Codroipo, a lezione gli allevatori di bovine da latte

Anche gli allevatori devono fare i conti con l’innovazione, con la necessità di migliorare continuamente in termini di gestione aziendale, benessere animale e mungitura solo per citare alcuni degli aspetti con i quali si misurano quotidianamente anche le stalle di casa nostra in una competizione che non permette più a nessuno di restare indietro. Lo sa bene l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia che ogni anno organizza allo scopo un ciclo di incontri tecnici per consegnare, nelle mani dei propri soci, nuovi strumenti. Un appuntamento atteso dal popolo degli allevatori Fvg che a dimostrazione dell’interesse ha partecipato numeroso – non meno di duecento persone – ai primi eventi del “Programma di formazione tecnica per allevatori di bovine da latte” aperti dai saluti del presidente Renzo Livoni.
Dopo il primo incontro, nella sede dell’AAFvg a Codroipo, dedicato alle ricadute reddituali del benessere animale e in particolare di come questo diventi uno strumento importante in termini di sostenibilità e riduzione dell’uso di antibiotici, ne sono seguiti altri due in cui si è parlato “Gestione del post partum: come individuare le bovine malate” e di “Resilienza, fattore determinante per bovine da latte produttive ed efficienti”. Mentre domani,19 febbraio, il tema sarà “Nuove diagnosi di mastite con le cellule somatiche differenziali”; poi, il 4 marzo si parlerà di “Lettiera compost per vacche da latte” e il 25 marzo di “Assistenza della vacca al parto e della gestione del vitello”.
Sono previste anche due visite: l’11 marzo agli allevamenti Borgognoni Carla e Morenica a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, e l’1 e il 2 aprile ad alcune realtà zootecniche del Tirolo. Infine, i corsi di formazione: per operatori di inseminazione artificiale bovina (dal 24 al 27 febbraio a Palazzolo dello Stella, previa iscrizione), per addetti alla mungitura (26 febbraio), di podologia bovina (dal 2 al 4 marzo), questi ultimi due entrambi a Codroipo. Per iscrizioni e informazioni rivolgersi alla segreteria dell’AAFvg (0432824209 oppure segreteria@aafvg.it).

Sempre folta la partecipazione.

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In copertina, bovine in un allevamento del Friuli Venezia Giulia.

LA RICETTA – Kiachl, dolci o salate frittelle della Hall-Wattens

(c.s.) Dolci, cosparse di zucchero a velo oppure con miele e papavero o mirtillo rosso, ma anche salate con i crauti o con salsa di funghi. Quando si pensa al Tirolo viene subito in mente il profumo delle fragranti Kiachl, le tipiche frittelle che vengono preparate durante i mercatini di Natale o nelle feste di ringraziamento per il raccolto. La regione di Hall-Wattens dedica una festa vera e propria a questa golosità: la “Kiachlfest”, in calendario sabato 5 ottobre dalle 10 alle 17 ad Hall, in Tirolo, nella Stiftsplatz. L’atmosfera perfetta per assaggiare le famose Kiachl, che per l’occasione verranno preparate in tantissime versioni, dalle tradizionali a quelle più insolite: con purè di mele oppure croccanti con la nutella, o nella versione salata con feta e olive o salmone e panna acida. Ecco pertanto la ricetta, se volete cimentarvi a casa.

“Kiachl del Tirolo”

Ingredienti:
500 g di farina
½ cubetto di lievito fresco o ½ bustina di lievito secco
2 uova
30 g di burro
¼ l di latte tiepido
1 pizzico di sale
rum a piacere
strutto o olio per la cottura
L’impasto è per circa 10-15 pezzi, a seconda delle dimensioni che si preferisce dare al Kiachl.

Preparazione:
Mescolare la farina con il sale e il lievito, aggiungere latte tiepido, uova, burro fuso e rum a piacere. Sbattere bene e lasciare riposare l’impasto per circa mezz’ora. Dividere l’impasto in pezzi di dimensioni uniformi con un cucchiaio di legno, formare delle palline su un tagliere o una superficie liscia (se necessario usare della farina), poi tirare ciascuna Kiachl in modo tale che l’impasto sia sottile al centro e alto ai bordi.
Scaldare lo strutto o l’olio in una padella e posizionare la Kiachl rivolta verso il basso nell’olio bollente. Dopo qualche minuto di cottura, girare le Kiachl e friggerle fino a completa doratura. Attenzione, il centro sottile dovrebbe rimanere bianco.
Le Kiachl vengono tradizionalmente servite nella versione salata con spinaci o crauti o nella variante dolce con mirtilli rossi, zucchero o una miscela di zucchero e cannella. Naturalmente è possibile mangiarle con altre composte di frutta.

Vino:
Una Ribolla gialla spumante è l’ideale sia per la versione dolce che per quella salata. Ma per le frittelle dolci, per chi preferisce, ottimo è senz’altro un Ramandolo Docg.

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In copertina le Kiachl dolci del Tirolo e qui sopra quelle salate.