Riecco la Giornata nazionale (5 febbraio) contro lo spreco alimentare

“Stop food waste. One health, one planet”: è questo il tema degli eventi della 8a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, venerdì 5 febbraio 2021: un appuntamento consolidato per l’agenda dello sviluppo sostenibile e, nei mesi ancora convulsi della pandemia, una data importante per guardare alla prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave per presidiare la salute dell’uomo e dell’ambiente. Il Forum è in programma dalle 11.30 su piattaforma digitale, come sempre per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market in sinergia con il Ministero dell’Ambiente e inoltre con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del World Food Programme Italia, di Anci e della rete di Comuni Sprecozero.net

Andrea Segrè

Molti gli interventi istituzionali programmati per l’occasione, introdotti e coordinati dal fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero, l’agroeconomista triestino Andrea Segrè. A tracciare un quadro dell’Orizzonte Italia saranno, fra gli altri, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut (romano, ma di origini friulane) e il sottosegretario alle Politiche Sociali Francesca Puglisi. Dal 2021 la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si focalizza con attenzione sul nuovo decennio che ci guiderà al 2030: in primo piano gli Obiettivi di Sostenibilità indicati nell’Agenda Onu 2030 e in questa direzione la nuova dimensione di uno strumento di riferimento per il monitoraggio dello spreco alimentare in Italia, l’Osservatorio Waste Watcher che diventa adesso una realtà internazionale e progetta una survey di respiro globale che sarà presentata il prossimo 29 settembre, Giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari promossa dalle Nazioni Unite. «L’impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi – spiega Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e promotore Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, unico relatore italiano agli eventi 2020 della Giornata internazionale di consapevolezza dello spreco alimentare proclamata dalle Nazioni Unite – passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati. Questa svolta culturale è un passaggio obbligato per la riduzione dello spreco alimentare domestico, che incide per il 50% circa dello spreco complessivo del cibo sul pianeta. I 17 Obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite sono davanti a noi e il decennio che si apre sarà determinante per coglierli: la prevenzione degli sprechi e lo sviluppo sostenibile devono coinvolgere l’impegno congiunto delle governance e dei cittadini del pianeta. Anche l’Osservatorio Waste Watcher si attrezza per promuovere una campagna globale di sensibilizzazione, attraverso un monitoraggio su scala mondiale». A presentare il nuovo Osservatorio internazionale sarà Vincenza Lomonaco, Ambasciatore presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Roma. Anche le Buone Pratiche di prevenzione dello spreco nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani e il 5 febbraio, nell’ambito degli eventi in programma, alle 12.30 prenderà il via una vetrina dedicata alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini. La prevenzione degli sprechi a livello domestico produce un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente, ed è strettamente legata a sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità. Prevenire gli sprechi è più facile se si privilegia cibo fresco, stagionale e di qualità, a tutto vantaggio della salute personale e di quella del pianeta.

La Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa dell’agroeco­nomista Andrea Segrè, coordinatore Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Ali­mentare (Pinpas) del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo. Venerdì 5 febbraio un focus speciale sarà dedicato al “caso Italia”, con i dati 2021 Waste Watcher: una istantanea del nostro Paese con la quantificazione dell’incidenza dello spreco di cibo nelle case.

I DATI NAZIONALI

Nel conto alla rovescia verso l’8a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ecco un piccolo viaggio nelle abitudini del “consumatore errante”: lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale € 4,9 € a nucleo familiare, per un totale di ca 6,5 miliardi € complessivi e un costo nazionale di circa 10 miliardi € includendo gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre € 3miliardi 293 milioni (Rapporto Waste Watcher 2020, legato allo spreco percepito). Il dato dello spreco “reale” era stato calcolato nel 2018 – 2019 misurando lo spreco nelle famiglie italiane con i test scientifici dei “Diari di famiglia” (Progetto Reduce dell’Università di Bologna /Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero), registrando € 8,70 di spreco alimentare settimanale per ogni nucleo familiare, per un costo complessivo di 11.500 miliardi di € ogni anno. In termini di peso i Diari avevano misurato uno spreco di ca 100 grammi al giorno pro capite, per un totale di ben 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia. Cibo e salute sono il nuovo binomio strettamente “attenzionato” dagli italiani: una consapevolezza che diventa quasi plebiscito, perché quasi 7 italiani su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così’ per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%. E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%. Nelle scuole l’indagine REDUCE sulla refezione scolastica aveva calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente: eppure 7 italiani su 10 (68%) danno un mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione e la prevenzione negli sprechi alimentari (dati Waste Watcher).

Info www.sprecozero.it

 

Recupera gli scarti ortofrutticoli: Spreco zero premia la Microglass

Arriva anche in Friuli Venezia Giulia, destinato a un’azienda pordenonese, la Microglass di San Quirino, risultata d’esempio nell’innovazione tecnologica, uno dei 21 premi relativi ad altrettanti progetti di buone pratiche per la prevenzione degli sprechi e la promozione dello sviluppo sostenibile: si tratta dei riconoscimenti del Premio Vivere a #sprecozero 2020, i piccoli “Oscar” della sostenibilità assegnati annualmente nell’ambito della campagna Spreco Zero con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’Anci e di World Food Programme Italia. «Ventuno esempi – spiega l’agroeconomista triestino Andrea Segrè – di come è possibile, nel quotidiano, valorizzare i comportamenti virtuosi dei cittadini, delle imprese, delle scuole, delle start up, degli enti pubblici. Perché è compito di tutti promuovere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità 2030 indicati dalle Nazioni Unite».

Andrea Segrè

Un modo per fare squadra a diversi livelli c’è, e lo ha dimostrato la Regione Toscana che vince il Premio Vivere a #sprecozero 2020 nella categoria Enti pubblici con il progetto Urban Waste, che ha coinvolto anche il Comune e la Città metropolitana di Firenze. Un percorso capace di alimentare la condivisione delle buone pratiche con i tanti visitatori del territorio attraverso azioni mirate di turismo ecologico: come la donazione di cibo da parte degli hotel alle associazioni solidali, la diffusione dell’uso di doggy bag nei buffet e ristoranti, la promozione dell’uso di acqua di rete e di istruzioni sulla raccolta differenziata in diverse lingue. La menzione speciale del Premio va alla Regione Emilia Romagna per il progetto “Stop allo spreco: il gusto del consumo consapevole”, promosso dall’assessorato Agricoltura e Agroalimentare, per le scuole secondarie di II grado, alcune fattorie didattiche del territorio e la cittadinanza.

Ibrida Birra


Nella categoria Imprese vince Ibrida Birra, ideata da quattro studenti del Master in Product Service System Design al Politecnico di Milano per dare una seconda vita al pane sfornato con amore e passione dalle panetterie di quartiere milanesi. “Ibrida” è un progetto circolare che rappresenta il perfetto connubio tra sostenibilità e spirito socio-imprenditoriale: connette infatti tutti gli attori della filiera veicolando valori di aggregazione sociale. Nella nuova categoria Biodiversità il Premio Vivere a #sprecozero 2020 va a Casa Surace – la factory e casa di produzione nata del 2015 da un gruppo di amici e coinquilini, oggi “famiglia allargata” con oltre 3 milioni di fan sul web – per l’efficacia sanguigna dei video ad alto potenziale di sensibilizzazione sui temi caldi della sostenibilità e dei cibi biodiversi”.

A proposito di comunicazione, dal 2020 arriva anche la categoria “Pagine di sostenibilità” dedicata alla saggistica: vince la prima edizione del Premio vivere a #sprecozero il libro “La rivolta della natura” della divulgatrice scientifica Eliana Liotta, scritto con l’apporto del virologo Massimo Clementi, edito La nave di Teseo, “per averci ricordato quel che non dovremmo mai dimenticare: l’impatto dell’uomo sul nostro pianeta ha un peso ormai insostenibile. La pandemia Covid -19 dev’essere l’occasione per riarmonizzare la relazione fra la specie umana e il resto del pianeta”. Esempio prezioso di collaborazione e di “passaparola” sostenibile fra cittadini è il progetto del Comune di San Lazzaro di Savena che vince nella categoria Cittadini: “Lo so fare e te lo insegno” è un format di condivisione dei saperi utili in chiave di economia circolare, dal recupero dei rifiuti in aree verdi all’orticoltura, a piccole nozioni di sartoria, muratura, bricolage.

Eliana Liotta


L’innovazione è valore aggiunto nelle strategie che mirano allo sviluppo sostenibile, ed ecco una categoria storica del Premio Vivere a #sprecozero, InnovAction: l’edizione 2020, come detto all’inizio, va all’azienda Microglass di San Quirino, località alle porte di Pordenone, che, sotto la guida di Alessandro Sonego e attraverso sistemi di riscaldamento multi-tecnologici, allunga la shelf life del cibo fresco, riduce i consumi e previene gli sprechi, recuperando gli scarti ortofrutticoli (cioè ortaggi o frutta gettati per malformazioni estetiche) attraverso processi di cottura sottovuoto a microonde.

Menzione speciale per la tecnologia Bernardi che, attraverso l’implementazione di dispositivi e soluzioni HW e SW, risolve i problemi di gestione dei prodotti e delle scorte, favorendo la resilienza ecologica e sociale dei sistemi commerciali. Le scuole sono osservatorio privilegiato per la promozione delle buone pratiche di sviluppo sostenibile: vincono ex aequo l’Ipsar Mattei di Rosignano Solvay (Livorno) che ha promosso un approfondimento sul “consumo consapevole e spreco alimentare” e l’Istituto professionale alberghiero Chino Chini di Borgo San Lorenzo (Firenze), che ha attivato un progetto in collaborazione con le imprese e con le associazioni del territorio. E da Veronica Pivetti, ambasciatrice di buone pratiche 2020, arrivano quattro riconoscimenti nel segno della scuola, della solidarietà e del diritto al cibo: vanno alla onlus Maestri di Strada, alla maestra Francesca Sivieri, al Liceo Malpighi di Bologna e alla Taverna di Dracula (che in tempo di Covid eroga pasti gratuiti a chi non è in grado di pagare il conto) i gettoni di sostenibilità donati dall’artista per favorire l’effetto domino delle buone pratiche di sostenibilità. La Pivetti lo racconterà personalmente in occasione della cerimonia di premiazione programmata per domani, liberamente aperta alla partecipazione del pubblico su piattaforma con invito ritirabile al link
hiips://webinarasppinext.adobeconnect.com/vivere-a-sprecozero-2020/event/event_info.html

Veronica Pivetti

Con Veronica Pivetti e con il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè e il curatore scientifico Luca Falasconi interverranno i sottosegretari alla Salute, Sandra Zampa e all’Ambiente, Roberto Morassut, il segretario generale Anci Veronica Nicotra e il presidente del World Food Programme Italia Vincenzo Sanasi D’Arpe, insieme ai giurati del Premio, i giornalisti Antonio Cianciullo (Huffinghton Post, La Repubblica) e Marco Fratoddi (direttore SapereAmbiente) e il conduttore di Rai Radio2 Caterpillar Massimo Cirri.

Al centro dell’edizione 2020 del Premio sono anche i valori della Dieta mediterranea: nella sezione dedicata vince il progetto La cucina del riciclo, il ricettario del Liceo “Q. Orazio Flacco” di Portici in collaborazione con il MedEatReserarch, il Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea dell’Università Suor Orsola Benincasa fondato dagli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro: una ricerca sulla tradizione mediterranea per rigenerare gli avanzi di cucina in nuovi piatti; menzione speciale al racconto d’animazione “Il grande viaggio vitaminico”, realizzato da Anna Eriksson, Francesca Fava e Sara Filippi Ploetheger, per l’efficacia autoriale nella sensibilizzazione dei più piccoli sui temi dell’educazione alimentare e del cibo come primo presidio per la salute dell’uomo. E anche nella categoria Associazioni vince L’Università della Cucina Mediterranea, una rete di promozione sociale fondata a Sorrento per iniziativa di operatori del settore eno-gastronomico, turistico, della ristorazione, della comunicazione e della difesa dei diritti dei consumatori. Va a Rifò, progetto di abbigliamento sostenibile, il premio Whirlpool Spreco Zero per l’Economia circolare: un format che produce capi e accessori con fibre tessili rigenerate e rigenerabili, trasformando i vecchi indumenti in un nuovo filato a km 0. Riconoscimenti anche al Gruppo Rivoira per la categoria Ortofrutta: grazie all’ausilio della tecnologia Cherry Vision 3.0 e grazie alle telecamere ad altissima risoluzione, il Gruppo Rivoira è riuscito a recuperare tutte le ciliegie “buone” separandole con cura da quelle danneggiate dal maltempo, evitando lo spreco del raccolto. Toyota Wehybrid vince infine nella categoria di mobilita’ sostenibile per la capacità di promuovere un “ecosistema” a zero emissioni che mette il driver al centro dell’esperienza di guida attraverso il suo comportamento e la sua attenzione reale all’ambiente e al risparmio energetico.

Il Premio Vivere a #sprecozero è promosso con il patrocinio di Associazione Sprecozero.net e la media partnership di Rai Radio2, con il sostegno di Eni, Federcasse, Emil Banca e di UNITEC, Assomela, Whirlpool, Alce Nero, Conapi Mielizia, Conad, Camst, Natura Nuova, Gruppo Hera, GiòStyle e con la partnership tecnica del Gruppo Morini. Dettagli e aggiornamenti sul sito sprecozero.it

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In copertina, Alessandro Sonego leader della Microglass, l’azienda di San Quirino premiata.

Biodiversità a rischio: la Giornata Mondiale ci invita a riflettere

2020, Super year for nature & biodiversity: 2020, anno speciale della natura e della biodiversità, così il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha ribattezzato l’anno che stiamo vivendo. «Con la pandemia Covid-19 – spiega il presidente di Fondazione Fico, Andrea Segrè – il 2020 è diventato punto di svolta obbligato per il pianeta: non possiamo ritardare l’attuazione di azioni incisive per concretizzare gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e progettare uno sviluppo sostenibile».
Oggi 22 maggio sarà la Giornata Mondiale della Biodiversità, e due settimane più tardi, venerdì 5 giugno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente sarà quest’anno sempre nel segno della biodiversità: 15 giorni per riflettere sulla salute del nostro pianeta che sempre più velocemente disintegra il suo patrimonio di specie animali, vegetali e microrganiche. La natura viene distrutta a un ritmo da cento a mille volte più veloce della media degli ultimi 10 milioni di anni, a causa dell’attività umana: e la perdita di biodiversità è indicata fra le cause scatenanti di epidemie virali come quella del Covid-19. Secondo la più autorevole rivista scientifica mondiale, Nature, se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo attuale, entro la fine del 21esimo secolo scatterà un allarme estinzione per il 73% delle specie animali e vegetali di tutto il mondo. L’esposizione a temperature non più sostenibili rischia di avvenire in maniera rapida e improvvisa entro il 2030, e sino alle aree estreme del pianeta entro il 2050. Uno scenario con irreversibili conseguenze per il funzionamento degli ecosistemi (indagine a cura Royal society / National Science Foundation / African Academy of Sciences).

Andrea Segrè

(Photo by Roberto Serra – Iguana )

Per rilanciare le nuove sfide che ci attendono sui temi della biodiversità e sostenibilità Fondazione Fico promuove quest’anno la campagna di sensibilizzazione “Biodiversità, futuro della terra”, con molte iniziative che si svilupperanno a partire proprio da oggi, grazie alla collaborazione tecnica della Fao – Food and Agricolture Organization of the United Nations, e con la campagna Spreco Zero, Bologna Award – Premio internazionale per la sostenibilità agroalimentare e Fondazione Pordenonelegge.
Innanzitutto dal 22 maggio, ogni giorno alle 18, sui canali social e sul sito di Fondazione Fico (www.fondazionefico.org) sarà online il Forum Festival digitale “Biodiversità, ritorno al futuro”, che per 15 giorni darà voce ogni giorno, sul sito e i canali social di Fondazione Fico e, a grandi protagonisti dell’impegno per la sostenibilita’, come Mario Tozzi, Luca Mercalli, lo stesso Andrea Segrè, Filippo Giorgi, Eliana Liotta, Elisabetta Moro, Marino Niola, Davide Rondoni, Massimo Cirri, Duccio Caccioni, Salvatore Ceccarelli, Antonio Cianciullo, Matteo Dell’Acqua, Diego Pagani, Antonia Klugmann, Roberto Giovannini, Filippo La Mantia, Fede&Tinto, Rai Radio2, Decanter ed altri “ambasciatori” di biodiversità. Tutti i video prodotti e diffusi entreranno nella Digital Foodpedia promossa da Fondazione Fico, accessibile gratuitamente a tutti e arricchita da speciali proposte webinar per la formazione su temi specifici.
Il Forum Festival di Fondazione Fico “Ritorno al futuro” sarà online ogni giorno dalle 18 sui social e youtube e sul sito fondazionefico.org con questo calendario: 22 maggio intervento introduttivo a cura della Fao e dell’agroeconomista Andrea Segrè, presidente di Fondazione Fico; e quindi gli interventi di: 23 maggio il geologo e divulgatore Mario Tozzi, 24 Massimo Cirri Caterpillar Radio2 e l’antropologa Elisabetta Moro; 25 maggio l’agronomo Duccio Caccioni e lo scienziato genetista Salvatore Ceccarelli; 26 maggio la divulgatrice scientifica Eliana Liotta e il poeta e scrittore Davide Rondoni; 27 maggio l’antropologo Marino Niola e lo chef stellato Moreno Cedroni; 28 maggio i giornalisti Antonio Cianciullo e Roberto Giovannini; 29 maggio l’apicoltore e presidente Conapi Diego Pagani e Sergio Guidi, Arpae Emilia Romagna coordinatore dei frutteti della biodiversità della regione; 30 maggio la chef stellata Antonia Klugmann; 31 maggio lo scienziato genetista Matteo Dell’Acqua; 1 giugno lo chef stellato Filippo La Mantia; 2 giugno lo scienziato climatologo Filippo Giorgi; 3 giugno il climatologo e divulgatore Luca Mercalli; 4 giugno Fede&Tinto Decanter Radio2, e infine il 5 giugno, per festeggiare la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020, saranno diffusi insieme i video di tutti i partecipanti al Forum.

Sempre oggi, per i giovani della generazione Z la 2a edizione del contest poetico INNESTO 2020 Bio_di_versi per autori under 30, promosso con Fondazione Pordenonelegge e con la rivista Il clandestino. La narrazione poetica, il sentire dei giovani, l’attenzione al futuro del pianeta: sono questi i tre “ingredienti” del contest, dedicato quest’anno a un tema chiave per l’anno che stiamo vivendo: “Salus, salute”, come obiettivo da ritrovare e al tempo stesso come parola – ponte per lo sviluppo sostenibile che può garantire un futuro ai cittadini del mondo e al pianeta. Ma il contest vuole essere anche uno strumento per congiungere le giovani generazioni con gli artisti che, dalla notte dei tempi, sanno usare le parole per dare slancio al sentire diffuso: i Poeti. Il bando sarà consultabile sul sito di Fondazione Fico www.fondazionefico.org La giuria degli esperti, composta da Andrea Segrè, Gian Mario Villalta, Davide Rondoni e Gianfranco Lauretano, selezionerà la terna finalista e il vincitore assoluto.
Fondazione Fico nel 2017 ha promosso con Arpae Emilia Romagna la realizzazione del Frutteto della Biodiversità: il parco dei gemelli delle grandi piante secolari, ovvero i “patriarchi” da frutto e forestali più significativi d’Italia, che hanno dimostrato grande resistenza alle avversità climatiche e parassitarie. Fra le 15 piante scelte fra le varie regioni d’Italia e messe a dimora a Fico ve ne sono alcune da primato nazionale, come il mandorlo più grande d’Italia che si trova a San Giovanni Rotondo in Puglia, il pero più grande d’Italia di San Severino Lucano in Basilicata, il noce più anziano d’Europa e più grande d’Italia che vive a Poggiodomo in Umbria, dall’Emilia Romagna il fico della Badia di Cavana e il Cipresso di San Francesco. Per la Lombardia c’è il Loto di Male; per il Piemonte troviamo il Melo grande Alessandro; la Sardegna è presente con il Fico d’India Longifoglia; la Sicilia con l’Acerone dei Nebrodi; per la Calabria, la secolare Vite Mantonico; per la Basilicata il Pero Pastore di San Severino Lucano vecchio oltre 300 anni. Dalla Campania, la Vite di Taurasi, bicentenaria e dal Molise l’anzianissimo – millenario! – Olivo di Venafro (Isernia). Per l’Abruzzo troviamo il Fico di Fossacesia – Chieti e per il Lazio il Melograno di Roma, plurisecolare; dal Trentino Alto Adige, il Melo di Fondo.

Info www.fondazionefico.org

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In copertina, alcuni dei protagonisti della riflessione sulla biodiversità che comincia oggi.

Spreco alimentare in tempo di Covid: ecco com’è andata

Il patto degli italiani col cibo è probabilmente una delle conquiste più significative del lockdown affrontato nelle ultime settimane: il cibo non solo come acquisto-rifugio per l’impossibilità di concedersi altri svaghi, ma come scelta consapevole per la propria salute e il benessere. Tanto che nel lungo isolamento fra le mura di casa l’aumento del cibo in dispensa ha generato contenimento degli sprechi e non ha prodotto aumento di rifiuti. Sono i dati del Rapporto #iorestoacasa 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, diffusi dalla campagna “Spreco Zero” all’alba della fase 2, quando l’auspicio è di lasciarsi alle spalle la rigida quarantena per cercare di ripartire, con le corrette norme di sicurezza. L’indagine Waste Watcher è stata condotta dal 29 aprile al 5 maggio su 1.200 soggetti secondo un campione statistico per sesso, età, macroaree di residenza, ampiezza del comune di residenza.

«Il primo dato rilevante è legato allo spreco del cibo – spiega il fondatore della campagna Spreco Zero, il triestino Andrea Segrè – perché in quarantena l’acquisto di generi alimentari è decisamente aumentato: 1 italiano su 3 ha fatto la spesa più frequentemente e sempre 1 italiano su 3 ha acquistato maggiore quantità di cibo rispetto al passato. Ma, più ancora della quantità, cresce la qualità del cibo acquistato in lockdown per il 34% degli italiani». Sul piano della tipologia di alimenti, gli intervistati sembrano dividersi equamente fra cibi freschi e cibi confezionati. Proprio queste scelte di acquisto si sono tradotte in una maggiore attenzione alla gestione del cibo comprato: «è stimata infatti in 430 grammi la quantità del cibo sprecato a casa settimanalmente – annuncia Segrè -, un dato coerente con il trend registrato dal rapporto Waste Watcher 2020 (diffuso in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco, 5 febbraio), quando il calo di spreco era stato di circa il 25% rispetto al 2019». Monitorando lo spreco di una sola giornata, nulla finisce nella pattumiera per 6 italiani su 10 (61%). Ma cosa abbiamo sprecato, soprattutto, in periodo di quarantena? In termini di frequenza, verdura e frutta restano in testa alla hit degli sprechi, seguite da pasta e riso cotto, prodotti in scatola, carne e pane. In termini di quantità, invece, è soprattutto il pane a pesare con 40 g in media per porzione gettata, seguono i legumi (37 g), prodotti in scatola (34 g) e quindi frutta e verdura (32 e 31 g).

Fra le notizie più significative del periodo di lockdown c’è lo scarso utilizzo da parte degli italiani del food delivery, che non ha sfondato in quarantena: quasi 1 italiano su 2 (48%) ha dichiarato a priori di non volerlo praticare, e per chi invece prevedeva la possibilità di farsi recapitare a casa del cibo pronto la periodicità è estremamente diradata: meno di una volta a settimana per 1 italiano su 3 e da 1 a 6 volte per 1 italiano su 5 (20%).
Al contrario, non stupisce che nelle settimane di lockdown sia stata la cucina ad appassionare nelle case: se 1 italiano su 3 dichiara di aver dedicato alla preparazione del cibo lo stesso timing della “vita” precedente, ben 7 italiani su 10 si sono cimentati ai fornelli con frequenza più rilevante rispetto a prima, e ben 4 su 10 lo hanno fatto con rilevanza estremamente superiore rispetto al passato. Il cibo, in ogni caso, è sempre meglio “guardarlo negli occhi”, al momento dell’acquisto: meno di 1 italiano su 5 (18%) si è affidato agli acquisti online, per 3 italiani su 4 (76%) la meta di riferimento resta il supermercato, e per 4 italiani su 10 i negozi al dettaglio (fruttivendoli, forni, macellai, pescherie ecc), se praticabile il mercato rionale per 1 intervistato su 10. Per i pochi che scelgono l’acquisto online, è Amazon (o simili) a fare la parte del leone per ben 1 italiano su 2 (50%), mentre per altri 4 acquirenti on line su 10 la scelta ricade sullo stesso supermercato, tramite consegna (44%), 1 su 4 sceglie produttori locali (24%).
A sorpresa, il confronto con la bilancia è un po’ meno drammatico del previsto: 4 italiani su 10 (41% degli intervistati) dichiarano di aver conservato lo stesso peso che avevano prima della quarantena, per gli altri 6 si profila invece un periodo di regime alimentare controllato: 1 su 4 ha preso oltre 2 kg (24%), e 1 su 5 ha contenuto l’aumento di peso entro i 2 chili. Ma c’è persino che dichiara di essere dimagrito, poco meno di 1 italiano su 10 (8%).
Nella parte a valle della filiera del cibo ci sono i rifiuti: e gli italiani in lockdown hanno prestato grande attenzione a non farsi sommergere da quel che resta del cibo. Per 1 italiano su 2 (50%) la quantità di rifiuti è rimasta la stessa del periodo ante-quarantena. Per 1 italiano su 5 (19%) la quantità è scesa fra i 300 e i 500 grammi in oltre 6 casi su 10), e per 1 intervistato su 4 (24%) la quantità è aumentata fra 300 e 500 grammi settimanali in 1 caso su 2).

L’Osservatorio Waste Watcher si è costituito per iniziativa di Last Minute Market / SWG in partnership con Expo 2015, per fornire strumenti di analisi dello spreco di cibo e delle abitudini alimentari degli italiani, insieme agli impatti di natura sociale, ambientale, economica. Nel tempo il raggio di osservazione dello spreco alimentare e delle abitudini di acquisto e gestione del cibo a livello domestico è stato sistematicamente collegato all’impatto in ottica di sviluppo sostenibilie ed economia circolare. La veicolazione dei dati avviene nell’ambito della campagna di sensibilizzazione Spreco Zero.
Info e dettagli: sprecozero.it

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In copertina, il professor Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero.

Spreco alimentare fa rima con ambiente. In arrivo “Shuttle 2030”

“Lo spreco alimentare è anche un problema ambientale, perché produce lo sperpero di materie prime, energia, risorse. Il Ministero dell’Ambiente crede molto in questo impegno, tanto che dal primo gennaio ho creato la prima Direzione generale dell’economia generale che si occuperà chiaramente anche di spreco”: lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo ieri a Roma agli eventi della 7a Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, promossa dalla campagna Spreco Zero.
“Prima non esisteva un interlocutore unico che affrontasse questo tema, adesso abbiamo una struttura, che significa anche un capitolo di bilancio ad hoc – ha spiegato ancora Costa – per affrontare lo spreco alimentare nell’ambito dell’economia circolare. Un altro step del nostro impegno è l’accordo che stiamo chiudendo con la ristorazione, inclusi bar e pub, e alberghi, per farli aderire a un piano plastic free e anti spreco e plastic free. Sono tutti step, tutti mattoncini, che raccontano il nostro impegno concreto in questa battaglia. Vogliamo che quel 25% della riduzione dello spreco (attestato quest’anno dai dati dell’Osservatorio Waste Watcher) raddoppi e diventi il 50%”. Il ministro Costa ha anche ringraziato la campagna informativa sullo spreco alimentare e annunciato che dal prossimo anno scolastico l’educazione ambientale entrerà nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle Primarie all’Università“.
E nella 7a Giornata nzionale di pevenzione dello spreco alimentare arriva il nuovo progetto dello “Shuttle 2030”, una “navicella sostenibile” che includerà azioni concrete da parte di enti pubblici, imprese, scuole e istituzioni per raggiungere gli obiettivi dell’agenda Onu in tema di spreco alimentare e lotta al cambiamento climatico: lo ha annunciato il Fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, anticipando che punto di partenza dell’iniziativa il 29 settembre, 1a Giornata internazionale di consapevolezza dello spreco e le perdite alimentari, varata dalle Nazioni Unite. Per l’occasione Vincenza Lomonaco, ambasciatore presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Roma, ha confermato l’impegno dell’Italia su questo fronte, con un’azione specifica finalizzata alla promozione della Dieta Mediterranea.
Dedicata a “Stop food waste, feed the planet!” la 7a Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare è stata introdotta dal presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti, e ha ospitato le relazioni di Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente, del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa e di Chiara Gadda, promotrice della legge nazionale sullo spreco alimentare. Sono stati inoltre proiettati i videosaluti di sensibilizzazione del divulgatore scientifico Piero Angela e dell’attrice Veronica Pivetti, alla quale va il Premio Vivere a Spreco Zero 2020 nella categoria testimonial.

L’intervento di Andrea Segrè.

Dettagli su www.sprecozero.it

In copertina, il ministro Sergio Costa al convegno anti-spreco alimentare tenutosi ieri a Roma.