Basilico e prezzemolo per seminare il futuro negli orti friulani

Tempo di grandi lavori primaverili, con semine e trapianti, negli orti friulani. E “Seminiamo assieme il futuro” è lo slogan con cui il settimanale “Il Friuli” si presenta domani, venerdì 1° maggio, nelle edicole offrendo un simpatico omaggio ai suoi lettori. Si tratta di una busta di sementi da far nascere e crescere nel proprio orto, giardino o anche balcone. Questo vuole essere un ulteriore segno di vicinanza della storica testata e del gruppo Madiafriuli ai friulani, nel perdurante momento di difficoltà, dopo l’offerta in allegato prima delle bandiere del Friuli e poi delle mascherine, sempre con il simbolo dell’aquila patriarcale. La distribuzione gratuita delle sementi, più precisamente di basilico e prezzemolo, è stata realizzata dal settimanale diretto da Rossano Cattivello in collaborazione con l’azienda sementiera Dotto di Mortegliano e la Tipografia Chiandetti di Reana del Rojale.

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In copertina, le buste di sementi offerte dal settimanale “Il Friuli”.

E’ tempo di lavori anche nell’orto: via libera da Roma

di Gi Elle

Da una settimana è ormai primavera per cui ci addentriamo sempre più, anche per quanto riguarda l’orticoltura di casa, nel periodo classico delle semine e dei trapianti. E, a tale riguardo, in considerazione dell’emergenza da Coronavirus, La Regione aveva chiesto al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali “chiarimenti in merito al Dpcm 11 marzo 2020 relativo alle restrizioni in tema di mobilità personale”. ricordando che “tali limitazioni non coinvolgono il settore agricolo specializzato, ma agiscono sull’acquisto dei prodotti necessari all’attività di coltivazione dell’orto familiare in forma non professionale”.

Stefano Zannier

“Il Governo ha riposto positivamente al chiarimento sul Dpcm del 22 marzo posto dalla Regione, confermando che è consentita l’attività di produzione e commercializzazione di prodotti agricoli. Ciò permette quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti. Si tratta di una puntualizzazione importante per le imprese del Friuli Venezia Giulia operanti in quel settore, per la quale l’Amministrazione regionale esprime la propria soddisfazione”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, evidenziando che il provvedimento del Governo ammette espressamente la produzione, il trasporto e la commercializzazione di prodotti agricoli. Tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato al Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali” (codice Ateco 0.1.), per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. “In base a quanto riportato anche tra le Faq del Governo – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – è quindi consentita l’apertura dei punti vendita di tali prodotti. L’attività dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore, per evitare la diffusione del Coronavirus”.
Il quesito era stato posto dallo stesso assessore Zannier, evidenziando che “con particolare riferimento alla produzione e commercializzazione di piantine da orto non possiamo permetterci che tali restrizioni comportino una rilevante perdita economica per le imprese regionali coinvolte, sia per il prodotto invenduto, per cui è bene ricordare è iniziato il periodo di maggior domanda, sia per la compromissione dei cicli colturali successivi. Inoltre, paradossalmente la grande distribuzione sembrerebbe poter commercializzare questi prodotti”. Il responsabile del settore primario aveva quindi rimarcato che “la Regione vuole sapere se l’attività di coltivazione dell’orto familiare possa considerarsi attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile e, in tal senso, se lo spostamento per raggiungere il punto vendita del materiale vegetale destinato alla coltivazione, anche da parte di soggetto non esercente l’agricoltura in forma professionale, sia consentito ovvero se in alternativa sia permessa la consegna a domicilio“.

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In copertina, pomodori coltivati in un orto non professionale in Friuli.

 

Ermacora: “L’agricoltura non si può fermare, comprate prodotti Fvg”

Da tre giorni è primavera e anche in Friuli Venezia Giulia le operazioni di semina sono ai nastri di partenza. Le aziende agricole si preparano, insomma, a tornare nei campi, motori di un’attività che non può permettersi blocchi, neanche in tempi di emergenza Coronavirus. Anzi, i mezzi tecnici di proprietà degli agricoltori promettono oggi di diventare doppiamente strategici. Tanto nei campi, quanto per strada. Con grande senso civico e di responsabilità, le imprese si sono infatti messe a disposizione delle autorità, a partire dai Comuni, per effettuare le necessarie opere di disinfezione del territorio utilizzando allo scopo le proprie attrezzature di irrorazione.

Dario Ermacora

Agricoltura e allevamento vanno dunque avanti e, nel contempo, prosegue la propria attività anche il Consorzio agrario Fvg, la più grande “impresa” regionale del settore. Con oltre 220 dipendenti e 2.200 soci, l’azienda di Basiliano continua con determinazione a lavorare per le imprese fornendo loro tutto ciò di cui necessitano: dai seminativi all’assistenza tecnica. “In questo momento di grande difficoltà – afferma il presidente Dario Ermacora – l’agricoltura non può fermarsi e noi con essa. Dobbiamo andare avanti e continuare a offrire alle imprese, tanto agricole quanto zootecniche, il nostro supporto e contribuire affinché non si interrompa il fondamentale flusso agroalimentare”. Naturalmente, nel pieno rispetto delle disposizioni previste dal protocollo del governo sul contenimento del virus nei luoghi di lavoro: dalla sanificazione di uffici e punti vendita alle distanze minime da tenere tra dipendenti, lavoratori ai quali va la riconoscenza della governance, dello stesso presidente Ermacora e del direttore Elsa Bigai: “Grazie per l’impegno e il senso di responsabilità con cui stanno affrontando la situazione”. Nel pacchetto di misure straordinarie attivate dal Consorzio figurano anche la consulenza telefonica e le consegne a domicilio, così da ridurre al minimo i contatti tra lavoratori e clienti

“Ci auguriamo che il periodo di difficoltà passi presto – conclude il presidente Ermacora –. Speriamo che si riveli almeno un’occasione per rivalutare i prodotti locali che oggi soffrono la concorrenza di quelli che arrivano da fuori e soprattutto che si guardi finalmente all’agricoltura come a un settore strategico quale è a tutti gli effetti, ma che troppo spesso in questi ultimi anni è invece stato trascurato”. Insomma, un appello a tener conto della qualità del Made in Fvg, privilegiandolo negli acquisti così da dare una boccata d’ossigeno alle aziende che lo producono.

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In copertina e qui sopra è il momento delle lavorazioni nei terreni.