“Cantine Aperte Insieme” e in… mascherina. Con responsabilità

di Giuseppe Longo

“Cantine Aperte Insieme, ma in… mascherina. Indubbiamente ci mancava questa singolare immagine della tradizionale due giorni enologica di fine maggio. Non che ne sentissimo il bisogno, ma pur anche questa “novità” va annotata, perché di sicuro passerà alla “storia” del Movimento turismo del vino. Infatti, in ossequio alle norme per il contenimento di questi residui di Coronavirus – che ci si augura siano proprio tali! -, disciplinatissimi wine lovers si sono avvicinati ieri, all’esordio di “Cantine Aperte Insieme” – questo appunto il nome dato quest’anno all’insolita edizione -, con bianche protezioni per naso e bocca sulle quali campeggiava la scritta “Ripartiamo dall’enoturismo”. Un buon auspicio misto, perché no, a un evidente spirito di “sacrificio”. E a sera era palpabile la soddisfazione di Elda Felluga, presidente della delegazione Fvg del Movimento dedicato agli amanti del buon vino, all’insegna dello storico motto “Vieni e vedi cosa bevi!”. “E’ andato tutto molto bene in questa prima giornata – ci ha detto -, tutti hanno dimostrato grande attenzione e responsabilità, per cui confidiamo che sulla stessa lunghezza d’onda si ponga anche la seconda. Sono molto soddisfatta, anche per il successo che hanno avuto ovunque le Cene con il vignaiolo”.
Gli enoturisti, tutti di casa nostra quest’anno visto che i confini regionali e con Austria e Slovenia sono ancora chiusi, hanno dunque accolto senza alcuna difficoltà l’appello alla responsabilità del Movimento turismo del vino a frequentare le cantine Fvg senza creare assembramenti, rispettando il cosiddetto “distanziamento sociale” e indossando appunto la mascherina, da abbassare, è ovvio, soltanto al momento della degustazione. Emblematiche le foto scattate nelle aziende Dario Coos di Ramandolo e Vigne del Malina di Orzano.

Enoturisti a Vigne del Malina.

Elda Felluga

Via dunque, dalla tarda mattinata, alla seconda puntata di “Cantine Aperte Insieme” che si annuncia con una domenica di tempo buono, stando all’Osmer che prevede qualche rovescio temporalesco su pianura e costa soltanto nel pomeriggio. La seconda puntata, dunque, di questa nuova formula, pensata nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie per soddisfare diverse sensibilità. Per cui anche oggi ci saranno aziende che apriranno le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimarranno in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. “Cantine Aperte – aveva infatti detto Elda Felluga alla vigilia della manifestazione – si presenta in una nuova veste, sicuramente più social, dedicata ai nostri appassionati lontani che non potendo vivere questa esperienza da vicino potranno comunque condividere momenti dedicati al vino e alle zone di eccellenza ad esso collegate. Per gli amici locali comunque la possibilità di poter vivere il nostro territorio attraverso il racconto ‘ravvicinato’ dei vignaioli nelle aziende agricole disponibili. Sempre seguendo con attenzione le regole di restrizione di questa delicata fase. Visti i numeri limitati, consiglio la prenotazione, uno strumento valido che da anni il Movimento Turismo del Vino promuove per un servizio di qualità. Quest’anno abbiamo privilegiato la campagna, i nostri bellissimi vigneti, gli spazi aperti, e vorremmo continuare a farlo in estate, attraverso l’edizione speciale di Vigneti Aperti”.

Dicevamo delle Cene con il vignaiolo. Sono state il degno coronamento della prima giornata e oggi si replicherà con il pranzo. Non molte, per la verità, le cantine che hanno aderito a questi appuntamenti enogastronomici, visto il particolare momento che stiamo vivendo. Ma la proposta è stata e sarà anche oggi di qualità, non solo per l’accompagnamento dei piatti con etichette di prim’ordine, ma anche perché la fantasia dei cuochi s’intreccia con la più genuina tradizione friulana. Queste, dunque, le aziende partecipanti alla bella iniziativa: Cantina Puntin di Aquileia, Colle Villano di Faedis, Ferrin Paolo di Camino al Tagliamento, Le Due Torri di Corno di Rosazzo, Castello di Rubbia di San Michele del Carso, Livio Felluga alla Locanda Orologio di Brazzano e Tenuta Di Blasig di Ronchi dei Legionari. Buon appetito, dunque, anche oggi e cin cin, con mascherine abbassate, per questa originale edizione di “Cantine Aperte Insieme”. L’elenco di tutte le aziende aderenti è sul sito ufficiale www.cantineaperte.info.

Due piatti della Locanda Orologio.

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Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina, mascherine nella cantina Dario Coos a Ramandolo.

“Vignalonga” nelle terre del Ramandolo, dove nasce il primo vino Docg

di Gi Elle

Meglio di così non poteva andare, anche se tuttavia qualcosa dovrà pur essere rivisto affinché la macchina organizzativa possa girare alla perfezione dall’inizio alla fine. Infatti, dopo le prime tre edizioni ospitate a Savorgnano del Torre, “Vignalonga”, per la sua quarta esperienza, si è spostata un po’ più a nord, in quel di Nimis, dove ha trovato un’ambientazione perfetta sulle colline vocate a produrre il dolce Ramandolo – il primo vino premiato dalla Docg, massimo blasone di qualità, in tutto il Friuli Venezia Giulia – poste sulle pendici e ai piedi del monte Bernadia. Una zona bellissima e di rara suggestione che si è prestata ottimamente allo scopo, cioè alla creazione di tre percorsi di varie difficoltà da proporre ai marciatori. Che hanno risposto in numero veramente massiccio all’invito degli organizzatori: oltre 1.200 persone, che hanno fruito peraltro – finalmente, dopo tanta pioggia – di una splendida giornata di sole. Della quale ha beneficiato anche la concomitante edizione di “Cantine Aperte”, la grande festa degli enonauti proposta, come sempre, dal Movimento turismo del vino Fvg.

Ambientazione perfetta, dunque, tra i vigneti che si stavano pian piano “risvegliando” – in ritardo sulla consueta tabella di marcia e soprattutto rispetto all’anno scorso, peraltro molto anticipato, a causa appunto del perdurante maltempo -, con i nuovi grappoli che timidamente cominciavano a crescere preparandosi alla fioritura. Quelli che daranno il Ramandolo 2019, ma anche il celebre Refosco, leader dei vini rossi di questa zona, la più settentrionale dei Colli orientali del Friuli. Panorami a tratti mozzafiato si sono così presentati agli occhi degli sportivi che hanno accolto ben volentieri l’invito ad andare a  scoprire dove si produce il vino, non tanto nelle cantine – che poi, come noto, è proprio questo il messaggio di Mtv-Fvg: “Vieni e vedi cosa bevi” -, bensì direttamente all’origine, tra i vigneti dove nasce l’uva, facendo la conoscenza con un territorio difficile, dove la meccanizzazione è spesso impossibile, tanto che qualcuno parlò ancora tanti anni fa di “viticoltura eroica”. E sicuramente non esagerava…

Si è trattato dunque, venendo a qualche dettaglio tecnico, di una marcia ludico-motoria, quindi non competitiva, indetta sotto l’egida Fiasp e organizzata dalla società sportiva Ki Co Sys di Tricesimo coadiuvata dall’Asd Atletica Dolce Nordest.  Patrocinata dai Comuni di Nimis e Tarcento, la manifestazione era inserita all’interno delle attività di “Liberosport – Emozione e Natura”, la cui ambizione è quella di promuovere il territorio, e quindi anche i suoi ronchi, come destinazione turistica per gli sport “outdoor”. E nell’ottica di questo obiettivo la quarta “Vignalonga” ha sicuramente fatto centro dando un significativo contributo. Perché gli oltre 1.200 partecipanti hanno potuto scegliere proprio fra tre percorsi, rispettivamente di 5, 12 e 17 chilometri che si sono snocciolati per larga parte tra sentieri e strade rurali, tra boschi e vigneti, attraversando colline e pendii, mettendo in mostra le bellezze e le peculiarità di quest’area nota soprattutto per il Ramandolo, espressione di un “cru” d’eccellenza ritagliato sulle colline dei due Comuni contermini, Nimis e Tarcento appunto. Luogo di partenza e di ritorno il prato delle Pianelle, famoso per il fatto di  ospitare ogni anno, sul finire dell’estate, la “Sagre des Campanelis” che, incentrandosi sulla festività mariana dell’8 settembre, vanta più di cinque secoli di storia.

“Oltre 60 i volontari, provenienti anche da Tarcento – racconta l’assessore Serena Vizzutti, esprimendo loro il compiacimento della civica amministrazione, ma anche un grazie ‘grande così’ -, dislocati lungo il percorso e ai ristori che hanno prestato il loro servizio per la buona riuscita della manifestazione. La quale – conclude la collaboratrice del sindaco Gloria Bressani – sicuramente necessiterà di qualche aggiustamento e miglioria al fine di garantire servizi e ospitalità di eccellenza per i partecipanti”. Certamente, lavorando s’impara. E se in questa prima edizione “Made in Nimis” si è notata qualche carenza, certamente se ne terrà conto, affinché la seconda (ma quinta in generale, contando appunto anche le prime tre di Savorgnano) sia ineccepibile sotto ogni punto di vista. E allora tanti auguri, perché pure di questo beneficeranno la zona del Ramandolo Docg e il piccolo turismo di questo splendido angolo delle valli del Torre e del Cornappo.

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In copertina e nelle foto interne fasi della “Vignalonga” nella zona del Ramandolo Docg.