La Cantina di Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia: nuova sede per la Bottega del Vino a Paluzza

La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia. A Paluzza, “La Bottega del Vino” ha infatti inaugurato la sua nuova sede in Via Nazionale 2 (ex bar Vanino), rinnovando il legame tra la titolare Federica Lalli, la Cantina pordenonese fondata nel 1959 e, appunto, il territorio carnico. Il locale, attivo sin dal 1925, si trova accanto all’ex Caserma degli Alpini dedicata a Maria Plozner Mentil, l’unica in Italia intitolata a una donna. Un luogo simbolico, profondamente radicato nella memoria della comunità. Era il 2021 quando la Cantina di Ramuscello e San Vito, confidando nelle potenzialità della Carnia, apriva “La Bottega del Vino” nel cuore di Paluzza. Posizionata lungo la direttrice del Passo di Monte Croce, la nuova “Bottega” si colloca in una zona strategica per i flussi turistici, in particolare quelli provenienti dall’Austria.


Ora, il nuovo spazio non è solo un punto vendita dei vini della Cantina cooperativa, ma anche luogo di degustazione dei prodotti tipici locali, come i formaggi del Caseificio Sociale Alto Bût e il prosciutto di San Daniele Dop firmato Testa & Molinaro. La struttura dispone di ampio parcheggio e di una zona esterna attrezzata con tavolini, ideale per momenti di sosta e convivialità. Attualmente è aperta dal martedì al sabato, con apertura domenicale in programma a breve.
Nel suo intervento durante l’inaugurazione, il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Mazzolini, ha sottolineato l’importanza del grande lavoro fatto dalla Regione Fvg e dagli enti locali per la riapertura, in tempi record, della Strada Statale 52 bis, asse viario fondamentale per i collegamenti verso il passo e per l’intera economia locale. All’evento erano presenti anche il sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro, il presidente della Cantina di Ramuscello, Gianluca Trevisan e, naturalmente, la padrona di casa, Federica Lalli.

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In copertina e all’interno due immagini del taglio del nastro avvenuto a Paluzza.

NanoValbruna, nel cuore delle Alpi Giulie torna il Forum internazionale dei giovani per affrontare le sfide del nostro tempo

«Questo evento richiama una piazza, un’agorà o un forum in cui si ragiona e con estro e fantasia si immaginano soluzioni per problemi antichi e nuovi: l’obiettivo finale, che coincide con quello di un buon amministratore pubblico, è contribuire a creare un luogo dove sia più bello vivere, un esercizio straordinario, a cui soprattutto le menti più giovani possono dare un contributo importante. Per questi meriti la Regione sostiene convintamente NanoValbruna e il contest Baite Award, il cui spirito creativo si deduce già dal nome scelto». Lo ha sottolineato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Cultura, Mario Anzil, alla presentazione delle linee guida della sesta edizione di “NanoValbruna”. Si rinnoverà, infatti, per il sesto anno consecutivo in estate, a Valbruna (Comune di Malborghetto), l’appuntamento con il Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione (quest’anno in programma tra il 17 e il 23 luglio): un festival, un premio, una comunità che da sei anni si ritrova e si confronta sui temi della rigenerazione e della transizione ecologica proprio in un periodo di rapide trasformazioni tecnologiche, sfide globali e una crescente interconnessione tra cultura e economia. Il Festival si attesta ormai come uno dei più attesi momenti di confronto e scambio tra scienziati, imprenditori, giornalisti, visionari di tutto il mondo e tantissimi giovani per affrontare insieme, nel cuore delle Alpi Giulie, le sfide del nostro tempo, creando opportunità di orientamento formativo, lavorativo e di crescita personale.

Spicca anche quest’anno all’interno della manifestazione il Contest di portata internazionale “Baite Award”, un concorso di idee rivolto a studenti, giovani ricercatori e aspiranti imprenditori chiamati a presentare progetti di start up innovative e sostenibili entro il 31 maggio prossimo. L’evento è stato presentato, ieri mattina, nella sede udinese della Regione Fvg: dopo l’introduzione della responsabile del progetto NanoValbruna e presidente di ReGeneration Hub Friuli, Annalisa Chirico, sono intervenuti il vicepresidente della Regione Fvg con delega alla Cultura Mario Anzil, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, l’assessore del Comune di Udine Ivano Marchiol, il presidente di Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, il team di ReGeneration Hub Friuli, a capo del Contest Baite Award, con uno il contest founder, Lorenzo Pradella, il contest coordinator Stefano Cercelletta e Luca Calligaris per Università degli Studi di Udine ed Enactus.
Le macro-aree di intervento su cui si sviluppa il concorso (rappresentate nell’acronimo Baite) attraversano temi come edilizia sostenibile, bioagricoltura, healthcare, efficientamento industriale, micromobilità e sistemi di motorizzazione innovativi, energie rinnovabili e stoccaggio, turismo sostenibile. Solo lo scorso anno sono arrivati più di 40 progetti da tutto il mondo e anche quest’anno gli autori delle 10 migliori proposte progettuali saranno ospitati a Valbruna, durante le giornate del Festival, per un percorso formativo di una settimana con workshop studiati per consolidare o acquisire competenze pratiche e conoscenze trasversali, dove si alterneranno sessioni di lavoro, presentazioni, discussioni, collaborazioni e attività laboratoriali. Nel corso di NanoValbruna, i team verranno valutati da una Giuria di alto profilo – formata da scienziati, docenti, esperti e imprenditori, anche di area locale – per decretare i vincitori. Prende forma con questa edizione un “modello” che vuole rappresentare un’occasione del tutto peculiare per dare concretezza alla cultura della sostenibilità e della rigenerazione e per fare della nostra regione un territorio sempre più accessibile e facilitante per l’open innovation.

Anche quest’anno il contest Baite conta su una collaborazione d’eccezione, quella con Fondazione Enactus Italia Ets che opera per l’azione sociale e l’educazione all’imprenditorialità di studenti universitari e di Its ed è parte di un network internazionale la cui missione è quella di formare i leader del futuro. Grazie a questa sinergia, si apre anche quest’anno a tutta la community Enactus l’opportunità di partecipare al Forum NanoVabruna e al concorso; ReGeneration Hub Friuli sarà anche presente, con una sua delegazione, alla Enactus National Competition, prevista per il 14 e il 15 maggio a Milano dove verrà assegnato il “Premio ReGeneration Hub”, che consentirà ad una squadra Enactus di accedere di diritto al Contest Baite e di partecipare così al percorso formativo dedicato ai 10 team selezionati. Rghf sarà anche giudice durante la National Competition, contribuendo ad individuare il team campione nazionale che rappresenterà l’Italia alla Enactus World Cup, che si terrà a Bangkok, in Thailandia dal 26 al 28 settembre. Del Contest Baite si parlerà anche a Padova l’11 aprile a “Imprenditori #GenNext”.
Baite Award si è conquistato un ulteriore spazio di riconoscibilità grazie alla presenza, lo scorso anno, di una delegazione di ReGeneration Hub Friuli a Ginevra, al Palazzo dell’Onu, dove ha raccontato il case history di un progetto capace di coniugare imprenditoria, sostenibilità, rigenerazione, giovani e territorio. Alla startup vincitrice di Baite 2025 sarà destinato un premio in denaro di 1.000 euro da investire nella propria azienda o nel proprio progetto e la possibilità di affacciarsi al mondo imprenditoriale con strumenti competitivi ed un solido network professionale. Le iscrizioni al Contest Baite sono aperte sulla pagina “Contest” del sito www.nanovalbruna.com

NanoValbruna è ideato e curato dall’associazione ReGeneration Hub Friuli con il fondamentale contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, di Promoturismo, della Fondazione Friuli, della Fondazione Pietro Pittini con il sostegno di Enti e aziende come Banca 360, Confartigianato e Confindustria, Lod Srl del Gruppo Luci e la collaborazione del Comune di Udine, del Comune di Malborghetto, dell’Università di Udine, Fondazione Agrifood&BioeconomyFVG, Animaimpresa e GreenFor Accademy, nuovo progetto di Enaip FVG e Gesteco Spa.

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In copertina, una suggestiva immagine di Valbruna nelle Alpi Giulie; all’interno, la presentazione del Forum ieri a Udine e due immagini di Alice Durigatto riguardanti l’edizione 2024.

Un nuovo agriturismo a Ramandolo: inaugurato “Borgo Romanzo” della rete Terre del Friuli Venezia Giulia

«Realtà come “Borgo Romanzo” hanno la bontà di far conoscere la storia del nostro territorio attraverso i suoi profumi e sapori, i suoi frutti e le sue produzioni migliori, di eccellenza, in una splendida cornice naturale e d’ambiente. Spazi che raccontano la tradizione e l’orgoglio del lavoro in vigna e nelle campagne: radici agresti di cui andiamo fieri, che fanno parte del nostro passato e del nostro presente. Un plauso, allora, alla famiglia Casasola che, con grande passione e anche con sacrificio, ha creduto nel suo sogno, coronandolo oggi con l’inaugurazione ufficiale di una parte del complesso di accoglienza che sorge sulle dolci colline del Ramandolo». Sono le parole del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, che ieri pomeriggio è intervenuto a Ramandolo, in Comune di Nimis, al taglio del nastro del nuovo agriturismo “Borgo Romanzo”, che fa parte della rete di piccoli imprenditori agricoli, per lo più a conduzione familiare, “Terre del Friuli Venezia Giulia”.


«Uno spazio ideale per conversare, per stare insieme, per condividere passioni, nella quotidianità delle nostre giornate: le osterie, così come le campagne, sono spazi che ci appartengono da sempre, nei quali ci si incontra, che tramandano i valori dei nostri avi, così come il loro ricordo», ha aggiunto il vicepresidente Anzil. Presenti al taglio del nastro numerosi primi cittadini della zona con il commissario comunale Giuseppe Mareschi, il parroco di Nimis, monsignor Rizieri De Tina, che ha benedetto la struttura, il già presidente della Regione Fvg, Renzo Tondo, il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini, oltre a numerosi imprenditori e agricoltori della zona.
I nuovi spazi di accoglienza enogastronomica, realizzati anche col supporto della Regione, sono stati edificati per scelta di vita di Michele Casasola, giovane tolmezzino, e dal fratello Manolo Leon, spinti dall’amore per la terra trasmesso anche dal padre. Il progetto prevede anche la ristrutturazione di uno stabile attiguo da adibire a resort, dove ospitare e far conoscere le bellezze di questa splendida zona del Friuli Venezia Giulia. Oggi il complesso di “Borgo Romanzo” comprende 9 ettari di terra coltivata a vigneti e oliveti. Qui si producono vini Igt e Doc Friuli Colli orientali: Friulano, Refosco, Merlot, Cabernet Franc, Schiopettino e il celebre Ramandolo Docg, oltre a olio d’oliva e birra agricola con orzo coltivato in tenute a roseto.

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In copertina e all’interno due immagini della cerimonia inaugurale alla quale è intervenuto il vicepresidente della Regione Fvg Mario Anzil.

“Gusti di Frontiera” fino a domenica, a Gorizia oltre 300 stand di quaranta Paesi

«Oggi possiamo rivivere Gusti di Frontiera in presenza in tutta la sua pienezza e un grande merito va agli organizzatori per aver tenuta viva la manifestazione anche durante la pandemia, capendo che bisognava in tutti i modi continuare. È una rassegna che ci accompagna nel modo migliore verso la prospettiva di Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura 2025». È il pensiero espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione di “Gusti di Frontiera 2022”, la manifestazione enogastronomica che propone a Gorizia fino a domenica prossima espositori provenienti da 40 Paesi del mondo dislocati su 327 stand.
«Tutte le grandi iniziative proposte dal nostro territorio regionale, da “Friuli Doc” a “pordenonelegge”, da “Gusti di Frontiera” alla “Barcolana” – ha rilevato Fedriga -, poggiano su gambe solide e possono proiettarsi in un futuro dal richiamo turistico sempre più consistente. Sono eventi che fanno seguito a una grande estate con le performance migliori d’Italia e un recupero prodigioso dopo la pandemia anche guardando all’anno record del 2019. La peculiarità del Friuli Venezia Giulia si conferma unica: in un fazzoletto di terra si può andare dalla montagna al mare passando per le città, vedendo cose e vivendo esperienze che rimangono impresse».
Secondo l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini, «il Friuli Venezia Giulia, che è tornato in cima alle classifiche di gradimento dei turisti di tutto il mondo, ha dato grande dimostrazione di capacità. Gorizia in particolare è, dopo Trieste, la città che ha segnato la maggior crescita nel turismo dal 2019 a oggi, con un più 11 per cento». «E pensare che – ha osservato l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari – qualcuno anni fa aveva già suonato il “de profundis” di Gorizia considerandola in decadenza e nostalgica, mentre oggi Gusti di Frontiera la rappresenta nel mondo in attesa che nel 2025 diventi il simbolo di un’Europa votata ad opporsi a tutto ciò che di brutto sta succedendo in questi tempi difficili».
All’inaugurazione, ospitata dall’ingresso dell’hotel che si affaccia su piazza Sant’Antonio, sono intervenute numerose autorità civili e militari, a partire dal sindaco Rodolfo Ziberna che ha fatto gli onori di casa. Presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi e Anna Maria Cisint, prima cittadina di Monfalcone.

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In copertina, piazza Vittoria il cuore del centro storico fulcro di “Gusti di Frontiera”.