Cividale dà il benvenuto al 2026 con la “gubana più grande del mondo” e la Ribolla di Spessa. Ma molti gradirebbero anche il ritorno del concorso-sfida

di Giuseppe Longo

“Fiato alle trombe!”, avrebbe detto l’indimenticabile Mike. Ma oggi, più prosaicamente, possiamo dire: “Mano ai coltelli!”, per tagliare la “gubana più grande del mondo” con cui Cividale dà il benvenuto al nuovo anno. Come già annunciato, compie infatti 18 anni, e quindi è “maggiorenne”, il Capodanno della città longobarda con protagonista il dolce tradizionale di Cividale e delle Valli del Natisone in formato “extra large”. Domani, primo gennaio 2026, alle cinque del pomeriggio, quando già cala la sera, sotto la loggia municipale che si apre anche sul Caffé San Marco, organizzatore dell’originale evento assieme al Circolo culturale Corno, farà dunque bella mostra di sè il magnifico dolce preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio di fronte allo storico locale, in largo Boiani, ha aperto da qualche anno un’elegante e gettonata pasticceria.


Il dolce sarà poi tagliato a porzioni e offerto in degustazione a tutti coloro che vorranno unirsi alla festa. Il brindisi beneagurante sarà garantito, invece, dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa. L’evento – riferiscono con orgoglio e riconoscenza gli organizzatori – avrà per la prima volta il patrocinio ufficiale del Comune di Cividale del Friuli, segno del rilievo turistico raggiunto da questa iniziativa sospesa soltanto nei due anni della pandemia.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 53 chili e furono oltre 500 le persone accorse ad ammirarla e assaggiarla. Va ricordato che il compianto Berto Blasutig, titolare del vicino Forno Cattarossi, era stato l’artefice dei primi 15 anni dell’iniziativa, macinando innarrestabili pesate record che “lievitavano” di anno in anno. Dopo la sua scomparsa, il testimone è passato al rinomato gubanificio valligiano che ha consentito di mantenere vivo questo bellissimo evento volto a valorizzare il dolce tipico di quest’area del Friuli orientale. Fondamentale il supporto del Caffè San Marco e dell’azienda vitivinicola Scarbolo, accanto al coordinamento del Circolo culturale della vicina Corno di Rosazzo, guidato da Sergio Paroni, per il recupero di questa tradizione divenuta, appunto, “maggiorenne”. E che fino all’anno in cui è scoppiato il Covid – era il 2020, come tutti ricorderanno – faceva il paio con il concorso internazionale che vedeva la gubana friulana gareggiare con altri dolci italiani o delle nazioni contermini in appassionanti sfide, nelle quali i produttori valligiani erano sempre i grandi protagonisti. Un concorso che era divenuto felicemente una tradizione e che purtroppo la pandemia ha interrotto. Ma che sarebbe più che opportuno poterlo recuperare e rilanciare, anche per la valenza promozionale che l’iniziativa aveva assunto a beneficio appunto della gubana di Cividale e delle Valli del Natisone. Molti – anche chi scrive – lo ricordano con nostalgia e sarebbero più che felici se venisse reintrodotto. I promotori della “gubana più grande del mondo” potrebbero farci un pensierino…

—^—

In copertina, la “gubana gigante 2026” pronta per essere infornata alla Dorbolò di San Pietro al Natisone; all’interno, le bollicine di Ribolla gialla dell’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa.

La Gubana gigante del Capodanno cividalese diventa “maggiorenne”: sotto la Loggia torna la grande festa nel ricordo dell’irragiungibile Berto Blasutig

Compie 18 anni, quindi è “maggiorenne”, il Capodanno cividalese con protagonista la Gubana gigante. La sera del 1° gennaio prossimo, alle 17, sotto la loggia del Caffé San Marco, che organizza l’originale evento, assieme al Circolo culturale Corno farà bella mostra di sè il dolce tipico locale in versione extra large preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio di fronte allo storico locale ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria.


Il dolce sarà poi tagliato a fette e offerto in degustazione agli avventori che si presenteranno nell’allegra circostanza. Il brindisi beneagurante sarà garantito, invece, dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda Scarbolo di Spessa. L’evento avrà per la prima volta il patrocinio ufficiale del Comune di Cividale del Friuli, segno del rilievo turistico raggiunto da questa iniziativa sospesa solo nei due anni della pandemia.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 53 kg e furono oltre 500 le persone accorse ad ammirarla e assaggiarla. Va ricordato che il compianto Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi, è stato l’artefice dei primi 15 anni dell’iniziativa, macinando innarrestabili pesate record. Dopo la sua scomparsa, il testimone è passato al gubanificio valligiano che ha consentito di mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone. Fondamentale il supporto del Caffè San Marco e dell’azienda vitivinicola Scarbolo, accanto al coordinamento del Circolo culturale Corno per il recupero di questa tradizione divenuta, appunto, “maggiorenne”.

—^—

In copertina e all’interno la gubana gigante dell’anno scorso e la folla arrivata a Cividale per assaggiarla; qui sopra, il compianto Berto Blasutig al taglio del dolce tipico negli ultimi anni della sua partecipazione.

Torre Natisone, con il Saporibus in versione natalizia a San Pietro per scoprire bontà e tradizioni delle Valli

L’autobus del gusto è pronto per il Natale: dopo aver conquistato il pubblico con le sue precedenti escursioni tra Gorizia, la Carnia, Savorgnano del Torre – con la tappa speciale all’atelier dell’artista Celiberti – e San Daniele, Saporibus in Friuli Venezia Giulia si prepara ora al suo appuntamento più suggestivo. Si tratta della giornata prenatalizia di domenica 7 dicembre a San Pietro al Natisone, occasione perfetta per ritrovarsi, scambiarsi gli auguri e vivere un’esperienza autentica tra cultura e sapori del territorio, con partenza e ritorno a Udine.


Giunta alla terza edizione e promossa dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps, l’iniziativa – soprannominata “l’autobus del gusto” – continua a crescere. Un progetto che coniuga la scoperta delle eccellenze enogastronomiche con la valorizzazione dei borghi e del paesaggio, proponendo al tempo stesso una forma di turismo sostenibile e attento al territorio. “Con Saporibus promuoviamo un turismo lento, capace di unire la buona tavola alla conoscenza delle nostre radici – spiega Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio -. In queste uscite è nato un clima speciale: si sono formate nuove amicizie e un senso di comunità che ci rende orgogliosi. La tappa di San Pietro al Natisone sarà per noi un momento di festa, l’occasione per salutarci prima delle festività e condividere un’esperienza che rispetta davvero il territorio”.
Il programma della giornata prevede la partenza alle 9.30 da Piazza Primo Maggio a Udine. La prima sosta, alle 10.30, sarà al Mercatino di Natale di San Pietro al Natisone, accolto in uno spazio coperto e riscaldato che quest’anno ospita la 21ma edizione della rassegna “Gesti antichi per un nuovo Natale”, dedicata alle tradizioni artigiane. A mezzogiorno il gruppo raggiungerà l’agriturismo Monte del Re, dove verranno serviti i piatti tipici delle Valli, preparati con ingredienti locali. Nel pomeriggio, alle 14.30, è prevista la visita alla Chiesetta di Sant’Antonio Abate a Clenia, gioiello storico del territorio, seguita dalla merenda delle 15.15 alla Bon Bakery Degustazione, dove i partecipanti potranno assaggiare panettoni artigianali appena sfornati.
Il percorso si concluderà con uno dei momenti più attesi: alle 16.45 la visita alla rassegna “Presepi in Contea” a Cussignacco, una collezione di oltre cento presepi artigianali provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dall’Austria. La tappa include anche la visita alla Chiesa locale, dove spiccano tre grandi presepi, tra cui uno meccanizzato che ogni anno affascina grandi e piccoli. Il rientro a Udine è previsto per le 18.30. I posti sono limitati – scelta che rispecchia la filosofia del progetto, orientato a un’esperienza sostenibile e a misura di territorio – e la quota di partecipazione è fissata a 50 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi a Giovanna al numero 349.8686675.

—^—

In copertina, uno scorcio di San Pietro al Natisone; all’interno, una folta comitiva partecipante a Saporibus.

Il Museo del vino e del territorio un’iniziativa per Nimis e il suo Ramandolo in sintonia con gli obiettivi del progetto turistico “Benecia”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nella storica Osteria di Ramandolo, classico ed inconfondibile punto di riferimento del prezioso vino che porta lo stesso nome della borgata adagiata sulle pendici della Bernadia – e che da quasi un quarto di secolo beneficia della denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento per un vino di qualità primo ad essere riconosciuto nella nostra regione -, si è parlato l’altra sera anche del bellissimo progetto volto a creare a Nimis – rinomata Città del vino del Friuli Venezia Giulia – un Museo del vino e del territorio. Un’iniziativa partita, come si ricorderà, dalla Biblioteca civica e subito sostenuta dal Comune pedemontano attraverso il commissario straordinario, Giuseppe Mareschi, che regge la pubblica amministrazione in attesa del voto del 13 aprile, in vista del quale è in piena attività la formazione delle liste – si parla addirittura di quattro! – dalle quali dovranno emergere i nuovi amministratori che avranno il compito, fra tanti altri, di assecondare pure questo progetto che avrebbe un grosso significato per la promozione della zona e delle sue peculiarità. Nelle scorse settimane, infatti, c’era stato anche un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 Settembre, con lo stesso dottor Mareschi al fine di verificare la sua idoneità a ospitare la struttura museale, oltre alla esposizione permanente delle opere di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che che erano state proposte nella magnifica mostra allestita l’anno scorso, con grande successo, nell’antica Pieve.

L’occasione per parlare del Museo del vino e del territorio – quindi con il Ramandolo Docg al centro della originale iniziativa – è stata offerta dalla presentazione di “Benecia”, il progetto di valorizzazione turistica della fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia con la Repubblica di Slovenia, della quale fa parte anche Nimis assieme ai vicini Comuni di Attimis, Taipana e Lusevera, ma anche, partendo da nord, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Resia, Faedis, Torreano, Pulfero, San Pietro al Natisone,  Savogna, San Leonardo, e quindi Grimacco, Drenchia, Stregna, Prepotto e Cividale. Tanto per restare nella provincia di Udine, perché poi la linea di confine prosegue nel Goriziano e nel Triestino, dal Collio al Carso fino a Muggia. Si tratta, in pratica, delle località ai piedi del Canin e del Mangart, dei Musi, del Gran Monte e del Matajur, dove si conservano le radici e la parlata slovena, che nelle vallate del Cornappo e del Torre si esprime nel caratteristico dialetto “po nasen”. Per queste Valli, oltre e soprattutto per quelle del Natisone, si usa – come ha fatto osservare il resiano Sandro Quaglia, dirigente dell’Istituto per la cultura slovena – anche il termine “Benečija” (nella declinazione d’oltreconfine), che però non ha valenza geografico-territoriale, bensì espressione di una entità culturale con un evidente riferimento al periodo del dominio, anche in queste aree, della Repubblica di Venezia, mentre nelle zone di Gorizia e Trieste, da Dolegna del Collio al mare, regnava l’Impero Asburgico.
Quaglia – intervenuto con alcuni collaboratori – ha spiegato, nel contempo, che l’Istituto per la cultura slovena è stato costituito nel 2006 con l’intento di coordinare e affrontare con maggiore efficacia ed incisività la questione del consolidamento e della promozione della lingua e della cultura storicamente tipiche dell’area confinaria. Copre, con la sua attività, tutto il territorio di questa fascia a contatto con la Slovenia, dalla Valcanale e Resia (sebbene quest’area abbia una particolarità tutta sua: ricordate le parole della famosa villotta di Arturo Zardini “Da la Russie l’antenât stabilît sot il Cjanin…”) alle Valli del Torre, e quindi anche Nimis, e del Natisone. Proprio per quanto riguarda la “Benecia” sono stati presentati, anche attraverso una dettagliata proiezione di diapositive, gli obiettivi turistici del comprensorio e le manifestazioni che lo caratterizzano, come l’imminente Carnevale di Nimis. E fra questi obiettivi rientra, a buon diritto, proprio il progettato Museo del vino del quale hanno parlato la responsabile della Biblioteca comunale, Angelika Pfister, e Mauro Tubetti – più noto come dg Tubet -, anche con riferimento ai bandi attraverso i quali attingere ad adeguati finanziamenti per poter affrontare le prevedibili spese di allestimento, promozione e gestione, tutte attività che potrebbero fare riferimento alla già esistente associazione “Oro di Ramandolo” che organizza l’annuale e sempre riuscitissima manifestazione enologica di San Martino. Nell’occasione, è intervenuto anche Massimiliano Misdaris, presidente di Maglia Nera, il molto attivo sodalizio sportivo che si occupa, lodevolmente, della sistemazione e valorizzazione dei sentieri nel comprensorio montano che ha al centro proprio la Bernadia con la diffusione della pratica, sempre più popolare, della mountain bike. All’incontro c’erano anche vignaioli di Sedilis, visto che la zona del Ramandolo Docg si estende pure nel Comune di Tarcento.
Insomma, un incontro molto interessante che è servito, come detto, a mettere l’accento su iniziative che potrebbero decollare a Nimis, come appunto il Museo del vino e del territorio a Casa Comello, dove già funziona l’ufficio Iat che assicura un utile servizio di informazione turistica. Logicamente si tratta, per ora, dei classici “ferri in acqua” perché il tutto dovrà necessariamente fare capo, anche per una ovvia questione di tempi, alla nuova amministrazione comunale che, come detto, uscirà dalle elezioni amministrative convocate per la ormai sempre più vicina Domenica delle Palme.

—^—

In copertina, la zona di produzione del Ramandolo Docg durante la vendemmia; all’interno, gli interventi di Sandro Quaglia, Massimiliano Misdaris, Angelika Pfister e Mauro Tubetti;  infine, Nimis e l’osteria frazionale visti dalla storica chiesetta.

È pronta a Cividale la maxi-gubana per gli auguri di Capodanno questa sera sotto la storica loggia del Caffè San Marco

(g.l.) Pronta per essere tagliata e mangiata, tra spumeggianti brindisi e tanti auguri per il 2025 appena cominciato, la gubana gigante di Cividale! Il Capodanno nella città longobarda vedrà, infatti, nuovamente protagonista il maxi-dolce delle Valli del Natisone che da quasi vent’anni contraddistingue la festa del primo giorno dell’anno. Così questa sera, alle 18.30, sotto la quattrocentesca loggia municipale sulla quale si apre anche il “Caffé San Marco”, che organizza l’evento, farà bella mostra di sé proprio la gubana in versione extralarge preparata dalla ditta Dorboló di San Pietro che, proprio di fronte allo storico locale di largo Boiani, ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria. La maxi-gubana sarà poi tagliata a fette e offerta a tutti coloro che saranno presenti alla festa di inizio d’anno. Il brindisi beneagurante sarà garantito dalla Ribolla gialla spumante offerta dalla cantina Scarbolo di Spessa.
Come ricordavamo giorni fa, annunciando la bellissima iniziativa, lo scorso Capodanno la gubana pesava 50 chili e furono 600 le persone accorse all’evento ormai tradizionale. Si tratta, infatti, della 17ma edizione di questo appuntamento del “Prin da l’an” cividalese che, come si ricorderà, si era interrotto per un triennio a causa del Covid e della scomparsa del protagonista di ben 15 edizioni, il pasticcere Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi. Come è noto, la ripresa era stata possibile l’anno scorso grazie all’impegno di chi ha fortemente voluto mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone e alle aziende che, appunto dal 2024, si sono unite per rilanciarlo con il patrocinio della civica amministrazione. E allora cin cin con le bollicine di Ribolla e una fetta di gubana gigante. Con tanti auguri  per il 2025 appena sbocciato.

—^—

In copertina, i giovani pasticceri della Dorbolò che  hanno lavorato per produrre la maxi-gubana che sarà servita questa sera a Cividale.

Cividale, a Capodanno ritorna il brindisi con maxi-gubana e bollicine di Ribolla

Il Capodanno a Cividale vedrà nuovamente protagonista la gubana gigante. La sera del 1° gennaio 2025, alle 18.30, sotto la loggia municipale sulla quale si apre anche il “Caffé San Marco”, che organizza l’evento, farà bella mostra di sè il dolce tipico locale in versione extralarge preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che, proprio di fronte allo storico locale da poco restaurato, ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria. La maxi-gubana sarà poi tagliata a fette e offerta in degustazione agli avventori che si presenteranno nell’allegra circostanza. Il brindisi beneagurante sarà garantito dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda Scarbolo di Spessa.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 50 chili e furono 600 le persone accorse ad ammirarla e degustarla. Si tratta della 17ma edizione di questo appuntamento del “Prin da l’an” cividalese che si è interrotto per tre anni causa pandemia e dipartita del protagonista di ben 15 edizioni, Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi. La ripresa è stata possibile grazie all’impegno di chi ha fortemente voluto mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone e alle aziende che dall’anno scorso si sono unite per rilanciarlo con il patrocinio della civica amministrazione. È apprezzabile, a tale riguardo, che vari rappresentanti delle istituzioni locali siano sempre presenti a questa iniziativa, confermando così la sua validità promozionale e di animazione sociale.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della bellissima festa con la maxi-gubana lo scorso Capodanno a Cividale del Friuli.

Cividale, riecco la “gubana gigante” e il successo è grande! E ora l’auspicio che possa tornare anche il concorso-sfida

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – E adesso, come si è soliti dire, fatto trenta, si potrebbe fare anche trentuno. Reintrodotta a Capodanno la sempre invitante e superfrequentata festa della “gubana gigante”, a Cividale sarebbe bello, infatti – è l’auspicio di molti -, potesse ritornare anche il concorso che per tanti anni, prima del Covid, aveva visto grande protagonista proprio il dolce tipico delle Valli del Natisone che, di anno in anno, si era sfidato con prodotti tradizionali della pasticceria italiani e stranieri, dettando legge per la sua indubbia e riconosciuta qualità. Come quella che è stata apprezzata dalle centinaia di persone che ieri sera hanno partecipato sotto la loggia municipale, di fronte al Duomo, all’ormai più che collaudato rito degli auguri, appunto con una fetta di gubana e con un buon bicchiere di spumante.

Grande successo dunque – come già anticipato sui social appena conclusa la festa – per la reintroduzione della ormai tradizionale manifestazione del primo gennaio. Non meno di cinque-seicento persone si sono, infatti, presentate al calar della sera davanti alla storica sede del Municipio per questa festa che punta a valorizzare il famoso dolce locale. Il tempo clemente ha favorito un grande afflusso ad un evento che mancava da tre anni, il primo senza il protagonista dei record Berto Blasuttig, del vicino Forno Cattarossi, che aveva animato il Capodanno ducale per ben 15 anni: alla sua memoria è andato un grato ricordo e alla moglie Pia l’onore del taglio della prima fetta. Al suo posto, per consentire proprio la ripresa della manifestazione, si è cimentato il gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone, che come è noto davanti al civico palazzo ha recentemente aperto un elegante negozio-pasticceria, a cui si è affiancata l’azienda vinicola Scarbolo di Spessa con le sue bollicine. Per la cronaca, la gubana 2024 pesava mezzo quintale e l’apprezzamento del pubblico è stato generale, così come quello delle varie autorità – in primis l’assessore comunale Angela Zappulla, in rappresentanza del sindaco Daniela Bernardi, e l’arciprete Livio Carlino – intervenute alla manifestazione, lodandone la ripresa. Quindi, nessun primato da Guinness da inseguire, bensì la volontà – e che il pubblico accorso numerosissimo ha dimostrato di apprezzare – di riproporre e quindi tenere in vita questa bellissima consuetudine.


L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alle attività culturali guidato proprio dalla Zappulla, ha patrocinato l’iniziativa dietro specifica richiesta del Circolo culturale Corno presieduto da Sergio Paroni che, assieme ai precedenti gestori del Caffé San Marco, Andrea e Marco Cecchini, ne fu il promotore originario. La fase logistica del grande brindisi é stata assunta, invece, dal nuovo gestore dello storico locale cittadino che riaprirà a breve dopo un’ampia ristrutturazione interna e che proprio nel 2024 compirà 230 anni di vita. E visto che finalmente si riapriranno le porte del San Marco, oltre all’annuale cin cin beneaugurante di Capodanno, si potrebbe pensare anche alla reintroduzione dell’ormai famoso “Gubana Day” con il concorso-sfida tra il dolce di Cividale e delle Valli con gli altri prodotti tipici che per tanti anni aveva acceso i riflettori sulla città longobarda. Il circolo culturale Corno che si è fatto, lodevolmente, promotore del mega-brindisi di ieri sera potrebbe quindi prendere in considerazione anche questa opportunità assieme ai nuovi responsabili del locale. Il concorso-sfida era diventato, infatti, un importante momento promozionale della inimitabile gubana sfornata in riva al Natisone, quindi anche con un non trascurabile riscontro economico.

—^—

In copertina, alla signora Pia l’onore di tagliare la prima fetta della “gubana gigante” nel ricordo del marito Berto;  all’interno, alcune immagini della bellissima festa di ieri sera a Cividale.

Capodanno cividalese, torna dopo due anni la gubana gigante: il brindisi sarà dedicato al ricordo di Berto Blasuttig

Che bello! Cividale riavrà a Capodanno la sua gubana gigante. La sera del 1° gennaio 2024, nella città longobarda, verrà riproposta infatti, dopo un paio d’anni di assenza a causa dell’emergenza pandemica, una simpatica e partecipata manifestazione volta a valorizzare il tipico dolce locale, ovvero il brindisi per il nuovo anno con la gubana da Guinness.
Sospeso, appunto per il Covid, nel ’21 e ’22, dopo ben quindici anni di tradizione, l’evento verrà riproposto sotto la loggia municipale di Largo Boiani seppur con alcune varianti rispetto alle precedenti edizioni caratterizzate dai record della progressione del peso della specialità dolciaria da Guinnes (da 34 a 103 kg in tre lustri). Ciò é principalmente dovuto alla scomparsa del titolare del Forno Cattarossi, Berto Blasuttig, vero protagonista della gustosa manifestazione. Al suo posto si cimenterà nella performance pasticcera, pur senza inseguire record di pesatura, il gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio davanti al palazzo municipale ha recentemente aperto un elegante negozio-pasticceria. La degustazione gratuita della gubana gigante la sera del 1° gennaio sarà accompagnata dal brindisi con lo spumante dell’azienda vinicola Scarbolo di Spessa di Cividale.
L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alle attività culturali guidato da Angela Zappulla, ha patrocinato l’iniziativa dietro specifica richiesta del Circolo culturale Corno presieduto da Sergio Paroni che, assieme ai precedenti gestori del Caffé San Marco, Andrea e Marco Cecchini, fu il promotore originario. La fase logistica del grande brindisi é stata assunta dal nuovo gestore del Caffé San Marco, storico locale cittadino che riaprirà a breve dopo un’ampia ristrutturazione e che proprio nel 2014 compirà 230 anni di vita. Il San Marco, infatti, é il diretto erede dell’esclusivo circolo aristocratico cividalese sorto nel 1794 nel palazzo quattrocentesco attuale sede del Municipio. Il ludico evento del Capodanno ducale avrà inizio intorno alle 18.30 con il manifesto intento di rilanciare una felice tradizione di grande richiamo turistico.

—^—

In copertina, il taglio della gubana gigante di qualche anno fa presente il compianto Berto Blasuttig che l’aveva prodotta.

Ecco come la difesa del Natisone passa anche attraverso il “Contratto di fiume”

«La sottoscrizione del “Contratto di fiume” del Natisone è una pietra miliare, un passaggio di straordinaria importanza che giunge al termine di un lungo percorso partecipativo in cui senso ultimo è il fatto che i cittadini prendono parte attiva alla gestione dei territori fluviali». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro firmando a Manzano il “Contratto di fiume”, siglato anche dall’Associazione Parco del Natisone, da nove Comuni (Manzano, Taipana, Pulfero, San Pietro al Natisone, Cividale del Friuli, Premariacco, San Giovanni al Natisone, Chiopris Viscone e Trivignano Udinese), Autorità di bacino e Acquedotto Poiana.
«Con il Contratto di fiume – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – possiamo coniugare le esigenze del territorio relativamente alla sicurezza idraulica (pericolo di inondazioni), alla qualità degli ecosistemi acquatici, al miglioramento del paesaggio, alla fruizione del territorio, alle esigenze economiche del territorio, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. È la tappa fondamentale di una strada maestra, incardinata nei processi di pianificazione ma aperta al contributo di tutti, che la Regione ha perseguito con convinzione e che oggi rappresenta un passaggio da ricordare. Dico tappa perché la firma di oggi non segna una chiusura ma l’inizio di un nuovo impegno collettivo da portare avanti a tutela della ricchezza delle risorse idriche e della capillarità dei deflussi».
L’assessore Scoccimarro ha ringraziato «tutti i soggetti firmatari, gli altri importanti attori presenti e l’Università di Udine, per la collaborazione fornita all’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia nella redazione del Contratto, che è un vero e proprio vademecum e auspico sia – ha concluso – un tassello per realizzare una Regione più sicura, più verde e più felice».

—^—

In copertina,  ecco un caratteristico scorcio del fiume Natisone nel Cividalese,

Valli del Natisone, è già aria di Natale: agricoltura e artigianato a San Pietro

Valli del Natisone pronte a far vivere ai visitatori un fantastico periodo natalizio: la Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone ha presentato, infatti, il suo programma che prevede Mercatini di Natale, Agribus tra le aziende agricole, ricette della tradizione e tanti altri eventi a dicembre in questo bellissimo angolo del Friuli, alle spalle di Cividale e sotto il monte Matajur.


Si inizia, oggi e domani, a San Pietro al Natisone nelle strutture al coperto e riscaldate del Centro studi con i Mercatini di Natale delle Valli del Natisone dalle 10 alle 19. «Saranno presenti – spiega il presidente della Pro Loco, Antonio De Toni – oltre 100 artigiani, agricoltori e artisti del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia, con opere creative e manufatti utili e suggestivi, pezzi unici e realizzati rigorosamente a mano”. I visitatori potranno trovare sculture in legno, maglieria di lana lavorata ai ferri, cesti e creazioni artistiche e tutte le produzioni agroalimentari tipiche della zona come mele, miele, vino, formaggi, salumi e dolci della tradizione. L’evento giunge alla sua 18ma edizione ed è organizzato da Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps e Comune di San Pietro al Natisone. Durante i due giorni, saranno presenti anche punti ristoro con prodotti a Km0 per una merenda o uno spuntino durante la visita».
«Complimenti alla Pro Loco – gli fa eco il presidente del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini – per questo evento che sa valorizzare le eccellenze delle Valli del Natisone, rendendo più speciale il Natale. Questo, come gli altri eventi natalizi delle nostre associate, con tanti volontari impegnati in questi giorni nell’organizzazione, è un messaggio di speranza per il futuro e un invito a condividere le gioie più semplici che sono però anche le più durature».
Domenica 11 Dicembre si terrà, invece, un’edizione speciale dell’Agribus delle Valli, con partenza da Udine (piazza Primo Maggio) alle ore 9 e rientro alle 18 con tour e degustazioni alla scoperta di prodotti tipici nei luoghi di produzione come la gubana, il vino, l’olio d’oliva, il miele e la visita al suggestivo mercatino di Natale di Borgo Stremiz a Faedis. Previste tappe presso La Gubana della Nonna, l’azienda agricola Ronc dai Luchis e l’agriturismo Le Cuccagne che proporrà un gustoso pranzo friulano. Solo pochi posti disponibili per questo viaggio enogastronomico, in cui sarà possibile anche acquistare prodotti agricoli ed artigianali in vista del Natale.
Infine, domenica 18 dicembre la Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone inaugurerà la stagione più fredda con i pomeriggi d’inverno nelle Alte Valli del Natisone. “Pomeriggi d’inverno in Benecija – riti e ricette con Le Donne della Benecija” propone la condivisione con il pubblico dell’antica ricetta degli strucchi lessi, la creazione di un centrotavola delle feste con gli elementi naturali del bosco e una degustazione di vino in abbinamento a formaggi e prelibatezze locali. Il tutto avrà luogo a partire dalle 15, all’agriturismo La Casa delle Rondini a Dughe di Stregna.

Per maggiori informazioni e iscrizioni agli eventi:
ProLoco Nediške Doline – Valli del Natisone APS
segreteria@nediskedoline.it
339.8403196 – 349.3241168
www.vallidelnatisone.eu

—^—

In copertina e all’interno cesti, miele e altri prodotti in vetrina oggi e domani a San Pietro al Natisone capoluogo delle Valli.