Schioppettino e Nebbiolo, due “must” dell’enologia protagonisti a Cividale

Nel quadro degli eventi-degustazione autunnali, l’enoteca Tabogan di Cividale (centro commerciale “Borc di Cividat” accanto alla sede di Civibank) propone per domani 19 novembre, dalle ore 18, un interessante confronto tra due “must” dell’enologia del Nord Italia: il Nebbiolo – che, vinificato in purezza, dà origine anche al famosissino Barolo – e lo Schioppettino.

I due vini protagonisti.


A presentare questi straordinari vini sono due rinomate aziende, la piemontese Pira di Serralunga d’Alba (Langhe) e la friulana Ronchi di Cialla, della omonima località in Comune di Prepotto (all’interno del quale una dozzina di anni fa è stata istituita anche la sottozona, o meglio ancora “cru” per dirla con i francesi, Schioppettino di Prepotto), ai cui fondatori Paolo e Dina Rapuzzi si deve la salvaguardia del vitigno autoctono in serio pericolo di estinzione (come tante altre vecchie varietà friulane), tanto che valse loro l’assegnazione del primo “Risit d’aur” al Premio Nonino.
Il locale di Andrea Spataro ricorda che alla serata-degustazione si accede su prenotazione e, ovviamente, con green pass. E che i winelovers potranno procedere agli assaggi dei vini proposti, e quindi Nebbiolo e Schioppettino, assieme a un’adeguata proposta gastronomica in “meditato” abbinamento.

Schioppettino ai Ronchi di Cialla.

—^—

In copertina, grappoli di Nebbiolo il vitigno re delle Langhe in Piemonte.

Schioppettino di Prepotto e sentore di pepe: oggi un convegno a Corno

di Gi Elle

Sapevate che nello Schioppettino di Prepotto c’è anche un singolare, e interessantissimo, sentore di pepe? Ebbene, a questa particolare caratteristica che rende ancora di più unico il prestigioso vino prodotto nella sottozona dei Colli orientali del Friuli, è stato dedicato anche un convegno per indagare sulla caratterizzazione aromatica del vino attribuita a una particolare molecola, il Rotundone, che si terrà proprio oggi, alle 18, a Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Psr 2014 – 2020. La rete d’impresa per la valorizzazione del vitigno autoctono ha infatti organizzato un incontro dal titolo “Il ‘sentore di pepe’ nello Schioppettino di Prepotto, caratterizzazoone aromatica e studio del Rotundone”. Relatori Nicola Macrì e Carlo Petrussi. Moderatore il giornalista Paolo Ianna.
“Ma da dove arriva l’aroma di pepe nel vino? Ci arriva – scrive al riguardo Ianna – attraverso una molecola che si chiama Rotundone, oggetto di una ricerca guidata dallo studioso Mango Parker dell’Australian Wine Research Institute (AWRI) di Adelaide, pubblicata su Web il 20 giugno 2007. Detta molecola è stata protagonista di più recenti approfondimenti operati dal team del professor Fulvio Mattivi, presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, portati a termine e resi pubblici nel 2011. Nel 2017, si aggiunge a questi con un progetto richiesto e realizzato dalla rete d’impresa nata per questo preciso scopo, composta da sei aziende produttrici di Schioppettino di Prepotto ed una prestigiosa realtà che si occupa di servizi e di ricerca, nel settore vitivinicolo”.
“Lo Schioppettino – aggiunge – è un vino rosso, nativo dei Colli Orientali del Friuli, dotato di forte identità è conosciuto per l’eleganza e le fragranze pepate. Queste caratteristiche sono molto apprezzate e lo accomunano ad alcuni dei grandi vini rossi (Pinot nero, Syrah, Nebbiolo), come confermato in una recente manifestazione di promozione dei vini rossi autoctoni, sostenuta dalla Regione Fvg.  In quella occasione, una giuria di 30 esperti internazionali guidati da Ian D’Agata, considerato uno dei più importanti wine writer al mondo, hanno riconosciuto le potenzialità dello Schioppettino, eleggendolo al rango di rosso autoctono di riferimento del Friuli Venezia Giulia”.
“Lo studio – riferisce ancora Paolo Ianna – inizia nel 2017 e risponde a precise esigenze dei produttori che mirano a valorizzare il vino, studiando come la correlazione tra condizioni pedo climatiche, gestione agronomica del vigneto e le tecniche di vinificazione possano contribuire ad esaltare e preservare naturalmente la speziatura tipica affinando la gestione di campagna e di cantina attraverso la definizione di ‘protocolli’ condivisi, volti anche a migliorare la sostenibilità ambientale della coltura. Dal progetto ci si attende di confermare e quantificare analiticamente la correlazione, ‘sentore di pepe, concentrazione della molecola nei vini’, ma soprattutto ci si attende di capire quali siano le condizioni pedoclimatiche, le tecniche agronomiche e gli accorgimenti in cantina che possono esaltarne e preservarne la presenza. Durante il progetto sono state realizzate degustazioni guidate di uve, mosti e vini, alla ricerca dell’aroma specifico e sulla base delle azioni e dei dati raccolti.Per ogni tipo di degustazione è stata elaborata e compilata una specifica scheda di valutazione, da cui trarre una descrizione per ogni campione assaggiato”.

.

Tutti i dati raccolti, i risultati degli studi ed i “protocolli di gestione agronomica e gestione della vinificazione” output del progetto verranno resi disponibili attraverso il web appoggiandosi al sito internet dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto.
Rete d’Impresa per la valorizzazione dello Schioppettino di Prepotto

Info: rotundone.schioppettino@gmail.com
Per maggiori informazioni: www.schioppettinodiprepotto.it

—^—

In copertina, un grappolo di Schioppettino di Prepotto.

Ecco la piattaforma Ribolla gialla, domani il debutto alla Civibank

di Gi Elle

Civibank ha “sposato” con convinzione il progetto riguardante la Piattaforma Ribolla gialla, che avevamo tratteggiato nei giorni scorsi nelle sue linee generali, tant’è che ha inviato una lettera a numerosi imprenditori vicini all’Istituto di credito invitandoli a partecipare all’evento di presentazione appunto della “Piattaforma Digitale Integrata www.ribollagialla.org, con cui si punta alla promozione dello storico vitigno autoctono e del cluster vitivinicolo, nel suo complesso, del Friuli Venezia Giulia: l’incontro si terrà domani, venerdì, nella sede centrale di CiviBank a Cividale, in via Senatore Guglielmo Pelizzo, con inizio alle ore 18.

“La Ribolla gialla – si legge nella missiva – è un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione, sia a livello nazionale che internazionale. La nuova Piattaforma Digitale Integrata, con dominio www.ribollagialla.org, è finalizzata a presentare sul mercato la Ribolla gialla, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera vitivinicola della nostra regione”.
E ancora: “Il Friuli Venezia Giulia gode di clima e territorio favorevoli per ottenere prodotti di assoluta eccellenza, ma non sarebbe altrettanto se non si sommassero ulteriori eccellenti specificità come il vivaismo viticolo leader al mondo, le industrie impegnate nello sviluppo di tecnologie enologiche d’avanguardia, le competenze dei migliori consulenti agrari ed enologici, il sistema della formazione tecnica ed universitaria, oltre naturalmente all’esperienza e alla storica professionalità dei produttori del territorio. Allo stesso tempo, la Piattaforma – si sottolinea – vuole fornire l’opportunità di accedere a servizi mirati ed evoluti offerti dai partner, dal campo bancario a quello logistico, per concorrere a rafforzare la competitività delle imprese associate al progetto. Estrema importanza viene inoltre data all’interazione col territorio e alla sua promozione, tramite la sinergia con PromoTurismoFvg e Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia“.

Ecco dunque il programma della serata che, come detto, prenderà il via alle 18 con l’accreditamento e l’apertura lavori. Interverranno:
Claudio Fabbrogiornalista ed agronomo
Enos Costantiniautore e divulgatore di cultura agraria
Michele Zanardopresidente del Comitato nazionale vini presso il Mipaaf
Paolo Valdesoloenologo ed esperto di vitivinicoltura friulana
Giovanni Cattaruzziperito agrario consulente qualità e innovazione
Doriano Dreasresponsabile del Progetto
Lucio Gomierodirettore generale di PromoTurismoFvg

Gli onori di casa saranno fatti da Michela Del Piero, presidente di Civibank. Al termine, intorno alle 19.30, ci sarà un brindisi di chiusura lavori, con protagonista, ovviamente, la Ribolla gialla.

La sede centrale di Civibank.

Per ulteriori informazioni e segnalazioni di partecipazione gli interessati potranno scrivere  all’indirizzo di posta elettronica marketing@civibank.it

—^—

In copertina e all’interno grappoli e vigneti di Ribolla gialla nel Cividalese, sui Colli orientali.

 

La vendemmia ok, ma il mercato tra luci e ombre

di Giuseppe Longo

Nel Vigneto Fvg la vendemmia sta procedendo con ritmi sostenuti tanto da avvicinarsi sempre più alle battute finali, escluse ovviamente alcune varietà tardive come i Refoschi, dal peduncolo rosso e soprattutto di Faedis (Refoscone), lo Schioppettino di Prepotto, il Verduzzo friulano – e quindi il Ramandolo Docg nel “cru” ritagliato tra Nimis e Tarcento – e il prezioso Picolit, altro vino protetto dalla denominazione di origine controllata e garantita. Una vendemmia che conferma le previsioni fatte nei primi giorni di settembre da Assoenologi, sia in termini di quantità che di qualità. Anche se quel 18 per cento in meno, a conti fatti, con molta probabilità dovrà essere rivisto ulteriormente al ribasso perché le rese uva-mosto soprattutto in collina sono notevolmente ridotte, complice l’estate siccitosa dopo un finale di primavera con piogge continue che avevano posticipato di molto la fioritura, anche se poi la vite ha un po’ recuperato, fruendo del gran caldo arrivato già in giugno, ma collocando comunque la vendemmia in un periodo più tradizionale per le nostre latitudini. Anche se questo non è un male, soprattutto per una regolare vinificazione che, a temperature mitigate, consente di preservare al meglio nei futuri vini aromi e profumi.

Il Refosco dal peduncolo rosso e quello di Faedis o Refoscone.

Qualità dunque buona, anche ottima, ma quantità ridotta di almeno un quinto rispetto all’anno precedente. Cosa che dovrebbe riequilibrare anche il mercato, che ha mostrato più volte segni di stanchezza. A parte l’anomala situazione che sta vivendo la Ribolla gialla, con quotazioni in pianura delle uve così basse – si è forse piantato troppo? E qui andrebbe aperta una parentesi anche sul dilagante Prosecco – che lanciano segnali preoccupanti anche per il futuro se non si troveranno soluzioni adeguate (e tra queste c’è anche la tutela del nome del vino di questo antico vitigno autoctono attraverso una Doc (o Dop come si dovrebbe dire oggi) che lo metta al riparo dalla concorrenza di altre regioni), è la situazione generale del mercato che va tenuta sotto controllo.

L’abbondante produzione italiana del 2018 – rileva la citata Assoenologi con un’analisi di “respiro” nazionale ma che, evidentemente, trova riscontri anche in Fvg – ha avuto riflessi negativi sulle quotazioni dei vini che nel complesso hanno segnato un -13% sulla precedente campagna. A determinare la riduzione dei listini sono stati soprattutto i vini comuni, da sempre i più esposti alle dinamiche dell’offerta internazionale e alla concorrenza degli altri Paesi produttori, Spagna in primo luogo. Il mercato dei vini comuni nella campagna 2018/2019, infatti, è stato caratterizzato da subito da ribassi piuttosto consistenti tanto che, soprattutto nei bianchi, in alcuni momenti si è tornati a sfiorare i prezzi di dieci anni prima. Nel complesso, l’ultima campagna si è chiusa con un -27% per i vini comuni, maturato da un -34% nel segmento dei bianchi e da un -21% nei rossi. Per i vini a denominazione (Doc-Docg) la riduzione si è limitata al -6%, a dimostrazione che i vini di qualità hanno mercati in qualche modo più consolidati e meno esposti alla concorrenza dei prodotti dei Paesi competitor”. Ed ecco spiegato il motivo per cui è urgente una soluzione anche per la Ribolla, soprattutto se spumantizzata.

Un momento della vendemmia.

In questo panorama certamente non roseo, una luce comunque è rappresentata dal commercio con l’estero, nonostante le “turbolenze” in atto a livello planetario fra le grandi Potenze, questione dazi e Brexit in primo luogo. “Il 2019 sembra avviato su binari piuttosto positivi – rileva infatti Assoenologi -, dopo un 2018 che aveva chiuso i battenti con esportazioni al di sotto dei 20 milioni di ettolitri (-8% sul 2017) a fronte, comunque, di una crescita del valore che, ancora una volta, aveva ritoccato il record positivo attestandosi sui 6,2 miliardi di euro. Intanto, secondo elaborazioni Ismea su dati Istat, i primi 5 mesi del 2019 hanno segnato una decisa progressione delle esportazioni italiane a volume, attestate a 8,6 milioni di hl (+11% sullo stesso periodo dell’anno precedente), a fronte di una meno che proporzionale progressione del valore che ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro (+5,5%)”.

“Se i dati dei mesi successivi – osserva, ancora con proiezione nazionale, la organizzazione dei tecnici della vite e del vino che in Friuli Venezia Giulia è guidata da Rodolfo Rizzi – dovessero confermare questo trend, a fine anno si potrebbero sfiorare i 22 milioni di ettolitri per un introito che, finalmente, potrebbe arrivare al traguardo dei 6,5 miliardi di euro, sebbene ad un ritmo che si sta mostrando più lento rispetto alle attese di qualche anno fa. Sul fronte export, c’è da registrare una progressione più marcata verso i Paesi Ue (+14% in volume e +6% in valore), rispetto a quella verso i Paesi terzi (+6% e +5%). Questa dinamica è correlata chiaramente al mix di prodotto e al loro valore medio. Ad avere avuto, infatti, l’incremento più importante sono stati i vini comuni che, con 2 milioni di ettolitri hanno avuto una crescita del 19% a valore, accompagnata però da una lieve flessione degli introiti. I vini comuni, per lo più sfusi, hanno come naturale destinazione i mercati comunitari e la Germania in particolar modo”.

Continua la crescita degli spumanti (+8% sia a volume che a valore) – conclude Assoenologi -, ma ormai senza l’incremento a doppia cifra a cui eravamo abituati. Anche in questo caso bisogna considerare da una parte il Prosecco che continua a crescere di oltre il 20% sia a volume che a valore mentre l’Asti, ad esempio, mostra delle difficoltà importanti a mantenere quote di mercato. L’export rappresenta circa la metà del fatturato complessivo per il vino italiano, uno sbocco di mercato tanto più importante per lo sviluppo del settore vista la situazione interna che, dopo anni di flessioni, si sta ora assestando sui 22,5 milioni di ettolitri e che potrebbe aumentare nel corso del 2019, fino a superare i 23 milioni”. E per quanto riguarda casa nostra va a tale riguardo annotato proprio il caso Ribolla gialla, sempre più gradita anche spumantizzata. Ma la difficile situazione che, paradossalmente, la varietà sta vivendo in questa vendemmia deve sollecitare, quanti di competenza, a prendere quanto prima le contromisure più adeguate. Proprio perché il mercato ha regole così rigide e impietose che non impongono distrazioni.

Picolit e Verduzzo (Ramandolo Docg): la loro vendemmia è tardiva.

—^—

In copertina, il Tocai friulano che si sta raccogliendo nella zona di Nimis.

Tutela della Ribolla in stand-by: appello della cooperazione Fvg

di Gi Elle

La dibattuta questione della tutela del vino (sia fermo che spumantizzato) ottenuto dalla Ribolla gialla sta registrando un pericoloso momento di stand-by, tanto che la cooperazione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia ha fatto sentire la propria voce lanciando un messaggio d’allarme riguardo a questo importante vitigno autoctono e alla situazione della vitivinicoltura regionale nel suo complesso.
Il presidente e il vicepresidente di Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti e Daniele Castagnaviz, nonché il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà, incontrando l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, hanno infatti espresso tutta la preoccupazione del movimento cooperativo proprio per lo stallo sull’iter di tutela della Ribolla, chiesto a gran voce da tutti gli operatori del territorio. Per riavviare il processo e per discutere della gestione del potenziale viticolo, hanno detto i cooperatori durante il colloquio cordiale e costruttivo con l’esponente dell’Amministrazione regionale, vi è l’assoluta necessità di ripristinare il Tavolo tecnico vitivinicolo al fine di trovare soluzioni urgenti e adeguate e non vanificare tutto il lavoro fatto finora. Nel contempo, è necessario riprendere in mano anche la pratica della certificazione Igp per la mela regionale che occupa 1.500 ettari ed è il frutto più coltivato, dopo la vite da vino.

Venanzio Francescutti

Per gli interventi nel settore lattiero-caseario, ha spiegato poi Francescutti, serve una maggiore concertazione sui progetti di sviluppo del comparto e per trovare soluzioni di ulteriore semplificazione della burocrazia igienico-sanitaria. Per quelli nel settore dei cereali, si chiede, invece, un concreto sostegno ai progetti in atto di concentrazione e collaborazione fra le imprese e un programma di assistenza alle pratiche agricole sostenibili che potrebbe essere attuato in collaborazione con l’Ersa la quale, dal canto suo, dovrebbe svolgere un ruolo strategico di supporto tecnico ai produttori.

Riguardo al Programma di sviluppo rurale (Psr), la cooperazione ha chiesto all’assessore una necessaria ulteriore accelerazione nell’iter di pagamento dei progetti, che è ancora in ritardo. È stata richiesta, inoltre, una scrittura concertata del nuovo Psr per mettere in cantiere progetti realmente utili all’economia rurale del territorio e l’adozione di procedure semplificate e rapide oltre che un potenziamento della Legge regionale 80/82 (Fondo di rotazione).
Da parte dell’assessore Zannier vi è stata la massima condivisione delle soluzioni proposte e, di conseguenza, la disponibilità a intervenire operativamente sui temi considerati cruciali dalla cooperazione agroalimentare regionale.

L’assessore Stefano Zannier.

—^—

In copertina, grappoli di Ribolla.