Wow, che belle le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani per le 555 bottiglie (pro Sant’Egidio) di “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito

di Giuseppe Longo

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Wow, che belle etichette! Hanno fatto veramente centro gli elaborati grafici dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons che hanno “vestito” le bottiglie del progetto “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Tanto che sono stati proprio gli studenti i più festeggiati durante la bellissima cerimonia che ha avuto quale meravigliosa cornice quella “bomboniera” che è il Teatro Arrigoni che si affaccia su piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento, il Comune con la maggior superficie vitata di tutto il Friuli Venezia Giulia. La presentazione del progetto gode del patrocinio del Comune ospitante e di quello vicino di Sesto al Reghena, sede della cooperativa vitivinicola, nonché dell’Associazione nazionale Città del Vino della cui delegazione regionale entrambi i Comuni fanno parte.


Dopo avere riposato al buio maturando, per un anno, nella terra del vigneto di produzione, cullato dalle acque di falda del Tagliamento e, infine, degustato da un’apposita commissione (tecnici, autorità e giornalisti di settore), il frutto dell’originale esperimento è stato finalmente presentato in pubblico. Le 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, sono state dunque le grandi protagoniste dell’evento sanvitese che, dopo i saluti istituzionali, è stato aperto da una  tavola rotonda dal titolo “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fra i fondatori di Slow Food – l’associazione che ha creato i famosi “presidi” agroalimentari -, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di “Sole Verde”, gli esperti hanno toccato con mano una serie di importanti tematiche riguardanti il Vigneto Fvg, e non solo, dalle questioni agronomiche ed enologiche, con richiami al passato – avvincente, come sempre, l’analisi del professor Costantini! – legate alle varietà che hanno scritto la storia della vitivinicoltura regionale, fino ad approdare ad agganci normativi, non ultimo quello del vino dealcolato che, secondo Piccoli, non potrà mai avere un vero sviluppo, ma che tuttavia potrebbe rappresentare anche una interessante opportunità produttiva.

Al termine delle interessanti disamine, si è passati all’evento vero e proprio della giornata, con la presentazione da parte del presidente Trevisan e del direttore Rizzi le motivazioni e gli obiettivi di “Vino Terre”, unita alla illustrazione del “modus operandi” adottato per avviare e quindi portare a termine la originale esperienza, di cui non se ne conoscono altre simili: palpabile l’emozione al momento dello scoprimento della etichetta sulla bottiglia-simbolo! Gli studenti cordenonesi, accompagnati da insegnati e dirigente scolastico, hanno quindi presentato i loro 16 lavori grafici che, diventati appunto eleganti etichette, ora fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che, in profondità, le ha protette per dodici mesi ma che, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia Nft (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera, tanto che questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato online dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”. La colonna sonora della festosa mattinata è stata proposta, fra tanti applausi, dal gruppo musicale dello stesso Istituto scolastico.

Nel Teatro Arrigoni c’erano pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza sui Corridoi umanitari, poiché la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla benemerita organizzazione, in sostegno proprio dell’importante progetto di solidarietà verso i più deboli, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. Al riguardo, ricordiamo che le esclusive bottiglie ancora disponibili nel punto vendita della cooperativa vitivinicola (via Guglielmo Marconi, 22) sono acquistabili al prezzo di 25 euro ciascuna, di cui 10 saranno destinati proprio alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno dei suoi progetti solidali. A tutti ha portato il saluto e il compiacimento della Regione Fvg la esponente dell’assemblea legislativa, Lucia Buna, facendo così calare il sipario su una giornata da ricordare. Wow, veramente un evento per San Vito e Ramuscello!

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima cerimonia tenutasi al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per la presentazione ufficiale delle bottiglie di “Vino Terre” (pro Comunità di Sant’Egidio) con le etichette dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.

San Vito (dopo il successo con la Ribolla) domani porrà sotto la lente il Pinot grigio Doc fenomeno produttivo delle Venezie

In replica al convegno svoltosi pochi giorni fa alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in Trentino, domani 12 giugno alle ore 9.30, a San Vito al Tagliamento, precisamente al Teatro Arrigoni, in Piazza del Popolo, si terrà il secondo dei due appuntamenti tecnici e di mercato, organizzati dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie Doc intitolati “Delle Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot grigio”. Si tratta di un ciclo di incontri dedicati in prima battuta ai produttori della Denominazione, ma anche a media, tecnici e studenti, nel contesto di un percorso di intensificazione delle attività di sviluppo a livello nazionale che intende partire proprio dal territorio di origine.

Pinot grigio, un fenomeno produttivo.

Nel pieno dell’attività promozionale del Consorzio – che in queste settimane vede lo stile iconico del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino) raccontato a un pubblico di esperti ed operatori di Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito e Germania – una particolare attenzione viene riservata alle aziende socie e al rafforzamento del legame con il territorio, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale comune, il rafforzamento dell’unità territoriale, la consapevolezza di condividere un Denominazione d’Origine fortemente apprezzata nei mercati mondiali.
A moderare l’appuntamento sanvitese Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Dopo i saluti di apertura del presidente del Consorzio Albino Armani, si passerà ad illustrare origini e virtù del Pinot grigio coltivato nell’area delle Venezie, con una relazione a cura di Mauro Pizzuto dei Vivai Cooperativi Rauscedo, fino ad arrivare a valutazioni delle attitudini agronomiche di 17 cloni di Pinot grigio nell’areale illustrate da Nicola Belfiore, ricercatore Crea-Ve, che racconterà lo studio comparativo, condotto nel triennio 2019-2021, su appunto 17 cloni di Pinot grigio presenti in un vigneto-collezione situato nel territorio pianeggiante della Doc delle Venezie in località Cimadolmo (Treviso). “Si tratta di una varietà internazionale diffusa in tutto il mondo e una delle più importanti in Italia dove, soprattutto nelle regioni settentrionali, si coltiva poco meno della metà della superficie totale mondiale. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le attitudini agronomiche, la suscettibilità delle uve alla botrite e ai marciumi del grappolo, la resistenza meccanica della buccia, la fertilità delle gemme e la vigoria”.
Dopo un’analisi sugli andamenti delle certificazioni dei vini delle Venezie Doc a cura del direttore di Triveneta Certificazioni, Denis Giorgiutti, che anticipa come “oggi l’Organismo di controllo gestisca annualmente volumi di quasi 2 milioni di ettolitri imbottigliati e oltre 200 milioni di contrassegni di Stato apposti su ogni singola bottiglia, con una base produttiva di 6.141 viticoltori, 574 vinificatori, 363 imbottigliatori, di cui una trentina esteri”, si passerà alle dinamiche del mercato internazionale, tendenze e opportunità che verranno prese in esame da Luca Rossetto, professore Associato dell’Università di Padova, che esplorerà i cambiamenti in atto a livello globale nei segmenti fermi e spumanti, le prospettive di crescita nonché le opportunità e le minacce nei mercati dei paesi importatori, sia tradizionali sia emergenti. Seguirà un focus sul mercato dei vini bianchi: consumi e prospettive per il Pinot grigio, in cui Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma, spiegherà come “nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati – oltre agli spumanti – ha visto crescere quello di vini bianchi fermi, rispetto ad un leggero arretramento dei vini rossi. Tra i principali mercati di destinazione figurano gli Stati Uniti, dove il Pinot grigio delle Venezie Doc rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati”. Numeri e percentuali collegati alla Denominazione verranno illustrati nel corso del convegno.
Per finire si prenderanno in esame sia lo scenario Fmcg sia le opportunità di crescita per il Pinot grigio delle Venezie attraverso un intervento di Daniela Granata, commercial director di GfK Italia. A chiusura lavori, light lunch e una degustazione dei 17 cloni di Pinot grigio vinificati in purezza del progetto sopraccitato in collaborazione con Crea-Ve e Regione del Veneto.

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E dal Pinot grigio,  ecco un altro grande bianco del Vigneto Fvg che nei giorni scorsi ha tenuto banco a San Vito al Tagliamento. Buona, infatti, la prima per il Ribolla Gialla Wine Festival, manifestazione che ha fatto registrare un molto positivo accesso di pubblico al suo esordio. La visuale di Piazza del Popolo gremita di migliaia di persone per l’evento finale, il concerto del grande chitarrista britannico Phil Palmer, è stata il culmine di una due giorni che tra il 3 e 4 giugno ha visto numerose persone frequentare i numerosi eventi collaterali e la “cittadella del gusto” allestita in centro storico con due punti enoteca, un chiosco, il mercatino dei sapori e la novità delle dieci casette. Le quali hanno funzionato talmente bene che sono rimaste anche per questo weekend in cui si svolge Piazza in fiore.

Il sindaco Bernava e l’assessore Bruscia.


“Da un anno – commenta l’assessore alla vitalità, Andrea Bruscia – lavoravamo a questo progetto che attraverso la valorizzazione della Ribolla gialla, vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, ha anche promosso San Vito al Tagliamento come punto di attrazione attraverso un concetto per noi vincente, ovvero quello del vino e cibo come cultura. Infatti, abbiamo creato un festival incentrato sulla qualità e la ricercatezza dell’offerta sia enogastronomica che culturale. Un nuovo format, fresco come un calice di Ribolla gialla, che è stato molto apprezzato dal pubblico. E anche l’investimento fatto come amministrazione comunale per acquistare le casette è già stato messo a frutto visto che dopo un weekend di grandi numeri siamo già pronti a continuare con la Piazza in fiore della Pro Loco, che come Comune sosteniamo. Un grazie di cuore a tutta la squadra che ha contribuito a questo successo, a partire dalla Regione che ha sempre creduto nel progetto, sostenendolo”.
Uno sguardo ai numeri: sono stati serviti oltre 15 mila calici da bottiglie di una trentina di cantine, accompagnate da una settantina di specialità gastronomiche del territorio. Posti esauriti nelle degustazioni guidate e tanta partecipazione a tutti gli eventi collaterali. “Numeri – conclude Bruscia – da cui ripartiamo in vista del prossimo anno, per una seconda edizione che inizieremo a breve a progettare”.
C’è stato anche spazio per la solidarietà: il torneo di burraco ha visto raccogliere fondi da parte degli organizzatori di Sorsi e Percorsi, Associazione APS Tagliamento Lemene e UTE di San Vito al Tagliamento. Fondi che sono stati consegnati all’amministrazione comunale per donarli all’associazione sanvitese Noi uniti per l’Autismo. Molto apprezzate anche le mostre “Altre forme” di Valter Trevisiol, allestita negli spazi del Castello a cura di Franca Benvenuti in collaborazione con Sorsi e Percorsi e con il patrocinio della Fondazione Giovanni Santin Onlus e a Palazzo Rota l’esposizione della collezione di oltre 180 etichette dal titolo “Ribolla Gialla e Art” accompagnata dalla mostra del maestro Gianni Borta. La mostra di Trevisiol si concluderà oggi, 11 giugno.
Ribolla Gialla Wine Festival è stato organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento insieme a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoturismoFVG. Collaborazioni con Città del Vino coordinamento FVG, Sorsi e Percorsi, UNI.DOC FVG, C’entro anch’io – Associazione Sviluppo e Territorio, Pro San Vito, ConCentro – Azienda Speciale della CCIAA Pordenone-Udine con il brand Pordenone With Love e Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom – Pordenone.

Phil Palmer (al centro) in concerto.

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In copertina, piazza del Popolo con le magiche casette invasa per il primo festival della Ribolla gialla.