A Sesto al Reghena le Città del vino Fvg aprono il ’22 nazionale di Duino Aurisina

(g.l.) E ora tutti pronti per dare il via a un anno speciale che vedrà protagonista a livello nazionale la carsica Duino Aurisina, ma anche tutto il Vigneto Fvg con le altre ventisette Città del Vino. Un anno che si prevede, fin d’ora, ricco di iniziative importanti, come il potenziamento degli eventi estivi – primo fra tutti quello agostano ormai consolidato di “Calici di Stelle” -, il coinvolgimento di produttori e consorzi Doc nel progetto della sostenibilità, la nuova cartellonistica nei Comuni aderenti. Inoltre, si lavorerà a un nuovo progetto di vendemmia turistica e alla candidatura di Gorizia – Città europea della cultura 2025 con Nova Gorica – affinché possa ospitare nel 2024, assieme a Gradisca d’Isonzo, il concorso enologico nazionale delle Città del Vino.

La bandiera alle Pro Loco.

Il segnale di partenza è stato dato ieri mattina a Sesto al Reghena, nel bellissimo auditorium Burovich, dove si è riunita l’annunciata assemblea regionale del Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino. La scelta del centro abbaziale per l’importante riunione è nata dopo l’adesione del Comune della Bassa Pordenonese all’Associazione, portando così il numero delle aderenti sul territorio regionale a quota 32 soggetti (28 Comuni e 4 Pro Loco, per un totale di quasi 150 mila abitanti dei centri interessati). Nuovo associato anche il Comune di Mariano del Friuli e tra le Pro Loco Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli di Bertiolo. E nelle prossime settimane aderirà il 29mo Comune regionale: Pocenia, nella zona Doc Friuli Latisana.
Più di un abitante su 10 del Friuli Venezia Giulia risiede in una Città del Vino e proprio da questo dato riparte l’attività dell’Associazione dopo un 2021 positivo, in cui sono stati realizzati diversi eventi enoturistici di richiamo nonostante la pandemia. Con un 2022 che, appunto, si prospetta ancora più ricco, tra nuovi appuntamenti e un’attenzione sia alla sostenibilità che all’educazione, coinvolgendo scuole, produttori vitivinicoli e consorzi Doc nei progetti. In più quest’anno il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto come Città Italiana del Vino 2022, vera e propria “capitale” dell’enoturismo per quest’anno con una ricca serie di eventi che nei prossimi mesi interesseranno non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale.

Relatori e omaggio a Zambon.

Come rimarcato nel suo saluto a inizio lavori dal sindaco sestese, Marcello Del Zotto (presenti anche il vice Andrea Nonis e l’assessore al turismo Marco Luchin), con la cittadina dell’Abbazia si completa la rappresentanza di tutte le zone Doc regionali all’interno delle Città del Vino (in dote Sesto al Reghena porta quella finora mancante, la Lison Pramaggiore, che si aggiunge a quella delle Grave del Friuli). Il coordinatore regionale delle Città del Vino Tiziano Venturini (che è pure assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione) e il suo vice Maurizio D’Osualdo (prosindaco di Corno di Rosazzo e componente del consiglio nazionale delle Città del Vino) hanno tratto un bilancio del 2021 che nell’ordine ha visto la promozione del progetto Wine me (Erasmus per giovani nelle cantine), il corso per Agro tech specialist ovvero il viticoltore del futuro con il Mits del Malignani, i ricchi calendari delle rassegne estive Calici di Stelle – Un calice a teatro – Festival Vini e Gusti in musica che hanno coinvolto oltre 200 cantine e la firma della convenzione con l’Università di Udine per il progetto di sostenibilità ambientale, economica e sociale che punterà al rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Luca Sartori (Mariano) e Lorenzo Donda (Moraro) con Daniela Pallotta e Tiziano Venturini.

Come annunciato, ai lavori assembleari è intervenuto anche l’ex presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, che a novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica. Il presidente uscente (al quale sono stati donati vini della Cantina di Ramuscello e San Vito e di Duino Aurisina quale segno di riconoscenza per quanto fatto in maniera appassionata e competente alla guida dell’Associazione), che ha presieduto l’assemblea, ha rimarcato il valore che ha avuto il Friuli Venezia Giulia durante il suo mandato e il nuovo leader, Radica appunto, in collegamento telefonico, ha confermato che questa regione sarà uno degli elementi di punta del movimento italiano anche prossimamente.
C’è stato anche il primo intervento del neo Ambasciatore delle Città del Vino Francesco Marangon, professore all’Università di Udine, mentre Daniela Pallotta, sindaco del Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto, come si diceva all’inizio, per essere la Città Italiana del Vino 2022, ha dato, assieme all’assessore Massimo Romita presente in sala, l’appuntamento alla primavera per l’avvio del programma tricolore. Il consigliere regionale Alfonso Singh, nel portare il saluto del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore Stefano Zannier, ha quindi rimarcato la vicinanza della Regione Fvg all’associazione e quindi all’intero settore vitivinicolo.

Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi.


È stata poi consegnata la bandiera delle Città del Vino non solo a Sesto al Reghena, ma anche delle citate Pro Loco, con l’intervento presidente regionale del Comitato Fvg, Valter Pezzarini, il quale ha auspicato l’adesione di anche altre associazioni nel breve periodo. A ricevere la bandiera i presidenti della Pro Loco di Duino Aurisina Elisabetta Mereu, di Bertiolo Marino Zanchetta e di Buttrio Emilio Bardus. Presente anche Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa della Delizia, la prima associazione di volontariato italiana ad aderire, già un decennio fa, alle Città del Vino.
Presenti in sala anche Josef Parente, gran maestro della Confraternita della Vite e del Vino del Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale, per la quale c’era anche il dottor Claudio Fabbro, e Gianluca Trevisan, presidente della cooperativa Cantina di Ramuscello, intervenuto assieme al direttore Rodolfo Rizzi, che è pure presidente di Assoenologi Fvg.

Infine un aspetto dell’auditorium.

Ecco i 28 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

—^—

In copertina, la consegna della bandiera delle Città del vino al Comune di Sesto al Reghena.

 (Foto Francescutti, Fabbro e Rizzi)

E ora nelle Città del Vino il Fvg avrà voce nazionale con Tiziano Venturini

Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia entrano nella giunta nazionale dell’Associazione: il coordinatore regionale Tiziano Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio, è stato infatti nominato nel proprio “governo” dal neo presidente nazionale Angelo Radica. E nell’occasione della riunione del consiglio (di cui fa parte anche il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo), che ha ufficializzato la nomina in giunta nazionale appunto di Venturini, sono anche state accolte nel novero delle Città del Vino italiane altre due realtà della nostra regione: Sesto al Reghena e Mariano del Friuli, espressione della Bassa Pordenonese e dell’Isontino.

«Un vero onore – ha commentato Venturini – essere stato scelto dal presidente Radica per la nuova giunta che già da subito si è messa a programmare il 2022. Sarà un anno importante, visto che proprio la nostra regione, con il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, avrà il titolo di Città Italiana del Vino. Per questo e altri impegni, potremmo contare su un gruppo sempre più grande: ho già sentito il sindaco di Sesto al Reghena, Marcello Del Zotto, e quello di Mariano del Friuli, Luca Sartori, che sono entusiasti nell’entrare a far parte delle Città del Vino. Per Sesto si tratta della prima volta, andando a rafforzare la nostra presenza nel Friuli Occidentale. Per Mariano si tratta di un gradito ritorno, per una realtà con la quale è sempre un piacere collaborare».

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione salgono quindi a 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Denominazioni d’origine controllata del Vigneto Fvg e vi risiedono circa 130 mila abitanti (pari al 11% dell’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia). Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

—^—

In copertina, il coordinatore delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini.

Alla Cantina di Ramuscello e San Vito nasce il primo “vino vegano” Fvg

di Giuseppe Longo

Vegano: sempre più frequente sentire o leggere questo vocabolo. Tanto che non riguarda più soltanto la cucina (nessun alimento di origine animale) e lo stile di vita (fra cui, grande dedizione al rispetto dell’ambiente), ma addirittura il vino. Una novità molto significativa per il Friuli Venezia Giulia che vede domani il suo debutto a Ramuscello di Sesto al Reghena, nella Bassa pordenonese.

Rodolfo Rizzi


«Con la vendemmia 2021, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito – ci riferisce infatti con soddisfazione il suo direttore, Rodolfo Rizzi – ha iniziato un nuovo progetto per la produzione del “vino vegano”. Questo importante traguardo è frutto del lavoro, intrapreso nel 2020, che ci ha portato alla Certificazione Sqnpi e che ora, assieme alla produzione del “vino vegano” (prima Cooperativa in Friuli-Venezia Giulia), ci permette di affrontare nuovi mercati con l’obiettivo di aumentare la remunerazione delle uve dei nostri soci. A suggello di questo percorso – conclude il tecnico, che è anche presidente di Assoenologi Fvg -, l’Ente di certificazione Ceviq martedì 14 dicembre, alle ore 11, presso gli Uffici della Cantina, ci consegnerà ufficialmente la “Certificazione di Vino Vegano”».
Come avevano ricordato a suo tempo, l’uva di buona parte della vendemmia 2021 di tutte le cantine cooperative del Fvg sarebbe stata sostenibile e certificata. Infatti, la stessa Cantina produttori Ramuscello e San Vito, assieme alla Cantina Viticoltori Friulani La Delizia, alla Cantina produttori Cormòns, alla Cantina Vini San Giorgio (della Richinvelda) e alla Cantina Rauscedo, ha aderito allo schema di certificazione, gestito dal Ministero delle Politiche agricole, Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) che consente, a chi lo desidera, anche di apporre sull’etichetta il simpatico logo dell’”apetta” su sfondo bianco e contorno verde.
Un’adesione massiccia dei soci – riferivamo la scorsa estate -, coordinata in maniera convinta dai dirigenti che pongono la regione enologica-cooperativa del Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali dove il 51 per cento delle cooperative ha già aderito a uno standard di certificazione volontaria (Sqnpi in primis, ma anche Equalitas e Viva). Sono 350 i soci produttori coinvolti per una superficie di vigna interessata di oltre 3 mila ettari, in un contesto in cui la cooperazione vitivinicola raccoglie e vinifica oltre il 40 per cento dell’intera produzione regionale di uva, per un fatturato complessivo che supera gli 85 milioni di euro. E c’è già chi guarda al biologico, come sta facendo la Cantina Rauscedo (partendo dalla coltivazione di viti resistenti alle principali fitopatie) e, appunto, la Cantina Ramuscello e San Vito che, come detto, proprio domani riceverà dal Ceviq la “Certificazione di Vino Vegano”. Che sarà la prima del Vigneto Fvg.

—^—

In copertina, il marchio Sqnpi della Qualità sostenibile nei vigneti della Cantina di Ramuscello e San Vito.

Vite e vino, la Confraternita a Sesto: dal premio a Pollenzo ai sottoprodotti

(g.l.) “Dall’uva non solo vino”: su questa interessante tematica, molto attuale essendo da poco finita la vendemmia, ruoterà il convegno che si terrà domani, 23 ottobre, nell’auditorium Burovich di Sesto al Reghena, a cura della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia. L’incontro beneficia del patrocinio delle Regioni Veneto e Fvg, oltre che del Comune di Sesto.
I lavori saranno aperti alle 9 dai saluti istituzionali, quindi via alla ricca mattinata con il coordinamento del dottor Claudio Fabbro. Ma prima dei vari approfondimenti ci sarà la cerimonia di consegna della borsa di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo). Quindi al professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, spetterà il compito introdurre il tema del convegno che poi sarà sviluppato attraverso le relazoni dell’ingegner Gabriele Bassi della Caviro (intervento da remoto) su Economia circolare nell’industria viti-vinicola: prodotti nobili, energia e fertilizzanti da scarti – il caso Caviro; della professoressa Carla Da Porto, dello stesso Ateneo friulano, su Tecnologie “verdi” di estrazione: sottoprodotti della filiera vitivinicola, preziosi quanto il vino; della professoressa Elisa Moretti, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, su Nuove celle fotovoltaiche con polifenoli di scarto della vinificazione; del professor Marcello Civilini, dell’Università di Udine, su Utilizzo della Co2 di fermentazione per la produzione di acidi grassi e precursori di bio-plastiche tramite microrganismi. Infine, seguirà la presentazione dell’enologo Enzo Michelet, presidente dell’Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Al termine il dibattito e le conclusioni.

***

La Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia è un istituto che, in profondo rispetto alle nostre tradizioni agricole, valorizza i vini tipici, mirando a una maggiore conoscenza dei vini buoni, allo sviluppo delle attività turistiche legate alla bellezza del paesaggio, ai richiami dell’arte e all’espansione della gastronomia. Attualmente è composta da 40 Confratelli che operano, come professionisti, nelle varie discipline lavorative (dall’enologo, al medico, al ristoratore, al commercialista ed altri), ma tutti uniti nel voler conoscere, ma soprattutto far conoscere, le Virtù italiche. La Confraternita è gestita da un Capitolo composto da un Gran Maestro, un Cancelliere, un Camerlengo, un Gastaldo ed un Cerimoniere e la Sede è nella Seconda Porta della medioevale Sesto al Reghena in provincia di Pordenone. Le Province che aderiscono alla Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia sono Venezia, Treviso, Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia, Padova e Vicenza.

Ulteriori dettagli telefonando al numero 348.1794102 o scrivendo a info@confraternitavitevino.it – www.confraternitavitevino.it

—^—

In copertina, vendemmia meccanica alla Cantina di Ramuscello, nel Comune di Sesto al Reghena.

“Paîs di rustic amour”, un progetto per 9 Comuni lungo il Tagliamento

“Paîs di rustic amour – Sistemi integrati di cooperazione territoriale per uno sviluppo locale sostenibile ed inclusivo” è il titolo del progetto presentato a Spilimbergo, relativamente alla strategia finanziata nella Misura 16.7.1 del Programma di Sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 2014-2020. La strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila), Casarsa della Delizia, Chions, Cordovado, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene.

Parla l’assessore Stefano Zannier.

«Un progetto interessante, perché dimostra come si possano integrare le attrattive di un’area omogenea attraverso settori a volte poco considerati per le loro potenzialità, che invece occupano uno spazio importante nell’economia e nella vita delle nostre comunità e possono rivestire un ruolo trainante per la promozione e la conoscenza del territorio. Un esempio di buone prassi soprattutto perché consente di mettere in rete 9 Comuni dell’asta mediana del fiume Tagliamento, situati a valle di Spilimbergo, e con essi altri 22 soggetti pubblici e privati, per creare e valorizzare occasioni di attrazione e di arricchimento capaci di richiamare l’interesse di quello che oggi viene definito “turismo lento”», ha evidenziato durante la presentazione, avvenuta a palazzo Tadea, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.

A introdurre i lavori il sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, che ha lodato il grande lavoro tra così tante realtà. L’assessore comunale al turismo Anna Bidoli ha sottolineato, invece, il ruolo di vettore per il turismo e marketing territoriale del progett, mentre l’assessore comunale alle politiche agricole Armando Spagnolo ha indicato come la sinergia tra privato e pubblico messa in atto sia una delle “best practice” a livello regionale. Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi e attori.

Il sindaco Enrico Sarcinelli.

Nel dettaglio, attraverso la strategia si andranno a unire 196 chilometri di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili, in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre, ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

Alla presentazione sono intervenuti la project manager Elisa Tomasinsig (introduzione al progetto – i numeri – le reti) anche a nome dei colleghi Antonio Ferraioli e Alessandro Mazzeschi; l’architetto Veronica Rossi (spiegazione degli itinerari); Antonio Tesolin presidente della Pro Casarsa Aps (sul logo scelto) e Davide Lorigliola (sul portale web); Alex Cittadella dell’Ecomuseo Lis Aganis (presentazione dei primi eventi in programma il 9 e 10 ottobre alla manifestazione spilimberghese De Gustibus).

Il pubblico a palazzo Tadea.


Presenti in sala, oltre all’europarlamentare Marco Dreosto, anche amministratori degli altri Comuni partner con i sindaci di Casarsa della Delizia Lavinia Clarotto, di Cordovado Lucia Brunetti, di Valvasone Arzene Markus Maurmair (presente anche l’assessore Annibale Bortolussi) e l’assessore all’ambiente del Comune di Chions Caterino Trevisan, oltre ai rappresentanti degli uffici comunali di San Vito al Tagliamento. Presente anche una delle aziende partner, azienda agricola Madonna di Campagna con Ezio Benvenuto. Il responsabile dell’Area Cultura e valorizzazione turistica del territorio del Comune di Spilimbergo, Marco Salvadori, ha presentato la conferenza.

LA SCHEDA

PROTAGONISTILa strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila) – Casarsa della Delizia – Chions – Cordovado – San Giorgio della Richinvelda – San Martino al Tagliamento – San Vito al Tagliamento – Sesto al Reghena – Valvasone Arzene.
Oltre ai 9 Comuni dell’asta della Destra Tagliamento hanno aderito al consorzio altri operatori ed enti pubblici e aziende agricole, per un totale di una trentina di partner coinvolti.
Operatori pubblici: Servizi sociali d’ambito, I.I.S. Il Tagliamento, AAS n.5 Friuli Occidentale, CCIAA di Pordenone – Udine, Azienda Speciale Concentro, Promoturismo Fvg.
Altri enti: Associazione Arcometa, Pro Casarsa Della Delizia APS, Comitato Regionale del FVG Pro Loco d’Italia, Associazione Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Confcooperative FVG, Confcooperative – Unione Cooperative Friulane di Pordenone, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Associazione di volontariato Laluna Onlus Impresa sociale, Società cooperativa sociale “Il piccolo principe” Onlus.
Aziende agricole: Impresa individuale Bagnarol Simone, Azienda agricola Eredi Truant Armando di Sbrizzi Maria G. & figli S.S. Impresa individuale Bagnarol Paolo
Azienda Agricola Tina di Lenarduzzi Fausto Dino e Barbara S.S., Impresa individuale Ivo Iop, Società agricola Madonna di Campagna di Benvenuto Angelo e Giuseppe S.S., Azienda agricola De Colle Marco.

OBIETTIVO Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi, attori.

NUMERI Nel dettaglio attraverso la strategia si andranno a unire 196 km di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili (strutturata dallo studio Rossi), in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

RETE DI OPERATORI Il percorso di elaborazione della strategia ha fatto emergere, tra i soggetti coinvolti, la consapevolezza che per uno sviluppo sostenibile e solidale del territorio è necessario sviluppare una visione, una gestione unitaria dello stesso e la realizzazione di azioni sinergiche tra i tanti soggetti in esso presenti. La strategia propone la collaborazione tra gli attori istituzionali, economici e sociali, mediante l’attivazione di reti che coinvolgano operatori economici, soggetti istituzionali, realtà del terzo settore e cittadini, al fine di rispondere meglio ai bisogni, acquisire buone pratiche, favorire lo scambio di saperi e la collaborazione.

ITINERARI L’individuazione e la sistemazione di una rete di sentieri e di strade ad uso agricolo, fornirà una inedita ma affascinante chiave per leggere ed esplorare il territorio, per scoprire le risorse esistenti (risorse storiche, architettoniche ma anche ambientali e paesaggistiche), per scoprire le realtà economiche del territorio rurale (aziende agricole, operatori dell’accoglienza), per accogliere diverse categorie di fruitori, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Gli itinerari sono collegati alla Rete ciclabile regionale, alle rete ciclabile europea EuroVelo e a servizi di intermodalità, contribuendo allo sviluppo della mobilità lenta come previsto dal Piano paesaggistico, in coerenza con la politica regionale settoriale.

PORTALE La rete fisica costituita dagli itinerari, sarà affiancata da una rete virtuale tramite la realizzazione di un portale: un sito web che renderà immediatamente accessibili le opportunità presenti quali siti da visitare, eventi, attività da fare, i soggetti che operano sul territorio (realtà istituzionali, economiche e del terzo settore) con informazioni coerenti e aggiornate, e fornirà anche innovative chiavi di esplorazione del territorio consentendo di scaricare le tracce degli itinerari e fruibili contenuti descrittivi sui luoghi da visitare.

LOGO La conferenza stampa di “Paîs di rustic amour” ha visto anche la presentazione del logo della strategia che rende omaggio alla geografia e alle eccellenze agricole di questo angolo di terra friulana. L’idea grafica omaggia, stilizzandolo, il corso del Tagliamento che unisce geograficamente e anche storicamente tutte le realtà partner.
Ma non solo il grande fiume è protagonista del logo, visto che, sempre stilizzata, è riportata pure una foglia di vite, simbolo del prodotto agricolo principale dei 9 Comuni con oltre 5 mila 697 ettari totali coltivati a vigneto (in prevalenza con le varietà Pinot grigio, Glera, Chardonnay e Ribolla gialla), ai quali si aggiungono poi le superfici utilizzate per la vivaistica delle barbatelle, altro motivo di vanto internazionale per queste terre. La vite in questo territorio è allo stesso tempo memoria storica, elemento culturale e motore di sviluppo economico e sociale.
I due colori predominanti scelti richiamano proprio l’unione tra queste due forze locali: l’azzurro dell’acqua del fiume e il verde delle coltivazioni. A chiudere il tutto il nome della strategia, “Paîs di rustic amour”, ispirata a un verso di una poesia di Pier Paolo Pasolini, cantore noto a livello mondiale di questa parte della Destra Tagliamento.

—^—

In copertina, il significativo logo; all’interno, nella scheda, il Tagliamento a Spilimbergo (foto di Nicola Borrelli) e l’area interessata dal progetto per i 9 Comuni vista dal monte di Ragogna.