Oltre 450 etichette del Vigneto Fvg protagoniste al Vinitaly di Verona

«Vinitaly è la più importante fiera di settore che vede partecipe il comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia: coinvolge infatti un mercato in cui le aziende del nostro territorio sviluppano una parte di assoluto rilievo del proprio business. L’edizione 2024 si porrà come un ulteriore step rispetto al percorso iniziato quest’anno con le fiere di Parigi e Düsseldorf, portando avanti la collaborazione avviata con il consorzio Unidoc per l’organizzazione e la gestione degli spazi espositivi. Una formula ancora sperimentale, nata per rimanere al passo con l’evoluzione dei tempi, e dalla quale stiamo cogliendo spunti utili per migliorare sempre più la posizione della nostra regione nel mercato vitivinicolo internazionale». Lo ha detto ieri a Udine l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa in cui sono state spiegate le peculiarità legate alla partecipazione del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly 2024. La rassegna è in programma a Verona dal 14 al 17 aprile e vedrà la presenza di 90 aziende regionali nell’area collettiva, più altre 28 che parteciperanno in forma singola e saranno ospitate nel Padiglione Fvg, per un totale di oltre 450 etichette in esposizione (il numero più alto tra tutte le regioni presenti).

Parla l’assessore Stefano Zannier.

L’assessore ha illustrato le principali novità legate alla nuova formula espositiva che verrà adottata a Vinitaly 2024 per valorizzare le cantine del territorio, già sperimentata alle recenti fiere Wine Paris a Parigi e ProWein a Düsseldorf in collaborazione con Unidoc. «I percorsi espositivi – ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga – saranno suddivisi in 6 zone di denominazione ben definite (Doc Friuli Collio, Doc Friuli-Isonzo, Doc Friuli Grave – Carso – delle Venezie, Doc Fvg, Doc Friuli-Aquileia, Doc Colli Orientali che include anche la Docg Ramandolo), al fine di rendere pienamente riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione. Saranno, inoltre, potenziate le attività collaterali alle esposizioni, avremo 9 degustazioni masterclass con buyer internazionali e 60 etichette regionali in degustazione, oltre a interventi B2B con numerosi ospiti di prestigio».
Come ha evidenziato l’esponente della Giunta, supera i 2 milioni di euro l’investimento della Regione a sostegno delle imprese vitivinicole e della loro partecipazione alle fiere di settore. «Garantire la presenza a queste grandi manifestazioni internazionali – ha concluso Zannier – è fondamentale per allargare il più possibile la fetta di mercato delle nostre aziende e per migliorare la competitività su larga scala. L’obiettivo per il 2025 è quello di partecipare a ulteriori eventi in territori che, pur non rappresentando ancora un mercato di riferimento per il Friuli Venezia Giulia, potrebbero aprire nuovi sbocchi per il commercio delle eccellenze vitivinicole regionali».

Addio a Piero Pittaro “gigante” del Vigneto Fvg. Il governatore Fedriga: con lui se ne va un grande friulano

di Giuseppe Longo

Conoscevo Piero Pittaro da mezzo secolo – esattamente dal 1975 -, cioè dagli anni in cui lavoravo al Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezia Giulia, nella centralissima via del Sale, a Udine. E da sempre sono rimasto colpito dalla sua vasta e multiforme preparazione, non solo nel settore specifico, quello vitivinicolo appunto, nel quale era un vero “gigante”. Poche sere fa, mentre ero diretto a Pordenone, passando davanti alla sua bellissima azienda, i “Vigneti Pittaro”, di fronte alle Frecce Tricolori, mi è venuto in mente proprio lui, che non vedevo da un bel po’ e non avevo sue notizie recenti. «Cuisa cemut cal sta Pieri», mi sono chiesto. Evidentemente, non sapevo che già da alcune settimane era all’ospedale per problemi cardiaci non di poco conto e che le sue condizioni, proprio in questi giorni, erano peggiorate. E oggi la tristissima, inaspettata notizia letta nel primo pomeriggio su un post dell’amico Enzo Cattaruzzi, subito inondato di reazioni addolorate, belle e grate parole dedicate a Piero, espressioni di condoglianze e vicinanza per i familiari. Purtroppo, non ce l’ha fatta e ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza sulla soglia dei 90 anni.
«Con Pietro Pittaro se ne va un grande vignaiolo, che ha portato lustro al Friuli Venezia Giulia, attraverso un’attività infaticabile e preziosa, con quale ha conseguito il riconoscimento di eccellenza nel mondo del vino e una nitida affermazione imprenditoriale. Ma anche un friulano orgoglioso della sua terra e delle sue tradizioni, che ha valorizzato nel suo mandato da presidente dell’Ente Friuli nel mondo», ha detto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, che ha espresso il cordoglio della Regione Fvg alla famiglia. E ha aggiunto: «Pittaro ha saputo consolidare una tradizione familiare secolare, ma ha anche saputo innovare e trasmettere i valori della cultura enologica a beneficio di tutto il territorio e anche all’estero. Sono basi solide che continueranno a dare frutto».
Di Pietro Pittaro si potrebbe effettivamente scrivere un libro, tanto è stata ricca di esperienze la sua vita. Nato a Valvasone, in una famiglia dall’antica tradizione vitivinicola, enologo fra i più preparati della nostra regione, uscito dal glorioso Istituto di Conegliano, ha inciso profondamente sul settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, aumentando di anno in anno in fama e prestigio anche all’interno della sua categoria. A lungo presidente della sezione regionale degli enotecnici – così si chiamavano allora, prima della riforma che li ha fatti diventare enologi, anche grazie al suo importante apporto – e sempre al vertice nazionale della professione, ponendosi in piena luce pure a livello internazionale tanto da diventare presidente mondiale degli enologi (attualmente aveva la qualifica di “onorario”). Sul piano lavorativo, invece, prima di dare vita all’azienda modello che tutti conosciamo, con un Museo del vino fra i più ricchi e documentati al mondo – mi piace ricordarlo proprio con una bella foto, sorridente, che gli avevo scattato durante una visita di sei anni fa -, era stato a lungo direttore della Cantina di Bertiolo, paese che poi lo aveva voluto anche come sindaco per più mandati. Ma al termine della presidenza dell’indimenticato Orfeo Salvador, aveva assunto anche la guida del ricordato Centro regionale vitivinicolo, trovando pure il tempo di ricoprire la carica di presidente dell’Ente Friuli nel mondo, l’organismo che tiene costanti contatti con i nostri tanti conterranei all’estero. E ovunque ha lasciato un segno di competenza, disponibilità, rettitudine. «Veramente un uomo di vecchio stampo», ha commentato con me proprio Cattaruzzi. E oltre a tutto questo coltivava anche tanti interessi extra-professione, fra i quali emergeva la passione per la musica, soprattutto quella lirica. Era grande amico del maestro Ottaviano Paroni, di Disma De Cecco e Nicola Benois, oltre che di Alfredo Mariotti, tutti del Codroipese come lui.
Un vero e proprio personaggio, insomma, sotto molteplici aspetti. Ma visto che questo blog si occupa del settore primario, a cominciare dalla vite e del vino, è doveroso porre l’accento su quello che è stato Pietro Pittaro proprio a beneficio del Vigneto Fvg, del quale ha assecondato la crescita soprattutto in questo quasi mezzo secolo post-terremoto, non solo come tecnico capace ma anche come imprenditore preparato e lungimirante nel cuore delle Grave del Friuli, ma con significativi interessi anche in collina dopo che il Ramandolo venne premiato, primo vino in regione, con la Docg. Il tutto coronato da quel gioiello che è, appunto, il ricordato Museo del vino che l’imprenditore ha messo assieme pezzo su pezzo, grazie alla sua passione di instancabile collezionista: un “bene” non solo dei Vigneti Pittaro ma di tutto il Friuli. Grazie Pieri, ti siamo riconoscenti!

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In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo meraviglioso Museo del vino a Codroipo.

Malvasie superstar al Concorso di Portorose: quattro medaglie d’oro alle produttrici di Donne del Vino Fvg

Valgono oro le Malvasie del Vigneto Fvg! Sono ben quattro, infatti, i vini prodotti dalle cantine di Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia che sono stati insigniti a Portorose, perla adriatica della Slovenia, della Medaglia d’oro al Concorso internazionale dedicato proprio alla Malvasia. Si tratta delle etichette di Ornella Venica con Malvasia Petris 2022 Venica & Venica, Laura Zorzettig con Malvasia 2022 La Sclusa, Gianna Bertossi con Malvasia 2022, Paolo Cernetig e Annalisa Zorzettig con Malvasia Myo 2021 Zorzettig. I quattro vini hanno meritato l’oro avendo ottenuto un ottimo punteggio da parte della giuria di degustatori professionisti.
Hanno partecipato al Concorso internazionale Malvasia ben 140 campioni provenienti da tutt’Italia, Slovenia e Croazia e che sono stati giudicati alla cieca da un pull di esperti sommelier. La partecipazione al Festival Internazionale della Malvasia, che si tiene ogni anno appunto a Portorose, è stata organizzata dall’Associazione Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia grazie alla collaborazione con l’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena e con Women Wine Slovenija.
A fare da portavoce dell’Associazione Le Donne del Vino Friuli Venezia Giulia, in rappresentanza delle associate, erano presenti alla manifestazione d’oltreconfine la delegata Elena Roppa e la vice Sabrina di Brazzà.

Info:
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
Fb: donnedelvinofvg
Sito web nazionale:
ledonnedelvino.com

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In copertina, le Donne del vino Fvg protagoniste al Concorso di Portorose.

Il Friulano vino storico del Vigneto Fvg protagonista alla Verticale di Povoletto. Iscrizioni al grande Concorso di Gorizia

(g.l.) Sarà dedicato al Friulano – l’ex Tocai, uno dei più famosi vitigni che hanno scritto la storia del Vigneto Fvg – il nuovo appuntamento con Le Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia, serate d’incontro e degustazione delle varietà significative del territorio regionale. Protagonista dell’evento sarà la Città del vino di Povoletto durante l’incontro che, come già annunciato, si terra questa sera, alle ore 19.30, nella Sala Degano (ex Municipio), nella piazza della Chiesa parrocchiale.
Come sempre, condurrà la serata Matteo Bellotto (profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, nonché scrittore affermato a livello internazionale) guidando all’assaggio i vini delle cantine Aquila del Torre, Marco Sara, Perini e Marchese Mangilli. I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale che, seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. La partecipazione ha un costo di 35 euro a persona.


Prenotazione obbligatoria contattando la Pro Loco Buri Buttrio proloco@buri.it al numero di telefono 0432.673511. Ricordiamo che la rassegna – premiata da un grande successo, vista l’alta partecipazione che ogni seduta degustativa registra – è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino Aurisina e il Consorzio Formaggio Montasio.
Intanto, sono state aperte le iscrizioni al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino – Wine City Challenge che quest’anno, come è noto, si terrà in Friuli Venezia Giulia, nei giorni 31 maggio 1-2 giugno prossimi a Gorizia, nell’ambito delle manifestazioni che introdurranno al grande anno di Go!2025, la Capitale della cultura d’Europa assieme a Nova Gorica. Sarà un grande avvenimento che impegnerà moltissimo il sodalizio della vite e del vino guidato da Tiziano Venturini reduce, con una delegazione regionale, delle cerimonie per l’apertura in Piemonte della Città europea del vino 2024.

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In copertina, grappoli di Tocai friulano e all’interno le colline di Savorgnano.

Alto Piemonte-Gran Monferrato “eletti” Città europea del vino 2024. E in Fvg continuano le Verticali tutte da sold out

di Giuseppe Longo

Quest’anno non ci sarà la Città italiana del vino, in senso stretto, cui eravamo ultimamente abituati. Al suo posto c’è, invece, la “Città europea del vino” ambientata in Piemonte, regione senza dubbio fra le più prestigiose della produzione vitivinicola tricolore, nel comprensorio “Alto Piemonte-Gran Monferrato”. Il “titolo” nazionale nel 2024 si “fonde” dunque con quello europeo, che pertanto prevale per notorietà e importanza, pur continuando il “discorso” intrapreso l’anno scorso in Sicilia, esattamente a Menfi, e nel 2022 in Friuli Venezia Giulia, dove Duino Aurisina aveva assicurato una splendida accoglienza alla manifestazione, divenendo per 365 giorni, come la stessa città dell’Agrigentino, “capitale” dell’enologia Made in Italy. Ricordiamo che la candidatura congiunta delle città monferrine di Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada, sotto il nome di “Gran Monferrato”, a Capitale europea del vino 2024 era stata presentata già nel 2020 e l’anno scorso la candidatura stessa, insieme con l’Alto Piemonte delle famose aree viticole di Ghemme e Gattinara, ha ottenuto l’investitura ufficiale, superando le aspirazioni della senese Montepulciano e di San Clemente in provincia di Rimini.

Scorci di Gattinara e Ghemme.

Come ha informato l’Associazione nazionale Città del vino dalla sua sede di Siena, l’apertura del programma “europeo” avverrà con una serie di manifestazioni concentrate nelle giornate dell’1 e del 2 marzo prossimi, quando ci sarà dapprima, ad Aqui Terme, la riunione plenaria con enti istituzionali, sindaci e delegazioni ,durante la quale avverrà la illustrazione del calendario di iniziative che costelleranno l’anno. Il giorno successivo, ad Ovada, ci sarà invece la presentazione, con degustazione, dei vini della zona nell’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato. Quindi, nel Castello di Casale Monferrato seguirà una visita al Museo della storica Doc.
La conclusione del programma della Città italiana del vino 2023 era avvenuto, come si ricorderà, nella seconda metà di novembre appunto a Menfi con la Convention d’autunno, sviluppatasi nell’assemblea nazionale dell’Associazione guidata da Angelo Radica e nella cerimonia per l’investitura di cinque nuovi ambasciatori (di cui tre emeriti), fra i quali anche chi scrive si onora di figurare. Gli altri insigniti sono Giuseppe Morghen, Mario Arosio, Umberto Stupenengo e Gianluca Marchesani. «La nomina dei nuovi “ambasciatori” e “ambasciatori emeriti” – aveva sottolineato nell’occasione il presidente Radica assieme al loro leader nazionale, Carlo Rossi – è sempre un momento molto importante e significativo per l’associazione nazionale: sono personalità, amministratori, addetti ai lavori e del mondo della comunicazione, che a loro modo hanno dato un contributo concreto alla corretta conoscenza del vino italiano, dando lustro a questo settore e ai territori delle Città del Vino, dal punto di vista economico e sociale».

Radica con Venturini e D’Osualdo (a sx).


Intanto, a livello locale – dopo la recente assemblea-convegno di Mariano (foto sopra) – continuano gli appuntamenti con le Grandi Verticali del vino. Oggi, come già annunciato, la seduta è nella Città del vino di Premariacco con una degustazione “sold out” dedicata al Sauvignon, uno dei bianchi più prestigiosi del Vigneto Fvg e che in questo territorio dei Colli orientali del Friuli assicura una delle sue migliori espressioni. Mentre nel successivo incontro, del 22 febbraio, a San Floriano del Collio gli occhi saranno puntati – sempre con la guida esperta di Matteo Bellotto – sulla Malvasia, storico vitigno del Collio Goriziano. Il ricco calendario proseguirà, poi, fino a tarda primavera continuando sicuramente a suscitare grande interesse come è avvenuto in tutte le puntate che si sono succedute finora dopo la serata inaugurale delle Verticali, a Corno di Rosazzo, avvenuta agli inizi di novembre con il motto “Evolvere per non invecchiare” che «sintetizza al meglio il modo con cui i vari territori vitivinicoli della regione coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione», come aveva avuto modo di sottolineare il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini.
Durante gli appuntamenti (13 tappe, appunto da novembre a maggio) i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio sensoriale confrontando le annate delle cantine del territorio e dialogando con produttori ed esperti del settore. Ogni tappa, come ha ricordato lo stesso Bellotto, viene dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche di assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori. Dopo il Pinot grigio inaugurale, si sono degustati Merlot, Friulano, Pignolo, Vitovska e Pinot bianco, mentre oggi sarà appunto protagonista il Sauvignon. Nelle successive tappe seguiranno Malvasia, ancora Friulano e Vitovska, nonché Schioppettino di Prepotto e di Cialla.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, la zona viticola del Monferrato ai piedi del massiccio del Monviso.

Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

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In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Civiltà del vino, Buttrio inaugura il Museo rendendo omaggio a Isi Benini “cantore” inimitabile dell’enogastronomia friulana

di Giuseppe Longo

Quella di domani, 25 novembre, è una data che Buttrio dovrà inserire nell’Albo d’oro dei suoi ricordi. Città del vino di lungo corso e area fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli, vivrà infatti il suo momento senza dubbio più qualificante per quanto riguarda la storia e la cultura vitivinicola con l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia, allestito a Villa di Toppo-Florio che già di per sè è un “tempio” della vite e del vino, visto che proprio qui si tiene ogni anno, alla fine della primavera, la più antica Fiera enologica di casa nostra, se non addirittura, come pare, dell’Italia intera.
Ma c’è anche un altro particolare a rendere speciale questa giornata: l’intitolazione della sala polifunzionale del Museo stesso alla memoria di Isi Benini, il giornalista nato a Moggio Udinese nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, giustamente ricordato come il “cantore”, inimitabile, delle eccellenze enogastronomiche della nostra terra, che seppe promuovere con tenacia, competenza ed efficacia attraverso uno stile di informare coinvolgente e appassionato che si espresse in modo sublime soprattutto attraverso quella meravigliosa rivista in carta patinata chiamata “Il vino” che, ancora ragazzo, sfogliavo e leggevo con grande avidità. Il direttore Benini sapeva, infatti, “dosare” gli argomenti in modo che suscitassero nel lettore curiosità e interesse, voglia di imparare qualcosa di nuovo attorno all’affascinante mondo dell’enologia friulana che in quegli anni di boom economico cominciava a dare i suoi frutti migliori, grazie al rinnovo dei vigneti e all’applicazione di tecniche innovative in cantina, pur senza perdere di vista la tradizione e i vecchi insegnamenti. Ma anche grazie alla nascita delle denominazioni di origine, come appunto i Colli orientali istituiti, per secondi in regione dopo il Collio, nel 1970.
Una grande giornata, dunque, per rendere omaggio anche a questo indimenticabile giornalista, vulcanico ed estroverso, simpatico e di grande compagnia (il sangue romagnolo!), al quale si deve anche la creazione e il lancio del Ducato dei vini friulani – proprio da lui, alla fine degli anni Ottanta, ebbi il privilegio di ricevere il collare rosso di nobile onorario, con il classico sorso di Picolit – e delle iniziative allo stesso collegate, come il fortunatissimo tour di Asparagus. Per cui ha fatto proprio bene, anzi di più, Buttrio a ricordarsi di Isi Benini intitolandogli la sala principale di un Museo pubblico, perché voluto e creato, dopo anni di lavoro e di impegno, dal Comune collinare, che da domani soltanto questo paese potrà vantare. Possono, senza ombra di dubbio, farne motivo di orgoglio il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alle attività produttive e turismo, Tiziano Venturini, che è anche leader delle 37 Città del vino del Friuli Venezia Giulia, a cominciare appunto da Buttrio. E con loro anche la Pro Buri di Emilio Bardus che ha assicurato la sua preziosa collaborazione.
La cerimonia di domani mattina comincerà alle 10.15, appunto a villa di Toppo-Florio, e questa sarà il momento focale di un insieme di iniziative e di proposte che hanno fatto e faranno da “corollario” all’apertura del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. L’ultima delle quali ha preso forma appena ieri sera con la seconda tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino che ha visto, con grande successo, la degustazione, guidata da Matteo Bellotto, dei Merlot di viticoltori famosi di Buttrio che rispondono ai nomi di Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco. Ma prima di questa serata era avvenuta la presentazione del bel libro che Stefano Cosma e Angelo Costacurta hanno dedicato al Tazzelenghe, grande rosso autoctono salvato dall’oblio. Prossimi appuntamenti giovedì 30 novembre e mercoledì 13 dicembre, riservati rispettivamente al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti del rilancio della vitivinicoltura friulana, e alla “ponca”, la preziosa terra che ci regala i meravigliosi vini dei Colli orientali. Ma di questi nuovi appuntamenti parleremo al momento opportuno. Per ora assaporiamo questo felicissimo momento per il Vigneto Fvg che vede inaugurare la “casa” della sua cultura. Della sua civiltà!

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In copertina, Isi Benini il giornalista scomparso nel 1990 che sarà ricordato domani a Buttrio all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino.

Il Vigneto Fvg tra problemi e prospettive: domani l’Arga alla Cantina di Ramuscello

(g.l.) La vitivinicoltura friulana, tra problemi e prospettive, nel post-vendemmia sul finire di un’annata difficile dal punto di vista meteorologico, con avversità atmosferiche mai viste nel cuore dell’estate. Sarà questo il tema che l’Arga Fvg affronterà domani pomeriggio alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, con inizio alle 18. I giornalisti agricoli della nostra regione, con il presidente Carlo Morandini, saranno infatti ospiti dell’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della cooperativa, che in ottobre era stato festeggiato ad Aquileia, nell’ambito della 15ma edizione del Premio “Carati d’autore”, per il giornalismo di settore. Rizzi, che a lungo è stato anche presidente di Assoenologi Fvg, è stato premiato quale “punto di riferimento per la comunicazione del mondo del vino”. La manifestazione aveva visto anche la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine attraverso la sua presidente Renata Capria D’Aronco.
Ricordiamo che la Cantina di Ramuscello, che opera all’interno della Doc Grave del Friuli, è una delle maggiori espressioni del mondo cooperativistico friulano, distintasi in questi ultimi anni anche per la produzione del primo vino “vegano” della nostra regione. La scorsa estate, inoltre, era stata al centro di una grande festa per l’inaugurazione dell’innovativo depuratore delle acque reflue, derivanti dal ciclo produttivo, che ne consente il loro utile reimpiego.

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In copertina, al centro l’enologo Rizzi con Morandini alla premiazione di Aquileia.

 

Grandi verticali da novembre a maggio: presentato a Cormons il nuovo progetto targato “Città del Vino Fvg”

Degustazioni verticali per sette mesi protagoniste nel Vigneto Fvg. Come già annunciato, sono state presentate infatti ieri sera a Cormons, in Municipio, le Grandi verticali delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione nazionale assieme alle Pro Loco di Buttrio, Manzano e di Duino Aurisina. Da novembre a maggio 13 appuntamenti dedicati ai grandi vitigni che hanno reso famosa la nostra regione nel mondo con una cinquantina di cantine presenti.

Un momento della presentazione…

IL PROGETTO – Un nuovo progetto che attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” sintetizza al meglio il modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione, come ha sottolineato il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, dopo i saluti del sindaco di Cormòns, Roberto Felcaro, che ha dato a tutti il benvenuto nella sua Città del Vino.
Durante gli appuntamenti (13 tappe, appunto da novembre a maggio) Matteo Bellotto, scrittore ed esperto conoscitore e divulgatore dei vini regionali, condurrà i partecipanti in un viaggio sensoriale confrontando le annate delle cantine del territorio e dialogando con produttori ed esperti del settore. Ogni tappa, come ha illustrato lo stesso Bellotto, sarà dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche di assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra scelta come simbolo dell’iniziativa anche nel logo realizzato dallo studio TKom.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consorzio Montasio. Gli appuntamenti sono in programma alle 19.30 e costano 35 euro a persona, come ha illustrato Giorgio Cattarin del Coordinamento regionale Città del Vino. Presenti alla presentazione anche i presidenti Emilio Bardus (Pro Buri), Elisabetta Mereu (Pro Mitreo Duino Aurisina) e Paolo Murello (Pro Manzano), assieme a sindaci e amministratori delle Città del Vino coinvolte, nonché ai membri del Coordinamento regionale e ambasciatori delle Città del Vino.

… e dei brindisi finali.

CALENDARIO – Si partirà con il Pinot grigio a Corno di Rosazzo, a Villa Nachini Cabass, giovedì 9 novembre. Per il secondo appuntamento sarà la volta del Merlot a Buttrio, Villa di Toppo-Florio, giovedì 23 novembre. Per la terza tappa toccherà al Friulano a Gradisca d’Isonzo in Enoteca Serenissima venerdì 1 dicembre. Quarto appuntamento con il Pignolo a Manzano nell’Antico Foledor Boschetti della Torre giovedì 14 dicembre.
Nel 2024, dopo la pausa natalizia, si riprenderà da Sgonico-Zgonik in Enoteca con la serata dedicata alla Vitovska giovedì 11 gennaio. A Capriva del Friuli nel Centro civico di piazza Vittoria ecco il Pinot Bianco giovedì 25 gennaio, mentre a Premariacco Rocca Bernarda ospiterà la tappa dedicata al Sauvignon giovedì 8 febbraio. San Floriano del Collio – Števerjan nel Circolo Sedei di piazza Libertà vedrà protagonista la Malvasia giovedì 22 febbraio. A Povoletto in Sala Degano all’ex Municipio serata con il Friulano giovedì 7 marzo. Nel Castello Gabrici Mels di Albana si racconterà lo Schioppettino di Prepotto e Cialla giovedì 21 marzo. Cormòns aprirà, invece, la sua Enoteca al Friulano giovedì 4 aprile, mentre Duino Aurisina – Devin Nabrežina all’Infopoint di Sistiana parlerà di Vitovska giovedì 18 aprile. Infine a Mariano del Friuli, nella Tenuta Luisa, il Friulano giovedì 2 maggio.

Per iscriversi basta contattare Pro Loco Buri proloco@buri.it 0432 673511 (per gli appuntamenti di Buttrio, Premariacco, Povoletto e Prepotto); Pro Loco Manzano info@prolocomanzano.ud.it 391 3865981 / 347 0091764 (per gli appuntamenti di Corno di Rosazzo, Gradisca d’Isonzo, Manzano, Capriva del Friuli e Cormòns); Pro Loco Mitreo Duino Aurisina prolocoaurisina@libero.it 348 5166126 (per gli appuntamenti di Sgonico-Zgonik, San Floriano del Collio – Števerjan, Duino Aurisina – Devin Nabrežina e Mariano del Friuli). Aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, Matteo Bellotto con il coordinatore Fvg Tiziano Venturini.

Città del vino Fvg, oggi a Cormons le grandi verticali. E domani si farà festa con Codroipo nuova arrivata

(g.l.) Verticale di un vino? Se ne legge o se ne sente spesso parlare, ma non tutti sanno esattamente che cosa si intenda con questo termine tecnico usato in una degustazione. Ebbene si tratta di una “comparazione” tra diverse annate dello stesso vino e dello stesso produttore, individuando le caratteristiche che le contraddistinguono al fine di stabilire una scala qualitativa delle stesse dalla quale trarre utili indicazioni anche per definire meglio le strategie produttive di un’azienda. Un impegno non da poco, ma che appassiona il degustatore.
Un aspetto dunque molto interessante del “pianeta enologico” e che verrà messo a fuoco questo pomeriggio a Cormons. Nel Municipio della cittadina, capoluogo della zona Doc Collio, la prima istituita in Friuli Venezia Giulia, alle 18.30 verrà infatti presentata la manifestazione “Le grandi verticali delle Città del vino – Evolvere per non invecchiare“. Con il coordinatore regionale Tiziano Venturini interverrà, per un saluto istituzionale, anche il sindaco Roberto Felcaro. Si tratterà, senza dubbio, di un viaggio sensoriale affascinante che si svilupperà da novembre a maggio con la guida di Matteo Bellotto, il quale aiuterà a confrontare le annate di alcune cantine del Vigneto Fvg, dialogando con produttori, winelover ed esperti del settore. I vini presi in esame saranno, tra i bianchi, Pinot grigio, Friulano (il vecchio Tocai), Vitovska, Sauvignon, Pinot bianco e Malvasia; tra i rossi, Merlot, Pignolo e Schioppettino di Prepotto e Cialla.
Intanto, come rilevavamo pochi giorni fa, in Friuli Venezia Giulia le Città del vino continuano a crescere con ritmo sostenuto. Sono infatti salite a quota 37 con l’importante arrivo del Comune di Codroipo, il cui territorio ha una ricca vocazione vitivinicola nel cuore delle Grave del Friuli. E domani avverrà la consegna ufficiale della “bandiera” dell’Associazione nazionale al sindaco Guido Nardini durante un incontro che si terrà alle 18, in sala consiliare, nell’ambito della tradizionale Fiera di San Simone. Nell’occasione, si terrà anche l’annunciato convegno sul tema “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”. Interverranno i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Alberto Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina e all’interno ecco due momenti di una degustazione verticale di vino.