Bosco digitale più utile e sostenibile: decolla un progetto triennale in Fvg

Un innovativo supporto digitale per gestire in modo più vantaggioso e sostenibile le piccole proprietà forestali del Friuli Venezia Giulia. Le statistiche forestali rivelano infatti di una sotto-utilizzazione dei boschi della nostra regione, nonostante la disponibilità della risorsa prima e la crescita del livello di meccanizzazione delle imprese forestali. Un utilizzo che è tre volte più basso di quello di Francia, Spagna e Portogallo e cinque volte inferiore a quello di Germania e Gran Bretagna, soprattutto a causa della frammentazione della proprietà forestale privata. Infatti, i boschi in Fvg sono per il 56% di proprietà privata che, nella maggior parte dei casi, è polverizzata in particelle con superfici estremamente ridotte.

«L’analisi condotta durante la prima fase del progetto triennale Pri.For.Man. avviata nel 2019 – spiega Carlo Piemonte, presidente della cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo e direttore del Cluster Legno Fvg – ha messo in evidenza come gli operatori del settore, e i proprietari privati in particolare, intravvedano nella gestione condivisa delle loro proprietà la possibilità di generare impatti positivi per la collettività, sia in termini ambientali che economici. Tuttavia, per raggiungere tali obiettivi, vanno attivati dei modelli gestionali chiari e ben definiti, in grado di soddisfare le legittime aspettative di ogni parte. In questo senso, l’applicazione delle nuove tecnologie per il rilievo con i droni per l’inventariazione digitale delle risorse forestali potrebbero rappresentare uno strumento aggiuntivo utile allo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni (Ssd) in modo da garantire i singoli proprietari e favorire una gestione condivisa delle proprietà stesse da parte di un soggetto terzo».

«L’obiettivo generale di Pri.For.Man. è quello di rafforzare il potere di mercato, oltre che la quantità e la qualità del legname prelevabile da parte dei proprietari privati, delle imprese boschive, di società di servizi e di commercializzazione e dei liberi professionisti favorendo una loro integrazione verticale multi-livello – aggiunge Giorgio Alberti, docente di Selvicoltura e Assestamento forestale all’Università di Udine -. Il carattere innovativo del progetto risiede negli strumenti pianificatori digitali che saranno messi a disposizione dei partner sia su scala regionale che in 4 aree pilota. Il Ssd rappresenterà, in questo modo, il primo caso in Italia di applicazione a proprietà forestali private. L’inventariazione da remoto delle risorse forestali e la loro integrazione negli strumenti pianificatori previsti dalla normativa, faciliterà una migliore conoscenza del territorio, una migliore pianificazione nell’utilizzo della risorsa legno, una semplificazione nelle procedure autorizzative al taglio e una migliore organizzazione dei lavori di utilizzazione con importanti ricadute economiche».

Pri.For.Man. – Il Progetto è finanziato nell’ambito del Psr 2014-2020 della Regione Friuli Venezia Giulia, Tipologia di Intervento 16.1.1 – Costituzione e gestione dei Gruppi Operativi del PEI, Partenariati Europei per l’Innovazione. Vede come partner l’impresa forestale Danta Legnami e Biomasse srl (Capofila) di Verzegnis, la Legno Servizi Società Cooperativa di Tolmezzo, il Consorzio Comunità di Rutte – Dorfschaft Greuth di Tarvisio, la Società agricola Dolomitis Legnami di Forni di Sopra e l’impresa forestale Vuerich Gregorio di Tarvisio.
I partner scientifici sono l’Università degli studi di Udine (Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali con il contributo del Dipartimento di Scienze Giuridiche) e l’Università degli studi di Firenze (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali). Il coordinatore e project manager è l’architetto Maurizio Trevisan.

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In copertina, un bellissimo bosco di conifere in Friuli Venezia Giulia; all’interno, lavori forestali di taglio e movimentazione dei tronchi.

 

Vitigni autoctoni, internazionali o resistenti? Assoenologi aiuta nella scelta

(g.l.) “Scelta varietale: vitigni autoctoni vs internazionali vs resistenti”: questo il tema, molto interessante, del secondo dei tre webinar organizzati da Assoenologi, in programma domani 24 febbraio, dalle 17 alle 18.30. La piattaforma ampelografica italiana è costituita da diverse centinaia di vitigni, principalmente autoctoni di antica origine, affiancati da vitigni internazionali e più recentemente da vitigni resistenti alle malattie fungine. Nella lezione verranno descritte le principali caratteristiche e i criteri da valutare per la scelta del vitigno più adatto. Relatori il professor Claudio D’Onofrio, ordinario di Coltivazioni arboree al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, docente di viticoltura e biotecnologie applicate alle specie legnose da frutto, presidente del corso di laurea magistrale in ”Innovazione Sostenibile in Viticoltura ed Enologia” della stessa Università di Pisa e dell’Università di Firenze; il dottor Paolo Storchi, ricercatore del Crea, che si è occupato di sperimentazioni nel campo del recupero e valorizzazione del germoplasma, della tecnica colturale, di viticoltura di precisione e dei rapporti pianta/ambiente.
Il terzo appuntamento del ciclo organizzato dall’associazione dei tecnici della vite e del vino – guidati a livello nazionale da Riccardo Cotarella e regionale da Rodolfo Rizzi – è fissato per giovedì 4 marzo, con gli stessi orari. Il tema sarà “Varietà resistenti in viticoltura: impatto sulla biodiversità microbica nel suolo del vigneto e ruolo della nutrizione minerale nella risposta ai patogeni fungini”. Nell’ambito della viticoltura moderna, l’utilizzo di varietà di vite resistenti alle malattie fungine, che normalmente affliggono la qualità e la resa della produzione vitivinicola, può rappresentare un valido strumento per la riduzione degli input di agrofarmaci volti alla difesa fitosanitaria. Relatori il professor Stefano Cesco, ordinario della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, docente dei corsi di Biochemistry and Physiology of Agricultural Plants per la laurea Triennale “Agricultural, Food and Mountain Environmental Sciences, di “Mineral Nutrition” nell´ambito dell´International Master in Horticultural Science; il professor Youry Pii, associato della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, docente dei corsi di “Environmental Chemistry towards Food Processing” e di “ Molecular Techniques in Food Technologies: from Biotechnology to Authenticity” per la laurea magistrale in Food Innovation and Authenticity, di “Elements of Chemistry and Biochemistry of Agrochemicals” nell´ambito dell´International Master in Horticultural Science.

Mentre per tutti (soci e non) i webinar sono a pagamento, l’iscrizione è gratuita per gli studenti universitari scrivendo a formazione@assoenologi.it e comunicando il proprio numero di matricola. Termine iscrizioni: per il webinar di giovedì 4 marzo: martedì 2.

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In copertina e qui sopra vigneti nella zona Doc Friuli Aquileia.

Allevatori Fvg e benessere animale: la stalla del futuro nel primo webinar

Anche quest’anno, nonostante le importanti limitazioni imposte dalla pandemia, l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia non ha voluto mancare al consueto appuntamento con la formazione tecnica. Un impegno che porta avanti da anni e che in questo 2021 si concentrerà sul tema del benessere animale. «Le politiche ambientali dell’Ue hanno contribuito a migliorare il benessere degli animali allevati, fin dagli anni 80, tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione – spiega il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni -. Norme che si sono arricchite, dal 2007, grazie alla Politica agricola comunitaria (Pac) che ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare. Se a quest’attenzione si aggiungono poi quella dell’opinione pubblica e dei consumatori in materia di tutela degli animali è facile comprendere come oggi, per tutti, si tratti di una priorità. E per tutti significa naturalmente anche per le aziende zootecniche, che devono far rientrare il benessere animale in un sistema che soddisfi da un lato le aspettative dei cittadini-consumatori, dall’altro permetta alle imprese di ottenere un reddito adeguato a fronte dell’impegno profuso quotidianamente».
Aspetti che saranno approfonditi nel corso di tre incontri online. In programma per domani 17 febbraio, per il 24 febbraio e il 3 marzo, prenderanno tutti il via alle 10.30 per concludersi entro le 12.30. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo formazione@aafvg.it.
“Lettiera compost per vacche da latte: sarà la stalla del futuro?” è il titolo del primo webinar, in programma appunto per domani, che vedrà come relatore Lorenzo Leso dell’Università di Firenze. Il 24 febbraio la veterinaria Nadia Borsato parlerà invece di “Assistenza della vacca al parto e alla gestione del vitello”, per finire il 3 marzo con un incontro sulla ClassyFarm (sistema integrato per la categorizzazione del rischio degli allevamenti) e l’allevamento sostenibile. Ne parlerà un ricco parterre di relatori: Paolo Bulgarelli (Parmalat spa), Norma Arrigoni (Izsler), Andrea Peresson e Martina Ricci (Regione Fvg) e Michele Blasi (Dqa srl).

Per iscriversi: formazione@aafvg.it

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In copertina, bovine da latte in una stalla friulana; qui sopra, il presidente Aafvg Renzo Livoni.