Da domani San Vito al Tagliamento avrà un Polo vitivinicolo per tutto il Triveneto

Domani, 31 gennaio, sarà inaugurato a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, il Polo Vitivinicolo del Triveneto, frutto di un importante progetto avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società nata sulla base di un accordo tra tre Organismi di controllo – Ceviq, Siquria e Valoritalia – incaricata di certificare la Doc Pinot grigio delle Venezie, che per numero di bottiglie prodotte è la seconda denominazione italiana, e l’Igt Trevenezie.
L’evento, con accesso su invito, segna anche l’apertura della nuova sede di Triveneta Certificazioni, che diventa così un punto di riferimento e un collegamento operativo per il comparto. La giornata avrà inizio nelll’auditorium Concordia, dove alle ore 10 si terrà il convegno “Costruire legami, costruire futuro”. All’appuntamento saranno presenti i vertici di Triveneta Certificazioni e dei tre Organismi di certificazione, oltre ai rappresentanti del Consorzio Doc Pinot grigio delle Venezie, del Consorzio Doc Friuli, del Consorzio Doc Friuli Grave, del Consorzio Prosecco Doc, che all’interno della struttura avranno un proprio spazio, e di AssoOdc (Associazione degli organismi di certificazione del vino). Parteciperanno inoltre autorità e rappresentanti delle istituzioni del territorio e del panorama nazionale.
Il convegno prevede una tavola rotonda con la partecipazione dei rappresentanti di Federdoc, Valoritalia, del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca e di AssoOdc. Saranno approfonditi i principali temi e le sfide della filiera vitivinicola in un’ottica di collaborazione e lavoro coordinato, con l’obiettivo di promuovere maggiore efficienza e trasparenza: dalla riforma della governance dei consorzi alle richieste del mercato globale, dalle nuove forme di tracciabilità all’evoluzione delle certificazioni come asset competitivo, fino all’enoturismo e al rafforzamento dell’identità dei territori. Al termine del convegno seguirà la cerimonia del taglio del nastro del Polo, alla presenza delle istituzioni e degli ospiti.

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In copertina, il tipico terreno delle Grave del Friuli che ospita i vigneti anche di San Vito al Tagliamento.

Pinot grigio, imbottigliamenti e giacenza confermano la stabilità della Doc Venezie

Si mantiene stabile l’andamento di mercato del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino), il primo vino Doc bianco fermo italiano per area geografica e per volumi di esportazione. La fotografia fornita da Triveneta Certificazioni – ente di controllo della Doc Delle Venezie che ogni anno applica il contrassegno di Stato su circa 230 milioni di bottiglie – è complessivamente positiva, come confermato dai dati di imbottigliamento e di giacenza: al 1° settembre, infatti, la disponibilità di Pinot grigio è pari a circa 500 mila ettolitri, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai volumi giacenti nello stesso periodo dell’anno scorso.

Albino Armani

Stefano Sequino

Resta stabile anche l’andamento degli imbottigliamenti della Doc che da inizio anno ha raggiunto 1.179.387 ettolitri, quasi 160 milioni di bottiglie, in pareggio con le quantità di prodotto imbottigliato nello stesso periodo del precedente anno solare. Si osserva inoltre, come indicato dai dati di Triveneta Certificazioni, una moderata crescita delle certificazioni pari al +4%.
«Tenendo conto dell’andamento degli imbottigliamenti, possiamo contare su una disponibilità di prodotto adeguata e in linea con le richieste del mercato – ha spiegato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – ci troviamo di fronte ad una situazione stabile ed in equilibrio che nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico complesso, riflette lo stato di salute della Doc delle Venezie. Occorre poi considerare, quale ulteriore indicatore di stabilità, che oltre il 90% dei volumi attualmente in giacenza fanno riferimento alla campagna vendemmiale 2023».
«Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta – ha commentato Albino Armani, presidente del Consorzio –. Un percorso di crescita della denominazione portato avanti con costanza dal consiglio di amministrazione che concorre a mantenere questa condizione di stabilità tra domanda e offerta e che rappresenta un grande valore per i mercati internazionali».

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie nelle versioni bianco e ramato.

 

Venezie, il Sistema Pinot grigio del Nordest chiude l’anno con +2% di imbottigliamenti: ecco gli obiettivi 2024 di Armani e Sequino

A chiusura di un anno caratterizzato da difficoltà per il settore vitivinicolo nazionale, che ha visto cali generalizzati di volumi e fatturati, la denominazione di origine Delle Venezie – la seconda più estesa in Italia e caposaldo del Sistema Pinot grigio del Nordest che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – mette in archivio il 2023 nel segno della positività. Un bilancio incoraggiante in un anno evidentemente complicato, con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare (fonte Triveneta Certificazioni).


Da un’analisi degli andamenti annuali rilevati dal 2018, primo anno di completa attività della denominazione d’origine, si conferma il trend che vede puntualmente superati gli 1,6 milioni di ettolitri imbottigliati, in grado di resistere alle complesse situazioni di mercato causate dalla pandemia e dalla situazione geopolitica internazionale, confermando saldamente la Doc Delle Venezie la seconda denominazione d’origine italiana per volumi.
Nel quadro generale, si rileva anche una minore disponibilità di vino ottenuto nelle precedenti annate – pari a -7% rispetto alla rilevazione al 1° gennaio 2023, che vale poco più di un mese di imbottigliamento – trend che va di pari passo con l’inizio degli imbottigliamenti della nuova stagione produttiva, testimoniato dall’utilizzo, a fine dicembre scorso, di 83.588 ettolitri di vino ottenuto dalla corrente campagna.
Oltre a mettere in luce risultati importanti che riflettono l’ottimo lavoro svolto dal Cda del Consorzio di tutela nelle scelte di gestione, il 2024 apre un nuovo capitolo per la Doc delle Venezie, a partire dalla recente nomina del nuovo direttore del Consorzio Stefano Sequino, che ha già reso noti i principali obiettivi dei prossimi mesi: promuovere la collegialità e rafforzare le politiche di gestione dell’offerta del Pinot grigio Delle Venezie, insistere sulla valorizzazione internazionale della Doc e, non meno importante, fidelizzare il mercato domestico.

Albino Armani


Con oltre 27 mila ettari di vigneto potenzialmente rivendicabili, la Doc Delle Venezie rappresenta oggi una garanzia di stabilità del Nordest, essendo chiamata a gestire, oltre al proprio potenziale, anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre denominazioni di origine territoriali. «Garantiamo un importante equilibrio di sistema delle denominazioni di origine del Triveneto a produzione di Pinot grigio», afferma il presidente del Consorzio di tutela, Albino Armani, che continua: «Rappresentiamo un valido sostegno in termini di posizionamento internazionale e qualità, anche grazie alla garanzia di tracciabilità attestata da Triveneta Certificazioni e dal contrassegno di Stato su tutte le bottiglie in commercio». Per questo, chiude il direttore Stefano Sequino, «sarà importante rafforzare le misure di governo dell’offerta utili per supportare la filiera e monitorare i volumi nonché le attività di promozione, anche sul mercato interno, con l’obiettivo di sostenere visibilità, identità territoriale e massimo riconoscimento da parte dei consumatori. L’obiettivo, sul fronte della promozione è consolidare i mercati maturi, come Stati Uniti, Uk, Germania e Canada ma anche raggiungere e sollecitare i mercati emergenti».

Stefano Sequino


Il Consorzio è, infatti, pronto a ripartire con le attività promozionali ed informative volte a rafforzare la presenza nei mercati e ad aumentare sempre più il valore identitario della denominazione in termini di qualità, cultura e territorio. Oltre a partecipare alle principali fiere di settore, a iniziare da Wine Paris & Vinexpo, ProWein e Vinitaly, la Doc Delle Venezie ha puntato i riflettori anche in Asia sud-orientale, con l’obiettivo di sviluppare nuovi network con il pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore. Il Consorzio, inoltre, è oggi testimone di un percorso di crescita della percezione qualitativa della denominazione di origine Delle Venezie e di una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri, che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità.

Pinot grigio, tiene la Doc “delle Venezie” ma il futuro preoccupa

di Gi Elle

Pinot grigio, il grande bianco del Vigneto triveneto che ha conquistato il mondo facendosi apprezzare ovunque: un vero e proprio fenomeno produttivo di questi ultimi anni. Un vino che, nonostante tutte le difficoltà del momento, per ora tiene, ma a preoccupare è il futuro costellato di incertezza per il settore enologico. In un momento congiunturale molto duro per l’economia mondiale, il Consorzio delle Venezie Doc Pinot grigio ha tirato le somme del primo trimestre rilevando dati in linea con le medie stagionali degli ultimi due anni. Tenendo in considerazione l’andamento vendemmiale del 2019, che non prefigurava raccolte particolarmente abbondanti, ha evidenziato una sostanziale stabilità in termini di crescita di imbottigliato e certificazioni. Per cui le aziende della Doc – situate in Friuli Venezia Giulia, Veneto e nel territorio della Provincia autonoma di Trento – stanno lavorando con continuità e l’organismo di controllo, Triveneta Certificazioni, è pienamente operativa garantendo di poter procedere agli imbottigliamenti in maniera regolare.

Albino Armani

“Il mercato del Pinot grigio delle Venezie tiene e ad oggi non ha mostrato scossoni”, spiega il presidente Albino Armani, che continua: “I numeri in leggera crescita delle certificazioni del primo trimestre – 511.752 hl pari a un +6,9% sul 2019 – sono il frutto di un trend consolidato nei mesi scorsi che ancora non sta risentendo della pesante congiuntura negativa di queste settimane. Il nostro Cda tiene costantemente monitorato il mercato, siamo pronti ad intervenire con tutti gli strumenti che la legge ci consente per garantire l’equilibrio tra la domanda e l’offerta internazionale a tutela della filiera, contrastando eventuali tendenze speculative. È innegabile che i prossimi mesi rappresentino per tutti una grande incognita e non nascondiamo una certa preoccupazione, ma non vogliamo nemmeno cedere a facili pessimismi. Salutiamo, invece, con favore le nuove misure prese negli ultimi giorni dal governo per garantire la necessaria liquidità alle imprese, indispensabile per superare questa gravissima situazione di emergenza”.
Il trend di mercato relativo al primo trimestre per il Pinot grigio delle Venezie resta dunque costante grazie soprattutto alla distribuzione nel canale della Gdo internazionale, con un export che raggiunge il 95% di prodotto verso Paesi la cui domanda, al momento, risulta positiva. La Doc condivide in maniera realistica dati che non sono preceduti da un segno meno, in una situazione che sta sicuramente affliggendo l’economia del Belpaese, e non solo, a partire dal mondo dell’ho.re.ca. e dell’industria del turismo.
A seguito della cancellazione delle fiere internazionali del settore – Prowein e Vinitaly – con i trasporti e i contatti B2B che sono stati ridotti al loro minimo storico, il Consorzio delle Venezie si sta muovendo sul fronte della comunicazione, appoggiandosi a volti noti del settore per la realizzazione di digital tasting e webinar, che andranno a raggiungere i buyer (con un occhio di riguardo verso gli Usa), ma anche il B2C, al fine di educare il consumatore sul significato di certificazione e tracciabilità, aiutandolo a scoprire le aziende che formano la squadra del Consorzio.

Ricordiamo che la denominazione di origine controllata “delle Venezie” interessa tutta l’area nord-orientale dell’Italia, includendo i territori amministrativi delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto, nonché della Provincia autonoma di Trento. Questo vasto comprensorio presenta storicamente un unicum microclimatico che ha permesso la produzione di vini con caratteristiche specifiche e una particolare specializzazione nella produzione proprio del Pinot grigio potendo in tal senso creare un’unica macroarea nota come “tre Venezie”, “Triveneto” o “delle Venezie”, in base a un criterio di prossimità e affinità pedoclimatica. Il territorio delle Venezie raggruppa, come è noto, sistemi di terre viticole caratterizzate da elementi comuni, primi tra tutti la storia e la geologia del materiale da cui hanno preso origine i caratteri chimici e fisici del suolo.

www.dellevenezie.it

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In copertina, i grappoli del Pinot grigio che danno il grande vino.

Dalla “casa del vino” di San Vito un appello: “Strategie unitarie”

“La Regione appoggia i sodalizi dei produttori vitivinicoli, ma non può sostituirsi alle aziende nell’elaborare strategie unitarie. Occorre puntare non tanto sui fatturati quanto sui guadagni, perché su di essi si basano gli investimenti e la stessa promozione, che dipende prioritariamente dalle imprese e solo in seconda battuta dall’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia”. E’ questo il messaggio – come riferisce una nota Arc – indirizzato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, alla platea dell’Antico Teatro Arrigoni di San Vito, dove è stata “battezzata” la creazione del polo degli attori del vino friulano che troverà sede a palazzo Altan nella cittadina sul Tagliamento. Come avevamo annunciato, lo storico edificio darà ospitalità ai Consorzi Doc Friuli Venezia Giulia, Doc Friuli Grave, Doc delle Venezie e agli organismi di certificazione Valoritalia e Triveneta Certificazioni e Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità).

Servono strategie unitarie nel settore vitivinicolo – questo il monito di Zannier – e occorre anche che i produttori abbiano chiari i limiti delle loro azione, proprio come i piloti degli aerei sono chiamati a conoscere qual è la velocità massima cui possono spingersi, pena la perdita del velivolo”.

All’incontro di apertura della “casa del vino” istituzionale di San Vito al Tagliamento ha preso la parola anche Riccardo Ricci Curbastro, storico produttore della Franciacorta e presidente nazionale di Federdoc – che riunisce 100 consorzi e 120 denominazioni -, dal quale sono giunti uno sprone e un apprezzamento al tentativo dei protagonisti vitivinicoli del Friuli Venezia Giulia di fare sintesi. Al teatro Arrigoni sono intervenuti, con il sindaco Antonio Di Bisceglie e il rappresentante della Regione Veneto Alberto Andriolo, anche i presidenti dei Consorzi che opereranno a Palazzo Altan: Pietro Biscontin (Doc Friuli Grave), Giuseppe Crovato (Doc Friui Venezia Giulia) e Albino Armani (Doc delle Venezie, che riunisce i produttori di Pinot grigio), assieme ai presidenti degli organismi di certificazione ospitati nel nuovo polo – Francesco Liantonio (Valoritalia e Triveneta Certificazioni) e Germano Zorzettig (Ceviq).

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In copertina, l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier a San Vito al Tagliamento.

A San Vito al Tagliamento una “casa del vino” per i Consorzi del Triveneto

di Gi Elle

Una vera e propria “casa del vino” istituzionale sta per nascere a San Vito al Tagliamento, nel cuore del Friuli Venezia Giulia. Questa collocazione baricentrica è stata infatti scelta per ospitare la sede di tutti i soggetti che si occupano di tutela, promozione e certificazione dei vini di qualità, a cominciare dall’ultimo arrivato, il Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia. E sarà Palazzo Altan, edificio signorile risalente all’inizio del XVII secolo e certamente grande patrimonio storico-culturale della cittadina in riva al grande fiume, la nuova sede operativa e amministrativa che unirà i grandi “attori” della viticoltura Fvg, ma anche del Triveneto. All’interno del nuovo polo istituzionale lavoreranno dunque, fianco a fianco, i Consorzi Doc Friuli Venezia Giulia – appunto l’ultimo nato -, Doc Friuli Grave, Doc delle Venezie e gli Organismi di Certificazione Ceviq – Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità, Valoritalia e Triveneta Certificazioni.
Il taglio del nastro è annunciato per venerdì 31 gennaio, alle 16, alla presenza degli assessori all’Agricoltura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, della Provincia Autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, e della Regione Veneto, Giuseppe Pan, dei Presidenti dei tre Consorzi di Tutela “padroni di casa” Giuseppe Crovato (Doc Friuli Venezia Giulia), Pietro Biscontin (Doc Friuli Grave) e Albino Armani (Doc delle Venezie), del presidente di Valoritalia e Triveneta Certificazioni Francesco Liantonio e, infine del Presidente di Ceviq Germano Zorzettig.

“Siamo molto felici di poter contare oggi anche su una sede friulana”, dichiara il presidente Albino Armani, che continua: “Da sempre sosteniamo l’importanza di coinvolgere più da vicino Istituzioni e territori che contribuiscono alla produzione del Pinot grigio Doc, facendo lavoro di squadra interregionale per il raggiungimento di un obiettivo comune: la valorizzazione e la promozione del nostro prodotto. Questa unità operativa in Friuli  Venezia Giulia rappresenta per noi un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza e senso di appartenenza alla Doc”.
Gli fa eco il presidente di Ceviq, Germano Zorzettig: “Condivido quanto affermato dal presidente della Doc Pinot grigio delle Venezie Albino Armani. Una sede, quella di Palazzo Altan a San Vito al Tagliamento, in cui trovano operatività non solo i Consorzi, ma anche gli Enti di certificazione che operano nel settore vitivinicolo, ambientale e biologico in questa regione e a livello nazionale, con professionalità, competenza e garantendo le esigenze che ogni azienda richiede per affrontare con razionalità e velocità le sfide del mercato”.
Pietro Biscontin, presidente del Consorzio Doc Friuli Grave, e Giuseppe Crovato, presidente del nuovo Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia, concordano nell’affermare che “si è finalmente giunti all’obiettivo comune della costituzione del Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia: un percorso iniziato già da tempo che ha visto il Consorzio Doc Friuli Grave impegnato a coinvolgere la propria base sociale, nonché l’intero comparto regionale, per giungere a questo importante traguardo che porterà sicuri benefici per tutta la viticoltura friulana. Il nuovo polo di Palazzo Altan, suddiviso tra Consorzi di tutela ed Enti di certificazione, si propone di essere il contenitore o meglio la casa comune in grado di associare l’intero sistema vitivinicolo regionale”.
Francesco Liantonio, presidente Triveneta Certificazioni e Valoritalia srl, esprime soddisfazione perché “con questa inaugurazione si ufficializza la costituzione di un polo vitivinicolo importante, in cui Triveneta certificazioni e Valoritalia, accanto agli altri organismi di controllo e consorzi presenti nella prestigiosa sede di Palazzo Altan, potranno assolvere pienamente al proprio ruolo nel sistema vitivinicolo del Triveneto. Con l’attività della doc Prosecco prima e con l’avvio della doc Delle Venezie, dal 2017, si evidenziano con sempre maggiore chiarezza le interazioni che ci sono tra le varie denominazioni. Per questo è importante la collaborazione tra i Consorzi e tra gli Odc, e Triveneta certificazioni ne è un esempio pratico, tangibile”.

Infine, Luca Sartori, consigliere di Triveneta e presidente di Siquria spa: “La nuova sede suggella in modo esemplare un progetto complesso e ambizioso che mira a valorizzare, in modo importante, la produzione della Doc Delle Venezie che si estende su tre Regioni. L’intesa raggiunta da una completa condivisione di intenti tra Siquria e gli altri organismi coinvolti, insieme alla necessità di una migliore presenza territoriale, vedono oggi l’inaugurazione di un sito che va ben oltre le esigenze operative ponendosi come punto di riferimento per il mondo vitivinicolo del Nord-Est”.

Ecco Palazzo Altan in una foto da sanvito.altagliamento.it

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In copertina, calici alzati per brindare alla nuova sede istituzionale del vino triveneto a San Vito al Tagliamento.