“Langoris”, vini e Cavalieri a Cormons: Premio in Puglia a Stefano Cosma

di Claudio Soranzo

Un altro meritato riconoscimento è arrivato al giornalista e scrittore Stefano Cosma, triestino di nascita ma goriziano d’adozione. L’ufficializzazione del premio arriverà oggi 25 settembre, nientemeno che in un castello, quello di Ugento, in provincia di Lecce. Un bel viaggetto al Sud quindi per Stefano, per ritirare il riconoscimento a Santa Maria di Leuca dalle mani degli ideatori del Premio Iolanda, Vera Slepoj e Davide Paolini, che hanno annunciato in anteprima la vincita del premio letterario a Cosma quale autore di “Langoris. Storie di vini e Cavalieri”, edito da Leg Edizioni di Gorizia. Il libro racconta la storia della Tenuta di Angoris, sita nel comune di Cormons, che ha vinto il premio nella sezione Letteratura del Vino.


Il Premio Iolanda, giunto quest’anno alla 4a edizione, è ora diventato non solo un’iniziativa per celebrare la letteratura enogastronomica collegata alla memoria e alla tradizione, ma soprattutto un particolare momento per gli esperti coinvolti nelle due giurie, per poter fare il punto della situazione nei due settori interessati e delineare eventuali scenari futuri. Così ha spiegato la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj: «Si sta aprendo una nuova era in fatto di cibo e vino: la pandemia ha in pochissimo tempo cambiato il mondo in cui vivevamo, facendoci riscoprire quanto profondo sia il nostro legame – sia individuale che collettivo – con il cibo».
Il giornalista gastronomo Davide Paolini ha aggiunto: «Il premio Iolanda ha sempre cercato di selezionare e stimolare l’uscita di libri che non siano solo ricettari, di cui ormai sono piene le librerie, ma testi che approfondiscono le problematiche intorno a cibo e vino. Ora vediamo che questa impostazione ha avuto successo, come dimostrato dai numerosi e qualificati partecipanti dell’edizione 2021».
Stefano Cosma si occupa di comunicazione e di enogastronomia, operando nel capoluogo isontino. Il suo primo libro risale al lontano 1992: “Dotato d’eccellentissimi vini è il contado di Goritia…”. La sua produzione letteraria è continuata nel 2001 con “Vitti di Toccai… 300“, nel 2005 assieme a Mario Busso e Walter Filiputti con “Collio. I volti di una terra” e nel 2008 con “Vitovska. Tra i vigneti, dal mare al Carso”. Ha già ricevuto altri riconoscimenti, tra i quali il “Premio Collio” nel 2010 e il “Premio Città Impresa” due anni dopo.
A scegliere il libro di Cosma, edito anche in lingua inglese e realizzato in audiobook da Top Voice, sono stati i giurati Alvaro De Anna, Paolo Mieli, Enrico Semprini, Giacomo Mojoli, Roberto Felluga, Piernicola Leone De Castris, Davide Zuin, Seby Costanzo, Rossana Bettini, Giordano Emo Capodilista, Massimo Bassani, Diego De Leo e Massimo Fasanella D’Amore.
La prefazione del libro di Stefano, scritta da Alessandro Marzo Magno, recita “quel che ha scritto Cosma non è un saggio, ma un libro dal rigoroso contenuto storico, che utilizza l’espediente narrativo del romanzo. Immagina che Carlotta, personaggio di fantasia, avesse prestato servizio come infermiera nella villa di Angoris durante la Grande Guerra e che ci fosse ritornata nel 1968 e che, muovendosi per la casa, ne ricostruisca le vicende. Lei è inventata, ma non lo è affatto tutto ciò che racconta: gli episodi sono reali, e ripercorrono le vicissitudini di questo angolo di mondo, un territorio di confine, dove da sempre si sono incrociati popoli e culture. La storia è passata di qui e non smette di scorrere. Il vino è un elisir di lunga vita”.
Proprio oggi, giorno di consegna del riconoscimento in Puglia, Stefano Cosma avrebbe dovuto presentare a Monfalcone, nell’ambito della rassegna “Geografie”, le sue ultime due pubblicazioni: “Il gusto dei saperi fra Carso e Isonzo”, dedicato alla cucina bisiaca, e “Castello di Spessa. Affascinanti intrecci di memorie ed esperienze di benessere”, già presentato in anteprima nel parco del maniero di Capriva – il 30 giugno scorso – in occasione del debutto dell’Amadeus Brut, nuovissimo prodotto con le bollicine della cantina di Barbara Borraccia e Loretto Pali.

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In copertina, Stefano Cosma con Loretto Pali al Castello di Spessa.

Tre Bicchieri a 26 vini tutti bianchi Fvg. E il Collio è protagonista

di Giuseppe Longo

Tutti, ma proprio tutti bianchi i vini premiati con i Tre Bicchieri dalla famosa Guida 2020 del Gambero Rosso. E nell’elenco, diffuso con le anticipazioni riguardanti il Friuli Venezia Giulia, il Collio è il grande protagonista con ben 12 etichette premiate su un totale di 26; quattro, invece, quelle dei Colli orientali del Friuli e due quelle della Doc Isonzo. Seguono altri otto blasonati vini non rientranti fra le denominazioni approvate. Un ottimo riconoscimento dunque al Vigneto Fvg che non solo conferma la sua eccellente vocazione a produrre bianchi che hanno conquistato il pianeta – non a caso la scorsa primavera si era tenuto proprio a Udine il Concorso mondiale del Sauvignon -, ma anche la bontà della vendemmia 2018, ricordata indubbiamente come una fra le migliori. E pure quella che sta giungendo alle ultime battute si conferma di ottima qualità, sebbene non generosa come la precedente.
“Nel Friuli Venezia Giulia – confermano infatti gli esperti del Gambero Rosso – le condizioni climatiche del 2018 si sono rivelate praticamente perfette per la vegetazione della vite e la maturazione dell’uva. La logica conseguenza è stata una vendemmia al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sicuramente la migliore da inizio secolo. Quantità e qualità normalmente non vanno di pari passo ma quando tutto gioca a favore ecco che l’abbondanza della produzione non intacca minimamente il livello qualitativo. I 2018 esprimono un vigore ed una complessità decisamente importante per la loro giovane età. Anche quest’anno sono 26 i vini che hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri: di questi ben 12 sono dell’ultima annata”.

Ma ecco i vini premiati. “Il vino più rappresentativo della regione, il Friulano, ha ottenuto l’ambito riconoscimento – si legge ancora nel sito del Gambero Rosso – grazie a tre aziende storiche del Collio Goriziano: Schiopetto, Toros e Livon, che con il suo Manditocai rende onore alla perdita del nome del vitigno. Il Rosazzo Bianco Terre Alte ’17 di Livio Felluga e il Vintage Tunina ’17 di Jermann confermano il loro ruolo di ambasciatori nel mondo delle potenzialità degli uvaggi regionali cui si aggiungono i blasonati Collio Bianco Fosarin ’17 di Ronco dei Tassi, Collio Bianco Riserva ’17 di Angoris, BiancoSesto ’17 de La Tunella, e Desiderium ’17 della linea I Ferretti della Tenuta Luisa”.
E ancora: “Sono del Collio anche la Malvasia ’18 di Villa Russiz, lo Chardonnay ’18 di Ronco Blanchis, il Sauvignon ’18 di Tiare (che conquista i Tre Bicchieri per la sesta volta consecutiva) e ben tre versioni di Pinot Bianco ’18 ad opera di Doro Princic, Russiz Superiore e Castello di Spessa con il Santarosa. Ci piace evidenziare . aggiungono i responsabili della Guida – che anche quest’anno quest’ultimo vitigno ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti in quanto ai già citati si aggiunge il Pinot Bianco Myò ’18 di Zorzettig, il Pinot Bianco ’18 dei Vigneti Le Monde e il Pinot Bianco ’17 di Masut da Rive. Torre Rosazza conferma l’eccellenza con il Pinot Grigio ’18, Volpe Pasini con il Sauvignon Zuc di Volpe ’18 e Vie di Romans con il Sauvignon Pière ’17. Gli intriganti vini bianchi macerati che caratterizzano la zona di Oslavia e il Carso Triestino sono rappresentati dalla Ribolla Gialla Riserva ’16 di Primosic, dalla Malvasia ’15 di Podversic e dall’Ograde di Skerk”.

Infine, concludono gli esperti, “la spumantistica è sugli allori per merito di Collavini con la sua Ribolla Gialla ’15 nella nuova versione Brut Nature”, mentre il “miglior modo per chiudere in dolcezza è… sorseggiare il Tal Lùc cuvée .1.2 di Lis Neris”.
Ma ecco nella scheda che segue tutti i i migliori vini del Friuli Venezia Giulia premiati con i

TRE BICCHIERI

Collio Bianco Fosarin 2017 Ronco dei Tassi
Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. 2017 Tenuta di Angoris
Collio Chardonnay 2017 Ronco Blanchis
Collio Friulano 2018 Toros
Collio Friulano 2018 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2017 Livon
Collio Malvasia 2018 Villa Russiz
Collio Pinot Bianco 2018 Doro Princic
Collio Pinot Bianco 2018 Russiz Superiore
Collio Pinot Bianco Santarosa 2018 Castello di Spessa
Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2016 Primosic
Collio Sauvignon 2018 – Tiare Roberto Snidarcig
Desiderium I Ferretti 2017 Tenuta Luisa
FCO Biancosesto 2017 La Tunella
FCO Pinot Bianco Myò 2018 Zorzettig
FCO Pinot Grigio 2018 Torre Rosazza
FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2018 Volpe Pasini
Friuli Isonzo Pinot Bianco 2017 Masùt da Rive
Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2017 Vie di Romans
Friuli Pinot Bianco 2018 Vigneti Le Monde
Malvasia 2015 Damijan Podversic
Ograde 2017 Skerk
Ribolla Gialla Dosaggio Zero 2015 Eugenio Collavini
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga
Tal Lùc Cuvée .1.2 Lis Neris
Vintage Tunina 2017 Jermann

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In copertina e all’interno la zona del Collio cormonese in vendemmia.

(Informazioni tratte da www.gamberorosso.it)