La cipolla regina in 4 ristoranti Fvg del Buon Ricordo

La Cipolla rossa di Tropea e quella bionda di Cureggio e Fontaneto, quella bianca di Barletta e quella dorata di Parma, quella ramata di Milano, ma anche quella rossa di Bassano e di Cavasso Nuovo, in Friuli. Non c’è regione in Italia che non abbia la sua cipolla tipica, diversa per sapore, colore, forma da tutte le altre. Le varietà più conosciute sono una ventina, ma ad esse ne vanno aggiunte molte altre assolutamente locali, ineguagliabili anche se a volte con piccolissime produzioni.
E proprio la cipolla sarà la regina e la protagonista assoluta di golosi e inusuali menù che gli chef dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo proporranno per l’intero mese di novembre. I cuochi dell’associazione daranno così vita ad un’amichevole sfida per creare piatti che, dall’antipasto al dessert, possano declinare le molte virtù di questa verdura povera e diffusissima dal Nord al Sud dell’Italia, recuperando piatti della tradizione regionale o interpretandola in modo contemporaneo. Molto presente nella cucina del Belpaese, spesso però relegata a insaporire soffritti o a fare soltanto da comprimaria, la cipolla diventerà per una volta protagonista assoluta della tavola. In Friuli Venezia Giulia i piatti potranno essere degustati in questi quattro rinomati locali: Lokanda Devetak 1870, Trattoria Alla Luna, Trattoria Da Nando e Trattoria Da Toni.
Prosegue così il percorso iniziato l’anno scorso, quando la zucca era stata al centro di “Un prodotto, 100 chef, un Buon Ricordo”, la grande kermesse autunnale che l’Unione Ristoranti Buon Ricordo dedica ogni anno ad uno dei prodotti dell’agricoltura italiana in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, tradizionale e attesissimo appuntamento che propone in novembre a livello internazionale sapori, valori e cultura dell’enogastronomia della penisola.
Ai commensali che degusteranno il “Menù della cipolla” sarà regalato, come tradizione del Buon Ricordo, un piatto dipinto a mano dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare, su cui campeggia una bella cipolla tratteggiata con lo stile giocoso e naif che caratterizza, fin dal loro nascere nel 1964, i Piatti del Buon Ricordo.

La cipolla rossa di Cavasso… 

 

Da 55 anni a difesa
delle nostre tradizioni

Cinquantacinque anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di città, dal Nord al Sud. L’Urbr è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana.

… e quella di Tropea.

I RISTORANTI ADERENTI

In Friuli Venezia Giulia:

Lokanda Devetak 1870 – San Michele del Carso
Trattoria Alla Luna – Gorizia
Trattoria Da Nando – Mortegliano
Trattoria Da Toni – Gradiscutta

E nella Penisola:

Al Cavallino Bianco – Polesine Zibello
Dante – Taberna De’ Gracchi – Roma

Due Cigni Ristorante – Montecosaro Scalo 
Hostaria di Bacco – Furore 
Hotel Sassella Ristorante Jim – Grosio
La Locanda dei Beccaria – Montù Beccaria 
La Montanella – Arquà Petrarca 
Le Cherche Midi – Parigi
Locanda Degli Artisti – Cappella de’ Picenardi 
Mori Venice – Parigi
Osteria di Fornio – Fidenza 
Osteria in Scandiano – Scandiano 
Osteria La Fefa – Finale Emilia 
Ristorante Antico Brolo – Padova
Ristorante Boccadoro – Noventa Padovana
Ristorante Da Delfina – Artimino 
Ristorante dell’Hotel Barbieri – Altomonte 
Ristorante Enoteca Del Duca – Volterra 
Ristorante Filippino – Lipari 
Ristorante Hotel Bassetto – Ferentino 
Ristorante Hotel Moderno – Erice 
Ristorante I 5 Campanili – Busto Arsizio 
Ristorante Il Pernambucco – Albenga 
Ristorante La Fornace – San Vittore Olona 
Ristorante La Piana da Gilberto – Carate Brianza 
Ristorante Le Querce – Cantù – Mirabello 
Ristorante Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi 
Ristorante Manuelina – Recco 
Ristorante Olona da Venanzio dal 1922 – Induno Olona 
Ristorante Prêt à Porter – Bagno di Romagna 
Ristorante Salice Blu – Bellagio 
Trattoria Guaiane – Noventa di Piave 

La bianca di Cureggio.

I ristoranti aderenti  verranno via via pubblicati sul sito del Buon Ricordo

InformazioniUnione Ristoranti del Buon Ricordo
Tel. 0521706514 – www.buonricordo.com – info@buonricordo.com

—^—

In copertina, il tradizionale piatto dedicato quest’anno alla cipolla.

LA RICETTA – Spaghettoni ai cipollotti

di Roberto Zottar

Vi propongo oggi un piatto apparentemente povero, che mi ha ispirato perché prevede un uso virtuoso di sapori semplici improntati alla tradizione e rappresenta una cucina che ha come elemento centrale la bontà degli ingredienti.
La grande cucina infatti non è ricca o povera, ma è buona.
Ci sono piatti che hanno fatto la storia della cucina, come questo, datato 1965 e creato da Aimo Moroni, allora patron del ristorante milanese stellato “Il Luogo di Aimo e Nadia”. Sto parlando dello  Spaghetto al cipollotto, simbolo di un’alta cucina italiana orgogliosa delle sue origini, povera e al tempo stesso elegante.
Il piatto, molto cremoso, è denso di sensazioni primarie, da leggere per sottrazione, per rari indizi, ma è anche abilmente strutturato nei profumi e nel gusto  ed è in grado di raccontare qualcosa anche dopo averlo assaggiato all’infinito.

Preparazione:
Mondate 300 grammi di cipollotti togliendo la prima falda esterna e parte del verde, quindi tagliateli trasversalmente a striscioline. Ideali quelli di Tropea, ma sono ottimi anche i cipollotti  friulani di questo periodo.
In una casseruola bassa scaldate 3 cucchiai d’olio con due foglie d’alloro e unite 2 spicchi d’aglio tritati. Aggiungete i cipollotti, un bicchiere di brodo e stufate senza coperchio a fuoco dolce per venti minuti. I cipollotti si devono ammorbidire e diventare trasparenti, ma non devono friggere.
Unite peperoncino, timo fresco e sale. Cuocete al dente 300 grammi di spaghettoni di ottima qualità e fateli insaporire a fuoco vivace nel sugo per esaltare la cremosità. Spadellando, unite 100 grammi di pomodorini, privati dei semi e tagliati a cubetti, 1 cucchiaino di prezzemolo tritato e 20 grammi di parmigiano stravecchio grattugiato. Tenete da parte un po’ dell’acqua di cottura della pasta, da utilizzare se durante quest’ultima fase gli spaghettoni dovessero asciugarsi troppo.
Servite guarnendo con una foglia di basilico e un filo d’ olio.
E’un piatto da preparare espresso, ma il sugo di cipollotti si può fare prima e può anche essere surgelato, tenendo presente che ne serviranno circa 80 grammi per ogni porzione di pasta.
Poi cuocete la pasta all’ultimo minuto e il gioco è fatto…

Vino:
Vitovska Doc Carso, passata molto brevemente in legno, ma anche un giovane Merlot Doc Collio.

Ecco alcune varietà di cipollotti.

—^—

In copertina, sono molto gustosi questi spaghettoni con cipollotti.