Alla scoperta del miele carsolino tra prodotti agricoli e biodiversità

Per il programma di “Quanto vale un petalo?”, sabato 13 settembre, dalle 16 alle 19.30, la cooperativa Curiosi di natura propone a San Michele del Carso (Gorizia) la passeggiata naturalistica “Miele e biodiversità” con degustazione.
Alle ore 16 è in programma una facile passeggiata divulgativa tra boschi e prati, sul tema dei prodotti agricoli e la biodiversità, con la guida naturalistica Barbara Bassi. Seguirà, alle 17.30. una visita guidata con degustazione “Sapori di stagione” all’azienda agricola – kmetija Devetak Sara. Con uno spuntino-relax di prodotti locali, composto da tagliere di formaggi con confetture e miele abbinati, frittata con erbe aromatiche, acqua aromatizzata allo sciroppo, dolce e caffè.
Ritrovo alle ore 15.45, davanti al Circolo culturale ricreativo “Danica” di San Michele del Carso. Costo (uscita con degustazione): interi 20 euro; 15 euro i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. In collaborazione con l’Unione Regionale Economica Slovena (SDGZ-URES), e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per i progetti di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina, fiori di edera visitati da api e altri insetti pronubi.

“Asparagus” questa sera sale sul Carso. Poi ultimi dettagli del Ducato dei vini friulani per la Dieta di Primavera a Udine

(g.l.) Mentre sta mettendo a punto gli ultimi dettagli organizzativi della Dieta di Primavera – l’appuntamento è a Udine in giugno -, il Ducato dei vini friulani, guidato dal confermato Duca Alessandro I, invita a un nuovo appuntamento con “Asparagus”, la fortunata rassegna enogastronomica dedicata al re degli ortaggi che ha reso famoso il Friuli Venezia Giulia per la qualità delle sue produzioni.
Il quinto appuntamento del 2025 si terrà questa sera alla Lokanda Devetak 1870 a San Michele del Carso, mentre venerdì prossimo per la prima volta ci sarà la prima puntata fuori regione, all’Osteria della Stazione di Milano. Poi altra uscita dai confini Fvg il 23 maggio a Giai di Gruaro, nel Veneziano, mentre il 16 l’appuntamento è a Grado e il 30, ultima serata, a Corno di Rosazzo. Come si ricorderà, il circuito della buona tavola era cominciato il 4 aprile Al Grop di Tavagnacco, dove la manifestazione era stata ideata tanti anni fa da Elio Del Fabbro e Isi Benini, proseguendo poi a Cormons, Mortegliano e Udine.
E, come detto, appena calato il sipario su “Asparagus”, l’attenzione del Ducato sarà tutta puntata sulla tradizionale Dieta di Primavera che si terrà il 7 giugno, alle 10.30, nella sala di rappresentanza della Fondazione Friuli, Palazzo Antonini Stringher, in via Gemona a Udine. Nell’occasione, oltre all’investitura dei nuovi Nobili, il dottor Walter Filiputti terrà una “lectio magistralis” sul tema È un paradosso definire la comunicazione del vino più importante del vino stesso? Un appuntamento, dunque, molto importante e sul quale ritorneremo.

Alessandro Salvin

Dai sapori di Sara ai vini di Castelvecchio: anche oggi e domani gli Archi della Schippers “cantano” le Stagioni del Carso Isontino

(g.l.) Sul Carso la musica continua a intrecciarsi con i sapori e i profumi dell’agricoltura di queste terre difficili ma piene di fascino, tra San Michele e Castelvecchio. Ormai anche l’autunno è agli sgoccioli, perché il 1° dicembre comincerà, di fatto, l’inverno meteorologico, sebbene l’inizio classico, quello astronomico, resti fissato il 21 del mese in coincidenza con il solstizio che ci regala la notte più lunga dell’anno. Due stagioni “celebrate” anche dalla musica, a partire da quella celeberrima e universalmente conosciuta di Antonio Vivaldi. Ma oggi sul Carso goriziano gli Archi della Schippers faranno, invece, ascoltare “Autunno” e “Inverno” di Giovanni Antonio Guido, dopo aver deliziato otto giorni fa con “Primavera” ed “Estate”, bellissime pagine tratte dagli “Scherzi Armonici sulle Quattro Stagioni dell’Anno” messi sul rigo proprio dal poco noto ma grande compositore genovese (1675-1729).

Due scorci dell’azienda Castelvecchio.

Si tratta del decimo appuntamento con “Le Stagioni del Carso Isontino”, il suggestivo programma messo a punto dall’Associazione Thomas Schippers con la regia del direttore artistico Carlo Grandi. Come la scorsa settimana, il ritrovo è questo pomeriggio alle 15.30 nella sala del Circolo culturale Danica, a San Michele del Carso, in Comune di Savogna d’Isonzo. A seguire, una nuova visita guidata alla vicina azienda agricola e fattoria sociale di Sara Devetak. Qualora le condizioni meteo fossero favorevoli, prima del concerto ci sarà una escursione storica a cura di Silvo Stok (esperto delle vicende di quella Grande Guerra che insanguinò il Carso), con ritrovo e partenza, alle 14 sempre dalla sede del Circolo.
E a pochi chilometri di distanza da San Michele c’è lo splendido altopiano di Castelvecchio, ammantato di rigogliosi vigneti, proprio sopra l’abitato di Sagrado. Qui gli Archi della Schippers danno appuntamento domani mattina, alle 11, nel familiare ritrovo della barchessa dell’azienda agricola Terraneo. Anche in questa sede il maestro Grandi dirigerà i suoi musicisti tra gli spartiti di Giovanni Antonio Guido, dopo una prolusione storico-ambientale ancora dell’architetto Stok. Ma qui, nel “tempio” del famoso Terrano e di altri meravigliosi vini del Carso – tutelati da una delle Doc più prestigiose del Vigneto Fvg -, ci saranno riflessioni e descrizioni mirate ai prodotti della vite a cura dell’agronomo Alberto Faggiani e dell’enologo Erika Barbieri, i quali condurranno per mano alla scoperta del patrimonio vitivinicolo carsolino che meglio di ogni altro riflette i caratteri forti e decisi di queste terre rosse in una cornice paesaggistica di rara bellezza. “Eseguendo l’Autunno – anticipa il maestro Grandi – leggerò il testo poetico che ha ispirato il compositore e che intende creare una forte correlazione proprio tra la musica, il territorio e l’aspetto enologico”.
Anche i concerti di oggi e domani, a San Michele del Carso e a Castelvecchio, sono con ingresso libero e sono inseriti nella parte finale di questo affascinante ciclo musico-ambientale dedicato alle Stagioni del Carso Isontino fatto di quattordici appuntamenti, a tu per tu con aziende che si occupano di eco-sostenibilità in un’ottica di conservazione e valorizzazione dell’identità culturale e naturalistica di un territorio veramente unico, molto amato da tutti. Diversamente, infatti, sarebbe impossibile!

Il maestro Carlo Grandi.

(Foto Rocco Ceselin)

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In copertina, una splendida panoramica della Tenuta Castelvecchio sul Carso Isontino sopra Sagrado.

Gli Archi della Schippers oggi tra i “sapori” di San Michele del Carso nella fattoria didattica di Sara Devetak

(g.l.) Sara Devetak si è fatta un gran bel nome offrendo ai consumatori i sapori della sua amata terra. A San Michele del Carso, nel Comune di Savogna d’Isonzo – dove si trova anche la storica Locanda del padre Augustin -, ha infatti dato vita a una bellissima azienda, dove produce ogni ben di Dio tipico di queste contrade pietrose sferzate dalla bora, e a una “fattoria didattica” – con tanto di certificazione – nella quale intende promuovere non solo le tradizioni del territorio attraverso il gusto, appunto con prodotti artigianali e genuini, ma anche ospitare gruppi di bambini e ragazzi attraverso attività didattiche ed “educational”. Una vera festa per i piccoli che provengono dalle città dove non possono vedere nulla di tutto quanto invece propone questa magnifica zona, teatro nella Grande Guerra di aspri combattimenti, immortalati nei versi di Giuseppe Ungaretti, ma che oggi in tempo di pace – che con tutta la nostra forza speriamo possa durare! – offre angoli ospitali di rara bellezza e bontà, a cominciare dai grandi vini, primo fra tutti l’inconfondibile Terrano.

Grandi con gli Archi a Malchina.

Santa Cecilia

Ebbene, è proprio in questo ambiente unico che il maestro Carlo Grandi ha inserito i due nuovi concerti del riuscitissimo ciclo autunnale “Le Stagioni del Carso Isontino”. Il primo si terrà oggi, giornata in cui peraltro ricorre la memoria di Santa Cecilia patrona dei musicisti, con appuntamento alle 15.30, nella sala del circolo culturale Danica. E al termine seguirà una interessantissima visita guidata proprio all’azienda agricola Kmetija di Sara Devetak; il secondo si terrà fra otto giorni, vale a dire venerdì 29 novembre, alla stessa ora e con il medesimo programma.
In entrambe le occasioni – sempre con ingresso libero – saranno protagonisti gli Archi della Schippers che eseguiranno gli Scherzi Armonici sulle Quattro Stagioni dell’Anno di Giovanni Antonio Guido (Genova, 1675-1729), ripartendoli opportunamente nei due concerti. Come dire che oggi saranno eseguiti Primavera ed Estate, venerdì prossimo Autunno e Inverno. Nel secondo appuntamento, se le condizioni del tempo saranno favorevoli, il concerto sarà preceduto, alle 14, da una visita ai luoghi carsici assieme all’architetto Silvo Stok, esperto della storia appunto legata alla prima Guerra mondiale.
L’Associazione Thomas Schippers ha, dunque, scelto un nuovo filone fra i produttori del Carso dopo quello che, recentemente, l’ha vista suonare con i suoi Archi fra i preziosi uliveti di Malchina, nell’entroterra di Sistiana, ospite dell’azienda Carsolivo del professor Luigi Remo Tamburrini. Come detto in altre occasioni, si tratta di un nuovo concerto dei quattordici organizzati dal sodalizio musicale presieduto dall’avvocato Cristiano Gobbi, correlati anche a visite guidate ed escursioni storiche in siti carsici di alto valore storico e ambientale, nonché legati ad aziende che si occupano, appunto, di eco-sostenibilità in un’ottica di conservazione e valorizzazione dell’identità culturale e naturalistica di un territorio, come detto, veramente unico.

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In copertina e qui sopra Sara Devetak nella sua bellissima fattoria didattica a San Michele del Carso.

“Sapori del Carso”, tra i colori d’autunno del Brestovec nel Vallone goriziano

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 12 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 un’escursione panoramica sul monte Brestovec, nel Vallone verso Gorizia, con la guida naturalistica Barbara Bassi. Uscita in sostituzione di quella intitolata “Dal Vipacco a San Michele del Carso”, annullata per ragioni tecniche.
Un’uscita naturalistica e panoramica tra i colori dell’autunno, fino alle trincee e gallerie della Grande Guerra che attraversano il monte, in cui si trova un suggestivo allestimento museale storico. Un facile percorso pianeggiante di 5 chilometri, ma si raccomandano scarpe con suola antiscivolo. E, fino a domenica 19, possibilità di pasti tipici con uno sconto del 10%, nei ristoranti di Sapori del Carso.
Ritrovo alle ore 9.10 davanti a Circolo culturale ricreativo “Danica” di San Michele del Carso. Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Escursione successiva: domenica 19 “Da Lipica al Museo vivente del Carso”, verso Basovizza. Ritrovo alle 9.10 nel parcheggio dell’Hotel Maestoso di Lipica (a Sežana).

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Il programma sul sito www.saporidelcarso.net

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, il Carso che si tinge con i magici colori dell’autunno; all’interno, le alture isontine e il monte Brestovec con la galleria del Cannoniere.

Finalmente riecco “Asparagus” vanto da 40 anni del Ducato dei vini friulani

(g.l.) Ma dove poteva nascere una manifestazione come “Asparagus” se non a Tavagnacco, la capitale friulana del celeberrimo asparago bianco? Proprio in questo paesotto alle porte di Udine vide infatti la luce, all’inizio degli anni Ottanta, la importante rassegna della buona tavola, promotori Elio Del Fabbro, titolare del ristorante Al Grop, il “tempio” della cucina dei gustosi turioni, e Isi Benini, giornalista e fondatore del Ducato dei vini friulani – sodalizio da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg e dei suoi meravigliosi prodotti – che della promozione delle eccellenze dell’agricoltura Fvg e della loro valorizzazione in cucina fece una vera e propria missione professionale, tanto da dare vita anche a una rivista mensile, “Il Vino”, bellissima, in carta patinata, ricca di contenuti e di immagini efficaci, della quale ancora oggi si sente la mancanza.

Elio Del Fabbro e Isi Benini


E oggi, dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato ieri mattina da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione – un vero e proprio fiore all’occhiello della benemerita confraternita -, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ha ospitato l’appuntamento con i giornalisti.

Giovanni Da Pozzo e Alessandro Salvin

(Foto Walter Menegaldo)

Il presidente camerale Giovanni Da Pozzo ha fatto gli onori di casa, in Sala dell’Economia, di rientro dalla cerimonia per i 170 anni della Polizia, in cui, ha riferito, «è stato espresso un concetto perfetto per darci speranza dopo questi due anni di pandemia: la forza della normalità. Nonostante ci troviamo con una situazione geopolitica internazionale preoccupante – ha evidenziato Da Pozzo –, stiamo lentamente vedendo la luce per quanto riguarda il Covid e finalmente si comincia a parlare di nuovo di eventi del territorio, una vera ricchezza per la vitalità delle nostre comunità e della nostra economia. “Asparagus” è ormai un grande classico tra gli eventi di qualità: ha il pregio di ruotare attorno a un prodotto tipico fortemente rappresentativo della nostra regione, abbinato ai vini del territorio e all’alta ristorazione, richiamo turistico di assoluta eccellenza. Come Cciaa – ha concluso il presidente – siamo stati, siamo e sicuramente saremo al fianco di “Asparagus” e come noi ci sono tanti altri enti che sostengono questo evento, bel simbolo di ripartenza, così come tanti altri eventi che via via confidiamo torneranno a vivacizzare le nostre giornate e la nostra produttività».
Il duca Alessandro I ne è convinto. «Per questa 21ma edizione – ha rimarcato – abbiamo grandi aspettative: c’è una squadra di sette tra i migliori ristoranti della regione pronta a mettersi all’opera per proporre l’asparago, rigorosamente friulano, declinato in svariate portate. I menù sono tutti diversi, ma abbiamo voluto mantenere un piatto comune, cioè il più semplice ma classico e goloso, “uova e asparagi”, che però sarà rivisitato dalla fantasia degli chef dei singoli ristoranti».

Spuntano gli asparagi bianchi.


Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco (dove “Asparagus” appunto è nato), il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.
“Asparagus”, come detto, è nata nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei vini friulani, e di Elio Del Fabbro, patron del ristorante Al Grop. L’appuntamento non solo valorizza un prodotto come l’Asparago bianco di Tavagnacco, ma anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove questo ortaggio viene tradizionalmente coltivato, con soddisfazione dei produttori per l’ottima qualità del raccolto, ma anche dei consumatori buongustai per i quali i bianchi turioni che spuntano dal terreno risvegliatosi dal gelo dell’inverno sono una vera e propria delizia, una festa per il palato.

La confezione dei mazzi.

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In copertina, il logo che tradizionalmente annuncia il ritorno di “Asparagus”.

Dall’uso delle erbe spontanee in cucina ai vini di Rubbia e al cioccolato goriziano

(g.l.) Tutto sulle erbe spontanee che si possono trovare, e raccogliere, in Friuli Venezia Giulia e che sono interessanti, oltreché gustose, anche in cucina: basti pensare al comunissimo tarassaco, in friulano “tale” o “talate” con il quale si fa il “lidum” o “litum” (Taraxacum officinale, quello dai fiori gialli brillanti che si trasformano poi in soffioni), lo “sclopit” (Silene vulgaris) e il carnico “radic di mont” (Cicerbita alpina). E’ quanto propone l’incontro informativo che si terrà oggi, 7 aprile, alle 17, alla Galleria d’arte – Accademia Città di Udine in via Anton Lazzaro Moro 58, nel capoluogo friulano. Titolo dell’incontro: Excursus sulle erbe spontanee delle nostre zone che hanno rilevanza anche dal punto di vista gastronomico: con descrizione ed immagini delle singole specie e delle relative ricette. La trattazione dell’argomento sarà a cura dello chef Ennio Furlan, del Collegio Cocorum, con la collaborazione tecnica di Vincenzo Gomma.

“Sclopit”

“Radic di mont”

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Per domani 8 aprile, invece, il circolo culturale Il Mulino a Nordest propone una Escursione tra vino e cioccolata nel Goriziano, con visita al Castello di Rubbia di San Michele del Carso e alla fabbrica di cioccolato Witor’s di Gorizia. Questo il programma: alle 10.15 ritrovo al parcheggio Mega di viale Palmanova, a Udine, presso il Mac Donald’s; alle 10.30 partenxa di gruppo per il Castello di Rubbia, quindi visita guidata al maniero, alla sua famosa cantina, alle gallerie della Grande Guerra, con assaggio di tre vini del Carso e di prodotti tipici del territorio. Nel pomeriggio, alle 15.30, visita nel capoluogo isontino alla storica fabbrica di cioccolato Witor’s, industria dolciaria fondata sessant’anni fa, nota anche per il “boero” (il cioccolatino con ciliegina sotto spirito), fiore all’occhiello della sua produzione. La visita terminerà alle 17.30 circa. Saranno ammesse un massimo di 20 persone: costo previsto 30 euro. Per le prenotazioni telefonare a Luciana Variola, cellulare 339.1244284.
Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Il Castello di Rubbia…

… e la sua cantina.

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In copertina, i caratteristici fiori gialli del tarassaco, erba molto usata in cucina.

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I grandi vini del Carso per rivitalizzare il “cuore” di Monfalcone

di Gi Elle

Il profondo amore per il Carso, un territorio senza confini, e la smisurata passione per i suoi prodotti di qualità sono i punti fermi di questa nuova avventura che sta per cominciare a Monfalcone, dove il Carso goriziano finisce, ai piedi del colle con la storica Rocca, per lasciare il posto a quello triestino, dopo il Timavo, il famoso fiume sotterraneo – fenomeno carsico di rara suggestione – che emerge a cielo aperto a pochi passi dalla foce, sul mare Adriatico. Ma il Carso non è soltanto bellezze naturali e quindi ambientali, ancora pressoché intatte, ma anche una terra aspra e nel contempo fertile, ricca di ferro e sali minerali, che regala prodotti di grande pregio, a cominciare dai vini protetti proprio dalla Doc Carso, sia nell’area giuliana che isontina: basti citare Malvasia e Vitovska, fra i grandi bianchi, e Terrano (famiglia Refoschi) fra gli inimitabili rossi. E in questo angolo del Vigneto Fvg eccelle l’azienda vitivinicola Castello di Rubbia Grad Rubije (perché siamo proprio sulla linea di confine con la Slovenia, a San Michele del Carso), la cui “anima” è una donna del vino, Nataša Černic, la quale ora si rende protagonista di una nuova, importante e coraggiosa avventura, considerati i tempi che stiamo attraversando fra problemi e difficoltà che hanno come denominatore comune il famigerato Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia.

Le cantine del Castello di Rubbia e il locale che riapre a Monfalcone.

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L’avventura si chiama “Il Carso in Corso” che, proprio nel centro storico di Monfalcone, ha annunciato la sua riapertura per domani 27 giugno – inaugurazione dalle 18 con la musica del duo Laura Clemente, voce, e Gaetano Valli, chitarrista di fama nazionale – con una nuova gestione che vede coinvolta appunto Nataša Černic, leader della storica cantina che sorge in quei paesetti del Carso che, durante la Grande Guerra, videro dispiegarsi il genio poetico di Giuseppe Ungaretti. Questa riapertura, importante segnale di rivitalizzazione del centro di Monfalcone, dopo il lungo stop dovuto proprio alla pandemia, nasce dalla condivisione di valori tra diverse realtà che vedono nel “Carso in Corso” l’inizio di una nuova, grande storia. Oltre all’Associazione Culturale Nuovo Corso (con Manlio Comar, Sonia Bacicchi e Mauro Bertossi), da sempre al fianco dell’attività monfalconese, entrano “in famiglia” appunto l’azienda agricola Castello di Rubbia, l’Associazione culturale Euritmica e la casa editrice Kappa Vu, insieme per una sinergica organizzazione di iniziative culturali che coinvolgono la musica, la letteratura, l’enogastronomia, con eventi mirati a ridare al locale quel ruolo di punto di riferimento culturale che negli anni ha richiamato un pubblico proveniente da tutta la regione e per dare la giusta valorizzazione alle peculiarità del territorio carsico, selvaggio e affascinante, che domina la città dei Cantieri, l’Isontino e la vicina Slovenia.

Grappolo di Vitovska.


Le proposte gastronomiche, curate dallo chef Andrej Marini, si potranno consumare nel locale o acquistare per asporto. Chef Andrej, storico cuoco legato proprio ai ricordi del Poeta di San Martino del Carso, porterà nel locale a due passi dal Teatro Comunale e dalla piazza del Municipio anche la sua esperienza maturata in Grecia. Ed è proprio nel Paese ellenico che nel Medioevo nasceva la Malvasia, vino autoctono che grazie ai Veneziani si diffuse nel corso dei secoli in tutto il Mediterraneo. Oltre ai pilastri dei vini carsici, Vitovska e Teran (per chiamarli in sloveno, del Castello di Rubbia e di altre etichette), al “Carso in Corso” si potranno degustare diverse Malvasie dell’area mediterranea. Nataša Černic è, infatti, la principale promotrice del progetto europeo “Malvasia, Ambasciatrice del Mediterraneo”.

La musica è da sempre al centro delle attività del locale, che si distingue per l’acustica curata nei minimi particolari ed è noto per la rassegna Jazz in Progress, che ha portato a Monfalcone molti jazzisti, anche di livello internazionale, oltre a dare spazio ai molti talenti del Friuli Venezia Giulia; sono di casa al Carso in Corso: Giorgio Pacorig, Giovanni Maier, Claudio Cojaniz, Daniele d’Agaro, Francesco De Luisa. Da quest’anno gli eventi musicali avranno una nuova forza motrice: si tratta dell’associazione culturale Euritmica, che festeggia i 30 anni del Festival Internazionale Udin&Jazz, da un biennio trasferitosi a Grado, dove si terrà dal 28 luglio al primo agosto. In quei giorni il “Carso in Corso” si sposterà nella località marina dove curerà l’area food&drink e dove presenterà due vini firmati Castello di Rubbia, con etichetta dedicata al festival. Infine, per gli amanti della lettura è disponibile un angolo adibito a libreria ben rifornito di volumi in italiano, friulano e sloveno.

Anche la musica protagonista.

Orari Carso in Corso: da martedì a venerdì dalle 17 alle 24 – Sabato e domenica dalle 10 alle 24 – Lunedi chiuso
Info e prenotazioni: +39 349 7957889 – info@castellodirubbia.it

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In copertina, Nataša Černic, donna del vino, orgogliosa per il Terrano.

LA RICETTA – Crema di patate e cipolla bianca

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, facciamo tappa a San Michele del Carso, e precisamente alla Lokanda Devetak 1870 per proporvi una originale ricetta dello storico locale che ha per base la cipolla. E questo perché durante tutto novembre, anche in quattro Ristoranti del Buon Ricordo del Friuli Venezia Giulia – tra i quali, appunto, questo in Comune di Savogna d’Isonzo -, è protagonista proprio il popolare ortaggio, la cui presenza è irrinunciabile in molti piatti. Ecco, dunque, la ricetta come sempre per quattro persone elaborata dallo chef Gabriella Cottali Devetak.

“Crema di patate e cipolla bianca, Spätzle alle erbe e guanciale croccante”

Ingredienti:

Per la crema
4 cipolle bianche
4 patate
sale q.b.
50 g guanciale

Per gli spätzle alle erbe
250 g farina
200 g albumi circa
2 uova intere
20 g erbe aromatiche tritate
50 g parmigiano reggiano grattugiato
sale q.b.

Preparazione:

Per la crema
Tagliare 4 fette di guanciale sottile e metterlo da parte.
Mettere le patate e le cipolle tagliate grossolanamente in una pentola assieme al guanciale rimasto e coprire con abbondante acqua. Cuocere fino a che le patate diventano morbide. Frullare tutto per bene e regolare di sale.
N.B. Si può togliere il guanciale prima di frullare il tutto.

Per gli spätzle alle erbe
Preparare un impasto colloso con tutti gli ingredienti, regolare eventualmente la consistenza e con l’apposito attrezzo per spätzle cuocerli in acqua bollente salata.
Scolarli in acqua e ghiaccio se non usati immediatamente. E al bisogno riscaldarli in acqua bollente salata per 1, massimo 2 minuti.
Adagiare in una padella calda le 4 fette di guanciale fino a che diventano croccanti.

Impiattamento
Porre gli spätzle in un piatto fondo, coprire con la crema di cipolle. Guarnire con la fetta di guanciale e un filo di olio Evo.

Vino:
Una fresca Vitovska della Doc Carso.

 

Lokanda Devetak 1870
di Avguštin Devetak

34070 Savogna d’Isonzo (Gorizia)
Loc. San Michele del Carso
Via Brezici, 22
Tel. 0481.882488 – 882756
Fax 0481.882964
www.devetak.com
info@devetak.com
Chef: Gabriella Cottali Devetak

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In copertina, il piatto “Crema di patate e cipolla bianca, Spätzle alle erbe e guanciale croccante”.