L’agricoltura sostenibile avrà un futuro nell’habitat unico della Riviera friulana

di Ida Donati

PALAZZOLO DELLO STELLA – Alle fonti della dieta mediterranea e alla scoperta del territorio in quanto incubatore di biodiversità, ma anche capace di generare e rigenerare elementi della flora e valorizzare con l’aiuto dell’uomo la produzione di varietà vegetali destinate all’alimentazione. In sintesi, questi i contenuti del corso-evento per giornalisti e ricercatori organizzato da Arga Fvg e dall’Associazione culturale La Riviera friulana, con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine e della sezione friulana di Italia Nostra, all’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella. La serie di interventi molto qualificati è stata coordinata dal presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini, e aperta dalla “chair girl” dello stesso Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, che ha collegato i valori salutistici della corretta alimentazione conseguente alle abitudini alimentari delle genti mediterranee con le consuetudini alla base della cultura del territorio. Raccordandosi, in particolare, con le valenze dell’area della Riviera Friulana, che come ha ribadito possiede le ricchezze e gli elementi per entrare a fare parte dei siti tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Carlo Morandini con Massimo Bassani.


Di ampio spettro anche l’intervento di Gabriele Cragnolini, alla guida di Italia Nostra per l’area friulana, tecnico forestale, che ha sviscerato le origini del patrimonio boschivo del Friuli Venezia Giulia, diverse dalle pur adiacenti montagne dell’Austria, che si estendeva fino alle zone umide accanto alle quali vi sono ancora zone residue dei boschi planiziali. Un patrimonio che esiste tra innumerevoli biodiversità e aree dalle caratteristiche particolari, nelle quali, e pochi lo ricordano, vivono persino varietà di piante carnivore sviluppatesi per catturare l’azoto dall’organismo degli insetti. Tutto questo su terreni che l’uomo ha saputo gestire e sviluppare in modo sostenibile. Arrivando, come ha detto Morandini nel precisare i traguardi dell’uomo nelle terre rivierasche, a produrre vini premiati nel mondo da terreni sui quali, fino gli anni ’60, venivano praticate colture massive, mentre oggi sono lavorati traendone le migliori potenzialità in modo sostenibile.

Renata Capria D’Aronco


Esempi di crescita e sviluppo sostenibile sono le aziende storiche della Riviera friulana, tra i fiumi Tagliamento, a pochi chilometri da Palazzolo dello Stella, come le aziende Lorenzonetto e Toniatti Giacometti a Latisana – dove oggi si terrà, alle 18, l’altro incontro programmato a fine anno -, appunto Bassani di Isola Augusta, Lorenzon a Pieris, accanto all’Isonzo, in quelle che oggi sono le Doc Annia, Aquileia e Latisana. O a creare prodotti di nicchia da terreni inattesi come Clementin ad Aquileia. Ricchezze che oltre a rappresentare un valore aggiunto per l’area attraverso prodotti di pregio e identificativi sono divenute elementi di attrazione turistica facendo crescere ulteriormente l’area in sinergia e complementarmente alle grandi realtà balneari di Lignano e Grado. Realtà nelle quali, forse per il tipo di utenza o soltanto per abitudine degli operatori, come ha svelato Massimo Bassani, da oltre cinquant’anni impegnato in azienda, spesso i prodotti rivieraschi sono sottovalutati. Forse anche quale retaggio della antica denominazione dell’area retrostante, la Bassa Friulana, non adatta alla comunicazione di qualità territoriali. Anche per questo motivo, Massimo Bassani, che guida Isola Augusta appunto da decenni avendo iniziato qui il suo impegno assieme al fondatore dell’azienda, il padre Renzo, sostiene da tempo l’idea di “battezzare” il territorio dell’arco costiero, delle realtà balneari e delle terre retrostanti come proprio Riviera friulana. Infatti, oggi i vini di Isola Augusta, curati anche dal figlio Jacopo, sono molto richiesti in diverse parti del pianeta, dal Belgio all’Inghilterra, alla Cina. E hanno vinto, ha aggiunto il presidente di Arga Fvg, premi internazionali anche nei “luoghi sacri” delle produzioni mondiali. Tutto questo, ha detto ancora Morandini, è frutto anche dell’impronta etica dell’azienda Isola Augusta, impressa da Renzo Bassani, e perseguita da Massimo e da Jacopo. Infatti, mentre i vigneti sono gestiti con metodi naturali, in diversi appezzamenti sono stati impiantati alberi da frutta e oliveti, vengono allevate le api, in un contesto di sostenibilità che trova la sua sintesi anche nella gestione dei fabbricati aziendali e dell’agriturismo biologico adiacente, riscaldati, per esempio, con l’acqua calda che sgorga dal sottosuolo. Una filosofia coincidente con lo slogan che fu scelto da Renzo Bassani negli anni ’60 per promuovere i primi vini dell’azienda situata lungo l’asse viario di collegamento con il mare: ‘Vino vivo’. Per celebrare i traguardi raggiunti lungo questo percorso virtuoso, riconosciuto con un premio prestigioso poco più d’un anno fa dall’Onu in occasione del summit COP26 di Glasgow, è nato il primo vino macerato e biologico di Isola Augusta: “Vino Vino”, da uve di Ribolla gialla e Pinot grigio.

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In copertina, è tempo di potatura dei vigneti anche nella Riviera Friulana.

San Michele al Tagliamento “friulana”, un polo che lancia il turismo lento

di Ida Donati

SAN MICHELE – Turismo lento? E’ quello fatto di bellezze ambientali e paesaggistiche, strutture ricreative e per la ospitalità, offerta enogastronomica di qualità. Quello che, cioè, si promuove a San Michele al Tagliamento che, pur essendo un Comune veneto, aderisce alla Riviera Friulana. San Michele è il capoluogo della civica amministrazione cui fa capo anche Bibione, la più grande realtà balneare della Serenissima. Come Latisana, fino alla fine degli anni ’50, era il Comune che comprendeva anche Lignano Sabbiadoro già lanciata verso il “boom” economico. A San Michele, nella sua frazione di San Filippo e in altre località si parla friulano. Così come a Portogruaro, ma in particolare a Concordia Sagittaria, già sede patriarcale. E pure oggi del Vescovado cui fa riferimento Pordenone assieme alla Destra Tagliamento. E quindi? Non è per tediarvi con una ridondante disquisizione etnico-linguistica, né per sostenere la causa di una friulanità che comunque è sentita anche a San Michele al Tagliamento, visto che, seppur perdendo di poco, buona parte degli abitanti aveva richiesto tramite referendum l’annessione al Friuli Venezia Giulia. Com’è accaduto con Sappada, dove si parla una lingua ladin-germanica che non è certo diffusa in tutto il Friuli storico. Ma per esporre come la pensano gli operatori di una delle realtà di pregio che animano il territorio retrostante la città balneare.

Casa Gioconda, il B&B della famiglia Toniatti Giacometti, ha rinnovato anche quest’anno l’adesione all’associazione culturale La Riviera Friulana. Per promuovere un’attività qualificata che è sinergica a quella svolta in località Bevazzana che, pochi ricordano, è il toponimo di due distinte frazioni, dei Comuni di San Michele al Tagliamento (Casa Gioconda) e di Latisana (Casa Allegra), separate dal fiume Tagliamento. In questo caso, unite da un’attività che si svolgeva già nell’antichità tra terre, sabbie e paludi. Che è quella dei cavalli. All’epoca, da tiro. Oggi da trotto e da dressage.

In diverse occasioni, Casa Gioconda ha ospitato incontri, anche del sodalizio rivierasco, volti a valorizzare la cultura del territorio. Ospitando artisti, musicisti, scrittori, giornalisti, artigiani del gusto e dell’arte dei mestieri. Come, di recente, l’annuale sfilata con la stilista Axia e il musicista Gianni Sax, che ha voluto segnare la ripartenza dell’attività e degli incontri culturali dopo il lockdown. Un’occasione per parlare anche della sinergia tra le grandi spiagge, ribadita dall’assessore al Turismo del Comune di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, pochi giorni dopo l’accordo per la promozione unica dell’Alto Adriatico sui media tedeschi siglato dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. E tra le realtà del retroterra complementari a esse, evidenziata dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria d’Aronco. E dal presidente della Riviera Friulana, Carlo Morandini.
L’evento, avvenuto proprio nella cornice di Casa Gioconda, ha permesso di degustare i vini dell’Azienda Toniatti Giacometti, assieme ai fratelli Giovanni, Livia e Roberto. Il B&B è stato realizzato di recente ristrutturando un fabbricato rurale. Dispone di tutti i servizi di pregio, compresa una bella piscina, rivolti a ospiti, soprattutto stranieri, che ne fanno la base privilegiata per le escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi, lungo le terre e i percorsi rivieraschi. Ma anche le vie d’acqua visto che Casa Gioconda si trova a poca distanza dal fiume Tagliamento e dalla Litoranea Veneta. La possibilità di degustare i prodotti del territorio rappresenta un’altra delle possibilità che ne fanno un ritrovo richiesto dai turisti più attenti. Quelli che appunto amano un turismo lento, “slow” come si preferisce dire oggi.

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In copertina e qui sopra ecco due belle immagini di Casa Gioconda.