Cefap Fvg, a Codroipo servono nuovi spazi: impegno della Regione con Bordin

Il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, è stato accompagnato in visita agli spazi formativi del Cefap di Codroipo dal presidente Sergio Vello, il quale ha illustrato le attività e i numeri del Centro nato quasi mezzo secolo fa e che vede, da oltre vent’anni, la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole regionali (Confagricoltura Fvg, Coldiretti Fvg e Cia Fvg-Agricoltori Italiani) e dall’Enaip. Dal 2007 il Cefap è un Ente formativo accreditato dalla Regione Fvg e un punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, con i suoi tre corsi triennali (Operatore Montano, Operatore Agroambientale e Operatore Agroalimentare) e numerose altre tipologie di corsi (compresi quelli per adulti in cerca di occupazione e quelli svolti nella sede di Paluzza) realizzati grazie alla professionalità dei suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni. Nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi diversi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Il nostro Centro di Formazione Professionale – ha spiegato il presidente Vello – si colloca in un punto d’incrocio tra le necessità formative delle persone e il mondo del lavoro in continua trasformazione. Le imprese regionali, anche quelle agricole, infatti, ci segnalano costantemente le loro difficoltà a reperire manodopera qualificata e chiedono il nostro intervento. Noi siamo ben disponibili – ha proseguito il presidente del CeFAP -, come da nostra tradizione pluridecennale, ma ci troviamo nella necessità di dover ampliare i nostri spazi per poterci adeguare alla crescita delle richieste. In questo percorso, già in parte iniziato con l’acquisizione di un’area edificabile contigua alla sede di Codroipo, abbiamo le necessità che la Regione condivida i nostri obiettivi e ci affianchi, confermando la disponibilità che, finora, ha sempre dimostrato nei nostri confronti e della quale siamo grati».
«Sono rimasto colpito dalla struttura, dall’organizzazione e dall’efficienza del sistema Cefap. Questa realtà rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la formazione in ambito agricolo e agroalimentare, nonché una risorsa strategica per il territorio e per il settore in Regione. Il lavoro svolto dai formatori è essenziale per garantire la crescita professionale delle nuove generazioni e l’aggiornamento continuo degli operatori del comparto», ha detto il presidente Bordin. Il quale, in merito alla possibilità di un ampliamento della struttura, ha poi sottolineato che «il tema merita un’attenta valutazione per comprendere come possa contribuire al potenziamento dell’offerta formativa. Su questa iniziativa è in corso il confronto con la Regione. È necessario continuare a sostenere questa realtà che, con competenza e innovazione, contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settori chiave della nostra economia regionale», ha concluso Bordin. Al termine dell’incontro, i vertici del Cefap hanno consegnato al massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale un riconoscimento per la sua vicinanza e il suo sostegno alla formazione nel settore agricolo.

—^—

In copertina, Giorgio Vello con Mauro Bordin leader del Consiglio Fvg.

Cefap Fvg: positivo il bilancio 2024, operativo il nuovo Centro di Paluzza

Il consiglio generale del Cefap (Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente), ha approvato il bilancio d’esercizio del 2024. I numeri segnalano un miglioramento dei ricavi (quasi 2,8 milioni di euro); una crescita dell’utile (75mila euro) e del patrimonio netto che si attesta a 1,1 milioni di euro (+7,1% rispetto all’esercizio precedente).
Ma le cifre più significative, decisamente, sono quelle relative all’attività formativa ed educativa del Centro, ente accreditato dalla Regione Fvg (dal 2007) e punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, nato quasi cinquant’anni fa e che vede da oltre 20 anni la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole e dall’Enaip. Con i suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Dal 2024 – spiega il presidente, Sergio Vello – abbiamo attivato una serie di corsi presso il nostro nuovo Centro di Paluzza (in primis, quello di Addetto alle attività ambientali montane che conta già una trentina di iscritti) grazie alla disponibilità del Comune e alla collaborazione con il Servizio Foreste e il Cesfam dell’Amministrazione regionale. Siamo certi, così, di dare il nostro qualificato contributo alla formazione di nuove figure professionali di montagna, utili per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione nelle Terre Alte del nostro territorio, in aggiunta ai corsi già attivi a Codroipo ai quali, attualmente, sono iscritti 115 ragazzi».
L’attenzione formativa di tutto il gruppo dirigente e il corpo docente del Cefap si è sviluppata soprattutto a favore dei più giovani; delle persone in cerca di occupazione con l’obiettivo di un inserimento lavorativo; dei cittadini coinvolti in aree di disagio. In molta considerazione si sono tenuti pure i necessari aggiornamenti utili agli operatori delle aziende agricole e quelli legati all’ambito della sicurezza e igiene sul lavoro, funzionali al rispetto delle norme in vigore. La qualità formativa del Cefap, da oltre vent’anni, è certificata dall’adesione alla norma ISO 9001, alla quale, nel 2023, si è aggiunta la ISO 21001:2019.

—^—

In copertina, il presidente del Cefap Sergio Vello: buono il bilancio 2024.

Cefap Fvg, nuovo Centro formativo a Paluzza: avviato anche il corso di addetto alle attività ambientali montane

«L’apertura del Centro di Formazione a Paluzza è, per Cefap, un bell’obiettivo raggiunto. Abbiamo portato la scuola in una sede funzionale e prestigiosa organizzando un indispensabile servizio formativo in montagna per la montagna». Lo ha detto Sergio Vello, presidente del Cefap, in occasione del taglio del nastro della nuova sede. «Il Centro è fornito di laboratori (in condivisione con il Cesfam) per approfondire varie manualità legate ai corsi e di convitto, per favorire l’iscrizione e la frequenza anche di studenti con una residenza distante e/o con difficoltà di trasporto. Questa apertura – ha aggiunto Vello – è il frutto di molte collaborazioni istituzionali; della disponibilità di tanti privati che hanno messo a disposizione le loro strutture aziendali per le lezioni pratiche dei ragazzi (attualmente sono 35 gli iscritti, ma abbiamo spazi per altrettanti studenti) e della nostra rete di organismi e organizzazioni con le quali collaboriamo da anni facendo perno sulla nostra sede di Codroipo». Complessivamente, nel 2024, il Cefap ha organizzato 380 nuovi corsi, erogando 20.900 ore di lezione a oltre 4.400 allievi.

Il tradizionale taglio del nastro.


Dopo i saluti del sindaco Luca Scrignaro, il quale ha sottolineato il fatto che, dopo 25 anni di assenza, la formazione torna a Paluzza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha aggiunto come il risultato ottenuto con questa apertura rappresenti un modello di collaborazione tra vari assessorati, enti e organizzazioni del territorio. «La gestione forestale è indispensabile – ha detto ancora – e su di essa serve investire. Inoltre, c’è assoluta necessità di aziende strutturate sul territorio che operino in rete e utilizzino operatori formati».
Gli ha fatto eco l’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen: «Per essere competitivi oggi, servono capitale umano e innovazione tecnologica. Perciò, reti e sistemi sono condizioni necessarie. La Regione, in questi anni, ha investito fortemente sulla formazione e sugli Enti che la erogano, ma da qui in avanti è necessario impegnarsi per costruire le filiere mettendo insieme tutti i passaggi necessari e, anche su tale costruzione, la Regione sta camminando con decisione prendendo pure spunto da questa nuova apertura del Cefap».
In merito alle attività formative di Paluzza, il corso di riferimento è il percorso di Istruzione e Formazione Professionale rivolto ai ragazzi in uscita dalla scuola media, ovvero la Qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane con collegato il Quarto anno per il Diploma professionale di Tecnico delle aree boscate e forestali. Il corso è, infatti, un unicum in regione e, per caratteristiche curricolari, in Nord Italia, orientato a formare le professionalità richieste dalla filiera bosco-legno, fornendo competenze per operazioni di lavorazioni boschive e, grazie al diploma, anche di gestione dei cantieri di lavoro. Inoltre, fornisce conoscenze nella gestione delle attività agricole montane.

Vello con Rosolen e Zannier.

La parola d’ordine è multicompetenza, in un’ottica di collaborazione con le diverse aziende del territorio, da quelle boschive a quelle prettamente agricole, ma anche con realtà come il Cai, la Riserva di Cornino e La Polse di Cougne, per le manutenzioni sentieristiche e ambientali. L’obiettivo è, da un lato, cercare di dare risposte diverse al territorio per valorizzare tutto ciò che ruota attorno all’agricoltura di montagna; dall’altro, far fare esperienze diversificate agli allievi. Si parla, quindi, di moderna selvicoltura, interventi forestali, sistemazioni idraulico-forestali, recupero di aree degradate, tutela e valorizzazione delle aree protette, servizi ambientali, coltivazione di specie adeguate alla montagna, trasformazione dei prodotti, gestione di allevamenti e delle attività di alpeggio. È, inoltre, caratterizzato da numerose attività sportive: i ragazzi, ad esempio, vengono addestrati nell’arrampicata e nello sci affinché siano in grado di intervenire, se necessario, in opere di ingegneria naturalistica e gestire in sicurezza lavori in forte esposizione.
I curricula formativi di Paluzza sono implementati sulle nuove forme di produzione agricola sostenibile, sull’innovazione introdotta nelle lavorazioni boschive e forestali grazie anche allo smart farming, con uno sguardo all’agricoltura e selvicoltura del futuro. Nella sede locale sono stati anche attivati vari corsi, di diversa durata, per imprese e adulti. Le prossime sfide mirano a continuare sulla strada dell’agricoltura e forestazione 4.0 e ad allargare le sinergie con realtà formative omologhe di altre regioni italiane e di Austria e Slovenia.

—^—

In copertina, il presidente Sergio Vello durante la cerimonia inaugurale a Paluzza.

Giardinieri d’arte, primo corso del Cefap di Codroipo a Gorizia tra le bellissime piante monumentali del Parco Basaglia

Per diventare “Giardiniere d’arte per giardini e parchi storici” bisogna studiare. Anche attraverso lo specifico corso, primo nel suo genere in regione, ideato e gestito dal Cefap di Codroipo che, a scopo di conoscenza e approfondimento, ha organizzato una straordinaria lezione nel suggestivo contesto del Parco Basaglia a Gorizia.
Si è trattato di un approfondimento tecnico-pratico altamente qualificante, guidato dall’esperto agronomo e arboricoltore Ivan Snidero, che segue un’intensa attività formativa sulla manutenzione del verde con il maestro giardiniere Daniele Marinotto e lezioni, anche in contesti di ville storiche, con l’architetto Massimo Asquini, inerenti la realizzazione di interventi di restauro, manutenzione e gestione, rispettando le forme originarie del giardino e valorizzando le peculiarità storiche, architettoniche, ambientali e paesaggistiche dei parchi. Partner qualificato del progetto, iGreenproject, un’azienda specializzata nella valutazione integrata della stabilità delle alberature e nella gestione sostenibile del verde. In questo contesto formativo, iGreenprojet ha fornito agli aspiranti “Giardinieri d’arte” un prezioso contributo per comprendere le tecniche e le metodologie necessarie per la conservazione e la valorizzazione delle piante monumentali.
Durante la giornata, i partecipanti al corso hanno indagato la conoscenza degli alberi monumentali attraverso un programma completo di analisi teoriche e pratiche. Snidero ha guidato gli studenti nell’esame approfondito delle piante, concentrandosi sull’analisi fitopatologica, sulla valutazione dello stato di salute e sulla stabilità delle piante stesse. Tutti argomenti che rivestono particolare importanza per i futuri “Giardinieri d’arte”, poiché saranno responsabili della conservazione e del restauro di elementi vegetali di grande valore storico e culturale all’interno di giardini e parchi pubblici e privati.
«Il corso “Giardiniere d’arte per giardini e parchi storici” nasce dal partenariato attivato tra il Cefap, il Comune di Gorizia, l’Istituto agrario superiore “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo e l’azienda iGreenproject – spiega il presidente del Cefap, Sergio Vello – per dare una risposta concreta all’esigenza di qualificazione del settore, offrendo anche un’opportunità di specializzazione per gli studenti della scuola agraria. Una partnership sinonimo di un approccio multidisciplinare e collaborativo nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio del verde storico regionale».

—^—

In copertina e qui sopra due immagini della visita degli studenti al Parco Basaglia.

Cefap, dal 1976 punto di riferimento Fvg per il mondo rurale e l’agroalimentare

Il consiglio generale del Cefap (Centro per l’Educazione e la Formazione Agricola Permanente) ha approvato il bilancio d’esercizio del 2023 che chiude con un utile netto di 47mila euro e un patrimonio che supera il milione. Ma i numeri più importanti, decisamente, sono quelli che riguardano l’attività formativa ed educativa del Centro, ente accreditato dalla Regione Fvg (dal 2007) e punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, nato nel 1976. Con i suoi 27 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, nell’anno formativo 2022/2023 il Cefap ha erogato oltre 20mila ore di formazione, sviluppando 450 corsi ai quali hanno partecipato quasi 6mila iscritti.
«Stiamo anche lavorando – anticipa il presidente, Sergio Vello – a un possibile accordo tra enti di formazione, associazioni datoriali, sindacati, pubblica amministrazione e mondo dell’accoglienza, per formare e dare occupazione (su forte richiesta delle aziende) a una serie di persone, immigrati compresi, che sono disponibili a impegnarsi nell’integrazione lavorativa e sociale nelle nostre comunità».
L’attenzione formativa di tutto il gruppo dirigente e il corpo docente della scuola si è sviluppata soprattutto a favore dei più giovani; delle persone in cerca di occupazione; dei cittadini coinvolti in aree di disagio. Attenzione anche all’aggiornamento degli operatori delle aziende agricole e in ambito di sicurezza sul lavoro, funzionali al rispetto delle norme in vigore. Il Cefap già in possesso da vent’anni della certificazione di qualità ISO 9001, per i suoi servizi formativi, nel corso del 2023 ha ottenuto anche la ISO 21001:2018.

—^—

In copertina, l’ingresso al Cefap di Codroipo e qui sopra il laboratorio di agricoltura.

Laboratori d’avanguardia al Cefap di Codroipo con simulatori che garantiscono una preparazione professionale in totale sicurezza

«L’agricoltura è uno dei settori più dinamici e in continua innovazione. La formazione è fondamentale soprattutto per garantire sicurezza sul lavoro e competitività alle aziende. Gli operatori che devono entrare in questo mondo del lavoro hanno la necessità di essere formati sulle nuove tecnologie e sui nuovi macchinari e questo può avvenire solo se i centri di formazione hanno le dotazioni più aggiornate. Quella inaugurata al Cefap è all’avanguardia». L’ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri a Codroipo è intervenuto all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente.

Il taglio del nastro inaugurale.


Sono stati due allievi a tagliare il nastro inaugurale dei nuovi Laboratori alla presenza di numerose autorità. Il Laboratorio didattico “Agricoltura 4.0” è stato dotato di due nuove strumenti: un simulatore per la guida del trattore e dell’harvester forestale (abbattitore di alberi); una serie di attrezzature per il machine learning con specificità per l’utilizzo di macchinari agricoli con sistema Isobus. In questo modo i ragazzi possono fare pratica di guida in contesti simulati di situazioni specifiche, in completa sicurezza. Oltre a questo, sono state attivate sette stazioni di macchine digitali per l’apprendimento che gestiscono i processi produttivi attraverso un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. Il Laboratorio per le lavorazioni alimentari, invece, è stato implementato con un mini-caseificio e un banco multifunzionale da “Industria 4.0”. Aggiungendo anche il rinnovo di due aule computer e l’acquisto di alcune lavagne-monitor interattive, i fondi utilizzati, provenienti dal Fondo Sociale Europeo e veicolati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia, ammontano a complessivi 385mila euro.
«Il Centro è una scuola di formazione che si evolve e sta al passo coi tempi – ha spiegato il presidente del Cefap, Sergio Vello -. Il simulatore è finalizzato a favorire la formazione dei ragazzi, anche minorenni, all’utilizzo di trattori, mietitrebbie e harvester forestale. Ciò consente di poter effettuare la pratica di guida anche in situazioni lavorative con simulazioni di lavorazioni specifiche, favorendo l’accumulo di ore di pratica in totale sicurezza, nel rispetto dell’ambiente, senza la necessità di dover effettuare attività esterne. Le 7 stazioni di machine learning sono utili alla formazione mediante la dimostrazione pratica di azioni operative con l’utilizzo della digitalizzazione dei processi lavorativi e dei dati acquisiti per la gestione delle attività aziendali e la razionalizzazione dei processi produttivi grazie all’utilizzo di un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. I macchinari da “industria 4.0”, infine – conclude Vello -, hanno una grande importanza didattica per migliorare la qualità e la sicurezza alimentare della trasformazione e conservazione del latte, della frutta e della verdura».

L’intervento dell’assessore Zannier.


Nel Cda del Cefap siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare e del Polo Formativo Sviluppo Rurale, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, impegnati nell’attività formativa che, nel 2023, ha organizzato ben 417 corsi, interessando 5.796 corsisti per 22.736 ore complessive di lezione.

—^—

In copertina,  un allievo si esercita in piena sicurezza all’harverster forestale.

Formazione agroalimentare, Sergio Vello subentra a Sandro Baldo nel Cefap Fvg

Sergio Vello è il nuovo presidente del Cefap Fvg (Centro per l’educazione e la formazione agricola e agroalimentare), con sede principale a Codroipo (le altre due sedi sono quelle di Pasian di Prato e Tolmezzo). Succede a Sandro Baldo, già direttore dell’Ersa e storico dirigente del Centro, in quanto presidente fin dalla sua fondazione, con la struttura e il nome attuale, avvenuta nel 1999. Vello, laureato in Scienze politiche all’Università di Trieste e già sindaco di Teor, vanta numerose esperienze e responsabilità all’interno di enti economici e strutture consortili regionali (Fondazione Crup, sistema Bcc, Consorzio Agrario), oltre a essere stato direttore di Confagricoltura Fvg per 35 anni.
«Sono onorato di prendere il testimone da Baldo che è stato un presidente attivo, competente e lungimirante – ha detto Vello al momento del suo insediamento -. Il Cefap, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, ha un ruolo decisamente importate per la formazione dei giovani e degli adulti con una particolare attenzione all’integrazione sociale e al contrasto al disagio. Funzioni statutarie assolutamente da mantenere e consolidare nei prossimi anni».
Nel Cda del Cefap Fvg siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare, il Centro dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni (esperti), impegnati nell’attività formativa che, nel 2022, ha organizzato ben 550 corsi diversi, interessando 4.100 corsisti per 21.200 ore complessive di lezione, con una certa parte (stage) svolte all’interno di 130 aziende agricole e agroalimentari della regione. Il bilancio dell’anno da poco concluso ha chiuso con una cifra prossima ai 3 milioni di euro.

—^—

In copertina, scambio di consegne tra Sergio Vello e Sandro Baldo al Cefap Fvg di Codroipo.

Confagricoltura Fvg, Daneluzzi direttore. Thurn Valsassina ringrazia Sergio Vello

Dopo 35 anni ininterrotti trascorsi alla direzione regionale di Confagricoltura, Sergio Vello ha raggiunto il traguardo dell’età pensionabile. Per la sua sostituzione è stata chiesta la disponibilità di Umberto Daneluzzi che ha accettato.
«Mentre diamo il benvenuto e facciamo i migliori auguri di buon lavoro a Daneluzzi – dice il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – salutiamo e ringraziamo il dottor Vello per tutti questi anni trascorsi, con passione e competenza, al servizio del mondo rurale regionale, del quale è un profondo conoscitore, e di Confagricoltura in particolare. Vello è stato un prezioso collaboratore che ha traghettato l’Associazione dal 1988 a oggi, mantenendo un dialogo franco e aperto con molti presidenti, assessori, istituzioni e guadagnandosi la stima di tutti».
Umberto Daneluzzi, nato nel 1969 e residente a Campoformido, è entrato in Confagricoltura nel 1992 e, dal 1997, aveva la responsabilità della gestione del patronato Enapa (Ente Nazionale Assistenza Patrocinio Agricoltori) di Udine.

——

A Confagricoltura Fvg si rivolgono più di 2 mila aziende, che occupano circa 7.800 operai e 400 impiegati, con oltre il 40 per cento della Plv e della Sau regionale. Nel 2022 sono state presentate domande per la Pac (Politica agricola comunitaria) pari a un valore di 14 milioni di euro.

—^—

In copertina, Sergio Vello con il nuovo direttore Umberto Daneluzzi; qui sopra, il presidente Philip Thurn Valsassina.

 

Confagricoltura da un secolo a fianco di chi produce con innovazione e competitività

«Tutela dell’impresa. Ovvero efficienza e competitività, orientamento verso la crescita e le innovazioni tecnologiche, stretto collegamento con le altre parti della filiera agroalimentare, per cogliere le aspettative dei consumatori in Italia e a livello internazionale. Ma anche protezione delle risorse naturali, responsabilità sociale, tutela dei lavoratori, benessere della collettività, per contribuire al progresso civile ed economico della comunità nazionale. Questi i principi essenziali che hanno sempre ispirato l’azione sindacale di Confagricoltura da quel lontano 1920, in cui nacque a Roma la prima organizzazione degli agricoltori italiani a carattere generale, con una presenza diffusa su tutto il territorio della Penisola e con funzione di sindacato datoriale». Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha aperto nella Capitale, a Palazzo Colonna, le celebrazioni del Centenario alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dei ministri Teresa Bellanova e Stefano Patuanelli, nonché del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Alla cerimonia hanno preso parte anche tutti i presidenti e i direttori provinciali del Friuli Venezia Giulia, il presidente regionale, Philip Thurn Valsassina, e il direttore regionale, Sergio Vello. In regione, Confagricoltura è presente fin dall’anno 1946.

Giansanti, poi, ha ripercorso alcuni momenti salienti della storia e dello sviluppo del settore agricolo. «Dopo i conflitti mondiali – ha ricordato – le difficoltà furono superate grazie all’impegno rivolto all’aumento della produzione, per rispondere alla domanda dei consumatori. Con lo stesso impegno abbiamo risposto, negli ultimi mesi, alla sfida posta all’intera filiera agroalimentare, a causa dell’emergenza sanitaria: continuare a produrre, per rifornire i mercati e assicurare cibo agli italiani». Anche durante il confinamento, il nostro Paese ha dato prova delle sue energie morali e civili, ha detto di recente il presidente della Repubblica. E i fatti hanno dimostrato che l’Italia può fare affidamento su un solido sistema agroalimentare, di cui gli associati a Confagricoltura costituiscono una componente essenziale. Con le loro aziende collaborano oltre 520 mila lavoratori, che sviluppano più di 41 milioni di giornate lavoro.
«Adesso è necessario dare supporto a queste imprese – ha ribadito Giansanti – per metterle nella condizione di continuare ad aumentare competitività e produzione. La quota di esportazioni di prodotti agroalimentari, che era di 44 miliardi di euro, è arrivata a superare per la prima volta la soglia del 10% dell’export totale in valore. Crescere è un impegno difficile. Per questo dobbiamo utilizzare al meglio le risorse importanti messe a disposizione dal governo italiano e dall’Ue».

L’ambizione di Confagricoltura va ben oltre il recupero della situazione esistente prima della pandemia. Bisogna cogliere l’occasione per far crescere la produttività che ristagna da oltre un decennio, per rilanciare gli investimenti pubblici, per dare ai cittadini e alle imprese infrastrutture moderne, diffondere la digitalizzazione, a partire dalla Pubblica Amministrazione, rispondere alle sfide urgenti poste dal cambiamento climatico. Confagricoltura – assicura sin d’ora – farà la propria parte, seguendo quelli che sono i principi guida dell’Organizzazione e dei suoi associati, da oltre cento anni.

La delegazione Fvg a Roma.

—^—

In copertina, il presidente nazionale Massimiliano Giansanti con il capo dello Stato Sergio Mattarella.