A Castelmonte domani ritorna l’intreccio musica-vini con l’Orchestra Busoni, Lucio Degani e le “eccellenze” di Prepotto

(g.l.) La prima volta era stata, con un grande successo, alla fine di maggio di tre anni fa, quando a Castelmonte si concludeva una fra le più spettacolari tappe del Giro d’Italia. E ora un’iniziativa analoga si ripete, bissando di sicuro il numero di consensi visto il bel tempo che si annuncia anche per domani. L’appuntamento è infatti, nuovamente, sul piazzale dell’amato Santuario mariano dove, alle 18.30, il Comune di Prepotto ha organizzato una grande serata che metterà insieme musica e vini. Protagonista ancora la Nuova orchestra Ferruccio Busoni, diretta da Massimo Belli, la quale presenterà un affascinante programma che ben s’intonerà con i vini presentati dal vignaioli del Comune in riva al Judrio. Infatti, se tre anni fa era stato lo Schioppettino il vino che aveva creato magici intrecci non le note uscite dagli archi, stavolta ci saranno anche Picolit, Malvasia e Ribolla gialla. Grande protagonista ovviamente ancora il portabandiera per eccellenza: lo Schioppettino, appunto, nelle versioni di Prepotto e di Cialla. A guidare la degustazione sarà nuovamente la bravissima e coinvolgente Liliana Savioli che per ogni vino proporrà la descrizione più appropriata, come aveva fatto nella precedente occasione e come aveva fatto pure lo scorso autunno durante un’applaudita degustazione-confronto di Schioppettini aiutando il pubblico a individuare quel singolare “sentore di pepe” che soltanto questo meraviglioso prodotto sa donare al consumatore.

Un grande concerto, dunque, quello che si annuncia domani a Castelmonte, “Madone di Mont” per i friulani. «Sacralità e virtuosità, perfezione ed armonia sono gli elementi che contraddistinguono gli otto brani musicali che la Nuova orchestra Ferruccio Busoni, diretta dal maestro Massimo Belli, con la partecipazione del violino di Lucio Degani, eseguirà», afferma con entusiasmo il sindaco Mariaclara Forti annunciando la serata, il cui ingresso sarà libero e gratuito. Aggiungendo poi: «Novità per gli estimatori del vino che durante il concerto potranno vivere un’esperienza sensoriale sinestetica partecipando alla degustazione di 8 vini di Prepotto, uno per ogni brano, guidata da Liliana Savioli. Concluderemo la serata brindando con i vini di Prepotto accompagnati dalla degustazione di prodotti del territorio fra cui i biscotti allo Zafferano di Castelmonte, le prelibatezze del Tinello di San Urbano, il miele di Katia Toti, le golosità della Casa del Formaggio di Remanzacco, l’olio Solzaret, i gustosi assaggi proposti da Bocconcini di San Giovanni, e un buon Re caffè, nella bella cornice arricchita dagli addobbi floreali della Cooperativa di Premariacco». Con tutte queste premesse, salire a Castelmonte è pertanto davvero irrinunciabile!

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In copertina e all’interno il concerto di tre anni fa a Castelmonte: con Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, e la sommelier Liliana Savioli, ci sono il maestro Massimo Belli e il violinista Lucio Degani.

A Nimis ecco la “Notte del Ramandolo” ma poi i vini saranno protagonisti anche all’antica sagra e al Castello di Cergneu

(g.l.) Ha tutti i numeri per essere una grande serata, la degna conclusione del ricchissimo tour offerto dal nuovo format estivo delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Conto alla rovescia, infatti, a Nimis per l’ultima Notte del vino che si terrà questa sera, a partire dalle 19.30, nel parco della Cantina I Comelli (all’uscita del paese verso Torlano), nel cuore della zona del Ramandolo Docg, il prezioso vino prodotto sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline circostanti, a cavallo dei territori comunali di Nimis e Tarcento, che per primo nella nostra regione – era l’ormai lontano 2001 – ha beneficiato della denominazione di origine controllata e garantita. Per cui, al pari di quanto era avvenuto poco più di due settimane fa a Prepotto con lo Schioppettino, questa potrebbe essere tranquillamente denominata “La Notte del Ramandolo”.
La manifestazione che già da qualche giorno ha registrato il sold out, vale a dire il tutto esaurito, proporrà il Ramandolo Docg – assieme ad altri prestigiosi vini della zona, a cominciare dal Refosco, storico leader dei rossi – prodotto da quattordici aziende: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. I vini faranno da abbinamento alle pietanze che verranno proposte durante una cena a buffet in piedi a cura degli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz e dell’Osteria di Ramandolo. Ci saranno, inoltre, Testa e Molinaro con il prosciutto crudo di San Daniele e l’azienda agricola Zore di Taipana con i suoi tipici formaggi di capra. Prevista musica live.
Una finale, quindi, sicuramente coi fiocchi per le Notti del vino proposte durante tutto il mese di agosto da una trentina di Città, fra le quali appartiene da decenni anche Nimis. Un degno coronamento, insomma, allo sforzo organizzativo espresso dall’appassionato, tenace e competente team guidato da Tiziano Venturini. Notti che si sono avvicendate in tutte le zone Doc del Friuli Venezia Giulia e che poche sere fa hanno visto anche una esaltante puntata oltreconfine, nella croata Buie d’Istria.
Sceso quindi il sipario sulla odierna serata, ci saranno anche altre importanti occasioni per degustare i vini di Nimis. E lo si potrà fare nella curata enoteca che ogni anno viene allestita in occasione della plurisecolare “Sagre des Campanelis” che prenderà il via sabato 31 agosto sul prato delle Pianelle, dove continuerà fino a domenica 8 settembre quando il paese pedemontano festeggerà nel locale Santuario la Natività della Madonna. E per lunedì 2 settembre, quando per i generosi volontari della sagra si godranno un meritato riposo, a Cergneu si annuncia una bellissima iniziativa. “Cultura, tradizione e divertimento al Castello di Cergneu” è infatti il titolo della manifestazione indetta dal Comune di Nimis e dall’Associazione culturale Cernedum e che dalle 17 proporrà rievocazioni storiche medioevali e di antichi mestieri friulani, teatro, musica, racconti, falconieri, lavoratori e giochi per i più piccoli e, naturalmente, una invitante offerta enogastronomica. Ma per queste manifestazioni c’è ancora tempo, per cui ne parleremo più in dettaglio nei prossimi giorni.

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In copertina, alcune pregiate bottiglie in occasione di “Oro di Ramandolo 2023”.

Ma stasera sul Ponte dello Schioppettino non ci sarà Flavio Schiratti, un grande imprenditore che ha onorato Prepotto

di Giuseppe Longo

Sarà grande festa questa sera sul Ponte dello Schioppettino, a Prepotto. Ma lui, purtroppo, non ci sarà, perché il “re dello Schioppettino” è scomparso, prematuramente, appena una decina di giorni fa. Alla Notte del vino che, proprio sul ponte che attraversa il fiume Judrio unendo i territori di Albana e Mernico – per dirla in termini vitivinicoli Colli orientali del Friuli e Collio -, sarà infatti avvertita l’assenza di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” che ha investito tutto proprio sullo Schioppettino, coltivandone oltre 40 ettari, la maggior superficie in assoluto nel Vigneto Fvg, a dimostrazione di quanto l’imprenditore majanese credesse in questo straordinario vitigno che regala tante emozioni e soddisfazioni ai produttori di Prepotto e di Cialla. Schiratti è stato strappato alla sua amata famiglia, ma anche alla tanto coccolata azienda di Novacuzzo, ad appena 64 anni, vinto da una malattia rivelatasi purtroppo senza speranze.


Risale al 2008 la nascita della rinomata cantina nell’altrettanto rinomata zona produttiva di Prepotto, in una zona sempre baciata dal sole, tanto che il novello vignaiolo – proveniente a 50 anni dal mondo industriale – l’aveva appunto voluta chiamare “Ronc soreli” che, per chi non è friulano, significa ronco del sole cioè vigneto di collina sempre inondato da quella luce e da quel calore che consentono di produrre vini di straordinaria finezza, quelli che era riuscito ad ottenere Flavio Schiratti puntando alla valorizzazione delle varietà autoctone, in primis la Ribolla nera cioè lo Schioppettino. Ci credeva così tanto che questa era divenuta la sua “mission” produttiva, arricchendola con importanti interventi agronomici per il recupero dei vigneti antichi e per la regimentazione delle acque collinari, portando la superficie vitata dagli originari 33 ettari a 42, ristrutturando e ampliando la cantina che oggi non è soltanto un prestigioso polo produttivo, ma anche un luogo di importanti degustazioni e incontri di cultura, arte e musica. Un vanto, insomma, per Prepotto, tanto che Mariaclara Forti, avvocato e sindaco per la terza volta di questo piccolo-grande Comune di confine, gli ha dedicato toccanti parole. «Brillante e non banale era il suo modo di agire, dotato di una fertile creatività che ha portato e che avrebbe continuato a portare lustro e prestigio a tutto ciò che la circondava”. Aggiungendo che altri parleranno di lui “chi come grande imprenditore, chi come illustre personalità del mondo del vino e dell’accoglienza».
E per i suoi prestigiosi vini Flavio Schiratti è stato premiato in questi anni con importanti riconoscimenti. Il suo Schioppettino, in particolare, è stato protagonista di una qualificatissima degustazione avvenuta due anni fa nel Congresso nazionale Assoenologi che si era riunito alla Fiera di Verona, negli stessi padiglioni che ogni primavera ospitano il Vinitaly. Era stato, infatti, proprio lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso l’importante appuntamento dei tecnici della vite e del vino. Era un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011. Un vino che un paio di mesi più tardi dello stesso 2022 era stato protagonista di una splendida degustazione comparata che, a Cividale con il coordinamento di Claudio Fabbro, lo aveva visto sfilare assieme ad altri tre grandi Schioppettini, quelli di Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt.
Tornando alla odierna Notte dello Schioppettino di Prepotto, ricordiamo che questa comincerà alle 19.30 mentre la cerimonia inaugurale seguirà alle 20. Protagonisti saranno ben 17 vignaioli di Prepotto e della contermine Dolegna del Collio assieme a tredici ristoratori della Val Judrio. Per cui il successo, viste anche le ottime condizioni del tempo, è garantito. E sarà una nuova dimostrazione di quanto questa formula innovativa proposta per la prima volta dalle Città del vino Fvg sia stata azzeccata. E, allora, buon Schioppettino a tutti, proprio con un grato pensiero rivolto a Flavio Schiratti che ci ha lasciato troppo presto.

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In copertina, Flavio Schiratti scomparso a 64 anni; all’interno, l’imprenditore alla degustazione di Cividale di due anni fa con altri produttori di Schioppettino di Prepotto e di Cialla e il sindaco Mariaclara Forti.

Anche le Città del vino Fvg nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio

(g.l.) Non solo Comuni e Pro Loco. Le Città del vino del Friuli Venezia Giulia – protagoniste della recente manifestazione di Mariano – sono entrate anche nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio, uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche, nonché la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo della zona interessata.

Tiziano Venturini


Attualmente sono 17 i Comuni che fanno parte dell’associazione e si tratta, ovviamente, di quelli attraversati dal noto corso d’acqua, ma anche dal Versa suo principale tributario. Si tratta di Drenchia, Grimacco, Stregna, Prepotto, Dolegna del Collio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Cormons, Chiopris Viscone, Medea e Romans d’Isonzo, oltre a San Floriano del Collio, Capriva del Friuli, Mossa, Moraro, Mariano e San Lorenzo Isontino.
Alla riunione, tenutasi l’altro giorno a San Lorenzo Isontino, a Casa Lis Neris, erano rappresentati i Comuni di Cormons, Dolegna, Capriva, Corno, San Giovanni, Medea, Romans, Moraro, San Lorenzo, Mossa e Prepotto. Proprio l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di quest’ultimo Comune, noto per la famosa sottozona dello Schioppettino, ha sottolineato l’importannza che pure le Città del vino siano rappresentate all’interno di questo importante organismo del Friuli orientale, se non altro per il fatto che la maggioranza di questi territori sono molto vocati alla produzione vitivinicola e la loro quasi totalità fa parte dell’associazione nazionale delle Città che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini. A rappresentare le Cdv Fvg all’interno dell’assemblea sarà il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo che è anche vicesindaco di Corno di Rosazzo, appunto uno dei Comuni aderenti.

I sindaci intervenuti all’assemblea.

 

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In copertina, suggestiva immagine di un tratto del corso del fiume Judrio.

I Nonino con il “Risit d’Aur” premiano Angelo Floramo e Coperativa Insieme. E a Percoto faranno festa anche per i 50 anni della prima grappa di monovitigno

di Giuseppe Longo

Sono Angelo Floramo e la Cooperativa Insieme “Frutti per la Pace” gli insigniti del Premio Nonino Risit d’Aur Barbatella d’Oro 2024, il prestigioso riconoscimento che i distillatori di Percoto, Giannola e Benito Nonino, istituirono nell’ormai lontano 1976, l’anno del terremoto che sconvolse mezzo Friuli, per sottolineare l’impegno nella salvaguardia dei vecchi vitigni autoctoni a rischio estinzione e nel contempo valorizzare le espressioni della civiltà contadina di queste nostre terre. La consegna dei premi avverrà sabato 27 gennaio, alle ore 11, nella distilleria sita a Ronchi di Percoto e nell’occasione si terranno anche le celebrazioni per i cinquant’anni della creazione del Monovitigno Nonino, la prestigiosa grappa che si è imposta con grande successo a livello internazionale.
Ma chi sono i due premiati? «Angelo Floramo, accademico, storico, medievalista e consulente scientifico della biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli – si legge nelle motivazioni -, è, come ama definirsi, “figlio della frontiera”. Nel suo peregrinare per motivi di studio tra le più antiche biblioteche, borghi e monasteri in Italia e in Europa ricerca da sempre i fili che legano la cultura friulana a quella slovena dove le due culture si fondono (Balkan Circus 2013 e La Veglia di Ljuba 2018 edizioni Ediciclo e Bottega Errante)». L’ultimo suo libro è dedicato al prodotto della vite, “Vino e libertà” è infatti il titolo, ed è stato al centro di un recentissimo incontro che lo scrittore ha avuto all’Ute di Pordenone.
«Alla ricerca delle radici comuni attraverso le “madri” – le “majke” – che legate alle loro terre diventano canto nel più profondo senso dell’esistere, si è imbattuto – si legge ancora – nella cooperativa Insieme delle donne di Bratunac e Srebrenica, donne di Bosnia come amano definirsi, non serbe, croate, bosgnacche, non musulmane, cattoliche, ortodosse, ebree. Donne e basta. Queste donne dimostrano che si può ricostruire un’identità collettiva contro le divisioni imposte dalla guerra e hanno avviato un processo di elaborazione del lutto basato sul riconoscimento del valore del dolore dell’altro, non più inteso come nemico ma come vittima della stessa violenza. Questo è il valore etico incalcolabile della cooperativa Insieme “Frutti per la pace” creata nel 2003 da un gruppo di “pacifiste in pratica”, come la loro presidente, Radmila Zarkovic».
Come dicevamo, il Premio Nonino Risit d’Àur nacque nel 1976 e in quasi cinque decenni ha collezionato un ricco albo d’oro. «Un anno prima – ricorda il dottor Claudio Fabbro -, ricercando vinacce degli antichi vitigni autoctoni friulani, i Nonino avevano scoperto che i più rappresentativi (Ribolla, Schioppettino Tazzelenghe e Pignolo) erano in via di estinzione essendone vietata la coltivazione e il 29 novembre, con lo scopo di farli ufficialmente riconoscere dagli organi nazionali e comunitari, istituirono il Premio Nonino Risit d’Àur da assegnare annualmente al vignaiolo che avesse posto a dimora il miglior impianto di uno o più di questi vitigni anche se di proporzioni limitate». La prima edizione del Premio, appunto nel 1976, andò a Dina e Paolo Rapuzzi dell’azienda Ronchi di Cialla, in Comune di Prepotto, per l’impianto di Schioppettino, vitigno per il quale la coppia s’impegnò assiduamente al fine di ottenerne la salvaguardia. Nel contempo – ricorda ancora Fabbro -, riconoscimenti andarono anche all’azienda Conti Florio di Buttrio per il Tazzelenghe, ai Conti Trento di Dolegnano per lo Schioppettino e il Pignolo. Premi anche a Guido Poggi per l’ampelografia sui vitigni autoctoni friulani e a Angelo Nassig per la ricerca sulle stesse varietà. Tra i numerosi premiati in questo quasi mezzo secolo si distinse nel 1992 l’allora Consorzio per la Tutela del Ramandolo per sottolineare la tenace azione di difesa del prestigioso vino ottenuto dalle uve di Verduzzo friulano, nei Comuni di Nimis e Tarcento, che nove anni più tardi sarebbe stato premiato dalla prima Docg attribuita a un vino del Friuli Venezia Giulia.
Gli altri Premi Nonino, quelli più espressamente legati al settore letteral-culturale, sono stati assegnati invece ad Alberto Manguel, Rony Brauman per Medici senza frontiere e Naomi Oreskes. La Giuria, presieduta da Antonio Damasio, era composta da Adonis, Suad Amiry, John Banville, Luca Cendali, Mauro Ceruti, Jorie Graham, Amin Maalouf, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgar Morin.

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In copertina, lo scrittore friulano Angelo Floramo insignito del Risit d’Aur 2024.

Gradisca, dopo la superverticale dedicata al Friulano, oggi finalissima per il Noè protagonisti Schioppettino e Tazzelenghe

(g.l.) Finalmente una buona, anche se fredda, giornata per gli ultimi appuntamenti con il Gran Premio Noè, a Gradisca d’Isonzo. Nell’ambito della manifestazione, che è uno degli avvenimenti di punta della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, venerdì sera ha riscontrato un vero e proprio successo di partecipazione, oltre ad aver suscitato un notevole interesse, la terza tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg, organizzate assieme alle Pro Loco Buri di Buttrio, di Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Le bottiglie di Friulano in degustazione.


Bilancio più che positivo, dunque, per questa superverticale dedicata al Friulano – da uve di Tocai – nella Città del Vino isontina, nella storica cornice dell’Enoteca Serenissima. Una serata sapientemente condotta dal wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto con le etichette delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Ricordiamo che questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano invece costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa, nel programma messo a punto dall’associazione guidata da Tiziano Venturini, è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo è la “chiave di lettura” delle serate e viene scandito da una grande clessidra.

Schioppettino

Tazzelenghe

E veniamo al gran finale della rassegna, dopo la importante giornata di ieri che ha visto anche la consegna di numerosi e importanti riconoscimenti. Stamane, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo pregiato vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli che a Prepotto e a Cialla esprimere tutte le sue potenzialità. Nel pomeriggio, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe, abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, un momento della Verticale di Friulano guidata da Matteo Bellotto.

Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe i “magnifici tre” del vecchio Friuli protagonisti da oggi al Gran Premio Noè

(g.l.) Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, i “magnifici tre” della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente sono stati salvati dall’oblio, saranno i protagonisti della nuova edizione del Gran Premio Noè che comincia proprio oggi, primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo, con punto focale la storica Enoteca Serenissima che riapre soltanto per la importante occasione: la prestigiosa rassegna nata quasi sessanta anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia.


Il Gran Premio Noè 2023 – organizzato dal Comune isontino con il supporto della Regione Fvg – si terrà infatti nei giorni 1, 2 e 3 dicembre e quest’anno sarà dedicato appunto alle tre varietà autoctone a bacca rossa citate che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. Una buona occasione, dunque, per capire ancora una volta quanto sia stata provvidenziale l’iniziativa per salvaguardare questo prezioso patrimonio ampelografico della nostra terra che consente di ottenere tre vini prestigiosi, seppur di nicchia, che qualificano ulteriormente la vitivinicoltura regionale.
Questa sera, alle 19.30, nell’enoteca si terrà l’annunciata degustazione verticale di Friulano – da uve di Tocai – del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i Friulani giovani e d’annata delle aziende gradiscane Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali, guidate da Tiziano Venturini, attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa (questa è la terza, dopo Corno di Rosazzo e Buttrio) è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.
Domani, invece, la giornata sarà dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia appunto, e il suo popolo.


Ultima giornata domenica. Alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino – l’orgoglio di Prepotto e di Cialla -, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, ma alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio del singolare autoctono.
L’Enoteca Serenissima, nello storico Palazzo dei Provveditori Veneti, sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – oggi fino alle 14 e dalle 17 alle 21.30, domani dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca. Un bel programma, insomma: c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo perché, secondo Osmer Fvg, ci sarà un miglioramento appena nella giornata di domenica.

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In copertina, grappoli di Tazzelenghe; all’interno, di Schioppettino e di Pignolo.

Riapre la storica Enoteca Serenissima per ospitare il Gran Premio Noè targato 2023

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè, la prestigiosa rassegna nata quasi sessant’anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione 2023 – organizzata dal Comune con il supporto della Regione – si terrà nei giorni 1, 2 e 3 dicembre nella cornice della storica enoteca La Serenissima che riapre per l’occasione. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alle tre varietà autoctone a bacca rossa regionali Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. La manifestazione vuole offrire l’opportunità di valutare il cambiamento che c’è stato in questi ultimi 45 anni, con l’affermazione seppur di nicchia di questi vitigni.

Cerimonia del Gran Premio Noè in Teatro.


In apertura del Noè, venerdì 1° dicembre, alle 19.30, nell’enoteca si terrà – come si spiega in dettaglio nell’articolo precedente – la degustazione verticale di Friulano del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i vini Friulano giovani e d’annata delle aziende Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Sabato 2 sarà la giornata dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia, e il suo popolo. La giornata di sabato si concluderà con l’appuntamento musicale delle 19 con “Jazz Trick” a cura di Complotto Adriatico, Walter Sguazzin e Francesco Ivone in un mix musicale con Ableton push e la tromba per un risultato dall’atmosfera lounge molto newyorkese.
Infine domenica, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30, sabato dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, l’ingresso dell’Enoteca Serenissima nello storico palazzo dei Provveditori Veneti a Gradisca.

Agriflash.FVG

Malvasia oggi protagonista a Trieste – Ristorante Montecarlo & Bever Forever Organizescion propongono, infatti, la quarta edizione di “Malvasia and Friends”. Si tratta di un incontro-degustazione di vini provenienti da Istria croata, Istria slovena, Aquileia, Carso, Brda, Vipavska, Collio, Isonzo e Colli orientali. Un banco d’assaggio di qualità dedicato alla Malvasia, vino principe di queste terre, accompagnata da altri bianchi autoctoni, come Vitovska, Friulano (ex Tocai), Moscato e Ribolla. I produttori serviranno e descriveranno i loro prodotti: diversità di terreni, esposizioni, clima e modalità di vinificazione renderanno unica e originale la degustazione. L’appuntamento è dunque fissato, dalle 16 alle 22, al ristorante Montecarlo, in via San Marco 10. Ingresso 20 euro – Prenotazione anticipata obbligatoria al ristorante stesso o telefonicamente allo 040.662545 oppure al 349.5435160. Durante l’evento saranno serviti assaggi di cucina tipica. Ingresso rispettando le normative anti-Covid.

“Naturalmente, da latte friulano” – Questo il nome della Società consortile a responsabilità limitata nata nei mesi scorsi che presenterà composizione, finalità e programmi in una conferenza stampa che si terrà domani, martedì, alle 10.45, nella Casa della Contadinanza, in Castello a Udine. Interverrà anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna. Tredici aziende della regione hanno infatti costituito “Naturalmente, da latte friulano” che si propone di avviare un percorso strategico di consolidamento e di sviluppo del sistema friulano della filiera del latte bovino. Le aziende consorziate utilizzano tutte latte ottenuto in Friuli, con forniture alimentate da circa il 30% delle stalle attualmente in attività. Si tratta di realtà operanti in tutti i settori: raccolta e distribuzione del latte, tradizionali latterie, caseifici specializzati nella stagionatura del formaggio, Dop Montasio in particolare.

“Asparagus” dà appuntamento a Udine – Dopo le serate di Tavagnacco e Grado, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani si prepara alla terza tappa che il 6 maggio prossimo sarà al ristorante Là di Moret a Udine, mentre il 13 maggio l’appuntamento è fissato alla Taverna, a Colloredo di Monte Albano; quindi, il 20 alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. La manifestazione è sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Intanto, prosegue a Fossalon di Grado la Festa degli asparagi bianchi, che continuerà anche nel prossimo fine settimana per concludersi domenica 8 maggio. Intanto, si prepara ad aprire i battenti anche la rinomata Mostra regionale di Tavagnacco, giunta alla 84ma edizione, che ritorna dopo la sospensione causata dall’emergenza Covid. L’appuntamento è per tre fine settimana dal 7 al 22 maggio.

“Io sono Fvg” al Rally di Piancavallo – Il progetto “Io Sono Friuli Venezia Giulia” continua a crescere abbracciando un evento sportivo di respiro nazionale e internazionale come il Rally di Piancavallo. Una manifestazione che da 35 anni riesce a valorizzare il territorio, attraversando e facendo conoscere a migliaia di appassionati di questa disciplina i paesi e i borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. Un binomio, quello tra questa gloriosa competizione motoristica e il marchio che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari, che porterà grandi vantaggi a tutto il Friuli Venezia Giulia. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della presentazione dell’edizione 2022 del Rally di Piancavallo, in programma il 14 e 15 maggio. L’esponente della Giunta Fedriga ha ricordato che nell’ambito della manifestazione saranno organizzate numerose iniziative di promozione di alcune eccellenze agroalimentari del nostro territorio accumunate dal marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Con iniziative di questa portata riusciamo ad affermare in modo chiaro i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica alla base di questo brand collettivo che mette tutti – turisti, sportivi e team impegnati nella competizione – nella condizione di riconoscere più facilmente l’origine dei prodotti delle diverse filiere agroalimentari della nostra regione. L’assessore ha sottolineato in conclusione che “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è un progetto che esalta il significato profondo di comunità tipico di questo territorio. Una comunità fatta di persone, risorse, tradizioni, prodotti di qualità e saperi unici al mondo.

Lo Schioppettino e il concorso letterario – Dopo la bellissima serata tenutasi a Cividale, lo Schioppettino di Prepotto sarà protagonista di un incontro nell’ambito del concorso letterario, giunto alla seconda edizione, “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” che sarà ospitato dalla Biblioteca di San Martino al Tagliamento il 14 maggio prossimo. Oltre a Cinzia Benussi, Carmen Gasparotto e Barbara Pascoli, organizzatrici del concorso, promosso e sostenuto dal Comune di Prepotto, ci saranno gli scrittori Antonio Bonacina ed Elena Vesnaver, che hanno preso parte alla passata edizione, e Daniela Gatto, componente della giuria dei lettori e autrice del romanzo “Intreccio imperfetto”. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre. Info: whatsapp 340 6831928 e barbara.pascoli@gmail.com

Tappi sughero, Labrenta acquisisce Anacorks – Gruppo Labrenta, azienda con base a Breganze (Vicenza) specializzata in soluzioni di chiusura per il settore wine&spirits, rileva il 100% dell’impresa portoghese Anacorks, specializzata nella produzione di tappi in sughero naturale per distillati. L’azienda fondata nel 1998 a Lobão, nel nord del Paese iberico, ha chiuso il 2021 con un fatturato di circa 3 milioni di euro. Anacorks conta oggi su due siti produttivi con 20 addetti ai quali si aggiungerà un terzo stabilimento entro l’estate, così da supportare la crescita nei mercati di Messico, Stati Uniti, Regno Unito, Sudafrica e Singapore. Per quanto riguarda la gestione dell’azienda, continuerà la collaborazione con Miguel, Sergio e Carlos Castro, nipoti dei fondatori Ana Pinto e Manuel Castro. L’acquisizione è uno dei tasselli fondamentali dell’importante piano di internazionalizzazione e verticalizzazione per il controllo della filiera intrapreso da Labrenta, che oggi presenta due siti produttivi nelle Americhe (Brasile e Messico) oltre al polo produttivo di Breganze. “Abbiamo iniziato a lavorare il sughero 51 anni fa ma, oggi più che mai, lo riteniamo un materiale estremamente attuale e sostenibile – afferma Gianni Tagliapietra, Ad di Labrenta –. Pensiamo che il trend attuale porterà il sughero naturale a essere sempre più apprezzato e utilizzato nel settore degli spirits per i prodotti premium, per questo quella di Anacorks è un’acquisizione strategica”. La verticalizzazione della produzione rientra nella strategia disegnata dal progetto Labrenta Green Deal 2030, attraverso il quale l’azienda si impegna a utilizzare materiali sempre più sostenibili e a scegliere siti produttivi più vicini ai propri clienti per ridurre il carbon footprint dei propri prodotti. Innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione sono i cardini di sviluppo del gruppo Labrenta, i cui volumi puntano a superare i 30 milioni di euro di fatturato entro la fine dell’anno con un piano di crescita 2023-2025 ambizioso. Il successo del gruppo è frutto del lavoro di squadra che a oggi conta su quasi 180 unità, con particolare merito al management team che ha saputo raccogliere la sfida e vedere oltre le difficoltà contingenti, scommettendo nell’acquisizione del know how fondamentale per continuare la crescita. Dopo l’exploit nei mercati americani ed europei del 2021, che aveva portato il gruppo vicentino a raddoppiare il fatturato rispetto all’anno precedente, nel primo trimestre 2022 si conferma un trend di ulteriore crescita, registrando un aumento di oltre il 60%. Nell’ultimo anno l’organico è stato potenziato di oltre 50 addetti tra Italia, Brasile e Messico e si prevede l’assunzione di altri 20 profili specializzati entro l’anno in corso per rafforzare tutte le business units. In quest’operazione il Gruppo Labrenta è stato affiancato dall’Advisor strategico Circle Brain, da Minyanabeltran Avvocati e Commercialisti sul piano fiscale e dall’M&A team del gruppo.

L’Anteprima Trasimeno 2022 – Domenica 29 e lunedì 30 maggio arriva a Castiglione del Lago l’Anteprima Trasimeno 2022, prima edizione dell’evento organizzato in collaborazione dal Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno e dalla Strada del Vino Colli del Trasimeno, che si inserisce nel programma di Umbria in Anteprima. L’Anteprima verrà inaugurata ai Ruderi della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo – Rocca del Leone a Castiglione del Lago domenica 29 maggio, alle 19.30, con un momento istituzionale durante il quale verranno ufficialmente presentati l’evento e le attività del Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno. Lunedì invece la vera e propria Anteprima, dalle 10 alle 18 a Palazzo della Corgna. L’evento, riservato alla stampa specializzata nazionale e internazionale e agli operatori del settore che potranno accreditarsi compilando il modulo sul sito del Consorzio, vedrà protagonisti il Trasimeno Gamay, il Grechetto e i vini rosati del territorio, principali espressioni enologiche delle aziende aderenti al Consorzio. Al centro dell’Anteprima 2022, grazie anche a una masterclass dedicata in programma lunedì 30 maggio, alle ore 10, il Trasimeno Gamay, vitigno a bacca rossa introdotto in questa zona già a partire dal XVI secolo, nel periodo di dominazione spagnola nell’Italia centro-meridionale conseguente alla pace di Chateau-Chambrésis del 1559, e punta di diamante della Doc Colli del Trasimeno. Il Trasimeno Gamay fa parte della famiglia della grenache (o garnacha, in spagnolo) ed è lo stesso vitigno conosciuto in Sardegna come Cannonau, in Liguria come Granaccia e come Tai rosso dei Colli Berici in Veneto. Fin dal suo arrivo nel territorio umbro questo vitigno è stato coltivato con la tecnica ad alberello, di origine francese, e non con la tecnica a “vite maritata”, molto più comune nell’area del Trasimeno e utilizzata già dall’epoca degli etruschi. Per questo motivo ha preso erroneamente il nome di Gamay, vitigno francese allevato ad alberello e utilizzato per la produzione del vino Beaujolais, proveniente dall’omonima regione. Il Trasimeno Gamay Doc è un vino sapido ed elegante. Nel calice si presenta di un colore rosso rubino luminoso, di media trasparenza e con sfumature che possono andare dal granato al violaceo fino al blu. Il profumo è intenso e fruttato, dominato da sentori di frutti a bacca rossa come lampone, amarena e mirtilli, in alcuni casi si riconoscono aromi di cacao.

Quando lo Schioppettino di Cialla e Prepotto ti “innamora” e ti fa cambiare anche mestiere…

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Lo Schioppettino è veramente la carta che sempre più va giocata a Prepotto e a Cialla, località che con le loro sottozone, ritagliate all’interno dei Colli orientali del Friuli, ne hanno “consacrato” una valenza ormai riconosciuta da tutti. E una conferma, semmai ci fosse stato bisogno, è venuta anche da un vero e proprio evento, anche perché originale, che ha avuto quale cornice il ristorante “Al Castello” che domina Cividale, la città longobarda Patrimonio dell’Umanità. Pretesto azzecatissimo la presentazione del volume “Custodi del vino – Storie di un’Italia che resiste e rinasce” (Slow Food Editore), un affascinante racconto di viaggio che Laura Donadoni ha fatto dopo essere andata alla scoperta di vigne e cantine, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, che lavorano ogni giorno per costruire e promuovere un messaggio di resilienza, capace di far uscire loro stesse, ma anche tutti noi, dai due anni tormentati dell’emergenza pandemica.

Gli intervenuti mentre parla Fabbro.


E, in questo viaggio tutto da scoprire sfogliando e leggendo le pagine del libro, bello e interessante, nel Vigneto Fvg l’autrice ha posato la lente d’ingrandimento proprio sulla zona dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla, “indagando” nel lavoro appassionato dei suoi “Custodi”. Che, nella fattispecie, sono quattro affermati e anche storici produttori – Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt -, tre dei quali sono approdati al settore vitivinicolo dopo aver fatto tutt’altre attività. Apripista fu oltre mezzo secolo fa, anno più anno meno, il compianto Paolo Rapuzzi che, sostenuto dall’amore e dalla comprensione della moglie Dina – presente alla bella serata con i figli Ivan e Pierpaolo -, decise di impiantare un’azienda viticola proprio sulle colline di Cialla, da sempre terra di vini autoctoni di valore, come appunto lo Schioppettino, allora in serio pericolo di definitiva scomparsa, ma che la tenacia e l’intraprendenza di questi novelli viticoltori hanno permesso di salvare, anche grazie al determinante appoggio dei distillatori Nonino di Percoto che attribuirono proprio ai Rapuzzi, per questo loro coraggioso impegno – arrivarono a sfidare la legge che addirittura ne vietava la coltivazione – la prima edizione del Premio “Risit d’Aur”. Una storia rievocata da Claudio Fabbro che ha condotto l’incontro, fra dati e aneddoti, presentando appunto il libro, la sua autrice – il cui lavoro si divide tra California e Italia – e i quattro produttori. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a rilanciare l’immagine del Vigneto Friuli come Luigi Veronelli, Gianni Brera e Mario Soldati.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti…

… e l’intervento di Laura Donadoni.

Simile l’avventurosa esperienza di Riccardo Caliari, veronese, ingegnere, da quattro anni a Prepotto dopo una importante parentesi a Montalcino, area fra le più celebrate della Toscana. Affascinato dalla ricca biodiversità di questa terra di confine, coltiva nove ettari a Novacuzzo, riservando un occhio di riguardo proprio allo Schioppettino – il vitigno, come è noto, è la Ribolla nera, in sloveno Pocalza – che affina in legno, come richiesto dal disciplinare, ma anche in anfora. Anche se veneto di origini, crede molto nelle tradizioni locali, tanto da chiamare l’azienda “Spolert”, il nome friulano della vecchia cucina in mattoni. Attribuisce grande importanza all’enoturismo, anche questa una carta da giocare sempre con maggior convinzione.

Alessandro Cossa

Pierpaolo Rapuzzi


Pure Flavio Schiratti ha cambiato vita, a cinquant’anni, dando vita a Ronc Soreli. Provenendo dal mondo industriale, ha molto investito a Prepotto acquistando una trentina di ettari, quasi tutti coltivati con vitigni a bacca bianca, fatta eccezione per il poco Schioppettino. Nel 2008 la prima vendemmia coincidente con la nascita della prestigiosa sottozona, che ha seguito dopo alcuni anni proprio quella di Cialla. Il suo Schioppettino ha rappresentato, con successo, il Vigneto Fvg alla recente degustazione nazionale condotta da Assoenologi al Vinitaly di Verona.
Autoctona invece, come il suo vino, Vie d’Alt, cantina presentata da Nadia Venica che con altre due sorelle porta avanti una bellissima realtà fondata dal nonno nel 1915. Un’azienda quindi tutta al femminile, diciotto ettari, in posizione panoramica invidiabile – da cui appunto il nome – a due passi dal Bosco Romagno. Lo Schioppettino è il rosso di punta, versatile ed elegante, per la produzione del quale le sorelle hanno appassionato anche i rispettivi mariti. Anche queste tre donne intraprendenti credono molto nel futuro enoturistico della zona.
“Nelle mani abbiamo un tesoro, guai a distruggerlo”, ha quindi ammonito Pierpaolo Rapuzzi ricordando proprio il lungimirante lavoro del padre. Un vino che ha una storia antica, tutta giocata tra Cialla e Prepotto, per il quale si dischiude un grande futuro, perché – per usare ancora le sue parole – è “semplice, facile da bere, ma complesso e di grande longevità”, caratteristico per quel singolare sentore di pepe nero originato dal rotundone. E poi si dice che il Friuli è soltanto terra di vini bianchi…

La degustazione degli 8 Schioppettini.

Tutte caratteristiche emerse anche nella degustazione che è seguita alla illustrazione delle aziende, le quali hanno presentato ognuna due Schioppettini, per cui si è trattato di un originale confronto tra ben sedici bottiglie di varie annate che hanno entusiasmato la platea, condotta alla scoperta delle peculiarità di questo grande, inimitabile vino, dalle parole appropriate del giovane sommelier-enotecaro Alessandro Cossa che ha sostituito egregiamente Liliana Savioli, impossibilità all’ultimo momento a intervenire. Tra gli estimatori del grande Schioppettino posto sotto i riflettori anche Giampiero Colecchia, voce autorevole delle Città del vino, che ha sottolineato l’opportunità di rafforzare le arcate di quel “ponte” già innalzato tra Prepotto e l’omonima frazione di Duino Aurisina proprio all’insegna del prodotto della vite, il professor Fulvio Ursini che, luminare dell’Università di Padova, ha scelto le colline di Dolegna del Collio per il suo “buen retiro”, e Ben Little, irlandese trapiantato in Friuli, “Pignolo dipendente”, ma innamorato anche degli altri vini di questa terra benedetta. E quindi anche dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla. A tutti aveva dato il benvenuto, aprendo l’incontro, l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio che crede molto nei progetti di valorizzazione dello Schioppettino e non perde occasione per escogitare e sostenere qualcosa di utile allo scopo. Tanto che un paio di anni fa le Donne del vino Fvg l’hanno premiata, facendola entrare nel loro benemerito sodalizio.

I grappoli dello Schioppettino.

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In copertina, i quattro produttori c on il sindaco Mariaclara Forti e la scrittrice Laura Donadoni.