Acqua della Carnia e bontà del Friuli (dal Natisone al Torre e a San Daniele) ora sono protagoniste al Festival di Sanremo

Goccia di Carnia è volata a Sanremo per la settimana del Festival, portando un po’ delle montagne del Friuli Venezia Giulia sulla riviera ligure. L’acqua simbolo della Carnia è al Grand Hotel & des Anglais, albergo storico con al suo interno la più grande spa della città, dove va in scena il Festival dei Sogni, evento che per tutta la settimana coinvolge cantanti, artisti, vip, giornalisti e tutti i protagonisti sanremesi.
Il Festival dei Sogni, ideato dallo spa manager dell’hotel Stefano Serra, si arricchisce quest’anno dello spazio inedito della Infinity Room, uno spazio esclusivo di 100 mq che, con un allestimento creato ad hoc, farà incontrare musica, cultura, benessere, enogastronomia, arte, design, futuro e sostenibilità.
Una stanza riservata, accogliente e rilassante dove gli artisti e tutti i protagonisti del festival potranno riposare, bere o mangiare in un ambiente rilassato e un po’ più defilato dai riflettori. E proprio qui Goccia di Carnia è l’acqua ufficiale di questo “festival nel festival”, assieme ad altre eccellenze del Friuli Venezia Giulia sotto il marchio Io sono Fvg, come i prodotti del Distretto Turistico Commerciale di Cividale, Valli del Natisone e del Torre, della Bottega del Friuli, i salumi e formaggi di Pezzetta, la trota di San Daniele, il prosciutto di Levi, i vini di Specogna e di Isola Augusta.
La Infinity Room è un’idea di Alessandro Pomarè, conduttore televisivo e radiofonico e speaker ufficiale di Udinese Calcio, e di Lapo Pretelli e Lorenzo Gagliano. Il programma prevede degustazioni, una rassegna letteraria a cura dello storico e saggista Alessandro Iovino e una musicale con piccoli concerti per dare spazio a giovani artisti emergenti. L’Infinity Room si configura anche come punto d’incontro d’elezione per media, influencer e protagonisti della settimana sanremese. Madrina del Festival dei sogni è Anna Falchi, attrice e modella che ha calcato il palco dell’Ariston al fianco di Pippo Baudo in occasione della 45ma edizione del Festival.

Per il programma completo del Festival dei Sogni: https://infinityroom.it/

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In copertina, la splendida vallata di Forni Avoltri dove sgorga la Goccia di Carnia.

“Fish Very Good”, sarà protagonista nel fine settimana a Trieste la pesca Fvg

«Le iniziative di promozione e di valorizzazione del pescato della nostra regione sono vantaggiose sia per i consumatori, che hanno la certezza della salubrità e della qualità di un prodotto super-controllato, sia per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, che hanno bisogno di trovare nella loro attività un profilo di sostenibilità economica». Si è espresso così l’assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano Zannier, intervenuto alla presentazione di “Fish Very Good. Salone a miglio zero 2023”, la vetrina itinerante dei prodotti ittici della regione allestita a Trieste in piazza Ponterosso. Erano presenti nella sede camerale giuliana, tra gli altri, il presidente della Cciaa della Venezia Giulia Antonio Paoletti e il Comune di Trieste con il sindaco Roberto Dipiazza.
«Nonostante l’impegno profuso a livello regionale e locale – ha rilevato Zannier – il futuro della pesca è incerto: dai regolamenti europei giungono indicazioni restrittive, anche con la contrazione delle giornate consentite, indicazioni che sembrano non tenere in considerazione le differenze tra l’esercizio della pesca nel mare del Nord e nel bacino dell’Adriatico. Ben vengano quindi iniziative come “Fish Very Good” che la Regione sostiene e con cui si fa conoscere e si supporta un sistema impegnato ormai da anni a perseguire linee di specializzazione e capace attraverso le proprie organizzazioni di mantenere una condizione economica sufficiente».
Come ha spiegato Paoletti, la rassegna di piazza Ponterosso offrirà 14 showcooking in questo fine settimana destinati a promuovere specie tradizionali dimenticate, scarsamente utilizzate o da acquacoltura. Da oggi le casette dei pescatori proporranno piatti d’assaggio con il salmone della Val Rosandra, la trota di San Daniele, branzini, sarde, sardoni e molluschi. Sarà anche allestita una pescheria didattica per presentare le specie ittiche tipiche, mentre un’imbarcazione ospiterà brevi tour guidati nel Golfo di Trieste.

I problemi dei pescatori:
ora bisogna fare squadra

«Il settore della pesca è molto complesso ed è controproducente muoversi in modo autonomo. Per questo da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia istituzioni e operatori stanno lavorando insieme per cercare di superare con spirito positivo le numerose difficoltà che via via si trovano ad affrontare. Un esempio concreto di questo modus operandi è l’istituzione del gruppo di lavoro interdirezionale che opera in stretta collaborazione con chi quotidianamente esce in mare. Dobbiamo proseguire su questa strada, facendo ognuno la propria parte al meglio». Lo ha affermato l’assessore Stefano Zannier intervenendo al convegno “Il nuovo programma Feampa a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su strategie di sviluppo, gruppi di azione locale e necessità del comparto” organizzato ieri a Trieste da Gac Fvg, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia e Aries.
«Questo sforzo comune – ha sottolineato Zannier – ha messo il Friuli Venezia Giulia nelle condizioni di presentare livelli di sicurezza per i consumatori tra i più elevati in Italia. Un risultato ottenuto grazie all’azione svolta in sinergia dalle categorie economiche, dalle aziende sanitarie e dalle diverse istituzioni. Pertanto è profondamente sbagliato guardare esclusivamente al proprio interesse particolare senza tener conto delle interazioni esistenti. Una direttiva europea che riguarda l’ambiente non può esistere se prima non c’è stato un confronto con il mondo dell’agricoltura, della pesca, dell’industria e del commercio. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anon è accettabile che alcune regole siano valide per ogni situazione. Se prendiamo in considerazione i nostri mari, è noto che l’Alto Adriatico è diverso dal Basso Adriatico e ha poche affinità con lo stesso Mediterraneo. Sono contesti che presentano ecosistemi, biologie, specie ittiche e condizioni molto diverse fra loro. Con queste premesse risulta molto difficile – spesso impossibile – applicare sempre e ovunque le medesime regole».
Confrontandosi con gli operatori del settore l’esponente della Giunta regionale ha poi rimarcato l’importanza di interventi sempre più coordinati. «Risulta illogico infatti da una parte supportare un sistema economico orientato verso metodologie di pesca più sostenibili da un punto di vista ambientale e dall’altra imporre livelli superiori di protezione senza fare valutazioni approfondite. È fondamentale invece guardare l’insieme, la complessità delle relazioni esistenti, senza concentrarsi esclusivamente sulla singola circostanza. Se prendiamo in esame poi le analisi tecniche, quelle fatte a terra sono già molto complicate ma in mare diventano difficilissime da realizzare. L’eradicazione di alcune specie marine aliene è di fatto impraticabile. Una soluzione può essere quella di adeguarsi alla situazione. Le meduse e i granchi blu, per esempio, possono diventare una risorsa, ma dentro un quadro normativo e linee guida che devono superare qualsiasi tipo di ipocrisia. In caso contrario – ha concluso l’assessore Zannier – il sistema rischia di collassare definitivamente».

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In copertina, la zona di Ponterosso con il Canal Grande a Trieste; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante i due incontri.