Riecco “Prowein”: Pinot grigio Venezie con il Sauvignon e le rarità delle Grave

Il Consorzio delle Venezie – la Doc che unisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – torna finalmente in scena al “Prowein”, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf da oggi a martedì. Come nelle ultime edizioni, la denominazione di origine triveneta sarà presente nello spazio di Unione Consorzi Vini Veneti, dove ha allestito uno strategico punto di incontro in cui il pubblico tedesco di buyer, sommelier e media potrà scoprire i Pinot grigio 2021 delle aziende associate presenti in fierate, ottenere informazioni sulla posizione e approfondire il confronto nei loro stand.
Per il suo richiamo internazionale la fiera di Düsseldorf resta uno dei palcoscenici più importanti per il Pinot grigio delle Venezie, vista la sua quasi totale vocazione all’export che oggi sfiora il 96%. E proprio la Germania, superata solo dal Nord America (44%) e dal Regno Unito (27%), assorbendo il 10% dell’export totale, si posiziona al terzo posto del podio in termini di importazioni di Pinot grigio Doc delle Venezie. Da sottolineare l’importanza del canale distributivo della Gdo, così come la vendita online, che, in questi ultimi anni soprattutto, hanno supportato i grandi numeri attuali della DOC e la disponibilità del prodotto sul mercato.
Rappresentante degli oltre 27mila ettari di Pinot grigio del Nordest, la Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale, nel 2021 ha imbottigliato +5,11% di Pinot grigio per un totale di circa 245milioni di bottiglie da 0,75 litri, seconda in Italia per volumi. Un bilancio positivo degli ultimi anni ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Doc e contribuiscono al suo successo in termini sia di imbottigliato sia di valore. E con un totale di più di 67 mila ettolitri messi in bottiglia nel 2021, la Germania è in testa nella classifica di imbottigliatori esteri di Pinot grigio delle Venezie.
Una crescita che sarà certamente coadiuvata dalla nuova campagna di comunicazione volta a migliorare la reputation del brand a livello internazionale e ad aumentarne la riconoscibilità di prodotto e di qualità da parte del consumatore globale. “Al Vinitaly abbiamo finalmente presentato la nostra nuova immagine che ci seguirà in tutte le attività del Consorzio” dice Nazareno Vicenzi, Area tecnica e Coordinamento delle attività consortili. “Uno strumento chiave – aggiunge – che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal Territorio con focus il Pinot grigio e che proprio in questo Territorio trova la sua naturale collocazione. Prowein sarà l’occasione perfetta, accompagnati da questi valori, per poterci nuovamente sedere con un pubblico di interlocutori esteri preparati, interessati ad approfondire tutte le caratteristiche tecniche, i valori ed il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare una delle varietà più interessanti del panorama internazionale”.

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Albino Armani – Viticoltori dal 1607 non può certo mancare all’appuntamento tedesco, il più significativo in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network. Al padiglione 16 Stand E71, Albino Armani – che è anche presidente del Consorzio delle Venezie – darà nuovamente il benvenuto a un pubblico di operatori, media e wine lover, a cui proporrà in assaggio le nuove annate (e non solo) dei suoi vini tutti certificati Sqnpi e prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Valdadige e la Vallagarina, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
La tenuta di Sequals (Alta Grave Friulana), in particolare, sarà protagonista di un assaggio completamente nuovo per il mercato tedesco. Qui crescono le uve del nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici. Siamo nell’altopiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi – con i “claps” in prima linea, i tipici sassi bianchi in lingua friulana – ghiaiosi e calcarei. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto a tratti aspro, che concede rese naturalmente contenute ma dalla qualità molto elevata. Qui prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.
Il Sauvignon Superiore 2020 – sorso di struttura e complessità – è il meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In degustazione per il pubblico tedesco anche il nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. Si tratta dello Sciaglin e del Piculit neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio grande bianco protagonista da oggi al Prowein in Germania.

Pinot grigio Doc, il “Sigillo di Meraviglia” delle Venezie applaudito al Vinitaly

Dopo due anni di stop forzato, Vinitaly 2022, chiuso da due giorni, è finalmente tornato in presenza e nella sua formula tradizionale, con la partecipazione – fino all’ultimo incerta – di centinaia di top buyer e con circa sessanta Paesi coinvolti. Un’edizione comunque “speciale”, non per il programma, bensì per la forte emozione diffusa tra i padiglioni del più importante Salone del vino italiano, che dopo anni di distanziamento ha fatto incontrare di nuovo a Verona amici, colleghi e partner. Un clima perfetto per celebrare i primi cinque anni di vita del Consorzio delle Venezie, che ha portato sul banco d’assaggio non solo i nuovi millesimi di Pinot grigio Doc delle aziende socie, ma anche tutti gli importanti risultati raggiunti grazie all’impegno costante di un Cda e di un team sempre in prima linea. «Era il 14 marzo 2017 – dice Albino Armani alla guida del Consorzio di Tutela -, mancava meno di un mese al Vinitaly, occasione in cui ci siamo presentati ufficialmente al mondo. Quel giorno ci siamo trovati a Montecchio Maggiore, nel centro della Denominazione – oggi la più estesa a livello nazionale – per le firme alla presenza degli assessori regionali e provinciali all’Agricoltura di Veneto, Friuli e Provincia Autonoma di Trento, che hanno sancito la nascita del nostro Consorzio e l’inizio di un grande progetto. Oggi la nostra squadra, forte di un Cda presente ed attento, rappresenta uno strumento necessario di coordinamento per la tutela, la valorizzazione e la promozione internazionale del Pinot grigio Doc, una varietà sempre più “autoctona” del nostro Triveneto».

Albino Armani


In occasione del quinquennale, la Doc delle Venezie ha finalmente presentato il risultato del lungo percorso di rebranding iniziato nel 2021, aprendo così un nuovo e ambizioso capitolo che, a tutti gli effetti, la colloca tra le meraviglie del Made in Italy.
La nuova campagna di comunicazione del Consorzio di tutela non solo investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Triveneto, ma lo fa diventare il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia”. Una veste nuova e completamente ridisegnata che aiuterà la DOC del Nordest ad aumentare la reputation del marchio e a presentarsi ai mercati internazionali con un approccio decisamente più emozionale e competitivo.
La Meraviglia diventa la nuova bandiera della Do. Grazie a un lungo ed attento lavoro di riposizionamento, il Consorzio è riuscito ad individuare la narrativa di marca perfetta per descrivere e, soprattutto, valorizzare – sia in Italia sia all’estero – non solo la Denominazione delle Venezie e il Pinot grigio, ma anche tutto il suo territorio, i suoi produttori, la sua storia e la sua tradizione, celebrando i tratti specifici che caratterizzano tutto l’areale.
Come primo step del rebranding, il Consorzio ha deciso di investire nuovamente sulla forza dell’icona di Venezia per la progettazione del nuovo logo (accompagnata da chiari riferimenti geografici del Triveneto), lasciando nel “Sigillo” del marchio collettivo una rappresentazione già familiare a tutto il mondo, ma che, nella campagna di comunicazione, evolve e si completa di tutto quello che è il patrimonio culturale e vinicolo delle Tre Venezie.
Nel nuovo video istituzionale, infatti, un filo virtuale percorre la meravigliosa essenza di un unico grande territorio – fatto di paesaggi, città, vigneti, cantine e convivialità – per convogliarla in un Pinot Grigio di qualità eccellente. Lo spettatore intraprenderà un viaggio emozionante che parte dal Lago di Garda per poi volare sui Colli Berici, sulla Laguna di Venezia, fino ai monti del Trentino, alla Fortezza di Palmanova e al Ponte Vecchio di Verona – per citare alcuni frame – e comprenderà, così, l’unicità del brand delle Venezie e il suo “Sigillo di Meraviglia”. Un Viaggio che dalle origini arriva quindi al consumatore finale, con suggestioni semplici ed essenziali, ma estremamente autentiche.
Per rendere la Denominazione il fattore più importante nella scelta di un Pinot grigio, dunque, si è fatto leva sulla sua unicità, legando la sua immagine a tutti i meravigliosi valori intrinseci di cultura e territorio che la contraddistinguono. Ma come comunicarli oltreconfine, considerato che la DO ha una quasi totale vocazione all’export (circa il 95%) e che il Triveneto è un’area poco connotata persino in Italia? Il percorso è iniziato con un’attenta analisi delle ricerche fatte sui consumatori internazionali, per validare nei diversi mercati prima il posizionamento strategico individuato e poi la long idea, sempre con un occhio di riguardo verso gli Usa, che assorbono oltre il 40% della produzione totale della Doc, seguiti da Germania e Uk.


Da qui il Consorzio ha deciso di puntare su progetti innovativi di comunicazione e informazione a livello globale, con l’obiettivo di raggiungere una fetta di pubblico sempre più ampia. In particolare, con l’ausilio di contenuti video evocativi ed emozionali, la nuova strategia intende sfruttare appieno le potenzialità dei social media, messi a nuovo grazie a un lavoro di riprogettazione e restyling che da oggi rende le piattaforme ufficiali del Consorzio più facilmente fruibili e raggiungibili dall’utente finale di tutto il mondo (con pagine italiane ed internazionali). Da inizio febbraio, infatti, sono finalmente online le mini-serie del Pinot grigio delle Venezie curate degli Ambasciatori di Usa, Giappone e Ungheria (e prossimamente anche Canada) selezionati dal Cda del Consorzio: simpatiche clip girate nelle lingue dei rispettivi Paesi che riprendono quotidiani momenti di vita e convivialità – social & food occasion, abbinamenti originali durante pranzi o spuntini, serate con amici o di relax… –, ma impreziositi dal Sigillo di Meraviglia che diventa protagonista della nuova campagna pubblicitaria promossa dal Consorzio sulle nuove pagine social. I video sono disponibili sul Canale Youtube del Consorzio.
«Siamo contenti del posizionamento individuato. La meraviglia è qualcosa che effettivamente viaggia nel nostro territorio e fa parte dell’essenza del nostro brand», commenta infine il presidente Armani, che continua: «La strategia sarà quella di veicolare la nostra meraviglia autentica, unica e certificata, garantita dal nostro Consorzio. Il Consiglio di Amministrazione da mesi dispone di una squadra interna coesa e preparata pronta ad attuare questo lavoro sui diversi piani operativi di comunicazione, rivitalizzati, strategici, strutturati e trasversali per raggiungere una fetta di pubblico internazionale quanto più ampia e variegata possibile. Sarà infatti fondamentale arrivare maggiormente ai consumatori più giovani, educarli sul significato di certificazione e tutela, ma anche a nuove tipologie di interlocutori, ovvero quelle fasce di consumatori che spesso vengono escluse dai soliti target di riferimento».

Il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. La DOC delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine.

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In copertina e all’interno i caratteristici grappoli del Pinot grigio vanto della Doc interregionale delle Tre Venezie.

 

 

Sarà Villa Manin la nuova location di “Borderwine” (nel 2025 a Gorizia)

Mentre è partito il conto alla rovescia per l’avvio di Vinitaly 2022, si riparla anche di “Borderwine”. Torna, infatti, fra poco più di due mesi, il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale: la 6a edizione dà appuntamento per domenica 19 e lunedì 20 giugno a tutti gli amanti del vino prodotto “secondo natura”. L’edizione 2022 segna un importante cambio di location: sarà il parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, ad ospitare le cantine, le degustazioni, le proposte food, la musica e gli altri eventi. Saranno circa 80 i produttori presenti tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria e Slovenia. “Borderwine” entra così a far parte eventi del cartellone di Villa Manin Estate 2022, grazie alla collaborazione con l’Ente Regionale Patrimonio Culturale Fvg.
«Essere a Villa Manin, luogo eletto dei grandi eventi in Fvg, è una grande soddisfazione: attesta la crescita costante di “Borderwine” che era partito a Cividale del Friuli nel 2016 con 28 cantine», spiegano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti. Che aggiungono: «Villa Manin ha poi un duplice valore: è la prima tappa di un percorso “itinerante” che nei prossimi quattro anni porterà Borderwine a valorizzare i luoghi della cultura regionale, un progetto che vedrà il suo compimento nell’edizione 2025 che si svolgerà a Gorizia, l’anno speciale di GO!2025 Capitale della cultura assieme a Nova Gorica, suggellando la vocazione transfrontaliera che trae la sua forza dal confine come valore. Da sempre, infatti, Borderwine vuole essere un viaggio enogastronomico per celebrare il confine come portatore di valore e identità, proprio come è la nostra cultura regionale».
Grazie alla collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo Fvg, Erpac e Camera di Commercio di Pordenone e Udine, la progettualità quadriennale di “Borderwine” sarà strettamente collegata all’offerta turistica alla scoperta del territorio regionale con speciali pacchetti di soggiorno e coinvolgendo di anno in anno il tessuto economico locale (strutture ricettive, trasporto pubblico, ristorazione, consorzi, associazioni, parchi ed Enti locali). I criteri per poter partecipare come produttori a Borderwine rimangono gli stessi: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.
Borderwine è organizzato grazie a Regione FVG, Promoturismo FVG, ERPAC, Camera di Commercio di Pordenone e Udine, Civibank, Gustai.it, Slowfood FVG, Ass. culturale Arsura, Ass. ReValpo, Biodynamic farmers of Italy, Natura delle Cose, Associazione Alberghi “Chiavi in Mano” di Udine, Ass. RicercArti, ASD E4RUN.

E i vini naturali avranno
un’enoteca a Verona

Dopo Milano e Genova, venerdì 8 aprile si inaugura a Verona la nuova enoteca del progetto Flor. Born to be wine. Nel centro storico scaligero, in Vicolo Stella 4A, gli appassionati di vino naturale troveranno un punto vendita informale e accogliente, che propone anche il servizio delivery in 30 minuti e a temperatura di tutte le bottiglie presenti in enoteca. Al suo interno un team esperto guiderà gli avventori tra oltre 600 referenze esclusivamente naturali, ovvero non sottoposte a trattamenti chimici, né in vigna né in cantina. La proposta di Flor. Enoteca comprende etichette nazionali ed estere, con una predilezione per i piccoli produttori locali capaci di unire territorialità e alta qualità produttiva. A curare la selezione sono i professionisti in loco assieme ai soci fondatori del progetto Giuseppe Rizzo e Federico Fiori. Due personalità e storie diverse, un passato nel digital marketing per Giuseppe e nella gestione dell’azienda agricola di famiglia per Federico, unite dalla dedizione per il «vino rispettoso di chi lo beve e di chi lo fa». In pochi anni la comune passione si è trasformata in un disegno imprenditoriale ambizioso e con un’impronta ben definita, che ha trovato forma concreta nelle due enoteche di Milano – Flor. Born to be wine in via Vigevano e Flor. Enoteca Bistrot in via Govone – e nella più recente apertura Flor. Enoteca in Galleria Mazzini a Genova. «Inserirsi nel tessuto enogastronomico veronese sarà una sfida – afferma Giuseppe Rizzo –, ma siamo pronti a vincerla grazie alle storie e alle esperienze di vignaioli sapienti che stupiranno il pubblico con vini schietti, provocatori e divertenti».L’apertura di Verona segna l’inizio di un 2022 ricco di novità e di obiettivi importanti, grazie all’inserimento di nuove figure professionali nel team, pronte a curare la comunicazione e la strategia di Flor. Born to be wine. «Il progetto continua a espandersi e all’inizio dell’estate apriremo una nuova sede a Bologna – commenta Federico Fiori –. Inoltre, ad aprile, lanceremo il nostro nuovo portale e-commerce: non un semplice shop online ma un collettore di informazioni, news e video-schede prodotto, dedicate al mondo del vino naturale».

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In copertina e all’interno immagini dell’ultima edizione di Borderwine. (Foto Alberto Blasetti)

Pinot grigio, Doc Venezie da cinque anni. E al Vinitaly avrà il “Sigillo di Meraviglia”

Vinitaly 2022 torna finalmente ad incontrare il suo pubblico internazionale di operatori, media, sommelier e winelover. Grande attesa e molta emozione, dunque, per l’edizione numero 54 del più importante Salone del vino italiano che da domenica 10 a mercoledì 13 aprile riapre le porte di Veronafiere a migliaia di espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Un anno speciale anche per il Consorzio delle Venezie che proprio il 14 marzo scorso ha festeggiato i suoi primi cinque anni di vita e che si prepara ad incontrare il pubblico della Fiera scaligera con il suo bagaglio di traguardi raggiunti, tante interessanti novità, ma soprattutto con i nuovi millesimi di Pinot grigio Doc delle aziende associate.
In occasione del quinquennale verranno presentati i risultati del lungo percorso di rebranding iniziato nel 2021: la nuova campagna di comunicazione del Consorzio di tutela non solo investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Made in Italy, ma attraverso il nuovo pay-off di marca lo fa diventare il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia” del Triveneto.
La Meraviglia diventa la bandiera della denominazione di origine: una veste completamente ridisegnata volta ad aumentare la reputation del marchio e a presentare la Do ai mercati internazionali con un approccio più emozionale e competitivo. La ritroviamo sia nel nuovo video istituzionale – un vero e proprio viaggio che coinvolge il consumatore attraverso suggestioni semplici ed essenziali, ma estremamente autentiche – sia nelle mini-serie del Pinot grigio delle Venezie, curate degli Ambasciatori di Usa, Giappone e Ungheria che verranno presentati allo stand del Consorzio (Padiglione 5, Stand F2).
Ricordiamo che il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine. www.dellevenezie.it

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