“Vino Terre” atto secondo, le bottiglie della Cantina di Ramuscello e San Vito vestite dai ragazzi-artisti di Cordenons protagoniste a Sesto al Reghena. Con un omaggio al grande Gherardo Freschi

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – E ora via spediti con “Vino Terre” verso la terza edizione! La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, durante una bellissima festa ospitata nell’auditorium del centro culturale Burovich di Sesto al Reghena, ha infatti presentato al pubblico le bottiglie del secondo anno di questo progetto unico nel suo genere. E l’ha fatto rievocando la figura di un grande friulano, l’agronomo Gherardo Freschi, a 220 anni dalla nascita con la presentazione di un bel libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri.

Il progetto – Dopo aver riposato al buio e in… silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullate dall’acqua di falda del Tagliamento; degustate da una Commissione di esperti, le 555 bottiglie, con la loro artistica etichetta, sono state svelate proprio con questo evento molto partecipato svoltosi accanto alla meravigliosa Abbazia. Le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2023, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato dal presidente della Cooperativa vitivinicola Gianluca Trevisan e dal suo direttore Rodolfo Rizzi sono state, dunque, le protagoniste dell’appuntamento al quale hanno fatto da corollario una ricca serie di interventi coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro.

La presentazione – I lavori si sono aperti con la lettura del messaggio di saluto inviato dal governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, il quale ha sottolineato il valore storico e attuale di Gherardo Freschi e il ruolo strategico del settore vitivinicolo per il Friuli Venezia Giulia, ringraziando Enti e partecipanti, e riconoscendo nel progetto “Vino Terre” un significativo esempio di collaborazione e sviluppo del territorio. Dopo i saluti del sindaco di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti; dell’assessore del Comune di San Vito al Tagliamento, Michela Bortolussi, e del presidente Trevisan, è stato il momento del docente, giornalista e scrittore, Walter Tomada, che ha offerto un’ampia e apprezzata riflessione sul contesto storico e culturale in cui visse l’agronomo Freschi, evidenziandone la modernità del pensiero e il ruolo di intellettuale capace di leggere e interpretare le trasformazioni del suo tempo. I giornalisti Stefano Cosma e Cristina Burcheri, poi, hanno presentato il loro libro: “Gherardo Freschi. Un friulano dell’Ottocento tra scienza, visione europea e azione concreta”; un approfondito lavoro di ricerca dedicato al grande e illuminato personaggio vissuto a Ramuscello (1805-1893) che ha dato un significativo contributo allo sviluppo della viticoltura e dell’agricoltura della sua epoca, nel territorio di residenza ma anche in tutto il Friuli.

I ragazzi artisti – Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dal dirigente scolastico, Enrico Quattrin, e dagli insegnanti Moira Piemonte e Sara Marzari, hanno presentato i loro 11 lavori grafici che, diventati etichette, fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora le tracce della terra che le ha protette per dodici mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”.
Maria Luisa Fichera ha portato i saluti e l’apprezzamento della Comunità di Sant’Egidio poiché, come è noto, la Cantina ha deciso di devolvere, pure per questa edizione, parte del ricavato della vendita del libro su Gherardo Freschi e delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità benemerita, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. In conclusione, gli apprezzamenti per la realizzazione del progetto e il coinvolgimento così importante e strutturato dei giovani liceali, sono stati rivolti al gruppo dirigente della cooperativa e ai soci dal consigliere regionale Lucia Buna, anche a nome della Giunta del Friuli Venezia Giulia.

Le Città del vino – Anche il Comune di Sesto al Reghena da qualche anno è entrato a far parte dell’ormai grande famiglia delle Città del vino Fvg. Ha pertanto portato un saluto il coordinatore regionale Tiziano Venturini che si è complimentato per l’originale progetto della Cooperativa ramuscellese che qualifica la vitivinicoltura di questa importante area del Vigneto Fvg.

L’emozionante colonna sonora della mattinata è stata affidata al fisarmonicista Paolo Forte. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento, di Cordovado, di Confcooperative Pordenone e dell’Associazione Città del Vino. Al termine, con un graditissimo rinfresco nel cortile “inondato” da un sole quasi primaverile, e accompagnato dagli splendidi vini della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, si è conclusa la giornata-evento, dando appuntamento alla prossima edizione. Che sarà, come detto, la terza di un progetto unico nel suo genere e che ha fatto molto parlare di sé e della Cooperativa che l’ha promosso. Per cui arrivederci al 2026!

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In copertina e qui sopra, alcune delle bellissime etichette realizzate dagli studenti del Galvani di Cordenons; all’interno, immagini della cerimonia: con il dirigente scolastico e gli insegnanti, il presidente Gianluca Trevisan e il direttore Rodolfo Rizzi; l’auditorium gremito, gli autori Stefano Cosma e Cristina Burcheri, il coordinatore Fvg Città del vino Tiziano Venturini e il docente Walter Tomada.

(Al servizio fotografico ha collaborato anche Claudio Fabbro)

Tempo di vendemmia per i soci della Cantina di Ramuscello e San Vito: quantità nella norma e uve sane, si partirà con la raccolta del Pinot grigio

Tempo di vendemmia anche a Ramuscello. Mercoledì 20 agosto, alle ore 18, al centro parrocchiale della frazione di Sesto al Reghena (Città del vino Fvg), si terrà l’annuale appuntamento prevendemmiale della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Un momento molto atteso dai 700 soci (con circa mille ettari vitati) della cooperativa per fare il punto sulla stagione vitivinicola, analizzare l’andamento dei mercati e delineare le prospettive per la vendemmia 2025.

Gianluca Trevisan


La serata si aprirà con i saluti del presidente Gianluca Trevisan. A seguire l’intervento dell’agronomo Cesare Tocchet, che illustrerà l’andamento climatico dell’annata. Dopo un giugno caldo e secco, luglio è stato caratterizzato da piogge frequenti e temperature notturne insolitamente basse. Condizioni che hanno rallentato la maturazione delle uve. A ciò si sono aggiunti eventi estremi, come grandinate e bombe d’acqua, che hanno colpito molte zone del comprensorio. Allo stato attuale, si registra una produzione quantitativa nella norma e uno stato sanitario delle uve buono che si gioverà pure delle alte temperature della decade centrale del mese di agosto. I primi grappoli a essere staccati saranno quelli delle varietà precoci: Pinot grigio, Pinot nero per poi passare a Sauvignon, Ribolla gialla e Glera per il Prosecco.
Tocchet presenterà anche le prove sperimentali avviate dalla Cantina, nel 2024, nell’ambito della viticoltura di precisione. L’obiettivo è monitorare in tempo reale lo stato idrico e nutrizionale dei vigneti grazie all’impiego di droni, centraline meteo e sensori multispettrali. Una sperimentazione che punta a migliorare l’efficienza agronomica, la sostenibilità e la qualità delle uve. Nel corso dell’incontro si parlerà, inoltre, dello stato sanitario dei grappoli, delle curve di maturazione e della situazione fitosanitaria, con aggiornamenti tecnici di interesse diretto per i soci. Il direttore Rodolfo Rizzi si concentrerà, invece, sull’analisi dei mercati. Il suo intervento toccherà i cambiamenti nei consumi, le nuove abitudini alimentari e le attuali tensioni geopolitiche. Particolare attenzione sarà dedicata ai dazi doganali e al loro possibile impatto sul vino italiano.

Rodolfo Rizzi


Ospite speciale della serata sarà Michele Bertolami, direttore generale di Ceviq, ente certificatore di riferimento per le produzioni a denominazione. Il suo intervento sarà dedicato al tema della sostenibilità ambientale. Si parlerà di impronta carbonica (carbon footprint) e delle certificazioni richieste dai mercati internazionali. In chiusura dei lavori, il presidente Trevisan comunicherà ai soci i primi dati economici del bilancio chiuso, al 31 luglio, con risultati molto positivi. Sarà, inoltre, annunciato un doppio evento previsto per il 13 dicembre, quando verrà presentato il volume dedicato al conte Gherardo Freschi, figura di riferimento per l’agricoltura friulana dell’Ottocento. Nella stessa occasione sarà lanciata la seconda edizione del progetto “Vino Terre”, con il Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2023 affinato per un anno sottoterra.

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio pronti per la vendemmia.

Wow, che belle le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani per le 555 bottiglie (pro Sant’Egidio) di “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito

di Giuseppe Longo

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Wow, che belle etichette! Hanno fatto veramente centro gli elaborati grafici dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons che hanno “vestito” le bottiglie del progetto “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Tanto che sono stati proprio gli studenti i più festeggiati durante la bellissima cerimonia che ha avuto quale meravigliosa cornice quella “bomboniera” che è il Teatro Arrigoni che si affaccia su piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento, il Comune con la maggior superficie vitata di tutto il Friuli Venezia Giulia. La presentazione del progetto gode del patrocinio del Comune ospitante e di quello vicino di Sesto al Reghena, sede della cooperativa vitivinicola, nonché dell’Associazione nazionale Città del Vino della cui delegazione regionale entrambi i Comuni fanno parte.


Dopo avere riposato al buio maturando, per un anno, nella terra del vigneto di produzione, cullato dalle acque di falda del Tagliamento e, infine, degustato da un’apposita commissione (tecnici, autorità e giornalisti di settore), il frutto dell’originale esperimento è stato finalmente presentato in pubblico. Le 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, sono state dunque le grandi protagoniste dell’evento sanvitese che, dopo i saluti istituzionali, è stato aperto da una  tavola rotonda dal titolo “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fra i fondatori di Slow Food – l’associazione che ha creato i famosi “presidi” agroalimentari -, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di “Sole Verde”, gli esperti hanno toccato con mano una serie di importanti tematiche riguardanti il Vigneto Fvg, e non solo, dalle questioni agronomiche ed enologiche, con richiami al passato – avvincente, come sempre, l’analisi del professor Costantini! – legate alle varietà che hanno scritto la storia della vitivinicoltura regionale, fino ad approdare ad agganci normativi, non ultimo quello del vino dealcolato che, secondo Piccoli, non potrà mai avere un vero sviluppo, ma che tuttavia potrebbe rappresentare anche una interessante opportunità produttiva.

Al termine delle interessanti disamine, si è passati all’evento vero e proprio della giornata, con la presentazione da parte del presidente Trevisan e del direttore Rizzi le motivazioni e gli obiettivi di “Vino Terre”, unita alla illustrazione del “modus operandi” adottato per avviare e quindi portare a termine la originale esperienza, di cui non se ne conoscono altre simili: palpabile l’emozione al momento dello scoprimento della etichetta sulla bottiglia-simbolo! Gli studenti cordenonesi, accompagnati da insegnati e dirigente scolastico, hanno quindi presentato i loro 16 lavori grafici che, diventati appunto eleganti etichette, ora fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che, in profondità, le ha protette per dodici mesi ma che, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia Nft (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera, tanto che questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato online dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”. La colonna sonora della festosa mattinata è stata proposta, fra tanti applausi, dal gruppo musicale dello stesso Istituto scolastico.

Nel Teatro Arrigoni c’erano pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza sui Corridoi umanitari, poiché la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla benemerita organizzazione, in sostegno proprio dell’importante progetto di solidarietà verso i più deboli, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. Al riguardo, ricordiamo che le esclusive bottiglie ancora disponibili nel punto vendita della cooperativa vitivinicola (via Guglielmo Marconi, 22) sono acquistabili al prezzo di 25 euro ciascuna, di cui 10 saranno destinati proprio alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno dei suoi progetti solidali. A tutti ha portato il saluto e il compiacimento della Regione Fvg la esponente dell’assemblea legislativa, Lucia Buna, facendo così calare il sipario su una giornata da ricordare. Wow, veramente un evento per San Vito e Ramuscello!

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima cerimonia tenutasi al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per la presentazione ufficiale delle bottiglie di “Vino Terre” (pro Comunità di Sant’Egidio) con le etichette dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons.

Cantina di Ramuscello e San Vito: bilancio ok, vigneti e soci in crescita. Trevisan e Rizzi: “Vince la qualità”

Il 2024 si conferma un anno positivo per i risultati economici della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito. Il bilancio (chiuso a luglio) approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala parrocchiale di Ramuscello, infatti, segna un utile di 17 mila euro. «Pur provenendo da un’annata difficile, segnata da grandinate e siccità, che ha provocato un sensibile calo della produzione d’uva, con rese inferiori alla media degli ultimi anni – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan -, grazie a un’attenta gestione della cooperativa e alle capacità professionali dei nostri collaboratori, siamo riusciti a proporre un risultato positivo continuando, inoltre, a essere attrattivi: il numero dei soci è incrementato del 12%, raggiungendo quota 173 (con 970 ettari di vigneto gestiti) per un conferimento di prodotto che supera i 100 mila quintali».

I soci in assemblea a Ramuscello.

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

«Indipendentemente dalle caratteristiche della vendemmia – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi –, da sempre la nostra Cantina si caratterizza per il costante impegno verso miglioramento qualitativo dei vini prodotti attraverso un’attenta formazione dei soci e un’accurata e sostenibile strategia fitosanitaria. Uno staff di enologi, poi, utilizzando le tecnologie moderne e dei collaudati e restrittivi protocolli Vegan (assenza totale di coadiuvanti di origine animale), trasformano l’uva conferita in ottimo vino. E anche quest’anno sono giunti nuovi riconoscimenti ai nostri sforzi, non solo con la riconferma della certificazione di “vino vegano”, ma pure con quella, assegnata per la prima volta in regione, di “vino a residuo minimo”».
La Cantina, che ha sede nel Comune di Sesto al Reghena, è anche molto attiva nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso la formalizzazione di convenzioni con l’Università di Udine (per il monitoraggio, nei vigneti, della Flavescenza dorata e della presenza degli insetti utili, ad esempio) e attraverso l’implementazione progettuale della “viticoltura di precisione”. In questo ambito, è stato anche inserito il nuovo progetto denominato “Vino Terre” che ha previsto, per la prima volta in Italia, l’affinamento di 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso in una fossa scavata all’interno del vigneto di coltivazione dell’uva. Le bottiglie così caratterizzate, sono state impreziosite dalle etichette elaborate dai ragazzi del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons e, parte del ricavato delle vendite – come annunciato sabato scorso alla bellissima presentazione di San Vito al Tagliamento -, sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere i loro Corridoi Umanitari contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
Fondata nel 1959, la Cantina di Ramuscello e San Vito è la seconda realtà enologica cooperativa più importante della regione, commercializza come sfuso il 95% del vino prodotto (Prosecco e Pinot grigio, le varietà maggiorente coltivate) e occupa una dozzina di persone.

 

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In copertina, una panoramica della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito; qui sopra, le bottiglie di Vino Terre appena estratte dal suolo del vigneto che ha prodotto le uve di Refosco dal peduncolo rosso.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.