A Gorizia “Gusti di Frontiera” invita alla seconda serata dopo il bellissimo avvio di ieri. Tra le stuzzicanti cucine del mondo spazio speciale alle eccellenze Fvg con un “assaggio” della bavarese Oktoberfest

di Giuseppe Longo

GORIZIA – Il cielo plumbeo, ieri, lasciava presagire il peggio e, invece, il meteo si è schierato generosamente a fianco di organizzatori e pubblico, regalando una bellissima, calda prima serata per “Gusti di Frontiera” che ora sta vivendo la seconda. Folta la partecipazione all’esordio di questa 19ma edizione lungo le vie e piazze del centro goriziano in cui sono stati disseminati 350 stand in rappresentanza delle cucine del mondo (ben 45 Paesi!). L’ormai collaudatissima kermesse enogastronomica organizzata dal Comune di Gorizia – con il fondamentale contributo della Regione Fvg e di Promoturismo, in collaborazione con Go!2025 Nova Gorica-Gorizia, Apt Gorizia e Tpl Fvg – si distingue come vetrina dell’enogastronomia internazionale che di anno in anno si è allargata e arricchita assumendo proporzioni uniche, tanto da diventare in assoluto la più imponente e partecipata del Nordest italiano che offre, tra goloso cibo di strada, piatti legati alla tradizione più spiccatamente esotica, con griglie sempre incandescenti, gli evergreen kürtőskalács ungheresi e i belgi coccoretti, le profumate spezie degli stand indiani, oltre al caldo ramen giapponese. La “geografia del gusto” propone, inoltre, i migliori piatti e prodotti dai quattro angoli del globo: Borgo Italia, con spazio per tutte le nostre regioni, compreso Borgo Friuli Venezia Giulia, l’Europa suddivisa in Borgo Nord Europa, Borgo Europa Centrale – con un “assaggio” anche dell’Oktoberfest bavarese – e Borgo Slovenia e Balcani. Ancora, Borgo Francia, Borgo Iberico, Borgo Latino e Americano, Borgo Oriente, la new entry Borgo Dolci Gusti e le gettonatissime offerte di Borgo Truckfood.

«Gorizia si conferma città di richiamo turistico internazionale e città capitale dei sapori dal mondo anche grazie a “Gusti di Frontiera”: la manifestazione conferma, infatti, la capacità di questo centro mitteleuropeo di attrarre visitatori da tutta la regione e da ben oltre i suoi confini, complici la sua cultura, la sua storia e il suo fascino. È un “carattere” peculiare, quello che la caratterizza, che tra pochi mesi sarà al centro di un altro evento di straordinaria capacità magnetica, “Go!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura”, sul quale la Regione ha puntato moltissimo», ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo nel pomeriggio, in piazza Sant’Antonio, all’inaugurazione dell’evento enogastronomico al quale ha preso parte anche il collega della Giunta Fedriga, Sebastiano Callari. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, l’europarlamentare Anna Maria Cisint, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il primo cittadino di Nova Gorica Samo Turel, il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti, il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin e la madrina della manifestazione, la giornalista di Italia 1 Tessa Gelisio.
«Continuiamo a investire con convinzione sul turismo – ha detto ancora Bini -, con riscontri che ci premiano; i numeri sono chiari e sono più che confortanti: durante l’ultima estate, il Comune di Gorizia ha visto crescere le presenze turistiche del 7,9%. In numeri interi, nel periodo estivo, si è arrivati a quota 36 mila presenze di turisti in città. A differenza di quanto avviene nel resto della regione, a Gorizia si è registrato un forte aumento di presenze di turisti italiani (+10,1%) e una crescita più contenuta ma altrettanto importante di stranieri (+4%). Un successo che non è frutto del caso, ma che arriva a seguito di un lavoro lungimirante e puntuale: il nostro lavoro, in piena sinergia con gli operatori turistici e le imprese». «”Gusti di Frontiera” è, dunque, una delle espressioni di ciò che è Gorizia, città dai mille volti e dalla lunga storia, che oggi come ieri fa della diversità e del confine e i suoi punti più forti. L’appuntamento che ci attende per il 2025 ha il suo cuore proprio nell’opportunità della crescita fornita da un territorio fertile, resiliente da sempre», ha osservato poi, a margine, l’assesssore Callari.

Un grande ritorno alle origini è rappresentato da “Gusti in Piazza”. Le piazze Cavour e Sant’Antonio ospitano gli stand istituzionali, tra tutti “Io Sono Fvg”, a cura di Promoturismo che quest’anno affianca “Gusti di Frontiera” da vero e proprio partner: nello stand, accanto alla promozione turistica – con informazioni sul territorio e l’organizzazione di visite guidate sui luoghi più iconici di Gorizia e la sua storia transfrontaliera – si terranno fino a domenica prossima degustazioni di prodotti d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione animerà, infatti, Gorizia fino al 29 settembre con i suoi 350 stand in rappresentanza, come detto, di 45 diversi Paesi, radunati, come da tradizione, in 14 “Borghi” distribuiti nell’intera superficie del centro città.
Tra gli appuntamenti di oggi, il focus su un tema di grande attualità che coinvolge editoria, blogger, riviste e content creator digitali: Il cibo tra le pagine di libri e riviste. La cucina fotografata, scritta, raccontata e approfondisce con il primo talk il rapporto tra la narrazione della cucina, delle sue specialità e tradizioni locali e l’incoming turistico. Guidato dalla da Isabella Brega, storica firma del Touring Club Italiano, il pubblico potrà compiere un vero e proprio viaggio intorno al piatto. Seguirà la striscia quotidiana “giocare in casa” in cui il tema della giornata verrà esplorato anche dal punto di vista di chi la ristorazione la fa e la rappresenta. Roberto Gajer (capogruppo Confcommercio Fipe per la provincia di Gorizia) e Monica Paoletich (direttore Confcommercio Gorizia) dialogheranno sul tema della centralità della ristorazione nell’accoglienza turistica e su come la città di Gorizia in vista della Capitale della Cultura stia rivitalizzando l’antica strada commerciale nel cuore della città, via Rastello, con l’apertura di locali, gallerie d’arte e attività artigianali che accoglieranno i turisti in visita a Gorizia. Nello spazio libri gli appassionati di cucina potranno assistere alla presentazione del volume “We Love Sardoni. Le ricette. Le Storie. Le scorpacciate” di Nicola Santini e Fabiana Romanutti, curatori del Salotto del Gusto. Si tratta di un lavoro che si spinge oltre il “semplice” ricettario perché il format si apre al racconto degli chef e dei loro luoghi di lavoro, per mostrare in presa diretta, seducenti e attrattive cartoline del territorio. Gran finale della giornata del Salotto del Gusto con la Degustazione di vini locali curata dall’Onav Gorizia. Tutti gli incontri del Salotto del Gusto vengono anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook della manifestazione.

Domani, invece, il Salotto del Gusto aprirà eccezionalmente già, alle 12, per ospitare l’istrionico chef e conduttore televisivo Andrea Mainardi, protagonista di un atteso show cooking con degustazione. Attualmente impegnato su Rai1 con Antonella Clerici nel programma “È sempre mezzogiorno”, presenterà per l’occasione anche un cocktail ideato per Gusti di Frontiera con la collaborazione di Alex Coletti, docente di sala bar alla scuola alberghiera Ad Formandum di Gorizia. Presenti anche alcuni allievi di cucina e di sala: Marko Ivicic, Tomas Piran, Carol Medeot, Genny Rita Marchi.
Alle 17, poi, partirà un pomeriggio dedicato alle “Parole da mangiare. La cucina in radio”. Il talk di apertura ospiterà un dialogo tra Francesca Romana Barberini – storica conduttrice televisiva (Gambero Rosso, Alice Tv), attualmente alla guida di un gettonatissimo programma radiofonico sui temi del food su Radio Dimensione Suono – e Francesco Vergovich, autore e conduttore di Radio Radio. Ospiti dell’appuntamento “giocare in casa” Roberto Zottar, autore di libri di ricette e di storia della cucina e curatore della rubrica delle ricette del popolare programma radiofonico della sede Rai Fvg “Vita nei campi”, Martin Figelj, presidente Coldiretti Fvg, Ivo Bozzato, direttore Coldiretti Fvg e Saša Radikon, presidente Associazione produttori Ribolla di Oslavia. Quattro voci autorevoli per parlare di ricette della tradizione, del cibo naturale e processato, delle filiere dal produttore al consumatore e della storia e del lavoro dei sette produttori di vino delle colline sopra Gorizia. La giornata al Salotto del Gusto si concluderà con la degustazione dei vini dei vignaioli di Oslavia curata da Onav Gorizia. Ad affiancare il Salotto del Gusto nel grande spazio di Gusti in Piazza, anche numerose altre postazioni per celebrare e promuovere l’enogastronomia di qualità del nostro territorio con i presidi Slow Food. All’interno dello stand del Comune di Gorizia trova spazio l’Onav con le degustazioni dei vini del territorio e lo stand di Nova Gorica con tipicità enogastronomiche proposte da aziende slovene.
Insomma, tantissime le proposte di questa nuova “Gusti di Frontiera”. C’è soltanto da sperare che il meteo sia alleato. Per domenica, in particolare, peraltro la giornata più importante, le previsioni sono buone, tanto da regalare sicuramente un bellissimo finale a questa 19 edizione con un arrivederci alla ventesima, in pieno clima di Città europea della cultura.

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In copertina, vini Fvg in degustazione in piazza Sant’Antonio; all’interno, immagini della cerimonia inaugurale (Foto Regione Fvg) e della prima serata con “Gusti di Frontiera” nel centro di Gorizia.

Da dieci anni il Vino della solidarietà a Cormons: etichetta di Giorgio Celiberti sull’intesa Cantina Produttori e Anffas

«Il decennale del Vino della solidarietà è un traguardo significativo per un progetto che si pone uno straordinario punto di incontro tra arte, enogastronomia e solidarietà. È la rappresentazione di una cultura fortemente caratterizzante e identitaria del nostro territorio, che dimostra di riconoscere e valorizzare le diversità di ognuno attraverso il lavoro e le capacità di tante persone». Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è intervenuto così, a Cormons, all’evento di presentazione della nuova etichetta del Vino della solidarietà, disegnata dall’artista Giorgio Celiberti.

L’iniziativa è nata, appunto, dieci anni fa dalla collaborazione tra l’Associazione famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale (Anffas) di Gorizia e la Cantina produttori di Cormons, con il proposito di sostenere l’attività del sodalizio attraverso la vendita delle bottiglie di vino e di creare percorsi fattibili per l’inserimento nel settore vitivinicolo di persone con disabilità intellettiva. Nello specifico, i ragazzi dell’Anffas collaborano con l’azienda nella vendemmia e nelle successive fasi produttive del Vino della solidarietà, un uvaggio Collio bianco ricavato dal cosiddetto Vigneto della pace.
Alla presenza dell’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, del sindaco di Cormons Roberto Felcaro, del presidente dell’Anffas Gorizia Mario Brancati, del presidente della Cantina produttori di Cormons Filippo Bregant e di numerose altre autorità, Fedriga ha sostenuto che «il Friuli Venezia Giulia deve andare orgoglioso dei valori che rappresenta e del modo di saperli tramandare di generazione in generazione. Siamo la regione con più volontari in Italia rispetto al totale della popolazione e questo dimostra come il nostro impegno sociale sia, e debba continuare a essere, un elemento fondamentale della società».
A margine della cerimonia, l’assessore Callari, dopo aver condiviso con il governatore l’importanza del connubio tra eccellenza vitivinicola, arte ed inclusione sociale che caratterizza il Vino della solidarietà, ha posto l’accento sull’impegno pluriennale di Anffas Gorizia nel «tendere una mano a fasce di popolazione più svantaggiate. Un’organizzazione che merita di essere sostenuta». Oltre al maestro Celiberti, nell’arco di questi anni molti altri artisti hanno prestato gratuitamente la loro opera per la creazione delle etichette: Sergio Altieri, Franco Dugo (che è anche direttore artistico dell’iniziativa), Giorgio Valvassori, Ignazio Doliach, Renzo Pagotto, Luciano De Gironcoli, Massimiliano Busan, Paolo Figar, Laura Grusovin. Le bottiglie del Vino della solidarietà sono acquistabili rivolgendosi direttamente alla sede Anffas di Gorizia.

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In copertina, il presidente Massimiliano Fedriga con il Vino della solidarietà; all’interno, l’artista Giorgio Celiberti, l’assessore regionali Sebastiano Callari e il presidente Anfass Mario Brancati assieme al governatore.

(Foto Regione Fvg)

Gusti di Frontiera, oggi a Gorizia si entra nel vivo: tra tante culture e tradizioni trionfa l’enogastronomia senza confini

(g.l.) «Gusti di Frontiera è tra le grandi manifestazioni regionali in grado di attrarre decine di migliaia di visitatori sul territorio, promuovendolo tramite l’enogastronomia e mettendo in risalto l’incontro tra le culture e le tradizioni. Una vocazione grazie alla quale Gorizia, città di confine, diventa un centro mitteleuropeo. Non a caso, Go!2025 va proprio nella direzione di unire popoli diversi con un unico palinsesto transfrontaliero di eventi culturali». È la riflessione del governatore Massimiliano Fedriga in occasione dell’inaugurazione di Gusti di frontiera 2023, svoltasi ieri nel parco del Municipio. Numerose le autorità presenti al taglio del nastro, tra cui il sindaco del Comune isontino Rodolfo Ziberna, gli assessori regionali Cristina Amirante (Infrastrutture e Territorio), Sergio Emidio Bini (Attività produttive e Turismo) e Sebastiano Callari (Patrimonio e Demanio) e Pierpaolo Roberti (Autonomie locali), oltre al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.


Fedriga ha sottolineato l’effetto trainante che eventi come Gusti di Frontiera hanno sull’economia regionale. «Imprese e strutture ricettive che lavorano per turisti che giungono in Friuli Venezia Giulia da tutta Italia e dall’estero generano un ciclo virtuoso e un sistema economicamente sostenibile – ha osservato il governatore -. Non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo primario di rendere la nostra regione sempre più riconoscibile a livello internazionale, per cogliere tutte le potenzialità offerte dal nostro meraviglioso territorio: un piccolo fazzoletto di terra che racchiude bellezze uniche dal mare alle colline e alla montagna, facilmente raggiungibili percorrendo brevi distanze». Sul tema di Go!2025, il massimo esponente della Giunta regionale ha ribadito come l’incontro e la valorizzazione di culture confinanti sia «il più grande punto di forza di un territorio che da sempre vive di diversità».
Dopo l’inaugurazione ufficiale e le prime aperture degli stand gastronomici che hanno cominciato già dall’orario di pranzo a proporre le loro succulente proposte, entra sempre più nel vivo la 18ma edizione della kermesse che fino a domenica invade con i suoi profumi e i suoi colori le strade e le piazze di Gorizia: un’appassionante avventura enogastronomica intorno al mondo ospita quest’anno 341 stand suddivisi nei 14 Borghi geografici che sono l’anima della grande festa del gusto. Quaranta Paesi dai cinque continenti per uno straordinario mappamondo delle cucine, ma anche grande spazio alle eccellenze locali al Parco del Gusto, allestito nel Parco del Municipio, dove sono presenti Slow Food con i suoi presidi e le sue attività, l’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) per il Comune di Gorizia, il Gect, i Comuni di Nova Gorica, Sempeter e Vrtojba, lo Ial e il Movimento Turismo del Vino. Un ruolo di primo piano è giocato anche dai prodotti con marchio Io sono Fvg, nello lo spazio davanti al Municipio.


Nel corso delle varie giornate, spazio ad incontri con esperti e giornalisti enogastronomici e show cooking con rinomati chef del territorio come Manuela Rossi, Davide Morsolin, Chiara Canzoneri, oltre a Michela Fabbro del Rosenbar di Gorizia e Gabriella Cottali della Locanda Devetak di San Michele al Carso: tutti proporranno show cooking imperdibili, dove utilizzeranno ingredienti a km zero e tipici del territorio per creare autentiche prelibatezze. Ogni giorno alle 11.30 e alle 18 gli “aperitivi del gusto” accompagnati da un vero e proprio tesoro enologico per il territorio del Friuli e della Slovenia, la Ribolla gialla, nelle varianti di rinomati produttori come Dario Princic, Fiegl, La Castellada, Gravner, Il Carpino, Primosic e Radikon.
Primo appuntamento odierno, alle 11.30, con la “Chef mobile” Manuela Rossi, che secondo la sua filosofia della cucina senza sprechi preparerà la Panzanella in bicchiere. Spazio nel pomeriggio allo chef Davide Morsolin che proporrà il Riso Slow Food con l’ormai celebre granchio blu seguito dalle preparazioni proposte da chef Chiara Canzoneri (tartara di fagioli di San Quirino e miele di alta montagna con petali di cipolla di Cavasso in agrodolce al miele di marasca con aceto affumicato).

Foto Pierluigi Bumbaca

Inoltre, si rinnovano a Gorizia tutte le chicche più amate di queste edizioni: nei 14 Borghi geografici troviamo il Borgo Street food, il Borgo Oriente, le presenze dal Nord Europa, il Borgo Francia, il Borgo 3P-Pane pasta pizza in Corso Verdi, le succulente pietanze dell’Austria, così come l’Europa centrale accanto a Slovenia e Balcani. L’Africa sarà ancora una volta in corso Verdi e stessa location dello scorso anno anche per il fortunato Borgo Mare, all’ex mercato all’ingrosso, in condivisione con il Borgo Latino e Americano. A Piazza Vittoria, trova posto da quest’anno lo street food e l’Oriente, invece il Nord Europa è collocato in piazza Sant’Antonio. Completano il quadro l’Italia, tra corso Italia, via Diaz, via Garibaldi, via Mazzini e corso Verdi, il Mercato di Gusti in via Rismondo, le Pro Loco e le associazioni in via Crispi.
Grazie alla geolocalizzazione di tutti gli stand della kermesse, con la mappa interattiva presente sul sito di Gusti (www.gustidifrontiera.it) ciascuno potrà trovare le info utile per conoscere al meglio tutte le sfaccettature dell’enorme villaggio del gusto e anche operare una ricerca a partire dal piatto che desidera assaggiare: basta inserirlo nella mappa che ci condurrà nel luogo giusto. Gli stand osserveranno gli orari: oggi e domani dalle ore 10 alle 2, domenica dalle ore 10 alle ore 24.
Attivo il servizio gratuito di bus navetta che garantisce gratuitamente ai visitatori il trasporto verso il centro città partendo dai comodi parcheggi limitrofi e gratuiti. Raggiungere Gusti di Frontiera con il treno è molto facile grazie ad una cinquantina di corse straordinarie, che si aggiungono ai treni normalmente previsti, che saranno attivate proprio da oggi e proseguiranno fino a domenica con collegamenti da e per Trieste, Udine, Sacile e Carnia fino a tarda sera. Confermato anche quest’anno il trenino internazionale da e per Nova Gorica, anch’esso gratuito. Novità della diciottesima edizione il Treno storico Gusti di Frontiera Trieste – Nova Gorica – Gorizia – Trieste, una locomotiva diesel con carrozze anni ’30 in programma per l’ultima giornata della manifestazione, domenica 24 settembre.

Tutte le info su www.gustidifrontiera.it

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In copertina, il sindaco Rodolfo Ziberna al taglio del nastro presente il governatore Fvg Massimiliano Fedriga; all’interno, altro momento della cerimonia inaugurale e immagini di stand gastronomici.

“Gusti di Frontiera” fino a domenica, a Gorizia oltre 300 stand di quaranta Paesi

«Oggi possiamo rivivere Gusti di Frontiera in presenza in tutta la sua pienezza e un grande merito va agli organizzatori per aver tenuta viva la manifestazione anche durante la pandemia, capendo che bisognava in tutti i modi continuare. È una rassegna che ci accompagna nel modo migliore verso la prospettiva di Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura 2025». È il pensiero espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione di “Gusti di Frontiera 2022”, la manifestazione enogastronomica che propone a Gorizia fino a domenica prossima espositori provenienti da 40 Paesi del mondo dislocati su 327 stand.
«Tutte le grandi iniziative proposte dal nostro territorio regionale, da “Friuli Doc” a “pordenonelegge”, da “Gusti di Frontiera” alla “Barcolana” – ha rilevato Fedriga -, poggiano su gambe solide e possono proiettarsi in un futuro dal richiamo turistico sempre più consistente. Sono eventi che fanno seguito a una grande estate con le performance migliori d’Italia e un recupero prodigioso dopo la pandemia anche guardando all’anno record del 2019. La peculiarità del Friuli Venezia Giulia si conferma unica: in un fazzoletto di terra si può andare dalla montagna al mare passando per le città, vedendo cose e vivendo esperienze che rimangono impresse».
Secondo l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini, «il Friuli Venezia Giulia, che è tornato in cima alle classifiche di gradimento dei turisti di tutto il mondo, ha dato grande dimostrazione di capacità. Gorizia in particolare è, dopo Trieste, la città che ha segnato la maggior crescita nel turismo dal 2019 a oggi, con un più 11 per cento». «E pensare che – ha osservato l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari – qualcuno anni fa aveva già suonato il “de profundis” di Gorizia considerandola in decadenza e nostalgica, mentre oggi Gusti di Frontiera la rappresenta nel mondo in attesa che nel 2025 diventi il simbolo di un’Europa votata ad opporsi a tutto ciò che di brutto sta succedendo in questi tempi difficili».
All’inaugurazione, ospitata dall’ingresso dell’hotel che si affaccia su piazza Sant’Antonio, sono intervenute numerose autorità civili e militari, a partire dal sindaco Rodolfo Ziberna che ha fatto gli onori di casa. Presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi e Anna Maria Cisint, prima cittadina di Monfalcone.

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In copertina, piazza Vittoria il cuore del centro storico fulcro di “Gusti di Frontiera”.

Le vicinie agrarie della Valcanale: intesa Fvg-Carinzia

(g.m.) Garantire una gestione duratura delle vicinie, comunità agrarie situate a ridosso del confine austriaco di proprietà della Regione Fvg, rinforzando l’integrazione tra le due comunità e salvaguardando tradizioni e culture montane, a prescindere dalla nazione di appartenenza. È l’obiettivo del progetto di intesa che l’Amministrazione regionale, su proposta dell’assessore al Patrimonio, Sebastiano Callari, ha raggiunto con il Land austriaco della Carinzia per la gestione di quei terreni, circa 157 ettari adibiti a pascolo, appartenuti all’Austria e diventati italiani alla fine della I Guerra mondiale, che fanno parte oggi nella Valcanale dei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio.
Si tratta di un accordo che, come sottolineato dall’esponente della Giunta Fedriga, superando le problematiche che per decenni hanno afflitto le vicinie italiane raggiungibili solo dal territorio austriaco, consolidano la collaborazione e la storica amicizia tra le due comunità, rafforzando il legame tra i rispettivi governi regionali.
L’intesa, illustrata dallo stesso assessore alle competenti Commissioni del Consiglio regionale, è infatti finalizzata a preservare questa proficua contaminazione culturale ed economica tra le popolazioni che vivono nell’area oggi italiana ricompresa nei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio e quella austriaca nei Comuni di Hohenthurn, Feistriz an der Gail e Hermagor-Pressegger See, sugellando una collaborazione che è diventata peculiare e costituisce esempio di civile convivenza capace di superare divisioni di nazionalità e territori.
In un’ottica di continuità le vicinie, senza modificare la proprietà italiana dei siti, continueranno a essere gestite dall’Austria che proseguirà nell’opera ultracentenaria di conservazione degli elementi tradizionali, di salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, assicurando uno sfruttamento ecocompatibile delle risorse naturali. Le parti si impegnano, inoltre, a promuovere la diffusione, lo studio e l’approfondimento della storia comune, a intensificare scambi di visite e di delegazioni commerciali, nonché favorire la partecipazione congiunta a fiere e manifestazioni.
Lo schema di protocollo sarà ora sottoposto al vaglio del dipartimento Affari esteri della presidenza del Consiglio dei Ministri, che avrà trenta giorni di tempo per produrre eventuali osservazioni.

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In copertina e qui sopra due tipici scorci della Valcanale.