La soddisfazione del Comune di Nimis per il ritorno del Ramandolo a Friuli Doc. Il sindaco Mattiuzza: “Sono grato a Udine, alla Pro Loco e ai nostri produttori. Un obiettivo cui abbiamo subito puntato”

di Giuseppe Longo

«Il ritorno dello stand del Ramandolo a Friuli Doc rappresenta una soddisfazione per la nostra Amministrazione che si è prodigata attivamente per raggiungere l’obiettivo, grazie alla proficua interlocuzione con il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, al quale va un particolare ringraziamento». Molto positivo il commento del sindaco di Nimis, Fabrizio Mattiuzza, all’indomani della importante manifestazione enogastronomica del capoluogo friulano dove lo stand del Ramandolo era da sempre una presenza costante e molto “gettonata” in piazza Duomo, ma che mancava dalle ultime due edizioni. E l’assenza del popolarissimo stand di una delle storiche Città del vino del Friuli Venezia Giulia era stata avvertita da molti, tanto che era più che opportuno che la nuova Amministrazione comunale, uscita dalle elezioni dello scorso aprile, si facesse interprete di questa necessità adoperandosi per il ritorno del prestigioso vino in una “vetrina” promozionale irrinunciabile. E così è stato tanto che oggi, a pochi giorni dalla conclusione della manifestazione, il primo cittadino esprime addirittura una «doppia soddisfazione, per la fattiva collaborazione tra Amministrazione, Pro Loco del Comune di Nimis e produttori. La dimostrazione che l’unione e la comunione di intenti tra soggetti può portare ad importanti risultati. Una menzione di merito e un ringraziamento – conclude l’ingegner Mattiuzza – sono dovuti all’assessore Davide Michelizza per tutto l’impegno e il lavoro svolto di coordinamento e di organizzazione».

Bilancio, dunque, molto positivo per il ritorno del Ramandolo Docg a Friuli Doc, anche se la “location” non era più quella davanti alla Cattedrale – dove i vini di Nimis avevano dato vita negli anni a un “duetto” davvero indovinato con il celeberrimo prosciutto di Sauris proposto dal contiguo stand della Wolf – bensì in piazza Primo Maggio, quello che per udinesi e friulani è il “Zardin Grant”, ai piedi del Castello di Udine. La postazione era collocata in un’area altrettanto prestigiosa essendo proprio davanti all’Infopoint turistico: e i grandi vini del Vigneto Fvg hanno un ruolo strategico nella promozione della terra che li produce, come lo stesso movimento turistico ha un ruolo fondamentale per farli conoscere e ricercare. Obiettivo raggiunto, insomma. Un risultato che era stato anticipato – fatte le debite proporzioni, ovviamente – dall’apprezzamento che aveva ricevuto il Ramandolo Docg nell’ambito dell’Enoteca dei vini di Nimis allestita in occasione della recente “Sagre des Campanelis”, la manifestazione settembrina che da oltre cinquecento anni si rinnova sul Prato delle Pianelle. Ma prima ancora alla seconda edizione delle Notti del vino organizzata a fine giugno nella sede della Cantina I Comelli. Tre ottime opportunità nel programma di valorizzazione del prestigioso vino Docg, cosa che avviene in grande stile in occasione di “Oro di Ramandolo” l’attesa manifestazione di novembre, nei giorni della ricorrenza di San Martino.

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In copertina, il pregiato Ramandolo Docg ha fatto ritorno con un nuovo successo a Friuli Doc; all’interno, la giunta guidata dal sindaco Fabrizio Mattiuzza davanti allo stand assieme al vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi.

Anche le Città del vino (con Radica) in Vaticano al Giubileo dei Governanti. E oggi quella di Nimis dà il via alle Notti

(g.l.) Anche le Città del vino sono state rappresentate al Giubileo di Governanti, le cui celebrazioni sono avvenute in Vaticano. In loro nome, nella Basilica di San Pietro, c’era infatti il presidente nazionale Angelo Radica, sindaco di Tollo, famoso centro vitivinicolo in Abruzzo. Per cui, idealmente, anche le Città del Friuli Venezia Giulia erano presenti all’importante cerimonia presieduta da Papa Leone XIV. E, quindi, anche quella storica di Nimis che oggi darà il via al programma estivo delle Notti del vino, fatto di 36 appuntamenti disseminati in tutta la regione, con due “uscite” anche in Slovenia, a Capodistria, e in Croazia, a Buje d’Istria.
Come ricordavamo ieri, sarà, dunque, il Comune di Nimis a inaugurare l’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, alla sua seconda edizione regionale e prima a livello nazionale. Appuntamento, pertanto, nel parco della Cantina I Comelli – che l’anno scorso aveva ospitato con grande successo la serata conclusiva – dove, alle 20, inizierà la serata che, dopo la cerimonia d’apertura presieduta dal coordinatore Fvg Tiziano Venturini e dal sindaco di Nimis Fabrizio Mattiuzza, sarà accompagnata da musica internazionale per chitarra acustica e voce a cura del gruppo Livin’Motion.
Alla prima festa dell’enoturismo regionale saranno presenti ben 17 produttori di Ramandolo Docg, il vino più pregiato e rappresentativo del territorio nei Comuni di Nimis e Tarcento. E, allora, ricordiamoli: Ad Coos, Ca’ Felice, Dario Coos srl, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Ronco dei Frassini, Micossi, Nimissutti, Roncaia, Valleombrosa, Anna Berra, Bressani Giuseppe, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo, Cosettini, Ronc deVal e Borgo Romanzo. Inoltre, saranno presenti tre ristoranti, nove artigiani del gusto con proposte di prodotti tipici friulani e la distilleria Giacomo Ceschia, che è la più antica del Friuli essendo stata fondata nel 1886. Il costo della serata è di 35 euro. Gradita la prenotazione al numero 338.2161921.
Le Notti del Vino, come è noto, sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dai Comuni aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino e godono del patrocinio del Consiglio regionale Fvg. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg ed Ert Fvg. Sponsor Banca 360 Fvg.

La Notte del vino 2024 a Nimis.

LE DATE – Nimis oggi, 23 giugno, con la serata inaugurale degli eventi; Corno di Rosazzo 28 giugno; Dolegna del Collio 2 luglio; Cormons 4 luglio; Sequals 4 luglio; Cervignano del Friuli 5 luglio; Codroipo 5 luglio; Muggia/Milje e Koper/Capodistria 11 luglio; Casarsa Della Delizia 16 luglio; Manzano 17 luglio; Monrupino/Repentabor 24 luglio; Sesto al Reghena 24 luglio; Povoletto 25 luglio; Premariacco 25 luglio; Aquileia 25-26 luglio; Palazzolo dello Stella 26 luglio; Ronchi dei Legionari 26 luglio; Torreano 29 luglio; San Giorgio della Richinvelda 1 agosto; Pocenia 2 agosto; Prepotto e Dolegna del Collio 3 agosto; Latisana 5 agosto; Gradisca d’Isonzo 6 agosto; Latisana 7 agosto; San Giovanni al Natisone 7 agosto; San Vito al Tagliamento 8 agosto; Camino al Tagliamento 8 agosto; Duino Aurisina/Devin Nabrežina 8 agosto; Buje/Buie d’Istria 9 agosto; Bertiolo 10 agosto; Sgonico/Zgonik 20 agosto; Buttrio 21 agosto; San Dorligo Della Valle Dolina 23 agosto; San Quirino 30 agosto; Chiopris Viscone 12 settembre.

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In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica nella Basilica di San Pietro a Roma.

Il punto sul turismo del vino in Fvg con le 39 Città a Mariano. Venturini: sarà una importante riflessione con Angelo Radica

Un momento di riflessione sullo stato dell’arte del mondo del vino in Friuli Venezia Giulia, guardando al futuro: s’intitola “Paesaggi ed Esperienze – La Vendemmia turistica didattica e i nuovi dati dell’Osservatorio del Turismo delle Città del Vino” l’appuntamento che le Cdv Fvg hanno organizzato per sabato 20 gennaio, alle 10.15, a Mariano del Friuli, in provincia di Gorizia, nella sede dell’azienda Vie di Romans. Sarà presente anche il presidente nazionale delle Città del Vino Angelo Radica, il quale assieme al coordinatore del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini conferirà il titolo di Ambasciatore delle Città del Vino a Giuseppe Longo, giornalista e già sindaco di Nimis.

Tiziano Venturini

Al centro del programma il convegno a ingresso libero moderato dal professor Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente dell’Università di Udine e ambasciatore delle Città del Vino. Saranno presentati i dati del XIX Osservatorio del Turismo del Vino delle Cittá del Vino, realizzato da Nomisma per la quale interverrà Roberta Gabrielli. Sono 145 i Comuni che hanno partecipato all’indagine, con il Friuli Venezia Giulia che risulta essere la terza regione a livello nazionale dietro a Piemonte e Sardegna nell’aver contribuito a questa ricerca.
Vendemmia turistica didattica: risultati 2023 e prospettive 2024 invece la parte dedicata al progetto avviato nell’anno appena concluso dalle Città del Vino Fvg in collaborazione con PromoTurismo Fvg, per la quale interverrà Eleonora Serpelloni. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista a livello nazionale proponendo a turisti, appassionati o semplici curiosi la vendemmia didattica in 9 aziende aderenti.

Giuseppe Longo

In conclusione, la cerimonia di conferimento dell’incarico al nuovo Ambasciatore delle Cittá del Vino. Giuseppe Longo, già assessore e sindaco di Nimis, è giornalista nel settore agroalimentare-enogastronomico e non solo. Già caposervizio del Messaggero Veneto, ora cura tra gli altri il sito 2019-26.vigneto.friulivg.com. Nobile onorario del Ducato dei vini friulani e Medaglia di Cangrande nell’ambito del Vinitaly di Verona, nei primi anni Ottanta s’impegnò molto, in qualità di assessore comunale all’agricoltura, per l’istituzione della Doc Ramandolo per i vigneti di Nimis e di Tarcento, poi diventata prima Docg del Friuli Venezia Giulia.
In concomitanza con l’evento si terrà, in precedenza, anche l’Assemblea annuale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, gruppo che nel 2023 ha raggiunto il numero record di 39 aderenti grazie a 8 new entry: Cervignano del Friuli, Codroipo, Monrupino-Repentabor, Muggia, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio-Števerjan, Sgonico-Zgonik.
«Con le recenti adesioni – commenta il coordinatore Fvg, Tiziano Venturini – abbiamo ampliato ulteriormente la nostra zona di “competenza”, con tutte le aree di produzione vinicola sul territorio regionale rappresentate. Attualmente nelle nostre Città del Vino risiedono in totale 235 mila persone, pari a quasi il 20% della popolazione regionale. Il 20 gennaio faremo il punto sulla nostra azione associativa insieme al presidente nazionale Angelo Radica e riflettendo anche sugli spunti dell’Osservatorio nazionale del turismo del vino e sull’esito della prima edizione della Vendemmia turistica didattica, celebrando l’importante riconoscimento conferito all’amico Giuseppe Longo».

Vie di Romans

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

 

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In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica.

Un anno record per le Città del vino Fvg con otto nuove adesioni: a Mariano l’assemblea con bilanci e nuovi progetti

Bilancio dell’anno appena trascorso e sguardo al nuovo per le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia: se il 2023 ha visto l’aumento record con 8 nuove adesioni, arrivando a quota 39 Comuni aderenti (tanto che in media 1 persona su 5 in regione risiede in una Città del Vino), il 2024 vede, come già annunciato, la ripartenza del progetto Le Grandi Verticali del Vino l’11 gennaio a Sgonico-Zgonik, mentre il 20 gennaio si terrà l’assemblea annuale del Coordinamento regionale a Mariano. Con l’occasione saranno presentati a cura di Nomisma i dati del recente Osservatorio nazionale del Turismo del Vino dell’Associazione nazionale Città del Vino e gli esiti della prima edizione della Vendemmia turistica didattica insieme a Promoturismo Fvg. Inoltre, Giuseppe Longo, tra i decani dei giornalisti regionali che si occupano di vino (e non solo) e già sindaco di Nimis, riceverà l’investitura ad Ambasciatore delle Città del Vino.
«Con la recente adesione di Ronchi dei Legionari e Cervignano – commenta il coordinatore delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini – abbiamo ampliato ulteriormente la nostra zona di “competenza”, con tutte le aree di produzione vinicola sul territorio regionale rappresentate. Attualmente nelle nostre Città del Vino risiedono in totale 235 mila persone, pari a quasi il 20% della popolazione regionale. La vendemmia turistica didattica e il progetto delle Grandi verticali sono state le due grandi novità del 2023 e anche per il nuovo anno siamo pronti per continuare sulla strada intrapresa, sempre valorizzando le nostre cittadine e il loro rapporto storico con il vino. Il 20 gennaio faremo il punto sulla nostra azione associativa, riflettendo anche sugli spunti dell’Osservatorio nazionale del turismo del vino e celebrando l’importante riconoscimento conferito all’amico Giuseppe Longo».
Si riparte, come detto, da Sgonico-Zgonik (che è stata una delle 8 new entry dello scorso anno assieme a Cervignano, Codroipo, Monrupino-Repentabor, Muggia, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio-Števerjan) con il quinto appuntamento delle Grandi Verticali, dedicato alla Vitovska, giovedì 11 gennaio, alle 19.30, in enoteca comunale. Un momento di dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore, guidati da Matteo Bellotto, profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Fvg e scrittore conosciuto a livello internazionale. I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria 348.5166126 prolocoaurisina@libero.it. A seguire l’appuntamento di Capriva con il Pinot bianco giovedì 25 gennaio, per poi proseguire fino al 2 maggio nelle altre Città del Vino.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini.

Bini a Nimis per “Oro di Ramandolo”: strumento di promozione del Tarcentino

«La grande partecipazione di pubblico registrata fin dalla mattinata di oggi testimonia non solo il successo di questa iniziativa, ma anche la qualità delle imprese vitivinicole coinvolte e dei loro prodotti. Una bella giornata di festa dedicata a una delle tre Docg del Friuli Venezia Giulia, il Ramandolo, che diventa così strumento di promozione del territorio di Nimis e del Tarcentino». È il commento dell’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, in visita ieri alla cantina “I Comelli” in occasione dell’evento “Oro di Ramandolo”, iniziativa promozionale organizzata dall’Associazione produttori di Ramandolo Docg, in collaborazione con la Pro Torlano, che beneficia anche del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.


«Questa festa itinerante – ha continuato l’esponente della Giunta Fedriga – ha il pregio di coinvolgere 17 cantine e oltre trenta imprese del settore agroalimentare provenienti da tutta la regione. La scelta di mettere a fattor comune tante eccellenze regionali, dalla Pitina alle specialità della Carnia, è sicuramente vincente e sposa perfettamente l’idea alla base del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, che ha come obiettivo quello di invitare tutti i cittadini e gli imprenditori del settore agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione della nostra regione a fare squadra e a essere protagonisti di un sistema che punta a migliorare la qualità dei prodotti e il valore della filiera».

Facendo visita agli stand allestiti per l’occasione assieme al sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, a Paolo Comelli, che ha fatto gli onori di casa, e al consigliere regionale Edy Morandini, l’assessore Bini ha ricordato come «l’enogastronomia sia uno dei principali canali di promozione del Friuli Venezia Giulia a livello nazionale e internazionale. Basti pensare che le produzioni agroalimentari e la tradizione culinaria si posizionano al primo posto tra i fattori di attrazione per i turisti stranieri, mentre il comparto enogastronomico vale da solo 1,4 miliardi di export e ha ancora ampi margini di crescita».
Bini ha quindi ricordato che la Docg del Ramandolo è stata creata nel 2001 a partire da una tipologia della Doc Colli orientali del Friuli. Attualmente la zona della Docg copre le aree comunali più vocate di Nimis, Città del vino, e Tarcento, e Ramandolo è il nome della piccola frazione di Nimis che ha dato il nome al “cru”  di questo pregiato vino. «In questo anfiteatro collinare naturale che circonda Nimis – ha sottolineato infine l’assessore regionale – la pendenza dei vigneti rende impossibile la vendemmia e la potatura meccanizzata delle viti; quindi, tutto il lavoro viene ancora fatto a mano. Un motivo in più per conoscere e valorizzare questa eccellenza locale e i suoi produttori».

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In copertina, la visita dell’assessore Sergio Emidio Bini, accolto da Paolo Comelli e dal sindaco Giorgio Bertolla, presente il consigliere regionale Edy Morandini; all’interno, immagini della riuscitissima manifestazione dedicata al Ramandolo Docg ieri a Nimis.

Nimis, addio ad Alessandro Comelli guida saggia di un’azienda vitivinicola esemplare nel “cru” del Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

C’erano una volta “I Comelli”, conosciutissima azienda vitivinicola e agrituristica di Nimis: tre figli esemplari con mamma e papà ancora quotidianamente presenti per dare loro un aiuto e un consiglio, sempre preziosi e graditi. Ma dall’altro giorno, purtroppo, non c’è più il “patriarca” di questa grande famiglia friulana. “I Comelli” di Paolo, Francesco ed Enrico ovviamente ci saranno ancora, perché hanno braccia forti e buone idee per andare avanti, ma non saranno più quelli di prima, quelli che beneficiavano della luce di quel “faro” che si chiamava Alessandro Comelli. Classe 1944, Sandro – così era chiamato da tutti – se ne è andato dopo un breve ricovero all’ospedale di Udine a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, lasciando nello sconforto la moglie Livia, i figli, le sorelle, in particolare Germana che è stata anche sindaco di Nimis. E vastissima è l’eco di cordoglio che si è subito levata da tutta la regione all’annuncio della scomparsa che i figli hanno voluto condividere con tutti attraverso i social, comunicando la morte del loro amato padre. La comunità di Nimis, ma non solo, si raccoglierà questa sera, alle 20, nel Duomo di Santo Stefano per il tradizionale Rosario e domani, alle 15, nella stessa comparrocchiale per i funerali.

Sandro Comelli con la moglie i i tre figli.


Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” del Ramandolo Docg. E questo è stato possibile grazie al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed appunto esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il dolce Ramandolo.
Ma Alessandro Comelli, oltre che esemplare nella vita privata, è sempre stato attivo, generoso e puntuale anche in quella della comunità, offrendo la sua presenza in ogni settore che avesse bisogno di aiuto e consiglio. Oltre al suo passato politico-amministrativo nella vecchia Democrazia cristiana che un tempo esprimeva la guida del Comune, la vita sociale che l’ha maggiormente impegnato è stata quella fra gli alpini del Gruppo di Nimis, divenendo “motore” di tante iniziative, soprattutto dopo il sisma. L’ho incontrato in paese, per l’ultima volta, non molto tempo fa, come sempre sorridente con il suo tratto signorile e gioviale, pronto a uno scambio sincero e competente, saggio per dirla con una parola, di opinioni sul suo amato settore produttivo, quello vitivinicolo appunto, ma anche sulla sua altrettanto amata Nimis. Perché Sandro Comelli era tutto questo. Mandi Sandro!

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In copertina, Sandro Comelli era della classe 1944: domani i funerali a Nimis.

Quella piccola distilleria di Giacomo Ceschia oggi è un’eccellenza del Friuli

di Giuseppe Longo

NIMIS – La bella giornata che si poteva apprezzare stamattina sul prato delle Pianelle – un vero peccato che, complice Coronavirus, non ci sia la “Sagre des Campanelis” che conta più di cinque secoli – mi ha riportato alla memoria una grande cerimonia che proprio qui, davanti al Santuario della Madonna, in questi giorni al centro di un Ottavario singolare, si tenne esattamente 53 anni fa, la prima domenica di settembre, in un pomeriggio caldo e pieno di luce. Il cardinale Ildebrando Antoniutti, indimenticato figlio di Nimis, celebrava il solenne rito della Incoronazione della Vergine e del Bambino. E tra la folla c’era anche un ospite speciale: Giacomo Ceschia, il più anziano del paese, spentosi nella primavera successiva alla soglia dei 105 anni. Che, proprio per la sua veneranda età, fu molto festeggiato, a cominciare dagli alti prelati fra i quali c’era anche l’arcivescovo di Udine, Giuseppe Zaffonato. Sindaco di Nimis era il farmacista Mario Pelizzo.


Veramente bello ed emozionante ricordare questo avvenimento, uno dei più significativi della storia del paese, che rivivo con nitidezza, come fosse oggi, meglio ancora se aiutato dalle preziose fotografie di Bruno Fabretti. E di quella storia di Nimis faceva parte a pieno diritto – come lo farà sempre – proprio Giacomo Ceschia, l’ideatore della celebre Grappa di Ramandolo e della sua mitica fiaschetta impagliata, prodotta in quella distilleria in riva al Cornappo che per primo aveva costruito in Friuli, appunto per non disperdere quel patrimonio di bontà che c’era nelle preziose vinacce di Verduzzo. Dalle quali era stato appena spremuto quel nettare candidato a dare un vino eccezionale e che da due decenni è protetto dalla Docg, la prima ad essere ottenuta nella nostra meravigliosa regione, terra di grandi vini. Un primato che si coniuga perfettamente con quello della distilleria Ceschia, appunto la più antica del Friuli perché fondata nel lontano 1886.
Un Giacomo Ceschia ancora giovanissimo – nacque nel 1863, al tramonto dei pochi decenni dell’Impero asburgico – aveva infatti ben presto intuito le potenzialità racchiuse in quelle bionde vinacce, che fra alcune settimane torneranno ad essere conferite in via Ugo Foscolo dai vignaioli del paese. E per distillarle girava di casa in casa – parlare di aziende, a quel tempo, sarebbe improprio! – con il suo piccolo e rudimentale alambicco, da lui stesso costruito e posto su un carretto. Ma di lì a poco il genio imprenditoriale lo avrebbe indotto a gettare le basi di una distilleria: allora, Nimis da appena vent’anni si era unita all’Italia. Su quel piccolo, iniziale opificio, s’innestò poi una progressiva crescita, non solo come strutture ma anche come produzione di qualità, che ricevette particolare impulso da Guido Barchiesi – fu anche sindaco di Nimis – che aveva sposato Maria Ceschia, figlia di Giacomo, e la cui azione si andò intensificando man mano avanzava l’età di “Min di Cescjs”. Quindi, l’inserimento dei figli che ne hanno continuato l’attività nel ricordo del grande nonno. Ma nell’azienda si è registrato un eccezionale salto di qualità in seguito al suo ingresso nel Gruppo Molinari, la storica azienda di Civitavecchia nota in tutto il mondo per la Sambuca e che, tra i suoi prodotti, da quasi una decina d’anni vanta proprio i distillati di Nimis.


Quella piccola e modesta distilleria fondata da Giacomo Ceschia oggi è soltanto un ricordo, ma neanche tanto sbiadito perché da quell’intuito di 134 anni fa si è arrivati al moderno stabilimento che fa piacere visitare, già dal curatissimo show room che accoglie gli ospiti, prima di passare nei vari reparti produttivi, degli alambicchi e delle colonne di raffreddamento in rame, delle barriques di invecchiamento in legni pregiati fino al reparto di imbottigliamento. Dal quale non esce solo la già citata Grappa di Ramandolo anche nella formula stravecchia, ma anche la ottima Nemas, lanciata proprio in occasione del centenario della distilleria e dedicata all’antico nome (probabilmente di origine celtica) del paese, oltre a numerosi distillati di frutta. Una produzione d’eccellenza che coniuga tradizione e saperi antichi con le più moderne concezioni, rendendo onore a Giacomo Ceschia che proprio questi giorni della sentita tradizione settembrina sul prato delle Pianelle mi hanno suggerito di ricordare. Perché anche lui ha contribuito, e molto, a valorizzare il nome della sua amata Nimis.

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In copertina, Giacomo Ceschia con il cardinale Ildebrando Antoniutti a Madonna delle Pianelle; all’interno, un’altra bella foto di quella grande festa del 1967, il distillatore con l’inseparabile toscano e  nella vecchia azienda in riva al torrente Cornappo.

(Le immagini sono tratte dal volume “Nimis un calvario nei secoli” del cavalier Bruno Fabretti)