Il vino nella storia, a Corno di Rosazzo una lectio magistralis di Angelo Floramo che presenta anche il suo nuovo libro

(g.l.) A Corno di Rosazzo, nell’ambito della edizione 2023 del Festival Dialoghi che ha toccato varie località del Friuli Venezia Giulia, il Circolo culturale Corno ospiterà questa settimana una lectio magistralis del professor Angelo Floramo su un tema di spessore quanto affascinante, “Il vino nella storia. Dal Medioevo ai Testi sacri”: l’appuntamento è in programma, a vendemmia ormai conclusa, venerdí 13 ottobre. alle 18.30. nella sala consiliare del Municipio, in piazza Divisione Julia, con il patrocinio del Comune collinare.

Sergio Paroni


Floramo, noto e apprezzato medievista friulano, si cimenta con un racconto appassionato sul vino nella storia e sui luoghi del frutto della vite in una realtà territoriale particolarmente vocata all’enologia, i Colli orientali del Friuli, la Doc nata oltre mezzo secolo fa e la cui sede consortile – che riunisce anche i produttori del Ramandolo Docg, prodotto nel prestigioso “cru” ritagliato tra Nimis e Tarcento -, dopo i primi decenni a Cividale, è ospitata proprio a Corno di Rosazzo, nella storica e accogliente cornice di Villa Nachini Cabassi.
Il Festival Dialoghi, nel contesto dei suoi 60 eventi programmati, ha dunque previsto pure questa tappa nel Comune friulano dopo la prima positiva esperienza dello scorso anno accogliendo la proposta del presidente del Circolo Corno, Sergio Paroni. Il professor Floramo esporrà la sua lectio magistralis ispirandosi al recentissimo libro “Vino e Libertà” finalista al premio nazionale Vermentino di Olbia. «Le storie di Floramo – si legge in una breve presentazione di questa sua ultima fatica letteraria – ci conducono per borghi antichi o periferie sterminate, dagli Stati Uniti al Mar Nero, disegnando topografie ribelli quasi sempre macchiate di sugo. Sanno tutte di ebbrezza e di libertà, forse perché il tempo di questo nostro vivere va intriso di vino tanto quanto di ideali. Il lettore è dunque avvisato: qui si beve molto, molto si mangia. Si fuma e si ama. E soprattutto si sogna, senza necessariamente andare a dormire. Di che cosa? Ma di un mondo migliore del nostro, come quello per il quale hanno lottato i protagonisti dei racconti. Alcuni reali, altri inventati. Cos’hanno in comune la periferia di Praga, la Dalmazia in inverno, un birraio di Belfast, o una tabaccheria di Lisbona? Nulla, probabilmente, oltre a quello struggimento che prende sempre il cacciatore di storie, quelle che si impregnano di alcol e di anarchia quando arrivato alla fine di un lungo viaggio non chiede altro che di poterle raccontare a qualcuno. Forse perché è ubriaco, o forse perché innamorato: di una donna, di una bottiglia o di un’utopia, in fondo non fa troppa differenza».
Il presidente Paroni ricorda, infine, che con questa sicuramente interessante iniziativa riprende l’attività del sodalizio culturale cornese dopo la pausa estiva. Nell’occasione, ci si potrà iscrivere al Circolo, sostenendo quindi un’attività che in questi ultimi anni ha ripreso quota mettendosi in luce per numerose e brillanti iniziative, che hanno sempre suscitato notevole interesse.

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In copertina, il professor Angelo Floramo e qui sopra l’ultimo libro dedicato al vino.

Corno di Rosazzo, sipario sui vini Doc (un successo!) facendo confronti con la viticoltura egizia lungo il Nilo

A Corno di Rosazzo si è parlato anche di vini nell’antico Egitto nell’ambito della 52ma Fiera dei vini che si è appena conclusa con successo. Nell’ambito delle attività connesse con la storica rassegna enologica, la sala consiliare ha infatti ospitato una pregevole conferenza, dedicata alla cultura del vino e alla vinificazione sulle fertili sponde del fiume Nilo, nei vigneti vegliati dalle piramidi, organizzata per l’occasione dal Circolo culturale Corno presieduto da Sergio Paroni.

I relatori durante l’incontro a Corno.


L’approfondita lezione è stata tenuta da Antonella Testa e Giuseppe Polo, del Gruppo Archeologico Aquileiese. L’evento è stato introdotto dal saluto di Sonia Paolone, assessore comunale alla cultura e contestualizzato dall’intervento di Maria Visintini, del direttivo del Circolo, che ha presentato i relatori. Tra i presenti anche Federico Zilio, consigliere del Comune collinare.
I due relatori, attraverso una sequenza di immagini, hanno parlato dei metodi di coltivazione della vite e di vinificazione nell’antichità dell’Egitto rapportandoli con l’oggi in questo importante angolo della Doc Colli orientali del Friuli, hanno esposto le feste, i riti e le simbologie; a conclusione hanno recitato un componimento in onore del vino. Il pubblico attento ha apprezzato l’iniziativa, auspicando un potenziamento delle attività divulgativo-culturali, durante le varie manifestazioni che si tengono in paese. Il tutto si è concluso con un simpatico incontro conviviale sotto l’ampio tendone della Fiera. Della storia del vino si ritornerà a parlare in un prossimo incontro, sempre proposto dal Circolo culturale Corno, nel prossimo ottobre.

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In copertina, la viticoltura egizia in una raffigurazione rinvenuta in una tomba; qui sopra, antiche anfore vinarie.

 

Corno di Rosazzo e i vini degli antichi egizi. Bene il Giro in vigna che ritornerà

Il circolo culturale Corno, in occasione della 52ma Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo – che continua anche oggi con tante proposte e poi fino a martedì prossimo – ha invitato il Gruppo Archeologico Aquileiese a tenere una conferenza con immagini sul vino nell’antico Egitto. I relatori Antonella Testa e Giuseppe Polo esporranno i diversi tipi di vino conosciuti nel mondo egizio con riferimento alle coltivazioni di oggi: parleranno di feste, riti e simbologie. L’evento si terrà domani, alle ore 19, nella sala consiliare del municipio in piazza Divisione Iulia.

Immagini della camminata.

Intanto, la prima edizione di “Fai un giro in vigna”, promossa dallo stesso circolo culturale guidato da Sergio Paroni e dalle delegazioni del Fai di Cividale e Palmanova, ha conseguito numerose adesioni. La passeggiata ecologica-culturale ha interessato alcune suggestive chiesette e accoglienti cantine del Comune collinare illustrate da giovani guide che hanno emotivamente coinvolto i partecipanti. Il bel tempo ha favorito l’evento che constava di due percorsi, uno breve e uno più lungo per agevolare ogni esigenza. Soddisfazione tra gli ospiti e gli organizzatori per il felice esito di questa prima edizione. Appuntamento, quindi, al 2024 con altri itinerari sempre nell’invitante territorio di Corno di Rosazzo.

La cucina delle dimore storiche friulane protagonista anche alla mostra di Oleis

Vivo interesse e folta partecipazione di pubblico alla presentazione del volume edito dalla Società filologica friulana “La cucina delle dimore storiche friulane” nell’ambito della rassegna olearia regionale “Oleis e dintorni”. All’evento, promosso dal Circolo culturale Corno, è intervenuto uno dei due autori della pubblicazione, l’avvocato Carlo del Torre (l’altro è Dani Pagnucco), che ha illustrato la ricerca su ventidue dimore storiche e alcune delle 184 ricette ricavate dagli archivi delle famiglie proprietarie. Ne è emerso uno spaccato delle usanze culinarie e della tradizione gastronomica in Friuli dal ‘500 all’800 di grande suggestione che andrebbe riscoperto.
Alla presentazione hanno preso parte, oltre al presidente del Circolo Corno Sergio Paroni, l’assessore alla Cultura del Comune di Manzano Silvia Parmiani, la delegata Fai di Cividale Ilaria Nadalutti e la presidente di “Olio e dintorni” Annamaria Chiappo che ha fatto gli onori di casa. Particolarmente ameno il contesto di villa Maseri che ha ospitato l’iniziativa.

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In copertina, l’avvocato del Torre (al centro) alla mostra di Oleis, presenti Sergio Paroni presidente del Circolo culturale Corno, Ilaria Nadalutti e Annamaria Chiappo.

 

Vecchie ricette di cucina friulane che oggi meritano di essere rivalutate

Quando la gastronomia incontra la storia l’esito si fa cultura. È il caso del volume “La cucina nelle dimore storiche friulane” edito dalla Società filologica friulana nel 2021 e presentato ad un folto pubblico a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, su iniziativa del locale Circolo culturale presieduto da Sergio Paroni.


È stato il curatore del libro, Carlo del Torre, in dialogo con Massimo Percotto, delegato udinese dell’Accademia della cucina italiana, a illustrare il grande “giacimento” di ricettari forniti dalle famiglie nobili o possidenti friulane che rappresenta un prezioso scrigno di conoscenza socio-antropologica che bene ha fatto la Filologica a valorizzare in vista di un auspicabile recupero in chiave moderna. Ben 22 dimore storiche hanno fornito al curatore i propri ricettari: dimore di città e di campagna del Friuli e della Carnia, con l’innesto di un ricettario ebraico proveniente da casa Ascoli, oggi sede della Filologica a Gorizia, per un totale di 184 ricette. Il tutto premesso da un’interessante descrizione del palazzo di provenienza che conferisce il contesto dove questa cucina d’antan trovava la sua espressione.
Ricette sobrie si alternano a quelle più prestigiose dove compaiono impensabilmente sulle tavole di un Friuli arcaico tartarughe, aragoste e caviale. Ricettari inediti custoditi e aggiornati dai proprietari delle dimore storiche che l’omomima associazione friulana oggi presieduta da Raffaele Perrotta ha consentito di far riemergere anche in prospettiva di un loro recupero da parte della moderna ristorazione locale che potrebbe ottenere positive ricadute ai fini turistici.
Nella circostanza, il Circolo culturale Corno, sempre in collaborazione con il Comune e il Comitato fiera vini, ha annunciato per il prossimo 15 dicembre alle ore 18.30, ancora a villa Nachini Cabassi, la presentazione del libro di Lucia Pertoldi “Mama moja – Cent ricetis plui une”, ovvero la cucina di ieri e di oggi per la trasmissione radiofonica della Rai regionale “Vita nei campi” edito anch’esso dalla Società filologica friulana.

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In copertina e qui sopra due immagini della presentazione del libro a villa Nachini.

 

Addio a Franco Dorbolò, si battè per la tutela della Gubana delle Valli

di Sergio Paroni

Le Valli del Natisone piangono Franco Dorbolò. Si è spento, infatti, a 79 anni il pioniere della produzione artigianale della gubana e degli strucchi. Oltre alla moglie Mercedes e alle figlie Jessica e Joelle, lascia i fratelli Eliseo e Alberto. Le esequie avranno luogo, a San Pietro, martedì 23 marzo, alle 11, in forma privata.
Avviata 60 anni fa con i fratelli e la madre Antonia, l’azienda dolciaria prosegue oggi, rinnovata e potenziata, proprio grazie all’intraprendenza della moglie e delle figlie. Dorboló fu fra i primi a far conoscere al di fuori del territorio d’origine la gubana puntando tutto sulla qualità dei prodotti e sulla ricetta originaria della nonna Antonietta. Si battè, in particolar modo, per la tutela della “formula” della vera gubana tradizionale e delle sue origini. Fu un vero punto di riferimento del settore dolciario in Friuli e un personaggio impegnato a vari livelli nelle Valli del Natisone, territorio che amava profondamente. La sua curiosità e vivacità mentale lo portarono spesso a viaggiare nel mondo, tanto da sposare Mercedes, conosciuta in Venezuela, che bene si è inserita in azienda e nelle Valli.

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In copertina e all’interno, Franco Dorbolò nel suo laboratorio-negozio e con la moglie Mercedes.