Agroalimentare, paura per i dazi americani: a rischio l’export Fvg di vino e altri prodotti, ma per i kiwi (80% negli Usa) sarebbe una disfatta commerciale

I dazi di Donald Trump fanno paura in Friuli Venezia Giulia. C’è preoccupazione, infatti, anche nella filiera agricola della nostra regione per il possibile impatto delle imposizioni statunitensi sui prodotti europei. Il Centro Studi di Confcooperative stima che l’introduzione di dazi doganali sul “Made in Italy” comporterebbe un immediato aumento dei prezzi dei prodotti italiani sul mercato Usa, con una probabile riduzione delle esportazioni stimabile tra il 15-30% per prodotti chiave come vino, ortofrutta, formaggi Dop, prodotti trasformati come il pomodoro e la pasta.

Kiwi pronti per l’esportazione negli Usa.


«Per il mercato dei kiwi, l’impatto di eventuali dazi statunitensi sarebbe sicuramente molto significativo perché quello nordamericano è il principale mercato di destinazione, cui è indirizzato circa l’80% del nostro export», sottolinea Livio Salvador, presidente della cooperativa agricola Frutta Friuli di Spilimbergo, principale produttore di kiwi in regione, con circa 16 mila quintali.
Preoccupazione anche per il vino. Gli ultimi mesi hanno visto una crescita degli ordini dagli Usa nell’ordine dell’11%; un appeal del vino regionale negli States che sarebbe a rischio in caso di dazi. «Le esportazioni del vino friulano verso gli Stati Uniti sono andate molto bene nel corso del 2024 e anche il mese di gennaio ha visto una crescita dell’11% per il Prosecco. Quello nordamericano per noi è un mercato molto importante, che vale il 50% della produzione e la cui crescita ha compensato il minore sviluppo di alcuni mercati europei, come quelli dell’Europa orientale, a causa della guerra in Ucraina», conferma Flavio Bellomo, presidente di Vini La Delizia.

Brindisi americani in pericolo.


«Il mercato nordamericano è al momento quello che tira di più, di fronte alla crisi tedesca. Lo scatenarsi di una guerra commerciale Ue-Usa avrebbe un impatto diretto sulla competitività dei nostri prodotti negli Stati Uniti, e produrrebbe una crescita dei costi logistici e una riduzione dei consumi anche in Europa a causa dell’impatto generale sull’economia», sottolinea poi Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagripesca, la federazione di settore di Confcooperative che riunisce 108 cooperative agricole con un fatturato di 639 milioni di euro.
Anche i settori non direttamente colpiti guardano con preoccupazione ai dazi. «Il vivaismo viticolo non è interessato dai possibili dazi in maniera diretta, ma per l’impatto che potrà avere sui viticoltori – dice invece Alessandro Leon, presidente dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, leader a livello mondiale nella produzione di barbatelle, presenti in Usa con una società controllata che ha un giro d’affari di 16 milioni di euro –. Il mercato nordamericano è comunque uno dei più importanti, sia per le barbatelle che per il vino: guardiamo, quindi, con attenzione all’impatto che la possibile guerra commerciale tra Ue e Usa avrebbe sulla competitività del vino europeo».

Ne soffrirebbero anche i formaggi.


«L’imposizione di dazi potrebbe tradursi in una perdita di fatturato per il settore di circa 1,5-2 miliardi di euro annui a livello nazionale, considerando che gli Usa rappresentano il terzo mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano con un valore di circa 6 miliardi di euro», chiosa infine Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.

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In copertina, kiwi prodotti in Friuli: il loro export negli Usa è a rischio a causa dei dazi.

La Latteria Sociale Turnaria di Trivignano compie 100 anni: fra gli eventi celebrativi anche un libro storico di Enos Costantini

Serviva una festa comunitaria per celebrare il 100° anniversario della nascita della Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese. Così, per domani e sabato, sono state organizzate una serie di iniziative per ricordare questo bel compleanno. Domani, al Teatro Parrocchiale (Area Gruppo Alpini, via Palma), a partire dalle ore 19.30, ci sarà pertanto un momento di approfondimento, con Francesco Zaccheo, dell’Associazione Allevatori Fvg, su: “Le latterie sociali in Friuli: salvaguardia del latte crudo e del saper fare”, seguito da un intervento di Paola Valdinoci, su: “Il valore nutrizionale del formaggio”. Al termine, la presentazione e la proiezione del filmato dedicato al centenario della Latteria di Trivignano Udinese.
Sabato, a partire dalle 9, sarà possibile partecipare alle visite guidate della Latteria durante la produzione del formaggio. Dalle 10, dopo i saluti delle autorità, del presidente della Latteria, Stefano Azzano, della presidente di Confcooperative Alpe Adria, Serena Mizzan, e del presidente di Confcooperative Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti, Enos Costantini presenterà il libro scritto per l’occasione e dedicato alla storia centenaria della Latteria. Prima del taglio della torta, non mancherà il saluto conclusivo dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
Nata nel febbraio 1924, la Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese non ha mai interrotto la propria attività salvo, per un paio d’anni, durante il secondo conflitto mondiale, riprendendo immediatamente l’operatività nel 1946.
Attualmente, la compagine sociale è composta da 6 soci che conferiscono circa 10 mila quintali di latte prodotto mungendo, annualmente, oltre 250 vacche. Il 90% del latte lavorato è destinato a formaggio Latteria, per un totale di oltre 14 milz forme all’anno; il restante 10% del latte lavorato è destinato a prodotti freschi tra cui mozzarella, stracchino, caciotta, yogurt e anche panna cotta.

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In copertina, il casaro al lavoro per preparare l’ottimo formaggio di Trivignano.

Le Città del vino Fvg grandi protagoniste a Casarsa che si gemella con Sesto al Reghena parlando di problemi e obiettivi

(g.l.) Due Città del vino delle Grave del Friuli, Casarsa della Delizia e Sesto al Reghena, da domenica sono “gemelle”. Il patto di amicizia è stato sancito durante un convegno tenutosi a palazzo Burovich de Zmajevich, sede municipale, nell’ambito della famosa Sagra del vino. L’incontro ha offerto anche l’occasione per approfondire alcune importanti tematiche riguardanti la vendemmia turistica, i regolamenti di polizia rurale – che vedono l’impegno sinergico di Città del vino del Friuli Venezia Giulia e Università di Udine -, i nuovi impianti per il lavaggio dei mezzi agricoli e il trattamento delle acque in un’ottica di tutela ambientale, oltre alle manifestazioni organizzate dalle Cdv Fvg, tra le quali emerge la riuscitissima proposta delle Grandi verticali del vini di cui la penultima, il 2 maggio, si terrà a Corona di Mariano del Friuli.
Accolti dal sindaco Claudio Colussi e dal presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin gli ospiti sestensi, in particolare il vicesindaco Andrea Nonis e l’assessore al turismo Marco Luchin, che erano accompagnati dalla Filarmonica di Bagnarola che ha reso ancora più festosa la cerimonia. Regista dell’intera manifestazione il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, che era accompagnato dal vice Maurizio D’Osualdo. Con la delegazione di Sesto c’era anche l’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, storica cooperativa oggi all’avanguardia nelle pratiche di tutela ambientale, anche grazie al nuovo depuratore inaugurato la scorsa estate. Intervenuto, tra gli altri, anche Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagri Pesca Fvg Confcooperative.

E ora veniamo ai prossimi programmi della Sagra del vino. Infatti, dopo una prima settimana ricca di eventi e di pubblico, la rassegna enologica di Casarsa della Delizia – nella quale eccelle Filari di Bolle, la selezione regionale degli spumanti giunta alla decima edizione – si tuffa nella seconda a partire dagli eventi legati al 1° maggio, come l’attesa Marcia del Vino. Cominciamo, allora, dall’odierna serata:

MARTEDÌ 30 APRILE – Dopo l’apertura di luna park e chioschi enogastronomici, allo Zeb Café, Anni 90 /2000 con dj Baxo e Fedro. Alle 19 invece al Ristorante Al Posta, in via Valvasone, Matteo Bellotto – I Vitigni dimenticati del Friuli (o che ci dimentichiamo di avere). Una serata dedicata alla curiosità che il mondo del vino riesce a suscitare e alla straordinaria ricchezza della nostra regione. Ci sono 66 varietà piantate in Friuli, il 30 aprile a Casarsa della Delizia andremo a scoprire vini da uve dimenticate. Degustazione a posti limitati, prenotazione solo via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione € 15. Alle 20.30 a Palazzo Burovich di Zmajevich, Disagio giovanile e social media: il ruolo dello sport nello sviluppo del benessere, a cura del centro Gestal di Udine e con la partecipazione di psicologi e testimonial del panorama sportivo. Un evento che fa parte del centenario della Sas Casarsa. Alle 21.30 Bar Agli Amici, Stasera si suona musica dal vivo con Cellar Door Trio, birra Ceca Starobrno Czech.

MERCOLEDÌ 1 MAGGIO – Domani, 1° maggio, la Sagra del Vino inizia alle 8.30 con la 52ma Marcia del Vino Terre e Città del Vino. Evento ludico motorio a passo libero aperto a tutti su 2 percorsi su 2 percorsi di di km 6 km 6 e e 12,8 12,8 segnalati da frecce e da personale agli incroci. segnalati da frecce e da personale agli incroci. Valido per la vidimazione dei Concorsi Internazionali IVV chiusura iscrizioni alle ore 10.00. Partenza in piazza Cavour. Alle ore 9 Palarosa, in piazzale Bernini 1, il Torneo di Basket Under 15 femminile, a cura di Polisportiva Basket Casarsa. Alle 10 il Mercatino Arti, Sapori, Antichi Mestieri e Creatività in via G. Pasolini, via Risorgimento, via Valvasone, via Menotti. Alle 10 e nel pomeriggio alle 15, dimostrazione con tiro con l’arco a cura di ASD Arcieri della Fenice FVG nel giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich e Spazio per Bambini 4M3 Aps in via Pasolini, decorazione formine in gesso che verranno regalate ai bambini. Partecipazione gratuita. Alle 11 apertura luna park e chioschi enogastronomici. Alle 11, in Amateca, Training Le birre artigianali, degustazione guidata di birre artigianali con Matteo Chmet a cura di AIS FVG. Posti limitati, prenotazione solo via WhatsApp al 338 7874972. Quota di partecipazione € 15. Nel pomeriggio tanti spettacoli con gli artisti di strada. Alle 15.30 e alle 17.30 Dottor Stok, un Astruso scienziato e “Spigolo”, l’alchemico trabiccolo capace di trasformazioni incredibili, realizzeranno il loro grande esperimento! Marchingegni a effetto domino, catapulte, cuscini, pentole, mestoli, ogni oggetto prenderà letteralmente vita. Alle 16 e alle 18, Mascotte, I simpatici personaggi che avete sempre visto nei cartoni animati a Casarsa prendono vita e vi regaleranno momenti di allegria. Itinerante per le vie del centro. Alle 16.30 e alle 18.30 in piazza Cavour, Pink Mary, in uno spazio aereo disegnato a “U” si muove una donna che, almeno per una sera, sarà decisa a conquistare proprio tutti! Diversamente Sexy, divertente e dissacrante, capace di virtuosismi a terra e in aria! Alle 16 in via XXIV Maggio, esibizione dei ragazzi di hip hop, danza moderna, balli standard, latini, sincro latin, con la straordinaria esibizione dei campioni italiani di danze standard a cura di Oasi Danze&Fitness. Alle 18 allo Zeb Café, La notte vola con DJ Zanetti e Chris e alle 18 al Bar agli Amici, Tais e Crostins – L’aperitivo e crostini in fantasia – Cantina Bortolin Angelo Valdobbiadene.

GIOVEDÌ 2 MAGGIO – La Sagra del Vino il 2 maggio aprirà alle 18 con l’apertura del luna park e dei chioschi enogastronomici. Alle 19 al Ristorante Al Posta, in via Valvasone, Angelo Costacurta e Stefano Cosma – Tazzelenghe – Il vino friulano “taglia lingua” nato in terra longobarda. Il Tazzelenghe (taglia-lingua, in friulano) è un vino che sa mettere alla prova i vignaioli come pochi altri. Appartenente alla famiglia del Refosco, si distingue però nettamente dai più pacati consanguinei. Dotato di fortissima personalità, per molti indomabile, richiede grande perizia enologica, una certa dose di pazienza, e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, e in particolare nell’area di Buttrio e Cividale. Attestato dal tardo medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia. Un vino e un territorio appassionatamente raccontati da uno dei maggiori giornalisti del settore. Degustazione a posti limitati, prenotazione solo via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione € 15. Alle 19.30 al Chiosco Polisportiva Basket Casarsa, Serata speciale Sapori e profumi dalla Puglia. Prenotazioni entro il 29 aprile chiamando o mandando un messaggio al 331.3707488 o al 333.5436016. Sempre alle 19.30 al Chiosco Il D-Segno APS, Centro Ricreativo Parrocchiale una serata culinaria La carina di Paola e Fernanda su prenotazione chiamando o mandando un messaggio al 340 09671308.  Alle 21 a Bar Agli Amici Semifinale Europea League sul maxischermo.


La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa della Delizia insieme con Vini La Delizia. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcooperative Pordenone, 360FVG Banca, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, PromoTurismoFvg, Strada Vino e Sapori FVG, Ambiente Servizi, Servizio civile universale, Arcometa.

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In copertina, lo scambio di doni tra Casarsa della Delizia e Sesto al Reghena con il sindaco Claudio Colussi e il vicesindaco Andrea Nonis, presenti il presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin e l’assessore Marco Luchin; all’interno, gli interventi del primo cittadino casarsese, del coordinatore delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, che ha accanto Venanzio Francescutti, e dell’enologo Rodolfo Rizzi, a nome della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, dinanzi a un folto pubblico. Infine, la Marcia del vino dello scorso anno e la Mostra degli spumanti.

Agricoltura Fvg devastata da grandine e vento: cosa chiedono le organizzazioni

Gran parte del territorio rurale del Friuli Venezia Giulia è stato devastato da una impressionante ondata di maltempo che non ha precedenti in termini di vastità così elevata, con danni incalcolabili alle produzioni di ogni tipo e alle strutture. Ecco, pertanto, cosa chiedono alla pubblica amministrazione le organizzazioni agricole.

CIA – Gli eventi meteoclimatici delle giornate del 24 e del 25 luglio sono stati davvero catastrofici per l’agricoltura. È la considerazione fatta, a caldo, dai presidenti di Cia Fvg – Agricoltori Italiani, Franco Clementin, e da Franc Fabec, presidente della Kmecka Zveza. Si consideri che i fenomeni hanno colpito in maniera estesa l’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, dalla provincia di Gorizia, passando per il Medio Friuli e la Bassa Friulana, giungendo fino alla Bassa Pordenonese e considerando, soprattutto, che in numerose aziende è stato distrutto fino al 70% dei raccolti, con punte dell’80% in alcune aziende vitivinicole e cerealicole, oltrechè vi sono stati ingenti danni alle infrastrutture aziendali. Clementin e Fabec, inoltre, rilevano che ciò compromette gravemente la capacità produttiva nonché, nei casi più gravi, la sopravvivenza stessa delle aziende agricole e, dunque, rivolgono alcune richieste all’Amministrazione regionale e, in particolare, alla Direzione delle Risorse agroalimentari chiedendo, inoltre, un incontro urgente con l’assessore Stefano Zannier, competente per materia al quale, i due presidenti, anticipano le loro proposte di intervento e ristoro chiedendo di farsi parte attiva al fine di: richiedere ai competenti organi la dichiarazione dello stato di calamità sui territori colpiti; procedere nella quantificazione dei danni semplificando la raccolta delle informazioni peritali; adottare uno stanziamento straordinario al fine di soccorrere economicamente le imprese colpite e permettere la continuità aziendale; convocare gli Istituti bancari operanti sul territorio regionale al fine di farli partecipi della grave situazione complessiva e, soprattutto, richiedere al Governo nazionale l’adozione, tramite Decreto, di una moratoria sul pagamento dei prestiti e mutui per le aziende agricole insediate nelle zone interessate dai fenomeni temporaleschi.

COLDIRETTI – Abbiamo chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità per l’agricoltura devastata dal maltempo che ha colpito il Nord Italia. È quanto annuncia il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che ha scritto una lettera al Governo per sottolineare la necessità di una immediata moratoria sugli impegni economico finanziari e la sospensione degli oneri contributi. Il nord Italia è stato segnato da ben 44 tempeste di vento e grandine in un solo giorno che hanno colpito città e campagne con danni incalcolabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European sever weather database) dalla quale si evidenzia che l’ondata di maltempo ha colpito dal Piemonte al Veneto fino al Friuli Venezia Giulia con il concentrarsi di numerosi eventi estremi in particolare in Lombardia.
Le forti grandinate con vere e proprie palle di ghiaccio hanno colpito irrimediabilmente le produzioni di grano, ortaggi, barbabietole, frutta e vigneti ma anche alberi divelti, serre distrutte e strutture agricole con tetti rovinati. La grandine è l’evento climatico avverso più temuto dall’agricoltura in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in campo che lo scorso anno hanno raggiunto la cifra record di oltre mezzo miliardo di euro solo nelle aziende assicurate secondo l’Asnacodi.
I chicchi colpiscono i frutti in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli così da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

CONFAGRICOLTURA – «Le grandinate della scorsa notta non solo sono state catastrofiche in alcune zone, ma anche abbastanza rare in quanto hanno colpito un territorio ampio, in un raggio di oltre 50 chilometri», dice Fabio d’Attimis Maniago, viticoltore di Buttrio e referente dei giovani agricoltori di Confagricoltura Fvg. «Mi hanno chiamato molti colleghi e amici di Mortegliano, Codroipo, Bertiolo, dei Colli Orientali, segnalandomi dei danni ai vigneti che, a seconda della zona, vanno dal 10% fino all’80% a causa della grandezza dei chicchi della grandine e della violenza del vento. Un collega aveva anche un appezzamento a luppolo, completamente distrutto».
«Nel Codroipese, del mais sono rimasti in piedi solo gli steli – sottolinea Alberto Vendrame -. Anche le pannocchie sono state danneggiate e, nella fase di crescita, potranno produrre muffe indesiderate mettendo a repentaglio la qualità del (poco) raccolto. Di converso, il mancato raccolto anche delle piante fresche, creerà contraccolpi alla zootecnia. Da una prima ricognizione si può dire che il danno sul mais è stimabile attorno al 70-80%. Pure la soia è stata completamente defogliata e, se si riprenderà, sarà sicuramente meno produttiva. Infine, i danni sulle vigne e sui grappoli, molto elevati, saranno probabilmente aggravati dalle infezioni che, da qui alla vendemmia, attaccheranno gli acini, peggiorando la qualità del raccolto». «A Pasiano di Pordenone – aggiunge Giacomo Proietto – siamo stati interessati dai fenomeni grandinigeni in maniera marginale. Segnalo però che, ieri sera, in pochi minuti di temporale, sono piovuti 10 mm di acqua».
A Remanzacco non c’è stata la grandine, ma vento forte che ha causato danni alle piante e a tante strutture agricole. «Questi eventi estremi ci colgono impreparati – è il pensiero di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg -. C’è da riflettere sul fatto che, soprattutto, vengono danneggiate le colture pluriennali e le strutture aziendali, con conseguenze che interessano più annualità produttive. Confidiamo nel sostegno della Regione, che non è mai mancato, per fare in modo che i nostri imprenditori agricoli possano rimettersi in piedi, con le proprie aziende, nel più breve tempo possibile».

FEDAGRIPESCA – «È tutta la mattina che sono al telefono con i soci delle nostre cooperative – dice Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca -. La zona colpita dal maltempo degli ultimi due giorni è veramente vasta e abbraccia parecchi chilometri quadrati di territorio regionale: dal Pordenonese al Medio Friuli e alla bassa pianura goriziana. Difficile, ancora, fare stime precise dei danni anche perché alcune zone sono state più martoriate altre, fortunatamente, meno. Sui vigneti, sul kiwi e sui vivai di barbatelle, sicuramente, si segnalano i danni più importanti che, in alcuni casi, si ripercuoteranno sulle stagioni successive. Purtroppo – prosegue Francescutti – ci segnalano anche molte stalle con i tetti danneggiati e le vacche senza protezione. In alcuni luoghi è venuta meno la corrente elettrica con difficoltà o impossibilità di eseguire per tempo la mungitura degli animali. In positivo si può dire – conclude Francescutti – che siamo certi che la Regione, come sempre, sarà vicina ai nostri produttori; dall’altra parte, non possiamo più negare che tutti noi, collettivamente, abbiamo un ruolo nella crisi climatica e ne subiamo le conseguenze (in primis i produttori agricoli) e dobbiamo urgentemente capire il da farsi e intervenire per bloccare la spirale peggiorativa, con politiche adeguate e pure con modifiche quotidiane sui nostri stili di vita».

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In copertina e all’interno immagini della devastazione causate in Fvg dalla grandine.

Anche Sgonico ora è Città del vino Fvg: domani la bandiera al Comune carsico

Salgono a 34 le Città del Vino in Friuli Venezia Giulia: la nuova adesione è quella del Comune di Sgonico-Zgonik, sul Carso. Si tratta della terza bandiera delle Città del Vino nella Provincia di Trieste (dopo Duino Aurisina-Devin Nabrežina e San Dorligo della Valle-Dolina) e sarà consegnata all’amministrazione comunale domani, 1 giugno, alle ore 19.30 all’enoteca comunale in occasione della giornata inaugurale della 58ma Festa del Vino – Rastava Vin che vedrà la partecipazione di più di 25 vini prodotti dai viticoltori del Comune. Nell’occasione, il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, consegnerà il vessillo al sindaco Monica Hrovatin e all’assessore politiche sociali, agricoltura e turismo, società partecipate Rado Milič.
Con Venturini saranno presenti anche il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, i membri del coordinamento Gianpietro Colecchia e Giorgio Cattarin, gli ambasciatori delle Città del Vino Claudio Fabbro e Venanzio Francescutti, e il promotore di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022 Massimo Romita.

In totale ora i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono dunque 34: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, uno scorcio di Sgonico sul Carso Triestino; all’interno, collage con immagini della Festa del vino.

Roma promuove il Consorzio Doc Friuli. FedAgriPesca Fvg: un passo importante

Con un Decreto emanato dal Masaf – cioè il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -, è stato ufficialmente approvato il riconoscimento del Consorzio tutela vini Friuli Venezia Giulia con l’attribuzione dell’incarico a svolgere le funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi degli associati per la Doc “Friuli” o “Friuli Venezia Giulia” o “Furlanjia” o “Furlanjia Julijska”.

Venanzio Francescutti


«Si tratta di un passaggio importante – sottolinea Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca –, non solo per la storia abbastanza travagliata della nascita del Consorzio, ma anche perché, sullo stesso, sono concentrate molte aspettative dei vignaioli regionali. Tra l’altro, ritengo che, sperabilmente, da qui in avanti, si riesca a ridurre la burocrazia che sta ingabbiando la filiera enologica; a fare maggiore sintesi tra le varie Doc del Friuli Venezia Giulia e a diventare protagonisti nella progettazione del futuro vitivinicolo del territorio. Un lavoro impegnativo e, per questo, vanno fatti gli auguri di buon lavoro al presidente e a tutti i consiglieri ai quali, però, l’erga omnes conferisce indubbiamente un decisivo impulso operativo».

Stefano Trinco


La Denominazione (coinvolgendo il territorio di 160 Comuni è la più grande della regione) è nata ufficialmente nel 2016 e il Consorzio di Tutela, fondato nel 2019, attualmente è presieduto dall’enologo Stefano Trinco (coadiuvato alla vicepresidenza da Flavio Bellomo) che è succeduto a Giuseppe Crovato. Una Doc di successo, la “Friuli” visto che secondo i dati forniti dal Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità), nel 2021 gli ettari vitati rivendicati sono stati 2.967 (erano 2.497 nel 2018), per 163.431 hl di vino prodotti che, nel 2022, sono cresciuti del 17 per cento attestandosi sui 191.190 hl complessivi. I vini più rivendicati: tra i bianchi, il Pinot grigio; tra i rossi, il Merlot.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio varietà bianca fra le più rivendicate della Doc Friuli.

Esplosione dei costi, attività agricola impossibile senza programmazione

«Programmazione e pianificazione nel medio-lungo termine delle attività agricole aziendali e cooperative. Saranno queste le parole d’ordine alle quali gli operatori del mondo rurale dovranno rispondere nei prossimi mesi se vorranno continuare a mantenere la sostenibilità economica delle loro imprese», ha detto il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti, durante l’incontro svoltosi a Codroipo davanti a un folto gruppo di cooperatori (soci e dirigenti di cooperative agricole e agroalimentari), incentrato sulla “Campagna Agricola 2023” ormai alle porte.
«L’impegnativa congiuntura economica, l’aumento dei costi di produzione (+170 per cento dei concimi; +129 per cento del gasolio; +90 per cento dei mangimi; +50 per cento del vetro dei contenitori) e una crescente difficoltà nel reperimento dei mezzi tecnici (fertilizzanti) richiedono una nuova consapevolezza e un cambio di mentalità – ha aggiunto Francescutti – che devono essere affiancate da una formazione personale costante e da puntuali servizi di assistenza tecnica».
Alle sottolineature di Francescutti si sono affiancate le considerazioni contenute nelle relazioni di Andrea Zadro, del Circolo Agrario Friulano, e Gualtiero Gigante, del Carac. Ricordiamo, infine, che a FedAgriPesca Fvg aderiscono 131 cooperative aderenti con quasi 10 mila soci, 1.200 addetti e 513 milioni di euro di fatturato complessivo.

Fondo di rotazione, dalla Regione Fvg boccata d’ossigeno per evitare chiusure

FedAgriPesca Fvg esprime soddisfazione per i provvedimenti adottati recentemente dalla Giunta regionale a favore del settore primario. Le imprese agricole e agroalimentari stanno, infatti, affrontando una delicata congiuntura economica che registra un’impennata dei costi e una situazione di mercato complessa. Su tali questioni, l’organizzazione agricola ha da subito chiesto interventi mirati e finanziari che permettessero alle imprese associate di affrontare la tempesta in atto e di poter programmare, con senso di responsabilità e sacrificio, il futuro del settore agroalimentare regionale. In particolare, il comparto lattiero-caseario deve essere sostenuto, perché sono a rischio chiusura caseifici e allevamenti.


«L’attuazione del Programma anticrisi conflitto russo-ucraino attivata con la delibera di Giunta del 16 dicembre 2022 proposta dall’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, potenzia nuovamente lo strumento finanziario del Fondo di rotazione in agricoltura (che ha una dotazione complessiva di circa 50 milioni di euro), permettendo alle cooperative e alle imprese agricole di accedere a finanziamenti per la liquidità aziendale, il contenimento dei costi e gli investimenti che restano, in ogni caso, necessari – sottolinea il presidente della Federazione regionale delle cooperative agricole e agroalimentari (135 cooperative, oltre 10 mila soci, 1.200 addetti per oltre 460 milioni di euro di fatturato), Venanzio Francescutti -. Il quotidiano contatto con le associate segnala che vi sarà una notevole richiesta di finanziamenti sul Fondo di Rotazione, testimonianza della volontà delle imprese di guardare avanti. Rimane però necessario che l’Amministrazione regionale implementi ulteriormente la capacità finanziaria del Fondo, strumento agevolato virtuoso e peculiare del Friuli Venezia Giulia nel favorire imprenditorialità e sviluppo. Inoltre, FedagriPesca Fvg auspica una forte sinergia con il mondo bancario regionale, attore cardine nella operatività del Fondo, per individuare le forme migliori di sostegno, in primis, per le imprese in difficoltà», conclude Francescutti.

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In copertina, la consegna del latte appena munto in una latteria turnaria; all’interno, Venanzio Francescutti.

Ancora in crescita le Città del vino in Fvg: la bandiera anche al Comune di Mariano

Prosegue la consegna delle bandiere associative da parte del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. È stata la volta del Comune di Mariano del Friuli (Gorizia), che ha ricevuto il vessillo durante la cerimonia svoltasi nella cantina dell’azienda agricola Vie di Romans.
“È stato un piacere – ha affermato il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – consegnare la bandiera, simbolo dell’appartenenza al nostro sodalizio, al sindaco Luca Sartori. Mariano del Friuli è una realtà vitivinicola d’eccellenza che arricchisce ulteriormente il gruppo delle nostre Città del Vino regionali. Ormai siamo una realtà dai numeri importanti, visto che oltre 1 cittadino su 10 del Friuli Venezia Giulia risiede in una Città del Vino. L’accoglienza della famiglia Gallo nell’azienda agricola Vie di Romans è stata una piacevole occasione per conoscere approfonditamente i loro vini e la loro filosofia dal vigneto fino al calice”.
Assieme al coordinatore Venturini, presenti anche il vice regionale Maurizio D’Osualdo, i membri del coordinamento Gianpietro Colicchia e Giorgio Cattarin, nonché gli ambasciatori delle Città del Vino Claudio Fabbro e Venanzio Francescutti. Hanno partecipato alla cerimonia rappresentanti dell’amministrazione comunale e del mondo del vino locale.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore Tiziano Venturini con il sindaco Luca Sartori; all’interno, la bandiera delle Città del vino accolta con gioia a Mariano.

(Foto Cattarin e Claudio Fabbro)

Rogo alla stalla sociale di Rauscedo: scatta una grande gara di solidarietà

Un duro colpo che, però, ha trovato la piena solidarietà del mondo cooperativistico locale: a San Giorgio della Richinvelda la stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo è stata vittima di un incendio sabato 6 agosto. Nessuna vittima tra soci e dipendenti, per fortuna, ma dure le conseguenze sul bestiame e le strutture tra vitelli morti, mucche spaventate e le scorte di alimenti per i bovini andate bruciate. Ma oltre all’operato encomiabile di vigili del fuoco e forze dell’ordine nello spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area, c’è stata la grande solidarietà degli agricoltori della zona che hanno portato acqua con le proprie botti e fornito prime scorte di cibo per i capi di bestiame.
Anche Confcooperative Pordenone, di cui la stalla sociale fa parte, sta facendo la sua parte per sostenere la cooperativa. Ieri il presidente Luigi Piccoli, assieme ai vicepresidenti Pietro Tomaso Fabris (referente proprio delle cooperative agricole) e Fabio Dubolino con il direttore Marco Bagnariol, hanno fatto il punto con la cooperativa di Rauscedo, presieduta da Natale D’Andrea, assieme alla vicepresidente Antonella D’Andrea, per conoscere le esigenze urgenti e dare ulteriore contributo da parte del mondo cooperativistico del Friuli occidentale. Il gruppo di lavoro sta dialogando anche con Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedagriPesca Confcooperative Friuli Venezia Giulia. Prezioso pure il confronto con la rete nazionale di Confcooperativo, l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia e il Comune di San Giorgio della Richinvelda, guidato dal sindaco Michele Leon.
«Abbiamo immediatamente espresso la nostra solidarietà alla cooperativa – ha commentato Piccoli – nonché esprimiamo un plauso alla pronta risposta solidale degli agricoltori, la quale fa onore alla comunità in piena sintonia con il titolo di Comune delle cooperative, che per primo in Italia San Giorgio della Richinvelda ha ottenuto. Siamo pronti a dare il nostro aiuto a livello pratico sia con i nostri uffici provinciali di Confcooperative Pordenone che con le altre cooperative aderenti in base alle necessità che la presidenza della stalla sociale ci manifesterà. Fare cooperazione è anche questo: avere la sicurezza di far parte di una grande famiglia pronta ad aiutarti nel momento del bisogno».

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«È davvero una situazione difficilissima quella che sta facendo seguito all’incendio avvenuto alla stalla sociale di Rauscedo e ce ne siamo resi conto di persona», dice il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti che, assieme al consigliere nazionale Giorgio Giacomello, ha incontrato il presidente della cooperativa zootecnica, Natale D’Andrea, e alcuni altri amministratori, impegnato nella gestione delle gravi conseguenze venutesi a creare con il rogo. «Abbiamo portato la nostra vicinanza personale ai soci e la massima disponibilità alla collaborazione di tutto il movimento cooperativo agricolo regionale di Confcooperative, non solo per la gestione dell’emergenza, ma anche per le necessità future che saranno molte – prosegue Francescutti -. La grande mobilitazione di persone e mezzi verificatasi per controllare l’incendio e le sue prime conseguenze è stata d’avvero ammirevole, ma ora serve guardare avanti, in particolare alle necessità delle prossime settimane e mesi. Mi riferisco, in particolare, alla gran quantità di foraggio andata distrutta che potrebbe compromettere il regime alimentare dei bovini della stalla nei giorni a venire. Per questo, abbiamo allargato l’area della solidarietà a tutto il Nordest coinvolgendo il responsabile nazionale di FedAgriPesca, Giovanni Guarnieri, che ha lanciato una richiesta d’aiuto anche alle cooperative agricole delle regioni vicine».

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In copertina, lo spaventoso incendio alla stalla sociale di Rauscedo in una foto scattata dal sindaco Michele Leon.