“Nanovalbruna” oggi al via nel cuore delle Alpi Giulie: fino al 23 luglio sarà all’insegna di RiGenerare senza Confini

Nel cuore delle Alpi Giulie, il piccolo borgo di Valbruna si prepara ad accogliere la sesta edizione di NanoValbruna, il Forum internazionale sulla Rigenerazione che, da oggi fino al 23 luglio, riunirà giovani, scienziati, imprenditori, divulgatori, docenti e creativi provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il tema di quest’anno, “RiGenerare senza Confini”, richiama l’urgenza di superare barriere geografiche e culturali per costruire un futuro equo e sostenibile mettendo al centro i luoghi più remoti e le periferie da cui far partire un nuovo modello di sviluppo.


Ideato da ReGeneration Hub Friuli sotto la guida di Annalisa Chirico e Francesca Milocco, il Forum si fonda sul concetto di rigenerazione, intesa come una sfida che va oltre la sostenibilità: non si tratta solo di contenere i danni, ma di ripristinare gli equilibri naturali e sociali, restituendo valore ai territori dimenticati e centralità alle comunità che li abitano. Nel ricco programma di NanoValbruna 2025 torna NanoPiçule, lo spazio dedicato ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, con laboratori scientifici pensati per stimolare curiosità e consapevolezza. Si rinnovano le proposte di turismo sostenibile, le Local experience, con escursioni naturalistiche, visite storico-culturali, laboratori sulle erbe spontanee e caseificazione, percorsi in bici e yoga. Si confermano gli incontri legati al Baite Award, il concorso internazionale per progetti di startup sostenibili, ideato da Lorenzo Pradella e Roberto Della Marina, con il coordinamento di Stefano Cercelletta: i dieci progetti finalisti parteciperanno a un percorso formativo intensivo, culminando con la premiazione della miglior idea imprenditoriale. Un’altra iniziativa significativa è Frame The Change, laboratorio cinematografico per la realizzazione di cortometraggi a zero budget con lo smartphone.
Tra gli eventi di punta, il workshop dedicato agli strumenti per finanziare l’innovazione sostenibile, un panel sul valore strategico del bosco e la bioeconomia montana organizzato da Fondazione Agrifood & Bioeconomy Fvg, e l’incontro “Fare innovazione sostenibile con successo” in collaborazione con Green For Sustainability Academy. Spazio anche al confronto su giustizia sociale e transizione ecologica, con ospiti come Massimo Zortea, Gaia Degan e Caterina Orsenigo. Tra i momenti più attesi, il panel “Oltre i confini: nuove vie per rigenerare spazi e comunità”, con l’attivista italo-iraniana Pegah Moshir Pour, una delle voci più importanti nella battaglia per l’emancipazione delle donne iraniane, in prima fila nella divulgazione social in seguito alla morte di Mahsa Jina Amini e nella denuncia del regime islamico. Il suo romanzo d’esordio è La notte sopra Teheran (ed. Garzanti 2024). Partecipano anche il funzionario Onu John Solecki e l’infermiere di Medici Senza Frontiere Enrico Vallaperta. Un confronto sul significato contemporaneo dei confini, tra crisi umanitarie e opportunità di collaborazione, moderato dalla giornalista di Will Media Silvia Boccardi. La giornata di sabato sarà suggellata dallo spettacolo Balkan Tour, un viaggio musicale e letterario firmato dallo scrittore e narratore Angelo Floramo, accompagnato da due storiche orchestre a plettro, in un omaggio alla cultura dei Balcani.
Evento finale mercoledì 23 luglio, condotto dalla giornalista Marinella Chirico: si presenterà il corto vincitore e si premieranno i vincitori del Baite Award. Anche quest’anno, NanoValbruna si conferma molto più di un festival: è un laboratorio a cielo aperto in cui giovani, esperti e comunità si incontrano per dare forma a nuove idee di futuro.

Quanto vale un petalo? In Val Saisera sulle orme di Julius Kugy il “cantore” del Tarvisiano e delle Alpi Giulie

Per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, domenica 22 giugno la cooperativa Curiosi di natura e il CAI XXX Ottobre di Trieste propongono un’escursione, dalle 9.30 alle 17, in Val Saisera, a Valbruna nel Tarvisiano, sulle orme dell’alpinista Julius Kugy. Le guide di Curiosi di natura illustreranno l’ambiente montano, mentre Maurizio Bekar leggerà alcuni scritti di Kugy, incentrati sul suo amore per le Alpi Giulie.


Un’uscita di 10 chilometri, con tratti in salita. Possibilità di passaggi in pullman fino a Valbruna e ritorno, con partenza da Trieste alle 7 e da Palmanova alle 7.45. Partenza dell’escursione alle 9.30 da Valbruna, dove Kugy amava soggiornare prima di partire per le sue imprese. Ci si inoltrerà tra il verde di boschi e pascoli, seguendo il Sentiero degli Abeti di Risonanza, usati per la realizzazione di violini di qualità. Lungo il percorso soste per le letture, immersi nel paesaggio della Val Saisera, con sullo sfondo le pareti di roccia del Montasio. Sosta per una merenda al sacco (a carico individuale). Pranzo (facoltativo) in agriturismo, verso le ore 14, con menù convenzionato.
Costi: escursione € 10 interi, € 8 i minori di 14 anni; passaggio pullman (da Trieste e ritorno) € 20; pranzo in agriturismo (facoltativo) su menù fisso convenzionato € 20. Prenotazioni entro venerdì 20 alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Il progetto “Quanto vale un petalo?” gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina e all’interno immagini della Val Saisera con una escursione nel bosco.

NanoValbruna, nel cuore delle Alpi Giulie torna il Forum internazionale dei giovani per affrontare le sfide del nostro tempo

«Questo evento richiama una piazza, un’agorà o un forum in cui si ragiona e con estro e fantasia si immaginano soluzioni per problemi antichi e nuovi: l’obiettivo finale, che coincide con quello di un buon amministratore pubblico, è contribuire a creare un luogo dove sia più bello vivere, un esercizio straordinario, a cui soprattutto le menti più giovani possono dare un contributo importante. Per questi meriti la Regione sostiene convintamente NanoValbruna e il contest Baite Award, il cui spirito creativo si deduce già dal nome scelto». Lo ha sottolineato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Cultura, Mario Anzil, alla presentazione delle linee guida della sesta edizione di “NanoValbruna”. Si rinnoverà, infatti, per il sesto anno consecutivo in estate, a Valbruna (Comune di Malborghetto), l’appuntamento con il Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione (quest’anno in programma tra il 17 e il 23 luglio): un festival, un premio, una comunità che da sei anni si ritrova e si confronta sui temi della rigenerazione e della transizione ecologica proprio in un periodo di rapide trasformazioni tecnologiche, sfide globali e una crescente interconnessione tra cultura e economia. Il Festival si attesta ormai come uno dei più attesi momenti di confronto e scambio tra scienziati, imprenditori, giornalisti, visionari di tutto il mondo e tantissimi giovani per affrontare insieme, nel cuore delle Alpi Giulie, le sfide del nostro tempo, creando opportunità di orientamento formativo, lavorativo e di crescita personale.

Spicca anche quest’anno all’interno della manifestazione il Contest di portata internazionale “Baite Award”, un concorso di idee rivolto a studenti, giovani ricercatori e aspiranti imprenditori chiamati a presentare progetti di start up innovative e sostenibili entro il 31 maggio prossimo. L’evento è stato presentato, ieri mattina, nella sede udinese della Regione Fvg: dopo l’introduzione della responsabile del progetto NanoValbruna e presidente di ReGeneration Hub Friuli, Annalisa Chirico, sono intervenuti il vicepresidente della Regione Fvg con delega alla Cultura Mario Anzil, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, l’assessore del Comune di Udine Ivano Marchiol, il presidente di Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, il team di ReGeneration Hub Friuli, a capo del Contest Baite Award, con uno il contest founder, Lorenzo Pradella, il contest coordinator Stefano Cercelletta e Luca Calligaris per Università degli Studi di Udine ed Enactus.
Le macro-aree di intervento su cui si sviluppa il concorso (rappresentate nell’acronimo Baite) attraversano temi come edilizia sostenibile, bioagricoltura, healthcare, efficientamento industriale, micromobilità e sistemi di motorizzazione innovativi, energie rinnovabili e stoccaggio, turismo sostenibile. Solo lo scorso anno sono arrivati più di 40 progetti da tutto il mondo e anche quest’anno gli autori delle 10 migliori proposte progettuali saranno ospitati a Valbruna, durante le giornate del Festival, per un percorso formativo di una settimana con workshop studiati per consolidare o acquisire competenze pratiche e conoscenze trasversali, dove si alterneranno sessioni di lavoro, presentazioni, discussioni, collaborazioni e attività laboratoriali. Nel corso di NanoValbruna, i team verranno valutati da una Giuria di alto profilo – formata da scienziati, docenti, esperti e imprenditori, anche di area locale – per decretare i vincitori. Prende forma con questa edizione un “modello” che vuole rappresentare un’occasione del tutto peculiare per dare concretezza alla cultura della sostenibilità e della rigenerazione e per fare della nostra regione un territorio sempre più accessibile e facilitante per l’open innovation.

Anche quest’anno il contest Baite conta su una collaborazione d’eccezione, quella con Fondazione Enactus Italia Ets che opera per l’azione sociale e l’educazione all’imprenditorialità di studenti universitari e di Its ed è parte di un network internazionale la cui missione è quella di formare i leader del futuro. Grazie a questa sinergia, si apre anche quest’anno a tutta la community Enactus l’opportunità di partecipare al Forum NanoVabruna e al concorso; ReGeneration Hub Friuli sarà anche presente, con una sua delegazione, alla Enactus National Competition, prevista per il 14 e il 15 maggio a Milano dove verrà assegnato il “Premio ReGeneration Hub”, che consentirà ad una squadra Enactus di accedere di diritto al Contest Baite e di partecipare così al percorso formativo dedicato ai 10 team selezionati. Rghf sarà anche giudice durante la National Competition, contribuendo ad individuare il team campione nazionale che rappresenterà l’Italia alla Enactus World Cup, che si terrà a Bangkok, in Thailandia dal 26 al 28 settembre. Del Contest Baite si parlerà anche a Padova l’11 aprile a “Imprenditori #GenNext”.
Baite Award si è conquistato un ulteriore spazio di riconoscibilità grazie alla presenza, lo scorso anno, di una delegazione di ReGeneration Hub Friuli a Ginevra, al Palazzo dell’Onu, dove ha raccontato il case history di un progetto capace di coniugare imprenditoria, sostenibilità, rigenerazione, giovani e territorio. Alla startup vincitrice di Baite 2025 sarà destinato un premio in denaro di 1.000 euro da investire nella propria azienda o nel proprio progetto e la possibilità di affacciarsi al mondo imprenditoriale con strumenti competitivi ed un solido network professionale. Le iscrizioni al Contest Baite sono aperte sulla pagina “Contest” del sito www.nanovalbruna.com

NanoValbruna è ideato e curato dall’associazione ReGeneration Hub Friuli con il fondamentale contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, di Promoturismo, della Fondazione Friuli, della Fondazione Pietro Pittini con il sostegno di Enti e aziende come Banca 360, Confartigianato e Confindustria, Lod Srl del Gruppo Luci e la collaborazione del Comune di Udine, del Comune di Malborghetto, dell’Università di Udine, Fondazione Agrifood&BioeconomyFVG, Animaimpresa e GreenFor Accademy, nuovo progetto di Enaip FVG e Gesteco Spa.

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In copertina, una suggestiva immagine di Valbruna nelle Alpi Giulie; all’interno, la presentazione del Forum ieri a Udine e due immagini di Alice Durigatto riguardanti l’edizione 2024.

Ai nastri di partenza NanoValbruna 2023: da oggi sotto le Alpi Giulie si parla di ambiente, cibo, agricoltura e sostenibilità

Ai nastri di partenza NanoValbruna, il Festival Green del Friuli Venezia Giulia che riunirà da oggi fino a martedì 1° agosto a Valbruna scienziati, imprenditori e docenti asieme a centinaia di giovani e giovanissimi da tutto il mondo per parlare di ambiente e tutela degli ecosistemi, nel segno del tema dell’edizione 2023 “Cibo, agricoltura e sostenibilità”. Una manifestazione di respiro internazionale ideata e realizzata da ReGeneration Hub Friuli sotto il coordinamento di Annalisa Chirico e Francesca Milocco e in collaborazione con l’Accademia Gagliato Globale di Paola del Zotto Ferrari.

In programma, nel cuore delle Alpi Giulie, una settimana ricca di attività tra panel scientifici, workshop formativi, appuntamenti con aziende innovative dove spiccano i “Meeting with”, gli incontri one-to-one tra scienziati, ricercatori, manager e i giovani presenti alla manifestazione. Al centro delle prime due giornate di festival (oggi e domani) gli appuntamenti di NanoPičule, i laboratori di sperimentazione scientifica per i più piccoli a cura Marina Cisilino e Gianpaolo Ganzini, dove spicca quest’anno l’analisi degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu rispetto alla promozione di un’agricoltura sostenibile e di un uso sostenibile dell’ecosistema, con particolare riferimento alle colture locali. Preziosi saranno gli interventi di esperti del settore che racconteranno le loro esperienze: Daniela Piussi, biotecnologa ed esperta di spezie locali; Paolo Settimi, direttore del Biodistretto, Ilaria Vuerich, giovane imprenditrice bio di un’azienda locale, Carlo Cussigh, apicoltore.
Partono nella prima giornata anche le Green Experience – curate da Francesco Chirico – escursioni di turismo sostenibile che quest’anno prevedono 15 differenti proposte per un totale di 160 km di percorsi attraverso 5 Comuni della Valcanale. Con il supporto di 10 guide locali vengono proposte differenti esperienze, tra e-bike, forestbathing, sedute di yoga e uscite con i cani da slitta. A questi si aggiunge quest’anno un particolare percorso “storico-naturalistico”: e proprio la guida e appassionato di storia Davide Tonazzi inaugurerà le escursioni nel Parco Tematico “AbschnittSaisera”, un museo all’aperto dedicato alla Grande Guerra nel cuore della Val Saisera.
Tra gli eventi di spicco di NanoValbruna 2023 la seconda edizione del contest internazionale “B.A.I.T.E. Innovation Award”, concorso rivolto a giovani ricercatori e aspiranti imprenditori che presenteranno i loro progetti di start up innovative e sostenibili: a scegliere il vincitore una Giuria Internazionale. Atteso il 31 luglio a NanoValbruna un evento di rilevanza mondiale con una delegazione ONU proveniente da Europa, Stati Uniti e Australia, protagonista di un meeting internazionale dove si parlerà di cibo e agricoltura sostenibile: un incontro ispirato al summit internazionale tenutosi lo scorso autunno alle Nazioni Unite. A suggellare l’edizione nella serata di martedì 1^ agosto l’incontro con la reporter scientifica multimedia Silvia Lazzaris tra i collaboratori di Will Media, vero fenomeno dell’editoria di questi ultimi anni.

Tutto il programma e le prenotazioni su www.nanovalbruna.com

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In copertina e all’interno immagini della passata edizione di NanoValbruna.

“Biovitis”, a Ugovizza il punto sulla viticoltura di montagna sperimentata in Friuli e Carinzia

(g.l.) “Biovitis, viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia”: si tratta di un progetto Italia-Austria i cui risultati saranno presentati questo pomeriggio, con inizio alle 17, nella sede del Consorzio Vicinale di Ugovizza, in Comune di Malborghetto. Con il dottor Roberto Baldovin, regista della sperimentazione, interverranno rappresentanti della Camera dell’agricoltura della Carinzia e Alexander Morandell, presidente di Piwi International. I lavori – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, che dall’inizio segue questa interessante iniziativa – saranno conclusi da una degustazione dei vini prodotti a Forni di Sotto, a Valbruna e nella confinante regione austriaca, assieme ad altri vini ottenuti da varietà resistenti.

Obiettivo puntato dunque sulla cosiddetta “viticoltura di montagna”, viste queste sperimentazioni con le quali si porta la vitivinicoltura ad alta quota, sfruttando anche le condizioni favorevoli del mutamento climatico in atto. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate erano stati sottoposti nello scorso novembre a un’analisi tecnica e sensoriale, nella sede dell’azienda Pitars a San Martino al Tagliamento, presenti ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. C’era anche lo stesso dottor Morandell, in rappresentanza appunto di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto – ricordavamo nell’occasione – erano state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro. Ricordiamo, in particolare, che Solaris – uno dei vitigni della sperimentazione in montagna – è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Come detto, l’iniziativa in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis” che vede la sperimentazione condotta in quattro vigneti montani, posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito all’epoca il dottor Roberto Baldovin, appunto responsabile dell’operazione vitivinicola – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della degustazione che si era tenuta in novembre a San Martino al Tagliamento; in alto, l’intervento di Valdesolo che ha accanto Baldovin e Morandell.

 

Ritorna NanoValbruna, Festival Green: tra gli obiettivi la Foresta di Tarvisio

Torna anche quest’anno a Valbruna, in Comune di Malborghetto, il Festival Green del Friuli Venezia Giulia, NanoValbruna, che riunirà tra il 18 e il 23 luglio nella piccola comunità friulana scienziati, imprenditori, docenti, artisti, professionisti del settore per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità e green economy: una manifestazione di respiro internazionale – realizzato grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Gruppo Luci e Biofarma e con la partecipazione dell’ Università degli Studi di Udine e con la media partnership della Rai – curata da Annalisa Chirico e Francesco Chirico e dai giovani della neonata associazione ReGeneration Hub Friuli in collaborazione con l’Accademia di Gagliato Globale.
La direzione scientifica di questa edizione del festival – che offre un concreto confronto scientifico ad alto livello per innescare progetti di rigenerazione sostenibile del territorio – è affidata al ricercatore di origini friulane Enrico Di Minin, docente all’Università di Helsinki, scienziato della conservazione noto per le sue attività di ricerca tra il nord Europa e i grandi parchi del Sud Africa contro il commercio illegale di specie sulle piattaforme digitali.

Enrico Di Minin

Nanovalbruna 2022 propone un’intensa settimana di attività tra panel scientifici e artistico-divulgativi, appuntamenti con esperti di politiche giovanili e di processi produttivi sostenibili, dove spiccano i “Meeting with”, incontri one-to-one tra scienziati, imprenditori, ricercatori, manager e i giovani presenti al festival. Da segnalare, tra le altre la presenza dell’accademico bioingegnere e ricercatore italiano Mauro Ferrari, del CEO della start up biomedicale GreenBone Ortho Lorenzo Pradella, del manager e fisico Roberto Della Marina, dei professori e ricercatori Antonio Massarutto, Stefano Filacorda, Paolo Pescarmona, Maila Danielis, Francesca Milocco, solo per citarne alcuni.
Ampio spazio, come di consueto, è riservato da NanoValbruna ai giovanissimi, con le cinque mattinate di NanoPičiule, che anche quest’anno catturerà l’attenzione dei più piccoli (dai 6 ai 14 anni) con divertenti e appassionanti esperimenti scientifici ideati per insegnare a “pensare sostenibile”, il tutto sotto la guida di Marina Cisilino e Paolo Ganzini. Grande attenzione, inoltre, al festival per le attività legate al turismo sostenibile con gli appuntamenti quotidiani della sezione “NanoValbruna Green Experience”. Novità assoluta di questa edizione è l’iniziativa rivolta alla realizzazione di progetti nell’ambito dell’innovazione e della sostenibilità con il contest nazionale “Nanovalbruna Challenge for Circular Economy”, un concorso di idee rivolto a giovani ricercatori, studenti e aspiranti imprenditori chiamati a presentare idee sostenibili per il lancio di start up innovative. Le migliori proposte progettuali – 12 arrivate da tutta Italia – saranno presentate pubblicamente venerdì 22 quando verrà premiata la startup più innovativa.
Sempre venerdì 22 luglio attese al festival presenze internazionali d’eccezione con rappresentanti del mondo delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale, nonché il presidente della Società Internazionale delle Piccole Imprese con base a Washington D.C.

Patrizio Roversi

A suggello dell’edizione 2022, atteso nella serata di sabato 23 luglio a Valbruna l’arrivo del “turista per caso” Patrizio Roversi. Volto storico della sensibilizzazione intorno ai temi della sostenibilità, l’autore e conduttore televisivo è noto per l’impegno consolidato a favore dei valori legati all’impatto sull’ambiente degli stili di vita, per la divulgazione dell’importanza del turismo sostenibile e la promozione di scelte sostenibili legate alla produzione e al consumo agroalimentare. In programma in serata l’incontro presentato dalla giornalista Rai Marinella Chirico “Friuli Sostenibile (non per caso): parola di Patrizio Roversi”, a cui prenderanno parte anche il direttore scientifico del festival Enrico Di Minin e l’artista toscano Roberto Ghezzi autore di opere basate sulla natura, le sue Naturografie.
A precedere l’incontro le parole del ricercatore faunistico Paolo Molinari che racconterà “La magia della Foresta di Tarvisio”, uno dei luoghi a più densa presenza di biodiversità al livello europeo, unica area in Italia dove, oltre alla lince, convivono l’orso e il castoro.

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In copertina e qui sopra  bambini impegnati nelle interessanti attività di NanoValbruna.

Come valorizzare le aree montane Fvg? Aperta fino a venerdì la call giovani

Valorizzare e promuovere attraverso i più innovativi linguaggi digitali – dalla comunicazione allo storytelling – l’operato di piccole e tenaci realtà imprenditoriali della montagna del Friuli Venezia Giulia attraverso il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni provenienti da Trieste, dal resto della regione e da tutta Italia. È questo l’obiettivo dell’inedito progetto “Percorsi Spericolati” – call di selezione attiva fino a venerdì 14 gennaio su www.percorsispericolati.it – nato per portare ad emersione le esperienze e le storie di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle Terre Alte della nostra regione, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Pietro Pittini di Trieste, onlus che mette al centro delle sue azioni il futuro delle giovani generazioni, in un mix di filantropia e innovazione sociale.

Marina Pittini


“Percorsi Spericolati” è un viaggio immersivo per conoscere e supportare alcune realtà imprenditoriali locali particolarmente innovative che operano principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’hospitality, del turismo ma anche dell’artigianato. Il programma, rivolto ai giovani selezionati dalla call, prevede l’utilizzo di nuovi strumenti della comunicazione digitale applicata alla rigenerazione territoriale delle aree cosiddette al margine. «La nostra Regione è racchiusa da aree montane caratterizzate dai problemi tipici delle zone interne: impoverimento sociale, spopolamento e abbandono», spiega Marina Pittini, presidente della Fondazione: «Questo progetto nasce proprio per valorizzare nuove forme del “fare impresa” supportandole nello storytelling e nella comunicazione grazie alla produzione di contenuti realizzati da giovani nativi digitali».
Nella prima fase del progetto, un training residenziale sarà proposto a Valbruna a fine marzo per l’acquisizione di competenze sui linguaggi digitali (film-making, fotografia, storytelling), la progettazione e il service design. I partecipanti potranno quindi scegliere le realtà locali da affiancare per svilupparne i singoli progetti di promozione nel corso di due “camp immersivi” nelle sedi degli imprenditori. L’idea di costruire un progetto con questi obiettivi nasce dalla ricerca realizzata a inizio 2021 dalla Fondazione PP in collaborazione con la Coop. Cramars di Tolmezzo che ha portato alla creazione di un censimento sugli innovatori resilienti della montagna regionale.

 

Ulteriori informazioni e indicazioni relative al bando di partecipazione sul sito www.percorsispericolati.it

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In copertina e all’interno tre belle foto di ambienti montani o collinari del Friuli Venezia Giulia scattate, nell’ordine, da Ales Krivec, Gabriele Tirelli e Tommaso Urli.

 

“Percorsi Spericolati”, giovani invitati a Valbruna per valorizzare le “terre alte”

Valorizzare e promuovere attraverso i più innovativi linguaggi digitali – dalla comunicazione allo storytelling – l’operato di piccole e tenaci realtà imprenditoriali della montagna del Friuli Venezia Giulia attraverso il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti dalla regione e da tutta Italia. È questo l’obiettivo dell’inedito progetto “Percorsi Spericolati”, nato per portare ad emersione le esperienze e le storie di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle Terre Alte della nostra regione, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Pietro Pittini, onlus che mette al centro delle sue azioni il futuro delle giovani generazioni, in un mix di filantropia e innovazione sociale.
“Percorsi Spericolati” non è un semplice contenitore per veicolare storie positive, ma un vero e proprio percorso immersivo che vedrà la partecipazione diretta di giovani provenienti da contesti e luoghi molto diversi tra loro e che si ritroveranno, sul nostro territorio, per apprendere e poi supportare alcune piccole realtà imprenditoriali locali particolarmente innovative che operano principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’hospitality, del turismo ma anche dell’artigianato. Il programma – la cui call di selezione resterà aperta fino al prossimo 14 gennaio – è rivolto infatti a giovani dai 18 ai 30 anni accomunati dalla passione verso i nuovi strumenti comunicativi e di storytelling, ma anche da un sincero interesse nei confronti dei temi della rigenerazione territoriale e delle aree “al margine”; tutte questioni che la pandemia ha contribuito a far riscoprire soprattutto tra le nuove generazioni.
La prima fase del progetto prevede la realizzazione di un training residenziale che si svolgerà a Valbruna dal 27 marzo al 3 aprile e che sarà incentrato sull’acquisizione di competenze legate ai linguaggi digitali (film-making, fotografia, storytelling), alla progettazione e al service design. Al termine di questa prima fase, i partecipanti avranno poi la possibilità di scegliere le realtà locali da affiancare per svilupparne i progetti di valorizzazione attraverso due camp immersivi della durata di quattro giorni ciascuno nei mesi di aprile e giugno che verranno realizzati presso le sedi degli imprenditori coinvolti nel percorso e che consentiranno di acquisire competenze spendibili poi per un futuro inserimento nel mondo del lavoro. L’idea di costruire un progetto con questi obiettivi nasce della ricerca realizzata a inizio 2021 dalla Fondazione PP in collaborazione con il professor Giovanni Carrosio e Vanni Treu della Coop. Cramars di Tolmezzo e che ha portato alla creazione di un censimento sugli innovatori resilienti della montagna friulana.
«La nostra regione è racchiusa da aree montane caratterizzate dai problemi tipici delle zone interne del nostro Paese: impoverimento sociale, spopolamento e abbandono», afferma Marina Pittini, presidente della Fondazione Pietro Pittini. «Questo nuovo progetto – aggiunge – nasce per valorizzare realtà innovative e nuove forme del “fare impresa” supportandole nello storytelling e nella comunicazione media grazie alla produzione di strumenti e contenuti realizzati proprio da giovani nativi digitali. L’ambizione è contrastare la marginalizzazione e fenomeni di declino demografico, coinvolgendo ragazzi e ragazze in un duplice percorso di valorizzazione dei luoghi montani e di acquisizione di competenze utili anche per un successivo inserimento lavorativo».

Percorsi Spericolati è realizzato dalla Fondazione con il supporto tecnico dell’Associazione culturale Meraki e dall’Associazione di Promozione Sociale Rob de Matt. Collaborano poi attivamente al progetto la Cooperativa Sociale Cramars, l’Ecomuseo Lis Aganis, la Rete Rifai e Cantiere Friuli (Università degli Studi di Udine).
Per ulteriori informazioni e indicazioni relative al bando di partecipazione, visita il sito www.percorsispericolati.it

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In copertina, un particolare della foto di Tommaso Urli; qui sopra, quelle di Ales Krivec e Gabriele Tirelli.

 

“NanoValbruna”, anche i giovanissimi alla scoperta della natura in Valcanale

Si è aperto all’insegna dell’esplorazione dei percorsi wild di Valbruna, per un’esperienza di autentica e profonda conoscenza della natura di questi splendidi angoli della Valcanale, la seconda edizione del festival green del Friuli Venezia Giulia “NanoValbruna”, che prosegue fino a sabato ospitando scienziati, imprenditori, docenti, artisti e professionisti del settore per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità, nanotecnologie e Green economy.
Grande successo per i primi appuntamenti con Green Experience, il programma di turismo sostenibile curato da Francesco Chirico che proseguirà su prenotazione a partecipazione gratuita per tutta la durata del festival.


NanoValbruna – curata da Annalisa Chirico e promosso dall’Accademia di Gagliato Globale, ideata e presieduta da Paola Del Zotto Ferrari, anche coordinatrice scientifica dell’evento friulano – ha avviato nella giornata di ieri anche una delle sue attività cardine dedicata ai giovanissimi. NanoPiçule, vero fiore all’occhiello della manifestazione, presenta, infatti, giornate di laboratori per partecipanti dai 6 ai 14 anni, con divertenti e sorprendenti esperimenti scientifici, guidati da Marina Cisilino e Paolo Ganzini e da giovani ricercatori che vede tra l’altro la partecipazione dell’Arpa regionale con il progetto Adria Clim, coordinato dal professor Dario Giaiotti. Le attività stanno permettendo ai più piccoli di avventurarsi in un appassionante viaggio nel mondo della scienza e della nanoscienza affrontando tematiche legate all’economia circolare, alla sostenibilità, e all’ambiente.
Spiccano al festival anche i panel scientifici: in programma oggi, 21 luglio, i “Virtual Duets” con ospiti internazionali sul tema della sostenibilità tramessi in streaming da Palazzo Veneziano.
Domani è, invece, prevista la tavola rotonda dal titolo “Da lineare a circolare: il vantaggio di essere sostenibili” che vede la presenza dei professori Francesco Marangon, dell’Università di Udine, e Gianluigi Gallenti, dell’Università di Trieste, entrambi referenti per la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (Rus),in qualità moderatori di un confronto tra la project manager Elena Nicoletti, il direttore generale di Arpa Fvg Stellio Vatta, il presidente del gruppo Luci, Adriano Luci, il presidente di Legno Servizi e direttore generale del Cluster Legno Arredo e Sistema Casa, Carlo Piemonte, il responsabile nazionale di Ambiente ed Economia Circolare di Confartigianato Imprese, Daniele Gizzi, l’imprenditore e presidente di Carnia Industrial Park, Roberto Siagri, Stefania ed Edi Sarnataro di Montvert – Acquaponica Fvg, il docente dell’Università di Udine Antonio Massarutto, Germano Scarpa, presidente di Biofarma, e infine il dottor Flavio Gabrielcich a capo della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Fvg.
NanoValbruna è anche sede di due importanti eventi artistico-culturali che chiuderanno le giornate di festival a partire, venerdì 23 luglio, dall’evento “Non è solo camminare”, nell’ambito, della rassegna ideata dal Servizio foreste e Corpo forestale del Friuli Venezia Giulia “Palchi nei Parchi”, e gran finale sabato 24 luglio con un doppio appuntamento. Alle 17 atteso il concerto live in Val Saisera con l’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e la voce narrante del noto meteorologo e climatologo Luca Mercalli. Alle 20 davanti all’Hotel Saisera a concludere il festival l’appuntamento “NanoValbruna si racconta”, con una festa solidale aperta a tutti.

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In copertina e all’interno immagini che documentano le attività, anche per giovanissimi, finalizzate alla scoperta della Valcanale.