Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly tra incertezze per i dazi Usa e strategie per nuove affermazioni

La Regione Friuli Venezia Giulia, anche in questo momento di particolare incertezza per il comparto del vino dovuto ai nuovi dazi, investe e unisce tutte le forze per mettere insieme le grandi potenzialità e l’elevatissima qualità delle sue produzioni. Il nuovo stand nell’ambito di Vinitaly 2025, più grande e completamente rinnovato, rappresenta una piattaforma strategica fondamentale per il comparto vitivinicolo regionale rispetto ai mercati internazionali del mondo intero, ma rappresenta anche una grande opportunità di promozione dell’intero sistema agroalimentare e delle eccellenze di tutto il territorio. È quanto, in sintesi, sostenuto dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari e alle Attività produttive e turismo, presenti ieri all’inaugurazione dello stand della Regione Friuli Venezia Giulia alla 57ma edizione dell’evento internazionale legato al sistema del vino più importante del mondo, in corso fino al 9 aprile a Veronafiere.


Nel pomeriggio di ieri il “padiglione” del Friuli Venezia Giulia è stato visitato anche dai tre ministri dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, dei Rapporti con il Parlamento e della Cultura. Debutta così, nel padiglione 6 del quartiere fieristico veronese, il nuovo allestimento nello spazio “Io Sono Friuli Venezia Giulia: Connessioni d’eccellenza” che intreccia vino, cultura, territorio e laboriosità di una terra vocata all’eccellenza e che vede Ersa (l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) e PromoTurismoFvg insieme per la promozione del comparto agroalimentare e dell’intero territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali.
Un’area di 1.500 metri quadrati: ottanta le aziende vitivinicole regionali selezionate in esposizione (per un totale di oltre 5.700 bottiglie in degustazione nei numerosi eventi organizzati nello stand nei quattro giorni di manifestazione), altri 58 produttori presenti con proprio stand e sei aziende in collettiva nel padiglione Bio. Circa 500 etichette in rappresentanza delle 11 zone Doc e delle due zone Igt del Friuli Venezia Giulia: 24 le diverse tipologie di vini bianchi e rossi.
I numeri sull’export del vino Fvg (dati Camera commercio Pordenone-Udine 2023) indicano un valore di circa 250 milioni di euro, in crescita dell’8,8 per cento. I principali mercati di destinazione sono gli Usa (23,6% del totale dell’export di vini e altre bevande), Germania (20,4%) e Regno Unito (5,5%), seguono Paesi Bassi e Spagna con percentuali inferiori. Gli Stati Uniti, da soli, costituiscono circa un quarto dell’export totale del vino del Friuli Venezia Giulia, pari a oltre 62 milioni di euro.
Facendo riferimento all’edizione Vinitaly 2025 – caratterizzata anche per l’introduzione dei dazi da parte dell’Amministrazione Usa, a Veronafiere hanno comunque confermato la loro presenza oltre tremila buyer provenienti dagli Stati Uniti -, l’assessore alle Risorse agroalimentari ha evidenziato come alla manifestazione siano presenti buyer dei mercati di tutto il mondo e che questo significa un’enorme opportunità, in una strategia di medio termine, per creare le condizioni e generare alternative su mercati anche nuovi che potranno ampliare la diversificazione ed eventualmente compensare possibili effetti dei dazi americani.
Per l’assessore alle Attività produttive e Turismo, attraverso la promozione integrata e forte che la Regione Fvg riesce a mettere in campo con la presenza del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly, non solo si consentirà alle imprese vitivinicole di essere accompagnate e supportate in modo che possano continuare ad esportare l’alta qualità e l’eccellenza in tutti i mercati del mondo ma si promuove anche il sistema dell’accoglienza regionale che continua a mostrare numeri molto positivi che ci fanno ben sperare anche per la prossima stagione estiva.

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In copertina e all’interno tre immagini del nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia che ieri ha debuttato al Vinitaly di Verona.

(Foto Regione Fvg)

Vino Fvg, oltre 2 milioni per la promozione nei Paesi extra Ue

Ci sono oltre 2 milioni di euro per promozione del vino Fvg nei Paesi extra Ue. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha infatti attivato la misura di promozione sui mercati dei Paesi terzi per l’accesso all’aiuto comunitario per la campagna 2020-2021 dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (Ocm vino). I progetti, finanziati con la quota regionale pari a euro 2.192.731,53, dovranno essere presentati – informa Arc – entro le 15 del 23 novembre prossimo al protocollo della Direzione regionale centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche (servizio valorizzazione qualità della produzioni). Saranno ammessi solo i progetti della durata massima di 9 mesi.

L’Ocm è un regime di aiuto che comprende specifiche misure finanziate direttamente dall’Unione europea, fra le quali la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi – ha indicato Zannier -. Per questa specifica misura, i contributi erogati sostengono le aziende per adottare azioni di informazione e promozione dei vini attuate nei mercati dei Paesi terzi e destinate a migliorarne la competitività in queste aree”. I vini a cui si rivolge la misura sono quelli a Denominazione di origine protetta, a Indicazione geografica protetta, vini spumanti di qualità, di qualità aromatici e vini con l’indicazione della varietà. Gli importi massimi di contributo per i progetti regionali, nei quali partecipano solo le aziende del Friuli Venezia Giulia, prevedono fino a 350mila euro per progetti con un solo partecipante, cifra che sale a 500mila euro se i partecipanti sono da due a 10, 700mila euro da 11 a 30 partecipanti e, se il progetto coinvolge oltre 30 partecipanti, l’importo arriva a 750mila euro. Per i progetti multiregionali a cui aderiscono anche aziende di altre regioni, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro per progetto con un solo partecipante e i 500mila euro con più partecipanti. Vengono riservati 200mila euro per il finanziamento dei progetti multiregionali sia per quelli nei quali la Regione Friuli Venezia Giulia è capofila sia se capofila è un’altra Regione.
Rispetto infine al criterio adottato dal decreto ministeriale, il contributo minimo ammissibile per i progetti regionali e multiregionali nei quali la Regione Fvg è capofila, non può essere inferiore a 25mila euro per mercato o Paese terzo e a 50mila euro qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese extra Ue.

Stefano Zannier

La delibera recepisce inoltre i criteri di priorità fissati dal decreto ministeriale delle Politiche agricole agroalimentari, Forestali e Turismo n. 3893/2019. Vengono assegnati 20 punti se il soggetto proponente è un nuovo beneficiario; se il progetto è rivolto ad un nuovo mercato o ad un nuovo Paese terzo, i punti complessivi sono 68 divisi secondo cinque percentuali (da 4 punti per percentuale superiore al 15% a 8, 12, 16 punti per oltre il 30%, 50%, 70% fino a 20 punti se l’importo complessivo del progetto è del 100%). Punteggio massimo di 10, invece, se il soggetto proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 60%. I punti andranno da 5 a 8 se il soggetto proponente è un Consorzio di tutela o una federazione di Consorzi di tutela, 7 punti se il progetto riguarda vini a denominazione d’origine protetta. Se il progetto è rivolto ad un mercato emergente si va da 3 a 13 punti a seconda della percentuale dell’importo destinato a quel mercato, da 2 a 4 punti se il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati e fino a 18 punti se il soggetto proponente presenta una componente di piccole o micro imprese (da 5 a 18 punti).
La delibera quantifica il punteggio attribuito ai criteri di priorità in maniera diversa da quanto stabilito dal decreto ministeriale, per la valutazione dei progetti regionali, per adattarlo maggiormente alla realtà regionale e fissa altri criteri nel caso di parità di punteggio nella graduatoria dei progetti. Viene data precedenza, in questo senso, ai soggetti proponenti che presentano un solo progetto. Le priorità successive, sempre a parità di punteggio sono, nell’ordine, i progetti presentati da Consorzi di tutela; il coinvolgimento del maggior numero di partecipanti; soggetti proponenti che producono e commercializzano prevalentemente vini di propria produzione; il costo medio per partecipante più basso; la promozione nel maggior numero di Paesi terzi/mercati dei Paesi terzi.