Distillazione sottoprodotti della vinificazione: le istruzioni dell’Agea

L’Agea ha pubblicato le istruzioni per l’accesso alla misura della “distillazione dei sottoprodotti della vinificazione – alcol uso industriale” relativa alla campagna 2020/2021. Possono accedere all’intervento i distillatori. I produttori che hanno trasformato uve in vino devono consegnare fecce e vinacce al distillatore per la trasformazione in alcol a fini industriali o energetici.
Il documento Agea – come riferisce in una nota Il Punto Coldiretti – precisa che gli aiuti per grado e per ettolitro sono pari a 1,10 euro per l’ alcol etilico da vinaccia 1,10 e 0,50 euro per l’ alcol etilico da vino e fecce, mentre il distillatore riconoscerà al produttore 0,016 euro per Kg. Se però il trasporto al centro di raccolta è a carico del distillatore, l’aiuto è nel limite massimo del 10% rispetto al volume di alcol contenuto nel vino prodotto su base nazionale.
Definito anche il calendario per le consegne dei sottoprodotti ai distillatori: per le vinacce, entro 30 giorni dalla fine del periodo vendemmiale; per le fecce, entro 30 giorni dal loro ottenimento e comunque entro il termine ultimo del 31 luglio.
La distillazione dei sottoprodotti deve avvenire entro il 20 giugno 2021, sia per le vinacce che per le fecce. Tuttavia, per i quantitativi di fecce e vinacce non distillate entro tale termine l’ultima scadenza per la distillazione è il 31 luglio 2021.
Quanto alle caratteristiche dei prodotti per le vinacce sono richiesti 2,8 litri di alcool anidro (effettivo e potenziale) per 100 kg; per le fecce di vino 4 litri di alcool anidro per 100 Kg, a 45% di umidità, previa denaturazione.
Per incassare l’aiuto, l’alcol ottenuto dalla distillazione dei sottoprodotti deve avere un titolo alcolometrico pari o superiore al 92% volume e deve essere utilizzato esclusivamente per fini industriali o energetici.

 

Dal maxi-frico di Sterpo alla Focaccia di Godia tra i ricordi più belli di Friuli Doc

di Gi Elle

Su Friuli Doc 2020 già da una settimana è calato il sipario, ma restano i ricordi, tanti e significativi, di questa singolarissima edizione ai tempi di Coronavirus. Tra questi c’è indubbiamente la sfida al frico più grande del mondo che non è stata vinta, ma il record è stato sfiorato! Rispetto alle 1.200 porzioni previste, infatti, sono state circa 1.000 quelle distribuite dagli amici del Gruppo di Sterpo, presenti sul piazzale del Castello di Udine, in occasione della grande manifestazione enogastronomica, e non solo. In ogni caso, resta la soddisfazione di averci provato, dicono, e di avere raggiunto il gradimento di un numero così elevato di persone. La cottura di formaggio, patate e cipolla, gli ingredienti tradizionali del frico, era iniziata nel tardo pomeriggio del sabato. Una volta terminata la laboriosa cottura, il taglio del gigantesco piatto tipico è stato fatto dal sindaco Pietro Fontanini sulle note di “O ce biel cjscjel a Udin”, suonata dalla Banda di Lavariano al termine del concerto che si era tenuto sul colle.

Sempre in Castello, nel vicino stand della stessa Lavariano, un casaro ha fatto vedere a un pubblico incuriosito quello che è il suo mestiere: lavorare il latte per produrre la cagliata, visto che il formaggio vero e proprio ha bisogno di un minimo di tempo di stagionatura. E al termine della lavorazione chi vi assisteva ha potuto degustare questa autentica prelibatezza dal sapore antico, offerta gratuitamente.

Soddisfazione si è respirata anche tra i volontari del Comitato della Sagra delle patate di Godia che hanno presentato, in esclusiva per Friuli Doc 2020, la loro focaccia di patate rosse. Una creazione dello chef stellato (e compaesano) Emanuele Scarello che ha unito i tuberi udinesi con altre due eccellenze Dop della nostra regione: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele. Sono stati a centinaia i curiosi e i golosi che hanno acquistato la Focaccia di Godia per degustarla con calma nelle loro case assieme a familiari e amici.

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In copertina, il sindaco Fontanini taglia la prima fetta del frico gigante; all’interno,  i suoi cuochi, il casaro di Lavariano e gli amici di Godia con la loro focaccia (patate,  Montasio e prosciutto di San Daniele).

(Foto Luca Simon Mattioli)

 

 

Città del Vino, il “sindaco-fotografo” premiato con la Stella di Federica

Il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, ha annunciato che una foto del sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, scattata durante la manifestazione agostana “Calici di stelle 2020”, si è aggiudicata il premio fotografico nazionale “La Stella di Federica”. L’annuncio è avvenuto durante la riunione delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, in municipio a Gradisca d’Isonzo, ospiti dell’amministrazione comunale, convocata per trarre i bilanci di una stagione estiva sopra le attese nonostante l’emergenza Coronavirus (da segnalare il grande appeal proprio della manifestazione Calici di stelle) e delineare le prossime azioni, come il progetto sul regolamento di polizia rurale unitario improntato sulla sostenibilità in vigneto. Inoltre, è stato deciso all’unanimità che sarà Duino Aurisina la candidata regionale alla nomina di Città italiana del Vino 2021.

Zorino, Zambon, Venturini e Fabbro.

Il “sindaco-fotografo” Emanuele Zorino ha colto un attimo di Calici di Stelle in piazza Capitolo con sullo sfondo la bellissima Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta: nella città romana, Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, Calici di Stelle si è svolto, con una positiva partecipazione, in tre date anche nella vicina piazza Patriarcato e nelle cantine dei produttori locali. Congratulazioni a lui da parte di tutte le altre Città del Vino presenti e dal presidente nazionale. “Anche questo premio – ha sottolineato Floriano Zambon – testimonia il grande lavoro del Friuli Venezia Giulia, con numeri gratificanti a partire da Calici di stelle che pur con le cautele, ha permesso di tornare a fare comunità. Attraverso il nostro Osservatorio abbiamo notato una crescita dell’enoturismo in questi anni e pure il 2020, dopo la reclusione del lockdown, ha fatto scoprire ancora di più il turismo slow che i nostri territori del vini da sempre offrono”.

“Volevamo a tutti i costi proporre qualcosa durante quest’estate 2020 – ha commentato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – e alla fine Calici di Stelle in Friuli Venezia Giulia non solo ha visto confermati i numeri degli anni precedenti ma c’è stata anche una crescita con 19 eventi, 15 Città del Vino coinvolte e 150 cantine aderenti. Il tutto a fronte di una situazione nazionale alle prese con l’emergenza coronavirus, per la quale anche noi abbiamo applicato i protocolli di sicurezza. Ora per l’autunno sosterremo con forza la candidatura di Duino Aurisina e proseguiremo con il progetto di polizia rurale attraverso il lavoro del vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, assessore di Corno di Rosazzo, insieme con il professore dell’Università di Udine Francesco Marangon, incentrato sulla sostenibilità e che c’impegnerà per i prossimi due anni. L’ospitalità di Gradisca d’Isonzo con il sindaco Linda Tomasinsig e il vicesindaco Enzo Boscarol è stata fantastica e la presenza del presidente nazionale Zambon testimonia ancora una volta come nel panorama italiano quello del Friuli Venezia Giulia sia un mondo tra i più attivi”.

Il saluto di Linda Tomasinsig.

La riunione di Gradisca ha visto pure citati gli ultimi Comuni in ordine di tempo a essere entrati nelle Città del Vino, Moraro e Povoletto. Il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon ha sottolineato come nel proprio evento di Calici di Stelle la metà del pubblico sia stata rappresentata da persone esterne al circolo locale di eno-appassionati, segno di come l’azione unitaria delle Città del Vino regionali, anche nella comunicazione, stia dando i suoi frutti. L’enogiornalista e studioso Claudio Fabbro ha quindi illustrato l’ampia copertura che il periodico “Terre del Vino”, espressione dell’associazione nazionale, dà alla realtà del Friuli Venezia Giulia.

Calici di Stelle a Gradisca.

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In copertina, la foto premiata del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino.

“Friuli Doc” ha ritrovato la strada dell’eccellenza. Franz: ora avanti così

«Sono soddisfatto di quest’edizione, straordinaria sotto molteplici aspetti», dichiara l’assessore alle Attività produttive, turismo e grandi eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz, alla chiusura di Friuli Doc 2020. «Straordinaria perché abbiamo dato un segnale di ripartenza in un momento difficile, lavorando a un evento che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo dettato dall’emergenza sanitaria. Ma, soprattutto, perché abbiamo ridefinito il paradigma di Friuli Doc, facendolo ritornare a essere una manifestazione elegante, in totale sintonia con l’immagine e la bellezza del nostro centro storico, stretto in un unico abbraccio con Udine sotto le Stelle».

«Friuli Doc è tornato a essere il palcoscenico delle eccellenze del nostro territorio – prosegue Franz –, sia quelle enogastronomiche e artigianali che quelle culturali, scientifiche e sportive. In sintesi, con questa edizione ci siamo riavvicinati ai valori da cui Friuli Doc era nato, promuovendo insieme ai migliori prodotti, anche la conoscenza e la cultura. Lo abbiamo fatto con attori di eccellenza quali l’Università di Udine, PromoTurismoFvg, tutte le Associazioni di categoria, il Comitato Friulano Difesa Osterie, la Società Filologica Friulana, il Conservatorio “Jacopo Tomadini” e molti altri. Alla qualità del prodotto si è unita una grande qualità del servizio, aspetto quest’ultimo che il pubblico ha veramente apprezzato. Posso dire, quindi, che il nostro obiettivo è stato raggiunto, anche grazie al senso di responsabilità e di rispetto delle regole di tutti i suoi protagonisti, i visitatori e, naturalmente, gli operatori. È un evento che i friulani attendevano e che si sono ampiamente meritati. Li ringrazio tutti per aver dimostrato, insieme all’Amministrazione comunale, che Friuli Doc si poteva fare», conclude l’assessore comunale ai Grandi eventi.

L’assessore Maurizio Franz.


“Ed è grazie a tutte queste preziose e qualificate collaborazioni che, nei quattro giorni della manifestazione, il capoluogo del Friuli – si riferisce in una nota – ha accolto oltre 130.000 persone. Un numero elevato di visitatori (pandemia permettendo) che hanno confermato la bontà della nuova formula adottata (solo abbozzata in questa 26ma edizione, forzatamente ridotta), caratterizzata dalla serenità dello svolgimento come confermato anche dal ridotto numero di interventi richiesti alla Polizia Locale, dalla qualità del servizio e delle collaborazioni”. È così che la Coldiretti e l’Università di Udine hanno potuto presentare i loro lavori e le proposte legate alle opportunità della biodiversità; che le Botteghe Artigiane e delle Aziende agroalimentari del Fvg si sono presentate grazie a Confartigianato-Imprese Udine; che l’Apu Old Wild West ha scelto questo palcoscenico per presentare la squadra che parteciperà, per la quinta volta consecutiva, al campionato italiano di serie A2 di basket; che PromoTurismoFvg ha raccontato quanto fa per la promozione del nostro territorio; che grazie al Comitato Friulano Difesa Osterie, i locali udinesi si sono attrezzati per consentire di gustare i loro piatti tipici al giusto prezzo; che i Musei cittadini hanno predisposto un orario di apertura appositamente studiato per l’evento e che AgriFoodFvg ha illustrato il valore dei nostri prodotti a Km0. Dall’altro lato, la Società Filologica Friulana, con un bel concerto offerto a tutti i cittadini, ha ricordato il grande musicista friulano, Albino Perosa e la musica del Novecento, Udine Jazz Ensamble, costituito dagli studenti del “Tomadini”, ha allietato l’inaugurazione della manifestazione e non è mancato il divertimento proposto dall’Associazione Folcloristica Stelutis di Udin, con il suo simpatico gioco dell’oca rivisitato per l’occasione.


Non sono mancate, poi, le proposte esclusive e dedicate a Friuli Doc che, ancora una volta, ha dimostrato di rappresentare al meglio il catalizzatore regionale di quanto di buono si fa e si può fare nella nostra regione. Un’edizione, insomma, quella del 2020, che lascerà il segno e che, sicuramente, sarà la bussola organizzativa che orienterà gli appuntamenti futuri.

Friuli Doc 2020 è stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Fvg, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgriFoodFvg, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti Fvg, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner: Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

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In copertina e qui sopra degustazioni sotto la Loggia; all’interno, altre immagini di Friuli Doc 2020.

(Foto Luca Simon Mattioli)

Ecco gli Oscar Green, il futuro agroalimentare è giovane e high tech

Il futuro dell’agroalimentare è nelle mani dei giovani agricoltori e operatori del settore che si affidano all’innovazione tecnologica e agronomica. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che a Udine, nella cornice di Friuli Doc, ha preso parte alla premiazione degli Oscar Green dell’agricoltura giovane Fvg. Dalla canapa ad uso terapeutico alle uova colorate, dall’orto robotico ai ragazzi dello Zanon che rilanciano Sutrio, sono sei i progetti regionali premiati nell’ambito del concorso Coldiretti. Per l’Amministrazione regionale – informa una nota Arc – lo sviluppo del settore si basa sulla capacità di fare scelte innovative sulle linee agronomiche e sulla diversificazione dei prodotti realizzata attraverso un supporto tecnologico all’avanguardia. Su questi temi si gioca il futuro dell’imprenditoria agroalimentare in Friuli Venezia Giulia.


La canapa ad uso terapeutico coltivata indoor, il birrificio agricolo che rilancia il territorio, le uova arcobaleno, la cartolina digitale per la promozione turistica, l’orto robotico, la simbiosi piante-pesci. Sono questi i progetti che Coldiretti Giovani Impresa Fvg ha premiato nell’edizione 2020 di Oscar Green, la quattordicesima del concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa nazionale e patrocinato dal ministero delle Politiche agricole che riconosce l’innovazione, valorizza i progetti dei giovani imprenditori e promuove l’agricoltura di qualità.
A ricevere il premio, nella Loggia del Lionello, in un evento aperto dalla relazione di Walter Filiputti, le aziende Green Innovation 4.0 di Rivignano Teor (Riccardo Zanazzo, categoria Impresa 5.Terra), Birrificio agricolo Àgro di Giais di Aviano (Dino Lorenzin, Campagna Amica), Riva Daniele di Majano (Ilenia Gomiero, Creatività), Il Giardino del Chiostro (Lorenzo Favia, Noi per il sociale, che sarà anche, a dicembre, finalista nazionale Oscar Green) e Montvert Acquaponica Fvg (Stefania Sarnataro, Sostenibilità). Nella categoria Fare Rete, invece, vince il progetto per la promozione di Sutrio che ha unito le quinte del settore turistico dell’istituto tecnico Zanon di Udine, il Comune di Sutrio e l’ufficio del turismo. I vincitori, emersi tra una trentina di partecipanti in regione, si sono distinti per slancio innovativo, green e multifunzionale impresso alle loro imprese, come ha evidenziato il presidente di Coldiretti, Michele Pavan.

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In copertina, l’intervento di Walter Filiputti alla premiazione degli Oscar Green nell’ambito di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

 

E lunedì il Pinot grigio delle Venezie volerà ad Amburgo

Il Pinot grigio delle Venezie sta vivendo un periodo di soddisfazioni e di rilancio che lascia ben sperare dopo i problemi causati a tutto il settore vitivinicolo dall’emergenza sanitaria. In questi giorni ad Amburgo riprende, infatti, la stagione degli eventi per il Consorzio di Tutela che, al fianco del periodico Vinum, si prepara ad incontrare operatori, stampa ed appassionati nella dinamica metropoli tedesca sul mare del Nord. Presenti all’appello saranno 34 etichette della denominazione che, come è noto, riunisce i produttori di Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto. Gli appuntamenti sono tutti fissati per il pomeriggio del 21 settembre, con questi orari: 14.45-16: Masterclass “Pinot grigio delle Venezie Doc”; 17-19: Panel di degustazione alla cieca (primo gruppo); 19-21: Panel di degustazione alla cieca (secondo gruppo).

Per il Consorzio del Pinot grigio delle Venezie è, dunque, tempo di ripartire con gli eventi promozionali. Con estrema prudenza e nel rispetto delle normative e restrizioni vigenti in tema di Covid-19 per cui lunedì prossimo, come detto, la Denominazione del Nord-est – in occasione di un evento realizzato ad hoc dalla rivista specializzata Vinum Magazine fur Weinkultur – volerà ad Amburgo per incontrare operatori, esperti, stampa di settore e winelover, presso lo spazio Se7en Oceans (Europapassage 2. OG, Ballindamm 40).

L’estate per questa importante Doc guidata da Albino Armani si chiude quindi in Germania, con un “doppio evento” tutto dedicato al Pinot grigio delle Venezie, vino che, nella sua semplicità e versatilità, trasmette tutta la qualità e la sapienza della tradizione vinicola del Triveneto. Le danze si apriranno con una masterclass (in degustazione 10 etichette della Doc) rivolta al solo b2b e condotta da Harald Scholl, wine expert e caporedattore di Vinum. L’appuntamento proseguirà poi con due panel di degustazione alla cieca – il primo appunto dalle 17 alle 19 e il secondo dalle 19 alle 21 (per questioni di sicurezza legate all’emergenza Coronavirus) – aperto sia a professionisti sia al grande pubblico, che vedrà protagoniste altre 24 referenze della Doc triveneta.

www.dellevenezie.it

 

Nexus, il miglior bianco Fvg che la Valchiarò dedica a Galliano Scandini

A Togliano di Torreano non è soltanto tempo di vendemmia, ma anche per la raccolta di… premi! Come quello appena ottenuto, con pieno merito, dalla Valchiarò, cantina dei Colli orientali del Friuli la cui moderna sede sorge poco prima dell’ingresso nella frazione alle porte di Cividale. “Forse la più bella soddisfazione che abbiamo avuto in quasi 30 anni di storia della nostra azienda”, afferma Lauro De Vincenti, socio e amministratore, commentando lo strepitoso risultato ottenuto con il Friulano “Nexus”: Winesurf – giornale online di enogastronomia e guida vini tra le più seguite in Italia – lo ha giudicato infatti miglior vino bianco friulano tra i 340 in degustazione dell’annata 2019, attribuendogli 93 punti.

Il Friulano Nexus premiato.


“Ci piace dedicare questo momento di gioia – commenta emozionato De Vincenti – a Galliano Scandini, socio fondatore e cantiniere della Valchiarò, deceduto il 16 settembre del 2016. Eravamo in piena vendemmia, e per la morte di Galliano abbiamo sospeso per qualche giorno la raccolta delle uve di una vigna antica di Friulano, che è andata in surmaturazione. Pensavamo – continua il vignaiolo – di avere rovinato l’annata, invece seguendo le indicazioni del nostro enologo Gianni Menotti abbiamo ottenuto un vino strepitoso. I risultati di quest’anno confermano che abbiamo imboccato la strada vincente”.
Con il Nexus, Winesurf ha messo sotto i riflettori un altro grande bianco della Valchiarò, il Sauvignon 2019, risultato secondo (89/100) tra i 65 campioni sottoposti a degustazione. Oltre a questo premio, il Friuli Colli Orientali Doc Friulano Nexus 2019 ha ottenuto anche la “corona” (il massimo riconoscimento) della Guida Vinibuoni d’Italia 2020, considerata la “bibbia” per quanto concerne i vini da vitigni autoctoni.

Lauro De Vincenti della Valchiarò.

Foto Elia Falaschi

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In copertina, uno scorcio della cantina di invecchiamento della Valchiarò a Togliano.

Un “Friuli Doc” senza grandi numeri e che ora dovrà essere ripensato

di Giuseppe Longo

E’ calato a Udine il sipario su un “Friuli Doc” singolare – da ricordare, come scrivevamo ieri -, perché del tutto lontano da quanto eravamo abituati a vedere nei venticinque anni che hanno preceduto questa edizione contrassegnata, purtroppo, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. E che proprio per il rispetto delle stringenti norme anti-contagio ha dovuto rinunciare ai grandi numeri, privilegiando però la qualità. E questo è senza dubbio un aspetto positivo, da non sottovalutare anche per il futuro della manifestazione.

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Il bel tempo, anzi quasi un ritorno dell’estate, ha accompagnato tutti i giorni di questa 26ma edizione della rassegna enogastronomica. E, al meteo favorevole si aggiunge – come sottolineano, a consuntivo, gli organizzatori – il buon andamento delle presenze (alle piazze, ai borghi, alla Loggia del Lionello, al Castello…), nonostante la necessità di osservare precise regole anti-assembramento, che fa vedere un sorriso di soddisfazione sui volti degli operatori intervenuti e su quelli dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Fontanini, con Maurizio Franz assessore ai Grandi eventi, che ha fortemente voluto la ormai tradizionale manifestazione settembrina, intravvedendo in essa un importante segnale di ripartenza e di positività. Protagoniste di “Friuli Doc” sono state come sempre le eccellenze del territorio, ma non solo. I quattro giorni sono stati animati anche da tante presentazioni, incontri, dibattiti e concerti.
La manifestazione, cominciata giovedì e conclusasi appunto ieri, è stata lo specchio di una città ospitale e accogliente, ma attenta ai regolamenti e alle doverose misure di sicurezza sanitaria e di distanziamento interpersonale. Le parole d’ordine dell’evento sono state dunque tutte rispettate: sicurezza delle relazioni; qualità dell’offerta gastronomica, agroalimentare e artigianale; eleganza del servizio. E, probabilmente, dopo attenta riflessione, questi accorgimenti – che stavolta sono stati richiesti da severe norme di legge – serviranno a tracciare la strada per un’edizione di “Friuli Doc 2021”, speriamo fuori dalla pandemia, con nuovi schemi e proposte. Evidentemente quest’anno la manifestazione si è rivelata troppo penalizzante per molti visitatori tanto che vi hanno rinunciato, scoraggiati dalle tante norme da rispettare, ma anche le folle disordinate, caotiche, degli anni passati non andavano bene e si traducevano in un boomerang nella efficacia della promozione della qualità dei prodotti Made in Friuli. E’ chiaro che le indicazioni emerse da “Friuli Doc 2020” dovranno aiutare a trovare una via mediana per il rilancio della rassegna sotto il profilo qualitativo, facendo così risaltare l’eccellenza della nostra terra soprattutto in fatto di vini e di agroalimentare. Sarà un po’ come tornare alle origini, quando la manifestazione era molto più piccola degli ultimi anni e la qualità ne segnava la rotta. Quindi, tempo di bilanci, certamente, ma anche di riflessioni sul “Friuli Doc” che verrà e che andrebbero estese, ci permettiamo di aggiungere, pure alla goriziana “Gusti di Frontiera”, quest’anno  opportunamente accantonata. Chissà che, fra tanti disastri, dal Covid-19 non sia venuto anche un insegnamento positivo? Speriamo di sì, perché non sono i grandi numeri che fanno grandi gli eventi, bensì la loro qualità.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini emblematiche di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

E oggi un “gioco dell’oca” rivisitato chiuderà un Friuli Doc da ricordare

di Gi Elle

Gran finale oggi, a Udine, per questa singolarissima edizione di Friuli Doc. Quella delle mascherine, dei distanziamenti sociali, della scrupolosa osservanza delle misure anti-contagio. E quindi della pressoché totale mancanza degli affollamenti cui eravamo abituati, soprattutto negli anni a noi più vicini. Niente di tutto questo, bensì un’edizione, la 26ma, che è stata giocata tutta sulla qualità della proposta enogastronomica, ma non solo, favorita peraltro in ogni giornata da un tempo splendido, quasi da un ritorno alla piena estate. Insomma, un Friuli Doc che ha tutte le caratteristiche per essere ricordato a lungo.
E oggi, proprio nella giornata conclusiva, ecco una proposta del tutto originale: un gioco dell’oca “rivisitato”, sotto la Loggia del Lionello. È quanto offre al pubblico della importante rassegna ridimensionata, ma che non si è lasciata piegare dal Coronavirus, il Gruppo folcloristico “Stelutis di Udin” (presieduto da Elena Sione), in collaborazione con il Comune. Una proposta pensata e realizzata in esclusiva e in anteprima proprio per Friuli Doc 2020 allo scopo di promuovere il folclore e le tradizioni friulane in modo alternativo, in un momento in cui il distanziamento interpersonale è la regola (che verrà rispettata anche in questa occasione), nonché per creare uno spazio per l’allegria e il buonumore seguendo tutte le precauzioni del caso. L’appuntamento, dunque, è fissato per le ore 16 di oggi, con “Stelutis in zûc”, un gioco coinvolgente e divertente, arricchito con tante curiosità, notizie, momenti musicali e intermezzi vari.
Il gioco, che coinvolgerà anche il pubblico, si svolgerà utilizzando la pavimentazione della Loggia del Lionello come superficie sulla quale verranno appoggiate le caselle numerate del percorso. Si tratta, come detto, del tradizionale gioco dedicato allo starnazzante e gustoso pennuto delle aie friulane, ma “rivisitato” e strutturato proprio per promuovere le nostre tradizioni (delle quali, oramai, Friuli Doc è parte) in modo alternativo rispetto a un classico spettacolo di danza o canto, repertorio tipico delle “Stelutis di Udin”. I partecipanti che raggiungeranno in tempo il traguardo riceveranno una gradita sorpresa.

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In copertina, ecco le oche, gli starnazzanti pennuti cui è dedicato il gioco di oggi a Friuli Doc.

Friuli Doc, dalla sfida del frico di Sterpo alle patate di Godia secondo Scarello

La sfida al frico più grande del mondo non poteva che venire da Friuli Doc. Il classico guanto viene lanciato dagli amici del Gruppo di Sterpo che, questa sera, 12 settembre, in Castello, a Udine, a partire dalle 19, prepareranno 1.200 porzioni (e forse più…) della prelibata ricetta tradizionale friulana a base di formaggio.
Ma in Castello, ci sono anche i volontari del Comitato della sagra della patata di Godia che presentano, in esclusiva per Friuli Doc 2020, la loro focaccia. Una creazione culinaria dello chef stellato (e compaesano) Emanuele Scarello che ha unito le patate udinesi con le altre eccellenze Dop della nostra regione: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele.


«Con Emanuele, abbiano iniziato a pensare a questo forte legame cibo-territorio ancora prima del confinamento – spiega Mirko Bortolin, presidente del Comitato -. Poi abbiamo deciso di presentare questa ricetta a Friuli Doc, appena abbiamo avuto la conferma che la manifestazione si sarebbe tenuta».
Ma ancora altre sorprese attendono i golosi che saliranno fino al Castello dove, sotto l’arco d’ingresso, ad attenderli ci sarà la vigilanza che controllerà la temperatura corporea (che non dovrà essere superiore ai 37,5 °C) e il numero delle presenze (1.200 totali per 700 coperti) e poi la possibilità di degustare, con un panorama impareggiabile: toro allo spiedo, ottime salsicce friulane, sei specialità di formaggi della Latteria di Lavariano, accompagnati da vini Doc, birre artigianali e distillati del territorio.

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In copertina, gli amici di Sterpo con il loro frico e all’interno il tortino con le famose patate di Godia.