 0432.824211, e-mail: segreteria@aafvg.it

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«In ambito europeo, infatti, si è registrata – aggiunge il presidente di Confagricoltura Fvg – una produzione pari a 135.253 migliaia di tonnellate fino a novembre 2025 a fronte di una produzione, fino a novembre 2024, di 133.712 migliaia di tonnellate con un incremento particolarmente evidente nei mesi estivi ― quando solitamente la produttività è calante ― e un aumento ancora più significativo nel mese di ottobre rispetto a quanto si verificava un anno prima (+5,1%). Diversi sono i fattori che aiutano a comprendere questa situazione: i prezzi elevati del latte hanno sostenuto la produzione almeno fino all’inizio dell’autunno in tutta Europa; le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito una maggiore disponibilità e una migliore qualità dei foraggi; le problematiche sanitarie legate alla diffusione della blue tongue hanno ritardato i parti contribuendo all’aumento delle consegne di latte in estate e all’inizio di questo autunno; il calo delle macellazioni Ue di vacche a fine carriera (-14% nel periodo gennaio-novembre 2025) ha contribuito all’aumento della produzione di latte. Conseguentemente, a partire in particolare dal mese di settembre 2025, il prezzo del latte crudo alla stalla nell’Ue-27 è cominciato a scendere progressivamente da 53,38 euro/q sino ad arrivare al prezzo critico di euro 49,38 euro/q nel mese di dicembre 2025 con ulteriori diminuzioni nel mese di gennaio 2026. È necessario che la Commissione Europea predisponga un Piano straordinario per il latte: ne va della sostenibilità economica delle imprese lattiero-caseari».

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In copertina, la lavorazione del latte in un caseificio del Friuli Venezia Giulia.

Al Cefap di Paluzza nuove opportunità con il corso agroforestale in quattro anni

Il Cefap presenta un rinnovato corso quadriennale nella sua sede di Paluzza, in ambito Agroforestale, per rispondere alle esigenze delle aree montane e alle nuove sfide del settore boschivo. Il corso si basa sull’esperienza ultraventennale nella formazione dopo le scuole medie di giovani in tale ambito ed è così strutturato: al termine dei primi tre anni gli studenti conseguono una qualifica professionale, mentre il quarto anno consente di ottenere il diploma professionale e di accedere all’esame di Stato per il Diploma di maturità o, in modo diretto, all’Its Academy. Il percorso forma una figura strategica per la gestione e la valorizzazione delle aree montane. Grazie a una solida formazione pratica e tecnica, l’operatore interviene nelle aree forestali nel rispetto dell’ambiente, contribuisce alla tutela del patrimonio boschivo, realizza interventi di recupero dei siti naturali, si occupa del taglio e del trasporto del legname e supporta la produzione e valorizzazione dei prodotti agricoli montani.
«La formazione è fondamentale a tutti i livelli e investire sui più giovani significa anche contrastare lo spopolamento delle aree montane – sottolinea Umberto Daneluzzi, direttore di Confagricoltura Fvg –. La gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale è centrale anche per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. L’esperienza della vicina Austria dimostra come investimenti strutturati in formazione e gestione forestale possano generare ricadute positive e modelli di sviluppo di qualità economicamente sostenibili».

Percorso professionalizzante – Il rinnovato percorso formativo si caratterizza per un forte orientamento pratico e professionalizzante. La durata complessiva di quattro anni è accompagnata da una rete di collaborazioni con il Servizio foreste regionali, il Cesfam – Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna -, scuole, imprese, Its Academy e Associazioni datoriali, oltre a stage professionalizzanti presso aziende del territorio regionale.
«Il percorso agroforestale si inserisce in un settore vivace e centrale nell’economia regionale, ma anche di grande rilevanza per i temi ambientali e per la gestione e il governo del territorio, in particolare montano – dichiara Andrea Pincin, responsabile del Cesfam della Regione Friuli Venezia Giulia –. La collaborazione ultradecennale tra la struttura del Cesfam e il Cefap si è ulteriormente rafforzata con il trasferimento di quest’ultimo a Paluzza, permettendo di garantire il servizio convittuale agli allievi e alle allieve del percorso nella prestigiosa foresteria regionale. La nuova sede del Cefap, inoltre, consente la piena fruizione dei laboratori didattici del Centro regionale: gli studenti possono così sperimentare l’intera filiera del legno, dalla gestione forestale sostenibile alle lavorazioni primarie di segagione, fino alla produzione di prodotti di falegnameria finiti».
Particolare attenzione è dedicata all’innovazione dei contenuti didattici, che spaziano dalla gestione moderna dell’azienda agricola montana alle applicazioni digitali in ambito agroforestale; dai laboratori integrati alla formazione outdoor e ai cantieri boschivi. Il percorso include, inoltre, l’utilizzo di un simulatore di guida per forwarder e trattore e approfondimenti legati alla filiera corta agromontana.
«La formazione è oggi fondamentale perché il settore ha vissuto una profonda evoluzione, sia nelle tecniche sia nel mercato – afferma Cesare Magalini, direttore regionale di Coldiretti –. Non si può restare indietro: servono competenze aggiornate e capacità di affrontare un mercato sempre più veloce e competitivo. La formazione continua, applicata e concreta, è una leva strategica per cogliere le sfide e le opportunità del mercato». Il valore del progetto è rafforzato da una visione di lungo periodo orientata allo sviluppo delle aree interne. «Nel corso delle mie precedenti esperienze professionali ho lavorato a lungo sui temi della montagna e dello sviluppo delle aree interne – aggiunge Luca Bulfone, direttore di Cia Fvg –. Questo percorso dimostra come la formazione mirata possa supportare concretamente la montagna e offrire ai giovani reali opportunità occupazionali».

Molte opportunità – Al termine del percorso gli studenti conseguono la qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane e il diploma professionale di Tecnico della gestione di aree boscate e forestali. Il titolo apre numerose opportunità: dall’accesso all’esame di maturità presso la scuola statale, all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Il corso aderisce alla Filiera formativa Tecnologico Professionale Agroalimentare della Regione Friuli Venezia Giulia. Per informazioni: Cefap, Telefono 0433.41077, E-mail: info@cefap.fvg.it

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In copertina e all’interno due immagini di boschi e lavorazioni forestali in Carnia e della sede Cefap di Paluzza.

Carso, un “laboratorio” europeo di biodiversità, resilienza e sviluppo sostenibile: via alle serate biologiche

In un territorio fragile e straordinario come il Carso, dove biodiversità, attività umane e cambiamenti climatici si intrecciano in modo sempre più complesso, Kras4Us si propone come un laboratorio europeo di buone pratiche per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi. Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021-2027 e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il progetto promuove azioni pilota, monitoraggi scientifici e nuovi modelli di gestione sostenibile, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. Il progetto riunisce le partnership di Gal Carso – Las Kras, Università del Litorale (University of Primorska), Dopps – BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena responsabile della gestione, protezione e conservazione del Parco regionale delle Grotte di Škocjan, per una visione strategica del paesaggio carsico transfrontaliero.


A fare il punto sui primi risultati e sulle prospettive del progetto è stato il Simposio sulle buone pratiche per la conservazione della biodiversità nel paesaggio agricolo del Carso, svoltosi di recente a Isola, in Slovenia,con una giornata coordinata dal direttore del Gal Carso Aleš Pernarčič che ha approfondito tre aree principali: gestione sostenibile di pascoli, prati e stagni, ripristino delle aree colpite dagli incendi, rapporto tra biodiversità ed economie circolari. L’incontro ha evidenziato la complessità del sistema carsico e l’importanza di una cooperazione transfrontaliera basata su solide evidenze scientifiche. «Proteggere la biodiversità significa anche proteggere l’identità del paesaggio carsico», ha sottolineato Vladimir Ivović, dell’Università del Litorale, mentre la responsabile del progetto Sara Zupan ha evidenziato la necessità di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti operativi condivisi.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione attiva del territorio: le praterie carsiche, tra gli habitat più ricchi di specie in Europa, dipendono da pratiche come pascolo e sfalcio, mentre gli stagni rappresentano habitat essenziali per la riproduzione degli anfibi in un ambiente povero di acque superficiali. Ampio spazio è stato riservato anche al tema degli incendi, interpretati come segnale di un sistema sotto pressione, con interventi sul piano antincendio del Carso, sugli effetti del grande incendio del 2022 sull’avifauna e sulle conseguenze per le comunità di impollinatori. Le riflessioni hanno inoltre affrontato questioni legate all’abbandono agricolo e alla frammentazione fondiaria. Il simposio ha confermato il potenziale del Carso come laboratorio di soluzioni replicabili a livello europeo, sottolineando come Kras4Us rappresenti non solo un progetto di ricerca, ma un percorso condiviso per rafforzare la resilienza degli ecosistemi e il rapporto tra ambiente e comunità.
Tutte queste tematiche saranno ulteriormente trattate in un ciclo di incontri con esperti di settore, le “Serate biologiche”, aperte a tutti in presenza nella sala conferenze dell’Università del Litorale oppure online (https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), sempre con inizio alle 19. Dopo l’incontro di oggi, 18 febbraio, sul destino dei pesci cartilaginei nel Mar Adriatico, il tema degli incendi sarà trattato mercoledì 4 marzo nell’incontro “L’impatto degli incendi sulla flora carica”, mentre il 18 marzo sarà la volta di “Impollinatori nei territori carsici bruciati”, il 1° aprile sarà la volta dell’incontro “Le praterie ed i prati da sfalcio del Carso italiano e sloveno, tra conservazione e gestione”.

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In copertina e all’interno, tre splendide immagini del Carso in riva al mare Adriatico e nell’entroterra, oltre ai partecipanti al Simposio di Isola in Slovenia.

Allevatori Fvg, proposte formative per aziende di successo in tre incontri. Il via a Codroipo con il veterinario Valenza

«Nei tempi recenti emerge con sempre maggiore evidenza come il vero motore del successo delle aziende zootecniche, oltre che nella tecnologia e nelle innovazioni produttive, risieda nella capacità di valorizzare le risorse umane e di gestire al meglio i dati di gestione disponibili. Tutto ciò può contribuire, in maniera decisiva, a influenzare le decisioni quotidiane dell’allevatore, aumentando l’efficacia, la produttività e la sostenibilità aziendale – afferma Marco Bassi, direttore dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia -. A questi temi, dunque, abbiamo rivolto la nostra attenzione formativa dei prossimi mesi organizzando una serie di momenti tecnici di aggiornamento rivolti a tutti gli allevatori regionali».
Si inizierà giovedì 19 febbraio, alle ore 10.30, nella sede di Codroipo, con un approfondimento sul tema: “Il valore dei dati in azienda. Dall’informazione alla decisione consapevole”. L’intervento principale sarà tenuto dal veterinario Alessio Valenza.
Mercoledì 4 marzo, sempre a Codroipo, sarà la volta dell’intervento dell’agronomo Michele Campiotti che, a partire dalle ore 10.30, relazionerà sul tema: “Gestione del personale nell’azienda zootecnica. Strumenti e strategie per l’efficienza produttiva”.
Infine, a Tolmezzo, nella sede della Comunità di montagna, mercoledì 15 aprile, Carlo Sgoifo Rossi, dell’Università di Milano, a partire dalle ore 10.30, proporrà un approfondimento su: “Criticità e opportunità dell’allevamento vacca-vitello”, una delle forme più naturali e sostenibili dell’allevamento bovino, ma anche una delle più complesse da gestire.

Info: 0432.824211, e-mail: segreteria@aafvg.it

Pacchetto Vino, importante passo avanti in Ue secondo il Consorzio Doc Venezie ma va definito il quadro dei prodotti con una bassa gradazione alcolica naturale

(g.l.) Il nuovo Pacchetto Vino varato dall’Unione Europea rappresenta un significativo passo avanti per il settore viticolo comunitario – e quindi anche per il Vigneto Fvg – in quanto consentirà di vedere rafforzati promozione ed enoturismo, leve strategiche di crescita per imprese e territori vocati, assieme a maggiori strumenti di flessibilità per i produttori. Della sua approvazione avevamo già dato notizia nelle scorse settimane riportando anche i positivi commenti dell’Associazione nazionale Città del vino attraverso le parole del presidente Angelo Radica. Oggi ci soffermiamo, invece, sull’altrettanto positiva presa di posizione del Consorzio Doc delle Venezie, quello che sovrintende alla produzione di Pinot grigio nelle regioni viticole di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Veneto.
L’organismo di tutela che ha sede a Verona ed è presieduto da Luca Rigotti, dopo averne ricevuto il testimone da Albino Armani, accoglie infatti con favore il via libera del Parlamento europeo all’accordo di trilogo sul pacchetto vino, che – mediante l’adozione di misure finalizzate a sostenere la ripresa del settore e di strumenti di semplificazione e di competitività – introduce un aggiornamento significativo del quadro normativo comunitario. In particolare, si ritengono di grande rilievo le norme per poter gestire con maggiore efficacia il potenziale viticolo, mediante una maggiore flessibilità nella gestione delle autorizzazioni al reimpianto, dei nuovi impianti e della possibilità per gli Stati membri di finanziare, laddove necessario, misure di crisi.

Dai grappoli di Pinot grigio…

… al vino in bianco o ramato.

Particolarmente importante risulta, poi, il rafforzamento della promozione nei mercati dei Paesi terzi così come degli investimenti legati all’enoturismo e la maggiore dotazione finanziaria utile per contrastare i cambiamenti climatici, tema quest’ultimo che è stato al centro dell’ultimo Convegno annuale organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie che si è tenuto lo scorso novembre a Trento. Rispetto al segmento NoLo, il pacchetto vino – integrando quanto già stabilito dal Regolamento (UE) 2021/2117 – ha introdotto una specifica terminologia per i vini dealcolati e parzialmente dealcolati, con l’obiettivo di armonizzarne l’utilizzo in tutti gli Stati membri dell’Unione a beneficio di una corretta informazione ai consumatori. In coerenza con una tale impostazione, si ritiene importante introdurre una pari nomenclatura anche per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, cioè i vini più leggeri ottenuti a partire da una differente e mirata gestione agronomica e colturale del vigneto, senza il ricorso alle pratiche di dealcolazione.
«Il settore si colloca all’interno di una fase di transizione, determinata dalla convergenza di fattori geopolitici, economici e di mercato che impongono delle riflessioni per adeguare il quadro normativo e ripensare al rapporto tra produzione, territori viticoli e modelli di consumo – osserva Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie –. In tal senso l’approvazione del pacchetto vino segna un passaggio importante nella definizione di una regolamentazione più vicina ai fabbisogni della filiera vitivinicola. Resta tuttavia irrisolto un tema per noi fondamentale: la crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti No- e Low-alcohol richiede chiarezza normativa e strumenti di comunicazione coerenti, affinché il consumatore possa orientare le proprie scelte d’acquisto in modo consapevole. Pertanto – ha proseguito Sequino – riteniamo sia necessario riconoscere e definire i vini a bassa gradazione alcolica naturale, direzione già intrapresa sotto il profilo tecnico-scientifico dal Consorzio e che, in termini generali, si ritiene particolarmente indicata per i vini Dop e Igp, che tuttavia oggi non trova uno specifico inquadramento normativo. È auspicabile che anche questa tipologia, in una logica di differenziazione dell’offerta, possa essere oggetto di una classificazione chiara e coerente, capace di valorizzarne l’identità merceologica e garantirne una chiara riconoscibilità in etichetta».

Luca Rigotti

Infine, il Consorzio Doc delle Venezie considera il nuovo quadro regolatorio un ulteriore passo avanti verso una maggiore modernizzazione del settore vitivinicolo europeo, nella consapevolezza che l’innovazione debba procedere in equilibrio con la tutela delle denominazioni d’origine e con la valorizzazione delle specificità produttive legate ai territori. Ricordiamo che il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie è stato costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27 mila ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento –, la Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

www.dellevenezie.it

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In copertina, il direttore del Consorzio Doc delle Venezie Stefano Sequino.

Terre del Barolo, Langhe protagoniste domani nel Castello di Colloredo per la seconda tappa di EnoArmonie

Dopo la bellissima serata inaugurale a Corno di Rosazzo, farà tappa nell’incantevole location del Castello di Colloredo di Monte Albano, tra i cuori pulsanti delle commemorazioni per il 50° anniversario del Terremoto del Friuli, la kermesse di EnoArmonie, che da venti edizioni affianca grandi interpreti musicali alle realtà più prestigiose del settore vitivinicolo della nostra regione e non solo. Tanto che protagonista enologica di questo appuntamento sarà la cantina Terre del Barolo delle Langhe – prestigiosa zona vitivinicola del Piemonte dichiarata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità -, nel tradizionale gemellaggio tra l’Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale, che cura e organizza EnoArmonie, e il Festival Internazionale di Alba. Il concerto è in programma domani, 15 febbraio, alle ore 18.

Al centro dell’appuntamento ci saranno i tre Quartetti per flauto e archi di Mozart e il Quartetto KV370, originariamente composto per oboe e archi ma trasposto per flauto. Ad eseguirli al flauto ci sarà Giuseppe Nova, accompagnato da Glauco Bertagnin al violino, Marco Nason alla viola ed il giovane Ludovico Armellini al violoncello. Pagine musicali caratterizzate da particolare levità, forse proprio per la destinazione originale di questi brani rivolti all’intrattenimento. L’appuntamento, a pagamento, vedrà l’ingresso ridotto per i soci dell’Associazione musicale Sergio Gaggia e Slow Food e per gli studenti.
EnoArmonie, rassegna culturale curata dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia, si avvale del supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e di Io Sono Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, un’immagine delle Langhe la terra del Barolo in Piemonte; all’interno Giuseppe Nova durante un concerto.

Prepotto e il suo Schioppettino, riecco il concorso dei Racconti che dovranno sintonizzarsi sulla “rinascita” del vitigno

(g.l.) Riecco “I racconti dello Schioppettino”! Ieri, 12 febbraio, si è aperta infatti a Prepotto la sesta edizione dell’ormai affermato concorso letterario dedicato a racconti inediti ispirati al celebre vino ottenuto dalle uve di Ribolla nera, lo storico vitigno autoctono della valle del Judrio. La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 19 luglio 2026. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Prepotto, ed è inserita nel programma della 13ª edizione di Duino Book.

La premiazione 2025 ad Albana.


Il tema scelto per il 2026 è “Rinascita” e richiama la complessa e singolare storia dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla, che «negli anni Settanta – racconta l’assessore Barbara Pascoli, direttrice artistica del concorso, fin dall’inizio indetto con la supervisione e il pieno sostegno del sindaco Mariaclara Forti – rischiò di scomparire prima di essere recuperato grazie all’impegno di alcuni leggendari produttori». La premiazione si terrà a Prepotto sabato 3 ottobre e i dodici racconti finalisti saranno pubblicati in un’antologia curata e distribuita da Kappa Vu Edizioni. Anche l’ultima festa conclusiva si era tenuta nell’ottobre scorso, al termine della vendemmia, nella suggestiva cornice del Castello di Albana.

Barbara Pascoli

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In copertina, grappoli di Schioppettino il vanto di Prepotto e di Cialla.