A “Rive” (da oggi a Pordenone) anche un focus su Pac e sviluppo rurale: opportunità e sfide per la viticoltura Fvg

È tempo per le imprese vitivinicole di mettersi ancor più in gioco, di formarsi ed informarsi ampliando un dialogo costruttivo con le istituzioni e consolidando ulteriormente le basi di un futuro agricolo sempre più sostenibile. Alla Fiera di Pordenone, nell’ambito di “Rive 2025”, la rassegna internazionale di viticoltura ed enologia giunta alla quinta edizione, sono in programma una serie di incontri con gli esperti e gli addetti ai lavori dal 5 al 7 novembre, che rappresentano un’interessante opportunità per chi desidera approfondire argomenti cruciali in questi settori.

Gabriele Iacolettig


A dare il via agli appuntamenti nella Sala Friuli Venezia Giulia del Padiglione 5 – TER, al termine dell’inaugurazione sarà il tema “Csr in movimento” quale focus dell’incontro che oggi, dalle 14.30 alle 15.30, vedrà protagonista l’Autorità di Gestione regionale del PS PAC, Piano Strategico della PAC del Fvg. Un’analisi dettagliata e completa della Politica Agricola Comune (PAC)23-27, dell’andamento del Complemento di sviluppo rurale in Friuli Venezia Giulia e delle novità che si prospettano per la programmazione 2028-2034, presentata da Gabriele Iacolettig, Autorità di Gestione regionale e direttore del servizio Sviluppo rurale della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche. A seguire Sonia Venerus, referente per la programmazione 2023-2027, illustrerà le opportunità e le sfide legate agli interventi di prossima approvazione tra investimenti, giovani e formazione.
Gli incontri offrono un’opportunità unica per tutti gli operatori del settore agricolo e viticolo del Friuli Venezia Giulia per condividere conoscenze, esperienze e prospettive per affrontare le sfide del futuro in modo innovativo e sostenibile. Inoltre, al padiglione 5 ter Stand 20, allo stand condiviso Sviluppo Rurale ed Ersa, sarà possibile ricevere documentazione e ulteriori informazioni sui temi presentati durante la manifestazione. La partecipazione dello Sviluppo Rurale alla rassegna “Rive” si inserisce nel percorso di informazione e confronto con il territorio, volto a sostenere la conoscenza degli strumenti regionali e comunitari e a promuovere una crescita sostenibile e innovativa del settore agricolo del Friuli Venezia Giulia.

Per informazioni sul programma e per prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale www.exporive.com

—^—

In copertina, uno scorcio di vigneti nella prestigiosa zona Doc del Collio.

Agricoltura Fvg, sì a un pacchetto di norme che semplifica e tutela vari settori

Un pacchetto di norme che semplifica alcune disposizioni legislative regionali e che vanno a tutela di vari settori, dalla gestione dei parchi e della fauna, all’installazione di impianti fotovoltaici su aziende agricole, alla definizione dei percorsi formativi per gli ufficiali del Corpo forestale. È la cornice entro cui l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia ha inserito le motivazioni che accomunano le norme contenute nel Capo terzo del disegno di legge 18 “omnibus” che è stato discusso e approvato a maggioranza dall’Aula a Trieste.
Nel dettaglio, l’articolo 41, in materia di impianti fotovoltaici sulle coperture delle aziende agricole, prevede che siano ammessi al contributo regionale anche i costi di rimozione delle coperture su cui non vengono posizionati i pannelli, purché la metà di questi sia comunque collocata su superfici di amianto o fibrocemento. In taluni casi, non tutto il tetto in amianto o fibrocemento può essere idoneo a ospitare i pannelli perché le falde con una cattiva esposizione determinano una resa poco vantaggiosa in termini di produzione elettrica. A fini di tutela ambientale, si consente di vedere riconosciute le spese di sostituzione dell’intera copertura in amianto o fibrocemento anche quando la metà dei pannelli viene realizzata su un tetto diverso, con un’esposizione migliore.
Un ulteriore provvedimento prevede che, per ottenere la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria per il personale della guardia del Corpo forestale regionale in possesso di un’anzianità di servizio pari ad almeno 20 anni, sia necessario, oltre alla richiesta dell’interessato, anche il superamento di un corso di formazione. Secondo l’assessore si creano così le condizioni per garantire la formazione degli ufficiali del Corpo forestale rispetto alle nuove incombenze ed esigenze normative. Viene poi autorizzato il trasferimento di ulteriori risorse per la gestione dei parchi e delle riserve regionali in caso di esigenze di spesa imprevedibili, urgenti e successive rispetto alla data del 30 settembre, termine per la presentazione di un programma di spese, e discendenti da disposizioni cogenti. Con l’articolo 44, si procede, in un’ottica di semplificazione, ad uniformare la disciplina regionale di approvazione delle misure di conservazione specifiche delle Zone di protezione speciale (Zps) a quella propria delle Zone speciali di conservazione (Zsc).
Con altri interventi si adeguano le disposizioni normative regionali al nuovo regime “de minimis” e si aggiornano le norme in materia di disciplina sanzionatoria in viticoltura, al fine di aggiornarla alla normativa nazionale ed europea. L’articolo 53 interviene per modificare le sanzioni previste dalla legge sulla gestione delle risorse ittiche nelle acque interne e, in particolare, su quelle relative al mancato rispetto delle modalità di recupero della fauna ittica in caso di asciutte artificiali e lavori in alveo, al fine di incrementare la tutela della fauna stessa.

Viticoltura e cambiamento climatico: da domani in streaming Giovanni Bigot

Qual è il futuro della viticoltura in un mondo in cui il cambiamento climatico si fa sempre più evidente? Come reagire a uno scenario sconosciuto, dove fenomeni violenti si manifestano sempre più frequentemente? Sono questi alcuni dei temi della nuova rubrica di Giovanni Bigot, fondatore della società Perleuve e ideatore dell’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti. A partire da domani 15 marzo alle 7.30, una volta al mese, l’agronomo e ricercatore friulano analizzerà l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura attraverso l’Indice, i dati di oltre 400 aziende e gli indici bioclimatici calcolati per ogni area viticola.
Nella prima puntata, a discutere di viticoltura di precisione assieme a Giovanni Bigot ci saranno anche i professori Maurizia Sigura e Rino Gubiani, docenti del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Negli appuntamenti successivi interverrà anche l’enologo Ramon Persello, laureato in Viticoltura ed Enologia con una tesi sugli indici bioclimatici ed esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima.
La nuova rubrica si inserisce nella quarta stagione delle dirette Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, che avranno come ospiti docenti universitari, ricercatori ed esperti dei diversi temi trattati. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili in podcast su LinkedIn, Facebook, YouTube e sul sito di 4Grapes®.
“Bisogna conoscere il cambiamento climatico – spiega Bigot – per valutare le azioni da mettere in campo. Abbiamo acquisito i dati agronomici delle aziende presenti nelle più importanti zone viticole mondiali, li abbiamo analizzati e ne abbiamo ricavato delle previsioni che esporremo durante le dirette. Questi dati servono per comprendere il futuro, intravederne gli scenari e anticipare le scelte agronomiche. L’Indice diventa così uno strumento utile per leggere i fenomeni che sempre di più impattano su aspetti fondamentali della viticoltura, oltre che sul terroir”.
Da quest’anno, Giovanni Bigot insegnerà scouting viticolo nell’ambito della “Viticoltura di precisione” del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Udine. Le lezioni si concentreranno sulla raccolta di dati riguardanti le condizioni delle viti, delle foglie e dei grappoli, con l’obiettivo di identificare eventuali problemi e prendere le opportune misure preventive o correttive, aumentando il potenziale qualitativo del vigneto, riducendo l’impatto ambientale e i costi.
“Il monitoraggio del vigneto e la viticoltura di precisione – conclude l’agronomo friulano – entrano per la prima volta in un corso accademico, segno che si tratta di temi sempre più rilevanti nell’ambito dell’agricoltura e della produzione vinicola. L’introduzione di corsi universitari su questi argomenti rappresenta un importante passo avanti nella formazione di professionisti del settore”.

—^—

In copertina, l’agronomo friulano Giovanni Bigot esperto in viticoltura di precisione.

Oggi nel gran finale dei vini di Buttrio anche un ricordo di Italo Cosmo

Anche un omaggio a Italo Cosmo, uno dei più eminenti studiosi di viticoltura ed enologia del secolo scorso, nell’ultima giornata della 89ma Fiera regionale dei vini di Buttrio. Dopo le prime due giornate, supportate da ottime condizioni meteo, gran finale dunque per la storica rassegna enologica, tutta incentrata sui vini autoctoni, nella magnifica Villa di Toppo-Florio. In programma, tra i vari eventi, il raduno di auto storiche, la ciclo-esplorazione di Buttrio e dintorni, i bonsai e due presentazioni letterarie. Ecco, in pillole, le numerose proposte di oggi.

AUTO STORICHE – Tour alla scoperta di Buttrio e dintorni (con sosta alla cantina Komjanc sul Collio). Alla partenza e all’arrivo (alle 13.45) il pubblico della Fiera potrà ammirare le vetture provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia e oltre, a partire dalle mitiche Fiat 500. Evento organizzato dal Club Mezzo Mille Udine insieme a Pro Loco Buri e Comune di Buttrio.

CICLOTURISTICA – Una semplice “passeggiata a pedali”, adatta a tutta la famiglia, porterà i partecipanti a zonzo nei dintorni di Buttrio, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, con arrivo e partenza a Villa di Toppo-Florio. La proposta è a cura di ESTplore, organizzazione di guide naturalistiche abilitate dalla Regione Fvg nonché guide ambientali Aigae – associazione nazionale di categoria. Iscrizioni su www.buri.it.

CULTURA – Alle 16.30, al secondo piano di Villa di Toppo-Florio, presentazione letteraria “La Panarie racconta”: Le affascinanti e misteriose vicende delle leggende friulane e del loro autore Carlo H. de’ Medici. Flaviano Bosco, curatore della nuova edizione, dialogherà con Stefano Stefanutti e Vittorio Zanon.
Alle 18 nella stessa sala presentazione del libro “Italo Cosmo” – Omaggio a un protagonista dell’ampelografia del XX secolo, uomo di scienza e divulgazione”. A cura dell’Iss Il Tagliamento di Spilimbergo. Ricerche e testi degli allievi Silvia Colussi, Elena Marchello, Matteo Novello coordinati dal professor Umberto Massaro. Italo Cosmo (1905-1980), agronomo, è stato uno dei più illustri ampelografi italiani. Direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura ed Enologia di Conegliano, su incarico del Ministero dell’Agricoltura curò la redazione e il coordinamento di Principali vitigni da vino coltivati in Italia, opera ciclopica pubblicata in cinque volumi tra il 1952 e il 1966. Altro importante lavoro è Portinnesti della vite, di poco posteriore alla ricognizione sui vitigni, scritta assieme ad Andrea Comuzzi e Mario Polsinelli, e pubblicata da Edagricole nel 1958. Tra le altre opere, Organizzazione tecnica ed economica dei viticoltori; Uve da tavola: produzione, conservazione, appassimento; La lotta antiperonosporica ad una svolta; Viticoltura pratica; Manuale di enologia – guida del buon cantiniere; La coltivazione della vite.

VINIBUONI D’ITALIA – La Guida ViniBuoni d’Italia del Touring Club diretta da Mario Busso attraverso i suoi laboratori guiderà i partecipanti alla scoperta di alcuni dei migliori vini regionali e d’Italia. Iscrizioni su www.buri.it.
Alle 11, “Bollicine d’Italia: un grande classico”. Un viaggio alla scoperta degli spumanti italiani da vitigno autoctono. A cura di Mario Busso, Cristina Burcheri e Ada Regina Freire. Tra i vini proposti anche uno della selezione Filari di Bolle della Pro Casarsa della Delizia.

TRUCK DESPAR – Proseguono i laboratori di degustazione della Despar, nel moderno truck insieme agli chef di Sapori del Nostro Territorio Igor Peresson e Matjaž Šinigoj, con i produttori locali e il critico enogastronomico Giuseppe Cordioli.
Dalle 11.30 alle 13 e dalle 17 alle 18.30, Cialda di polenta La Blave di Mortean, con formaggi della Latteria di Cividale e composta di ciliegie piccanti; Orzo la Blave di Mortean alle rose, con crema di aglio orsino e mandorle; Filetto di trota di San Daniele di Friultrota, cotto a bassa temperatura con latticello e asparagi; Gubana; Succo di mela Pomis; Mela e kren; Vini regionali dalle Cantine Baccichetto e Valpanera.

BAMBINI E FAMIGLIE – La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio accoglie bambini tra i 6 e i 12 anni e loro famiglie con un evento dedicato dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17.30 alle 19.30 a Villa di Toppo-Florio. In collaborazione con lo staff di Universo Formativo ci sarà il ricco calendario di attività “Giochi DiVini”. Inoltre, spettacoli di burattini a cura di Cosmoteatro Cividale del Friuli. Appuntamento a Villa di Toppo-Florio con lo spettacolo “Zippo” dalle 16.30 alle 17.30.
Con Aiab Fvg, dalle 15.30 alle 16.30, laboratorio su api e miele biologico.

VISITE GUIDATE – Visite guidate al Museo della Civiltà del Vino, Lapidarium e Parco Archeobotanico. Assieme all’esperta Veronica Tomasettig, continua questa serie di appuntamenti didattici interattivi, rivolti ad adulti e bambini, per raccontare il comprensorio di Villa di Toppo–Florio. È consigliata la prenotazione su www.buri.it.

BONSAI – L’associazione culturale “Laboratorio Arte Bonsai Buttrio” ha organizzato la 3a edizione della Mostra “Bonsai tra i filari”, al primo piano di Villa di Toppo-Florio. Si terrà, inoltre, il workshop “Scopriamo il Bonsai” dedicato ai bambini ore 16.30-17.30 (su prenotazione www.buri.it).

MUSICA – Concerto gratuito, alle 21, con I Beneandanti, gruppo etno-folk per divertirsi insieme. E inoltre cene e pranzi alla Fiera Regionale dei Vini di Buttrio saranno allietati da una scelta musicale dei dj della manifestazione, per brindare e degustare accompagnati dalla buona musica.

VETRINA NAZIONALE – Quest’anno c’è una novità tricolore: la manifestazione fa parte del programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. La cittadina giuliana è infatti la “capitale” dell’associazione nazionale fino a dicembre e ha coinvolto Buttrio, come altri centri del Friuli Venezia Giulia, nel suo calendario diffuso sul territorio.
Durante la Fiera sarà attiva l’Enoteca a Villa di Toppo-Florio, con banchi mescita in cui saranno presenti vini autoctoni del Friuli-Venezia Giulia e di altre regioni d’Italia. Presente anche una selezione di vini del Carso, in onore proprio di Duino Aurisina. Sarà anche possibile acquistare un braccialetto giornaliero che permetterà di assaggiare un numero illimitato di vini.

CUCINA E BIRRA – Le Fucine Caffè & Bistrot, rinomato locale di Buttrio in via Nazionale, curerà la proposta ristorativa della Fiera Regionale dei Vini di Buttrio. Un menù che si sposa con le proposte enologiche della manifestazione, per un autentico viaggio tra i sapori.
In Fiera protagonista anche la birra artigianale di Buttrio. Il birrificio Borderline Brewers ha sede in via Malignani e proporrà le sue birre che raccontano il territorio.

SPECIALE CAMPERISTI – Anche in questa edizione la Fiera Regionale dei Vini di Buttrio accoglie i camperisti: per gli amanti del turismo en plein air che soggiorneranno nell’area di sosta in via Cividale sconti speciali sui vari eventi. In collaborazione con Camper Club Torre-Natisone di Buttrio.

MOSTRE – Nella sala grande al primo piano di Villa di Toppo-Florio, durante tutta la manifestazione, sarà visitabile la mostra sugli artisti e artigiani di Buttrio, protagonisti del progetto del Servizio civile universale “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una cultura glocal Fvg” realizzato dalla Pro Buri insieme con il Comitato regionale Pro Loco.
Nella sala matrimoni di Villa di Toppo- Florio, a pianoterra, sarà proiettato il video “Il 700 a Buttrio” realizzato dalla Pro Loco in occasione della Settimana delle Cultura Friulana della Società Filologica nel 2021 e le video-interviste ai viticoltori di Buttrio fatte durante la prima fase dell’emergenza sanitaria del 2020, per promuovere il territorio e le sue eccellenze.
Inoltre, si potrà ammirare, sempre al primo piano, “La Fiera regionale dei Vini nella storia”, mostra fotografica della manifestazione durante i primi anni della sua nascita. Sempre al primo piano anche la mostra “Bonsai tra i filari”.

ORGANIZZATORI E PARTNER
La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio è organizzata da Pro Loco Buri A.P.S. e Comune di Buttrio, con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFVG, Io sono Friuli Venezia Giulia, Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Associazione Nazionale Città del Vino.
In collaborazione con Vinibuoni d’Italia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, Servizio civile universale, Le Fucine. Con il sostegno di Fondazione Friuli.
Partner CiviBank, Despar, Vitis Rauscedo, Idrotermica Buttrio, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Several Broker, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli. Media partner Il Friuli, Telefriuli.

—^—

In copertina, il professor Italo Cosmo fu uno fra i più grandi ampelografi italiani.

Viticoltura colpita dai danni del Covid: deroghe per la “vendemmia verde”

(g.l.) Anche vite e vino, come è noto, devono sempre più fare i conti con i pesantissimi contraccolpi dell’emergenza sanitaria, che ora si aggraveranno ulteriormente con le nuove restrizioni in arrivo. Tanto che si sono decise alcune deroghe ai regolamenti Ue per la viticoltura, in particolare per i delegati 884 del 2020 e 1149 del 2016. La maggiore flessibilità – riferisce Il Punto Coldiretti – si è resa necessaria per sostenere il settore vitivinicolo particolarmente colpito appunto dal Covid-19, prima di tutto attraverso il blocco della ristorazione, e per il quale non si prevede un rapido ritorno alla normalità. Nel pacchetto delle modifiche apportate dal Regolamento delegato della Commissione Ue (374/2021) del 27 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea del 3 marzo si parte dalla possibilità di praticare la “vendemmia verde” per due o più anni consecutivi sulla stessa particella.
Per quanto riguarda poi le operazioni dei beneficiari, la deroga introdotta – prosegue l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – prevede che “in casi debitamente giustificati collegati alla pandemia di Covid-19 gli Stati membri possono consentire di attuare senza approvazione preventiva le modifiche introdotte entro il 15 ottobre 2021, a condizione che non pregiudichino l’ammissibilità di nessuna parte dell’operazione e i suoi obiettivi generali e purché non sia superato l’importo totale del sostegno approvato per l’operazione. Il beneficiario comunica la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro». E ancora, viene consentita la presentazione di modifiche da introdurre entro il 15 ottobre 2021 che interessano l’obiettivo dell’intera operazione già approvata. Il beneficiario deve comunicare la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro e per tale modifica è necessaria l’approvazione preventiva dell’autorità competente.
Capitolo pagamenti: per le richieste di pagamento presentate entro il 15 ottobre 2021 gli Stati membri calcolano il sostegno da versare sulla base della superficie determinata tramite i controlli in loco dopo l’attuazione, quando motivi collegati alla pandemia di Covid-19 impediscono di realizzare l’operazione sostenuta sulla superficie totale per la quale è stato chiesto il sostegno. Altre modifiche relative al regolamento 1149/2016 prevedono che il sostegno che va versato solo dopo l’esecuzione dell’intera operazione possa invece essere versato “per le singole azioni realizzate se i controlli dimostrano che non è stato possibile eseguire le azioni rimanenti a causa di forza maggiore o di circostanze eccezionali o se nonostante le azioni rimanenti non siano state eseguite l’obiettivo dell’operazione è stato comunque raggiunto”.
Coldiretti – riferisce infine Il Punto Coldiretti – accoglie con favore le modifiche intervenute che dovranno essere concretamente rese applicabili a livello nazionale per evitare penalizzazioni. In questo senso è assolutamente indispensabile che sia data la possibilità ai beneficiari delle misure di sostegno di modificare gli obiettivi delle operazioni oggetto di contributo al fine di non incorrere nelle penalizzazioni. Accanto a queste deroghe, l’organizzazione si aspetta inoltre che sia recepita la richiesta di prorogare la validità delle autorizzazioni agli impianti in scadenza nel 2021 a tutto il 2022 e che sia concessa a chi ne farà richiesta una proroga di un anno ai beneficiari degli interventi per ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura investimenti per completare le operazioni e rendicontare le spese sostenute.

—^—

In copertina, grappoli in crescita: l’epoca della “vendemmia verde”.

 

Mais, soia e vite dominano le superfici coltivate in Fvg

Nel Friuli Venezia Giulia, al momento, la maggior parte della superficie agricola coltivata con specie arboree è destinata alla viticoltura, con 27 mila ettari di vigneto. Mentre, tra le orticole praticate all’aria aperta, è in crescita quella dell’asparago, con 180 ettari. Le coltivazioni cerealicole più diffuse sono il mais con 40.021 ettari, il frumento tenero con 8.780, l’orzo con 8.223 e il sorgo con 1.640 ettari. Questi dati, assieme a quelli delle altre principali colture praticate in Fvg, si ricavano dalle rilevazioni periodiche effettuate dall’Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, per adempiere agli obblighi Istat.

Un dato rilevante, è stato evidenziato, come riferisce Arc, in occasione di una visita all’Ersa dell’assessore regionale alle Risorse rurali e agroalimentari, Stefano Zannier, proviene dalla conferma della consistenza delle colture specializzate, come i radicchi (50 ettari) o le zucchine (10). “Tengono” anche le legnose fruttifere, delle quali fa parte pure la vite: tra esse, l’actinidia o kiwi, coltivazione introdotta in Friuli Venezia Giulia sperimentalmente una trentina d’anni fa e che ora interessa ben 520 ettari di superficie avendo la specie trovato un ottimo ambientamento. Mantiene le posizioni rispetto al passato anche l’olivicoltura, con 260 ettari coltivati, che genera prodotti di pregio rappresentativi della qualità raggiunta dal mondo rurale regionale.
Tra le leguminose, risulta stabile la coltivazione del pisello che, con 800 ettari, costituisce un elemento importante dell’economia agraria. Ma notevole consistenza per l’economia dell’agricoltura Fvg, rivestono anche le piante oleaginose: la soia con 28.733 ettari, il girasole con 3.858 e il colza con 2.636 ettari.

Quelli che, a livello puramente statistico, l’Istat definisce come “altri cereali”, cioè farro, miglio, panico, tritordeum, grano saraceno e spelta, interessano una superficie di 200 ettari. Infine, la patata, per quanto attiene alle sue varietà comuni, non precoci, è presente su 126 ettari.
I dati sulle superfici agrarie coltivate, raccolti dalla Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, con la quale ha collaborato la Direzione generale della Regione, sono stati ricavati da fascicoli aziendali gestiti da Agea. Le rilevazioni sono in linea con quelle presentate nel Rapporto 2019 alla congiuntura del settore agricolo nel Friuli Venezia Giulia, pubblicate sul sito dell’Ersa.

—^—

In copertina coltivazione di mais e all’interno di vite e soia.

Il dopo-Covid in Riviera secondo Lorenzon, leader dell’agricoltura isontina

di Carlo Morandini

SAN CANZIAN D’ISONZO – L’esperienza di chi ha vissuto tutte le fasi dello sviluppo della viticoltura e dell’agricoltura del Friuli Venezia Giulia è essenziale nei momenti più difficili. L’avere saputo trarre dalla campagna, ma in particolare da terreni sui quali pochi avrebbero scommesso, risultati di eccellenza con vini che si sono imposti nei concorsi mondiali, spodestando il primato di realtà come quella francese, non è un risultato banale. Come non è banale il fatto che Enzo Lorenzon abbia deciso di dedicare il prodotto di punta della sua offerta più qualificata al fiume in riva al quale è riuscito a far crescere un’agricoltura di pregio, strappando al territorio le migliori carature. E proprio mentre “Sontium” così ha chiamato il suo profumato e vincente blend di uve bianche riprendendo la denominazione data al fiume dagli antichi Romani – stava riscuotendo successi ancor più ampi rispetto al suo Sauvignon, alla Ribolla gialla e al Friulano già medagliati, ecco il blocco inaspettato dei mercati. Ma anche il rallentamento di tutte le attività, comprese quelle in vigna e nelle campagne. Perché sui terreni de “I Feudi di Romans”, accanto alla vite sono praticate anche l’orticoltura e la frutticoltura di pregio, che danno prodotti di supporto a quelli del vigneto, proposti nel chiosco annesso all’area degustazione, nel cuore dell’azienda di San Canzian d’Isonzo.

I figli Davide…

… e Nicola.

Lorenzon, che oggi è supportato con efficacia dai figli Davide, in vigna e in cantina, e Nicola, nel marketing e nella promozione, da anni è impegnato anche nel territorio dell’Isontino, ed è presidente del Consorzio di bonifica, il patto con la Regione dei Comuni e del mondo dell’agricoltura per una gestione sostenibile del bene acqua. Così, questa quarta puntata sul dopo-Covid esprime il pensiero di un animatore non solo di queste terre, ai confini orientali di quella che amiamo chiamare Riviera Friulana ed è ormai riconosciuta non solo dalle istituzioni, ma anche dell’intera civiltà contadina così come la intendiamo nel terzo millennio.
“A decidere su come dovremo ripartire, per inseguire i traguardi della crescita e dello sviluppo ai quali ci eravamo abituati, debbono essere gli amministratori assieme all’agricoltura. Non commissioni o comitati, che difficilmente portano a scelte e risultati rapidi ed efficaci. Lo abbiamo vissuto sulle nostre spalle in passato”. Questa la sua calda raccomandazione quale premessa alla nostra intervista, nel ribadire che il mondo rurale è, come dev’essere, accanto alla politica e ai tecnici per cercare di fare ripartire nel modo più conveniente e sicuro la lavorazione nelle campagne, ma anche la promozione su mercati che, improvvisamente e inaspettatamente, dopo anni di impegno alla ricerca di nuovi sbocchi e di conquiste costruite con la qualità, si sono arrestati.

– Ma come vede questa difficile situazione?

“La situazione che stiamo vivendo è da film di estrema fantascienza e non ci saremmo mai aspettati di doverla affrontare. Lascerà segni importanti sulla nostra economia e nella nostra società. Preferisco evitare di analizzare troppe cose, per soffermarmi sul settore vitivinicolo, che fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello della nostra terra, e forse oggi è uno dei più penalizzati. Lo faccio per due motivi. Innanzitutto, perché il settore vino subisce un calo di vendite dell’85 per cento: sembra una follia solo pensarci, perché fino a un paio di mesi fa non avremmo mai ritenuto che ciò sarebbe stato possibile. Poi, perché in questo momento tutte le attività in campagna sono in pieno svolgimento per portare avanti un’annata vinicola, il cui prodotto non sappiamo dove lo metteremo…”.

– E, allora, quali sono le prospettive?

“Se continua così, ma anche se si potesse ripartire più in fretta, non vedo come questo stato di cose si potrebbe risolvere a breve. A spaventarmi di più sono quella ridda di ipotesi e quella selva di proposte che si inseguono, giorno dopo giorno, e che spesso si dissolvono in breve, rivelandosi ‘fake news’. Ma che non fanno che disorientare gli amministratori, i tecnici, gli operatori, come pure l’opinione pubblica. Un esempio? Pensiamo alla proposta dell’installazione di cabine in plexiglas sull’arenile per garantire il distanziamento sociale dei bagnanti: se sarà adottata questa soluzione, per gli ospiti della spiaggia sarà estremamente difficile pensare poter di andare al bar a bere una birra o un buon bicchiere di vino. In questo caso, ma anche con soluzioni diverse, chi produce qualità, come nel nostro caso, e questa è la nostra presunzione, sarà più svantaggiato. Molti di noi puntano alla grande distribuzione, nella quale non c’è spazio per tutti. Finora, il 70 per cento del nostro prodotto veniva venduto per il 50 per cento sul mercato italiano, l’altra metà all’estero. Ma anche il mercato americano, che stava andando bene, e quello russo, sul quale registravamo gli stessi risultati positivi, si sono fermati completamente”.

– Come possiamo traghettare la viticoltura regionale oltre la crisi?

“Se chi ha il compito di scegliere come risolvere la situazione, non eviterà di dover affidare le scelte a tavoli di concertazione o a commissioni, non risolveremo niente in tempi ragionevoli. Ho un’esperienza abbastanza lunga in queste cose. Chi deve decidere, si deve piuttosto attorniare di tecnici capaci e operativi, non solo studiosi. Ci vogliono tecnici operativi che sanno come funzionano le cose: soltanto così avremo la possibilità di capire che cosa si potrà fare per aiutare il nostro mondo. E avremo la possibilità di programmarci per capire se nell’arco dell’anno, o nel prossimo futuro, potremo pensare di avere ancora un mercato all’altezza delle nostre produzioni. Si tratterà però di una valutazione epocale, alla quale nessuno di noi si era preparato. In ogni caso, il popolo italiano si è sempre rimboccato le maniche, e lo faremo anche noi. Occorrerà trovare soluzioni che ci possano permettere di riprendere in mano quel pallino che oggi non abbiamo più”.

– Chi ha scelto la strada della qualità è forse più avvantaggiato in questo momento così complesso?

“Fare previsioni per il futuro, oggi è sicuramente azzardato. È invece importante capire se l’epidemia si fermerà a breve, se andrà avanti ancora e per quanto tempo, se faremo delle scelte, importanti o meno, perché da noi il virus ha fatto un numero più alto di malati e di vittime rispetto ad altri Paesi come la Germania. Tutti questi dubbi ci confermano che non sappiamo ancora come andrà a finire. Pertanto, non possiamo far altro restare in attesa, rimboccarci le maniche e aspettare un momento migliore”.
(4 – continua)

—^—

In copertina, Enzo Lorenzon con i figli in una bella immagine tratta dall’archivio aziendale. (Foto Necchi)

Il futuro di vite e vino in Fvg visto da Walter Filiputti

di Gi Elle

Siete alla ricerca di una interessante strenna per l’ormai imminente Natale? Un libro è sempre il benvenuto, tra i possibili regali, per cui ecco una validissima proposta per chi si interessa dell’affascinante settore della vite e del vino di casa nostra. “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” è infatti il tema al centro del primo volume, scritto da Walter Filiputti, della nuova collana edita dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, presieduta da Giovanni Da Pozzo, assieme a ViniBuoni Biblioteca e  che sarà dedicata di volta in volta a un diverso comparto economico. La presentazione si terrà in Sala Valduga lunedì 16 dicembre, alle 18 (ingresso da piazza Venerio, primo piano).
Concluso il ciclo dedicato all’artigianato, si percorre ora la strada dell’agricoltura, e si parte proprio dal mondo del vino, uno dei fiori all’occhiello dell’economia friulana. Nel volume, che fa parte appunto dei “Quaderni di agricoltura”, ci sono racconti, immagini, esperienze d’impresa, riflessioni, proposte curate appunto dal giornalista, scrittore ed esperto del mondo vitivinicolo, Walter Filiputti, che come è noto è autore di vari libri di successo legati proprio al Vigneto Fvg.
Ricordiamo agli interessati a partecipare alla presentazione del volume che è necessaria la conferma della presenza al numero 0432273532, promozione@ud.camcom.it, www.ud.camcom.it

—^—

In copertina, Vigneto Fvg terra di grandi vini bianchi (foto scattata nei vigneti dell’azienda Borgo Trevisan) e qui sopra le colline di Rosazzo.

Cantine Aperte, ecco il blog del Vigneto Fvg

di Giuseppe Longo

Ultima settimana di maggio: scocca l’ora di Cantine Aperte 2019, la massima espressione dell’enoturismo di casa nostra. Una edizione, questa, che si apre con una novità che spero venga bene accolta da quanti, e sono moltissimi sia in forma diretta che indiretta, operano nel mondo della vite e del vino: la nascita di Vigneto.FriuliVG.com. Un sito, nuovo di zecca,  che esordisce proprio oggi, interamente dedicato alla vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia.
Era infatti un bel po’ che ci pensavo. L’apprezzamento suscitato da Friulivg.com, il sito – che io continuo a chiamare blog ma che forse sarebbe più giusto definire magazine – dedicato all’agroalimentare, all’enogastronomia e al turismo, soprattutto se collegato ai primi due settori, mi aveva suggerito da tempo – come scrivevo anche domenica scorsa nel saluto ai Lettori che ho ritenuto opportuno ripubblicare facendolo precedere questo articolo – che sarebbe stato appropriato ritagliare uno spazio specifico per il Vigneto Fvg, divenuto famoso in tutto il mondo specialmente con i vini bianchi. Superlativi, inimitabili, come ha dimostrato anche il recente Concorso mondiale del Sauvignon tenutosi a Udine.

E’ chiaro che pure il prodotto della vite rientra in quel grande “paniere” rappresentato dall’agroalimentare e quindi dall’enogastronomia, ma ormai rischiava di “confondersi” tra le proposte turistiche e culturali che sono sempre più frequenti, e quindi dominanti, tanto da far passare in secondo piano il settore-vino che tanto rilievo riveste invece nel creare l’immagine complessiva della regione che produce, divenendo altresì un traino eccezionale e quindi irrinunciabile per lo stesso turismo. Ecco allora la decisione, supportata subito con entusiasmo dall’Editore – il dottor Giorgio Alt che ancora una volta ringrazio per la sua disponibilità e attenzione  -, di riservare uno spazio speciale al settore della vite e del vino, chiamato appunto Vigneto.FriuliVG.com, perché è proprio nella vigna che comincia quell’affascinante avventura produttiva che si traduce in preziose bottiglie richieste sulle tavole che contano di tutto il pianeta: dalla Vecchia Europa all’America, fino ad arrivare in Cina. Parola accompagnata da FriuliVG (le due sigle sono, però, dettate soltanto da questioni di brevità e incisività), perché Friuli reca in sè qualcosa di magico, è sinonimo immediato di qualità, è facilmente memorizzabile. Tant’è vero che, con opportune modifiche ai disciplinari di produzione dei vini a denominazione di origine controllata, è stata aggiunta ai nomi di quasi tutte le Doc che ne erano prive. Se ne parlava da decenni – e ne sono buon testimone -, ma soltanto pochi anni fa si è giunti a questa faticosa ma premiante scelta. La testata è completata dalle sottospecificazioni: viticoltura, enologia, enogastronomia. E quest’ultima – che continuerà a far parte anche di Friulivg.com – sottende anche l’enoturismo, come quello che si “celebra” oggi e domani da noi come in tutt’Italia. E che qui si è alleato anche con la storia della grande Aquileia. 

Sono veramente contento di avere scelto Cantine Aperte 2019 per dare avvio a questa nuova e importante esperienza editoriale, proprio per il suo significato e per l’immagine che concorre a creare grazie all’attenta regia del Movimento turismo del vino Fvg, ma anche alla vigilia della Fiera regionale dei vini di Buttrio – la più antica d’Italia – che sta al Friuli Venezia Giulia come il Vinitaly di Verona sta al Belpaese, che ha la sua progenitrice nell’antica Enotria. Ma anche in coincidenza con i Borderwine che si potranno degustare domani e lunedì a Cividale e con l’ormai affermato appuntamento con lo Schioppettino di Prepotto del 1° giugno. Tutti momenti che hanno un grande significato per la valorizzazione  del Vigneto Fvg, la cui immagine è stata purtroppo nuovamente offuscata da talune operazioni che sarebbero avvenute a danno dei vini Doc (o Dop come si chiamano oggi in ossequio alle norme europee) sulle quali indaga la magistratura. Iniziative giudiziarie che, inevitabilmente, turbano il lavoro, la serietà e il “volto” della stragrande maggioranza dei produttori onesti e scrupolosi che hanno fatto della qualità la loro bandiera. Impegnati a difenderla tenacemente, combattendo contro tanti problemi non ultimi quelli causati dalle stravaganze climatiche di questa primavera atipica. E a loro fianco d’ora in avanti avranno un alleato in più: Vigneto. FriuliVG.com. Che senza alcuna presunzione – perché pur sempre si tratta di un blog, animato però dalla volontà di essere attento e aggiornato su quanto avviene nel settore vitivinicolo – si schiera a fianco dei nostri vignaioli (per usare un termine caro all’indimenticato Luigi Veronelli) cercando di dare loro, modestamente, una mano. Per questo, proprio al futuro dei bravissimi produttori del Friuli Venezia Giulia e all’affermazione di questo progetto, alziamo i calici di Cantine Aperte 2019!

24 maggio: ecco lo stato vegetativo 2019 (Aquileia) e 2018 (Collio).

—^—

In copertina, simbolica immagine di cantina che apre le proprie porte.