“Vita nei campi”, civiltà contadina in Friuli raccontata da Angelo Floramo ai Colloqui dell’Abbazia di Rosazzo

Protagonista del terzo incontro autunnale nell’Abbazia di Rosazzo il medievista Angelo Floramo con il libro “Vita nei Campi. Storie di terra, uomini e bestie” (Bottega Errante Edizioni). L’incontro avrà luogo domani, 16 ottobre, alle 18, nell’ambito del calendario della X edizione della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il Viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti.


Miti, riti, leggende, pratiche, tradizioni, feste: lo scrittore friulano racconta nel suo ultimo libro il cuore della civiltà contadina esplorando la relazione naturale tra uomini e animali, sacro e profano, terra e cielo. Un lunario, un calendario pagano, che narra di una cultura profondamente rurale fatta di donne e uomini, di luoghi come i mulini, i forni, le taverne, le latterie, le soffitte, di tradizioni popolari, lavoro, semine e raccolti. Brevi squarci che mostrano come il mondo contadino sia un universo vivo, complesso, sempre in mutamento. Indispensabile per non perdere la bussola e per conoscere la dimensione più umana e naturale del nostro vivere. Postfazione del giornalista Armando Mucchino per molti anni curatore della fortunata trasmissione radiofonica domenicale “Vita nei campi” dedicata ai temi dell’agricoltura in Friuli Venezia Giulia.
La manifestazione è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio degli incontri è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili. Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.

Fondazione Abbazia di Rosazzo
Piazza Abbazia, 5 – Località Rosazzo
33044 Manzano (UD)
Tel. 0432 759091
www.abbaziadirosazzo.it
fondazione@abbaziadirosazzo.it

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In copertina, lo scrittore sandanielese Angelo Floramo atteso domani a Rosazzo.

“Mama Moja”, a Corno di Rosazzo giovedì 101 ricette della cucina popolare friulana

Il Circolo culturale Corno, in collaborazione con la Società Filologica Friulana, propone per giovedi 15 dicembre, alle 18.30, a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, la presentazione del volume curato da Lucia Pertoldi “Mama moja – cent ricetis plui une” (edizioni Sff 2022). La pubblicazione è la raccolta – come fa capire subito il titolo – di cento ricette della tradizione gastronomica popolare friulana raccontate dall’autrice nel corso della trasmissione radiofonica della Rai Fvg “Vita nei campi” a cominciare dal settembre 2013 per quattro anni. Più una ricetta che l’autrice ha voluto aggiungere relativa alla gubana e alla putizza.


È stato il giornalista Rai Armando Mucchino a sollecitare la Pertoldi a raccogliere in un libro queste ricette che poi la Società Filologica ha voluto editare. E saranno proprio loro, assieme a Roberto Zottar dell’Accademia italiana della cucina, ad intervenire alla presentazione a Corno di Rosazzo che segue un analogo evento, sempre proposto dal locale Circolo culturale, incentrato su un altro libro gastronomico, “La cucina delle dimore storiche friulane”, sempre edito dalla Filologica.
Mama moja nella parlata slava delle Valli del Natisone sognifica “mia madre” e all’autrice è piaciuto intitolare proprio così il libro a ricordo delle origini della mamma. Nella prefazione, Mucchino paragona le ricette a spartiti musicali a significare la valenza culturale non solo della ricerca storica della Pertoldi, ma anche della sapienza popolare che emerge dalla tradizione contadina della cucina friulana raccontata nel centinaio di ricette.  L’ingresso alla presentazione del libro è libera e per chi vorrà sarà poi possibile degustare a cena un menù ispirato a questo ricettario nel ristorante interno a villa Nachini previa prenotazione al numero 0432.755733 entro un giorno prima dell’iniziativa.

Vecchie ricette di cucina friulane che oggi meritano di essere rivalutate

Quando la gastronomia incontra la storia l’esito si fa cultura. È il caso del volume “La cucina nelle dimore storiche friulane” edito dalla Società filologica friulana nel 2021 e presentato ad un folto pubblico a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, su iniziativa del locale Circolo culturale presieduto da Sergio Paroni.


È stato il curatore del libro, Carlo del Torre, in dialogo con Massimo Percotto, delegato udinese dell’Accademia della cucina italiana, a illustrare il grande “giacimento” di ricettari forniti dalle famiglie nobili o possidenti friulane che rappresenta un prezioso scrigno di conoscenza socio-antropologica che bene ha fatto la Filologica a valorizzare in vista di un auspicabile recupero in chiave moderna. Ben 22 dimore storiche hanno fornito al curatore i propri ricettari: dimore di città e di campagna del Friuli e della Carnia, con l’innesto di un ricettario ebraico proveniente da casa Ascoli, oggi sede della Filologica a Gorizia, per un totale di 184 ricette. Il tutto premesso da un’interessante descrizione del palazzo di provenienza che conferisce il contesto dove questa cucina d’antan trovava la sua espressione.
Ricette sobrie si alternano a quelle più prestigiose dove compaiono impensabilmente sulle tavole di un Friuli arcaico tartarughe, aragoste e caviale. Ricettari inediti custoditi e aggiornati dai proprietari delle dimore storiche che l’omomima associazione friulana oggi presieduta da Raffaele Perrotta ha consentito di far riemergere anche in prospettiva di un loro recupero da parte della moderna ristorazione locale che potrebbe ottenere positive ricadute ai fini turistici.
Nella circostanza, il Circolo culturale Corno, sempre in collaborazione con il Comune e il Comitato fiera vini, ha annunciato per il prossimo 15 dicembre alle ore 18.30, ancora a villa Nachini Cabassi, la presentazione del libro di Lucia Pertoldi “Mama moja – Cent ricetis plui une”, ovvero la cucina di ieri e di oggi per la trasmissione radiofonica della Rai regionale “Vita nei campi” edito anch’esso dalla Società filologica friulana.

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In copertina e qui sopra due immagini della presentazione del libro a villa Nachini.

 

Cucina storica oggi grande protagonista: incontri a Corno di Rosazzo e a Codroipo

(c.s.) Cucina storica grande protagonista oggi, 24 novembre, in due incontri programmati a Corno di Rosazzo e a San Martino di Codroipo. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

CORNO DI ROSAZZO – Puntando a valorizzare la collaborazione con altri enti culturali del territorio, dopo il concerto del Festival “Dialoghi”, il Circolo culturale di Corno di Rosazzo propone, d’intesa con la Società filologica friulana, la presentazione di due pubblicazioni relative a preziosi ricettari del territorio. Stasera, alle 18.30, verrà infatti presentato nella sala Cavalieri di villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, il volume “Le ricette delle dimore storiche friulane”, curato da Carlo del Torre ed edito dall’Associazione dimore storiche italiane, sezione Friuli Venezia Giulia. Sarà lo stesso curatore a illustrare il contenuto della sua ricerca, volta a recuperare un aspetto originale del patrimonio storico locale. Interverranno anche Massimo Percotto, delegato di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, e Raffaele Perrotta, presidente Adsi (Associazione dimore storiche italiane) del Friuli Venezia Giulia. Conoscere una ricetta antica è come immergersi nella lettura di un romanzo, che ci riporta nel tempo e nello spazio in cui venne concepita ed eseguita. È questo lo scopo che si prefigge il libro, che gode del patrocinio dell’Accademia italiana della cucina, oltre che della Filologica stessa. Il 15 dicembre sarà, poi, la volta del libro “Mama Moja” che raccoglie una serie di ricette friulane presentate nel corso della trasmissione radiofonica Rai Fvg “Vita nei campi”. In entrambe le circostanze, sarà possibile – su prenotazione – partecipare a una cena-degustazione con menù ispirato ai due ricettari, che si terrà al ristorante di Villa Nachini Cabassi. Il Comune di Corno di Rosazzo e il locale Comitato fiera vini supportano queste iniziative del Circolo Corno, presieduto da Sergio Paroni, che ha pure in programma tra breve una nuova edizione del Premio “Noax”, sostenuto dal Comune collinare e da Civibank.

CODROIPO – Nell’ambito di Novembre in Galleria, oggi con inizio alle 19.30, nella sede del Museo civico delle carrozze d’epoca a San Martino di Codroipo, ci sarà un incontro a tema organizzato dal Centro di documentazione della cucina del ‘900 in collaborazione con il maestro di cucina Germano Pontoni e il Progetto Quattro Stagioni, di cui è responsabile editoriale Maura Pontoni. La serata, presentata dalla giornalista Rita Bragagnolo, sarà orchestrata sul tema “La Princesse Cruise e il Menu di Casa reale inglese”, in occasione della consegna del modello della Regal Princesse da parte della Fincantieri Spa al Museo stesso. Sarà ospite una delegazione della Fincantieri di Monfalcone. Quindi, il commendator Alfredo Marzi intratterà il pubblico sul tema della serata. Ricordiamo che la Compagnia Princesse Cruise era in origine di proprietà della Corona Britannica e Marzi, all’epoca, era Authority Chef della Principessa Diana. Infine, seguirà una degustazione guidata a tema con il maestro Pontoni dall’invitante titolo “Una ricetta del Menu di Casa reale”. Collabora alla bella iniziativa il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, bella immagine di una tavola imbandita in una dimora storica del Friuli.

Addio a Licio Damiani e a Gigi Valle autentiche “voci” dell’agricoltura Fvg

di Giuseppe Longo

Prima Gigi Valle, adesso Licio Damiani. In un paio di settimane l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha perso due “voci” importanti, che hanno segnato la storia rurale di queste contrade: la prima (95 anni) nel settore produttivo, nella fattispecie vitivinicolo; la seconda (87) nell’informazione, quella radiofonica legata alla seguitissima rubrica domenicale di “Vita nei campi”.
Da molti anni ormai in pensione, la sua voce non si diffondeva più nell’etere, ma chi seguiva, e segue, la popolare trasmissione della Rai, ricorda benissimo l’appassionata e competente conduzione che Damiani ha fatto per molti anni. «Era riuscito – ha scritto Carlo Morandini, appena riconfermato presidente di Arga Fvg, l’associazione della stampa agricola della nostra regione – a trasformare in poesia una trasmissione legata alla nostra attività, che è strutturata per gran parte da notizie di carattere tecnico, scientifico, divulgativo. Rendendo l’appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di ascoltatori e ascoltatrici, del Friuli Venezia Giulia e non solo». Gli ha fatto eco il collega Marco Buzziolo, neo vicepresidente per la provincia di Udine dello stesso sodalizio dei giornalisti agricoli, aggiungendo: «Mi piace ricordare gli editorialini con cui faceva iniziare la rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Trasformava così il tradizionale e seguitissimo appuntamento dedicato alla campagna e all’agricoltura, nei suoi molteplici aspetti tecnici e politici, in un momento di autentica poesia, gravido di reminiscenze classiche e di accenni letterari ed artistici in generale».


Per questa sua sincera e affettuosa vicinanza al mondo dell’agricoltura, Arga Fvg aveva attribuito a Licio Damiani il Premio Carati d’Autore – destinato a coloro che nei vari campi hanno inciso con la loro attività a favore del settore primario – e proprio in quella stessa occasione il medesimo riconoscimento era stato consegnato anche a Gigi Valle, enologo della prim’ora, uscito dalla gloriosa scuola di Conegliano, tolmezzino di nascita ma trapiantato a Buttrio dove ha fondato e fatto crescere un’azienda vitivinicola fra le più affermate del Vigneto Fvg, per la cui tutela si è sempre prodigato volendo anche la nascita del Consorzio dei Colli orientali del Friuli, oltre mezzo secolo fa. Damiani, inoltre, nel 2020 era stato insignito del Premio Isi Benini, sottolineando ancora una volta quanto preziosa sia stata la sua penna a favore della vite e del vino. E lo stesso anno era stato insignito a Tarcento del Premio Epifania che sottolinea il particolare legame con la friulanità.
Ho desiderato ricordare insieme questi due autentici ed esemplari personaggi della nostra terra – sebbene Damiani fosse originario della oggi croata Lussinpiccolo, isola adriatica che dovette lasciare giovanissimo – proprio per quello che hanno significato entrambi, nei rispettivi ruoli, nello sviluppo dell’agricoltura friulana, perché se è fondamentale e strategico quello dell’imprenditore, prezioso e irrinunciabile è quello del divulgatore, non solo per valorizzare quanto viene prodotto, ma anche per mettere a fuoco problemi e prospettive, luci e ombre, suscitando occasioni di riflessione e dibattito.
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Tita Gori, era l’ormai lontano 1991, il Comune di Nimis aveva affidato proprio a Licio Damiani, che era anche un grande e riconosciuto esperto d’arte oltre che dotato di una vasta cultura generale, la realizzazione di un libro che ricordasse il “suo” pittore. Il giornalista-scrittore dette alle stampe un’opera bellissima che opportunamente intitolò “Tita Gori e i giardini del Paradiso”. E adesso mi piace immaginare lui a passeggiare in quei “giardini” assieme a Gigi Valle e a parlare ancora dell’agricoltura friulana e dei suoi meravigliosi prodotti, a cominciare proprio dai vini.

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In copertina, Licio Damiani; all’interno (secondo a destra accanto a Carlo Morandini) è con Gigi Valle (secondo a sinistra) alla consegna del Premio Carati d’Autore di Arga Fvg.

Stampa agricola Fvg, Morandini resta leader. Amos D’Antoni acclamato presidente onorario

L’impegno, infaticabile, di Carlo Morandini a favore della corretta informazione in agricoltura ha avuto il meritato riconoscimento. Il giornalista, della testata Arc dell’Amministrazione regionale, è stato infatti riconfermato alla presidenza dell’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia. La rielezione, con voto unanime, è avvenuta durante il Congresso regionale riunitosi a Silvella di San Vito di Fagagna, a Villa Micoli D’Orlandi, presente il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli. Nel direttivo regionale è stato riconfermato anche Claudio Soranzo, alla vicepresidenza per la provincia di Gorizia, mentre vicepresidente per quella di Trieste è risultato Furio Baldassi. Nel contempo, Marco Buzziolo, già responsabile della sezione Cultura del sodalizio giornalistico, è stato eletto vicepresidente per la provincia di Udine. Mentre per quella di Pordenone si è registrata la new entry Gigi Di Meo. Ida Donati, invece, stata confermata nel ruolo di segretario-tesoriere, mentre Enrico Leoncini è stato nominato revisore unico e Giorgio Bellini responsabile del collegio dei probiviri. Acclamato, infine, all’unanimità presidente onorario Amos D’Antoni, già segretario generale di Arga Fvg e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg. Da molti anni, D’Antoni cura l’ufficio di rappresentanza udinese dell’Ordine dei giornalisti e dell’associazionismo di categoria e tuttora fa parte dello staff che si occupa della popolare trasmissione “Vita nei campi”, su Rai Radio 1.
Nel contempo, Morandini ha ringraziato i componenti uscenti del direttivo, Giuseppe Longo e Antonio Buso, rispettivamente per le province di Udine e di Pordenone, per l’impegno profuso, evidenziando il disegno di valorizzare le professionalità esistenti sul territorio con l’apporto di vicepresidenti ai quali sono stati assegnati compiti di animazione locale. Ha sottolineato che il ruolo della stampa specializzata – ma anche di Arga Fvg e di Unaga, che è l’organizzazione nazionale – è quello di favorire la corretta informazione dei cittadini. Un compito sempre più difficile – ha sottolineato – a causa delle particolari dinamiche della società e della situazione contingente, che può essere perseguito con maggiore efficacia da professionisti preparati e in grado di trasmettere informazioni e notizie sulla realtà del territorio con consapevolezza e nel rispetto delle fonti. Per questo, Arga Fvg ha organizzato, e continua a organizzare, corsi di formazione anche mirati, riguardanti i vari aspetti del settore primario. Pertanto, sono già allo studio eventi formativi, anche con i crediti professionali riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, che avranno per tema l’arte e il giornalismo, le false notizie nel mondo faunistico-venatorio, nell’agricoltura in generale, le tematiche ambientali e forestali. In quest’ottica, Arga Fvg – ha ricordato infine il presidente Morandini – proseguirà nella collaborazione con Assoenologi Fvg e Unione cuochi Fvg, oltre che con il Club per l’Unesco di Udine e la sezione friulana di Italia Nostra, tanto per citare alcuni enti e sodalizi. Nel contempo, Arga Fvg continuerà a organizzare i Premi giornalistici Isi Benini-Città di Udine, Carati d’autore, Valerio Ghin e Voce dell’Adriatico, mentre è allo studio l’organizzazione del Premio giornalistico Piero Villotta, dedicato al compianto presidente onorario di Arga Fvg scomparso due anni fa.

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In copertina, il riconfermato presidente di Arga Fvg Carlo Morandini.

Il mio ricordo di Isi Benini grande cantore dei vini friulani

Esattamente un mese fa, la solenne cornice di sala Ajace, nel palazzo municipale del capoluogo friulano, aveva ospitato la cerimonia di consegna dei premi della prima edizione del Concorso giornalistico Isi Benini – Città di Udine, promosso dall’Arga Fvg, l’associazione della Stampa agricola presieduta da Carlo Morandini. Oggi, dell’indimenticato giornalista nato a Moggio nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, proponiamo l’affettuoso ricordo che Rosinella Celeste presentò anni addietro al Ducato dei vini friulani, il sodalizio voluto e creato proprio da Benini. Eccolo:

di Rosinella Celeste

Ringrazio la Corte ducale per avermi concesso l’opportunità di leggere un piccolo ricordo di un grande uomo, unico tra Gente Unica. E dedico questo mio scritto a tutti coloro che lo hanno conosciuto, a suo figlio Marco e alla moglie Bruna, ai Nobili di ieri e ai nuovi Nobili d’oggi. Sono pochi ma significativi ricordi: la memoria, si sa, va centellinata come il buon Vino!
Isi Benini, per noi Friulani, rimarrà sempre nelle “botti” della memoria, tra i ricordi più vividi e belli, più veri e appassionati, legati all’universo Vino! Fu questo eclettico giornalista del Messaggero Veneto, poi della Rai-Ts e oggi non del tutto scomparso, ma passato “a miglior vita” (se il Paradiso fosse un vigneto…!),  a far riscoprire i valori del vino friulano e regionale, a inventarlo e a darne coscienza delle sue qualità fino allora misconosciute.
Cominciò a parlarne nella rubrica radiofonica, da lui voluta, “Vita nei Campi”, dove esprimeva la passione per la civiltà contadina ed enoica, con entusiasmo quasi fisiologico e a volte con impennate poetiche, quasi fosse un nuovo Orazio friulano!
Ma non gli bastò: inventò la prestigiosa rivista “Il Vino”, corredata di carta patinata e artistiche fotografie, servendosi di collaboratori, giornalisti e scrittori di fama regionale e nazionale: Sergio Maldini, Piero Fortuna, Mario Soldati, Luigi Veronelli… Quest’ultimo disse di lui: “Di Isi Benini, che conobbi nel periodo più lieto e fattivo della mia vita, avevo molto da invidiare. Dico sul piano del giornalismo, della cultura e della simpatia. Lo invidiavo. La rivista “Il Vino” fu il primo veicolo per far conoscere in Italia l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia”.
Da ultimo, fu promotore e fondatore, nel 1972, del Ducato dei vini friulani; e da allora, i nobili si sono moltiplicati a dismisura. E il Ducato ha fatto viaggiare in tutto il mondo, come per una Via lattea, anzi una Via Enoica, i nostri vini. Personalmente, conobbi Isi Benini nella sede del quotidiano Messaggero Veneto di Udine negli anni 60… e subito gli scrissi (io, pressoché ventenne) che ammiravo il suo essere giovane!

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In copertina, Rosinella Celeste con il giornalista Isi Benini in una rara foto degli anni Sessanta.

Benini e Villotta giornalisti “innamorati” del Friuli e delle sue eccellenze

di Giuseppe Longo

UDINE – Pochi giorni fa, ricorreva il trigesimo della morte prematura di Piero Villotta, che fu per lungo tempo presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ma anche leader del Ducato dei vini friulani e uomo di punta nell’Ente Friuli nel mondo. E il suo ricordo si è giustamente incrociato con quello di un altro grande giornalista, Isi Benini, scomparso trent’anni fa, ma entrambi accomunati da un impegno preciso: quello di valorizzare la loro terra, di cui erano “innamorati”, e con essa le sue peculiarità, a cominciare dalle produzioni agroalimentari. Nomi che sono riecheggiati più volte insieme, accompagnati dalle immagini dei loro volti proiettate su uno schermo, durante la bella cerimonia per la consegna dei riconoscimenti nell’ambito della prima edizione del “Premio Isi Benini – Città di Udine”, un concorso giornalistico indetto dall’Arga Fvg, associazione degli operatori della comunicazione che, attraverso i vari canali, si sono specializzati nella trattazione degli argomenti legati al settore primario, come piaceva fare tanto sia a Benini che a Villotta, approfondendo problemi e prospettive, ma anche sottolineandone le eccellenze, con equilibrio e competenza, doti supportate da una solida cultura. Prima di tutto, attraverso quello strumento prezioso che è la trasmissione radiofonica domenicale “Vita nei campi”, mentre Benini è ricordato anche per quella bellissima rivista, “Il vino”, in carta patinata che da tanti anni ormai non abbiamo più il piacere di leggere avidamente o perlomeno di sfogliare con interesse. Ma anche il giornalista morto repentinamente a Montevideo è ricordato per il  suo ruolo di primo piano nel Ducato dei vini friulani, sodalizio che lui stesso promosse mezzo secolo fa e all’interno del quale ideò la fortunata rassegna di “Asparagus”.

Isi Benini

Piero Villotta

“Un giornalista che, con la sua conoscenza e professionalità, non ha solo permesso di valorizzare il territorio friulano, ma anche di nobilitare una professione e la divulgazione delle notizie nel modo più corretto possibile”, ha detto infatti l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, durante l’incontro avvenuto nella solennità di Sala Ajace, di fronte a una folta platea – compatibilmente, è ovvio, con i tempi da emergenza sanitaria – riunita per applaudire i vincitori di questo primo concorso tendente a valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico regionale che per anni, dopo l’importante esperienza al Messaggero Veneto, di cui fu anche direttore, guidò la redazione udinese della Rai. Con il presidente dell’Arga Carlo Morandini, che ha spiegato le finalità dell’iniziativa e coordinato l’incontro, c’erano anche il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, gli assessori comunali alla Cultura, Fabrizio Cigolot – che ha fatto gli onori di casa portando il saluto del sindaco Pietro Fontanini -,  e ai Grandi eventi, Maurizio Franz, Amos D’Antoni, vicepresidente dell’Ordine, l’artista Gianni Borta, i giornalisti Marco Buzziolo e Gian Paolo Girelli, e appunto l’assessore Zannier che ha evidenziato l’importanza dell’eredità lasciata dal grande appassionato del mondo agricolo. “La coerenza e la correttezza dell’informazione – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – sono due elementi importanti poiché permettono di ampliare la platea dei fruitori delle notizie non relegandole alla cerchia ristretta degli addetti ai lavori. Questi due aspetti, legati alla semplicità di esposizione tanto a video quanto sulla carta stampata, hanno caratterizzato la figura di Isi Benini; quando c’è la possibilità di avere a che fare con un soggetto professionalmente dedicato a dare una notizia, che si è distinto per la sua capacità narrativa e di relazioni, si è di fronte ad un uomo che racchiude un valore aggiunto al di fuori della notizia stessa, capace di nobilitare il territorio che rappresenta”. Parole che possono essere attribuite, senza tema di smentita, anche a Piero Villotta, pure lui animato da uno spirito tenace e appassionato a difesa del nostro Friuli. “Se fosse stato ancora in vita, Isi Benini sarebbe stato sicuramente un cronista battagliero a difesa del Tocai friulano”, ha detto fra l’altro il presidente Zanin.

Daniela Paties Montagner…

… e Claudio Soranzo con i premi.

Premiati quindi, fra gli applausi, Licio Damiani e Sergio Gervasutti, che hanno condiviso con Isi Benini pagine di storia della nostra terra e che hanno proposto originali ritratti del collega indimenticabile, e Daniela Paties Montagner, che ha condotto per mano alla scoperta di Udine, città del Tiepolo, tra storia, cultura e rinnovamento, sottolineando la “voglia di ripartire” dei friulani dopo i danni inferti da questa pandemia che ancora non accenna ad allentare la presa. Premiato anche il giornalista Claudio Soranzo per un servizio sulla vitivinicoltura pubblicato proprio su questo sito. E appunto su vite e vino del Friuli Venezia Giulia si è soffermato nella sua “lectio magistralis” il professor Enrico Peterlunger, dell’Università di Udine, analizzando l’evoluzione che il settore ha conosciuto soprattutto negli ultimi cinquant’anni, quando il Vigneto Fvg partendo da una produzione spesso destinata soltanto al consumo locale è approdato a livelli di eccellenza che oggi gli sono riconosciuti, soprattutto con i vini bianchi, in tutto il mondo. Una evoluzione che, per la troppo precoce scomparsa,  Isi Benini non ha potuto assaporare e che per lungo tempo ancora avrebbe sicuramente beneficiato della professionalità di Piero Villotta.

Peterlunger, premiati e pubblico.

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In copertina, si premia Licio Damiani per il suo ricordo di Isi Benini.

Arga Fvg ricorda Isi Benini: domani a Udine debutta il Premio

di Ida Donati

Omaggio al padre della comunicazione enogastronomica e agroalimentare a Nordest. Domani 14 ottobre, alle 17.30, sarà consegnato in sala Aiace a Udine il 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, che ricorda appunto quello che è stato in Friuli Venezia Giulia un autentito pioniere del giornalismo enogastronomico, cantore del territorio, nonché promotore di quello spirito innovativo che ha concorso a sviluppare e a far crescere l’economia, specialmente quella agroalimentare, non soltanto friulana e del Nordest. Professionalmente, Isi Benini – del quale ricorrono i trent’anni della morte – è stato direttore del Messaggero Veneto e per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Ma ha anche lanciato assieme a Claudio Cojutti la fortunata rubrica radiofonica “Vita nei campi”, ancora la più longeva del settore, creando pure la bellissima rivista “Il Vino”, la prima in Italia dedicata al mondo enologico, e fondando quasi mezzo secolo fa il Ducato dei vini friulani. Ed è stato capofila di diverse iniziative volte a far conoscere, mettere in relazione, valorizzare le eccellenze, anche quelle potenziali, della sua terra, il Friuli.


Il Premio, ideato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, che pure Isi Benini ha presieduto, prende le mosse da un bando che doveva essere lanciato all’inizio del 2020 e poi slittato per i problemi legati alla pandemia. Ma non appena è stato possibile riprendere le attività sul territorio, è stato pubblicato. Prevedeva infatti, tra i temi da sviluppare, la valorizzazione delle realtà iconiche e di ritrovo della città di Udine e del Friuli. Buona la partecipazione visti i tempi ristretti. E nel contempo molto qualificata. Sarà svelata alla premiazione appunto in programma domani a Udine.
L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio regionale, dal Comune di Udine, dall’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga, dalla Società scientifica e tecnologica per la lingua friulana, e in accordo con il Club per l’Unesco di Udine, è sostenuta da PromoturismoFvg. Nel corso della serata, dopo gli interventi delle autorità, il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura alla Facoltà di Agraria dell‘Università di Udine, terrà una lectio magistralis sul tema: “Dagli anni ’70 a oggi il Vigneto Friuli dal vin di famée ai vini più blasonati”.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (Moggio 1924 – Montevideo 1990).

Arga Fvg, dieci giorni per la scadenza del 1° “Premio Isi Benini”

di Gi Elle

Mancano dieci giorni, da oggi, alla conclusione dei termini per la partecipazione al 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, dedicato, nel 30° anniversario della scomparsa, a uno dei pionieri della valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità del territorio: azione, intesa quale elemento cardine per lo sviluppo di un’area. Indetto dall’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, presieduta da Carlo Morandini, intende infatti valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico, che per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Figura fondante della comunicazione del territorio, e pioniere dell’innovazione mediatica per il settore primario, per il mondo economico e non solo. Paladino dei valori della civiltà contadina e delle potenzialità dell’eccellenza di un’area e delle sue peculiarità.

Carlo Morandini


Il Premio intende favorire la riscoperta e la trasmissione delle eccellenze della città di Udine e nel contempo dell’intero Friuli Venezia Giulia. Le realtà nelle quali Benini ha esercitato la professione di cronista e dalle quali ha tratto lo spunto per dedicare un’attenzione particolare al settore agricolo, alla civiltà contadina, allo sviluppo delle carature presenti sul territorio. Tra i fondatori della comunicazione agroalimentare ed enogastronomica consapevole, e orientata ad accompagnare la crescita della filiera, operando con Luigi Veronelli e Gualtiero Marchesi, al fianco di ristoratori come Dino Boscarato, Gianni Cosetti, Giovanni Gallinaro, Aldo Morassutti, Aligi Grop, Guerrino e Alberto Tonizzo, Franco Marini, Augustin Devetak, Piero Zanini ed Elio Del Fabbro, di viticoltori come Pietro Pittaro, i Venica, i Felluga, i Rodaro, Luigi Valle e Bidoli, aveva fondato la prestigiosa rivista “Il Vino”, primo organo ufficiale del mondo del gusto e delle categorie a esso collegate. Ed è stato tra gli ideatori del Ducato dei vini friulani, nonché tenace custode delle ricchezze del mondo rurale. Da responsabile della redazione udinese della Rai, Isi Benini ha favorito il lancio della rubrica “Vita nei campi”, tuttora la trasmissione più longeva del settore e tra le più seguite. Il Premio, di concerto con il Comune di Udine, sarà assegnato all’autore di un articolo o servizio giornalistico, sulla carta stampata, radio o televisivo, o sul web, su testate regolarmente registrate, che sappia valorizzare quel mondo e le realtà nelle quali Benini ha lavorato da comunicatore e ne è stato protagonista. Il bando è pubblicato sul portale www.argafvg.it
Come detto, i lavori in concorso dovranno pervenire all’Associazione della stampa agricola Fvg entro il 31 agosto prossimo.

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In copertina, il giornalista friulano Isi Benini morto trent’anni fa.