Doc Friuli Venezia Giulia, Trinco confermato presidente del Consorzio: “Niente errori, momento delicato”

L’enologo Stefano Trinco, in rappresentanza dei Vigneti Pittaro di Codroipo, è stato confermato alla guida della Doc Friuli Venezia Giulia. L’ha rieletto il nuovo consiglio di amministrazione uscito dall’assemblea del Consorzio di tutela riunitasi in questi giorni, presente una folta schiera di aziende associate in rappresentanza dell’83% dell’intera compagine produttiva. Faranno parte del direttivo anche i vicepresidenti Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) e Marco Rabino (Tenuta Jermann), oltre ai consiglieri Gianfranco Bianchini Gianfranco (azienda Forchir), Filippo Bregant (Cantina Produttori di Cormons), Enrico De Candido (Cantina di Bertiolo), Luigino Fogal (Cantina di Rauscedo), Roberto Marcolini (Ca’ Bolani), Bruno Pittaro (Azienda Pitars), Michelangelo Tombacco (I Magredi), Gianluca Trevisan (Cantina di Ramuscello e San Vito), Marcella Vadori (Azienda Bagnarol Franco), Annalisa Zorzettig (Azienda Annalisa Zorzettig) e Germano Zorzettig (Azienda La Sclusa). Federico Borean è stato riconfermato come sindaco unico.
Per un altro triennio, Stefano Trinco resterà, dunque, alla guida del Consorzio che rappresenta la più recente Denominazione regionale i cui numeri registrano una crescita costante, tanto da diventare la Doc più prodotta, rivendicata e imbottigliata della regione. «I dati indicano che nel 2024 si sono prodotti circa 320 mila quintali di uva – spiega il presidente Trinco – di cui ne vengono imbottigliati circa 175 mila pari a 23 milioni di bottiglie (oltre il 40% dell’intero sistema regionale) che portano il nome del Friuli Venezia Giulia in giro per l’Italia e il mondo».
Il nuovo consiglio avrà il compito di consolidare quanto fatto negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le attività promozionali e di adeguamento del disciplinare di produzione, e soprattutto operare scelte strategiche molto importanti. Secondo Trinco, «ci sarà la necessità di comprendere come operare per il futuro attraverso un confronto diretto con i soci, dovremo capire la percezione che hanno della denominazione e quali sono le aspettative che vi ripongono. Pensiamo non ci sia spazio per errori o perdite di tempo in quanto siamo consci del momento delicato che il settore sta attraversando e proprio per questo dobbiamo cercare di trovare le corrette soluzioni. Interagendo con gli altri Consorzi, superando i personalismi e confrontandosi con le istituzioni e, in primis, con la Regione. Avere un Consorzio attento e attivo può portare nuova linfa sia al nostro territorio sia all’intero comparto vitivinicolo regionale».

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In copertina, il presidente del Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia Stefano Trinco.

 

Il Premio “Angelo Betti” a Stefano Trinco enologo che ha saputo portare la vitivinicoltura friulana a nuovi traguardi

«È un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia. Con il conferimento del prestigioso Premio “Angelo Betti”, consegnato oggi pomeriggio a Vinitaly 2025, all’enologo friulano Stefano Trinco, un professionista che ha saputo interpretare al meglio l’eccellenza vitivinicola del territorio, viene riconosciuto un tributo al suo impegno e alla sua passione, che da anni contribuiscono a promuovere la regione nel panorama internazionale del vino». È questo, in sintesi, il messaggio della Regione Fvg, espresso attraverso l’assessore alle Risorse agroalimentari, durante la cerimonia di consegna del Premio “Angelo Betti” nell’ambito della 57ma edizione della manifestazione internazionali del mondo del vino in corso da ieri a mercoledì 9 aprile a Veronafiere.
Il Premio “Angelo Betti” – istituito molti anni fa come Gran Medaglia di Cangrande -, per il Friuli Venezia Giulia, è andato quest’anno allo stimato tecnico del vino Stefano Trinco. Enologo dal 1982, dopo il diploma alla Scuola enologica “Cerletti” di Conegliano, è stato – dal 1985 al 2024 – responsabile di produzione della “Vigneti Pietro Pittaro” di Codroipo, di cui oggi è consocio proseguendo l’attività anche come produttore. Questa la motivazione ufficiale del Premio che gli è stato consegnato sul palco presente l’esponente della Giunta Fvg. «Stefano Trinco è un enologo di altissimo profilo umano e professionale, un riferimento acclamato per colleghi e produttori. Può ben essere considerato tra i massimi esperti, non solo a livello regionale, nel complesso mondo del metodo Champenois ma, non solo. Oggi anche produttore, con i consoci, prosegue l’attività di uno dei più blasonati marchi regionali, ma nel contempo presiede con competenza e indiscussa capacità la Doc Friuli, la più estesa Doc del Friuli Venezia Giulia, garantendo un’elevata capacità di ascolto e di mediazione. La sua professionalità, competenza e disponibilità lo rendono autorevole e indiscusso interlocutore nel panorama vitivinicolo della regione Friuli Venezia Giulia nonché in quello nazionale».
Giunto alla sua 51ma edizione, con la Medaglia annuale l’importante riconoscimento nazionale intende valorizzare istituzioni o personalità delle diverse regioni italiane che hanno significativamente contribuito al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione, così come alla crescita del settore vinicolo italiano attraverso la loro attività professionale o imprenditoriale. Si tratta, come evidenziato dai vertici di Veronafiere, di un’iniziativa volta a valorizzare non solo l’eccellenza, ma anche la tipicità dei territori e che, proprio per questo, richiede ogni anno la preziosa collaborazione degli assessorati regionali all’Agricoltura.
Come sottolineato dall’esponente della Giunta Fvg, con la sua competenza e dedizione in oltre quarant’anni di attività, Stefano Trinco ha saputo portare la tradizione vitivinicola friulana a nuovi traguardi, confermando il ruolo di eccellenza del Friuli Venezia Giulia nel mondo del vino. La sua capacità di coniugare innovazione e rispetto per il territorio rappresenta un esempio luminoso per le future generazioni di enologi e produttori.

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In  copertina, l’enologo friulano Stefano Trinco durante la  cerimonia a Veronafiere.

Riecco a Rauscedo Le Radici del Vino: omaggio a Piero Pittaro ed Emilio Bulfon grandi viticoltori scomparsi nel 2024

L’ottava edizione del Festival Le Radici del Vino, con al suo interno la Fiera della viticoltura d’eccellenza – in programma a Rauscedo dall’11 al 13 ottobre -, omaggerà due grandi viticoltori, scomparsi in questo 2024, capaci di segnare profondamente l’enologia del Friuli Venezia Giulia: Piero Pittaro ed Emilio Bulfon. «Due visionari – afferma Michele Leon, sindaco di San Giorgio della Richinvelda – che hanno lasciato un’eredità indelebile nel mondo del vino. Il loro contributo alla cultura enologica regionale continua a vivere attraverso i vini che hanno saputo creare e valorizzare. Per questo i Laboratori del Gusto delle Radici del Vino, in programma venerdì 11, con una degustazione del pluripremiato Spumante Talento Brut “Etichetta oro” di Pittaro, e domenica 13 ottobre, con la degustazione dei vini autoctoni di Bulfon abbinati a formaggi del territorio, saranno dedicati proprio ai due vignaioli visionari che con passione, dedizione e amore per la propria terra hanno contribuito a far conoscere e apprezzare le eccellenze del Friuli Venezia Giulia in Italia e all’estero». Le iscrizioni alle degustazioni sono aperte su www.onav.it, oppure contattando il numero 340.7035170. Il ricco programma della manifestazione vedrà inoltre prodotti e menu tipici, arena del gusto, degustazioni guidate, sale tematiche, convegni, laboratori, eventi e spettacoli, nonché la novità 2024 del trenino turistico. Tutti i dettagli su www.leradicidelvino.com

Venerdì 11 ottobre, ore 20: Omaggio a Piero Pittaro – Verticale di Spumante Talento Brut “Etichetta Oro”

La prima serata de Le Radici del Vino sarà un tributo a Piero Pittaro, enologo di fama internazionale e fondatore dell’azienda Vigneti Pittaro negli anni ’70. Pittaro, una delle menti più brillanti dell’enologia italiana, ha lasciato un segno indelebile nel settore con la sua capacità di innovare e portare avanti la tradizione vitivinicola delle Grave del Friuli. L’enologo Stefano Trinco guiderà una verticale di Spumante Talento Brut “Etichetta Oro”, uno dei prodotti più iconici dell’azienda Pittaro. Durante la degustazione, verranno presentate le annate 2017, 2015, 2013, 2011 e 2009, offrendo ai partecipanti un’esperienza unica per scoprire le evoluzioni di questo spumante pluripremiato, realizzato con il Metodo Classico. Il Talento “Etichetta Oro”, prodotto principalmente da uve Chardonnay (80%) e Pinot bianco (20%), rappresenta l’eccellenza e la raffinatezza che Piero Pittaro ha sempre perseguito nel suo lavoro.

Domenica 13 ottobre, ore 16: Omaggio a Emilio Bulfon – Vino e formaggio, un’armonia di sapori

La giornata conclusiva delle Radici del Vino omaggio dedicato a Emilio Bulfon, un altro grande protagonista dell’enologia friulana, che a Valeriano di Pinzano al Tagliamento ha dedicato la sua vita al recupero di antichi vitigni autoctoni, restituendo al Friuli un patrimonio enologico che rischiava di andare perduto. Grazie alla sua lungimiranza, l’azienda Emilio Bulfon ha saputo far rinascere vitigni rari e ormai poco conosciuti, ridando valore all’identità vinicola del territorio. Durante la degustazione, guidata dai produttori Anup Canuti e Lorenzo Bulfon, verranno proposti i vini ottenuti da questi vitigni unici, in abbinamento a una selezione di formaggi dell’azienda Landris Formaggi, affinati nelle grotte naturali della Val Colvera. Tra gli abbinamenti, spiccano prodotti tipici come la Caciotta di Capra, la Formaggella Vaccina, e il pregiato Montebore affinato in grotta, accompagnati da vini d’eccezione come il Piculit neri Igp Tre Venezie 2020.

Le Radici del Vino – Festival della vite e del vino è organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda in collaborazione con l’omonima associazione. Gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e dei main sponsor Banca 360 Fvg e Vcr Vivai Cooperativi Rauscedo. Gold Sponsor Cantina Rauscedo.
Sponsor Vitis Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, DEA Barbatelle, Ambiente Servizi,Atap, Omnia Energy, Juliagraf, Marchi e Volpe vivai, I Magredi, Vini San Giorgio, Gruppo Bisaro, Crai Rauscedo cooperativa di consumo, Adria Rent.
Partner Confcooperative Pordenone, Pordenone Fiere, ERSA Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, Città del Vino, Associazione Enologi Enotecnici Italiani, ONAV Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

Tutti i dettagli su
www.leradicidelvino.com

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In copertina, un laboratorio con degustazione di vini al festival enologico.

Vertice prevendemmiale di Assoenologi. L’assessore Zannier: siamo ottimisti sull’annata 2024, pesa l’incognita meteo

«C’è ottimismo per l’annata vitivinicola 2024 anche se il clima ci ha abituati a non dire nulla fino all’ultimo momento; siamo comunque fiduciosi e speriamo di raccogliere i risultati di quella che si prospetta una vendemmia positiva». Questo l’auspicio espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier: l’occasione per tracciare qualche previsione l’ha fornita, ieri pomeriggio, l’evento prevendemmiale di Assoenologi Fvg, ospitato nella sede della biblioteca del dipartimento di Agraria del Polo Scientifico-tecnologico dell’Università di Udine.

Stefano Zannier

Matteo Lovo

«Quello di Assoenologi è un lavoro estremamente prezioso – ha commentato Zannier -. Ringrazio tutte le associazioni e gli operatori qui riuniti per le attività che svolgono. Oggi si apre la stagione in cui operano gli enologi, fino a ieri operavano gli agronomi: agronomi ed enologi sono parte di un’unica partita che in questa regione raggiunge livelli qualitativi anche superiori alle attese del mercato. Per questo il nostro vino deve ottenere il giusto riconoscimento in termini di ritorno economico, con quantità e qualità coerenti con il mercato e con una promozione corretta».
«Possiamo raccontare la qualità del nostro vino soltanto raccontando anche l’identità e la qualità di un territorio” ha sancito l’esponenente della Giunta Fedriga, invitando enologi e operatori a rafforzare le collaborazioni e a condividere la conoscenza. “La Regione – ha aggiunto l’assessore – ha il compito di mettere in campo le risorse per realizzare le idee imprenditoriali e supportare il settore nella sua crescita e innovazione».
All’evento, il più importante per Assoenologi nonché uno dei più prestigiosi del comparto, hanno preso parte le rappresentanze delle associazioni di categoria dell’ambito agroalimentare regionale e del settore vitivinicolo regionale in particolare. L’appuntamento è occasione di confronto prima dell’avvio della vendemmia sull’andamento dell’annata vitivinicola e sulle aspettative del mercato, grazie anche al contributo scientifico di relatori dell’Ateneo di Udine, dell’agenzia regionale Ersa e dell’Osmer.
Ad aprire i lavori è stato Matteo Lovo, presidente Assoenologi Fvg. Nel corso del pomeriggio si sono poi confrontati diversi esperti, tra cui Sandro Bressan di Ersa, sulla flavescenza dorata e mal dell’esca; Valentina Gallina di Osmer, sull’andamento meteo della stagione 2024; Paolo Sivilotti di Uniud e Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, sugli aspetti fitosanitari e le curve di maturazione; Franco Battistutta di Uniud, su aspetti e considerazioni enologiche relativi alla lavorazione in cantina. Sono quindi intervenuti Stefano Trinco, presidente di Doc Friuli, e Marco Rabino, presidente di Uni.Doc Fvg.

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio una delle prime varietà raccolte in Fvg.

(Foto Enrico Brunelli)

Sostenibilità e viticoltura di precisione: alla Cantina Produttori di Ramuscello primo certificato Fvg “Residuo Minimo”

Per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, una cantina ha scelto di adottare volontariamente lo standard di certificazione del “Residuo Minimo”. Una scelta che ora ha trovato l’avallo documentale da parte dell’ente terzo Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità). «Il protocollo che abbiamo messo in atto e che è stato rispettato dai vini imbottigliati dalla Cantina di Ramuscello – spiega il presidente di Ceviq, Germano Zorzettig – mette nero su bianco il fatto che, dal punto di vista analitico, i residui di fitofarmaci eventualmente presenti nel vino, sono inferiori al 90% del limite massimo previsto dalle leggi in vigore. Un traguardo che può essere raggiunto solo con una grande tempestività operativa e professionalità nella gestione dei vigneti».


«Con questa nuova certificazione, ottenuta per la prima volta da una cantina del Friuli Venezia Giulia – aggiunge con orgoglio il direttore della Cantina, Rodolfo Rizzi -, che si somma a quella legata al protocollo ministeriale Sqnpi, i nostri soci assicurano una maggiore attenzione in vigna per poi, attraverso accurate pratiche enologiche che bandiscono i prodotti di derivazione animale (come da certificazione vegana), ottenere vini sempre più salubri e longevi».
Avendo obiettivi di qualità e sostenibilità ancora più alti, anche la nuova frontiera della “viticoltura di precisione” sta interessando i 158 soci della cooperativa della Destra Tagliamento. «Attraverso l’utilizzo di droni, centraline meteorologiche, sensori a terra e modernissimi programmi di algoritmi (Dss), si sta iniziando un’accurata “zonazione” per individuare le migliori aree viticole del territorio – sottolinea infatti il presidente, Gianluca Trevisan -. Inoltre, la Cantina di Ramuscello ha ulteriormente rafforzato il suo impegno verso la sostenibilità inaugurando, nel luglio scorso, un nuovo impianto di depurazione delle acque di lavorazione. Grazie a questo innovativo impianto, le acque in uscita vengono utilizzate per il lavaggio degli atomizzatori dei soci; per l’irrigazione del “bosco didattico”, adiacente alla cantina e per la miscelazione dei prodotti impiegati in campagna nella difesa della vite. Questo sistema riduce notevolmente lo spreco d’acqua e promuove, quindi, un ciclo virtuoso di gestione delle risorse naturali. I soci della Cantina sono orgogliosi del loro lavoro, che non solo produce vini di eccellente qualità, ma rappresenta pure un modello di responsabilità ambientale. L’adozione di queste pratiche colturali, abbinate alla certificazione del “Residuo Minimo”, diventa fondamentale per il futuro del settore vinicolo, soprattutto in relazione a un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità», chiosa Trevisan.
Alla consegna erano pure presenti il direttore di Ceviq, Michele Bertolami, il sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava, l’assessore comunale di Sesto al Reghena, Giambruno Cassin, il presidente di Unidoc Fvg, Marco Rabino, e il presidente della Doc Friuli, Stefano Trinco.

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In copertina, il presidente del Ceviq Germano Zorzettig consegna il certificato al presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito Gianluca Trevisan; all’interno, tutti gli intervenuti alla cerimonia coordinata dal direttore della cooperativa Rodolfo Rizzi.

Ribolla gialla, le migliori etichette premiate a San Vito al Tagliamento. Una varietà che conquista anche la pianura coprendo oggi in Fvg oltre 1800 ettari

Grande domenica con tantissime Ribolle a San Vito al Tagliamento, dove ieri mattina, nell’Antico Teatro Sociale Arrigoni, è avvenuta l’inaugurazione ufficiale della seconda edizione del Ribolla Gialla Wine Festival, manifestazione che esalta la cultura enogastronomica del territorio attraverso il vino simbolo del Friuli Venezia Giulia. E proprio durante la cerimonia sono state svelate le migliori etichette della regione grazie alla prima Selezione ufficiale del Festival, con la premiazione di quattro cantine per ognuna delle categorie in gara.
Sono intervenuti all’inaugurazione Andrea Bruscia, assessore alla vitalità del Comune; Stefano Trinco, presidente Doc Friuli Venezia Giulia; Sergio Schinella, in rappresentanza di Assoenologi Fvg; Venanzio Francescutti, ambasciatore Città del Vino Fvg, e Bruno Pittaro, vicepresidente Unidoc Fvg. Conclusioni affidate al sindaco Alberto Bernava. “Molto importante valorizzare proprio qui la Ribolla gialla – ha affermato l’assessore Bruscia – perché innanzitutto San Vito al Tagliamento è il Comune con la maggiore superficie vitata del Friuli Venezia Giulia e poi perché la Ribolla gialla, come vino simbolo del territorio, attrae a sé energie produttive, commerciali e culturali. La Selezione è un ulteriore passo in avanti del nostro progetto di valorizzazione”.
Gli interventi delle autorità hanno permesso di apprendere che il comparto vitivinicolo regionale sta credendo sempre più in questa varietà autoctona, con gli ettari vitati passati in pochi anni da 400 a oltre 1800, coprendo quindi ora non solo più la collina ma diffusamente anche la pianura.

LA SELEZIONE – La Selezione, curata dalla sommelier Maria Teresa Gasparet, ha visto la partecipazione di 26 le cantine regionali che hanno presentato a questa edizione d’esordio 54 vini. Il concorso è stato realizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg e Assoenologi Fvg. Ai lavori della giuria, con le commissioni nominate dal responsabile delle degustazioni Assoenologi Michele Bonelli, hanno partecipato tecnici iscritti all’ Assoenologi Friuli Venezia Giulia, componenti delle diverse associazioni: Sommelier Ais del Friuli Venezia Giulia, Assosommelier del Friuli Venezia Giulia, Fisar del Friuli Venezia Giulia, Onav del Friuli Venezia Giulia.

I VINCITORI – Ecco pertanto i vincitori della prima Selezione sanvitese:
Categoria Spumante da Metodo Charmat alla Ribolla Gialla Spumante Brut dell’azienda agricola Deganutti di Prepotto.
Categoria Spumante da Metodo Classico alla Ribolla Gialla Brut di Ronco Vieri Vigneti Pittaro di Codroipo.
Categoria Vini Secchi e Tranquilli alla Ribolla Gialla Doc Friuli Collio 2023 della Cantina Produttori di Cormòns.
Categoria Vini Secchi e Tranquilli con macerazione delle uve alla Ribolla Gialla Riserva Doc Friuli Collio 2020 della Tenuta Stella di Dolegna del Collio.
Ai vincitori è stata consegnata un’opera dell’artista calligrafa Sarah Barbato di Itinerari Calligrafici – Casarsa della Delizia.

IL CONVEGNO – C’è stato poi spazio per un convegno tutto dedicato alla Ribolla gialla, moderato dal dottor Michele Bertolami, direttore generale Ceviq e docente universitario in tracciabilità e certificazione dei prodotti vitivinicoli. Oltre a Stefano Trinco, presidente Doc Friuli Venezia Giulia, è intervenuto su “Livelli di produzione e epoca di vendemmia: due fattori chiave della qualità della Ribolla Gialla spumante” il dottor Paolo Sivilotti, docente di viticoltura al Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine.

LE MASTERCLASS – Sempre in tema enoico al Festival stamane, alle 11, all’Antico Ospedale dei Battuti si terrà la masterclass sulle Bollicine di Ribolla gialla con Stefano Cosma (costo 10 euro). Alle 17, stesso luogo, ne seguirà una seconda su “L’anima sfaccettata della Ribolla gialla” condotta da Maria Teresa Gasparet (costo sempre 10 euro). E sempre ai Battuti si potranno degustare le Ribolle gialle vincitrici.

IL PROGRAMMA DI OGGI – Stamane pedalata naturalistica “Per l’ambiente che abbiamo in comune”, organizzata dal Gsd Favria. Quindi, apertura delle casette con punti enoteca, street food e chiosco Pro Loco in Piazza del Popolo, Piazzetta Pescheria, Corte del Castello, Piazzale Posta e Parco Rota. Lungo la giornata si terranno due mercatini: uno della creatività nelle vie Amalteo e Manfrin e uno dell’antiquariato nel cortile della scuola Moro e via Dante. Dalle 10, all’auditorium Concordia, in occasione della Festa della Repubblica, gli studenti racconteranno la Costituzione. Dalla stessa ora, al Teatro Arrigoni, Romanina Santin, presidente Lady Avventura, presenterà il recente viaggio solidale nelle Filippine insieme ad altre Lady. La presentazione sarà curata da Maria Teresa Gasparet di Sorsi e Percorsi e moderata da Paola Gottardo Event Specialist di Bacco & Demetra.
Alle 15 al Palazzo Rota in sala consiliare si terrà il torneo di Burraco solidale di Bacco & Demetra a favore della Casa dell’Autismo. Con il supporto dell’Associazione APS Tagliamento Lemene. Al termine brindisi con Ribolla gialla. Dalle 15:30 a Parco Rota ci sarà animazione per bambini con Josefito Street Clown Show.
Alle 16 in Piazza del Popolo si terrà l’atteso incontro con Maurizio de Giovanni sul suo libro Robin Food (Slow Food editore) condotto da Valentina Gasparet di Pordenonelegge, seguito da firmacopie. In caso di maltempo l’evento si terrà all’Antico Teatro Sociale Arrigoni.
Alle 17 all’Antico Ospedale dei Battuti si terrà una masterclass su “L’anima sfaccettata della Ribolla Gialla” condotta da Maria Teresa Gasparet (costo € 10,00).
Alle 17.30 in Piazza del Popolo ci sarà il dj set con Enrico Sist dj, mentre come per il giorno precedente la presentatrice Silvia Giacomini arricchirà i vari momenti della giornata.
Alle 18 in Piazzetta Stadtlohn Concerto per la Festa della Repubblica con l’Associazione Filarmonica Sanvitese.
Alle 21 al Parco Rota nel Chiosco Pro Loco si terrà il concerto dell’Harmonix Duo.
Proseguiranno le visite guidate alla mostra “La Tradizione in costume” al Museo della Vita Contadina con le bambole di Renata Dri. Inoltre visitabili le mostre di Angelo Roccagli, Genius Loci, Bruno Sant, Sport e natura, Primavera Sanvitese.

FOOD AND DRINK – Oltre ai bar ed esercizi pubblici del centro di San vIto, come detto ci saranno in piazza del Popolo le casette enogastronomiche di Latteria di Visinale; Bar Moro; Vini Cason con la Boutique del Gusto; Cortivo Pancotto; Fattoria on the road; Osteria dei Battuti; Bar Centrale; Mater; Cantina Augusta più in una casetta Nik Dj. Punti enoteca di Cantina di Ramuscello e San Vito (con Loris Pantarotto) nella loggia, Cantina Bagnarol (con Cogo Daniele Cortiula) in piazzetta Pescheria e Mister Bio (con Trattoria da Nando) Corte del Castello. Al piazzale Posta l’angolo del fritto.

Ribolla Gialla Wine Festival è organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Io sono FVG. In collaborazione con Città del Vino – Coordinamento FVG, Sorsi e Percorsi, Unidoc FVG, Assoenologi sezione Friuli Venezia Giulia, Centro Anch’io Associazione Sviluppo e Territorio, Pro Loco San Vito, Pordenone With Love, Confcommercio imprese per l’Italia – Ascom Pordenone, Fondazione Pordenonelegge, Bacco & Demetra, Somsi San Vito.

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In copertina e all’interno, immagini dei vincitori del concorso Ribolla gialla; qui sopra, piazza del Popolo a San Vito.

Cantine Aperte, oggi al Palmanova Village anteprima in attesa del grande evento. Milano per tre giorni ospita la Doc Friuli

Anteprima Cantine Aperte 2024 con un assaggio, questo pomeriggio, della migliore tradizione enogastronomica friulana nella colorata cornice del Palmanova Village. Dalle degustazioni alle iniziative culturali legate al mondo del vino, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di enoturismo. Alle 16, sarà presentato l’atteso evento: la grande manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, che rappresenta circa 100 cantine del territorio, sarà un’occasione unica per scoprire le eccellenze vitivinicole della regione. L’incontro, che inaugura questa edizione, vedrà la partecipazione di Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, e di Linda Basile, center manager Palmanova Village. «Un sentito grazie a Palmanova Village per averci ospitato in questa colorata cornice – afferma Elda Felluga – che rappresenta la vivacità della sinergia creata. Un perfetto connubio tra queste due realtà che permette di valorizzare al meglio questo ricco territorio».

Cantine Aperte in una passata edizione.


Sabato 25 e domenica 26 maggio si terrà, dunque, la trentunesima edizione di Cantine Aperte, con il supporto di Promoturismo e Civibank – Gruppo Sparkasse, e con la partecipazione di 78 cantine del Friuli Venezia Giulia. Le aziende, pronte ad accogliere appassionati da tutta Italia e dall’estero durante i due giorni di iniziative, racconteranno il variegato mondo del vino con le immancabili visite in cantina, degustazioni, laboratori sensoriali, picnic in vigna, manifestazioni musicali e culturali. Anche quest’anno, non mancheranno gli abbinamenti golosi cibo-vino con il “Piatto Cantine Aperte” e l’esclusiva “A Cena con il Vignaiolo”. Le cantine apriranno le loro porte agli enoturisti desiderosi di scoprire non solo le tecniche di produzione in vigna e in cantina, ma anche la storia e gli aneddoti dei vignaioli protagonisti di questo atteso appuntamento. Subito dopo la presentazione dell’evento 2024, dalle 17 alle 20, i partecipanti e i visitatori del Palmanova Village avranno la possibilità di degustare i vini di dieci prestigiose cantine friulane: Petrucco, Ronc Soreli, Ca’ Tullio, Vigna Lenuzza, Villa Russiz, Roi Clar, Cascina Lavaroni, Barone Ritter de Zahony, Villa Vitas e Galliussi. Per “il calice della solidarietà”, ci sarà l’opportunità di acquistare il kit Cantine Aperte comprensivo di calice e porta calice al costo di 10 euro. Parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza.

Villa Vita a Cervignano.

«Siamo molto felici di ospitare al Villaggio l’Anteprima Cantine Aperte, rafforzando ancora di più il legame con il territorio che da sempre contraddistingue Palmanova Village. – commenta Linda Basile –. Ci teniamo moltissimo a rappresentare per i nostri ospiti una destinazione turistica a tutti gli effetti, dove oltre allo shopping si possono vivere esperienze uniche ed esclusive trascorrendo ore liete nel nostro Villaggio. Con questa collaborazione, ci leghiamo ad uno degli eventi più amati ed iconici della nostra regione che celebra i prodotti di eccellenza delle aziende locali, ormai famosi in tutto il mondo». Il catering di questo evento sarà curato dal rinomato ristorante Il Melograno, partner di lunga data di Cantine Aperte, che offrirà un’esperienza gastronomica mirata a valorizzare i vini in degustazione. Coloro che acquisteranno il kit, avranno l’opportunità di assaporare tre abbinamenti di vini con finger food. Ad arricchire l’atmosfera un intrattenimento musicale. Il Movimento Turismo del Vino Fvg coglie l’occasione per raccontarsi e non si fermerà all’evento di fine maggio: è l’inizio di dodici mesi ricchi di iniziative che nascono dalla creatività delle cantine associate, a partire da “Vigneti Aperti” fino a “Calici di Stelle” a Grado, che si terrà venerdì 9 e sabato 10 agosto, sul suggestivo lungomare della diga Nazario Sauro. Cantine Aperte è anche l’occasione per l’avvio del Concorso Internazionale “Spirito di Vino”, che seleziona e premia le vignette satiriche provenienti da tutto il mondo sul tema del vino. Le premiazioni del concorso, alla sua 25ma edizione, avverranno nel 2025 durante il Primo Festival Mondiale dell'(Eno)Satira, in concomitanza con le celebrazioni di Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025. Sempre importante il lavoro di squadra con le aziende protagoniste del territorio come “Palmanova Village”, “Dolomia”, i formaggi “Naturalmente da latte friulano”, “Madimer”, “Juliagraf”, Q.B. magazine e Radio Punto Zero.

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Intanto, il Consorzio Doc Friuli sarà presente al Best Wine Stars a Milano, il festival dedicato a vini e distillati che torna per il quinto anno consecutivo al Palazzo del Ghiaccio, in zona Porta Vittoria. Più di 250 aziende, italiane e internazionali, si riuniranno da oggi a lunedì 20 maggio per partecipare alla kermesse dedicata agli appassionati, agli Horeca e alla stampa del settore Wine & Spirits, con in calendario numerosi incontri, degustazioni guidate e talk show, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche delle diverse realtà partecipanti. Nell’ambito dell’evento, domani 19 maggio alle 12.30, si terrà la masterclass “Consorzio Doc Friuli – Più Che Un Vino: Alla scoperta di un territorio ricco di storia e cultura attraverso il calice” con una selezione di etichette Doc Friuli in degustazione: Ribolla gialla spumante Brut metodo charmat e metodo classico, Friulano, Sauvignon e Refosco dal peduncolo rosso delle aziende Aganis, Bosco Albano, Cantina Produttori Cormòns, Piera 1899, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio. Fra le relatrici saranno presenti la winewriter e sommelier Adua Villa e la giornalista de La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller, Slowine e Civiltà del Bere Valentina Vercelli, per raccontare i vini che distinguono maggiormente il territorio, assieme al presidente del Consorzio, Stefano Trinco, che porterà la sua testimonianza diretta, svelando la storia e le tradizioni del Friuli Venezia Giulia attraverso l’assaggio di alcuni dei prodotti più caratteristici, dal vino simbolo, la Ribolla gialla – anche nella sua versione spumante -, per scoprire poi il Friulano, uno dei vitigni autoctoni più interessanti, nonché l’internazionale Sauvignon, che in Friuli si è ben adattato, e concludere con il re dei vini rossi friulani, il Refosco dal peduncolo rosso. La registrazione alla masterclass è obbligatoria. https://www.clappit.com/biglietti-best-wine-stars/biglietti/masterclass-bws-2024-it-82437.html

Stefano Trinco presidente Doc Friuli.


Anche Albino Armani Viticoltori dal 1607 sarà presente con il meglio della sua produzione tra i banchi d’assaggio delle 250 aziende protagoniste della tre giorni meneghina. A concorrere per Albino Armani saranno il Trento Doc metodo classico pas dosé Clé 2019, da Pinot nero e Chardonnay unite in una fiera interpretazione dell’eleganza – unica e distinguibile – figlia della montagna, e il Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, un vino che anche in questo caso sceglie l’altura della Valle di Marano da uve di Corvina, Corvinone e Rondinella allevate tra i 400 e i 600 m slm., al limite della viticoltura in questo areale, offrendo un sorso che esalta i particolari descrittori delle più alte fasce collinari. Domani, durante la cerimonia di premiazione nella Sala Piranesi di Palazzo del Ghiaccio, verranno svelati i vincitori 2024 di tutte le categorie in gara: Best Sparkling Wine, Best White Wine, Best Red Wine, Best Rosè Wine, Best Spirit, Best Herbal Liqueur, Best Logo e Best Label.
In degustazione per i visitatori, diverse referenze firmate Albino Armani. A rappresentare il Trentino – più precisamente il Monte Baldo, massiccio montuoso ancora veneto che apre le porte al Trentino e che da milioni di anni domina la Vallagarina – sarà proposto in degustazione, accanto al Clé 2019, anche il Trento Doc Brut. Dal Veneto invece, oltre al Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, sarà possibile assaggiare il Pinot grigio Colle Ara Valdadige Terradeiforti Doc 2023 e il Foja Tonda Valdadige Terradeiforti DOC 2019. Passando al Friuli Venezia Giulia, i riflettori saranno puntati sul recente progetto Terre di Plovia, la linea che celebra i vitigni autoctoni dell’Alta Grave nata nel 2022. Accanto al bianco Flum e al rosso Piligrin – le referenze con cui il progetto ha debuttato, a base Chardonnay e Sciaglin la prima, Merlot e Piculit Neri la seconda – sarà possibile scoprire anche Sciaglin e Ucelut, le due nuove etichette presentate all’ultima edizione di Vinitaly che prendono il nome delle uve indigene in purezza con cui sono prodotte. Da sempre appassionato di vitigni autoctoni – tanto da farsi carico di una vera e propria missione di ricerca e recupero delle varietà storicamente legate alla tradizione vinicola del Nordest -, Albino Armani ha deciso di mettere nuovamente a dimora i vitigni di questi due uvaggi nei vigneti di Valeriano, nel Comune di Pinzano al Tagliamento, una zona collinare con intense escursioni termiche e precipitazioni, dove il terreno è composto principalmente da limo, sabbia e argilla. Proprio qui lo Sciaglin e l’Ucelut esprimono il loro carattere più autentico e la loro unicità. www.albinoarmani.com

Albino Armani e la sua famiglia.

Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

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In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Applausi al Museo della civiltà del vino espressione del “sistema Buttrio” che valorizza il territorio con un click

di Giuseppe Longo

BUTTRIO – C’è il “sistema Fvg” che proprio oggi il governatore Massimiliano Fedriga presenta a Londra. E c’è il “sistema Buttrio” appena decollato e che ha fatto da filo conduttore anche alla inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Anche questa prestigiosa realizzazione rientra, infatti, in quel progetto “ideato per valorizzare le eccellenze del territorio comunale offrendo informazioni e punti di interesse di Buttrio a portata di un click”. Una bellissima cerimonia avvenuta a Villa di Toppo Florio – che, con il suo magnifico parco, fa parte del circuito promozionale – e nelle cui sale ha preso vita questa esposizione permanente di cimeli storici legati alla cultura della vite e del vino che in questo angolo rinomato dei Colli orientali del Friuli trovano collocazione ideale.

Geremia Nonini con Bassi e Venturini.


Un allestimento molto curato e di grande interesse, su progettazione di Enrico Franzolini e Francesco Messina (parte grafica), che propone al visitatore una selezione di ben 3.500 pezzi (vecchi attrezzi di campagna e di cantina, ma anche libri, documenti, manifesti) che riconducono alla donazione fatta al Comune collinare da Geremia Nonini. Il quale è stato applaudito dal folto pubblico e ringraziato ufficialmente, con la consegna di riconoscimenti, dal sindaco Eliano Bassi e dall’assessore alle attività produttive Tiziano Venturini, che è pure leader della sezione regionale delle 37 Città del vino, impegnata in questi giorni nelle Grandi verticali che, dopo il felice esordio a Corno di Rosazzo, hanno fatto da apprezzato “corollario” alla stessa apertura del Museo e che ora danno appuntamento alla prossima tappa, il primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo nell’ambito delle iniziative per il Gran Premio Noè.

L’intervento di Cristiano Degano.

Un settore del folto pubblico.

Il saluto di Marco Benini.

La Giunta di Bassi e Venturini ha, dunque, portato a termine un progetto che era nato ben venticinque anni fa e che attendeva quella sistemazione adeguata arrivata a compimento soltanto adesso. Con un risultato ragguardevole come hanno potuto accertare i visitatori accompagnati dalle documentate spiegazioni di Stefano Cosma, perfetto “cicerone” tra i meandri storici della vitivinicoltura friulana. Il quale, in precedenza, aveva coordinato la cerimonia di presentazione che, dopo il benvenuto del sindaco Bassi, ha visto tra gli altri interventi quelli del professor Mauro Pascolini, del consigliere regionale Roberto Novelli e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. Come già annunciato, l’aula polivalente del Museo è stata infatti dedicata alla memoria del giornalista Isi Benini – commosso il figlio Marco, che ha ringraziato di cuore per la sensibilità dimostrata da Buttrio nei confronti del padre -, da tutti ricordato come il “cantore” delle eccellenze della enogastronomia Made in Fvg. E nei vari interventi è stato sottolineato il valore della realizzazione espositiva che si inserisce a meraviglia nel ricordato “sistema Buttrio” e quindi nell’insieme di proposte che, attingendo alle bontà agroalimentari della nostra terra a cominciare proprio dai vini, offre un “volano” imprescindibile per la promozione del turismo nell’area collinare ma più in generale nell’intera regione. In quella che Ippolito Nievo giustamente definì “piccolo compendio dell’Universo” e che, proprio per queste caratteristiche – in poche decine di chilometri si va dalla montagna al mare, passando per colline meravigliose che regalano vini eccezionali – è sempre di più meta di importanti flussi turistici sia italiani che stranieri.

La benedizione dei locali.

Venturini con Floriano Zambon.

Al termine della cerimonia – che ha visto la partecipazione, fra i molti ospiti, anche dell’ex presidente nazionale delle Città del vino, il coneglianese Floriano Zambon, del leader della Doc Friuli Stefano Trinco, del consigliere regionale Massimo Moretuzzo, di Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani (che vide proprio Benini fra i suoi più convinti e appassionati fondatori) e del presidente delle Pro Loco Fvg Valter Pezzarini – è seguita la tradizionale cerimonia del taglio del nastro alla porta d’ingresso della importante raccolta museale, dopo la benedizione impartita dal parroco di Buttrio. Al termine, conclusa la visita ai locali, un sontuoso rinfresco accompagnato dai prestigiosi vini di Buttrio. Quelli che hanno contribuito a rendere famoso il Friuli nel mondo e che sono espressione della storia raccontata proprio dal Museo allestito a villa di Toppo Florio, dove storia, cultura e tradizione s’incrociano offrendo un quadro efficace e coinvolgente della viticoltura di ieri e di oggi, dalla barbatella al vino imbottigliato. I complimenti che si sono sentiti nell’occasione – e indirizzati prima di tutto al sindaco Bassi e all’assessore Venturini, ma anche al presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – sono ampiamente meritati.
E dopo la riuscita verticale dedicata al Merlot, di cui si è fatto cenno, ecco un altro importante appuntamento sempre quale “corollario” all’apertura del Museo: giovedì 30 novembre, alle 19, ci sarà infatti il penultimo appuntamento dal titolo “L’importanza di essere Pignolo”, una serata dedicata al pregiato rosso autoctono ma soprattutto al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei grandi protagonisti del rilancio della vitivinicoltura regionale, con relativa degustazione. Ma di questo avremo occasione di parlare, prossimamente, in modo più approfondito.

La visita guidata da Stefano Cosma.

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In copertina, il taglio del nastro all’ingresso del Museo del vino da parte del sindaco Eliano Bassi e del donatore Geremia Nonini.

(Foto anche di Claudio Fabbro)

“VitignoItalia”, il Consorzio Doc Friuli con Trinco ieri all’anteprima di Napoli

Anteprima, ieri, di “VitignoItalia” a Napoli. Anche il Consorzio Doc Friuli era presente per il secondo anno consecutivo a uno dei più importanti appuntamenti di settore a livello nazionale. Giunta alla sua diciottesima edizione, Anteprima VitignoItalia è la manifestazione che riunisce 500 tra le migliori etichette delle più note cantine e e dei più importanti consorzi vitivinicoli italiani, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Excelsior di Napoli. Un’intera giornata dedicata a degustazioni e incontri con i produttori per conoscere le eccellenze enologiche italiane.

Il Consorzio Doc Friuli ha, dunque, partecipato anche quest’anno all’Anteprima di novembre con una selezione dei vini più rappresentativi del territorio, prodotti da dieci aziende: la Ribolla gialla spumante brut Metodo classico, il top della piramide produttiva, la cui prima citazione “ad uso Sciampagna” risale ad un’esposizione tenutasi a Gorizia nel 1853. Inoltre, gli autoctoni Friulano e il Refosco dal peduncolo rosso, per secoli considerato il vino rosso per antonomasia del Friuli. Infine, l’internazionale Sauvignon che ha trovato una terra d’elezione nella nostra regione. Una tappa fondamentale per promuovere le etichette Doc Friuli anche nel sud Italia.
«L’anno scorso abbiamo ottenuto ottimi riscontri – sottolinea il presidente Stefano Trinco -, Napoli è una città in fermento che, grazie al traino del turismo e del calcio, sta diventando una delle mete italiane da riscoprire anche dal punto di vista dell’enoturismo, che qui trova un fiorente sviluppo». Le degustazioni sono state riservate sia agli operatori di settore che al pubblico. Il Consorzio ha già programmato la partecipazione anche all’evento principale “VitignoItalia” che si terrà dal 2 al 4 giugno 2024.

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In copertina, una degustazione di Sauvignon; all’interno, il presidente Trinco con la cantautrice Malika Ayane e lo stand della Doc Friuli a VitignoItalia.