No allo spreco alimentare! A Roma oggi sono al via le celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione

È questione di cuore, preservare il futuro del pianeta: un obiettivo trasversale alle generazioni. Ma è anche e soprattutto questione di metodo la prevenzione degli sprechi, la rigenerazione del cibo avanzato, la pianificazione degli acquisti e la fruizione stagionale – quindi qualitativa e salutare, non meramente quantitativa – degli alimenti alla base della nostra dieta. Il nostro rapporto col cibo si gioca nel quotidiano su un piano squisitamente organizzativo, questo ci insegna il Cross generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher International, che si presenterà a Roma oggi, 3 febbraio, in vista della 13ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – giovedì 5 febbraio – quest’anno focalizzata su “2030 Calling”, ovvero l’ultimo sprint utile per metterci in pari con gli Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per misurare e di cogliere concretamente i traguardi fissati nel 2015, al momento della sua adozione. Il Rapporto è un’iniziativa della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, che promuove e organizza la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il cui evento ufficiale è già in programma a Roma stamane, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa di piazza Venezia. I dati del Rapporto sono stati raccolti da Ipsos Doxa ed elaborati, per la cura del direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè, dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, coordinato da Luca Falasconi, curatore del Rapporto Waste Watcher “Il caso Italia”.
Il divario generazionale, dimostra il Cross Generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher, si riflette nella capacità di tenere viva l’attenzione ogni giorno intorno alla prevenzione dello spreco alimentare. Se i Boomers (nati fra il 1946 e il 1964) rappresentano la generazione più strutturata e storicamente focalizzata sul tema (ben 96% dichiara un’elevata attenzione alla questione dello spreco di cibo), la Generazione Z (nati fra il 1997 e il 2012) è consapevole della questione e autocritica sulle proprie responsabilità, ma è meno organizzata e meno disposta a ritagliare il tempo necessario alla pianificazione, tende ad acquistare in eccesso “per sicurezza”, dimentica il cibo in frigo, rifiuta più spesso la rigenerazione degli avanzi. Millennials (nati fra il 1981 e il 1986) e Generazione X (nati fra il 1965 e il 1980) occupano una posizione intermedia: mostrano maggiore consapevolezza dei giovani e buone competenze organizzative, ma faticano a stabilizzare le pratiche nel tempo. Solo il 36% dei Gen Z pianifica la spesa con una lista, contro il 45% dei Millennials e Generazione X. Al contrario, i Boomers eccellono nella gestione: il 60% acquista rigorosamente stagionale, il 63% consuma prioritariamente ciò che sta per scadere e il 55% controlla se è ancora buono, prima di decidere se utilizzarlo o gettarlo, contro solo il 45% della Generazione Z (52% per Millenials e 51% per Generazione X).

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Il nuovo libro di Segrè

«Il cibo, e lo spreco che è la sua negazione – spiega l’agroeconomista e accademico Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa – sono il punto di partenza centrale per interrogarsi sui limiti del nostro modello di sviluppo e immaginare un’economia diversa, di cura ed equilibrio ecologico. Un sistema dove il valore del cibo si misura non solo nel prezzo, ma nel rispetto per le persone, la natura e il tempo». È questo il filo rosso del nuovo saggio che Andrea Segrè firma per Treccani Libri, in libreria da oggi, 3 febbraio: “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro” (Collana Voci, 136 pagine euro 12), con la prefazione dello storico dell’alimentazione Massimo Montanari, guida del comitato scientifico che ha portato la cucina italiana a patrimonio Unesco, e la postfazione del poeta e scrittore Davide Rondoni, alla guida del Comitato per le iniziative degli 800 anni dalla morte di San Francesco (1226 – 2026). Nel saggio, infatti, la visione del Frate di Assisi legata al cibo come a un dono da condividere e non sprecare, si rifrange come una luce profetica, capace di illuminare il nostro percorso, ottocento anni dopo.

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«Ma alle soglie del 2030 – spiega il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè – un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo. Un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo». Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report – Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. #Frigotrasparente diventa così una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l’Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.

 

Spreco alimentare, conto alla rovescia per la Giornata nazionale di prevenzione che sarà nel segno di San Francesco

È conto alla rovescia per la 13ma edizione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario giovedì 5 febbraio: l’iniziativa, promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, è realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del Ministero degli Affari Esteri e di Anci, media partner Rai per la Sostenibilità, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai Radio3. #2030Calling è il tema della Giornata 2026 di Prevenzione dello spreco alimentare, che lancia il suo appuntamento a Roma, martedì 3 febbraio, nel nuovo Spazio Esperienza Europa David Sassoli (piazza Venezia 6). Dalle 11 si svolgerà l’evento ufficiale promosso dalla campagna Spreco Zero con la partecipazione delle istituzioni, di esperti e stakeholders, in una sequenza di panel tematici.


Ad inaugurare l’incontro sarà la lectio magistralis sul tema “San Francesco: abitare il paradosso tra limite e infinito”, dello scrittore e poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi. L’occasione per approfondire i tanti legami fra la straordinaria figura di Francesco e i valori legati allo sviluppo sostenibile e al rispetto quotidiano delle risorse, per la costruzione di nuove ipotesi di impegno sociale.
A seguire la presentazione in anteprima dei nuovi dati del Rapporto “Il caso Italia” 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, come sempre il “termometro” del nostro spreco alimentare in rapporto ai comportamenti di fruizione e gestione del cibo. La 13ma edizione del Rapporto sarà un “Cross Generation Waste Food Report” ed evidenzierà come le generazioni italiane contribuiscano alla prevenzione dello spreco alimentare, dai boomers alla Generazione Z, dai Millennials alla Generazione X. Introdotti da Andrea Segrè, direttore scientifico Osservatorio Internazionale Waste Watcher International-campagna Spreco Zero, interverranno il coordinatore del “Caso Italia” Luca Falasconi, il ricercatore Filippo Pini e Barbara Toci per Ipsos-Doxa che ha curato il powering dell’indagine, promossa da Last Minute Market. Dopo la presentazione dei dati si aprirà un panel di interventi delle istituzioni di riferimento della filiera agro-alimentare italiana: interverranno Lino Stoppani, Vicepresidente vicario Confcommercio, Presidente Fipe; Paolo Mascarino, presidente Federalimentare; Luca Brondelli di Brondello, Vicepresidente Confagricoltura; Stefano Francia, Presidente Regionale Cia Emilia Romagna; Gabriele Longanesi, Presidente Cluster Agrifood Emilia-Romagna e Ceo Natura Nuova; Paolo Cristofori, direttore Generale Fruttagel.
Nel pomeriggio, dalle 14 si prosegue sul filo rosso delle Buone Pratiche, una sessione introdotta dall’intervento della scrittrice e giornalista Sara Segantin, Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia, per tutto il 2026 Ambasciatrice di Buone pratiche della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero: il suo contributo focalizzerà sui temi dei diritti umani in rapporto alle questioni ambientali. A seguire la rete Sprecozero.net presenta il report per città a spreco zero: lo illustrerà Daniele Ara, Assessore alla scuola, agricoltura, agroalimentare Comune di Bologna. In tema di Buone Pratiche #sprecozero interverranno Fabio Fenati, Corporate Business Strategy Manager Natura Nuova, e Cinzia Fontana, responsabile Ricerca e Sviluppo di Fruttagel. Sarà anche l’occasione per la presentazione del Donometro, la nuova funzionalità di Sprecometro che si attiva in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: interverrà il Project Manager Giorgio Segrè, mentre intorno a Sprecometro e alla misurazione dello spreco nelle mense è prevista una relazione di Tonia Sorrentino, responsabile marketing ristorazione collettiva. A suggello dell’evento il lancio della 14^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero e la presentazione del primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio con il contest #Frigotrasparente 2026. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, infatti, estenderà quest’anno il suo raggio d’azione al fine settimana successivo promuovendo una “challenge” inedita: una sfida di 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente, l’azione che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. A tutti i partecipanti si chiederà una testimonianza Wastebuster: scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala poi con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride. I social della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ti ringrazieranno per l’impegno, riprendendo il tuo post.

“Spreco zero” e dieta mediterranea nel nuovo saggio di Andrea Segrè

In un mondo alimentare in cui sono enormi le differenze di accesso e distribuzione degli alimenti, con impatti negativi non solo sulla salute e sull’economia ma anche sull’ambiente, la strada verso un sistema equo e sostenibile passa anche e soprattutto attraverso la scelta degli alimenti che consumiamo, e riguarda l’utilizzo delle risorse naturali impiegate per produrli con il sistema agroalimentare che porta il cibo fino a noi, o che finisce per scaricarlo direttamente nel bidone della spazzatura.
Esce proprio oggi, 26 maggio, per Castelvecchi “L’insostenibile pesantezza dello spreco alimentare. Dallo spreco zero alla dieta mediterranea” (Collana Arca – pp. 92 – Euro 11,50), il nuovo saggio dell’agroeconomista triestino Andrea Segrè, fondatore del movimento Spreco zero: un impegno portato avanti pionieristicamente nell’ultimo ventennio, prima attraverso Last Minute Market spin off dell’Università di Bologna e riferimento europeo per la prevenzione e il recupero a fini caritativi degli sprechi di cibo, e attraverso la campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero fino alle indagini dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher sulla promozione di una dieta sana e sostenibile come la Dieta mediterranea. Un lungo, intenso e appassionato impegno che ha portato a conquiste storiche in Italia, come la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, dal 2014 data strategica nel calendario dei cittadini e delle realtà che operano nella filiera agroalimentare, e come il Premio Vivere a spreco zero, che festeggia nel 2022 i suoi primi dieci anni e promuove le buone pratiche nel quotidiano di ciascuno.
“L’insostenibile pesantezza dello spreco alimentare. Dallo spreco zero alla dieta mediterranea” è una summa – con le tabelle del Rapporto Waste Watcher 2022 – delle ricerche portate avanti da Andrea Segrè anche in tempo di pandemia e adesso con la ripresa: tutte sostanziate da una grande quantità di dati scientifici. Il patto degli italiani col cibo è forse una delle conquiste più significative del lockdown della primavera 2020 e dei mesi invernali di distanziamento: si spreca ancora, ma in quantità minori. «Tuttavia, oggi che le disparità alimentari mondiali sono aumentate come conseguenza dell’emergenza pandemica e sono destinate a peggiorare a causa del conflitto fra Russia e Ucraina – spiega Segrè -, è quanto mai importante sviluppare la nostra “coscienza alimentare” e impegnarsi nel concreto affinché l’alimentazione sana e sostenibile diventi un diritto fondamentale per tutti gli abitanti della terra. Lo spreco domestico in Italia vale 7 miliardi di euro nel 2022 (Waste Watcher International/Campagna Spreco Zero). E questa cifra, quasi mezzo punto di Pil, è “solo” il valore economico dei beni che acquistiamo e poi non consumiamo. Il piatto è servito, molto dipende da noi stessi. Cominciamo subito …».

Andrea Segrè, professore di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, studia e applica i fondamenti dell’ecologia economica, circolare e sostenibile. Fondatore di Last Minute Market, impresa sociale e spin off accademico, ideatore della campagna Spreco Zero, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International dedicato all’analisi dei comportamenti alimentari a livello globale, è autore di Il gusto per le cose giuste. Lettera alla generazione Z (Mondadori, 2017), Il metodo spreco zero (Rizzoli, 2019) e Le parole del nostro tempo (con il cardinale Matteo Zuppi – EDB, 2020).

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In copertina, il professor Andrea Segrè fondatore del movimento Spreco zero.

 

Covid, nuove povertà e no agli sprechi alimentari: nasce il Recovery Food

«Nell’anno del Covid e delle nuove povertà, nell’anno che ci ricorda l’urgenza di una svolta concreta per la sostenibilità in rapporto alla salute dell’uomo e dell’ambiente, dall’8a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare nasce una proposta precisa, misurabile negli obiettivi e negli strumenti: il Recovery Food, un “laboratorio permanente” di educazione alimentare e ambientale per la formazione dei cittadini e per la sensibilizzazione da parte degli enti pubblici e delle imprese. È il nostro “dono” – ha spiegato il triestino Andrea Segrè, ideatore della Giornata – per il Governo che verrà: l’auspicio è che il Recovery Food possa trovare spazio nel Pnrr come un capitolo speciale del Recovery Fund, dove i temi legati al cibo e alla prevenzione degli sprechi dovrebbero essere trattati con attenzione specifica». L’intervento del fondatore Spreco Zero si è avvicendato, nel corso del Forum organizzato per la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, a quelli delle sottosegretarie uscenti alla Salute, Sandra Zampa, e al Lavoro Francesca Puglisi, e dell’ex ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Oltre a loro hanno preso parte all’evento il vicedirettore generale Fao Maurizio Martina, l’ambasciatrice Vincenza Lomonaco presso la Rappresentanza permanente delle Nazioni Unite a Roma, il direttore scientifico Ipsos Enzo Risso, il presidente Conai Luca Ruini, la presidente Future Food Institute Sara Roversi e i curatori scientifici del Rapporto Waste Watcher International Observatory 2021, Luca Falasconi (Il caso Italia) e Matteo Vittuari (A global glance).

«Il Recovery Food – ha dettagliato Andrea Segrè – focalizzato su cibo, salute e sostenibilità, dovrebbe includere una previsione organica delle risorse destinate alla formazione dei cittadini in tema di educazione alimentare e ambientale. A partire dalle scuole, quindi con risorse destinate a docenti sul campo sin dal primo ciclo della Scuola Primaria, e con una rete capillare e nazionale collegata ai Comuni per iniziative concrete, destinate alla sensibilizzazione dei cittadini intorno al binomio cibo e salute, per l’uomo e per l’ambiente. Temi ancora più imprescindibili dopo l’irruzione della pandemia covid 19, per avviare nel sistema-Italia quella rivoluzione culturale che ci permetterà di progredire nel complesso ma ineludibile cammino verso lo sviluppo sostenibile e il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Tuttavia ci si dovrà concentrare anche sulla filiera dello spreco: non solo per aumentare la sostenibilità del sistema, ma anche per favorire la solidarietà essendo la povertà alimentare in forte crescita causa l’effetto pandemico sull’economia. Serviranno quindi accordi di filiera ben strutturati che mettano in rete potenziali donatori di eccedenze e beneficiari con obiettivi e procedure ben definite e cogenti; l’attivazione di un sistema logistico e di conservazione sicuro, sostenibile e solidale; il coordinamento nazionale affidato a un Food Waste Manager capace di alimentare sinergie fra i tanti portatori di interesse da coinvolgere: Ministeri (Salute, Welfare, Agricoltura, Ambiente, Sviluppo economico), Città metropolitane e Comuni, la miriade di associazioni ed enti caritativi, le imprese della filiera agroalimentare: dalle aziende agricole alla ristorazione passando per l’industria e la distribuzione».

Ulteriore novità emersa dai lavori dell’8^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è legata all’evoluzione dell’Osservatorio per i dati di Last Minute Market: il nuovo Waste Watcher International Observatory, con la partnership scientifica dell’Università di Bologna – Distal e la partnership tecnica di Ipsos per le rilevazioni. «In questi anni – ha ricordato Andrea Segrè, direttore scientifico Waste Watcher – abbiamo costantemente rilevato il comportamento di noi italiani, non solo rispetto allo spreco alimentare, ma anche a temi direttamente collegabili: l’economia circolare, la riduzione dei rifiuti, la produzione e il consumo responsabile, lo sviluppo sostenibile. Proprio in ragione dell’interesse mondiale sullo spreco alimentare – ricordo che negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU entro il 2030 dovremo dimezzare il dato globale (il 30% di ciò che si produce non arriva alle nostre tavole) – con il neo Vicedirettore generale della FAO Maurizio Martina e con l’Ambasciatore Vincenza Lomonaco, Rappresentante permanente delle Organizzazioni ONU a Roma, abbiamo presentato l’Osservatorio globale sugli sprechi alimentari. Waste Watcher International. Realizzato in partnership tecnica con IPSOS, indagherà le abitudini e i comportamenti in rapporto a cibo e sostenibilità degli italiani e degli altri cittadini del mondo. Nel 2020 l’ONU ha decretato una Giornata internazionale sulla consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, il 29 settembre: per allora saremo pronti con il primo rapporto in ottica “transnazionale”. Una visione che non è più accessoria, e che deve accompagnarci in ogni fase, quindi anche nella pianificazione legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Sono stati riepilogati i dati del Rapporto 2021, “fotografia” dell’Italia pandemica: la tendenza a una netta diminuzione dello spreco alimentare domestico, con “solo” 27 kg di cibo sprecati a testa nel 2020 (529 grammi a settimana), 3,6 kg in meno all’anno rispetto al 2020, ovvero l’11,78% e 222.000 tonnellate di cibo “salvato” in Italia per un risparmio di 6 € pro capite, 376 milioni € a livello nazionale, in un anno intero. Vale 6 miliardi e 403 milioni € lo spreco alimentare domestico nazionale, e sfiora il costo di 10 miliardi € l’intera filiera dello spreco del cibo in Italia, sommando le perdite in campo e lo spreco nel commercio e distribuzione che ammontano a 3.284.280.114 €. In peso, significa che nel 2020 sono andate sprecate, in Italia, 1.661.107 tonnellate di cibo in casa e 3.624.973 tonnellate se si includono le perdite e gli sprechi di filiera (dati Waste Watcher International/Distal Università di Bologna per la campagna Spreco Zero e rilevazioni Ipsos).

Info e dettagli: sprecozero.it

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In copertina, il professor Andrea Segrè “anima” dell’anti-spreco.

 

Riecco la Giornata nazionale (5 febbraio) contro lo spreco alimentare

“Stop food waste. One health, one planet”: è questo il tema degli eventi della 8a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, venerdì 5 febbraio 2021: un appuntamento consolidato per l’agenda dello sviluppo sostenibile e, nei mesi ancora convulsi della pandemia, una data importante per guardare alla prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave per presidiare la salute dell’uomo e dell’ambiente. Il Forum è in programma dalle 11.30 su piattaforma digitale, come sempre per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market in sinergia con il Ministero dell’Ambiente e inoltre con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del World Food Programme Italia, di Anci e della rete di Comuni Sprecozero.net

Andrea Segrè

Molti gli interventi istituzionali programmati per l’occasione, introdotti e coordinati dal fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero, l’agroeconomista triestino Andrea Segrè. A tracciare un quadro dell’Orizzonte Italia saranno, fra gli altri, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut (romano, ma di origini friulane) e il sottosegretario alle Politiche Sociali Francesca Puglisi. Dal 2021 la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si focalizza con attenzione sul nuovo decennio che ci guiderà al 2030: in primo piano gli Obiettivi di Sostenibilità indicati nell’Agenda Onu 2030 e in questa direzione la nuova dimensione di uno strumento di riferimento per il monitoraggio dello spreco alimentare in Italia, l’Osservatorio Waste Watcher che diventa adesso una realtà internazionale e progetta una survey di respiro globale che sarà presentata il prossimo 29 settembre, Giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari promossa dalle Nazioni Unite. «L’impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi – spiega Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e promotore Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, unico relatore italiano agli eventi 2020 della Giornata internazionale di consapevolezza dello spreco alimentare proclamata dalle Nazioni Unite – passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati. Questa svolta culturale è un passaggio obbligato per la riduzione dello spreco alimentare domestico, che incide per il 50% circa dello spreco complessivo del cibo sul pianeta. I 17 Obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite sono davanti a noi e il decennio che si apre sarà determinante per coglierli: la prevenzione degli sprechi e lo sviluppo sostenibile devono coinvolgere l’impegno congiunto delle governance e dei cittadini del pianeta. Anche l’Osservatorio Waste Watcher si attrezza per promuovere una campagna globale di sensibilizzazione, attraverso un monitoraggio su scala mondiale». A presentare il nuovo Osservatorio internazionale sarà Vincenza Lomonaco, Ambasciatore presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Roma. Anche le Buone Pratiche di prevenzione dello spreco nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani e il 5 febbraio, nell’ambito degli eventi in programma, alle 12.30 prenderà il via una vetrina dedicata alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini. La prevenzione degli sprechi a livello domestico produce un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente, ed è strettamente legata a sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità. Prevenire gli sprechi è più facile se si privilegia cibo fresco, stagionale e di qualità, a tutto vantaggio della salute personale e di quella del pianeta.

La Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa dell’agroeco­nomista Andrea Segrè, coordinatore Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Ali­mentare (Pinpas) del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo. Venerdì 5 febbraio un focus speciale sarà dedicato al “caso Italia”, con i dati 2021 Waste Watcher: una istantanea del nostro Paese con la quantificazione dell’incidenza dello spreco di cibo nelle case.

I DATI NAZIONALI

Nel conto alla rovescia verso l’8a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ecco un piccolo viaggio nelle abitudini del “consumatore errante”: lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale € 4,9 € a nucleo familiare, per un totale di ca 6,5 miliardi € complessivi e un costo nazionale di circa 10 miliardi € includendo gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre € 3miliardi 293 milioni (Rapporto Waste Watcher 2020, legato allo spreco percepito). Il dato dello spreco “reale” era stato calcolato nel 2018 – 2019 misurando lo spreco nelle famiglie italiane con i test scientifici dei “Diari di famiglia” (Progetto Reduce dell’Università di Bologna /Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero), registrando € 8,70 di spreco alimentare settimanale per ogni nucleo familiare, per un costo complessivo di 11.500 miliardi di € ogni anno. In termini di peso i Diari avevano misurato uno spreco di ca 100 grammi al giorno pro capite, per un totale di ben 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia. Cibo e salute sono il nuovo binomio strettamente “attenzionato” dagli italiani: una consapevolezza che diventa quasi plebiscito, perché quasi 7 italiani su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così’ per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%. E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%. Nelle scuole l’indagine REDUCE sulla refezione scolastica aveva calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente: eppure 7 italiani su 10 (68%) danno un mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione e la prevenzione negli sprechi alimentari (dati Waste Watcher).

Info www.sprecozero.it

 

Sprechi alimentari: Andrea Segrè oggi alla prima giornata mondiale

Un terzo del cibo sulla Terra (1,3 mld circa di tonnellate) viene sprecato, senza neanche arrivare in tavola, ogni anno. Intanto, al mondo oltre 820 milioni di persone soffrono la fame: è il 10,8% della popolazione, ovvero 1 persona su 10 che abita il pianeta. C’è poi lo spreco alimentare legato alla gestione e fruizione del cibo nelle nostre case. Solo in Italia, lo spreco alimentare domestico pesa 529,9 grammi ogni settimana per ciascun cittadino (Diari di Famiglia Distal – Waste Watcher), pari a oltre 25 kg di cibo gettati ogni anno. Considerando l’intera popolazione italiana si arriva a un dato vertiginoso: 1.526.400 tonnellate di cibo ogni anno sprecate in Italia, nelle sole dinamiche di fruizione domestica del cibo.
Oggi, 29 settembre 2020, il mondo per la prima volta sarà riunito nella consapevolezza che si possono e si devono ridurre e prevenire gli sprechi e le perdite di cibo. La Giornata internazionale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari (International Day of Awareness for Food losses and waste) è stata istituita a fine 2019 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare congiuntamente i cittadini e le governance del pianeta sulla centralità della questione delle perdite e dello spreco di cibo e sulle possibili soluzioni. Dalle 16 è in programma l’evento digitale e globale a cura della Fao, Food and Agriculture Organization, che sarà introdotta dal direttore generale Qu Dongyu con il direttore esecutivo del programma Ambiente delle Nazioni Unite, Inger Andersen. In apertura dei lavori è previsto anche il messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Unico ricercatore italiano coinvolto nei lavori del meeting è Andrea Segrè che parlerà alle 17.10, nell’ambito del panel dedicato al rapporto fra sostenibilità e prevenzione degli sprechi alimentari.
Ecco un estratto dell’intervento che sarà tenuto dal docente triestino, professore di politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e di economia circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, spin off accreditato dello stesso ateneo emiliano e promotore della Campagna Spreco Zero per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile:

«Quando, oltre vent’anni, fa avviammo il progetto Last Minute Market per il recupero a fini solidali di beni invenduti a partire dalla grande distribuzione non credevo che quest’azione, così intuitiva nella sua concezione (ridurre le eccedenze di cibo alimentando i bisognosi), potesse diventare una sorta di laboratorio anticipatore di alcune grandi questioni che caratterizzano il mondo contemporaneo. Tanto da far decidere alle Nazioni Unite di dedicare una Giornata Internazionale alla consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, il 29 settembre.
Alla fine degli anni 90 la crisi economica era lontana, la povertà relativamente ridotta, la pressione ambientale ancora poco sentita, lo spreco alimentare un fenomeno quasi sconosciuto. Allora volevamo capire come lo spreco alimentare potesse diventare occasione di riscatto promuovendo il dono come valore di relazionale fra chi ha un’eccedenza alimentare e chi soffre una carenza nutrizionale. Fin dall’inizio ci è stato chiaro che coniugare la solidarietà sociale (aiutare gli indigenti) con la sostenibilità ambientale (produrre meno rifiuti) ed economica (ridurre i costi dello smaltimento) era, anzi è possibile cercando nel contempo di promuovere un sistema più efficiente nell’uso delle risorse naturali ed economiche, ma rispettando nel contempo le “risorse” umane. Abbiamo poi esteso il “modello” di recupero anche a beni non alimentari a partire dai farmaci, per poi promuovere la prevenzione come miglior antidoto contro lo spreco: meglio agire prima che il danno sia fatto.
Da questa visione sono partire tante iniziative concrete: nel 2010 la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica Spreco Zero; la Giornata Nazionale per la prevenzione dello spreco il 5 febbraio; il Premio Vivere a Spreco Zero che ogni anno riconosce le migliori pratiche di enti, istituzioni, imprese, scuole, cittadini; l’Osservatorio Waste Watcher sullo spreco alimentare domestico con i rapporti periodici che monitorano il nostro comportamento alimentare e poi tanti progetti di educazione alimentare nelle scuole: il nostro futuro passa nelle mani, anzi nelle bocche e nelle menti, dei giovani. In un certo senso siamo arrivati ad una sorta di “quadratura del cerchio”, locuzione che si riferisce alla soluzione perfetta a un dato problema, pur sapendo che questa non esiste. Anche perché negli ultimi vent’anni gli squilibri economici, ambientali e sociali sono aumentati, e di molto. Ecco perché il “mercato dell’ultimo minuto” continua ad essere un laboratorio che produce innovazione sociale, ambientale ed economica trasferendo sul “campo” i risultati della ricerca».

La 1ª Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e sprechi alimentari offre l’occasione per presentare la ricerca Covid-19 lock-down e distanziamento sociale: l’impatto sullo spreco alimentare nelle famiglie Italiane, condotta dal Distal (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Bologna) su dati raccolti da Msi-Aci Europe nell’ambito della campagna Spreco Zero, a proposito di come il lockdown abbia cambiato le abitudini alimentari degli italiani. A nome del Gruppo di ricerca è proprio Andrea Segrè a illustrare i dati: il 51,6% ha sprecato meno cibo durante la quarantena rispetto al periodo precedente. Le donne sono state più un po’ più virtuose, anche se il 57,6% del campione donna ha acquistato più generi alimentari. Sommando chi ha dichiarato di aver sprecato cibo pari o inferiore rispetto a prima della quarantena, la percentuale sale al 91,7% (53% donne contro il 47% uomini). Fra i prodotti alimentari meno sprecati nel lockdown: farina e lievito (43,2%), carni rosse (42,8%), carni bianche (40,7%), latte (40,4%) e avanzi (44,9%). Da notare che il 47,2% dei consumatori ha usato più spesso la lista della spesa (che notoriamente aiuta a prevenire lo spreco e a comprare quello che realmente serve).
A cambiare è anche lo stile di vita: il 70,9% delle donne rispetto al 53,3% degli uomini ha fatto la spesa meno di frequente e ancora sempre più donne (68,9%) che uomini (53,3%) hanno passato meno tempo all’interno dei negozi. Quanto, infine, alla gestione degli avanzi, il 44,9% ne ha sprecato meno. La disponibilità di tempo, secondo la ricerca, è stato un elemento significativo, perché le restrizioni dovute al lockdown hanno permesso di dedicarsi maggiormente ad attività legate al cibo come cucinare in modo accurato, pianificare i pasti e organizzare meglio le scorte.
Il Gruppo di ricerca Distal è composto da: professor Andrea Segrè, professor Matteo Vittuari, dottor Matteo Masotti, dottoressa Elisa Iori, dottor Luca Falasconi e professoressa Tullia Gallina Toschi.

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In copertina, il professor Andrea Segrè che oggi parteciperà al meeting internazionale della Fao.

 

Quanti cibi in pattumiera! Oggi la Giornata contro lo spreco alimentare

Spreco alimentare: quanto gettiamo nelle nostre case vale fra il 75 e l’80% della filiera complessiva che parte dal residuo e dalle perdite nei campi e attraverso gli sprechi nella produzione e distribuzione arriva nella spazzatura domestica, auspicabilmente ben differenziato. Oltre 2.200.000 tonnellate di cibo si sprecano ogni anno nelle case, per una stima pro capite di 36,54 chilogrammi e un valore di quasi 12 miliardi di euro (fonte: Diari di Famiglia progetto Reduce che hanno pesato lo spreco nella case di un campione statistico di famiglie italiane). Dati che, sommati ai 3miliardi 293 milioni di spreco della filiera ci portano ad oltre 15 miliardi di euro complessivi.

Questa la fotografia, in Italia, scattata in vista della 7a Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promossa dalla campagna Spreco Zero con il patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente e della Salute, quest’anno nel segno della prevenzione degli sprechi per la salute dell’ambiente e dell’uomo. L’appuntamento è proprio per oggi 5 febbraio a Roma, nella sede della Fondazione Enpam (piazza Vittorio 78): Stop food waste, feed the planet il tema 2020 su cui si confronteranno il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e molte istituzioni internazionali, dalla Fao al World Food Programme, anche in vista della 1a Giornata mondiale per la consapevolezza sullo spreco e le perdite alimentari proclamata dalle Nazioni Unite (29 settembre 2020).

Il professor Andrea Segrè.

Molti gli interventi istituzionali programmati e introdotti stamane dal fondatore Spreco Zero – Last Minute Market, il triestino Andrea Segrè: oltre al ministro Costa, che da anni sostiene le iniziative della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, sono previste relazioni di Roberto Morassut, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, del sottosegretario al Ministero della Salute Sandra Zampa e di Chiara Gadda, promotrice della legge nazionale sullo spreco alimentare. Molti i rappresentanti di istituzioni internazionali: per la Fao Rosa Rolle, a capo del Team tecnico sulle perdite e gli sprechi alimentari, di Vincenza Lomonaco, ambasciatore presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Roma. Per il World Food Programme interverrà Vincenzo Sanasi d’Arpe, presidente del Comitato Italiano.
Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di pevenzione dello spreco alimentare è l’occasione per sensibilizzare su una questione centrale del nostro tempo anche attraverso la presentazione del nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher: e l’indagine 2020 sarà infatti illustrata nel corso dell’incontro. «L’impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi – spiega Andrea Segrè -– passa attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati. Sei anni fa (2014) 1 italiano su 2 dichiarava di gettare cibo quasi ogni giorno, nel 2019 solo l’1% degli intervistati ha dichiarato di cestinare il cibo quotidianamente. Molto resta da fare, tuttavia: lo spreco del cibo resta saldamente in testa alla nefasta ‘hit’ degli sprechi per il 74% degli italiani. Seguono lo spreco idrico (52%), gli sprechi nella mobilità (25%), di energia elettrica (24%) e in generale legati ai propri soldi (16%)».
Sarà l’attrice Veronica Pivetti il volto del Premio Vivere a #sprecozero 2020, l’evento promosso dalla campagna Spreco Zero che si presenterà proprio oggi in occasione della Giornata di Prevenzione dello spreco alimentare. Va infatti all’artista milanese – autrice, regista, doppiatrice e conduttrice – la 7a edizione del Premio (i piccoli “Oscar” della sostenibilità assegnati a cittadini, scuole, enti pubblici e imprese) nella categoria Testimonial – Ambassador Buone Pratiche, quale riconoscimento “al passo sostenibile” che ha scandito la carriera e l’impegno personale di Veronica Pivetti, in prima linea per la sensibilizzazione intorno alla violenza di genere, al bullismo, al pregiudizio. In programma, anche una vetrina dedicata alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini e l’Aperitivo #sprecozero con degustazione dei piatti cucinati e serviti dagli studenti dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti di Roma su ricetta d’autore dello chef Filippo La Mantia dedicata ai “pesti” ottenuti con ingredienti stagionali e per l’occasione con cibo di recupero dalle eccedenze della grande distribuzione.

Veronica Pivetti

Perché sprechiamo? Perché il cibo è scaduto nel 63% dei casi o ammuffito nel 51%, si è acquistato troppo nel 58% dei casi o cucinato troppo nel 43%. Si gestisce male il cibo che ammuffisce (51%) o va a male (49%). Come ridurre o prevenire lo spreco alimentare domestico? La risposta gli italiani se la danno così – e funzionerebbe, se messa in atto: secondo il 64% è necessaria una lista della spesa prima di entrare al supermercato, ma anche congelare i cibi che non si mangeranno a breve (63%). Quindi fare attenzione a non cucinare più del necessario (51%), riutilizzare gli avanzi e gli scarti dei pasti (49%), verificare se i cibi sono davvero andati a male prima di buttarli (49%), ordinare meglio il cibo nel frigo con attenzione alle scadenze (43&%). Dati Rapporto Waste Watcher 2019. Nelle scuole l’indagine Reduce sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente: eppure 7 italiani su 10 (68%) danno un mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione e la prevenzione negli sprechi alimentari (Waste Watcher).

Info www.sprecozero.it

I “cenoni” di Natale e Capodanno: ecco 5 regole anti-sprechi

di Gi Elle

Poche ore ormai ed ecco la notte di Natale, famosa per il suo “cenone” – anche se il pranzo di domani certamente non demerita – che fa il paio con quello che seguirà a Capodanno. Feste in cui la buona tavola, ma anche abbondante (troppo, il più delle volte!), è protagonista. In queste occasioni però sono di scena anche gli sprechi: ciò che è opportuno evitare, per una serie di ragioni, il più possibile.
Come utile premessa a quanto stiamo per dirvi, va rilevato che i risultati del recente vertice di Madrid – come ci hanno riferito le cronache – sono stati deludenti, ma che nel frattempo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre ha ufficialmente introdotto la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, International Day of Awareness for Food losses and waste.«Dal 2020, insieme al 5 febbraio, Giornata Italiana di Prevenzione dello spreco alimentare, il 29 settembre entrerà nell’Agenda sostenibile annuale della campagna Spreco Zero», annuncia il fondatore Andrea Segrè, che anticipa: «il 2020 porterà molte novità, come il progetto Spreco Zero 2030 di sensibilizzazione sugli Obiettivi che le Nazioni Unite hanno fissato per lo sviluppo sostenibile del pianeta».
Sarà uno “spin off” della storica campagna Spreco Zero per puntare al cuore degli obiettivi di sostenibilità che sono alla portata di tutti, ogni giorno. Nelle nostre case sprechiamo ogni anno cibo per un valore di 12 miliardi di euro, ovvero 700,7 grammi che ci costano 3,75 euro ogni settimana (dati Diari di Famiglia / Oss. Waste Watcher), ma la buona notizia è che la svolta siamo noi: un cambiamento culturale può aiutarci a invertire la direzione e a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030, come fissato negli obiettivi delle Nazioni Unite. Solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate di CO2 (anidride carbonica) e impoverisce 7.920 ettari di terreno, consuma inoltre 105 milioni di metri cubi d’acqua. Ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, in un anno se ne generano quindi oltre 8 milioni. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15% (Libro Nero degli Sprechi)».  Ecco dunque, nel conto alla rovescia verso Natale 2019 e il Nuovo Anno, 5 regole must #sprecozero consigliate dal fondatore di Last Minute Market, il già citato dottor Segrè. Cinque semplici precauzioni perché festeggiare in casa non faccia rima con sprecare, un agile ripasso da rinnovare prima dei cenoni.

Check-in

Fai la lista della spesa passando in rassegna frigorifero e dispensa basandoti sul numero dei commensali. Ricorda che in cucina il detto “quanto basta” funziona sempre.

Chek-out

Evita le sirene del marketing: le offerte 3×2 e il sottocosto non servono se ti metti in viaggio per le feste. Se proprio non riesci a resistere acquista solo alimenti che puoi conservare.

Weight & Waste Watchers: ovvero, pesa e osserva

Pesa gli alimenti e soppesa i tuoi invitati prima di cucinare quantità che si adattano meglio a una caserma. L’eccesso a tavola fa male alla salute e all’ambiente se poi finisce nella spazzatura.

The Day After: il giorno dopo

Recupera tutto ciò che rimane di pranzi & cene della festa e crea un super pasto del giorno dopo da condividere con gli amici. Ciò che avanza congelalo, mangiandolo qualche mese dopo ti ricorderai con piacere delle feste.

#Zerowaste: #sprecozero

Differenzia nei bidoni e nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dal cibo agli imballaggi. Dagli una seconda chance: gli alimenti nell’umido per il compost delle piante, il packaging per un nuovo ciclo. La vita continua!

“Il metodo Spreco Zero” (Rizzoli Bur) dell’agroeconomista Andrea Segrè, triestino, professore ordinario di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna, riunisce le regole per la gestione ottimale del cibo, dal suo acquisto al modo in cui lo custodiremo fra il frigo e la dispensa, al suo smaltimento. Nella distribuzione, che pure adotta da tempo comportamenti virtuosi e pratiche di recupero del cibo a ridosso di scadenza, la stima nazionale è di 220 mila tonnellate di cibo sprecato ogni anno, 2,89 kg/pro-capite, ovvero 18,7 kg di cibo sprecati ogni anno per metro quadro di superficie di vendita, soprattutto frutta e verdura, pane e prodotti da forno, latticini (progetto Reduce 2018). E nelle scuole? L’indagine Reduce sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, e di 27 grammi di cibo intatto, abbandonato nelle mense per ogni pasto.

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In copertina, il professor Andrea Segrè con il suo libro dedicato tutto al “metodo spreco zero”.