Nexus, il miglior bianco Fvg che la Valchiarò dedica a Galliano Scandini

A Togliano di Torreano non è soltanto tempo di vendemmia, ma anche per la raccolta di… premi! Come quello appena ottenuto, con pieno merito, dalla Valchiarò, cantina dei Colli orientali del Friuli la cui moderna sede sorge poco prima dell’ingresso nella frazione alle porte di Cividale. “Forse la più bella soddisfazione che abbiamo avuto in quasi 30 anni di storia della nostra azienda”, afferma Lauro De Vincenti, socio e amministratore, commentando lo strepitoso risultato ottenuto con il Friulano “Nexus”: Winesurf – giornale online di enogastronomia e guida vini tra le più seguite in Italia – lo ha giudicato infatti miglior vino bianco friulano tra i 340 in degustazione dell’annata 2019, attribuendogli 93 punti.

Il Friulano Nexus premiato.


“Ci piace dedicare questo momento di gioia – commenta emozionato De Vincenti – a Galliano Scandini, socio fondatore e cantiniere della Valchiarò, deceduto il 16 settembre del 2016. Eravamo in piena vendemmia, e per la morte di Galliano abbiamo sospeso per qualche giorno la raccolta delle uve di una vigna antica di Friulano, che è andata in surmaturazione. Pensavamo – continua il vignaiolo – di avere rovinato l’annata, invece seguendo le indicazioni del nostro enologo Gianni Menotti abbiamo ottenuto un vino strepitoso. I risultati di quest’anno confermano che abbiamo imboccato la strada vincente”.
Con il Nexus, Winesurf ha messo sotto i riflettori un altro grande bianco della Valchiarò, il Sauvignon 2019, risultato secondo (89/100) tra i 65 campioni sottoposti a degustazione. Oltre a questo premio, il Friuli Colli Orientali Doc Friulano Nexus 2019 ha ottenuto anche la “corona” (il massimo riconoscimento) della Guida Vinibuoni d’Italia 2020, considerata la “bibbia” per quanto concerne i vini da vitigni autoctoni.

Lauro De Vincenti della Valchiarò.

Foto Elia Falaschi

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In copertina, uno scorcio della cantina di invecchiamento della Valchiarò a Togliano.

Vinibuoni d’Italia premia il Vigneto Fvg leader con i bianchi

Raffica di riconoscimenti da “Vinibuoni d’Italia 2020” al Vigneto Fvg e in particolare ai suoi grandi bianchi. Saranno infatti premiate a Buttrio, a Villa di Toppo Florio, sabato 7 dicembre, alle 18, le aziende vitivinicole che hanno ricevuto l’ambita Corona dalla Guida vini edita dal Touring Club Italiano. Il Friuli Venezia Giulia si conferma così terra di eccezionali bianchi da vitigno autoctono con ben 17 Corone in questa speciale sezione, non avendo nessun’altra regione raggiunto tale risultato. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Buri e dal Comune di Buttrio, e nel quale sarà appunto presentata la nuova edizione della Guida, segue la fase delle degustazioni avvenuta nella stessa Villa a giugno in occasione della Fiera regionale dei Vini, la più antica della Penisola con le sue 87 edizioni.
“Siamo lieti – ha affermato il presidente della Pro Loco, Emilio Bardus – di ospitare ancora una volta gli amici di Vinibuoni d’Italia, a partire dal curatore Mario Busso assieme alla sua squadra, per questo momento che chiude idealmente il 2019 e ci proietta sul 2020, dove saremo ugualmente impegnati nella promozione del nostro territorio e dei suoi grandi vini in un’ottica di sempre maggiore apertura all’enoturismo e ai winelovers”.

Una seduta di degustazione.

Per il Friuli Venezia Giulia sono complessivamente 121 le aziende selezionate nella Guida Vinibuoni d’Italia 2020, inserite nelle sezioni dedicate ai vini da vitigni autoctoni e agli spumanti Metodo Classico, con 331 vini recensiti che rappresentano il meglio della produzione della regione, frutto di una selezione sempre rigorosa e a bottiglia coperta, svolta sotto il coordinamento di Cristina Burcheri e Luisa Alzetta con la collaborazione di Liliana Savioli e con il prezioso supporto della Pro Buri.
Sfogliando le pagine della Guida, si scopre che sono in totale 28 i vini Fvg che si sono aggiudicati la Corona, il massimo riconoscimento assegnato, 24 quelli che hanno ottenuto la Corona del Pubblico e 17 le etichette che si sono invece aggiudicate la Golden Star.

Alla cerimonia interverranno il responsabile nazionale di Vinibuoni d’Italia Mario Busso e i coordinatori regionali, assieme al sindaco di Buttrio Eliano Bassi, all’assessore alla Promozione turistica e Città del Vino Tiziano Venturini e allo stesso presidente della Pro Loco Emilio Bardus.
La presentazione regionale della Guida offrirà inoltre l’occasione per la consegna dei diplomi di merito alle aziende premiate e del riconoscimento alle aziende Ecofriendly, che si impegnano nella riduzione dell’impatto ambientale della produzione.
Sarà presente pure PromoTurismoFvg per illustrare l’International Wine Tourism Conference (Iwinetc), il più importante evento mondiale per l’industria del turismo enogastronomico che ha scelto il Friuli Venezia Giulia come sede dell’edizione 2020. Attesi in regione a marzo 250 operatori del settore provenienti da tutto il pianeta. L’appuntamento si concluderà con una degustazione dei vini selezionati per il Friuli Venezia Giulia nella nuova edizione di Vinibuoni d’Italia.
“La nuova edizione di Vinibuoni – spiega il curatore Mario Busso – conferma la vocazione storica alla promozione dei vini da vitigni autoctoni italiani, un patrimonio ineguagliabile nel mondo, affiancati come d’abitudine dalla sezione Perlage Italia, una selezione di spumanti Metodo Classico italiani. Cresce ulteriormente la foliazione, che sale a 821 pagine, per andare di pari passo con la qualità media tra i produttori che continua a elevarsi ogni anno e che quindi necessità di più spazio in ogni regione”.

Si terranno pure due laboratori: si tratta di due momenti in cui il Friuli Venezia Giulia incontrerà il Piemonte (info e prenotazioni 0432 673511) alle 16.30 in Villa di Toppo Florio. La Signora in Giallo: dalla versione spumante alla Italian Grape Ale, le tante facce della Ribolla gialla incontrano la gastronomia del Piemonte; Caccia a Ottobre rosso: degustazione a bottiglie coperte, cercando di individuare le varie espressioni del Nebbiolo di Piemonte, abbinate al Montasio Dop.

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In copertina, i bianchi Fvg grandi protagonisti nella Guida Vinibuoni d’Italia 2020 edita dal Touring.

E ora da Cormons arriva anche il vermouth rosso dal sapore mitteleuropeo

di Gi Elle

E ora il debutto ufficiale del Santòn Ròs, il vermouth rosso Made in  Fvg, esattamente sul Collio cormonese, che come quello bianco attinge alle tradizioni della Mitteleuropa e che, proprio per questo, non poteva che essere presentato a Trieste, la città cosmopolita e mitteleuropea per eccellenza, memore del suo passato imperiale: l’appuntamento è nel tardo pomeriggio di domani, 25 novembre,  al Caffè Tommaseo, sulle Rive. Si tratta di un autentico prodotto della terra e della vigna, oltre che una specialità tutta regionale: non un vino, quindi, ma un suo stretto parente, il vermouth appunto, un prodotto antico, il più celebre vino “fortificato” italiano, che non siamo più abituati ad associare all’uva e ai vitigni, prevalendo quasi totalmente la produzione industriale. Invece, il lavoro messo “in campo” in questi ultimi anni dell’azienda Borgo San Daniele – capitanata da Alessandra e Mauro Mauri, puntualmente segnalata tra i produttori dei migliori bianchi del Vigneto Fvg – è stato proprio quello di restituire a questo prodotto agricolo della tradizione una nuova dignità e un nuovo metodo di produzione: è nato così il Santòn, il primo vermouth agricolo del Friuli Venezia Giulia a totale filiera artigianale che unisce grandi vini prodotti da vitigni autoctoni, coltivati in regime naturale, a una serie di erbe e spezie dell’area regionale, costiera e, appunto, mitteleuropea.

Ecco il Santòn Ròs, nuovo gioiello di Alessandra e Mauro Mauri.

Il primo nato è stato, quattro anni fa, quello bianco che combina a celebri vini di alta qualità – Pinot bianco, Friulano e Malvasia istriana – 30 specie diverse di erbe spontanee delle nostre campagne e spezie aromatiche, con prevalenza di artemisie. Ma il vero protagonista del vermouth è l’assenzio: e Borgo San Daniele ha scelto di utilizzare l’assenzio marino (Artemisia caerulescens), chiamato Santonego nel dialetto locale, proveniente principalmente dalla laguna gradese, dove è proposto come un formidabile digestivo. L’ideale dopo una cena impegnativa.
Lo spirito tutto mitteleuropeo di questo prodotto artigianale arriva dalla ricetta di un’antica farmacia di Vienna creata più di cent’anni fa: l’azienda Borgo San Daniele l’ha reinterpretata per adattarla alle caratteristiche delle erbe locali modificando la ricetta e facendola propria.

Adesso è quindi la volta del nuovo nato, il vermouth rosso, appunto il Santòn Ròs, che sarà presentato per la prima volta assoluta a Trieste, al Caffè Tommaseo appunto domani: alle 18.30 alla stampa e agli operatori, mentre dalle 19.30 la degustazione pubblica sarà aperta a tutti gli interessati a scoprire questa “chicca” del nostro territorio. Una storia che più di raccontare un “prodotto” parla di cultura della terra, di tradizione, di produzione agricola: un’avventura “glocal” per far conoscere un intero territorio attraverso alcune delle sue essenze più peculiari.

Come dicevamo, Trieste è la città ideale per questo debutto: nel Santòn Ròs, infatti, al vino scelto per la variante in “rosso” – le uve di Gortmarin, la vigna più antica dell’azienda, abbinate a un grande vino rosso come il Pignolo Arbis Ròs – si uniscono spezie che rievocano subito le più autentiche tradizioni culinarie mitteleuropee e giuliane. Ecco, allora, che all’immancabile assenzio marino, si abbinano la cannella e i chiodi di garofano, la noce moscata, il timo, la salvia selvatica in un trionfo di sentori che richiamano immediatamente le più autentiche ricette gastronomiche della cucina triestina, le sue contaminazioni asburgiche e slovene, la cucina casalinga e della tradizione, con tutti gli aromi di Trieste e dintorni, tra Carso, Golfo e Laguna.

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In copertina e qui sopra vigneti dell’azienda Borgo San Daniele sul Collio cormonese.

“Ribolla & Ribolla” con premio e convegni a Corno di Rosazzo

di Gi Elle

Si è da poco spenta l’eco del successo della Fiera dei vini, che Corno di Rosazzo torna al centro dell’attenzione con la sua enologia di qualità con la prima edizione di una proposta molto interessante. Debutta infatti “Ribolla & Ribolla”, con tanto di Premio, manifestazione con cui si vuole porre l’accento e ulteriormente valorizzare uno  fra i più preziosi vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia e in particolare dei Colli orientali di cui Corno fa parte, tanto che pure il Consorzio di tutela (il cui raggio di azione si spinge a nord fino alla prestigiosa Docg del Ramandolo)  ha sede nella storica cornice di villa Nachini Cabassi, sempre più punto di riferimento per la vite e il vino del Vigneto Fvg.
E proprio qui ha preso il via ieri con un’anteprima “Ribolla & Ribolla” che entrerà nel vivo stamani (tutti gli incontri programmati sono con ingresso libero). A mezzogiorno, è prevista infatti la consegna del Premio seguita da un convegno, moderato da Walter Filiputti, con la partecipazione di Enos Costantini e Carlo Tuzzi. Tema: Il futuro della Ribolla gialla. Come dire,  che si indagherà sulle prospettive di sviluppo di questo antico vitigno friulano, al centro dell’attenzione in questi ultimi mesi per attribuire al suo vino – fermo o spumantizzato – nuove possibilità di tutela, affinché il suo nome possa essere utilizzato soltanto in questa regione che è stata la sua “culla” e che sulle splendide colline della vicina Rosazzo, ai piedi dell’abbazia benedettina, ha avuto la sua storica ambientazione.

Vigneti a Rosazzo. (Foto Luigi Vitale) 


Domani, invece, con inizio alle 11 ci sarà un talk show intitolato “Ribolla & Ribolla”, che metterà viticoltori, giornalisti e sommelier a confronto.  In questa occasione moderatore sarà, invece, Claudio Fabbro. Dalle 12 seguirà “La Ribolla gialla a tavola”, uno show cooking a cura dell’Associazione cuochi di Udine. Oltre alla possibilità di degustare le “migliori 40 Ribolle”,  si potrà visitare anche la mostra “788 anni di storia (1231-20199 La Ribolla gialla: il vino più moderno perché il più antico – Vini e vitigni che hanno sfidato i secoli”.
Fari accesi dunque su questo affascinante vitigno in due giornate che si annunciano ricche di promesse per quanti amano i vini storici del Vigneto Fvg. E la Ribolla gialla – la “Ribuele” per dirla in friulano – è proprio uno di questi. A tutto diritto.

Vigneti dei Colli orientali.

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In copertina, alcuni bei grappoli di Ribolla gialla.