La verza regina dell’inverno ritorna alla sagra di Sant’Antonio Abate a Feletto con un focus sugli effetti dei cambiamenti climatici. Sarà “cittadino benemerito” il sindaco emerito Giannino Angeli

Riecco la verza regina dell’inverno! L’umile ma delizioso (e importante) ortaggio sarà infatti di nuovo protagonista a Feletto Umberto dove sabato prossimo, 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, al quale la popolosa frazione di Tavagnacco è devota, si terrà dalle 10.30, al Teatro Paolo Maurensig, il convegno che dall’inizio del secolo è parte di rilievo della tradizionale “Festa della Verza”, che la comunità felettana celebra appunto in concomitanza con la ricorrenza del Patrono.


Il tema di quest’anno è di stretta attualità: anche se le condizioni meteo decisamente rigide di queste ultime settimane fanno pensare agli inverni del Novecento, il “nuovo” clima influisce in maniera significativa sulle coltivazioni. Nel corso del convegno, intitolato appunto “Ortaggi invernali e cambiamenti climatici” l’agronomo Costantino Cattivello (reduce da un recente viaggio di studio e lavoro in Cina) parlerà di “Orticole invernali in un clima che cambia”, mentre Massimo Percotto, delegato onorario della Accademia Italiana della Cucina di Udine, analizzerà l’influenza dei cambiamenti climatici sulle proposte gastronomiche a base di ortaggi invernali nella nostra cucina. A completare la rosa dei relatori ci saranno Luisa Dalla Costa, ricercatrice dell’Università di Udine, e Dino Persello, narratore e regista friulano. Sarà presente e porterà il saluto della Regione Fvg il presidente del Consiglio avvocato Mauro Bordin. I lavori saranno coordinati dal giornalista Bepi Pucciarelli.
Nel corso del convegno verrà attribuito il riconoscimento di “Cittadino benemerito”, una apprezzata novità avviata lo scorso anno a seguito di una delibera proposta dalla Giunta ed approvata dal Consiglio comunale. Il premiato di quest’anno sarà Giannino Angeli, già sindaco di Tavagnacco e custode della memoria storica della Comunità. Promotore delle tradizioni locali, ha contribuito con i suoi libri, le sue iniziative e il suo impegno costante, a trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, della libertà e della partecipazione civica. Sua anche l’idea – un quarto di secolo fa – della Festa della Verza e del “verzino”, il libriccino che viene stampato ogni anno in occasione della festa e che non mancherà neppure per questa 23ma edizione.
La serata di sabato prevede alle ore 20.45, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, un concerto d’organo in onore del Patrono. Alle tastiere del pregiato strumento settecentesco, opera del maestro organaro Francesco Antonio Dacci, l’organista Luca Sartore. La festa religiosa proseguirà domenica, alle 10.30, con la Messa solenne in lingua friulana, cui seguirà la distribuzione del pane benedetto, con il saluto del sindaco e l’esibizione del gruppo “Scampanotadôrs furlans”; al termine, negli spazi antistanti la villa Tinin, la tradizionale degustazione di “vergis e luianie” a cura delle Pro Loco di Feletto Umberto e Tavagnacco e la distribuzione di verze in collaborazione con Udine Mercati.
Assaggi e verze saranno “a offerta libera” ed il ricavato, come nelle precedenti edizioni, andrà alla Lilt udinese guidata dall’ingegner Giorgio Arpino. Ricordiamo, infine, che da domani a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia; l’elenco completo degli aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” è disponibile sui siti social del Comune e della Pro Loco.

—^—

In copertina, la verza tipico ortaggio invernale; all’interno, gli intervenuti alla conferanza stampa di ieri: da destra, il sindaco Giovanni Cucci, l’assessore Ornella Comuzzo e il presidente della Lilt Udine ingegner Giorgio Arpino.

Sipario sulla Festa della Verza a Feletto manifestazione dal sapore antico ma che sa anche rimanere al passo con i tempi

Per la Festa della Verza di Feletto, nata nel 2001, l’edizione che si è svolta nell’ultimo weekend è stata “quasi un Giubileo”. Il riferimento all’evento religioso non vuol essere irriverente, semmai tende a sottolineare il legame che esiste da sempre tra l’evento laico, incentrato sulla gastronomia (e non solo) della verza e degli ortaggi invernali, e la ricorrenza di Sant’Antonio Abate (17 gennaio) patrono della comunità felettana al quale è dedicata la chiesa parrocchiale.


Un legame che è stato ribadito dal sindaco di Tavagnacco, Giovanni Cucci, nell’aprire i lavori del tradizionale convegno svoltosi nella sala consiliare “Egidio Feruglio” dal titolo appunto “Un quarto di secolo di verza a Feletto”. A celebrare l’umile brassicacea sono intervenuti lo scrittore e comunicatore Matteo Bellotto, il gastronomo Roberto Zottar, delegato onorario di Gorizia dell’Accademia italiana della cucina, lo chef stellato Emanuele Scarello (trattoria Agli Amici di Godia). Con loro, al tavolo dei relatori, il moderatore Bepi Pucciarelli – che dal 2001 cura annualmente la pubblicazione del “verzino”, opuscolo nel quale la verza da semplice ortaggio diviene prodotto culturale –, l’assessore Ornella Comuzzo (che ha curato la regia della Festa della Verza assieme al presidente della Pro Loco Cil Feletto Nicolò Sgarellino), ed il “padre nobile”
della manifestazione, lo storico Giannino Angeli. Presenti a portare i loro saluti anche Paola Cargnelutti, in rappresentanza del Comitato Commercianti Feletto Centro, e l’ingegner Giorgio Arpino per la Lilt di Udine.


«La Festa della Verza rappresenta per la comunità di Feletto un’occasione per ricordare tradizioni, storie e ricette, ma anche per confermare un impegno a livello sociale: i proventi della festa verranno devoluti, come sempre è accaduto, alla sezione di Udine della Lega italiana per la lotta contro i tumori», ha osservato l’assessore Comuzzo, sottolineando anche l’importante sinergia e collaborazione tra i promotori dell’evento. Ricco, infatti, era il programma dei festeggiamenti: menù a tema per tutto il fine settimana nei locali aderenti per una ”sagra diffusa”, il convegno che ha previsto anche il riconoscimento di “Cittadino benemerito del Comune di Tavagnacco “ a Gianni Arteni, per la sua attività di imprenditore illuminato, e il concerto del “Lûs ensemble” al teatro Maurensig nella giornata di sabato. Domenica, invece, la parte più strettamente religiosa, con la Messa in lingua friulana, la distribuzione del “pane di Sant’Antonio” e la benedizione del paese da parte del parroco don Marcin Gazzetta, cui è seguito il discorso del sindaco. Entrambi hanno sottolineato il valore di questi eventi per mantenere salde le radici della Comunità rafforzandone l’identità e il sentimento di unione. L’esibizione della banda Congedati Divisione Mantova e l’assaggio di ”verze e luianie” preparate dalla Pro Loco di Feletto con il supporto di quella di Tavagnacco hanno concluso nel migliore dei modi una manifestazione dal sapore antico che sa mantenersi al passo con i tempi.

—^—

In copertina, un momento della benedizione del paese nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate mentre parla il sindaco Giovanni Cucci; all’interno, i relatori del convegno sulla verza e un’altra immagine della sentita cerimonia religiosa a Feletto.

Ritorna a Feletto la Festa della Verza: un convegno e menu a tema nei locali. Gianni Arteni sarà “cittadino benemerito”

Torna a Feletto Umberto la Festa della Verza, una delle poche, se non l’unica sagra del mese di gennaio. Era, infatti, il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del terzo millennio) quando nella frazione-capoluogo di Tavagnacco si celebrava la sua prima edizione. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla festa del Patrono di Feletto, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”).
Nella prima edizione della Festa veniva anche presentata una pubblicazione di ricette (e non solo), iniziando una serie che continua tuttora. Il libretto – scherzosamente chiamato “verzino” – sarà presentato e distribuito durante il convegno “Un quarto di secolo di verza a Feletto” che si terrà sabato 18 gennaio, alle ore 17, nella sala consiliare a Feletto e che vedrà come relatori Matteo Bellotto, scrittore di vino e di poesia, Roberto Zottar, dell’Accademia Italiana della Cucina – delegato onorario di Gorizia, Emanuele Scarello, chef e patron del ristorante Agli Amici di Godia.

Gianni Arteni


Nel corso dell’incontro verrà anche attribuito il riconoscimento di “cittadino benemerito” all’imprenditore Gianni Arteni, figura molto nota del panorama economico-produttivo del territorio di Tavagnacco. «È un’iniziativa deliberata lo scorso dicembre dal consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Giovanni Cucci, alla presentazione della Festa – che intendiamo ripetere anche negli anni a venire». Sempre sabato, alle 20.30, si terrà il concerto del Lûs ensemble “Baroque e celtique” nel teatro Paolo Maurensig, sempre a Feletto, ultimo appuntamento della rassegna “Natale a Tavagnacco”. Domenica 19 poi alle 10,30 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate sarà celebrata una Messa solenne in lingua friulana, cui seguiranno la distribuzione del pane benedetto, il saluto del sindaco e l’intervento della banda Congedati Divisione Mantova. Al termine, la degustazione di “verze e luianie”, a cura delle Pro Loco di Feletto e di Tavagnacco a Villa Tinin. Verranno anche distribuiti ad offerta libera le verze e il Calendario della Lilt.
Da venerdì a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà, inoltre, possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Sui canali social del Comune di Tavagnacco è possibile trovare l’elenco completo degli esercizi di ristorazione aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” coordinati dal Comitato commercianti Feletto Centro.
«Quella della Verza – hanno spiegato il sindaco Cucci e l’assessore alla Cultura, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Ci auguriamo che anche l’edizione di quest’anno rispetti le caratteristiche di Festa di una Comunità che si ritrova su tematiche di interesse generale, con momenti che recuperano convivialità e tradizioni legate al territorio».

—^—

In copertina, le verze “regine” dell’inverno pronte per l’acquisto al mercato.

A Feletto riecco la Festa della Verza prelibatezza regina dell’inverno ottima per una sana alimentazione

Era il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del Terzo millennio) quando a Feletto Umberto si celebrava la prima edizione della “Festa della Verza”. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla ricorrenza del Patrono della frazione di Tavagnacco, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”). Benemeriti promotori, il compianto Bepi Bigotti – allora presidente della Pro Loco Cil Feletto – e l’amministrazione comunale guidata da Valerio Frezza, che accolsero con entusiasmo l’idea del concittadino ed ex sindaco Giannino Angeli, appassionato cultore di storia e tradizioni locali. In quell’occasione, veniva anche presentato un libretto di ricette (e non solo) iniziando una serie che si sarebbe interrotta soltanto nel 2020: non a causa della pandemia (che sarebbe tuttavia arrivata poche settimane dopo), ma del tardivo rinnovo del direttivo della Pro Loco. Al Covid-19 va invece attribuito lo “stop” dei due anni successivi, 2021 e 2022.

Un momento della presentazione.


La ripartenza c’è stata finalmente lo scorso anno, quando la Pro Feletto con la collaborazione di quella di Tavagnacco, della Parrocchia e dell’Amministrazione comunale ha organizzato – in occasione della Festa del Santo Patrono -, dopo la Messa solenne delle 10.30 celebrata in lingua friulana con la distribuzione del Pane di Sant’Antonio, il tradizionale assaggio di verze con le salsicce. Una ripartenza in forma ridotta, quasi il “numero zero” di una nuova serie, con l’impegno congiunto di Pro Loco e Amministrazione comunale a far tornare nel calendario delle sagre friulane quella che era una delle pochissime – se non l’unica – del mese di gennaio. Un impegno mantenuto, come si può vedere dal programma di quest’anno, presentato ieri mattina in Municipio. Durante l’incontro dedicato alla illustrazione dell’evento, il sindaco Giovanni Cucci ha sottolineato: «Abbiamo mantenuto l’impegno preso un anno fa dal mio predecessore, l’amico Moreno Lirutti, alla presentazione del libro dedicato al medico gastronomo Valerio Rossitti nel centenario della nascita». E ha auspicato che l’impegno delle Pro Loco e dell’Associazione Commercianti centro continui per le edizioni future della Festa della Verza e delle altre iniziative mirate a valorizzare il territorio.
«Quella della Verza – ha quindi spiegato l’assessore alla Cultura e alle pari opportunità, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Un concetto che nel convegno di quest’anno verrà ribadito dal presidente della Lilt friulana, Giorgio Arpino, che parlerà della cultura della prevenzione come “stile di vita”, uno stile nel quale l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale».


«E a proposito di cultura, quella con la “C” maiuscola, – ha proseguito la Comuzzo -, sono particolarmente lieta della presenza al convegno 2024, come relatore, del professor Angelo Floramo, che tra poco più di una settimana sarà a Percoto per ritirare un meritatissimo Premio Nonino”. Il “panel” dei relatori al convegno, che sarà moderato da Bepi Pucciarelli, sarà completato da Costantino Cattivello, agronomo e ricercatore dell’agenzia regionale Ersa, che parlerà di “Verza e non solo tra scienza e ricerca».
Nicolò Sgarellino, da pochi giorni riconfermato presidente della Pro Loco Cil Feletto Umberto, ha commentato positivamente l’adesione alla “Verza in Osteria” di ben dieci esercizi pubblici nei quali sarà possibile degustare la “regina dell’orto”. Locali (nominativi e piatti proposti si possono trovare alle pagine Facebook del Comune e delle Pro Loco) ubicati non solo nel capoluogo ma anche a Tavagnacco e a Colugna, rendendo quella della verza una “festa diffusa” sul territorio comunale. Alla presentazione della Festa che riparte in grande stile è intervenuto anche il maestro di cucina Germano Pontoni.

—^—

In copertina, una bella offerta di verze sul banco di un mercato ortofrutticolo.

A Feletto ritornerà la “Festa della Verza” nel ricordo del dottor Valerio Rossitti

di Giuseppe Longo

TAVAGNACCO – Festa grande oggi a Feletto Umberto per il suo patrono. Dopo la Messa solenne in lingua friulana, ci sarà la tradizionale distribuzione del “Pane di Sant’Antonio”, con la benedizione del paese e un concerto di campane. Come annunciano gli organizzatori, si potranno anche acquistare i prodotti ortofrutticoli a Km 0, in particolare le verze tipico ortaggio di stagione. E al termine del rito domenicale sia a Feletto che a Tavagnacco – anche il capoluogo, infatti, festeggia Sant’Antonio Abate – le Pro Loco delle due comunità offriranno un assaggio di verze con le salsicce, gustoso piatto invernale che abbina i sapori dell’orto a quelli delle saporite carni suine.

Il ricordo di Valerio Rossitti.


Ed è appropriato definire “assaggio” quanto verrà proposto stamane, perché la verza tornerà a essere grande protagonista fin dal 2024. Infatti, nel prossimo gennaio, sempre in coincidenza con la memoria di “Sant Antoni des bestis” o dal “purcit”, c’è tutta la volontà da parte del Comune di Tavagnacco e della Pro Feletto di riproporre la bellissima “Festa della Verza” che aveva animato per diciannove anni la popolosa cittadina alle porte di Udine. L’ha assicurato l’assessore Ornella Comuzzo, l’altra sera, durante l’affollato incontro in sala Feruglio dedicato al ricordo di Valerio Rossitti, medico ed enogastronomo, nel centenario della nascita che ricorreva proprio il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate. Un annuncio accolto con grande soddisfazione da Giannino Angeli, da sempre appassionato “regista” dell’iniziativa, che non ha voluto mancare all’appuntamento, ma anche da Bepi Pucciarelli, giornalista ed esperto di lungo corso in fatto di vini e cucina tipica, il quale ha garantito fin d’ora la sua collaborazione “tecnica” affinché sia una ventesima edizione in grande stile.

Il saluto del sindaco Liruti e i relatori.

Un preparato tavolo di relatori ha dunque reso omaggio al dottor Rossitti, uomo di «scienza e competenza» come l’ha definito il giornalista Silvano Bertossi, pure lui da sempre attento alla promozione e alla valorizzazione della buona tavola di casa nostra, tanto da aver fondato la Confraternita della polenta friulana di cui anche il medico di Feletto era convinto sostenitore. Nell’occasione, è stato presentato il libro di Valerio Rossitti “La Veridica Historia della Gastronomia – Dal pomo d’Adamo alle frasche di Maria Teresa” pubblicato, con la supervisione di Germano Pontoni, dall’editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato, rappresentata da Maura, sorella del maestro di cucina che ha offerto alla platea un affettuoso ricordo di Rossitti. «Instancabile ed entusiasta studioso del gusto che, con attento e scrupoloso lavoro di ricerca, è riuscito a far riparlare mio padre nelle righe di questo libro nel centenario della nascita», ha detto di Pontoni la figlia Piera, commossa per aver constatato la grande stima che circonda ancora Valerio Rossitti. «Umanista, cioè una persona interessata all’uomo e alla sua storia», l’ha definito nella prefazione al libro Marisanta di Prampero, ricordando di averlo conosciuto negli anni ’60 «quando arrivai sposa in quel di Tavagnacco». E ancora: «Mi fu presentato come il dottor Rossitti, medico, alla sagra degli asparagi che dal 1935 si teneva nel parco della Villa di Prampero, ma da come parlava di quei turioni esposti capii subito che, oltre ad essere medico, era anche un gastronomo». Ricordo rafforzato anche dalle parole di Renata Capria D’Aronco, la quale ha sottolineato tutto l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine per l’organizzazione dell’importante serata. Alla quale con il sindaco Moreno Lirutti, che ha fatto gli onori di casa, hanno partecipato anche due primi cittadini emeriti, il già citato Giannino Angeli e Mario Pezzetta, che fu anche presidente della Pro Tavagnacco. Ma in platea a onorare la figura del medico-gastronomo – ricordato anche dalla proiezione di immagini curata dallo chef Sergio Negro – c’erano pure Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani – che ha appena festeggiato mezzo secolo di vita -, e l’ingegner Giorgio Arpino, presidente della Lilt Udine da sempre partner con i suoi volontari della “Festa della Verza”. Come avverrà sicuramente anche nel 2024 quando, ne siamo certi, la manifestazione ritornerà a Feletto. Proprio nel ricordo del dottor Valerio Rossitti.

Il folto pubblico in sala Feruglio.

—^—

In copertina, la verza il tipico ortaggio invernale che tornerà a essere festeggiato a Feletto Umberto.

Cent’anni fa nasceva Valerio Rossitti medico ed enogastronomo: Tavagnacco oggi lo ricorda con un libro

di Giuseppe Longo

La memoria di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali allevati e patrono di Tavagnacco e di Feletto Umberto, come è noto ricorre il 17 gennaio. E proprio in questo giorno di cent’anni fa nasceva il dottor Valerio Rossitti, medico condotto per decenni e cultore dell’enogastronomia friulana alla quale ha dedicato tutto il suo vasto sapere. Così, la Civica amministrazione ha organizzato proprio per oggi, nell’ambito delle manifestazioni dedicate a “Sant’Antoni des bestis” cominciate ieri, un incontro per la presentazione del volume “La Veridica Historia della Gastronomia – Dal pomo d’Adamo alle frasche di Maria Teresa” appunto di Valerio Rossitti, grande conoscitore anche della storia di queste nostre contrade, soprattutto se collegate alla buona tavola, tanto che il libro (edizioni L’Orto della Cultura) fa parte dei suoi “Quaderni di cucina”. L’appuntamento culturale è dunque, alle 18, nella sala consiliare “Egidio Feruglio” di piazza Indipendenza, a Feletto.
Dopo il saluto del sindaco di Tavagnacco Moreno Lirutti, interverrà Piera Rossitti per portare una testimonianza diretta sul padre. Quindi prenderanno la parola Marisanta di Prampero de Carvalho, storica; Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine; i giornalisti esperti di enogastronomia Silvano Bertossi e Bepi Pucciarelli; il maestro di cucina Germano Pontoni. Gli interventi saranno moderati da Ornella Comuzzo, assessore comunale alla cultura, pari opportunità e associazioni. L’incontro è stato appunto organizzato dal Comune, dalle Pro Loco di Feletto Umberto e di Tavagnacco, unitamente alle Parrocchie delle due località i cui fedeli si affidano allo stesso patrono.
Con questo evento, la Civica amministrazione vuole dunque rendere omaggio al dottor Valerio Rossitti nel centenario della nascita ricordando a tal fine «una figura eclettica molto legata al territorio, medico di base per quasi trent’anni nel Comune di Tavagnacco, autore di molte pubblicazioni dedicate alla gastronomia, ai costumi e alle tradizioni friulane, al canto popolare in Friuli e all’arte. Rossitti fu anche partigiano, militò nella brigata Garibaldi. Come medico è stato specialista in medicina e chirurgia, igiene, puericultura e pediatria, malattie dell’apparato digerente, sangue e ricambio. È stato direttore di varie testate (“Amici dei musei”, “Bollettino del centro micologico friulano”..) e autore di varie pubblicazioni e ricerche in vari ambiti di studio. La sua vera passione però – sottolinea ancora il Comune – era la cucina e nella veste di appassionato di gastronomia» verrà ricordato proprio «da giornalisti, storici, maestri di cucina e scrittori che ebbero modo di conoscerlo e di apprezzarlo».
Ebbi l’occasione di incontrare per la prima volta Valerio Rossitti molti anni fa, diciamo una quarantina, quando la famosa “Mostra degli asparagi di Tavagnacco” veniva ancora organizzata, dalla Pro Loco allora guidata da Mario Pezzetta, nella magnifica cornice del parco dei Conti di Prampero. Proprio in quegli anni Ottanta veniva proposto, sempre nell’ambito della manifestazione espositiva, anche un concorso fra le cuoche del Comune volto a premiare la ricetta più originale che avesse come base appunto il bianco turione, storico vanto di queste campagne alle porte di Udine. Quindi, per diversi anni partecipai a queste serate di degustazione allestite sempre con la sapiente regia del medico-enogastronomo. Ma anche tante altre occasioni, in diverse località del Friuli, ci videro alla stessa tavola a condividere eccellenze e tipicità della nostra cucina, accompagnate da vini (da pochi anni erano nate le Doc) che già allora non temevano confronti. E così da lui imparai anche tante cose nuove e importanti!
E un appuntamento molto apprezzato con la cucina friulana veniva organizzato fino a pochi anni fa proprio a Feletto con l’appassionata regia di Giannino Angeli. La ricorrenza di Sant’Antonio Abate era, infatti, arricchita anche dalla “Festa della Verza”, umile quanto ottimo ortaggio degli inverni friulani. Una bella e sempre riuscita manifestazione che, complice l’emergenza sanitaria degli ultimi anni, è finita negli archivi della popolosa frazione di Tavagnacco. Ma dai quali sarebbe bello, e anche importante, venisse ripescata – la volontà, al riguardo, c’è già da parte di Comune e Pro Loco -, arricchendo così nuovamente la proposta della sagra di gennaio: sarebbe sicuramente contento anche Valerio Rossitti!

—^—

In copertina, il dottor Valerio Rossitti nel 1986 a Buttrio (si riconosce anche Gigi Valle, scomparso recentemente) quando nacque l’Associazione dei cuochi friulani.

 

LA RICETTA  – Coniglio al forno con “Pestàt”

di Gi Elle

Quest’anno la bella manifestazione agreste denominata “Sant Antoni Fieste dal Purcitar”, ospitata a Fagagna in quello splendido compendio della vita contadina friulana di un tempo che è “Cjase Cocel”, è stata accompagnata da un pregevole volumetto edito dall’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalir” contenente numerose informazioni sulla festa che si ripropone ogni anno puntualmente la terza domenica di gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati. E oltre a queste notizie è riportata anche una bella ricetta elaborata con quello speciale condimento da soffritto che si chiama “Pestàt” e di cui Fagagna va famosa, tanto che è diventato un Presidio Slow Food. La ricetta è della chef Margherita Missana dell’agriturismo Casale Cjanor:

“Coniglio al forno con Pestàt”

Ingredienti:
1 coniglio intero tagliato in pezzi
200 g di “Pestat” di Fagagna
olio extravergine di oliva
vino bianco
rosmarino
sale e pepe

Procedimento:
Scottare per qualche minuto i pezzi di coniglio in una padella senza condimento, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Distribuire in una casseruola un letto di “Pestàt” e quindi disporvi sopra i pezzi di coniglio. Salare, pepare, aggiungere un rametto di rosmarino, poco olio e mettere in forno ben caldo.
Fare rosolare in forno prima da un lato e poi dall’altro, bagnare con il vino bianco e portare a cottura a 180° C per circa 90/120 minuti fino a quando la carne sarà ben tenera. Servire con polenta morbida o patate al forno.

Vino:
Con una carne delicata come quella del coniglio, consigliamo un Merlot della Doc Friuli Colli orientali.

Ecco il “Pestàt”

Ma cos’è esattamente il “Pestàt”? Ve lo raccontiamo prendendo a prestito le esaurienti parole riportate sul citato libretto della festa. “E’ un Presidio Slow Food di Fagagna e si produce nel periodo della macellazione del maiale, da novembre a marzo. La base del prodotto è un lardo di grande qualità: una volta macinato viene miscelato con un trito di carote, sedano, cipolla ed un miscuglio di salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si aggiunge infine il sale, il pepe e un tocco di cannella e pimento. A questo punto, l’impasto viene insaccato in un budello naturale (alcuni lo conservano in barattoli di vetro dopo una stagionatura di 30 giorni) e messo a stagionare in cantine umide e fresche. L’utilizzo del “pestàt” è molto particolare; non viene infatti consumato come un insaccato, ma fatto soffriggere in modo che il grasso si sciolga, senza far bruciare le verdure, e usato come base per preparazioni della cucina locale”.

—^—

In copertina, ecco com’è il “Pestàt” di Fagagna prima di essere insaccato.