Dieta mediterranea o meglio “adriatica” Patrimonio Unesco tra scienza e storia: dopo Grado domani incontro ad Aquileia

di Giuseppe Longo

GRADO – Dieta mediterranea, atto terzo. Dopo i riusciti incontri all’Università di Udine e a Fossalon di Grado, ecco un nuovo appuntamento con questo “stile di vita”, più che modello di alimentazione, che si terrà domani 31 luglio ad Aquileia nella sede dell’azienda agricola Vini Brojli, in località Beligna, sulla strada per Fiumicello a sud della Basilica poponiana. Si tratterà, come annuncia la locandina, di un incontro di approfondimento sull’identità enogastronomica e culturale del territorio della Riviera Friulana, area nella quale «la dieta mediterranea fa parte del costume e degli usi comuni, tant’è che è insita nel Dna dei Friulani».
Moderatore dell’incontro, che comincerà alle 18, il cavalier Carlo Morandini, giornalista e presidente dell’associazione culturale La Riviera Friulana. Quindi la serie degli interventi, aperti dal saluto di Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine che, convintamente e con entusiasmo, sostiene l’importante iniziativa che ha il suo “motore” tecnico-scientifico nell’Ateneo di Udine e in particolare nel professor Edo D’Agaro, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Quindi, prenderà la parola Maria Rosaria Peri, nutrizionista e pure docente universitaria, sul tema Il cibo della dieta mediterranea è fonte di salute da Ancel Keys ai giorni attuali.

Poi spazio alla poesia con Rosinella Celeste che presenterà la sua “ode” al peperoncino, vegetale più o meno piccante che nella dieta mediterranea non manca mai. Al collegamento di questo “stile di vita” con l’arte si riferirà, invece, Adriana Ronco Villotta, mentre Alviano Scarel, già sindaco di Aquileia e ricercatore universitario, tratterà questo tipo di alimentazione già nella cucina dell’antica Aquileia, come ci informano i mosaici della storica Chiesa patriarcale. La parola passerà poi all’agronomo Gabriele Cragnolini, presidente della sezione Udinese di Italia Nostra, che si soffermerà sul tema Particolarità di terreni e microclimi e i prodotti della dieta mediterranea. Infine, prima della degustazione di alcune pietanze intonate con l’argomento trattato, interverrà Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, nonché presidente di Wigwam Clubs Italia, su I sapori aquileiesi della dieta mediterranea: prodotti e piatti di una filiera corta “ante litteram”.
La dieta mediterranea, che dal 2010 è patrimonio Unesco iscritta fra i beni immateriali, è dunque, come si diceva, uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti, la cui salubrità è accertata e correttamente divulgata. Tanto che questo modello alimentare non è più soltanto quello delle popolazioni che si affacciano direttamente sul Mediterraneo – come Italia, Grecia e Spagna -, ma che si sta via via diffondendo. E anche il Friuli Venezia Giulia, pur in riva al mare Adriatico quale ultima propaggine settentrionale del Mediterraneo, non conosceva queste abitudini alimentari, ma oggi se ne sta appropriando, con soddisfazione diffusa. Tanto che Alessandro Lovato, titolare del ristorante Caneo – che, alla foce dell’Isonzo, Punta Sdobba, aveva ospitato il secondo incontro che ho avuto l’onore di moderare -, aveva giustamente osservato che alle nostre latitudini sarebbe più appropriato definirla proprio «dieta adriatica». Ai numerosi interventi dei relatori è stato, quindi, affiancato un menù a base di piatti tipici del territorio, curato dal maestro di cucina Germano Pontoni.


Anche in quella occasione, prima di dare il via agli approfondimenti previsti in scaletta – predisposta dallo stesso professor D’Agaro -, ha portato un saluto la professoressa D’Aronco. Quindi ancora Maria Rosaria Peri, dietista dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, il cui intervento è stato mirato proprio sulla dieta mediterranea calata nella realtà del Friuli Venezia Giulia. Poi una finestra aperta sulla storia di questa nostra terra: Vittorio Sutto, giornalista pubblicista, ha parlato dell’Alimentazione durante l’epoca romana e del Patriarcato, con chiari riferimenti alla vicinissima Aquileia, seguito da Carlo Morandini, che è anche presidente della Stampa agricola Fvg; Sergio Pascolo, produttore friulano di uova biologiche; Luigi Lovisotto, a nome di Ca’ Lovisotto Wines and Hospitality; e Maura Pontoni, responsabile della casa editrice L’Orto della Cultura. Il tutto è stato riassunto nell’intervento dello chef Germano Pontoni che poi ha offerto una interpretazione pratica della dieta mediterranea di casa nostra attraverso la collaborazione dello staff delle cucine del Caneo. Nell’occasione, come si diceva, anche una parentesi artistica nel corso della quale lo stesso professor Sutto ha presentato i dipinti di Stefano Balzano, Alessandra Candriella, Salvatore dell’Anna, Alessandra Gusso, Sergio Marino, Giulio Menossi e Gianna Pittini.
E ora ecco questo nuovo appuntamento di Aquileia per mettere ancora l’accento su questo “stile di vita” che si sta sempre più appropriando del nostro modo d’essere. Sarà un’altra utile occasione per approfondire l’importante tematica anche in questo caso con l’aiuto di relatori preparati. E, allora, buona “dieta mediterranea” a tutti!

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In copertina e all’interno immagini del secondo incontro sulla dieta mediterranea che si era tenuto a Grado: l’intervento della nutrizionista Peri, il saluto della presidente Club Unesco D’Aronco e di Alessandro Lovato del ristorante Caneo, lo staff di cucina con il maestro Pontoni e un ricordo con organizzatori, relatori e personale di cucina.

Dieta mediterranea in Fvg, domani a Fossalon riflessione su uno stile di vita che è diventato patrimonio Unesco

(r.a.) “La dieta mediterranea è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti”. L’affermazione sta alla base di quanto la Fondazione Umberto Veronesi si appresta a descrivere a proposito di quella che definisce “una piramide di salute”, tanto che dal 2010 questo importante “stile di vita” è stato iscritto fra i beni immateriali dell’Unesco, quindi Patrimonio mondiale dell’Umanità, avendone ravvisate l’importanza e appunto la salubrità. Un modello alimentare che non è più soltanto quello delle popolazioni che si affacciano direttamente sul Mediterraneo – e quindi Italia, Grecia e Spagna -, ma che si sta via via diffondendo. E anche il Friuli Venezia Giulia, pur in riva al mare Adriatico quale ultima propaggine settentrionale del Mediterraneo, non conosceva queste abitudini alimentari, ma oggi se ne sta appropriando. Con soddisfazione diffusa.

E, allora, perché non parlarne, al fine di sapere qualcosa di più? Così, dopo l’incontro che si era tenuto all’Università di Udine un paio di mesi fa, riflettori nuovamente puntati sulla dieta mediterranea calata nel Friuli Venezia Giulia, quindi non in una regione dell’Italia meridionale, dove l’ambientazione come detto sembrerebbe più appropriata, ma nella nostra realtà, proprio una delle più alte dello Stivale. E stavolta se ne parlerà a Grado, o meglio a Fossalon, nella zona incontaminata e suggestiva di Punta Sdobba alla foce dell’Isonzo.
L’appuntamento è fissato per domani, alle ore 10.30, al bar-albergo-ristorante “Caneo”. E si tratterà del primo incontro dedicato proprio alla Dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia: ai numerosi interventi dei relatori si affiancheranno una presentazione di dipinti, un reading di poesia e un menu a base di piatti tipici del territorio, curato dal maestro di cucina Germano Pontoni. Numerosi gli interventi, moderati dal giornalista Giuseppe Longo, responsabile di questo sito di agroalimentare, enogastronomia e territorio, con particolare interesse riservato al settore vitivinicolo che ha reso famoso in tutto il mondo il Vigneto Fvg.
Per prima parlerà Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, seguita da Alessandro Lovato, titolare del “Caneo”, e da Maria Rosaria Peri, dietista dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, il cui intervento sarà incentrato proprio sulla Dieta mediterranea nel Friuli Venezia Giulia. Poi una finesta aperta sulla storia di questa nostra terra: Vittorio Sutto, giornalista pubblicista, parlerà dell’Alimentazione durante l’epoca romana e dei Patriarchi, con chiari riferimenti alla vicinissima Aquileia. Seguiranno le parole di Carlo Morandini, presidente della Stampa agricola Fvg e della Riviera Friulana; Sergio Pascolo, produttore di uova biologiche; Luigi Lovisotto, a nome di Ca’ Lovisotto Wines and Hospitality; Maura Pontoni, responsabile della Casa Editrice L’Orto della Cultura. Seguirà l’intervento dello chef Germano Pontoni che calerà la dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia proprio al Caneo di Fossalon, facendo così la sintesi fra quanto detto dai relatori e quanto potrà essere poi degustato a tavola, mettendo quindi in pratica quanto trattato in forma teorica.
Al termine, Vittorio Sutto, che è anche un noto e apprezzato critico d’arte, presenterà i dipinti di Stefano Balzano, Alessandra Candriella, Salvatore dell’Anna, Alessandra Gusso, Sergio Marino, Giulio Menossi e Gianna Pittini, curando poi un reading di poesie del grande Giuseppe Ungaretti, il giovane poeta-soldato che combattè sulle vicine alture del Carso.

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In copertina, alcuni alimenti tipici della dieta mediterranea e all’interno la “piramide” della Fondazione Veronesi.

Agricoltura sostenibile, Isola Augusta in Italia all’apice dei distretti del vino bio

di Claudio Soranzo

Friuli Venezia Giulia e Toscana sul gradino più alto del podio a livello nazionale per l’agricoltura locale sostenibile. In rappresentanza delle due regioni sono state selezionate due sole realtà – Isola Augusta e Chiantiform – che hanno raggiunto l’apice fra i distretti del vino bio nella prospettiva di raggiungere la neutralità climatica. Un impegno non da poco per l’azienda friulana di Massimo e Jacopo Bassani, che hanno illustrato il notevole lavoro svolto in azienda per perseguire i dettami della sostenibilità, in diretta streaming sulla piattaforma Zoom collegata con la Cop26, nell’ambito degli eventi collaterali della Conferenza delle Nazioni Unite di Glasgow.

Jacopo e Massimo Bassani.

Un evento davvero importante, che ha dato grande visibilità internazionale all’azienda di Palazzolo dello Stella, proiettandola così a modello sostenibile internazionale di neutralità climatica, da copiare e amplificare a livello globale. Quasi un’ora di trasmissione per le due realtà tricolori, selezionate fra ben 170 concorrenti della Comunità Europea, uscite da una piattaforma iniziale di ben 500 candidature giunte alla DG Clima, la direzione per l’Azione per il Clima. Così alla fine soltanto Isola Augusta e Chiantiform hanno superato la durissima selezione come modelli virtuosi di aziende ecocompatibili in Italia, con la straordinaria opportunità di poter raccontare il loro percorso ecosostenibile in diretta streaming in tutte le nazioni del mondo.

Il titolare con l’assessore Zannier.


In precedenza aveva avuto luogo nella sede di Casali Isola Augusta una tavola rotonda, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni regionali, giornalisti, addetti ai lavori e invitati di prestigio. A fare gli onori di casa il titolare Massimo Bassani, che ha ringraziato l’avvocato Cinzia De Marzo, ambasciatrice dell’Unione Europea per il Patto sul Clima, per aver seguito la candidatura di Isola Augusta nell’importante percorso di riconoscimento della fattiva operatività dell’azienda, allo scopo di poter raggiungere l’obiettivo delle «zero emissioni» nel minor tempo possibile. La De Marzo, barese, che lavora da una decina d’anni proprio a Bruxelles, ha spiegato come è avvenuta la scelta della candidatura di Isola Augusta, tra le tante giunte alla Commissione Europea. «La lungimirante politica aziendale, basata sull’ecosostenibilità, ha origini ben più lontane rispetto a quando questo argomento è divenuto di stretta e cogente attualità. Si è tenuto anche conto – ha rivelato Cinzia De Marzo – della segnalazione fatta nel 2019 da Legambiente nazionale, che indicava Isola Augusta tra le aziende più ecocompatibili d’Italia».
Da parte sua, il moderatore Alfonso Di Leva, già capo dell’Agenzia giornalista Ansa di Trieste, ha illustrato la storia di Isola Augusta dalla fondazione a oggi. La filosofia aziendale di produrre nel rispetto dell’ambiente non è il risultato di una moda del momento – ha precisato Di Leva -, ma una profonda convinzione che già dagli anni 50 ha portato a produrre un “Vino Vivo”, non pastorizzato e fedele ai sapori e agli aromi dell’uva da cui aveva avuto origine. E a seguire tutta la filiera di produzione, dalla vigna alla bottiglia per garantire la genuinità del prodotto, a terebrare il terreno a una profondità di 450 metri per scoprire l’acqua calda e con essa riscaldare a emissioni zero tutti i locali dell’azienda, a ricoprire i tetti degli edifici di pannelli fotovoltaici che consentono di soddisfare quasi interamente il fabbisogno energetico, di mettere a disposizione gratuita degli ospiti del chiosco e dell’agriturismo una colonnina di ricarica per le auto elettriche, di produrre vini a basso impatto ambientale. Seguendo i dettami di un regolamento della Comunità Europea e utilizzando al minimo l’uso di anticrittogamici per il trattamento dei vigneti. Non solo, anche abolendo l’utilizzo di erbicidi, sostituiti da interventi meccanici di pulizia del sottofila.
Sono intervenuti anche il sindaco Franco D’Altilia, che ha indicato Massimo Bassani e Isola Augusta come motivo d’orgoglio da seguire per tutta la comunità; il consigliere regionale Mauro Bordin, che ha sottolineato l’importanza del rapporto tra istituzioni e imprenditori del territorio. «In alcuni casi – ha detto – le scelte imprenditoriali dei privati devono essere sostenute con forza dalle amministrazioni locali e regionali, rendendo più agevoli i percorsi virtuosi intrapresi».

Un momento dell’incontro.


Dal canto suo. l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e Montagna, Stefano Zannier, ha espresso il suo disappunto rispetto ai regolamenti che rendono spesso particolarmente farraginosa l’attuazione pratica delle leggi, auspicando una futura e progressiva sburocratizzazione. Così come Graziano Pizzimenti, assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, ha portato l’attenzione sul rapporto che lega il territorio all’agricoltura, soffermandosi sull’impegno che la Regione Fvg ha assunto per migliorare viabilità e piste ciclabili, per rendere il territorio sempre più fruibile e sicuro. Non di meno, Carlo Morandini, presidente della Stampa Agricola Fvg, ha sottolineato come proprio Massimo Bassani sia stato anche a suo tempo il promotore della “Riviera Friulana”, come termine per indicare una zona che prima veniva identificata come la Bassa, denominazione davvero nemica della promozione e del marketing.
Ad auspicare un sempre maggior interscambio tra agricoltura e turismo è stata poi Sara Pugnale, responsabile Marketing Cluster Agroalimentare del Fvg, promuovendo la vendita di prodotti provenienti da aziende ecosostenibili aderenti al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, che garantisce una sostenibilità nel settore ambientale, ma anche in quello sociale ed economico. Sono intervenuti inoltre il presidente di Legambiente Fvg, Marco de Munari, in rappresentanza della Camera di Commercio Udine-Pordenone, l’ex assessore regionale all’agricoltura Gianluigi D’Orlandi e l’avvocato Cesare Tapparo.
Al collegamento con Glasgow alla Cop26 sono intervenuti tra gli altri Cinzia De Marzo, ambasciatrice europea Patto sul clima e membro EuCliPa Italy nel ruolo di moderatrice e promotrice della candidatura di Isola Augusta e di Chiantiform, lo stesso Massimo Bassani, che ha parlato sulla “Filosofia lungimirante dell’azienda a favore della produzione sostenibile e nel rispetto dell’ambiente”; Stefano Amadeo, agronomo di Isola Augusta, esperto in agricoltura biologica e a basso impatto ambientale, entrato nel merito delle pratiche agronomiche ecocompatibili in vitivinicoltura, e infine Jacopo Bassani, responsabile marketing dell’azienda, sulla “Promozione di prodotti vitivinicoli eco-sostenibili, e la risposta del mercato italiano ed europeo”. Da sottolineare, inoltre, gli innumerevoli ed entusiastici commenti in chat dei partecipanti virtuali, provenienti da tutto il mondo. In ultima analisi, è stato davvero uno straordinario successo, che premia l’impegno profuso in tutti questi anni da Isola Augusta, accompagnato da un riconoscimento di grande prestigio per tutta la regione Friuli Venezia Giulia.

Folto il pubblico intervenuto.

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In copertina, una bella veduta aerea della Tenuta vitivinicola Isola Augusta a Palazzolo dello Stella.