Sviluppo rurale, la Regione Fvg aumenta l’anticipo ai beneficiari di tre bandi a sostegno della liquidità delle imprese

La Regione Friuli Venezia Giulia ha appena deliberato (Dgr n. 212) un aumento che porta dal 30 al 50 la percentuale di anticipo dei tre bandi dello Sviluppo rurale Fvg Ps Pac 23-27, ovvero SRD01, SRD02, SRD03. Una variazione che si basa sul Regolamento UE 2021/2116 (Parag. 3 / Art. 44), nel quale si prevede che “gli Stati membri possono decidere di versare anticipi fino al 50% nell’ambito degli interventi di cui agli articoli 73 e 77 del reg (UE) 2021/2115”, tra cui rientrano anche gli interventi oggetto dei citati bandi regionali.
Lo Sviluppo Rurale Fvg ha dunque colto questa opportunità di modifica resasi necessaria anche alla luce delle crescenti esigenze di liquidità manifestate dalle imprese agricole, determinate dal perdurare di conflitti militari a livello globale, dal verificarsi di condizioni meteorologiche avverse e di eventi climatici eccezionali, nonché dai continui aumenti dei prezzi dei fattori di produzione e dell’inflazione, a fronte di prezzi relativamente bassi dei prodotti agricoli di base. Si sottolinea che la modifica riguarda gli articoli 19 dei bandi SRD01 (DGR 1811/2023), SRD02 (DGR 2086/2023) e SRD03 (DGR 1772/2024), ormai scaduti ma i cui progetti sono in corso. Obiettivo dei tre bandi è quello di accompagnare le imprese agricole in una fase di trasformazione che richiede investimenti concreti, maggiore efficienza nell’uso delle risorse e nuove opportunità di reddito. Le misure incidono infatti su tre ambiti strategici e complementari: ammodernamento e competitività aziendale, gestione sostenibile della risorsa idrica e diversificazione delle attività. La dotazione complessiva è pari a 37 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati al bando SRD01, 4 milioni al bando SRD02 e 3 milioni al bando SRD03.

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Il Valore agricoltura

«Con l’approvazione del Programma valore agricoltura per il 2026, la Regione mette in campo risorse per oltre 5,4 milioni di euro con l’obiettivo di potenziare la competitività, la redditività e la sostenibilità ambientale delle nostre imprese agricole. Si tratta di un piano organico di investimenti mirati a favorire l’innovazione tecnologica, la transizione energetica e il miglioramento delle condizioni di lavoro, sostenendo al contempo la multifunzionalità del settore». Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier (nella foto) illustrando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta Fedriga che definisce le linee d’azione per l’annualità 2026 del Programma valore agricoltura (Pva), in attuazione della legge di stabilità 2025. L’intervento dispone di uno stanziamento complessivo di 5.490.000 euro e individua 13 interventi prioritari suddivisi tra i comparti zootecnico, orticolo, del vivaismo viticolo, frutticolo, viticolo e pataticolo. Nel dettaglio, per il settore zootecnico sono previsti contributi per l’automazione dei processi, il miglioramento del benessere animale (anche per l’allevamento di conigli) e l’efficientamento delle malghe, con una specifica linea di finanziamento dedicata alle imprese condotte da giovani agricoltori. Sul fronte delle colture, il piano sostiene l’innovazione nell’orticoltura, includendo tecniche avanzate come l’acquaponica, l’idroponica e l’aeroponica, e la promozione della filiera pataticola e della frutticoltura in zona montana. «Il Programma – ha aggiunto Zannier – guarda con attenzione anche alla protezione delle colture, attraverso il sostegno per l’acquisto di macchinari antigelo e antibrina, e alla diversificazione del reddito agricolo, incentivando le imprese agrituristiche a investire in strutture ricettive ecocompatibili come il glamping e le bio-costruzioni». Tra le novità, figura anche un intervento per coprire i costi di certificazione dei crediti di carbonio sostenuti dalle aziende. L’attuazione del Programma avverrà tramite successivi bandi regionali che definiranno nel dettaglio le modalità di accesso ai contributi. La delibera prevede inoltre che eventuali risorse aggiuntive potranno essere impiegate sia per incrementare i fondi delle linee già attivate, sia per finanziare nuovi interventi.

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«Con l’incremento portato al 50% dell’anticipo ai beneficiari di questi tre bandi – spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, Stefano Zannier –, la Regione offre strumenti operativi e di sostegno alle esigenze molto concrete manifestate dalle aziende: disporre di maggiore liquidità per investire e restare competitive, migliorare l’efficienza irrigua e ampliare le fonti di reddito. Si tratta di un intervento organico che coglie le opportunità offerte dal regolamento comunitario puntando a sostenere la tenuta economica del nostro comparto agricolo e, al contempo, ad accompagnarne l’evoluzione in chiave sostenibile».
Il bando SRD01 sostiene gli investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole, con spese ammissibili comprese tra 30 mila e 1,5 milioni di euro. Il contributo è in conto capitale con aliquota ordinaria del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori e, in specifici casi previsti dal bando, anche per le aziende che operano prevalentemente in aree svantaggiate. Il bando SRD02 è rivolto agli investimenti irrigui finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali e climatiche delle aziende e a favorire un uso più efficiente dell’acqua, anche in relazione al benessere animale. La spesa ammissibile per domanda va da 20 mila a 350 mila euro. Il contributo è pari al 60%, elevabile al 75% per i giovani agricoltori in possesso dei requisiti previsti. Il bando SRD03 finanzia la diversificazione in attività non agricole, comprese le attività agrituristiche previste dagli allegati di bando, con l’obiettivo di rafforzare la multifunzionalità delle imprese. Il contributo è in conto capitale, con un’alienazione del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori. L’aiuto è concesso in regime “de minimis”, con un tetto massimo di 300 mila euro nell’arco di tre anni per impresa unica.

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In copertina, panoramica su un paesaggio rurale in Friuli Venezia Giulia.

Sviluppo rurale in Fvg, a Codroipo un’occasione di approfondimento sulle nuove sfide alla Fiera di San Simone

Rendere lo sviluppo rurale sempre più sostenibile, inclusivo e innovativo è la sfida che il Friuli Venezia Giulia sta affrontando attraverso l’attuazione del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) nell’ambito della Pac 2023–2027. Un percorso fatto di risultati concreti, esperienze condivise e nuove prospettive, al centro dell’incontro “Csr in movimento”, in programma sabato 25 ottobre, alle ore 11.30, nello spazio Terra di acque della Fiera di San Simone (Piazza Garibaldi), fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Codroipo.

Protagonista dell’incontro sarà Gabriele Iacolettig, Autorità di Gestione regionale del Ps Pac 23–27 e direttore del Servizio sviluppo rurale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, che illustrerà lo stato di avanzamento delle misure, i dati di partecipazione e l’impatto sul territorio.
L’appuntamento offrirà anche un’occasione di confronto sulle esperienze degli attori coinvolti, sulle criticità emerse e sulle prospettive, con uno sguardo ai bandi di prossima uscita e alle novità previste per la nuova programmazione Pac 2028–2035. «Csr in movimento – commenta Iacolettig – rappresenta un momento strategico per rafforzare la rete tra i soggetti del territorio e condividere una visione comune di sviluppo rurale capace di coniugare innovazione, sostenibilità e coesione».

 

Sviluppo rurale, definite le priorità strategiche dell’agricoltura Fvg

La Regione Fvg ha dato il via libera al documento “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Pac 2023-2027” che analizza e traccia il quadro delle proprie azioni per lo sviluppo rurale nei prossimi cinque anni, che saranno sostenute con 227.593.361,19 euro di cui 92.630.498 euro di risorse Feasr. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche dopo l’approvazione preliminare del testo da parte della Giunta (che sarà ora sottoposto al Consiglio delle autonomie locali e alla competente Commissione consiliare), sottolineando come il percorso per l’elaborazione del documento sia partito nel 2020 e abbia visto la Regione, tramite l’Autorità di Gestione del Psr 14-22, impegnata contemporaneamente sia nel confronto con il Partenariato regionale Fvg2030, sia nella partecipazione ai tavoli nazionali con Mipaaf, le altre Regioni e le Province autonome per la costruzione della proposta di Piano nazionale della Politica agricola comune post 2020.

L’esponente della Giunta – come informa Arc – ha spiegato che, a differenza di quelli precedenti, il periodo di programmazione che avrà avvio il prossimo anno è caratterizzato dall’aggregazione della Politica di sviluppo rurale con gli altri strumenti della Pac in un unico Piano strategico nazionale, elaborato da ogni Stato membro, non più quindi dalle Regioni, e approvato dalla Commissione europea. La concertazione dei due differenti piani di lavoro ha ottenuto il risultato di definire e condividere le priorità strategiche in grado di orientare e prefigurare le dinamiche di sviluppo del sistema agricolo e rurale regionale nel medio-lungo periodo e, nello stesso tempo, assicurare il dovuto riconoscimento alle specificità territoriali e settoriali e alle esigenze di sviluppo della nostra Regione nel futuro documento di programmazione nazionale.
Le priorità strategiche per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia sono nove: incrementare la competitività e la resilienza del sistema agricolo, agroalimentare e forestale; garantire un’adeguata remunerazione dei produttori; favorire la presenza di giovani in agricoltura; incentivare la qualità e valorizzare il legame tra prodotto e territorio; migliorare le performance climatiche, ambientali e paesaggistiche dei sistemi produttivi; favorire la gestione attiva e sostenibile delle foreste; valorizzare il ruolo agro-ecologico e paesaggistico del settore primario; rafforzare il ruolo socioeconomico delle zone rurali; promuovere la crescita di conoscenza e innovazione. Tali priorità, che rispondono ai fabbisogni regionali, troveranno attuazione nella declinazione dei 75 tipi di intervento strutturati nel Piano strategico nazionale. Gli interventi attuabili dalla Regione sono il frutto di un processo decisionale condiviso con il Partenariato regionale, grazie al quale le istanze regionali sono state rappresentate nel contesto dello sviluppo rurale, anche in relazione alle esperienze condotte nella programmazione 2014-2022.

Il 21 giugno scorso – conclude la nota Arc – la Conferenza Stato Regioni aveva approvato il Documento di riparto delle risorse per lo sviluppo rurale e al Friuli Venezia Giulia erano stati assegnati complessivamente 227.593.361,19 euro per il quinquennio di programmazione 2023-27, di cui 92.630.498,00 euro di risorse Feasr. Per l’assessore questo passaggio ha consentito di operare scelte strategiche volte a utilizzare in maniera efficiente ed efficace gli strumenti e le risorse a disposizione e in corso di programmazione, per fornire le risposte ai fabbisogni emersi per il settore primario e il territorio rurale regionale. Sono stati infatti individuati gli interventi più in linea con le necessità di sostegno del comparto produttivo primario e del nostro territorio rurale, coerentemente con la disponibilità finanziaria e nell’ottica di un approccio semplificato del carico burocratico. Uno dei primi segnali di tale semplificazione riguarda la concentrazione delle risorse su 29 interventi, un numero decisamente inferiore a quello delle misure attuate nella programmazione 2014-2022.
L’assessore ha quindi confermato che entro la fine di settembre il Mipaaf invierà il Piano strategico revisionato alla Commissione europea per il via libera finale, che è atteso entro l’anno. Nel frattempo, la Regione Fvg continuerà a essere impegnata sui tavoli nazionali nella definizione della governance del Ps Pac e su quelli locali nell’elaborazione dei documenti attuativi a carattere regionale.

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In copertina, un moderno impianto di irrigazione utilizzato in Fvg.

Nuovo regolamento della Regione Fvg per disciplinare superfici e animali

La Giunta Fvg ha approvato, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Forestali, Ittiche e alla Montagna, Stefano Zannier, il regolamento di attuazione per le misure connesse alle superfici e agli animali del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (Psr) del Friuli Venezia Giulia. Il regolamento, come informa una nota Arc, disciplina le modalità di gestione e di attuazione del Psr, per le misure 10-pagamenti agro-climatico-ambientali, 11-agricoltura biologica, 12-indennità natura 2000 e 13-Indennità a favore di agricoltori delle zone montane ed è funzionale alla prossima pubblicazione di bandi specifici da emanare per avviare un nuovo ciclo di impegni a valere sulle misure a superficie del Programma a partire dall’anno in corso.
Con la modifica del quadro di riferimento europeo per lo sviluppo rurale, che estende di due anni l’attuale programmazione e stabilisce le regole per questo periodo di transizione verso la nuova Pac, è possibile infatti assumere nuovi impegni pluriennali sulle superfici, ma per un periodo più breve rispetto al passato: fino a tre anni anziché ai consueti cinque.
Nelle more della definizione del riparto tra Regioni delle nuove risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) per il biennio 21-22 e della conseguente modifica di Programma da notificare appena possibile alla Commissione europea, si è inteso quindi aggiornare la cornice giuridica regionale volta ad avviare il processo di partecipazione degli agricoltori all’attuazione di queste importanti misure, indirizzate alla tutela degli ecosistemi connessi all’agricoltura e che traguardano gli obiettivi della nuova Pac.

Stefano Zannier