Agriflash.FVG

Ritorna a Duino “Mare e Vitovska in Morje” – “Vitovska e Carso. Un vitigno, un territorio e una identità da preservare”: questo il titolo del convegno di apertura della 16ma edizione di “Mare e Vitovska in Morje”, l’imperdibile evento annuale per tutti i wine lovers, con il vitigno autoctono più celebre del Carso, organizzato dall’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras. La Vìtovska (accento sulla i) è l’emblema del territorio: vitigno locale nato da un incrocio spontaneo tra la Malvasia e la Glera (la varietà base del Prosecco), non a caso gli altri due unici vitigni carsolini autoctoni a bacca bianca. Quest’anno ci saranno ospiti importanti all’incontro che si terrà venerdi 8 luglio, alle ore 15.30, nella sala conferenze del Castello di Duino. Oggi il Carso rappresenta nel panorama vitivinicolo un simbolo di artigianalità e legame con la comunità rurale. La difesa di questi valori passa proprio attraverso la valorizzazione del suo vitigno autoctono, la Vitovska appunto. Tutelare la Vitovska significa difendere una produzione lontana dai grandi numeri di mercato ma rispettosa del territorio, della tradizione produttiva e dei valori sociali della comunità che la coltiva. Interverranno: Matej Skerlj, presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso; David Pizziga, presidente del Gal Carso – Las Kras; Nicola Bonera, sommelier Ais; Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Moderatore dell’incontro, Stefano Cosma, giornalista esperto del settore vitivinicolo ed enogastronomico. È possibile partecipare al convegno, riservandosi obbligatoriamente il posto, inviando una e-mail a info@carsovinokras.it. I posti sono limitati, al raggiungimento delle disponibilità verranno chiuse le iscrizioni.

Jolanda de Colò e il Tonno rosso Balfegò Jolanda de Colò, storica realtà friulana fondata da Alana de Colò e Antonello Pessot specializzata nella produzione, nella ricerca e nella distribuzione di pregiate specialità alimentari provenienti da tutto il mondo, annuncia la nuova partnership con Balfegó, prestigiosa azienda familiare spagnola di fama internazionale, con una competizione culinaria stellare. Dalla collaborazione tra la famiglia de Colò-Pessot e la famiglia Balfegó, si apre un’importante opportunità per i clienti della importante realtà produttiva di Palmanova: il concorso Chef Balfegó 2022, una delle competizioni più rinomate in Europa, che premia chi lavora con il migliore tonno rosso del mondo. La manifestazione, l’anno scorso, ha visto in finale la chef italiana Arianna Gatti, a capo della cucina del Miramonti L’Altro** Restaurant di Concesio (Brescia). Per l’edizione 2022, una giuria composta da oltre 15 stelle Michelin assegnerà un premio prestigioso che include 10 mila euro in contanti, un viaggio in Giappone – terra della tradizione culinaria del tonno rosso –, preziosi coltelli giapponesi, interviste con le maggiori riviste di cucina e la possibilità di intervenire al Madrid Fusión Congress. “Oggi il migliore tonno rosso ingrassato porta il nome di Balfegó e siamo fieri di poter distribuire un prodotto straordinario, dando un importante valore aggiunto ai nostri clienti. Il nostro sogno è veder partecipare alla competizione sempre più finalisti del Bel Paese – afferma Bruno Pessot, amministratore delegato di Jolanda de Colò – ci auguriamo che la nostra clientela partecipi numerosa all’evento con creazioni culinarie senza precedenti, come solo la fantasia italiana sa inventare”. Il vero protagonista della partnership sarà appunto il Tonno Balfegó, il migliore tonno rosso ingrassato al mondo, che in un unico prodotto straordinario unisce sostenibilità, tracciabilità ed eccellenza. I tre pilastri cardine assicurano da un lato l’ottima qualità del pesce e dall’altro sensibilizzano verso un consumo responsabile. La certificazione Aenor, ad esempio, garantisce la pesca di soli esemplari maturi che si siano già riprodotti, rendendo i tonni Balfegó un prodotto sostenibile nel lungo periodo e preservando la specie a favore delle future generazioni. La tracciabilità si concretizza attraverso il QR code che accompagna ciascun ordine: chef, operatori di settori e consumatori finali potranno conoscere ogni aspetto del tonno scelto. Infine, gli esemplari sono sacrificati solo previa ordinazione e con una quantità di grasso superiore all’8%, per uno standard qualitativo elevato e costante. A conferma di ciò, l’impiego della tecnica dell’ikejime per evitare sofferenze e stress all’animale, traducendosi in carni più tenere, rosse e sane. Con questa referenza prestigiosa Jolanda de Colò amplia la sua carta dei tonni e, come spiega ancora Bruno Pessot, “oggi sul territorio italiano non esistono aziende con una gamma completa come la nostra, che va dal tonno rosso pescato del Mediterraneo, dell’Adriatico e dello stretto di Gibilterra a quello ingrassato. Le carni, che arrivano sui banconi di chef e non solo, sono senza buzzonaglia, accuratamente pulite, ma provviste ancora di pelle, la quale preserva la qualità del tonno evitandone l’ossidazione”. Jolanda De Colò seleziona eccellenze gastronomiche per gli chef più quotati, per questo l’azienda di anno in anno ha ampliato l’assortimento di materie prime, proponendo un catalogo sempre più profondo e ampio, che spazia tra specialità di terra e mare di primissima scelta. Per maggiori informazioni sul concorso Chef Balfegó 2022, è possibile consultare il sito: https://bit.ly/chef-balfego-2022

Zannier, fondi aggiuntivi per la Pac “La Regione garantirà entro i termini necessari dei fondi aggiuntivi regionali da applicare alla programmazione agricola dei prossimi anni senza i quali non si potrebbero soddisfare tutte le esigenze espresse dal mondo imprenditoriale del settore”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto nell’auditorium della sede della Regione Fvg a Udine all’incontro di partenariato regionale inerente il Piano Strategico Pac 2023-2027 e gli interventi di sviluppo rurale. L’assessore ha sottolineato le difficoltà derivate dal nuovo sistema di gestione “che ha ridimensionato il ruolo delle Regioni a favore di quello statale. Allo stesso tempo, però, è stato superato anche il modello che prevedeva una suddivisione delle risorse tra le Regioni tale per cui il 50 per cento dei fondi Feasr veniva suddiviso tra sei regioni, modello messo in discussione dall’evoluzione agricola dell’intero sistema paese”. Di fatto, la nuova programmazione, pur con un sistema che Zannier ha definito “complicato anche dal punto di vista concettuale e poco lineare”, la nuova Pac metterà a disposizione 5 milioni di euro in più all’anno. “Per rendere efficaci le misure che andremo ad attivare dovremmo ripartire le risorse in maniera congrua, perché non si ripeta l’attuale frammentazione su un numero eccessivo di azioni. Per questo sarà necessario attivare un numero minore di misure, per non disperdere i fondi”, ha concluso Zannier, ringraziando tutti i partner e gli uffici regionali per il lavoro svolto. Le risorse che spettano al Friuli Venezia Giulia ammontano a 230 milioni di euro circa, secondo la ripartizione su base regionale approvata dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 21 giugno. Di questi, 93 milioni di euro sono fondi Feasr e 135 milioni derivano dal cofinanziamento nazionale, di cui 40 milioni (poco meno del 30 per cento) da imputare a risorse regionali in cofinanziamento.

Distilleria Buiese da oltre cent’anni“Gli investimenti nella crescita delle realtà produttive sono sempre un motivo di apprezzamento per l’intero territorio. Nel caso del nuovo punto vendita della distilleria Buiese, inaugurato oggi, oltre all’apprezzamento, manifestiamo l’orgoglio per una realtà consolidata, frutto dell’impegno, della dedizione e della passione di ben tre generazioni di distillatori che hanno saputo portarne avanti la tradizione da oltre cent’anni”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione del taglio del nastro del nuovo punto vendita della distilleria Buiese a Martignacco reso possibile dal recupero originale dello storico stabilimento industriale del 1961. “Siamo di fronte ad una storia friulana al cento per cento che inizia nel 1918 con Giuseppe Buiese – ha indicato Zannier -. L’azienda, cresciuta negli anni grazie alla continuità generazionale, incarna lo spirito tipico delle nostre comunità: la capacità di rimboccarsi le maniche, di costruire, di essere dediti al lavoro”. Oggi, dunque, la storica distilleria di grappa friulana e liquori grazie al recupero originale dello storico capannone industriale ha inaugurato il nuovo negozio dell’azienda che mira a diventare il motore di un polo del turismo esperienziale del Friuli per la promozione della grappa friulana. Su questo aspetto, l’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza della valorizzazione e della promozione di prodotti di eccellenza nel contesto complessivo dell’offerta del Friuli Venezia Giulia e l’importante ruolo dell’enogastronomia e dell’agroalimentare anche per la sostenibilità del comparto agricolo, “proprio il turismo – ha detto Zanier – può garantire all’economia di questo comparto margini importanti”.

Flora e fauna, più tutela e sicurezza Tra le più significative modifiche al Regolamento che disciplina la raccolta e la cattura di specie protette nel territorio regionale si conta l’aumento delle specie floristiche regionali protette (+24), l’introduzione di un registro della raccolta/cattura autorizzata, al fine di garantire il rispetto della normativa e facilitare i successivi controlli, l’inserimento di una precisazione in ordine all’esclusione della raccolta della parte radicale, l’introduzione del divieto di utilizzo di rastrelli, uncini o altri mezzi per le specie per le quali verrebbe danneggiato il microhabitat. A darne notizia, è stato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e Montagna, Stefano Zannier. Le modifiche del Regolamento sono state approvate dalla Giunta regionale. “Per le specie di “interesse comune” la raccolta, per persona al giorno, è consentita nei quantitativi previsti dalla norma e distinti, a seconda della maggiore necessità conservazionistica. È inserita anche la deroga per fini commerciali, sempre nel limite di 3 esemplari al giorno per persona, per favorire e aiutare lo sviluppo delle piccole economie locali – ha spiegato Zannier -. Per la raccolta autorizzata di tutte le specie è ora inserita la previsione del Registro della raccolta: si tratta di uno strumento che consente di intervenire per poter eseguire effettivamente il controllo sulla quantità di pianta raccolta”. Ma c’è un’altra novità importante: “Sono stati già richiamati alcuni passaggi legati al decreto legislativo sulle piante officinali di cui oggi si stanno iniziando ad aprire le fasi attuative” – ha spiegato ancora Zannier -. Questo decreto prevede l’obbligo di una formazione delle persone che effettueranno la raccolta che dovranno avere in buona sostanza un “patentino”, similmente per quanto accade oggi per la raccolta dei funghi. Con una formazione di base sulle piante si potranno evitare possibili problemi per la salute. L’applicazione di questa nuova norma, di carattere nazionale, sarà declinata in Friuli Venezia Giulia nei prossimi 18 mesi”. Sono alcune centinaia le specie animali e vegetali la cui gestione viene normata in dettaglio da questo regolamento che tratta una materia molto ampia e molto complessa, gestita sia dal Servizio biodiversità, sia dal Corpo forestale regionale. In ultima analisi, le modifiche che sono state apportate incidono in più direzioni: maggiore tutela per flora e fauna, agevolazione per chi opera nel comparto delle piccole economie locali, semplificazione amministrativa, quadro normativo coerente per l’applicazione dei nuovi dettami nazionali ed europei in materia.

I Vignaioli Indipendenti al Mercato dei Vini Tre padiglioni e oltre 850 espositori da tutta Italia: sono questi i numeri record della prossima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si terrà da sabato 26 a lunedì 28 novembre a Piacenza Expo. I tre padiglioni messi a disposizione dal polo fieristico consentiranno di accogliere tutti gli associati Fivi che hanno fatto richiesta di partecipazione e che l’ultimo fine settimana di novembre racconteranno in prima persona il loro lavoro e la loro filosofia, invitando a degustare e acquistare i vini in assaggio. Una tensostruttura dedicata accoglierà l’area della gastronomia, dove gli artigiani del cibo completeranno la rassegna con le loro proposte. “Il Mercato di Piacenza nasce con la volontà di incontrare il pubblico e promuovere la nostra identità di Vignaioli Indipendenti. È la nostra festa, prima ancora di essere parte radicale, l’introduzione del divieto di utilizzo di rastrelli, uncini o altri mezzi per le specie per le quali verrebbe danneggiato il microhabitat.a fiera: per questo motivo abbiamo ritenuto giusto che potessero partecipare tutti i soci che ne hanno fatto richiesta, aumentando gli spazi espositivi – spiega Lorenzo Cesconi, presidente Fivi –. Dopo due anni complessi, con un’edizione rinviata e una condizionata dalla pandemia, con questo undicesimo Mercato vogliamo dare un segno di speranza ancora più forte: i Vignaioli sono un elemento centrale nell’economia e nella cultura italiana, e il Mercato dei Vini è l’evento che meglio di qualsiasi altro racconta e mette in luce questa centralità”. Come già nella passata edizione, si riconferma l’innovativo elemento introdotto nel 2019, con l’aggiunta, al tradizionale week-end di Mercato, del lunedì come giornata dedicata principalmente agli operatori professionali del settore commerciale e del canale Ho.Re.Ca. Verrà inoltre potenziato il servizio di biglietteria online. “Sono tante le novità di questa edizione, frutto di un grande investimento in termini organizzativi e della felice collaborazione con Piacenza Expo: il Mercato dei Vini è una manifestazione che, anno dopo anno, si conferma in continua crescita e che ha raggiunto risultati importanti – prosegue Cesconi – Ma non è solo una questione di numeri: il pubblico ama il Mercato per l’atmosfera unica e irripetibile che si respira, e i Vignaioli hanno a cuore questo evento perché è quello che più li rappresenta con coerenza”.

Roeno, Trento Doc affinato 10 anniRoeno, azienda vitivinicola della Terradeiforti, presenta Dèkatos, un Trento Doc Riserva Brut Nature affinato 10 anni. Un omaggio alle origini familiari trentine, un vino di sostanza e profonda ispirazione, dove emerge l’identità di un territorio che, da un lato, respira l’arte e il vento delle latitudini trentine e, dall’altro, racconta la vocazione per i grandi Metodo Classico, un’inclinazione capace di lasciare il segno nella storia enologica italiana. Una scelta controcorrente quella della famiglia Fugatti che ha deciso di investire direttamente su un affinamento di 120 mesi per il primo Trento Doc dell’azienda. Il nome dello spumante deriva dal greco δέκατος, ossia decimo, perfetto per evidenziare il lungo affinamento su lieviti selezionati senza l’aggiunta della liqueur d’expedition al momento della sboccatura. Uve 100% Chardonnay danno vita a bollicine oro brillante dallo stile unico, vinificate per il 90% in acciaio e il 10% in tonneau. In sole 1500 pregiatissime bottiglie si racchiude un elegante spumante di montagna, frutto di un vigneto posto a un’altitudine di 500 metri. “Da un progetto coraggioso, da una scelta che potrebbe risultare anti-commerciale, abbiamo creato una nuova interpretazione di Trento Doc – spiega Cristina Fugatti, titolare d’azienda –. Puntare sin dall’inizio su un invecchiamento di 10 anni è stata una sfida che ci ha premiato con l’apprezzamento immediato da parte del pubblico e con importanti riconoscimenti di settore, tra i quali spiccano i 96 punti del Gambero Rosso e l’inserimento di Dèkatos 2011 nella sezione Vini Rari. Da sempre scommettiamo su vini di carattere, su una viticoltura innovativa e oggi siamo fieri di aver scritto il nostro capitolo all’interno di un mercato presidiato da autorevoli realtà del mondo enologico e dove noi siamo di fatto appena arrivati”. Uno spumante curato nei minimi dettagli, dalla gestione del vigneto al remuage manuale in cantina, sino alla fase di dégorgement, che si rivela armonioso, fresco, persistente e ben integrato. Sorprende per la complessità, la piacevolezza della carbonica e la sua vena sapida che invita al riassaggio. La prima annata è andata esaurita in pochi mesi, Dèkatos 2012 sarà pronto a settembre 2022 e, come afferma Mirko Maccani, enologo di Roeno, “mantiene uno stretto filo di coerenza con la precedente, concedendo in bocca un sentore più spiccato di crosta di pane. Un dosaggio zuccherino leggermente più basso ha regalato una maggiore struttura, esaltata da note ricche e avvolgenti al palato”. A completare la proposta dell’azienda è arrivato sul mercato anche Roeno Trento Doc, sempre da uve 100% Chardonnay, affinato 48 mesi sui lieviti. Un vino di straordinaria struttura e di grande personalità, caratterizzato da freschezza, fragranza e finezza.

Riecco la Festa del Bacalà di Sandrigo Le ultime due settimane di settembre le strade di Sandrigo si vestiranno dei colori della bandiera norvegese per ospitare la 35ma edizione della Festa del Bacalà alla Vicentina, che rappresenta un momento di incontro tra la cittadina di Sandrigo e la comunità di Røst, piccola isola dell’arcipelago norvegese delle Lofoten dove si pesca e viene essiccato il merluzzo utilizzato per preparare il piatto. Negli anni questa festa è diventata un punto di riferimento della tradizione gastronomica vicentina e ha contribuito a far conoscere e apprezzare a moltissime persone la pietanza che ormai in tutto il mondo rappresenta questo territorio. La volontà di proporre solo il meglio ai visitatori ha portato la Pro Sandrigo a stringere un accordo con Torrfisk Fra Lofoten, associazione di 23 produttori con cui condivide la passione per la ricerca della qualità: dal 2022 lo stoccafisso utilizzato sarà unicamente l’Igp del Consorzio, partner della Festa. Anche quest’anno è previsto un ricco programma: martedì 13 settembre il Gran Galà del Bacalà, esclusiva cena solo su prenotazione, anticiperà l’apertura degli stand che saranno attivi dal 15 al 18 e dal 22 al 26 settembre nelle piazze del paese dove, oltre al tradizionale piatto, si potranno gustare molte altre ricette tipiche e innovative a base di bacalà: i bigoli, gli gnocchi di zucca, i ravioli, la pizza gourmet, il bacalà in tempura, il risotto, il sushi con il bacalà e tante altre proposte. In abbinamento i vini del territorio della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze e di IoMazzucato. Domenica 18 settembre tornerà Bacco & Bacalà, l’appuntamento organizzato in collaborazione con Ais Veneto a Villa Mascotto di Sandrigo dove si potranno degustare oltre 120 etichette di vino e birre da accompagnare al bacalà. Domenica 25 alle 10.30, invece, la Confraternita del Bacalà celebrerà in Piazza Garibaldi l’investitura dei nuovi Confratelli che sarà anticipata dal Corteo del Doge con sbandieratori e figuranti. Nella stessa piazza alle 19.30 verrà portato in scena da una compagnia norvegese un abstract dell’opera Querini, la più grandiosa opera lirica dedicata alla storia di Pietro Querini e alla scoperta dello stoccafisso. Durante la manifestazione mercatini solidali, dei sapori e delle tradizioni, workshop, mostre e concerti completeranno la proposta per il pubblico. Programma completo e info sul sito www.festadelbaccala.com

In un film storie di grappa a BassanoGenitori silenziosi, figli feriti e un’eredità complessa da gestire: una distilleria di grappa che finisce nelle mani di tre donne dopo la morte improvvisa del patriarca. Una successione al femminile che scatena odi e amori, avidità e antichi segreti sullo sfondo di un territorio suggestivo come il Veneto, tra le architetture uniche di Bassano e Schiavon, le colline Unesco di Conegliano e Vittorio Veneto e persino le Dolomiti. Un territorio unico dove vigneti, ville e paesaggio diventano elemento essenziale del racconto. Debutta sul grande schermo, in anteprima nazionale giovedì 7 luglio, alle 21.30, al Giardino Parolini di Bassano del Grappa (in via Remondini), la miniserie tedesca “High Spirits” (titolo originale SÜSSER RAUSCH) diretta dalla regista austriaca Sabine Derflinger: girata lo scorso anno interamente in Veneto, tra Bassano, Vittorio Veneto, Conegliano, il Cansiglio e Cortina e prodotta da Doris Zander per Bavaria Fiction per l’emittente tedesca ZDF, con Guido Cerasuolo di Mestiere Cinema come line producer e il fondamentale contributo della Regione Veneto (bando POR FESR). Autore della sceneggiatura Sathyan Ramesh, direttore della fotografia Peter Joachim Krause ma, soprattutto, troupe interamente veneta. Il progetto è stato curato da Katharina Görtz per conto di ZDF, televisione pubblica tedesca che lo distribuisce anche all’estero. La prima delle due puntate (90 minuti ciascuna) di “High Spirits” viene presentata il 7 luglio, con l’evento speciale a Bassano, aperto a tutto il pubblico e gratuito, al quale parteciperanno produttori, rappresentanti del cast e della troupe che per oltre 4 mesi hanno lavorato nel territorio veneto, coinvolgendo una settantina di maestranze locali, con 20 attori e circa 600 comparse. All’ anteprima nazionale ci saranno, insieme ai rappresentanti del Comune di Bassano, la produttrice di “High Spirits” Doris Zander, i protagonisti Sven-Eric Bechtolf, Leslie Malton e Suzanne von Borsody, la delegata di ZDF Katharina Görtz, il line producer veneziano Guido Cerasuolo, il compositore delle musiche Martina Eisenreich e i rappresentanti della Veneto Film Commission, della Regione Veneto, delle istituzioni locali che hanno sostenuto il progetto e delle amministrazioni che hanno accolto nel loro territorio troupe e artisti. Determinante è stata anche la collaborazione di moltissimi operatori e aziende venete, come la Distilleria Poli che ha concesso la distilleria dove ambientare la serie. Terminata la proiezione, sarà possibile dialogare con cast, produttori e protagonisti del progetto. Dopo l’anteprima di Bassano, “High Spirits (SÜSSER RAUSCH)” approderà ai festival e ai mercati dell’audiovisivo, per poi diventare un prodotto di punta della stagione autunnale del canale nazionale tedesco ZDF.

 

Riecco Vinitaly! Dai “vigneti qualità” alla Guida Top 2022 e all’etichetta trasparente

(g.l.) Torna il Vinitaly, finalmente! Sipario alzato da stamane, alla Fiera di Verona, sul più importante appuntamento enologico italiano e fra i primissimi a livello internazionale: un’occasione irrinunciabile per tastare il posto al settore in un momento molto delicato per l’economia, dopo due anni di emergenza pandemica che hanno influito enormemente soprattutto sulla ristorazione, intimamente legata al prodotto della vite, e tra le incertezze del momento dovute alla guerra in Ucraina e ai folli rincari di materie prime ed energia. Ecco tre appuntamenti previsti nell’ambito del Salone, dove anche in questo tanto atteso ritorno c’è una massiccia presenza del Vigneto Fvg, sia in forma individuale che attraverso la rappresentanza collettiva della Regione che conta una ottantina di aziende.

INDICE BIGOT – I migliori vigneti secondo l’Indice Bigot, il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, verranno premiati da Giovanni Bigot, ideatore dell’Indice, durante un incontro che si terrà proprio oggi, giornata inaugurale, alle 14.30 in sala Bellini al padiglione 6. A ricevere il premio saranno le aziende i cui vigneti si sono classificati con un punteggio superiore ai 90 centesimi, grazie all’eccellenza nei nove parametri su cui è basato l’Indice: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. L’esperienza più che ventennale dell’agronomo friulano, assieme al suo team di Perleuve, ha permesso di quantificare in maniera oggettiva il potenziale qualitativo dei singoli vigneti e di migliorare il lavoro sul campo per innalzare la qualità delle uve e, dunque, dei vini. Alla presentazione interverranno anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Fvg, e Francesco Miniussi, direttore dell’Ersa.

I MIGLIORI VINI FVG – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà la presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

FIVI-ADICONSUM – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly domani 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

—^—

In copertina, ecco come si presenta la “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”.

Fivi e Adiconsum: da rivedere le etichette. E a Trento torna Vinifera

Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e Adiconsum-Associazione Difesa Consumatori Aps hanno scritto assieme al ministro delle Politiche agricole Patuanelli e al sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini, ritenendola ormai obsoleta, e ponendo l’attenzione in particolare all’indicazione dei diversi attori. «Attualmente la sola distinzione presente è quella tra produttore e venditore – afferma Lorenzo Cesconi, presidente di Fivi –, ma spesso è proprio questa a generare confusione nel consumatore. Nelle etichette viene riportato come produttore sia chi segue tutte le fasi, dalla vigna fino alla commercializzazione, investendo sul territorio e impegnandosi in progetti pluriennali di sostenibilità, sia chi agisce solo come committente delle operazioni facendo svolgere l’intero processo a terzi e si limita a vendere il prodotto finito».
«L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo ed è l’unico strumento a disposizione dei consumatori per fare scelte consapevoli, responsabili, sostenibili, a tutela della propria salute e dell’ambiente – gli fa eco Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale –. Ecco perché è così importante che contenga informazioni veritiere, chiare e trasparenti. È per questo che, insieme a Fivi, abbiamo chiesto al Mipaaf di rivedere e aggiornare, come dovrebbe essere fatto in generale per tutte le etichette obsolete, l’etichettatura dei vini, per rispondere in maniera puntuale alle richieste dei consumatori di maggiore correttezza e completezza delle informazioni riportate».
Per consentire questa chiarezza, l’etichetta di tutti vini, sia nel caso di vini spumanti che di vini tranquilli o frizzanti, dovrebbe riportare una dicitura differenziata, indicando ogni volta l’autore delle diverse operazioni: solo così sarebbe possibile dare al consumatore finale informazioni complete sulla filiera produttiva, la territorialità e le procedure utilizzate, dando per questo maggiori garanzie. Le due associazioni propongono quindi di attuare una riforma al fine di garantire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori e una migliore tracciabilità dei prodotti, colmando le attuali carenze del sistema, distinguendo chiaramente le diverse categorie di chi opera nella filiera.
I vini spumanti necessitano di una suddivisione più specifica, in quanto la produzione di questi ultimi prevede molteplici passaggi. Per essere chiari, in etichetta servirebbero diverse categorie, al fine di distinguere chi segue l’intero processo da chi segue solamente alcune fasi, fino ad arrivare a coloro che effettuano solo la sboccatura. Con la normativa in vigore, infatti, anche questi ultimi vengono identificati come produttori, ottenendo un netto vantaggio commerciale.
La differenziazione delle specifiche in etichetta richiesta da Fivi e Adiconsum è volta a valorizzare chi si impegna nel portare avanti una viticoltura autentica, che mette davanti la qualità del prodotto alla quantità e al profitto, ponendo quindi attenzione alla sostenibilità sociale. I distinguo, inoltre, sono indispensabili per garantire al consumatore maggiore trasparenza, in linea con gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea attraverso la strategia Farm to Fork che ha come intento rendere il sistema alimentare più sostenibile sotto diversi aspetti.

***

Vinifera – Mostra mercato dei vini artigianali dell’arco alpino ritorna come di consueto il primo weekend di Primavera negli spazi di TrentoFiere. Domani e domenica, 26 e 27 marzo, oltre ai banchi d’assaggio, con la possibilità di acquistare direttamente dagli oltre 130 produttori provenienti da tutte le regioni cisalpine e da Francia, Austria, Svizzera e Slovenia, si svolgeranno le masterclass di Vinifera. Saranno quattro gli incontri di approfondimento dedicati ai produttori dell’associazione francese Vignerons de Nature, ai vini Piwi, al mondo del miele delle erbe e del pane con la partecipazione di Mieli Thun, Primitivizia e Panificio Moderno e alla presentazione ufficiale del numero 0 della rivista Verticale, il nuovo magazine dedicato alle verticali del vino, in compagnia degli ideatori Matteo Gallello e Nelson Pari che si concluderà con un’imperdibile verticale di sei annate del Lagrein Laurenc di Martin Gojer-Pranzegg. Le masterclass si terranno tutte nelle sale del Muse – Museo di scienze naturali di Trento, a pochi passi dalla fiera. Fino al 1 aprile, chi si presenterà con il biglietto di ingresso a Vinifera, godrà di una tariffa ridotta di 9 euro per visitare il museo. Tutte le info, il programma completo e l’elenco dei produttori italiani ed esteri presenti alla Mostra Mercato su www.viniferaforum.it