Colli orientali del Friuli, la Viarte di Prepotto festeggia 50 anni e accelera: 8,5 milioni di investimenti e obiettivo per quest’anno di 300 mila bottiglie

Oltre 8 milioni di euro investiti e 250 mila bottiglie prodotte nel 2025: La Viarte, storica cantina dei Colli orientali del Friuli, a Prepotto, compie l’importante traguardo dei 50 anni e inaugura una nuova fase di sviluppo con una crescita della produzione che supera il 700% in soli due anni e una nuova strategia di competitività e comunicazione sul mercato. La cantina è stata acquisita nell’aprile 2023 dalla famiglia Polegato, fondatrice del marchio Astoria, tra i protagonisti del mondo del Prosecco e della Conegliano Valdobbiadene Docg.
“Abbiamo deciso di investire in Friuli Venezia Giulia e in un territorio in cui abbiamo visto una grande potenzialità, avviando un piano di interventi importante – commenta Riccardo Polegato –: sono 6,5 i milioni spesi per i lavori che hanno portato ad un completo rinnovamento architettonico della sede aziendale di Prepotto, inclusa la cantina, oltre alla barricaia e al punto vendita”. A questi si aggiungono 2 milioni di euro destinati alla qualità del prodotto e all’innovazione in cantina, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione: dalla nuova linea di ricevimento e conferimento delle uve, ad elevato standard di cernita e progettata per preservare l’integrità del grappolo, fino al nuovo impianto di refrigerazione dei mosti.
Un impegno che ha già ottenuto un riconoscimento significativo: a fine 2025 il Friulano Liende 2023 ha conquistato i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, premio che conferma una visione produttiva orientata a preservare l’eccellenza e l’identità enologica del territorio. “In totale parliamo di 8,5 milioni investiti in circa 2 anni – conclude Polegato – che ci hanno traghettato verso importanti traguardi di mercato e a guardare oltre: dalle 30 mila bottiglie della precedente gestione siamo passati a 250 mila nel 2025 e puntiamo a 300 mila per il 2026 appena iniziato”.
Il 2026 de La Viarte inizia con un nuovo passo anche nella comunicazione che, affidata all’agenzia Cricket Adv, coinvolge tutti i canali dal digitale alle fiere, dalle etichette di prodotto agli strumenti commerciali. Un’evoluzione che non cambia l’identità e la storicità del marchio, ma la rende più riconoscibile e differenziante per supportare il nuovo posizionamento e l’espansione commerciale. Prodotti, nuove etichette, strumenti di comunicazione e anche il nuovo video aziendale lanciato sui social sono stati presentati nell’ultima riunione della forza vendita, come spiega Giorgia Polegato, responsabile commerciale. “Abbiamo volutamente scelto un’agenzia di comunicazione che non fosse specializzata nel settore vinicolo per creare un’immagine aziendale innovativa e inaspettata all’interno di un settore più tradizionale: siamo imprenditori giovani e ci piace l’idea di rompere un po’ gli schemi, a partire dal video La Viarte che unisce territorio, sensualità e il nostro spirito d’impresa”
È stata lanciata anche una speciale etichetta per le bottiglie di Friulano dedicata ai 50 anni. L’azienda sta, poi, rafforzando il proprio orientamento verso i mercati internazionali, con l’obiettivo di portare il fatturato estero al 30%, senza però perdere di vista l’Italia, dove La Viarte è presente nel canale Ho.Re.Ca. con una rete vendita di oltre 50 agenti. I prossimi appuntamenti internazionali guardano ai mercati emergenti dell’Africa dove La Viarte sarà presente grazie al progetto per l’export di Gambero Rosso, il Top Wine Roadshow che toccherà nelle prossime settimane Nigeria e Kenya per poi rientrare in Europa con il Wine Paris di febbraio.

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In copertina, da sinistra: Giorgia, Luana e Riccardo Polegato.

Vola il fatturato (quasi 10 milioni) della Cantina Produttori di Cormons che festeggia i Tre Bicchieri del Collio bianco

Vola il fatturato della Cantina Produttori Cormons che sfiora i dieci milioni di euro. Domenica, nella sede della cooperativa, si è infatti riunita l’assemblea per l’approvazione del bilancio annuale, chiuso al 30 giugno scorso. Alla presenza degli 80 soci, il presidente Filippo Bregant ha introdotto le relazioni economiche presentate dal commercialista Carlo Plet, il quale ha analizzato l’andamento della importante realtà produttiva del Collio sotto tutti i punti di vista, sia patrimoniale che finanziario, tracciando un profilo estremamente positivo per quanto riguarda tutti gli indicatori economici della Cantina.


Si è evidenziato che l’ultimo bilancio (che va, appunto, dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024) ha permesso di liquidare ai soci conferitori la miglior remunerazione degli ultimi dieci anni e che la sostenibilità economica dell’impresa è perfettamente assicurata da un andamento commerciale nettamente in controtendenza rispetto alle difficoltà che sta riscontrando il mondo del vino. Come detto, il fatturato della Cantina Produttori Cormons si è attestato su 9 milioni e 443 mila euro, con un incremento del 6% sull’anno precedente. Ciò, rafforzato anche dai dati positivi constatati da luglio scorso ad oggi, permette alla cooperativa di guardare al futuro con solidità e serenità, visti anche gli innumerevoli investimenti affrontati per rendere più efficiente la struttura.
Bregant ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato al raggiungimento degli obiettivi che il consiglio di amministrazione si era prefissato, e in particolar modo il direttore generale Alessandro Dal Zovo, «che – ha sottolineato – ha dovuto affrontare problemi legati alle passate gestioni e alla crisi economica e speculativa, riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli con grande determinazione, fino ad arrivare a far conseguire i Tre bicchieri del Gambero Rosso al Collio bianco da uve autoctone 2022, che pone oggi la Cantina al pari delle più blasonate aziende vitivinicole friulane e non solo». Il presidente ha, inoltre, messo in evidenza tutta la lungimiranza che ha avuto il consiglio di amministrazione nell’affrontare, in anni così difficili, una ristrutturazione totale dell’azienda, che era però inevitabile per il futuro della stessa. L’enologo Dal Zovo, visibilmente emozionato per gli apprezzamenti ottenuti, ha ricambiato i complimenti ricevuti ponendo come fatto primario per il risultato degli obiettivi raggiunti «la fiducia che presidente e tutto il Cda hanno sempre riposto nelle sue decisioni e sul suo operato».
La riunione si è conclusa con la consegna al giovane socio Gianluca Volpe del premio “Acino d’oro”, che tende a premiare la qualità delle uve conferite nel corso dell’ultima vendemmia e, in questo caso particolare, a stimolare il futuro della base sociale e le nuove generazioni a conseguire sempre gli obiettivi qualitativi che l’azienda si è posta. La Cantina Produttori Cormons può contare su un totale di 330 ettari vitati dei soci, che le hanno permesso di produrre ben due milioni di bottiglie.

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In copertina, il presidente Bregant e il direttore Dal Zovo con il diploma dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Al Collio bianco da uve autoctone 2022 della Cantina Produttori Cormons vanno i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso

Sulla stampa nazionale sono usciti i risultati delle degustazioni di Vini d’Italia del Gambero Rosso, regione per regione. A proposito del Friuli Venezia Giulia, nella Guida si sottolinea che si tratta di «una terra straordinariamente vocata alla produzione di bianchi di qualità. Le eccellenze sono perlopiù distribuite sulle colline che formano lo splendido teatro protetto dalle Alpi Giulie che si estende lungo tutto il confine orientale». Fra i 25 migliori vini una new entry: la Cantina Produttori Cormons. Per cui sono grandi la soddisfazione e la felicità per il conseguimento dell’ambito premio “Tre Bicchieri”, che ogni anno viene assegnato dal Gambero Rosso ai migliori vini nazionali. Il vino che ha ricevuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2025 è il Collio bianco da uve autoctone 2022. È la prima volta che la Cantina ottiene questo premio ed è anche la prima cantina cooperativa della regione ad essere fregiata di tale riconoscimento.

Il presidente Filippo Bregant esprime tutto il suo orgoglio: «Questo premio è il risultato di un percorso di riqualificazione complessivo dell’azienda portato avanti con determinazione dal consiglio di amministrazione e dalla Direzione, confermato non solo dal riconoscimento della qualità dei nostri vini ma anche dal positivo andamento commerciale della cooperativa ed in termini di remunerazione delle uve dei nostri soci. In pochi anni abbiamo fatto passi che fino a qualche anno fa sembravano irraggiungibili, come l’acquisto dell’immobile, ed ora l’ottenimento di questo importantissimo premio che ci pone fra le cantine più importanti del Friuli Venezia Giulia e non solo». Emozionato anche il direttore generale ed enologo Alessandro Dal Zovo: «E’ difficile dire a parole cosa significa per me personalmente e per tutta la cooperativa, ricevere un riconoscimento come i Tre bicchieri del Gambero Rosso. Posso solo ringraziare il presidente, tutti i soci e tutti i dipendenti per aver sempre supportato le mie decisioni e condiviso assieme gli obbiettivi che oggi ci hanno portato a questo grande traguardo, che deve essere un punto di partenza e non di arrivo per tutta l’azienda. Ancora più importante è ricevere il premio su un vino che fa parte di un progetto condiviso con altre aziende del Collio e che mi auguro diventi il vino bianco bandiera di tutta la denominazione». Che gli stessi curatori della Guida definiscono «terroir d’eccellenza come il Collio».
Un vino, questo della Cantina di Cormons, che nei mesi scorsi ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso Decanter World Wine Awards di Londra, premiato anche da Falstaff, come pure dalla guida Vinibuoni d’Italia. La Produttori, che da poco ha festeggiato i 55 anni di attività, presenterà a fine ottobre ai suoi soci il bilancio chiuso al 30 giugno 2024, che segna un’ulteriore crescita della cooperativa sia in termine di fatturato che in soddisfazione economica per tutti i conferitori. Domenica scorsa il Collio bianco da uve autoctone 2022, assieme agli altri vini Tre Bicchieri 2025, è stato posto in degustazione a Roma al Palazzo delle Esposizioni: moltissimi gli apprezzamenti ricevuti.

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In copertina, un’immagine della sede della Cantina Produttori Cormons.

Anche la Vitovska “frutto del Carso” è un prezioso traino per l’enoturismo in Fvg

Il ruolo giocato dall’enoturismo è sempre più cruciale in Friuli Venezia Giulia. Infatti, l’80 per cento dei visitatori sceglie una destinazione tenendo conto dell’offerta enogastronomica del posto. E proprio l’enoturismo è stato in grado di favorire la crescita di tante piccole aziende che oggi rappresentano uno dei motori per la promozione territoriale, anche in questa zona della Venezia Giulia, incentivando un indotto fatto di realtà agroalimentari e di agriturismi che è decisamente in crescita.
E’ questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo ha voluto lanciare ieri mattina alla presentazione del libro “Vitovska frutto del Carso” all’Infopoint di Duino-Aurisina. Il volume – realizzato con il contributo di PromoTurismo Fvg – è una riedizione aggiornata e in più lingue (oltre all’italiano, sloveno, tedesco e inglese) a distanza di quindici anni dal primo libro sulla Vitovska dal titolo “Vitovska, i vitigni dal mare al Carso”. La nuova pubblicazione (con prefazione di Carlin Petrini, testi di Stefano Cosma e Veronica Marzini) vuole rendere omaggio alla Vitovska come vero tesoro nascosto del Carso e al suo intimo rapporto con la storia e la cultura del territorio.
Oggi il Carso rappresenta un panorama vitivinicolo internazionale, un simbolo di artigianalità e di forte legame con la comunità rurale. Un territorio che ha enormi potenzialità, come ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale ringraziando i produttori della Vitovska e gli altri produttori del Carso per la passione e la dedizione. Uno sforzo che è stato premiato anche con il riconoscimento di Duino Aurisina come Capitale italiana del vino nel 2022. Un riconoscimento che sta registrando effetti positivi sul fronte dell’enoturismo. Mai come negli ultimi anni, ha rimarcato l’assessore, la nostra regione ha visto molti piccoli borghi popolarsi di appassionati e intenditori. Ma anche di turisti curiosi di conoscere e scoprire territori attraverso la degustazione dei prodotti tipici e delle specialità che sanno proporre.
La Regione Fvg punta molto sull’enograstronomia, un segmento non legato alla stagionalità e che può contare su tutti i mesi dell’anno. E i risultati, è stato sottolineato, dimostrano che si è sulla strada giusta. Come dimostrano anche i 26 vini con etichette del Friuli Venezia Giulia premiati nel 2022 con i “Tre bicchieri” della prestigiosa guida del Gambero Rosso. Nell’ultimo anno, secondo i dati della Regione stessa, il segmento del vino ha pesato per il 21 per cento nel comparto agroalimentare con quasi 30 mila ettari coltivati a vigneto. Il settore occupa più di 23 mila addetti nelle 6.600 aziende vitivinicole. E il valore dell’export è stato di 180 milioni di euro.

A Cormons, cuore del Collio le 30 vendemmie del Ronco dei Tassi

Sul Monte Quarin, nel cuore del Collio Goriziano, terra di grandi vini in Friuli Venezia Giulia, c’è un posto magico, dove vigneti, bosco, radure si intrecciano e si compenetrano. La natura fa da protagonista, le vigne sono coltivate con passione, amore, sapienza antica uniti a tecniche colturali moderne, ma estremamente rispettose dell’ambiente. Il ronzio delle api che lavorano nelle arnie disposte sul limitar del bosco è l’unico lieve rumore (quasi una musica) che interrompe il silenzio. È Ronco dei Tassi, l’azienda che Fabio e Daniela Coser hanno fondato 31 anni fa sopra Cormons, in località Montona, ed ora conducono con i figli Enrico e Matteo. Era il 1989 quando Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e la moglie decisero di acquistare un podere di circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto, ai limiti del Parco naturale di Plessiva, zona di tutela ambientale ricca di flora spontanea e di fauna selvatica. La passione e il continuo impegno riposto in azienda, li ha portati a raggiungere importanti risultati e grandi soddisfazioni. Sostenuti da tutto ciò, hanno acquistato nuovi vigneti con l’intento di aumentare lentamente la produzione aziendale mantenendo alto il livello qualitativo dei vini prodotti. Oggi Ronco dei Tassi – che ha tagliato felicemente il traguardo delle 30 vendemmie – si sviluppa su una superficie di 50 ettari di cui 23 a vigneto.

Enrico e Matteo Coser…

“Il nome della nostra azienda deriva proprio dalla sua collocazione – spiega Enrico Coser -. “Ronco” per via della disposizione dei vigneti in terrazze ben esposte, denominate appunto ronchi, “dei Tassi” perché qui vivono delle colonie di tassi che quando matura l’uva diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e ci avvisano che è il momento giusto per iniziare a coglierla”. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare realmente una viticoltura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. “La nostra filosofia di produzione – continua Enrico – si basa principalmente sulla rigorosa attenzione nella coltivazione e nei sistemi di allevamento del vigneto, con controlli qualitativi e quantitativi che ci permettono di arrivare alla trasformazione dell’uva in cantina nel modo più sano e naturale possibile. Tutto ciò ci consente di conservare nei nostri vini le caratteristiche e la qualità tipiche del frutto e del territorio da cui hanno origine”.

… e i loro “vini-gioiello”.

La passione di tutta la famiglia, e il continuo impegno riposto con maestria in cantina, ha fatto raggiungere loro importanti risultati, tant’è che Ronco dei Tassi è oggi conosciuta per l’assoluta eccellenza dei suoi vini, pluripremiati da guide e critici italiani e stranieri. Basti ricordare che l’azienda nel suo complesso, una volta con un vino, una volta con un altro, si aggiudica da 20 anni i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Di grande carattere e stile, è il Fosarin straordinario Collio Bianco a base di Friulano, Malvasia, Pinot bianco, portabandiera dell’azienda che non teme il tempo, molto apprezzato anche all’estero, che pure nella Guida del Gambero Rosso 2021 ha conquistato i Tre Bicchieri. Fra i suoi estimatori, il noto critico James Suckling. Altrettanto unica la pluripremiata Malvasia, fra i 10 migliori vini italiani nella Guida 100 migliori vini d’Italia del Corriere della Sera, che Forbes Speciale Vinitaly 2019 ha inserito fra i 100 migliori vini al mondo.
E’ una spiccata vocazione verso i vini bianchi quella di Ronco dei Tassi: oltre al Fosarin e alla Malvasia, si producono Friulano, Ribolla gialla, Pinot grigio, Sauvignon. Ad essi si affiancano l’interessante (e di grande futuro) Collio Rosso Cjarandon a base di Merlot e Cabernet, e il prezioso Picolit. Apprezzatissimi sul mercato estero, dove viene esportato circa il 60% della produzione, li si trova in Italia nelle migliori enoteche, ma possono essere acquistati anche direttamente in azienda, dove su prenotazione è possibile fare interessanti degustazioni guidate. Vale la pena di andarci, anche per conoscere Enrico Coser e la sua straordinaria famiglia. E capire quanta passione, impegno, maestria c’è dietro un bicchiere del loro vino.

Bella veduta dei vigneti sul Collio.

Foto Elia Falaschi ©

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In copertina, la splendida barricaia della cantina Ronco dei Tassi.

Un grande Pinot bianco da vigne allevate come in Champagne

di Gi Elle

Non solo i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2020, ma anche i 95 punti della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020 di DoctorWine by Daniele Cernilli e le 4 viti di Vitae 2020 dell’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Prestigiosi riconoscimenti a raffica, insomma, per il Pinot bianco Santarosa 2018 del Castello di Spessa che, ottenuto da vigne allevate come in Francia, si conferma così il vino più premiato della storica azienda vitivinicola di Capriva del Friuli, ma anche dell’intero Vigneto Fvg. Questo grande bianco prende il nome dalla famiglia nobile che fu proprietaria del Castello di Spessa nel corso dei secoli. È un vino di estrema raffinatezza e nella microzona caprivese, nel cuore del Collio Goriziano, esprime il meglio della sua eleganza, grazie al terroir unico. Il suo segreto è l’immediata separazione delle bucce dal mosto per preservare nel giovane vino freschezza, armonia e fragranza. Si abbina a pesce, primi piatti a base di verdure e secondi di carne bianca.

Il Santarosa, assieme al Pinot grigio Joy e al Pinot nero Casanova, proviene da uve raccolte nella “Vigna dei 3 Pinot”, sulle rinomate colline che circondano il Castello di Spessa. Questo speciale vigneto è affidato alla maestria di Marco Simonit, master pruner di fama internazionale, che ha predisposto una forma di allevamento originale, poco utilizzata in Friuli, ma tipica delle zone più rinomate per i Pinot di qualità, come la Borgogna e lo Champagne. L’obiettivo è quello di preservare l’ambiente, facendo vivere le viti molto a lungo, per ben 50 o 60 anni. Pertanto vengono allevate con grande rispetto, senza sfruttarle al massimo e attendendo i tempi della natura, che spesso oggi vengono dimenticati.

Proprietaria della cantina Castello di Spessa è la famiglia Pali che, perpetuando la tradizione vitivinicola e di ospitalità del luogo, ha fatto del maniero il cuore di un raffinato Golf&Wine Resort, ma anche il punto di riferimento ogni anno per prestigiose manifestazioni culturali ed enogastronomiche come il Premio Casanova e la cena-spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori.
“Il Friuli è la terra in cui sono nato – racconta Loretto Pali -, ne conosco gli incantevoli luoghi, l’ospitalità della gente, la storia, l’arte e il patrimonio enogastronomico che la fanno apprezzare nel mondo”. Erede di un’importante famiglia di imprenditori nel settore del mobile, decide di seguire la sua grande passione, quella per la terra friulana e per il vino che ne è la massima espressione. Uomo del territorio, sensibile alla sua crescita e al suo sviluppo, Pali ha il vino nel cuore e, con cuore e passione, fa il suo primo investimento acquistando negli anni Settanta i primi vigneti alla Boatina di Cormòns. Qualche anno dopo acquisisce il Castello di Spessa a Capriva, storica tenuta del Collio. In un decennio diventa uno dei protagonisti dell’alta enologia friulana. Ed è sempre l’attaccamento alla tradizione e ai più antichi valori territoriali, che lo spingono successivamente a produrre anche grappe e distillati. Oggi l’azienda si estende per circa 90 ettari di vigneti di proprietà (di cui 28 nella Doc Collio e i restanti nella ghiaiosa pianura della Friuli Isonzo) allevati con una filosofia “eco-friendly”, con un apparato produttivo dotato delle più avanzate tecnologie e una scenografica cantina storica di affinamento, scavata nel sottosuolo del castello. Un lavoro condotto con grande passione, sostenuto dalla competenza di bravissimi tecnici e operatori, sia in vigna che in cantina. E i risultati continuano a non mancare, come dimostrano anche gli importanti premi conseguiti dal Pinot bianco Santarosa.

Azienda Vinicola Castello di Spessa
Via Spessa 1 –  Capriva del Friuli (Go)
Tel +39 048160445
www.castellodispessa.it/vini

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In copertina, la “Vigna dei 3 Pinot” e all’interno il vino premiato con immagini di cantina e azienda.

Tre Bicchieri a 26 vini tutti bianchi Fvg. E il Collio è protagonista

di Giuseppe Longo

Tutti, ma proprio tutti bianchi i vini premiati con i Tre Bicchieri dalla famosa Guida 2020 del Gambero Rosso. E nell’elenco, diffuso con le anticipazioni riguardanti il Friuli Venezia Giulia, il Collio è il grande protagonista con ben 12 etichette premiate su un totale di 26; quattro, invece, quelle dei Colli orientali del Friuli e due quelle della Doc Isonzo. Seguono altri otto blasonati vini non rientranti fra le denominazioni approvate. Un ottimo riconoscimento dunque al Vigneto Fvg che non solo conferma la sua eccellente vocazione a produrre bianchi che hanno conquistato il pianeta – non a caso la scorsa primavera si era tenuto proprio a Udine il Concorso mondiale del Sauvignon -, ma anche la bontà della vendemmia 2018, ricordata indubbiamente come una fra le migliori. E pure quella che sta giungendo alle ultime battute si conferma di ottima qualità, sebbene non generosa come la precedente.
“Nel Friuli Venezia Giulia – confermano infatti gli esperti del Gambero Rosso – le condizioni climatiche del 2018 si sono rivelate praticamente perfette per la vegetazione della vite e la maturazione dell’uva. La logica conseguenza è stata una vendemmia al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sicuramente la migliore da inizio secolo. Quantità e qualità normalmente non vanno di pari passo ma quando tutto gioca a favore ecco che l’abbondanza della produzione non intacca minimamente il livello qualitativo. I 2018 esprimono un vigore ed una complessità decisamente importante per la loro giovane età. Anche quest’anno sono 26 i vini che hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri: di questi ben 12 sono dell’ultima annata”.

Ma ecco i vini premiati. “Il vino più rappresentativo della regione, il Friulano, ha ottenuto l’ambito riconoscimento – si legge ancora nel sito del Gambero Rosso – grazie a tre aziende storiche del Collio Goriziano: Schiopetto, Toros e Livon, che con il suo Manditocai rende onore alla perdita del nome del vitigno. Il Rosazzo Bianco Terre Alte ’17 di Livio Felluga e il Vintage Tunina ’17 di Jermann confermano il loro ruolo di ambasciatori nel mondo delle potenzialità degli uvaggi regionali cui si aggiungono i blasonati Collio Bianco Fosarin ’17 di Ronco dei Tassi, Collio Bianco Riserva ’17 di Angoris, BiancoSesto ’17 de La Tunella, e Desiderium ’17 della linea I Ferretti della Tenuta Luisa”.
E ancora: “Sono del Collio anche la Malvasia ’18 di Villa Russiz, lo Chardonnay ’18 di Ronco Blanchis, il Sauvignon ’18 di Tiare (che conquista i Tre Bicchieri per la sesta volta consecutiva) e ben tre versioni di Pinot Bianco ’18 ad opera di Doro Princic, Russiz Superiore e Castello di Spessa con il Santarosa. Ci piace evidenziare . aggiungono i responsabili della Guida – che anche quest’anno quest’ultimo vitigno ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti in quanto ai già citati si aggiunge il Pinot Bianco Myò ’18 di Zorzettig, il Pinot Bianco ’18 dei Vigneti Le Monde e il Pinot Bianco ’17 di Masut da Rive. Torre Rosazza conferma l’eccellenza con il Pinot Grigio ’18, Volpe Pasini con il Sauvignon Zuc di Volpe ’18 e Vie di Romans con il Sauvignon Pière ’17. Gli intriganti vini bianchi macerati che caratterizzano la zona di Oslavia e il Carso Triestino sono rappresentati dalla Ribolla Gialla Riserva ’16 di Primosic, dalla Malvasia ’15 di Podversic e dall’Ograde di Skerk”.

Infine, concludono gli esperti, “la spumantistica è sugli allori per merito di Collavini con la sua Ribolla Gialla ’15 nella nuova versione Brut Nature”, mentre il “miglior modo per chiudere in dolcezza è… sorseggiare il Tal Lùc cuvée .1.2 di Lis Neris”.
Ma ecco nella scheda che segue tutti i i migliori vini del Friuli Venezia Giulia premiati con i

TRE BICCHIERI

Collio Bianco Fosarin 2017 Ronco dei Tassi
Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. 2017 Tenuta di Angoris
Collio Chardonnay 2017 Ronco Blanchis
Collio Friulano 2018 Toros
Collio Friulano 2018 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2017 Livon
Collio Malvasia 2018 Villa Russiz
Collio Pinot Bianco 2018 Doro Princic
Collio Pinot Bianco 2018 Russiz Superiore
Collio Pinot Bianco Santarosa 2018 Castello di Spessa
Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2016 Primosic
Collio Sauvignon 2018 – Tiare Roberto Snidarcig
Desiderium I Ferretti 2017 Tenuta Luisa
FCO Biancosesto 2017 La Tunella
FCO Pinot Bianco Myò 2018 Zorzettig
FCO Pinot Grigio 2018 Torre Rosazza
FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2018 Volpe Pasini
Friuli Isonzo Pinot Bianco 2017 Masùt da Rive
Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2017 Vie di Romans
Friuli Pinot Bianco 2018 Vigneti Le Monde
Malvasia 2015 Damijan Podversic
Ograde 2017 Skerk
Ribolla Gialla Dosaggio Zero 2015 Eugenio Collavini
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga
Tal Lùc Cuvée .1.2 Lis Neris
Vintage Tunina 2017 Jermann

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In copertina e all’interno la zona del Collio cormonese in vendemmia.

(Informazioni tratte da www.gamberorosso.it)