Dopo Vaia il bostrico, boschi in pericolo: una riflessione con vicino/lontano mont

Dopo la tempesta Vaia, del 2018, un’altra calamità sta colpendo i nostri boschi: l’infestazione di bostrico, un coleottero che attacca l’abete rosso, condannando a morte ampie porzioni di foresta. Su tutte le Alpi centro-orientali la situazione è drammatica. E anche in Carnia l’infestazione dilaga. C’entra la crisi climatica in atto, ma c’entra anche la passata gestione forestale. Come agire nell’emergenza? Come saranno i boschi del futuro?
Sarà il giornalista, scrittore e dottore forestale Luigi Torreggiani – già ospite di vicino/lontano mont lo scorso anno – a guidare la passeggiata didattica che la rassegna propone per cercare di rispondere a queste domande domani 9 settembre, dalle 10, con ritrovo ai Piani di Vâs, punto di partenza del sentiero che sale al rifugio Chiampizzulon. Torreggiani, che scrive per la rivista Sherwood, conduce il podcast “Ecotoni” e ha realizzato per il quotidiano Domani e la Compagnia delle Foreste il reportage vocale “Vaia”, sarà coadiuvato da: Erika Andenna, dottore forestale, appassionata di “studi di futuri” e direttrice del Consorzio Boschi Carnici; Iris Bernardinelli, ispettore fitosanitario di Ersa; Mirco Cigliani, impresario forestale e presidente della cooperativa Legnoservizi; e Pier Paolo De Biasio, commissario forestale all’Ispettorato forestale di Tolmezzo. Per partecipare basta prenotarsi scrivendo a prenotazioni@vicinolontano.it. Per chi lo desidera, dopo il pranzo facoltativo al ristorante Aplis di Ovaro (costo 20 euro), nel pomeriggio sarà possibile visitare la storica Segheria veneziana presso il Centro turistico-ambientale Aplis. Alle 17, a Cjasa da Duga a Salârs di Ravascletto, Torreggiani porterà i risultati della mattinata in occasione del finissage della mostra fotografica di Ulderica da Pozzo “In tal bosc. Alberi sentieri storie”, commentandoli con l’autrice delle immagini sull’onda delle suggestioni portate dalle letture a cura di Massimo Somaglino dalle straordinarie pagine di “Storia di alberi e della loro terra” (Marsilio) e “Il duca” (Einaudi) di Matteo Melchiorre.
Domenica 10 settembre, alle 17, vicino/lontano mont tornerà invece a far tappa a Cave del Predil. Uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi Giulie, l’interno della ex miniera, diventerà lo speciale scenario di un evento musicale. Il cantautore tarvisiano Miky Martina – che è anche tecnico del Soccorso Alpino e come tale aveva partecipato alla seconda edizione di vicino/lontano mont in un incontro dedicato alla sicurezza in montagna – porterà le sue canzoni e le sue storie di vita, vissute in montagna, fin dentro le viscere del Monte Re, accompagnato come sempre dalla sua chitarra e dall’armonica. L’evento, a ingresso libero, si realizza in collaborazione con la Cooperativa Pluriservizi Valcanale che al termine del concerto offrirà a tutti i partecipanti un aperitivo. Si consigliano abbigliamento pesante e calzature adeguate. In miniera la temperatura è compresa tra i 6 e i 9 gradi e l’umidità è elevata.

Informazioni e programma dettagliato: www.vicinolontano.it
Tutti gli eventi sono a ingresso libero, salvo dove diversamente specificato

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In copertina, ecco una emblematica immagine della salute dei nostri boschi in una foto scattata da Ulderica Da Pozzo.

Il vino “cancerogeno”? Levata di scudi di Fvg, Veneto, Lombadia e Piemonte

di Giuseppe Longo

Assoenologi ha appena reso noti i dati definitivi dell’ultima vendemmia – 49 milioni di ettolitri, in Fvg 1 milione 853 mila – che sul settore vitivinicolo si abbatte come un uragano (ricordate Vaia poco più di tre anni fa?) una nuova avversità, normativa però, che si coniuga con quelle patite dai produttori nell’interminabile emergenza pandemica. Il vino, infatti, farebbe molto male – contrariamente a quanto si sapeva, sempre ovviamente con moderati consumi -, aprendo addirittura la porta all’insorgenza del cancro. Tanto che c’è stata una immediata levata di scudi da parte di quattro Regioni rinomate per la produzione enologica. Infatti, gli assessori alle Risorse agroalimentari di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Piemonte hanno fatto fronte comune dopo l’annuncio dei contenuti del Piano d’azione predisposto dalla Direzione generale per la sicurezza alimentare per la lotta al cancro (Europe’s Beating Cancer Plan), contenente alcune indicazioni che, dicono gli assessori, “hanno dell’incredibile”. Proprio perché – si sottolinea in una nota Arc – il consumo di vino, secondo il documento pubblicato pochi giorni fa dalla Commissione Ue, nuocerebbe gravemente alla salute: senza se e senza ma.

Stefano Zannier

“Il consumo moderato e consapevole del vino, che fa parte delle tradizioni e dello stile di vita degli europei, sarebbe quindi assimilato all’abuso di alcol e di superalcolici – scrivono invece in una nota congiunta gli assessori, tra i quali Stefano Zannier per il Friuli Venezia Giulia -. Rileviamo come tutto ciò si ponga in antitesi con quanto la comunità scientifica ha più volte affermato, riconoscendo al vino importanti ricadute positive sulla salute sia per i benefici apportati da piccole quantità di alcol sia per gli altri componenti di questa bevanda, tra i quali diversi antiossidanti sicuramente “amici” della nostra salute. Le conseguenze per uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana ed europea sarebbero devastanti: le politiche di sviluppo che da sempre accompagnano il settore sarebbero infatti messe pesantemente in discussione e tutto ciò sarebbe addirittura accompagnato dall’invito a riportare sulle etichette immagini e scritte che oggi siamo abituati a vedere sui pacchetti di sigarette“. Per i rappresentanti regionali le rassicurazioni che la vicepresidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas, si è affrettata a rilasciare, seppur incoraggianti, non sono però sufficienti ad eliminare le preoccupazioni in ordine ad un’iniziativa dettata dalla disinformazione degli uffici di Bruxelles che va censurata con decisione. “Ci adopereremo pertanto in tutte le sedi competenti, sia a livello nazionale sia a livello comunitario – concludono gli assessori -, per evitare che tutto ciò si traduca in un disastro annunciato”.

Rodolfo Rizzi

Se passasse, infatti, questa linea comunitaria sarebbe arrecato un gravissimo danno all’immagine del vino che, come è noto, è da sempre un alfiere delle nostre eccellenze agroalimentari, sia in fatto di quantità che di qualità. Una produzione che nell’ultima vendemmia – come ci ha comunicato il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi – si attesta nel Belpaese esattamente su 49.066.003 milioni di ettolitri, mentre in Friuli Venezia Giulia se ne sono prodotti 1.853.184, di cui 1.574.458 bianchi e 278.727 rossi. Tipologie che a livello nazionale quasi si equivalgono: 28.652.226 bianchi e 20.413.777 rossi. C’è quindi da sperare che la normativa “in itinere” sia bloccata e rivista come chiedono i quattro assessori regionali all’Agricoltura. Altrimenti, ai disastri causati dal Covid e dai provvedimenti anti-contagio, se ne aggiungerebbero altri, i cui effetti sarebbero facilmente immaginabili.

Vigneti collinari in Fvg.

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In copertina, il Friuli Venezia Giulia è vocato a produrre grandi vini bianchi sia fermi che spumanti.

 

 

Dal “pane del bosco” al Tagliamento. Ma anche enoturismo e Vìtovska

di Gi Elle

Che belle proposte (virtuali, però) per questo fine settimana! Il Friuli Venezia Giulia è, infatti, tra i protagonisti di “Cibo a regola d’arte”, il food festival del Corriere della Sera che quest’anno, anche in forma digitale, prevede dibattiti, performance e discussioni con chef, scrittori, produttori ed esperti del mondo dell’enogastronomia. Il tema dell’edizione 2020 è “Tempo di scegliere” e ruota attorno alla responsabilità collegata proprio al mondo del cibo. In questo senso, il Fvg si inserisce nel palinsesto delle conferenze con due racconti di storie del territorio che parlano di sostenibilità, produzioni enogastronomiche locali e turismo.

Lo chef  Stefano Basello.

Il primo appuntamento, dal titolo “Il tesoro degli alberi: farine e mulini da scoprire”, è in programma oggi 7 novembre, alle 16, e vedrà Stefano Basello, chef del ristorante Il Fogolar dell’hotel Là di Moret, a Udine, il regista Swan Bergman, Edoardo Marini, proprietario e direttore dell’Hotel Là di Moret, e Massimiliano Plett, gastronomo esperto di grani antichi, dialogare tra di loro su tecniche innovative di panificazione legate al territorio del Friuli Venezia Giulia. Proprio grazie allo chef Basello, con la ricetta del “pane del bosco” ideato dopo la devastazione della tempesta Vaia nei boschi della Carnia, il Friuli Venezia Giulia lo scorso febbraio, a Milano, aveva vinto il premio “sostenibilità” alla prima edizione dei “Food&Wine Italia Awards 2020”, organizzati dalla testata “Food&Wine Italia” per celebrare il talento, la creatività e la responsabilità sociale nell’enogastronomia italiana.
Durante il secondo incontro “Viaggio (etico) lungo il Tagliamento”, previsto per domani 8 novembre alle 9.30, lo scrittore Angelo Floramo e Claudio Salvalaggio, guida naturalistica e turistica, si percorrerà il corso del fiume per raccontare storie, produzioni e biodiversità del Friuli Venezia Giulia.

Il Tagliamento a Venzone.

Per PromoTurismoFvg la partecipazione a “Cibo a regola d’arte” si inserisce nella strategia di promozione dell’enogastronomia regionale e della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, la “Route63” del gusto che, a oggi, conta ben 400 aderenti tra produttori, vignaioli, aziende e artigiani, verso un pubblico qualificato di esperti e appassionati. Promuovere e “vendere” il territorio scegliendo i prodotti locali come ambasciatori: questa la linea che da diversi mesi ha deciso di adottare l’ente per far conoscere questa affascinante regione nel resto d’Italia e in giro per il mondo. Attraverso i sapori, che generano ricordi, si sostengono degustazioni a distanza, e-commerce e piattaforme per la vendita delle specialità enogastronomiche, in grado di mantenere sempre vivo e autentico il legame con il territorio.

Sempre domani è in programma invece la Giornata Mondiale dell’Enoturismo 2020 promossa da Recevin in collaborazione con le Associazioni nazionali delle Città del Vino europee, organizzazione che nel Vigneto Fvg ne conta ben 25 dopo i recenti ingressi dei Comuni di Moraro e Povoletto. In questo contesto, da segnalare l’iniziativa (dalle 10), che il Comune di Duino Aurisina ha dedicato al tema “Vìtovska, un vino un territorio“. Al pregiato bianco del Carso triestino – poco conosciuto, ma di grande finezza e qualità al pari della più famosa Malvasia – sarà riservato un interessante approfondimento che sarà diffuso in diretta su YouTube con la partecipazione di vitivinicoltori, pubblici amministratori e rappresentanti delle organizzazioni produttive.

Un bel grappolo di Vìtovska.

Entrambi gli interventi si potranno seguire in diretta sul sito https://cucina.corriere.it/ciboaregoladarte/milano/

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In copertina, il “pane del bosco” ideato da Stefano Basello dopo la tempesta Vaia in Carnia.