Pinot grigio delle Venezie, impegno del Consorzio Doc nella transizione ecologica e generazionale tra innovazione varietale, formazione e responsabilità

Il Consorzio di Tutela Vini delle Venezie Doc ha portato la propria visione e progettualità alla 13ma edizione del Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale all’Università Bocconi di Milano – principale evento in Italia dedicato alla sostenibilità e alla responsabilità sociale d’impresa – partecipando alla tavola rotonda “Custodi del territorio: i Consorzi di tutela del vino tra qualità, criticità e sostenibilità”. Nel suo intervento, il direttore Stefano Sequino ha messo in luce il ruolo determinante dei Consorzi rispetto alla gestione territoriale e ha presentato due progettualità strategiche: il Pinot grigio Doc a bassa gradazione alcolica e l’utilizzabilità di varietà resistenti, cosiddette Piwi, nella quota complementare del disciplinare di produzione della Doc delle Venezie, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e rafforzare la sostenibilità economica delle imprese vitivinicole della filiera del Pinot grigio DOoc nordestina (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino) e il progetto “Impresa-Giovani-Futuro”, condiviso con la Rete degli Istituti Tecnici Agrari italiani), dedicato all’inserimento e alla formazione delle nuove generazioni nel settore vitivinicolo.

Il direttore Stefano Sequino.

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La cantina “intelligente”

 “La cantina intelligente: digitalizzazione, efficienza e sostenibilità al servizio del vino”: questo il tema dell’approfondimento che sarà al centro dell’Innovation Talk in programma, come già annunciato, oggi, 22 ottobre, alle 14.30, nella Cantina Subida di Monte a Cormons, un pomeriggio di incontro e confronto dedicato all’innovazione nel settore vitivinicolo. L’appuntamento, intitolato “La cantina intelligente: digitalizzazione, efficienza e sostenibilità al servizio del vino”, è organizzato da Blue Digit, Avant e Schneider Electric, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Fvg e Banca360, e ospitato dalla Famiglia Scarpa nella suggestiva cornice della loro cantina, simbolo di accoglienza e tradizione enologica friulana. Il programma. I lavori saranno aperti da Germano Scarpa e Gabriella Tavasani, della Cantina Subida di Monte, che daranno il benvenuto ai partecipanti, seguiti dall’intervento introduttivo di Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, che inquadrerà il dibattito all’interno del percorso di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. Il primo tema tecnico sarà dedicato all’efficienza e automazione nelle cantine, affrontato da Federico Bortuzzo di Blue Digit e Nicola Peli di Schneider Electric, che illustreranno come la digitalizzazione e le nuove tecnologie possano ottimizzare i processi produttivi e ridurre gli sprechi energetici. A seguire, Edi Querin di Banca360 parlerà di finanza a sostegno delle imprese vinicole, esplorando le opportunità per rendere sostenibili gli investimenti in innovazione. Il pomeriggio proseguirà con la visita guidata alla cantina a cura di Andrea Antonutti, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta degli spazi e delle tecniche produttive della Subida di Monte. Il tema della decarbonizzazione nei vigneti sarà invece approfondito da Alessandro Arioli e Massimo Del Mestre di Avant, con un focus sulle soluzioni per ridurre l’impatto ambientale della filiera vitivinicola.

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«Sono lieto di aver partecipato al Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale, un contesto strategico e qualificato che rappresenta un’importante occasione di confronto e condivisione sui temi centrali per il futuro del nostro settore – ha commentato Sequino –. Nello specifico, i progetti che stiamo portando avanti come Consorzio, e che ho illustrato in questa sede, offriranno strumenti concreti di programmazione e rafforzeranno la capacità delle imprese di affrontare le nuove sfide, adattarsi ai modelli emergenti e mitigare criticità, come ad esempio il ricambio generazionale. In uno scenario complesso come quello attuale, riteniamo fondamentale partecipare attivamente all’analisi della congiuntura, interpretando le variabili economiche, politiche, normative e di mercato, per fornire strumenti e riflessioni utili a definire nuovi spazi di competitività e tracciare il futuro del settore vitivinicolo».
Il direttore del Consorzio Doc interregionale ha inoltre evidenziato la rilevanza del Reg. (Ue) 2024/1143 di riforma delle Indicazioni Geografiche, che riconosce ai Consorzi un ruolo potenziato nella gestione del territorio viticolo e nella definizione di pratiche di sostenibilità integrate nei tre pilastri – economico, sociale e ambientale – rafforzando così la funzione dei Consorzi come veri e propri attori di sviluppo territoriale.
L’incontro – moderato da Laura Ricci, Founder & Senior Sustainability Advisor di Linfa Consulting – ha riunito i rappresentanti di altri tre importanti Consorzi di tutela vino – Sicilia Doc, Vini del Trentino e Prosecco Doc – oltre al Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia. Al centro del confronto, l’idea che la tutela e la responsabilità non possano più essere intesa solo in termini ambientali, ma debbano comprendere l’intero ecosistema economico e sociale che ruota attorno ai territori vitivinicoli. Così come, le testimonianze dei Consorzi hanno evidenziato l’impegno crescente verso modelli di gestione sostenibile che integrano ricerca, formazione e tracciabilità, con l’obiettivo di conciliare la tutela ambientale con la redditività delle imprese e la valorizzazione delle comunità locali.
Il Crea-Ve, rappresentato dal Direttore Riccardo Velasco, ha infine portato il punto di vista della ricerca scientifica, illustrando strumenti concreti per una viticoltura più resiliente: varietà resistenti, gestione integrata delle risorse idriche, modelli digitali per il monitoraggio e, soprattutto, la diffusione della conoscenza come chiave per rendere l’innovazione patrimonio accessibile alle imprese. «La ricerca – ha sottolineato Riccardo Velasco – è oggi uno strumento chiave per condurre una viticoltura responsabile e sana, non solo con soluzioni tecniche, ma anche come veicolo per trasferire conoscenza alle imprese e rendere l’innovazione accessibile».
L’appuntamento ha confermato come i Consorzi di tutela vino rappresentino oggi un punto di convergenza tra territori, imprese e ricerca, con un ruolo crescente nel guidare il cambiamento verso un modello di sviluppo equilibrato e lungimirante. Un percorso nel quale il Consorzio Delle Venezie Doc intende continuare a essere protagonista, con azioni concrete, visione strategica e attenzione alle nuove generazioni.

Pinot grigio in bianco e ramato.

 

Il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

Sito web
www.dellevenezie.it

Thurn Valsassina confermato leader: quante “sofferenze” in agricoltura!

Il consiglio direttivo di Confagricoltura Fvg, all’unanimità, ha confermato alla presidenza Philip Thurn Valsassina che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. Imprenditore agricolo a Ziracco di Remanzacco, dove gestisce un’azienda familiare con 150 ettari investiti a seminativo, 44 anni, laureato in Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari all’Università Bocconi di Milano, Thurn Valsassina dal 2001 è impegnato in Confagricoltura a vari livelli di responsabilità: nell’associazione giovanile, in quella provinciale di Udine e in quella regionale. È anche presidente della cooperativa cerealicola “Torre Natisone” e presidente della Federazione nazionale di prodotto “cereali”, di Confagricoltura.
«Dopo un triennio difficile prendiamo atto che siamo in guerra, con tutte le conseguenze del caso – esordisce Thurn Valsassina -. Le problematicità economiche e sociali sono aumentate, in uno scenario di costante instabilità. Le emergenze diventano strutturali, si sommano le une alle altre e, per l’agricoltura, si trasformano in un lungo elenco di sofferenze. La crisi energetica, quella idrica, la mancanza di manodopera specializzata e la difficoltà a reperire prodotti, carburanti e pezzi di ricambio, sono in cima alla lista. Per affrontarle – prosegue il presidente – servirebbe capire che, come minimo, i processi decisionali e burocratici andrebbero resi definitivamente più celeri. Alcuni comparti, penso ad esempio a varie materie prime agricole e alla carne, sono vittime della speculazione finanziaria che non viene adeguatamente contrastata. Dal punto di vista delle riforme, segnaliamo un rapporto decisamente collaborativo con la Direzione regionale della Risorse agroalimentari per la scrittura del nuovo Psr da disegnare addosso alle 11mila aziende professionali del territorio. Non si può dire altrettanto per la Pac, a livello europeo – sottolinea Thurn Valsassina – che è rivolta troppo a un passato che non ritorna, allontanandosi dall’obiettivo della sovranità alimentare e delle reali necessità delle aziende agricole. Anche sulla transizione energetica bisogna cambiare registro guardando maggiormente alle innovazioni e ai risultati della ricerca (nuove tecniche di ibridazioni comprese), piuttosto che a pratiche non più in sintonia con i tempi attuali. Le imprese agricole possono fare la differenza grazie al loro protagonismo sempre attento a cogliere le opportunità e le potenzialità del nuovo. Un contributo importante può venire dai giovani – conclude il presidente regionale di Confagricoltura – ed è anche per questo che, nel rinnovato consiglio direttivo, abbiamo inserito proprio un rappresentante dei giovani agricoltori nella persona di Fabio d’Attimis Maniago Marchiò».
A coadiuvare il lavoro di Thurn Valsassina ci saranno i consiglieri: Claudio Cressati e Nicolò Panciera di Zoppola (vicepresidenti); Maria Cristina Cigolotti Kristalnigg, Carlo Comis, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, Carlo Ferrato di Sbrojavacca, Giovanni Giavedoni, Gian Riccardo Napolitano, Piergiovanni Pistoni, Michelangelo Tombacco e Daniele Vendrame.

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A Confagricoltura Fvg si rivolgono più di 2.000 aziende, che occupano circa 7.800 operai e 400 impiegati, con oltre il 40 per cento della Plv e della Sau regionale. Nel 2022 sono state presentate domande per la Pac (Politica agricola comunitaria) pari a un valore di 14 milioni di euro.

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In copertina, Philip Thurn Valsassina appena confermato presidente di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia.