Ristoranti in gravi difficoltà: “Riaprire così per noi è impossibile”

di Gi Elle

Serrande alzate finalmente, da ieri mattina, anche per bar, trattorie e ristoranti. Ma non per tutti. Perché c’è anche chi non se l’è sentita di riaprire, dopo quasi tre mesi di blocco, in una situazione d’incertezza, oltre a essere fatta di tante prescrizioni da osservare rigidamente per contrastare il rischio del ritorno del contagio da Coronavirus. “Il clima di paura che tutte queste limitazioni instaurano non porterà a nulla di buono”, torna infatti ad alzare la voce l’Unione Ristoranti Buon Ricordo che nel Friuli Venezia Giulia conta dieci rinomati locali, dalla montagna alla pianura, passando per la collina e il Carso.


“Aprire? Per chi? Il primo grido d’allarme – dicono i ristoratori associati in una preoccupata nota diramata ieri – l’abbiamo lanciato lo scorso 30 marzo. Il secondo è datato 22 aprile. Il nostro Mondo, il Mondo della ristorazione italiana ancora si interroga e vaga senza certezze. La cassa integrazione per i nostri dipendenti, mentre scriviamo, ancora non si è monetizzata. Il palleggio di decisioni tra Governo centrale e Regioni ha portato, last minute, a dare la possibilità di aprire le nostre attività per oggi lunedì 18 maggio. Peccato che il Dpcm e le varie Ordinanze regionali contenenti il famoso protocollo con le regole da seguire sia arrivato solo qualche ora prima. Una barzelletta!”

E ancora: “Il 18 maggio la ristorazione italiana è invitata ad riaprire di corsa, rischiando di non riuscire a essere pronta dal punto di vista della sicurezza sanitaria,
senza aver visto monetizzarsi praticamente ancora nessun aiuto economico, con pesanti dubbi legati al rinnovo delle 9 settimane di cassa integrazione, con la scure della responsabilità penale sulla testa e con norme regolamentari che, unite al clima negativo diffuso, porteranno ad un calo di fatturato previsto attorno all’80%. Noi dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, che da 56 anni difendiamo la cucina della tradizione e che abbiamo sempre avuto come focus il turismo enogastronomico, non possiamo tradire la nostra storia. Tutti quanti vorremmo aprire. I nostri associati fremono ma sono combattuti. Tutti quanti sappiamo che sarà impossibile fare profitto. Noi siamo abituati a saldare fornitori e dipendenti. Non possiamo rinnegare il nostro passato”. “Non ci sono le condizioni. Alcuni di noi – aggiungono – apriranno lo stesso nei prossimi giorni per assicurare un servizio di ristorazione, necessario in alcune zone, ma come Unione Ristoranti del Buon Ricordo, al momento, non siamo messi nelle condizioni di svolgere la nostra missione legata al Turismo Enogastronomico. Confini regionali ed europei sono chiusi. In tantissimi aspetteremo quindi tempi migliori”.
I ristoratori quindi concludono: “Il nostro appello è rivolto quindi alle istituzioni: aprite l’Italia. Torniamo alla libera circolazione, al turismo. Regaliamo positività agli italiani. Abbiate fiducia di noi imprenditori. Tutto il mondo ci invidia. Se davvero ci sarà da dover continuare a lottare con questo virus, lo faremo ma con il sorriso. Il clima di paura che tutte queste limitazioni instaurano non porterà a nulla di buono. Noi non siamo per le proteste eclatanti, ma il settore è davvero con i nervi tesi. I tempi sono scaduti. Ci stiamo giocando l’intera ristorazione italiana”.

Questi, infine, i locali del Friuli Venezia Giulia associati all’Unione: Ristorante Carnia di Venzone, Locanda Al Castello di Cividale, Ristorante Al Sole di Forni Avoltri, Storico ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, Trattoria Da Nando di Mortegliano, Hotel Ristorante Là di Moret di Udine, Lokanda Devetak 1870 di Savogna d’Isonzo, Ristorante Osteria La Pergola di San Daniele, Trattoria Alla Luna di Gorizia, Trattoria Da Toni di Gradiscutta.

Cinquantasei anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di città, dal Nord al Sud. L’Urbr è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana.

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In copertina, il soffitto di un ristorante tappezzato con i tradizionali piatti del Buon Ricordo.

 

Il grido d’allarme dei ristoratori del Buon Ricordo Fvg

di Giuseppe Longo

Tempo di asparagi! E proprio questa settimana, esattamente venerdì 3 aprile, doveva prendere il via “Asparagus 2020”, la bella manifestazione enogastronomica del Ducato dei vini friulani, promossa negli anni Settanta da Isi Benini ed Elio Del Fabbro. A fare da apripista sarebbe stata anche quest’anno la trattoria Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ma pure questa iniziativa, come tantissime altre, ha dovuto tristemente arrendersi all’emergenza da Coronavirus e dare appuntamento al prossimo anno.

Da Toni di Gradiscutta.

Al Sole di Forni Avoltri.

E anche lo storico locale di Aldo Morassutti è uno dei dieci che nel Friuli Venezia Giulia fanno parte dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo dai quali oggi sale un grido d’allarme. “Questa crisi – dicono in coro – ci ha messi in ginocchio e se non si potrà ripartire, prima possibile, la situazione sarà sempre più grave e difficile da risolvere: un vero e proprio disastro”. Ecco, allora, gli altri locali che aderiscono al famososo sodalizio fondato oltre mezzo secolo fa: Hotel Ristorante Carnia di Venzone, Locanda al Castello di Cividale, Ristorante Al Sole di Forni Avoltri, Storico Ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, Trattoria Da Nando di Mortegliano, Hotel Ristorante Là di Moret di Udine, Lokanda Devetak 1870 di Savogna d’Isonzo, Ristorante Osteria La Pergola di San Daniele e Trattoria alla Luna di Gorizia.

Al Ponte di Gradisca.

La Pergola di San Daniele.

“Dal quel terribile 22 febbraio 2020 sono oramai trascorsi 38 giorni. Per tantissimi di noi ristoratori – scrivono in un drammatico appello in ristoratori anche del Friuli Venezia Giulia – da quel momento gli incassi si sono azzerati. La paura ha iniziato a serpeggiare tra i clienti e gli eventi in programma sono stati tutti annullati. Subito abbiamo dovuto mettere il personale in ferie. Prima ci è stato ordinato di chiudere alla sera, poi di chiudere definitivamente quando oramai quasi tutti eravamo ovviamente già chiusi. Da allora sono passati giorni e settimane lunghissime. Tutto il Buon Ricordo, al pari dei colleghi della ristorazione italiana, ha aspettato aiuti rapidi e incisivi. Ancora nulla, eccetto una minima dilazione di pagamento delle tasse e contributi. La cassa integrazione per i nostri dipendenti sta arrivando in queste ore. Nessun aiuto diretto da parte dello Stato a livello economico. I nostri colleghi all’estero ci fanno sapere di misure “importanti” prese da governi come la Germania, la Francia, l’Ungheria. Per la ristorazione italiana, così come per la piccola e media impresa, quasi il nulla”.

Da Nando di Mortegliano.

Là di Moret di Udine.

L’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, poi, continua: “I tempi sono scaduti! Se davvero i nostri locali dovranno rimanere chiusi per un altro mese in queste condizioni sarà un disastro assoluto. Tanti di noi non riapriranno. Una volta tanto, sarebbe stato importante anticipare il problema, non rincorrerlo!”. E ancora: “Noi siamo da 56 anni ottimisti, vogliamo bene alla nostra Italia. Faremo di tutto per non mollare. Ma da soli non possiamo farcela. Lo abbiamo detto in tempi ancora non così drammatici, ma nulla si è mosso. Il nostro è un grido d’allarme che accomuna tutta la Ristorazione Italiana. Il Buon Ricordo grazie alla sua storia pensa di poter rappresentare le migliaia di colleghi sparsi per la penisola. Dateci un minimo di energia. Poi toccherà a noi di rimboccarci le maniche! W l’Italia, W la grande Ristorazione Italiana!”. Ovviamente, non serve aggiungere altre parole!

Alla Luna di Gorizia.

Lokanda Devetak di Savogna.

Ma per concludere soltanto un po’ di storia. Cinquantasei anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di città, dal Nord al Sud. L’Urbr è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana. Nel quale tessere prestigiose sono anche quello dei dieci Ristoranti del Buon Ricordo Made in Fvg.

Al Castello di Cividale.

Carnia di Venzone.

I Ristoranti del Buon Ricordo in Fvg

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In copertina, il marchio dei Ristoranti del Buon Ricordo italiani.

La cipolla regina in 4 ristoranti Fvg del Buon Ricordo

La Cipolla rossa di Tropea e quella bionda di Cureggio e Fontaneto, quella bianca di Barletta e quella dorata di Parma, quella ramata di Milano, ma anche quella rossa di Bassano e di Cavasso Nuovo, in Friuli. Non c’è regione in Italia che non abbia la sua cipolla tipica, diversa per sapore, colore, forma da tutte le altre. Le varietà più conosciute sono una ventina, ma ad esse ne vanno aggiunte molte altre assolutamente locali, ineguagliabili anche se a volte con piccolissime produzioni.
E proprio la cipolla sarà la regina e la protagonista assoluta di golosi e inusuali menù che gli chef dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo proporranno per l’intero mese di novembre. I cuochi dell’associazione daranno così vita ad un’amichevole sfida per creare piatti che, dall’antipasto al dessert, possano declinare le molte virtù di questa verdura povera e diffusissima dal Nord al Sud dell’Italia, recuperando piatti della tradizione regionale o interpretandola in modo contemporaneo. Molto presente nella cucina del Belpaese, spesso però relegata a insaporire soffritti o a fare soltanto da comprimaria, la cipolla diventerà per una volta protagonista assoluta della tavola. In Friuli Venezia Giulia i piatti potranno essere degustati in questi quattro rinomati locali: Lokanda Devetak 1870, Trattoria Alla Luna, Trattoria Da Nando e Trattoria Da Toni.
Prosegue così il percorso iniziato l’anno scorso, quando la zucca era stata al centro di “Un prodotto, 100 chef, un Buon Ricordo”, la grande kermesse autunnale che l’Unione Ristoranti Buon Ricordo dedica ogni anno ad uno dei prodotti dell’agricoltura italiana in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, tradizionale e attesissimo appuntamento che propone in novembre a livello internazionale sapori, valori e cultura dell’enogastronomia della penisola.
Ai commensali che degusteranno il “Menù della cipolla” sarà regalato, come tradizione del Buon Ricordo, un piatto dipinto a mano dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare, su cui campeggia una bella cipolla tratteggiata con lo stile giocoso e naif che caratterizza, fin dal loro nascere nel 1964, i Piatti del Buon Ricordo.

La cipolla rossa di Cavasso… 

 

Da 55 anni a difesa
delle nostre tradizioni

Cinquantacinque anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di città, dal Nord al Sud. L’Urbr è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana.

… e quella di Tropea.

I RISTORANTI ADERENTI

In Friuli Venezia Giulia:

Lokanda Devetak 1870 – San Michele del Carso
Trattoria Alla Luna – Gorizia
Trattoria Da Nando – Mortegliano
Trattoria Da Toni – Gradiscutta

E nella Penisola:

Al Cavallino Bianco – Polesine Zibello
Dante – Taberna De’ Gracchi – Roma

Due Cigni Ristorante – Montecosaro Scalo 
Hostaria di Bacco – Furore 
Hotel Sassella Ristorante Jim – Grosio
La Locanda dei Beccaria – Montù Beccaria 
La Montanella – Arquà Petrarca 
Le Cherche Midi – Parigi
Locanda Degli Artisti – Cappella de’ Picenardi 
Mori Venice – Parigi
Osteria di Fornio – Fidenza 
Osteria in Scandiano – Scandiano 
Osteria La Fefa – Finale Emilia 
Ristorante Antico Brolo – Padova
Ristorante Boccadoro – Noventa Padovana
Ristorante Da Delfina – Artimino 
Ristorante dell’Hotel Barbieri – Altomonte 
Ristorante Enoteca Del Duca – Volterra 
Ristorante Filippino – Lipari 
Ristorante Hotel Bassetto – Ferentino 
Ristorante Hotel Moderno – Erice 
Ristorante I 5 Campanili – Busto Arsizio 
Ristorante Il Pernambucco – Albenga 
Ristorante La Fornace – San Vittore Olona 
Ristorante La Piana da Gilberto – Carate Brianza 
Ristorante Le Querce – Cantù – Mirabello 
Ristorante Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi 
Ristorante Manuelina – Recco 
Ristorante Olona da Venanzio dal 1922 – Induno Olona 
Ristorante Prêt à Porter – Bagno di Romagna 
Ristorante Salice Blu – Bellagio 
Trattoria Guaiane – Noventa di Piave 

La bianca di Cureggio.

I ristoranti aderenti  verranno via via pubblicati sul sito del Buon Ricordo

InformazioniUnione Ristoranti del Buon Ricordo
Tel. 0521706514 – www.buonricordo.com – info@buonricordo.com

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In copertina, il tradizionale piatto dedicato quest’anno alla cipolla.