Debuttano con successo a Prepotto gli Itinerari dell’identità agricola lungo il Cammino Celeste di Castelmonte. Fa centro il Friuli Venezia Giulia scelto come apripista in Italia con il Piemonte

Successo per “Gli itinerari dell’Identità agricola collettiva lungo il Cammino Celeste”: l’evento promosso dal Comune di Prepotto e dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, e che ha debuttato ieri, ha registrato il sold out. Sono stati, infatti, 115 tra camminatori e ciclisti che sono saliti fino al Santuario della Madonna di Castelmonte, luogo di fede millenaria, sul percorso del Cammino Celeste che unisce Aquileia al Monte Lussari, nel Tarvisiano.


La bella giornata domenicale ha permesso di scoprire le eccellenze territoriali: lo Schioppettino di Prepotto e lo Schioppettino di Cialla (con degustazione curata da Matteo Bellotto), la coltura dello zafferano, le produzioni locali di miele (millefiori, tiglio e castagno), i biscotti del territorio e le castagne, nonché l’assaggio della neonata “zuppa francescana” preparata dai frati del Santuario mariano. In più visita guidata al borgo di Centa e alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Chiazzacco, nonché allo stesso Santuario castellano con le sue sale rinnovate. I referenti del Cammino Celeste hanno, inoltre, presentato l’itinerario completo che compie 20 anni dalla sua attivazione. Il tutto in collaborazione con Pro Loco Prepotto e Cammino Celeste, PromoTurismoFvg – Io sono Friuli Venezia Giulia, Associazione nazionale Città dell’Olio, FederCammini e Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia.
La giornata rientrava, infatti, nel protocollo di Intesa firmato tra Associazione nazionale Città del Vino, Associazione Nazionale Città dell’Olio, FederCammini e Unpli. Questa progettualità congiunta ha dato, appunto, vita a “Gli Itinerari dell’Identità Agricola Collettiva” con 5 percorsi pilota in altrettante regioni d’Italia da fare a piedi o in bicicletta: il Friuli Venezia Giulia, con Prepotto, è stato scelto per l’esordio assieme al Piemonte.
«Con questa giornata – ha commentato il sindaco di Prepotto, Mariaclara Forti – abbiamo dato un “assaggio” della bellezza e accoglienza presenti nel nostro territorio, sperando che possano essere spunto per una nuova visita da parte di coloro che hanno partecipato». «Un progetto – ha aggiunto il vicepresidente nazionale e coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – che ha permesso di valorizzare le nostre proposte oleo-eno-turistiche in quella che, visto il successo dell’esordio, confidiamo essere la prima tappa di una serie di eventi simili».

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In copertina, il momento del via alla riuscita giornata di Prepotto presenti il sindaco Mariaclara Forti e il coordinatore delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini; all’interno, due folti gruppi di camminatori e ciclisti e le visite al famoso Santuario mariano di Castelmonte e alla storica Chiesetta di San Pietro di Chiazzacco.

Prepotto, i Racconti dello Schioppettino fanno di nuovo centro: festa ad Albana con i tre premiati del concorso letterario

(g.l.) Anche la quarta edizione di “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” è stata coronata dal successo e, durante una bellissima festa nel Castello di Albana, sono stati svelati i nomi dei vincitori del concorso letterario organizzato dal Comune di Prepotto in collaborazione con Duino&Book, rappresentato dal suo presidente Massimo Romita. Sul tema “note di pepe”, caratteristica tipica dello Schioppettino – oggetto, il giorno precedente, anche di una riuscitissima degustazione guidata dalla sommelier Liliana Savioli -, si sono misurati concorrenti provenienti da tutta Italia. Tra loro, la Giuria dei Lettori ha individuato i dodici finalisti, i cui racconti sono contenuti in un’antologia edita da Kappa Vu, mentre la Giuria dei Tecnici ha scelto i tre vincitori. La premiazione ha avuto come padrino lo scrittore e giornalista Pietro Spirito.

Al primo posto si è classificata la sorrentina Eliana Arpaia con “Il filo che ti lega”, un filo rosso pomodoro e nero pepe che accomuna nonne indimenticabili e nipoti che non le dimenticheranno mai; secondo è arrivato Giuliano Citti, scrittore e consigliere comunale a Pulfero, con “Le note di Pepe”, un racconto dove i ricordi irrompono superando le barriere della memoria e diventano lascito, continuità e prospettiva futura; la terza posizione è andata al triestino Stefano Bisani con “Pepe Viola”, un racconto che profuma di mare e di musica. Gli altri finalisti era Cristina Cristofoli, Anna Di Narda, Giuseppe Filigenzi, Silva Ganzitti, Valeria Groppelli, Maria Cristina Marzola, Maria Cristina Mongiello, Fabio Morsut e Serena Scarel.
Alla buona riuscita dell’evento letterario hanno partecipato anche la Pro Loco e i vignaioli di Prepotto, sottolineando così il processo – non ancora registrato dal “disciplinare”, ma già riconosciuto a pieno titolo dagli amanti delle lettere – al quale, da quattro anni, viene sottoposto lo Schioppettino di Prepotto: l’affinamento in cultura. E, ora, arrivederci alla quinta edizione. Mariaclara Forti, instancabile sindaco di Prepotto, e Barbara Pascoli, suo braccio destro nella civica amministrazione per quanto riguarda proprio il settore culturale, sono già al lavoro!

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In copertina, lo scrittore Pietro Spirito con la vincitrice; all’interno, una bella foto ricordo, un’immagine del folto pubblico e i tre premiati.

Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza

di Giuseppe Longo

UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.


L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».

Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.


Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale.  A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.


Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

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In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti  e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.

Prepotto e i Racconti dello Schioppettino: fino al 31 gennaio per la giuria dei lettori

(g.l.) C’è tempo fino al 31 gennaio per chiedere di far parte della giuria dei lettori del concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” giunto alla terza edizione. La sua organizzazione si è infatti appena messa in moto scegliendo, per quest’anno, un tema molto significativo “Fuorilegge/Fuori legge”, con un rimando agli anni Settanta, quando il celebre vitigno autoctono, tipico di questo territorio, fu messo al bando dalla Comunità Europea. Il concorso letterario è inserito nel programma 2023 di “Duino&Books, storie di pietra”, che sostiene l’iniziativa fin dal primo anno.
L’edizione 2022, rivelatasi di grande successo (come peraltro la precedente, che avviava l’iniziativa del Comune di Prepotto), aveva invece per tema “Terra di confine” (vista la particolare posizione geografica a due passi dalla Slovenia) e aveva contato la partecipazione di 165 racconti: al primo posto si era classificato Renzo Brollo di Gemona, al secondo Sandra Puccini di Pistoia e al terzo Giuseppe Filigenzi di Latina. Padrino della premiazione era stato Angelo Floramo. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il luogo da un punto di vista turistico; esaltare il valore del brand di questo vino unico; favorire la creatività di coloro che amano la scrittura.
Si può, dunque, partecipare – informa Barbara Pascoli, “anima” del concorso letterario – con un racconto inedito dal 22 gennaio al 2 luglio prossimi. Come ogni anno, i dodici racconti finalisti saranno pubblicati nell’antologia del concorso. I tre vincitori, scelti dalla giuria dei tecnici, riceveranno un premio in denaro. A scegliere i finalisti sarà invece la giuria dei lettori, alla quale ci si può candidare, come detto, fino al 31 gennaio prossimo. La cerimonia di premiazione si terrà a Prepotto il 7 ottobre.
«Un premio letterario – afferma l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto – non è mai fine a sé stesso, ma è momento di cultura territoriale, di divulgazione di ricchezze storiche, sociali, paesaggistiche e occasione di illuminare realtà che, per quanto piccole e defilate, rappresentano veri gioielli della nostra nazione». Una iniziativa, dunque, che ha fatto centro fin dalla prima edizione quando c’era stata la partecipazione di ben 180 concorrenti e pure nel 2022, come appena detto, con 165. E di certo si ripeterà anche quest’anno!

Il bando ed informazioni più dettagliate si trovano sul sito https://i-racconti-dello-schioppiettino.webnode.it

 

Lo Schioppettino di Prepotto a Verona: orgoglio del sindaco per i suoi produttori

(g.l.) È stato lo Schioppettino di Prepotto, grande autoctono friulano (varietà Ribolla nera), a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona. L’ha presentato, come è noto, l’azienda Ronc Soreli che in riva al torrente Judrio alleva il pregiato vitigno: un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011.
Entusiasta di questo successo paesano Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, per la quale «questo è un riconoscimento al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini. Auguro loro un brillante periodo di rinascita, dopo i due anni di pandemia che hanno causato non pochi problemi a ognuno di noi, traendo la forza per ripartire con ottimi risultati anche da questa qualificata scelta».
«Sono grata – conclude Mariaclara Forti – a Rodolfo Rizzi per aver individuato nel vino autoctono di Prepotto quello emergente e meritevole di una visibilità in ambito nazionale». Ed è stato proprio Rizzi, presidente fino all’altro ieri di Assoenologi Fvg, a illustrare le caratteristiche di questo prezioso Schioppettino alla folta platea di esperti degustatori durante una seduta presentata dal giornalista Gigi Brozzoni.
Insomma, un riconoscimento importante a un grande vino della nostra regione, in particolare dei Colli orientali del Friuli che in questi terreni bagnati dal Judrio ha trovato il suo ambiente d’elezione. Uno stimolo, come ha detto il sindaco, per ripartire con energia puntando a nuovi successi. Prepotto ne ha già ottenuti parecchi, ma altri sicuramente arriveranno.

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In copertina, Rodolfo Rizzi mentre presenta a Verona il Ronc Soreli 2011; all’interno, il sindaco Mariaclara Forti festeggiata dalle Donne del vino sul Ponte dello Schioppettino e la prestigiosa etichetta nella scheda Assoenologi.