Nozze Friuli-Valpolicella, Tommasi leader dell’Amarone punta sui grandi bianchi della Marco Felluga

di Giuseppe Longo

Nozze in vista per il Friuli con la Valpolicella, la Doc veneta nota a tutti per l’inconfondibile Amarone. Come ha riferito in questi giorni il Sole24Ore, Tommasi Viticoltori, storica azienda produttrice proprio del famoso vino, sarebbe infatti in procinto di rilevare la Marco Felluga di Gradisca d’Isonzo, prestigiosa cantina forte di 50 ettari di vigneti, 4,5 milioni di fatturato e 500 mila bottiglie prodotte. Secondo il quotidiano di Confindustria, le trattative sarebbero a buon punto tanto da portare a conclusione l’importante affare proprio in questi giorni.

Marco Felluga


«Prosegue quindi – osserva Giorgio dell’Orefice nel suo articolo – la grande campagna di acquisizioni che Tommasi Viticoltori ha avviato un po’ in sordina nel ’97, ma che poi ha vissuto una grande accelerazione a partire dagli anni 10 del 2000. Uno shopping che l’ha portata a uscire dalla comfort zone della Valpolicella e portare il proprio know how enologico in diversi altri territori del vino tanto che oggi, con l’ultima operazione, si avvicina alla soglia dei 900 ettari di vigneti. Una dimensione che in Italia contano pochissime altre aziende e che fa di Tommasi un player del vino in grado potenzialmente di concorrere con i leader vitivinicoli mondiali».
«In questo quadro – aggiunge l’autorevole giornale economico – l’acquisizione della friulana Marco Felluga va inoltre a rafforzare non solo le proprietà terriere di Tommasi Viticoltori ma soprattutto il suo portafoglio prodotti. L’azienda infatti nata e cresciuta prevalentemente con i vini rossi della Valpolicella, negli anni ha aggiunto le produzioni sempre di vini rossi della Toscana (con anche Montalcino), della Puglia e della Basilicata. Poi in anni più recenti ha avviato una strategia di diversificazione anche sui vini bianchi, in linea con le tendenze del mercato». Ed è quello che ha fatto puntando proprio all’acquisizione della Marco Felluga.
Questa importante operazione commerciale seguirebbe un’altra altrettanto strategica acquisizione avvenuta tre anni fa, sempre nella zona Collio, quando la cantina Jermann aveva raggiunto un’intesa con la toscana Marchese Antinori – amministratore delegato Renzo Cotarella, fratello di Riccardo leader di Assoenologi -, la quale aveva rilevato la maggioranza del capitale, assumendo quindi il controllo del marchio noto in tutto il mondo.

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In copertina, un’immagine delle famose cantine Tommasi nella Doc Valpolicella.

Omaggio a Donatella con una verticale del grande Amarone

di Gi Elle

“A un anno dalla tragica scomparsa dell’amica Donatella Briosi, rimane il suo indelebile ricordo dallo sguardo solare, sommelier, donna del vino e maestra di vita. Ho voluto ricordarla in compagnia delle sue inseparabili amiche offrendo due serate di analisi sensoriale di vino Amarone. Un anno fa in occasione dell’evento sul Pignolo, in quel di Prepotto, ci eravamo accordati per organizzare questo incontro. Purtroppo, una mano tragica ha voluto dopo una settimana portarla via da questo mondo. Quanto raccolto dall’associazione, verrà devoluto in difesa e per la tutela delle donne”. Sono parole di Paolo Valdesolo, tecnico fra i più in vista di Assoenologi Fvg, che dimostrano tutto il rimpianto lasciato, fra quanti operano nell’affascinante mondo della vite e del vino, da Donatella Briosi, vittima proprio un anno fa di un orrendo delitto.

Al termine della degustazione Valdesolo con le Donne del vino Fvg. 

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E per ricordarla, come sicuramente lei stessa avrebbe desiderato, ecco questo evento straordinario dedicato a uno dei vini più famosi del Vigneto Italia, l’Amarone della Valpolicella, zona vitivinicola alle porte di Verona fra le più celebri del Veneto, prima regione produttrice di vino nel Belpaese. A guidare la folta platea nella scoperta di queste bottiglie di grande qualità e suggestione è stato proprio Paolo Valdesolo, vicentino di origine ma trapiantato da molti decenni in Friuli, regione che ama quanto la sua. La degustazione, organizzata da Gruppo Qb (quanto basta) e Donne del vino ha visto proporre una verticale di quattro annate che rimarranno negli archivi fra quelle indimenticabili per l’Amarone: 2009, 2010, 2011 e 2013. E alla fine il tutto è stato coronato da un Sassicaia e da un Sautern, stelle di prima grandezza d’Italia e di Francia, Paesi leader nella produzione del vino a livello planetario.

Due momenti del riuscito incontro. 

Una manifestazione, dunque, perfettamente riuscita, anche se aleggiava la tristezza proprio per l’assenza di una grande amica. Come detto, Donatella Briosi era una Donna del vino, abruzzese di nascita e friulana di adozione, proprio come Valdesolo. Scriveva dopo la sua tragica scomparsa Simona Migliore, delegata Onav per la provincia di Udine: “Nonostante appartenessimo ad associazioni diverse, abbiamo sempre collaborato insieme e abbiamo sempre avuto parole di stima e rispetto l’una dell’altra, sia professionalmente che umanamente. Non le interessava il protagonismo, lei c’era se avevi bisogno e, le volte che non riusciva personalmente, riusciva ad organizzare persone e situazioni per venirti in aiuto”. “Una Donna – aggiungeva – che amava il suo lavoro con passione e dedizione, una persona capace di trasmettere serenità, sempre pronta a mettersi in gioco con umiltà e pazienza. Una Donna capace di trasmettere l’amore per la terra da cui proveniva e la terra in cui investiva energie e passione. Chi lavora nel nostro settore in qualche modo ne ha incrociato il cammino e ne porterà sempre vivo il ricordo”.

E infine un grande Sautern.

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In copertina, Donatella Briosi ricordata a un anno dalla scomparsa.