A Ramuscello nasce “Vinum Terrae” Refosco affinato per un anno in fossa tra sostenibilità e solidarietà

Buio costante, assoluto silenzio e temperatura stabile, sono gli ingredienti che delineano questo nuovo progetto finalizzato, sia alla sperimentazione enologica che alla solidarietà. Così, nella Giornata Internazionale della Madre Terra, che si celebra il 22 aprile di ogni anno, la Cantina Produttori Ramuscello e San Vito ha varato “Vinum Terrae” (Il Vino della Terra). Per dare vita a questa originale e ambiziosa idea, nel giorno prescelto, ogni anno verranno interrate delle bottiglie di Refosco dal Peduncolo rosso Doc Friuli Venezia Giulia con Certificato Vegano (quest’anno sono 555) provenienti dall’ultima vendemmia.

«Abbiamo scelto questa data simbolica per la nostra iniziativa, a significare la costante attenzione della Cantina verso l’ambiente, la sostenibilità e la solidarietà – spiega il presidente della cooperativa pordenonese, Gianluca Trevisan –. Infatti, tra un anno esatto, quando le estrarremo dalla terra, queste bottiglie saranno adeguatamente etichettate (con un nuovo progetto che svilupperemo prossimamente), differenziandole dalla normale linea produttiva. Tutte le bottiglie, tassativamente numerate, saranno giustamente valorizzate, sia attraverso un’importante Asta, che messe in vendita nei normali canali distributivi, e il ricavato sarà devoluto interamente alla Comunità di Sant’Egidio di Roma ai fini di implementare il loro importantissimo impegno sull’organizzazione dei “Corridoi Umanitari”».
«Dal punto di vista tecnico – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi -, le bottiglie di Refosco vengono interrate nel vigneto da dove sono state vendemmiate le uve che hanno creato il vino, a una profondità tale da incrociare le acque di risorgiva del fiume Tagliamento che, qui, sono abbastanza superficiali. Per 12 mesi, dunque, l’evoluzione e l’affinamento di questo vino rosso, avverrà in un ambiente protetto da interferenze esterne e in maniera assolutamente naturale. Una tecnica enologica nuova e mai sperimentata prima d’ora in Italia. Fondamentale, durante questo innovativo affinamento, sarà l’assenza totale di luce e soprattutto di rumori che potrebbero, in qualche modo, modificare negativamente l’aspetto organolettico del vino. Un ruolo importante, durante questo periodo, lo avranno anche le acque di risorgiva che sapranno regolare la temperatura interna del suolo. Tra un anno, prima di etichettare e porre in vendita le bottiglie, dopo attente analisi, saremo in grado di verificare, attraverso una degustazione con i migliori esperti del settore, le evoluzioni qualitative di questo vino che avrà trascorso 365 giorni di “assoluto riposo”. Giorni passati al buio, nel silenzio più totale del sottosuolo dove solo il lentissimo movimento delle radici della sua pianta madre lo poteva cullare».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’interramento delle bottiglie di Refosco.

 

A Valvasone il pane è veicolo di sicurezza e di solidarietà

di Gi Elle

Quando anche un sacchetto di pane può diventare un veicolo di amicizia e solidarietà, oltre che di sicurezza, in tempi difficili come questi che, ahinoi, stiamo vivendo a causa del dilagare di Coronavirus. Un kit di emergenza, con guanti monouso e mascherine di carta, viene infatti donato ai clienti del Panificio Cocetta di Valvasone per affrontare la preoccupante crisi sanitaria in atto. È questa la risposta originale, solidale e di tutela della propria comunità da parte di Sara e Nevio Bianchet, i titolari dell’antico panificio con sede in via Roma – nella cittadina medioevale, uno dei Borghi più belli d’Italia, famoso per la rievocazione storica settembrina -, i quali si sono da subito impegnati anche nel garantire le consegne a domicilio gratuite a Valvasone, Arzene e San Martino al Tagliamento per aiutare, in particolare, gli anziani e le persone con più fragilità.

Nevio Bianchet con il kit e Sara.

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“Abbiamo pensato di regalare a tutti i nostri clienti che ordinano la consegna del pane a domicilio – ha spiegato Sara Cocetta – un kit di emergenza che contiene una mascherina protettiva di carta (le uniche che siamo riusciti a trovare dai nostri fornitori) e un paio di guanti usa e getta, così se devono uscire di casa possono farlo con un po’ più di protezione visto anche l’irreperibilità di questi dispositivi di sicurezza”. Nel kit si potrà trovare anche il modulo di autocertificazione – che peraltro continua a cambiare – per gli spostamenti già pronto e stampato. “Ci rendiamo conto che molte persone – ha aggiunto infatti la signora titolare – non hanno una stampante a casa, in particolare le persone anziane, quindi abbiamo pensato subito di mettere a disposizione in negozio un plico di stampe aggiornate per chi ne avesse bisogno. E anche chi richiede la consegna a domicilio, potrà ricevere la fotocopia del modello già stampata insieme al kit di emergenza”.
Fino a ieri, il Panificio Cocetta aveva consegnato, con il pane, oltre 35 kit di emergenza. “Certi che ognuno nel suo piccolo possa contribuire ad aiutare gli altri, continueremo a fornire i nostri kit. Inoltre – ha aggiunto Sara – stiamo stilando una lista di prodotti alimentari che potremmo consegnare a domicilio assieme al pane. La nostra prima volontà è quella di aiutare i nostri concittadini, per questo le consegne saranno gratuite”. Le consegne a domicilio avvengono su prenotazione il giorno prima e vengono effettuate in mattinata nei giorni: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, telefonando al numero 3288872040.
Il Panificio Cocetta propone pane e dolci con materie prime tipiche del territorio, recuperando anche antiche ricette come il pane del Mezzadro. L’attuale sede venne inaugurata nel 1961 e ha nel forno alimentato a legna il suo cuore pulsante. Da allora, il Panificio Cocetta produce pane ma anche dolci tradizionali, come la colomba per le ormai imminenti festività pasquali.

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In copertina il pane prodotto e qui sopra il fornaio al lavoro.