Anche la Fiera dei vini di Buttrio cede al virus: arrivederci al 2021

di Gi Elle

E così anche la Fiera regionale dei vini di Buttrio, come tante altre manifestazioni (tra cui il Vinitaly di Verona), ha dovuto cedere all’emergenza sanitaria scatenata dal Coronavirus. Per cui dà appuntamento al 2021. La famosa rassegna di villa Florio, una tra le più antiche manifestazioni d’Italia in campo enologico (fermatasi precedentemente solo nel 1945, quando si stava concludendo la Seconda guerra mondiale) che era prevista per il primo weekend di giugno, vedrà infatti la sua 88ma edizione svolgersi il prossimo anno proprio a causa del Covid-19. La Pro Loco, dopo aver informato della sua scelta il Comune collinare, ha deciso con grande senso di responsabilità di non posticipare a un diverso periodo dell’anno l’evento, per non sovrapporsi ad altre manifestazioni che nei prossimi mesi potrebbero comunque svolgersi e anche per il 2021 sta valutando quali date siano migliori dialogando con il resto del panorama associativo cittadino.
“Abbiamo voluto – spiega il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – avvisare con una lettera tutti i volontari, gli enti, le istituzioni, gli sponsor e i collaboratori che in questi anni sono stati al nostro fianco, ringraziandoli e dando loro quello che è soltanto un arrivederci al prossimo anno. Anche se tutti abbiamo la speranza che a giugno la situazione sanitaria sia migliore, organizzare una manifestazione grande come la nostra comportava un intenso lavoro preparatorio nelle settimane precedenti: da qui la nostra scelta per il rinvio. Ma non ci sembrava allo stesso tempo giusto occupare le date di altre manifestazioni nel resto dell’anno come anche, in vista del 2021, stiamo lavorando per inserire l’edizione della Fiera nel suo periodo consolidato”.
Nel frattempo, la “macchina” del volontariato non si ferma. “Come Pro Loco – conclude Bardus – stiamo sostenendo la raccolta fondi per l’emergenza Covid-19 avviata dal Comune. Sui nostri canali comunicativi contribuiamo a tenere informata la popolazione e alcuni nostri volontari si stanno adoperando per il sostegno alle persone più fragili in questo periodo in cui è giusto rimanere in casa“.

—^—

In copertina e qui sopra Buttrio che con i suoi vini dà appuntamento al prossimo anno. (Blue Foto)

Da Silvia Tirel un aiuto a Collio e Brda candidati al marchio Unesco

di Claudio Fabbro

Anche l’approfondita e appassionata ricerca della neo-dottoressa Silvia Tirel sarà un prezioso sostegno al Collio e alla contermine Brda, l’area vitivinicola slovena, che aspirano a ottenere il prestigioso marchio Unesco. Martedì 24 marzo, infatti, la giovane caprivese, iscritta al corso di Laurea magistrale in Gestione del turismo culturale e degli eventi dell’Università degli Studi di Udine, ha discusso (in modalità streaming vista la nota situazione di emergenza sanitaria) la sua tesi intitolata “Candidatura Unesco del territorio transfrontaliero Collio-Brda” ottenendo il punteggio massimo di 110 e Lode.
Il lavoro di tesi ha come oggetto l’imminente candidatura del sito transfrontaliero Collio-Brda alla prestigiosa lista del Patrimonio mondiale Unesco; l’obiettivo è fornire un’analisi del territorio attraverso lo studio delle sue caratteristiche peculiari: sono infatti state fatte delle osservazioni riguardo gli aspetti paesaggistici, il clima, le diversità linguistiche, l’agricoltura e la gastronomia. Successivamente, è stata effettuata una ricerca circa le attività transfrontaliere volte a mantenere i rapporti, le tradizioni e gli scambi culturali tra le due aree storicamente unite e separate da un confine politico solamente in epoca recente, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il sindaco Daniele Sergon.


L’Amministrazione comunale di Capriva del Friuli, tra gli enti promotori della candidatura, ha accolto con grande entusiasmo e prospettiva questo percorso di studi con tesi finale di Silvia. “Un simile lavoro di tesi, infatti, è certamente rilevante per il nostro territorio ed è verso la consapevolezza della popolazione, tutta nei confronti di un progetto così importante, che si deve lavorare”, le parole del sindaco Daniele Sergon. Se poi a farlo sono giovani, preparati, e così professionali nel loro iter di studio intrapreso, crediamo che sia una occasione importante per tutti.
La tesi ha proposto un ulteriore studio delle attività turistiche esclusive dell’area del Collio e degli eventi tradizionali tipici del Brda. Infine, dopo aver presentato l’organizzazione Unesco e illustrato i criteri necessari per candidare un sito e il relativo iter da seguire, il territorio è stato posto a confronto con altri siti già parte del Patrimonio Mondiale, al fine di evidenziarne eventuali similitudini ed elementi di unicità.
I criteri scelti per la selezione dei siti da porre a confronto sono quelli fondamentali per la candidatura di Collio-Brda, ovvero i criteri di selezione, la caratteristica transfrontaliera e la definizione di paesaggio culturale; sono quindi stati scelti rispettivamente il sito di Stari Grad in Croazia, il territorio transfrontaliero di Ferto/Neusiedlersee tra Austria e Ungheria ed infine il paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato. Ricordare infine l’importanza del “Prosecco” nella prestigiosa famiglia Unesco è “atto dovuto”.
“È per noi fondamentale che i cittadini siano consapevoli del valore del nostro territorio mostrandosi interessati a tali iniziative. Il marchio Unesco – ricorda infine Sergon – è sinonimo di valore e garanzia per il turista, pertanto è una potenziale risorsa per l’incremento turistico e la valorizzazione dell’area Collio-Brda, sapere che anche i giovani credono nel nostro territorio ci stimola a mantenere alto l’impegno verso tale progetto, auspicandoci che il lavoro della nostra concittadina Silvia possa essere d’aiuto alla candidatura“.

Ecco la zona vitivinicola collinare e il Castello di Spessa a Capriva.

—^—

In copertina, la neo-dottoressa Silvia Tirel brinda alla sua laurea dedicata al Collio italiano sloveno.